Il Tour de force cui invitabilmente ci si sottopone durante i festival, il più delle volte si tramutano in tour de beauté, portando a ricollegare al propria vita alla bellezza degli ‘ambienti’, dei luoghi e delle belle offerte musicali.
CATERINA CORNARO -Donizetti opera 2025 – Teatro Donizetti 30 novembre
Musica di Gaetano Donizetti
Tragedia liorica di Giacomo Sacchero
Direttore Aram Khacheh
Regia Francesco Micheli
Scene Matteo Paoletti Franzato
Costumi Alessio Rosati
Lighting design Alessandro Anderoli
Drammaturgia Alberto Mattioli
Visual Design Matteo Castiglioni
Caterina Cornaro Carmela Remigio
Andrea Cornaro Fulvio Valenti
Gerardo Enea Scala
Lusignano Wonjun Jo
Strozzi Francesco Lucii
Mocenigo Riccardo Fassi
Un cavalierede re Francesco Lucii
Matilde Vittoria Vimercati
Orchestra Donizetti Opera
Coro dell’Accademia Teatro aòlla Scala
Maestro del coro Salvo Sgrò
Si tratta di una storia complessa e al Donizetti viene rappresentata in parallelo con la storia di una donna incinta, sola, angosciata, che attende notizie sull’evoluzione del pesante malanno urgentemente accaduto al marito, con poche speranze, ma con la consolazione dell’arrivo di un figlio.
La narrazione operistica parte da Venezia giungendo fino a Cipro dove le vicende si alternano e diventano sempre più controverse e difficili da superare.
L’ultima grande opera italiana del prolifico compositore di Bergamo trova vita al festival nella versione più vicina alle intenzioni del maestro. La storia di Caterina che giunge al trono di Cipro grazie ad una controversa amicizia tra i suoi due pretendenti, diviene vittima del Consiglio di Venezia.
La realizzazione di quest’opera importante è stata creata con efficacia sia nella sua globalità che nei dettagli curati con sapiente attenzione, riservando allo spettatore particolari affascinanti e attrattuvu.
Purtroppo vicende indipendenti dalla loro volontà hanno indotto il Maestro Riccardo Frizza a non dirigere e lasciare il podio al giovane, ma già solido Aram Khacheh, il quale ha diretto con piglio sicuro e sensibilità, parimenti a Vito Priante che dopo un evidente abbassamento di voce ha dovuto lasciare il palcoscenico a Wonjun Jo che ha brillantemente ricoperto il ruolo di Lusignano con bei colori e profondità.
L’opera è stata rappresentata filologicamente, stabilendo due piani di narrazione:
la regia di Francesco Micheli evidenzia le abilità delle realizzazioni classiche, quanto quelle contempporanea, lasciando ‘pulizia’ di azione, molto interessante e ben coniugata con le scene di Matteo Paoletti Franzato (pannelli in rotazione) e con i costumi importanti e particolari di Alessio Rosati che spaziano temporalmente, esaltati dal Lighting design di Alessandro Anderoli che utilizzando le più contemporanee disponibilità si incrocia positivamente con le realizzazioni del visua designer Matteo Castiglioni e con il lavoro di drammaturgia di Alberto Mattioli.
Venendo agli interpreti oltre a quanto segnalato circa la sostituzione di Vito Priante il ruolo del titolo è stato ricoperto da una Carmela Remiglio con voce solida e facile agli acuti ricchi di colore che sottolineano la salda tecnica del soprano.. Gerardo incontra l’affermato tenore Enea Scala in maturità artistica, seppur ancor giovane, sempre ben in ruolo e molto partecipativo.
Fulvio Valenti è Andrea Cornaro, il padre della futura regina di Cipro, buon interprete. Riccardo Fassi è segnatamente coinvolto nel rendere Mocenigo e Strozzi è autorevolmente reso da Francesco Lucii.
Veramente un buon cast e un allestimento accattivante che con Orchestra e Coro hanno esaltato le note di Donizetti.
La Musica vince sempre
Renzo Bellardone
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