IL RATTO DAL SERRAGLIO – Teatro Regio Torino 15 nov. 2025

IL RATTO DAL SERRAGLIO – Teatro Regio Torino 15 nov. 2025

Il male non si sconfigge con il male, ma con la bontà, la clemenza e l’animo fraterno e intelligente, che comprende la vita nel suoi recessi più nascosti, senza seguire illusorie strade di potenza e dominio: morale molto attuale ai nostri giorni ed alla figura di Selim ci si dovrebbero ispirare molti potenti della terra.

IL RATTO DAL SERRAGLIOTeatro Regio Torino 15 nov. 2025

Singspiel tedesco in tre atti

 

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Libretto di Johann Gottlieb Stephanie the Younger

tratto dal dramma Belmonte und Constanze di Christoph Friedrich Bretzner

Prima rappresentazione assoluta: Vienna, Burgtheater, 16/07/1782

Konstanze – Soprano – Sofia Fomina

Belmonte -Tenore – Anthony Leon

Blonde – Soprano – Eleonora Bellocci

Pedrillo – Tenore – Denzil Delaere

Osmin – Basso – Dimitry Ivashchenko

Selim – Attore – Sebastian Wendelin

Giannizzero – Soprano – Pierina Trivero

Giannizzero – Mezzosoprano – Laura Realbuto

Giannizzero – Tenore – Roberto Guenno

Giannizzero – Basso-baritono – Roberto Calamo

Gianluca Capuano direttore d’orchestra

Michel Fau regia

Tristan Gouaillier ripresa della regia

Antoine Fontaine scene

David Belugou costumi

Joël Fabing luci

Hadrien Delanies assistente alla regia

Ulisse Trabacchin maestro del coro

 

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

Allestimento Opéra Royal de Versailles

Il ratto dal serraglio, ovvero  Die Entführung aus dem Serail è un Singspiel in tre atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Gottieb Stephanie il giovane.

Drammaticità e comicità si confondono tra le astute note di Mozart amalgamate con con le ‘turcherie’ di moda all’epoca.

Opera brillante che piace sia per la musica che per le situazioni divertenti seppur molto ingenue agli occhi nostri. La morale dell’opera invece è di grande spessore ed attualità e parrebbe che troppi grandi della terra non ragionino invece illuministicamente alla maniera del generoso turco mozartiano che risolve con la ragionevolezza, il perdono e con la bontà.

L’ambientazione proposta dal Regio di Torino è variopinta e colorata, ma al tempo stesso sobria e scevra da inutili orpelli. Interessanti i lineari movimenti delle stesse scene e l’idea registica finale di far volare Selim sul tappeto volante (tipica turcheria), anche se di musica turca se ne trova ben poca a vantaggio di arie moldave o valacche.

La regia di Michel Fau è classica con qualche spunto divertente come quando il bacio fra Pedrillo e Blondine viene interrotto perché le scene si dividono, oppure quando i personaggi diventano burattini con movenze da pupi siciliani con efficaci simbologie ed è gradevolmente ben incastonata con le scelte scenografiche di grande prospettiva di Antoine Fontaine. I costumi classici, ma più vezzosamente divertenti che ridondanti sono di David Belugou.

Tristan Gouaillier ha ben ripreso la regia, mentre Joël Fabing ha diseggnato coerentemente  le luci; Hadrien Delanies assistente alla regia e

Ulisse Trabacchin maestro del coro hanno insieme e con sicurezza valorizzato l’allestimento dell’Opéra Royal de Versailles.

Konstanze,(ruolo per soprano di coloritura) incontra buona interprete in Sofia Fomina, che duetta con facilità negli acuti con Belmonte il tenore Anthony Leon che porge con grazia la sua vocalità; entrambi significativi si cimentano nella vicenda con Blonde, vicace soprano che scopre in Eleonora Bellocci appunto una vivace interprete che sa dare comicità al personaggio, come anche Pedrillo. Il tenore Denzil Delaere che con movenze e piccole gags ravviva il ruolo vocale ben esposto. Il basso profonto Dimitry Ivashchenko interpreta Osmin  il feroce custode del Palazzo il quale smania di tortutare e uccidere ma che dovrà cedere alla ragionevole bontà del Pascia; Osmin è reso con verosimile brutalità ridicolizzata, con voce profonda e ben calibrata. Trattandosi di un Singspiel ci sono molte parti parlate ed addirittura un intero ruolo è solo parlato: l’attore Sebastian Wendelin interpreta Selim con chiara esposizione e naturalezza negli atteggiamenti e movimenti.

Sempre ottimo il coro per la direzione di Ulisse Trabacchin ed in questo caso si sono evidenziati nell’interpretare i giannizzeri Pierina Trivero, Laura Realbuto, Roberto Guenno e Roberto Calamo.

L’Orchestra ridotta a pochi elementi come previsto dalla partitura, è risultata di grande bravura ed è stata apprezzata anche la direzione del vincitore del premio Abbiati 2022 ovvero Luigi Capuano, incisivo nel gesto misurato che ha però saputo trarre le tipiche vivacità mozartiane che sono il sale delle sue composizioni.

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

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