DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020.

DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020.
Uno dei pregi del teatro Coccia di Novara, unico teatro di tradizione del Piemonte, sta nel rappresentare ogni anno una nuova opera, una prima assoluta. Da qui con alterne fortune le nuove opere viaggeranno per il mondo per farsi conoscere e divenire punto di riferimento per le nuove composizioni. DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020. musica di Marco Poddalibretto di Emilio Jonadirettore Vittorio Parisiregia Alberto Jona immaginario visivo Cora De Maria e Jenaro Meléndrez Chasscenografia Alice Delorenzisagome originali Cora De Maria   Dèdalo EnsembleCoro San Gregorio MagnoCoro delle voci bianche del Teatro Coccia Maria Júlia Farrés-LlonguerasRuggero Danilo FormaggiaDonna di Veleni Paoletta MarrocuAmante Matteo MezzaroPaesani, giovani, ragazzi Solisti dell’AccademiaAMO del Teatro CocciaOmbristi Alice De Bacco, Anna Guazzotti, Pierre Jacquemin   Prima esecuzione assolutaProduzione Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre Con il sostegno di Clinians   Il librettista Emilio Jona racconta: Il libretto di Donna di Veleni nasce da una commissione del Teatro Coccia di Novara a Marco Podda di un’opera lirica, che avrebbe dovuto incentrarsi su alcune figure di donne siciliane del diciassettesimo secolo dedite alla trasgressione e al veneficio; ma il materiale lasciatomi da Podda per immaginare un libretto fu in realtà lo stimolo per proporre, discutere con lui e poi scrivere un testo dove restarono le donne e un veneficio, ma in un contesto e con una trama del tutto diversi. Debbo dire che mi sono appassionato a scrivere questo testo “…“ Ne è uscito un libretto, all’apparenza del tutto tradizionale, rigorosamente in rima, che trova i suoi spunti linguistici soprattutto in ottave, strambotti, stornelli del mondo popolare siciliano e calabrese e racconta una storia di genere, fortemente al femminile, in un tempo di caccia alle streghe, con le sue ossessioni sessuofobiche, che ha nel centro la figura di una donna, maga e sapiente, che sarà chiamata a risolvere i problemi di violenza e d’amore dei due protagonisti “…” I tre personaggi si muovono in un paese e sentimenti senza tempo, tra cori emblematici: quello degli uomini neri che impersonificano il potere di una religione istituzionalizzata, feroce e repressiva nel difendere i suoi dogmi, la sua sessuofobia e il suo disprezzo per la donna, quello dell’innocenza dei bambini abbandonati dalle madri, quello degli adolescenti sulle soglie dell’amore, e quello dei paesani che vivono tra privazioni e carestie. Tutti chiedono qualcosa alla donna dei veleni, ma ciò che le chiedono Maria e Ruggero sono due cose opposte. E la Donna di Veleni le offrirà loro in un’unica coppa; a seconda di chi e perché la berrà essa darà amore o morte. Sarà Ruggero a fare una scelta che riunirà drammaticamente questi due percorsi; e sarà poi la donna dei veleni, con la sua saggezza di Grande Madre, a prendere per mano una Maria diversa, provata e dolorante, per accompagnarla verso il suo futuro.   Ecco che dalle parole del librettista si evince immediatamente l’argomento e per quanto riguarda la musica posso tranquillamente asserire che si tratta di una musica contemporanea che affonda le radici nella tradizione che seppur con sprazzi di assoluta modernità, resta una composizione gradevole all’ascolto e di immediato impatto. Il compositore Marco Podda annota:  Il progetto di scrittura è stato concepito per una narrazione sonora con frequenti cambi di funzione emotiva per non far cadere l’attenzione dell’ascolto. Nello specifico della vocalità dei ruoli, preminente nell’esasperazione è quello della protagonista, la Donna di Veleni, che – seppur soprano drammatico –  è spinta da esigenze di espressività testuale sia ad impervi Si acuti che ad abissi rantolanti sul La grave. Il regista Alberto Jona vanta...

VIOLANTA – Teatro Regio di Torino- 26 gennaio 2020

VIOLANTA – Teatro Regio di Torino- 26 gennaio 2020
Alla vigilia della celebrazione del Giorno della Memoria, il Teatro Regio con elegante sensibilità , prima della rappresentazione sceglie di proporre un intervento condotto dal Sovrintendente  Sebastian Schwarz che intervista il direttore di Violanta, ovvero Pinchas Steinberg. Questi narra di aver scoperto la tragedia dell’olocausto a cinque anni, quando trova la mamma in lacrime e disperazione totale per aver scoperto dopo tempo, che la sua famiglia di cui aveva perso le tracce, era stata completamente distrutta in campo di sterminio, dalla furia nazista. Schwarz invece crea un filo d’unione tra olocausto, foibe e la situazione immigrati di oggi; parla poi di Korngold, l’autore ebreo di Violanta che lasciò la sua terra per sfuggire alle persecuzioni naziste, così come i deportati ed i perseguitati lasciano la loro terra per costrizione. VIOLANTA –Teatro Regio Torino-26 gennaio 2020 Opera in un attoLibretto di Hans MüllerMusica di Erich Wolfgang KorngoldPrima esecuzione in Italia Violanta Annemarie KremerSimone Trovai Michael Kupfer-RadeckyAlfonso Norman ReinhardtGiovanni Bracca Peter SonnBice Soula ParassidisBarbara Anna Maria ChiuriMatteo Joan FolquéPrimo soldato Cristiano OlivieriSecondo soldato Gabriel Alexander WernickPrima ancella Eugenia BraynovaSeconda ancella Claudia De Pian Orchestra e Coro del Teatro Regio di TorinoDirettore Pinchas SteinbergMaestro del coro Andrea SecchiRegia, scene e costumi Pier Luigi PizziLuci Andrea AnfossiAssistente alla regia Matteo AnselmiAssistente alle scene Lorenzo MazzolettiAssistente ai costumi Lorena MarinDirettore dell’allestimento Pier Giovanni BormidaNuovo allestimento Teatro Regio TorinoIn occasione del Giorno della MemoriaTorino, 21 gennaio 2020   Un atto unico, intenso sia musicalmente che drammaturgicamente che narra di una scura vicenda durante un carnevale a Venezia nel secolo XV. Tutto parte dal ricordo incombente di Violanta circa la sorella, suicida dopo la seduzione subita dal figlio del Re di Napoli. Le è in bilico tra l’amore per il marito e l’iniziale odio per Alfonso che andrà a tramutarsi in amore assoluto fino a salvarlo dalla spada del marito Simone cui lei, nel tempo dell’odio,  aveva chiesto di uccidere. Erich Wolfgang Korngold compose l’opera a soli diciassette anni su libretto di Hans Müller,   prima di espatriare ad Hollywood e di fatto divenire l’inventore delle musiched a film. In Violanta la musica è immediatamente coinvolgente, fin dall’ouverture dove una sorta di contemporanea solennità diviene incalzante nell’introdurre la vicenda. Alla Prima italiana, l’orchestra del Regio di Torino è diretta magnificamente da Pinchas Steinberg che sottolinea ogni sfumatura ed estrapola colorazioni e toni davvero avvincenti: le emozioni della tragicità avvinghiate a leggerezza sinfonica si dipanano in un evolversi di struggenti immagini e sensazioni. La magistrale regia di Pier Luigi Pizzi, abbandona l’amato colore bianco e sceglie il rosso quasi ad evocare bordelli di lusso anni venti. L’eleganza è innata in Pizzi e la riversa ariosamente anche in questa produzione che vede un enorme oblò a fondo palco da cui si intravedono gondole e si immaginano feste e tragedie ! Annemarie Kremer è superbamente Violanta cui dedica il suo carisma naturale ed imprime  forte carica passionale che si evolve con la vicenda; con un bel fraseggio rende comprensibile il linguaggio tedesco e non si risparmia vocalmente. Il baritono Michael Kupfer-Radecky è il militare ruvidamente sospettoso nei confronti della moglie: bella timbratura e possente interpretazione. “Sterben wollt ich oft”, è l’aria che connota Norman Reinhardt, perfettamente in ruolo anche grazie alla sua notevole presenza scenica. Anna Maria Chiuri, nel breve ruolo della nutrice, espone il noto colore scuro e morbido al tempo stesso. Adeguato sicuramente tutto il cast, di ottimo livello. La Musica vince sempre. Renzo...

IL MATRIMONIO SEGRETO – Teatro Regio di Torino – 18 novembre 2020

IL MATRIMONIO SEGRETO – Teatro Regio di Torino – 18 novembre 2020
Per i melomani curiosi come me, è sempre importante, nel totale rispetto del libretto e della partitura, innovare ed attualizzare le ambientazioni di opere che …  triste a dirsi sono ormai un po’ polverose e nella versione originale, non attirerebbero certo un pubblico nuovo, indispensabile per il ricambio, per il bene dei teatri, per il bene della cultura e quindi della società.  Il matrimonio segreto –Teatro Regio Torino 18 gennaio 2020  Di Domenico Cimarosa Carolina Soprano                 Carolina Lippo Geronimo Basso                   Marco Filippo Romano Paolino Tenore                      Alasdair Kent Il conte Robinson Baritono   Markus Werba Fidalma Mezzosoprano          Monica Bacelli Elisetta Soprano                    Eleonora Bellocci    Nikolas Nägele direttore d’orchestra Pier Luigi Pizzi regia, scene e costumi Andrea Anfossi luci Matteo Anselmi assistente alla regia Serena Rocco assistente alle scene Carlo Caputo maestro al fortepiano Orchestra Teatro Regio Torino Allestimento Teatro Regio Torino Produzione originale Festival della Valle d’Itria – Martina Franca Edizione critica a cura di Franco DonatoniEditore musicale Casa Ricordi, Milano L’opera compiuta da Pier Luigi Pizzi per la realizzazione di questo Matrimonio Segreto è per me encomiabile; con l’elegante colore bianco che contraddistingue la raffinatezza di Pizzi, spaccato dal metallo, dal giallo e dal rosso, ha realizzato tre ambienti comunicanti fra di loro che diventano un tutt’uno della scena. Ogni personaggio ha una sua porta da cui entrare, così com’è nelle abitazioni della realtà: ognuno ha la sua camera! Non è la prima volta che il Maestro si cimenta con l’ironico ed il comico, sfruttando appieno la sua vis comica. Imprime notevole movimento e non concede un attimo si tregua nell’azione; i costumi disegnati dallo stesso Pizzi sono vivaci e decisamente improntati a far divertite il pubblico. Caratterizza ogni personaggio dando una vera e propria personalità: Carolina, interpretata da Carolina Lippo con brio e verve non comuni è affettuosa e capricciosa: la sua interpretazione è brillante e dimostra un buon utilizzo dello strumento. La sorella Elisetta incontra la buona vocalità, facile negli acuti ed una buona interpretazione di Eleonora Bellocci.  Il favoloso personaggio di Fidalma è affidato alla super star Monica Bacelli che avvezza ad ogni ruolo rende meravigliosamente  e comicamente il personaggio: circa la voce ogni commento è superfluo, in quanto anche in questo caso ha fornito una prova eccellente. Venendo alla parte maschile del cast ho ascoltato per la prima volta Alasdair Kent che nel ruolo di Paolino è risultato atletico, prestante, ma soprattutto ha esposto con finezza e chiarezza. Markus Verba ben conosciuto al pubblico torinese, ha ricoperto brillantemente il ruolo del conte Robinson con temperamento, bel colore ed il solito taglio elegante. IL personaggio comico per eccellenza dell’opera è Geronimo, affidato al collaudato Marco Filippo Romano che ha reso con brio, simpatia e vivacità esprimendo il solito tono possente e ben timbrato. L’orchestra del Teatro Regio ha dato il meglio di se sotto la bacchetta del giovane Nicolas Nägele che fin dall’inizio ha tenuto in pugno la partitura infondendo vigore, tempistica e soprattutto colori vivaci e brillanti. Apprezzabile la moderazione nell’utilizzo delle luci ed un plauso a Carlo Caputo, maestro al fortepiano. La Musica vince sempre Renzo...

“Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020

“Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020
Che meraviglia il riscoprire I capolavori teatrali di un sacco di anni fa! Oklahoma di Rodgers & Hammerstein valse loro uno speciale Premio Pulitzer® nella categoria “Special Awards And Citations nel 1944 ed è stata una delle pietre angolari da cui poi sono scaturiti un sacco di musical di successo. Di Oklahoma è giusto ricordare che La produzione originale di Broadway debuttò il 31 marzo 1943. Fu un grande successo e tenne il cartellone per 2.212 recite, fatto mai accaduto fino ad allora!   “Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020 Musica Richard RodgersLibretto Oscar Hammerstein II Libretto e liriche italiane Andrea AscariRegia Luca SavaniDirezione musicale Sandro TorrianiDirezione vocale Andrea AscariCoreografie Ilaria SussScene Simona Venkova e Alessia BarbanLuci Ivan PastrovicchioSuono Donato Pepe Orchestra Associazione Spazi Musicali – Travagliato (Brescia)Allievi Attori e Registi della STM – Scuola del Teatro MusicaleAllievi del Corso di Perfezionamento Post Diploma della STM – Scuola del Teatro Musicale Produzione Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale   Curly Davide TorlaiLaurey Camilla NanniciniZia Eller Marcella Jo PirilloJud Fry Daniele BacciAdo Annie Carnes Federica CaccuriAli Hakim Mirco GuarinoWill Parker Fabio CrivellariGertie Cummings Irene AlfonsiEllen Alice BelloraKateMartina BoselliVivian Giulia PignocchinoMrs. Andrea Carnes Laura GrossoIke Skidmore Marco CeottoFred Kevin MagrìSlim Tommaso NanniciniVirginia Rachele LeottaCord Elam Christian Pascolutti Ensemble Claudia Bernardi, Jesus Bucarano Dousat, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo, Alessio Cioni, Neethu Conti, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Linda Fornari, Federica Giudici, Siria Giraldo, Luca Laconi, Giorgia Lazzara, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Gerlando Marco Orlando, Matteo Pilia, Francesco Pizzeghello, Asia Giulia Quarta, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Chiara Valli, Patrick Zanetta   Ancora una volta la direzione del Coccia dice ‘largo ai giovani’ e da spazio ai talentuosi attori del Corso Triennale per Attori della STM – Scuola del Teatro Musicale, con un cast totale di 42 interpreti, insieme all’orchestra di 60 elementi dell’Associazione Spazi Musicali diretta dal M° Sandro Torriani.La regia è di Luca Savani, diplomato STM, le coreografie di Ilaria Suss e la direzione vocale di Andrea Ascari. Le scene saranno di Alessia Barban e Simona Venkova, allieve dell’Hdemia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. La storia è quella dell’amore tra il cowboy Curly McLain che durante un’asta benefica venderà tutto pur di accaparrarsi la preferenza dell’amata Laurey Williams; come nelle migliori scritture giunge a disturbare l’idillio  il minaccioso Jud Fry, contadino nella fattoria di Laurey e da qui un susseguirsi di vicende che porteranno alla tragica fine di quest’ultimo. Musica, canzoni, parole e danza sono parte della trama e armoniosamente assemblate creano uno spettacolo a volte divertente ed a volte riflessivo. Gradevole la regia del giovane Luca Savani che non lascia ‘vuoti di palcoscenico’ o inutili immobilità in un musical d’azione; movimento sorretto dalle azzeccate coreografie di Ilaria Suss che sanno ricreare l’atmosfera del saloon e del West che tutti immaginiamo, incastonate nelle scene essenziali, ma assolutamente efficaci e pertinenti di Alessia Barban e Simona Venkova. La direzione della favolosa orchestra dell’Associazione Spazi musicali è affidata alla vivace bacchetta di Sandro Torriani: dal rullo di tamburi iniziali in un crescendo sonoro si sviluppa la narrazione musicale che mantiene l’equilibrio della vivacità e della brillantezza con l’attenzione alle atmosfere ed a quanto il pubblico eterogeneo si attende. Le luci sono molto ben disegnate da Ivan Pastrovicchio il quale tende a sfumature di fondo con l’esaltazione vivida di alcuni particolari. Per quanto riguarda gli interpreti posso credere che ce l’abbian messa tutta, esprimendomi quasi gergalmente ed il risultato complessivo è accattivante, sottolineato dalle espressioni di plauso continuo da parte del pubblico. Gli eclettici interpreti sono tutti giovani ed atletici ed  hanno dato buona prova nelle danze e parimenti nei dialoghi, mentre il canto forse non è sempre al top, ma in ogni caso piacevole.  Le diverse trovate...

CENDRILLON -Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019

CENDRILLON -Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019
Crescita e progresso per esistere nella vera essenza del significato,devono fondarsi sulla preservazione del ricordo delle buone pratiche, anche a dispetto di chi (per fortuna pochi sciocchi) ridono e deridono sbeffeggianti tali comportamenti. CENDRILLON – Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019 Opérette de salon in tre attiMusica di Pauline ViardotElaborazione musicale e orchestrazione Paola Magnaninidell’Accademia AMO del Teatro CocciaDirettore Michelangelo RossiRegia Teresa GarganoCostumi e scene Danilo CoppolaLuci Ivan PastrovicchioElementi dell’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese Personaggi e intepretiLe Baron de Pictordu Pasquale GrecoMarie, detta Cendrillon Francesca MartiniArmelinde Simona Di CapuaMaguelonne Ilaria Alida QuilicoLa Fée Raffaella Di CaprioLe Prince Charmant Gianluca MoroLe Comte Barigoule Dario Sebastiano PomettiCoproduzione Fondazione Teatro Cocciacon Ente Luglio Musicale Trapanese   A mio pensare è lodevole l’azione intrapresa dal Coccia di Novara, con un plauso alla direttrice Corinne Baroni ed a tutto lo staff, per la realizzazione dell’Accademia Amo del Teatro Coccia e per le varie opere di sensibilizzazione ed acculturamento del pubblico con la presentazione allo stesso (prima della rappresentazione) del lavoro compiuto attraverso la parola di regista, direttore d’orchestra e quanti hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione. Cendrillon  è la rara opera scritta da Pauline Viardot, mezzosoprano, pianista, compositrice e maestra di canto che pur eclettica musicista non ebbe la fortuna della ben più celebre sorella Maria Malibran, pur vivendo a lungo ed anticipando i tempi influenzando parecchio negli ambienti musicali del XIX secolo.Cendrillon è una perla rilucente nel panorama del teatro musicale  scritta originalmente per sette cantanti e pianoforte, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola che alterna, secondo la struttura dell’opéra-comique, parti cantate e dialoghi parlati. I personaggi ed i ruoli ed anche certe arie …una volta c’era un re…, seppur qui diviene un principe, tradiscono lo stretto connubio con la Cenerentola rossiniana. In buca solo 9 strumenti diretti dal giovane Michelangelo Rossi che sa interagire avvedutamente con partitura ed il piccolo ensemble a disposizione dall’orchestra del Luglio Musicale trapanese  e fa ben emergere la gavotta, la barcarola come fosse musica facile e non apparentemente facile! La scrittura ha tutto il profumo ed il sapore francese e Paola Magnanini ha giocato con la scrittura iniziale ricreando sensibilmente un esempio di teatro da camera dando valore ad una partitura mai scritta, ottenendo un risultato gradevole e facile all’ascolto. Rispettosa la regia di Teresa Gargano in un allestimento classico con atteggiamenti contemporanei; i personaggi si muovono con agilità e freschezza pur in abiti di qualche secolo fa. Ho trovato divertente il gettare dalla finestra oggetti vari, dalla zucca ai topolini, che toccato il suolo e per la magia della Fée interpretata amabilmente da Raffaella di Caprio, diventano la carrozza, il cocchiere e così via. Le scene dell’attento Danilo Coppola sono molto semplici, ma curate ed apprezzate, come i costumi realizzati dallo stesso Coppola. Bravi Gianluca Moro nel Prince Charmant e Dario Sebastiano Pometti nel Comte Barigoule: buone voci e buone interpretazioni. Le due sorellastre Armenilde e Maguelonne sono rispettivamente interpretate da Simona di Capua e Ilaria Alida Quilico, abili caratteriste che nulla sacrificano al canto che viene reso divertente ed accattivante. Interessante Pasquale Greco in Le Baron de Pictordu. Bene per Francesca Martini in Marie detta Cendrillon che ha brillato nel ruolo del titolo. Le luci di Ivan Pastrovicchio sono misurate e quindi gradevoli: Veramente un’altra nota positiva per questo importante teatro di tradizione che è il Coccia di Novara; i cantanti giovani hanno dato il meglio ed anche tutto quanto sta intorno all’opera è apprezzabile!   La Musica vince sempre. Renzo Bellardone   Credito fotografico:...

CARMEN -Teatro Regio Torino-22 dicembre 2019

CARMEN -Teatro Regio Torino-22 dicembre 2019
Bizet non avrebbe mai immaginato che con la sua ultima opera, peraltro non apprezzata alla Prima, stesse costruendo una pietra miliare, una linea di demarcazione nel mondo dell’Opera. Carmen è senza dubbio un capolavoro ed in questo periodo natalizio è stato un grande dono ed una grande fortuna aver potuto vivere l’emozione e la commozione che inevitabilmente scaturisce dalle meravigliose note di Bizet!             CARMEN – Teatro Regio Torino 21 dicembre 2019 Carmen              Martina Belli Don José            Peter Berger Micaëla              Giuliana Gianfaldoni Escamillo           Andrei Kymach Frasquita           Sarah Baratta Mercédès           Alessandra Della Croce Il Dancaïre         Gabriel Alexander Wernick Il Remendado     Cristiano Olivieri Moralès              Costantino Finucci Zuniga               Gianluca Breda Lillas Pastia       Aldo Dovo Andrès               Marcello Spinetta Una guida          Giulio Cavallini   Giacomo Sagripanti direttore d’orchestra Stephen Medcalf regia Jamie Vartan scene e costumi Maxine Braham coreografia Simon Corder luci John Bishop ripresa luci Nicole Figini assistente alle scene Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Andrea Secchi maestro del coro Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” Allestimento Teatro Lirico di Cagliari Sul libretto di presentazione delle opere in cartellone del Teatro Regio, alla pagina su Carmen, si legge che sia Nietzsche che Čajkovskij dopo aver ascoltato l’ultima composizione di Bizet ne rimasero affascinati ed il primo asserì che ‘ascoltando quel capolavoro si diventa noi stessi un capolavoro’ ed è esattamente la sensazione di stupore, affascinamento ipnotico, quello che si è vissuto al Regio in questa recita Si sa l’opera è tutto, ma qui c’è di più, a partire dalla misurata, accorta e sensibile direzione di Giacomo Sagripanti per la prima volta sul podio del Regio di Torino; direzione colta e davvero attenta alle sfumature ed alle evocazioni ora di furore e rabbia, ora di tenerezze ed accoratezza, insomma sa estrapolare tutti i sentimenti di cui la composizione è ricca e traslarli all’ascoltatore ipnotizzandolo. A proposito di ipnosi ottima ipnotizzatrice è  Martina Belli, di cui non si può che esaltarne l’interpretazione, Inconfutabilmente nel ruolo, sia per fisicità che vocalità e temperamento,  è rigorosa, volubile, sensuale, carnale e diventa tenera per ritrovare la crudeltà  tessendo un capolavoro interpretativo di altissimo livello. Don Josè in questa versione è veramente il ragazzotto di paese che si porta appresso tutta la moralità  della allora cattolicissima Spagna e vive il retaggio dei limiti della provincia, ma che appena una donna sangue e passione lo invita, anzi lo incita all’amore carnale prima si perde in una infinità di titubanze per poi perde se stesso e tutto il suo trascorso. Peter Berger in Don Josè inizia non convincendo, ma man mano che la narrazione musicale si srotola diviene sempre più partecipativo ed anche vocalmente riflette un timbro migliore con buona estensione, dando in sostanza una prova apprezzata. Lo stesso vale anche per   Andrei Kymach in Escamillo che dopo un’apparizione poco carismatica si è evoluto in caratterialità, esponendo un colore ed un timbro decisamente consoni al ruolo. L’innalzamento degli applausi al proscenio di Micaëla , ovvero Giuliana Gianfaldoni, ben evidenzia quanto il pubblico abbia amato il personaggio, ma ancor più l’interpretazione, accorata e virtuosistica trasportata sulle ali dell’amore. La scenografia di Jamie Vartan, che crea anche i bei costumi è decisamente moderna, ma al tempo stessa classica, con pareti mobili che laddove necessario focalizzano  cinematograficamente la scena, costringendo lo spettatore all’attenzione; belli i colori e l’evocazione della plaza de toros, piuttosto che la manifattura tabacchi che si vede nell’interno. La regia di Stephen Medcalf è particolare e seppur con rimandi a regie...

SUOR ANGELICA e CAVALLERIA RUSTICANA -Teatro Coccia Novara 15 dicembre 2019

SUOR ANGELICA e CAVALLERIA RUSTICANA -Teatro Coccia Novara 15 dicembre 2019
Il teatro è sempre un salotto buono ed accogliente, per trascorrere qualche momento di godimento di bellezza, di sogno e di realtà..Si il teatro è questo, oltre che essere la miglior valvola di sicurezza per sopravvivere alla banale o inutilmente complicata quotidianità.   SUOR ANGELICAOpera in un atto di Giovacchino Forzano musica di Giacomo Puccini Edizioni Casa Ricordi, Milano Suor Angelica  Elena Memoli Zia Principessa  Antonella Di Giacinto Badessa Lucrezia Venturiello Suora Zelatrice Elena Caccamo – Maestra delle novizie Eva Maria Ruggieri Suor Genovieffa Giulia De Blasis – Suor Osmina Veronica Niccolini Suor Dolcina Laura Esposito – Suora infermiera Veronica Senserini Prima novizia Valentina Saccone – Seconda novizia Laura Scapecchi Prima cercatrice Isabel Lombana Mariño – Seconda cercatrice Sofya Yuneeva Prima conversa Sabrina Sanza – Seconda conversa Galina Ovchinnikova    CAVALLERIA RUSTICANA Melodramma in un atto libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci dall’omonima novella di Giovanni Verga musica di Pietro Mascagni Edizioni Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano   Santuzza Marika Franchino Turiddu  Rosolino Claudio Cardile Alfio Matteo Jin Mamma Lucia Antonella Di Giacinto Lola Elena Memoli   direttore Daniele Agiman regia Gianmaria Alivertascene Francesco Bondì costumi Sara Marcucci luci  Elisabetta Campanelli Orchestra Filarmonica Pucciniana Coro Ars Lyrica Maestro del Coro Chiara Mariani Coro Voci bianche della Fondazione Teatro Goldoni e del Teatro Coccia Maestri del coro voci bianche Laura Brioli Nuovo allestimento. Coproduzione Teatro Goldoni Livorno, Teatro Coccia di Novara e Teatro Sociale di Rovigo   Il direttore d’orchestra del dittico rappresentato al teatro Coccia di Novara ovvero Suor Angelica e Cavalleria Rusticana  è Daniele Agiman, dal 1999 titolare della cattedra di Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e dal marzo 2007  Professore Onorario di Direzione d’Orchestra presso l’Università Kurashiki Sakuyo in Giappone. Sotto la sua bacchetta l’orchestra Filarmonica Pucciniana, ricca di molti volti giovani, reagisce con entusiasmo e vivacità; la musica è vibrante sia in Puccini che in Mascagni e raggiunge momenti di alta espressività e toccante emozione. Per dovere di osservatore, in Cavalleria ha tenuto dei tempi lunghissimi soprattutto al primo quadro e poi al brindisi ampliando la durata  complessiva di circa venti minuti e questo, a mio sentire di non musicista, ma melomane storico, non giova troppo all’apprezzamento dell’insieme. La regia affidata a Gianmaria Aliverta è tradizionale con elementi di forte congiunzione tra le due opere che in Cavalleria sfocia in scene baroccheggianti curate da Francesco Bondì. Il movimento c’è ed anche in Suor Angelica, che pochi spazi lascia all’invenzione (salvo riambientarla e decontestualizzarla),   alcune idee registiche di Aliverta hanno segnato la vicenda e creato belle immagini. Significative le flagellazioni con il rosario ed interessante poi il rapporto Lola, Turiddu. Soprattutto in Suor Angelica i costumi sono particolarmente apprezzati per il bianco decorato delle diverse suore, salvo il bianco integrale per Angelica. I cantanti li ho sentiti in questa occasione per la prima volta: Elena Memoli è prima Angelica e poi Lola ed in entrambi i ruoli espone una bella voce dai toni brillanti e significativi negli acuti. Antonella di Giacinto, favolosa zia Principessa ed accorata Mamma Lucia esprime carattere e colore brunito che imprimono forza, passione e vitalità ai personaggi. Santuzza viene interpretata da  Marika Franchino con bella elasticità e sicura emissione avvalorata da un timbro passionale e sensibile.  I cori in entrambe le opere rivestono carattere di definizione e di ampiezza vocale e scenica: il Coro Ars Lyrica è diretto con vibrante rigore da Chiara Mariani e bel risultato ha dato anche il Coro Voci bianche della Fondazione Teatro Goldoni e del Teatro Coccia, curato da Laura Brioli. A mio sentire le voci femminili hanno avuto maggior precisione e rilievo che non le voci maschili, seppur interpretazioni gradite ed applaudite. Turiddu  è interpretato da Rosolino Claudio...

L’ILLUSIONISTA : Luca Bono Teatro Giacosa – Ivrea 7 dicembre 2019

L’ILLUSIONISTA : Luca Bono Teatro Giacosa –  Ivrea 7 dicembre 2019
In fondo un po’ sognatori lo si resta per tutta la vita, indipendentemente dalle esperienze  vissute e dagli  anni che si sono accumulati; ecco quindi che diventa stuzzicante e curioso il voler assistere ad un lavoro teatrale autobiografico con un messaggio forte: mai smettere di sognare ed inseguire i propri sogni, sempre! L’ILLUSIONISTA : Luca Bono Teatro Giacosa –  Ivrea 7 dicembre 2019 Con Sabrina Iannece Regia di Arturo Brachetti L’Illusionista propone la grande magia rivisitata da un artista appena ventisettenne, ex corridore di go kart che a seguito di un incidente, e incuriosito dal fratello maggiore Davide, si avvicina al mondo magico scoprendo un universo artistico e culturale impensato. Quasi inconsapevolmente, in pochissimi anni, Luca Bono passa  dal sottoscala del circolo magico torinese alle grandi platee internazionali. Lo spettacolo che propone in questo tour inizia con una colomba che esce dallo schermo e poi carte che volano, tessuti che diventano conigli, coinvolgendo il pubblico stando in mezzo ad esso o facendo salire persone del pubblico sul palcoscenico. Non tutto sognante, ma quasi concreto, Luca Bono, racconta la sua vita e passo a passo interviene con esercizi di magia decisamente attraenti, raccontando mentre dissemina di illusioni! Lo spettacolo è contemporaneo in quanto si avvale di telecamera che trasmette in diretta e grande uso dello schermo di proiezione. Bono è simpatico e simpaticamente si racconta con autoironia e con grande abilità: sorprendente con il Cubo di Rubik che in pochi secondi, con una mano sola e dietro alla schiena ricompone perfettamente, oppure quando solo toccandoli allinea allo stesso modo due cubi scomposti  prima da due spettatori. Stupefacente con le carte e molto poetico al finale con ‘Alla luna’ di Giacomo Leopardi, mentre lui gioca con la luna. In scena anche Sabrina Iannece, artista ed assistente che da qualche  anno lavora al fianco di Luca Bono e che in questo spettacolo è valida co-protagonista. La regia dello spettacolo è curata dal celebre trasformista Arturo Brachetti, che ha voluto con sé nei propri spettacoli e per oltre 400 volte Luca Bono di cui ora è direttore artistico. In alcuni momenti lo spettacolo si avvale di filmati e proiezioni su grande schermo, così da permettere al pubblico di seguire i dettagli delle illusioni, “senza trucco e senza inganno” dove la grande tecnica ed abilità la fanno da padrone. Spettacolo che diverte bimbi e nonni, insomma tutti quanti ! Renzo...

Pietro il Grande, Kzar delle Russie – Teatro Sociale Bergamo 1 dicembre 2019

Pietro il Grande, Kzar delle Russie – Teatro Sociale Bergamo 1 dicembre 2019
Pietro il Grande, Kzar delle Russie Teatro Sociale Bergamo 1 dicembre 2019   Melodramma burlesco di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini Musica di Gaetano Donizetti Prima esecuzione: Venezia, Teatro San Samuele, 26 dicembre 1819 Edizione critica a cura di Maria Chiara Bertieri ©Fondazione Donizett   Direttore Rinaldo AlessandriniRegia, macchinari e scene Ondadurto Teatro – Marco Paciotti e Lorenzo PasqualiCostumi K.B. ProjectLighting design Marco AlbaAssistente alla regia Adriana Laespada Orchestra Gli originaliCoro Donizetti OperaMaestro del coro Fabio Tartari Pietro il Grande Roberto De CandiaCaterina Loriana CastellanoMadama Fritz Paola GardinaAnnetta Mazepa Nina SolodovnikovaCarlo Scavronski Francisco BritoSer Cuccupis Marco Filippo RomanoFirman-Trombest Tommaso BareaHondedisky Marcello NardisNotaio Stefano Gentili Nuovo allestimento e produzione della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo La storia del giovane zar Pietro I il Grande, che si è recato in incognito in Europa    ha avuto  grande fortuna nel mondo dell’opera; oltre a diverse altere realizzazioni il solo Donizetti ha utilizzato l’argomento per  Il falegname di Livonia e ne Il borgomastro di Saardam. L’opera era stata commissionata al giovane Donizetti dalla direzione del teatro Samuele , e la prima rappresentazione, che ebbe luogo il 26 dicembre 1819 per l’apertura della stagione del carnevale 1819-1820. Proprio dal carnevale mi piace iniziare, infatti la totale realizzazione proposta nell’ambito del progetto Donizetti 200, è un tuffo nel carnevale, per luci, variopinti costumi, luci e proiezioni  in movimento che danno una nuova dimensione divertente all’opera. La partitura in sé non è particolarmente illuminata e riferisce di diverse influenze in particolare rossiniane, per cui grande merito va a chi ha sapientemente e contemporaneamente offrire questa divertente visione: regia, macchinari e scene Ondadurto Teatro – Marco Paciotti e Lorenzo Pasquali, Costumi K.B. ProjectLighting design Marco Alba, assistente alla regia Adriana Laespada. I colori e disegni clowneschi  dei costumi, dei trucchi, delle parrucche rileggono l’opera e la fanno diventare molto divertente, anche se temporalmente avulsa  dal libretto. Rinaldo Alessandrini  ha diretto con grande impegno volto ad elevare la partitura e riservando grande attenzione al canto. Opera discretamente lunga, in particolare il primo atto di 1 ora e 40, in cui Alessandrini ha dovuto  profondere grande energia per sostenere anche la lunghezza. Nel ruolo del titolo Roberto de Candia, ha offerto una prova d’eccellenza carismatica e stilistica con sempre un bel colore e gradevolezza d’emissione.  Il Magistrato sir Cuccupis, personaggio buffo dell’opera, è stato interpretato da una grande  buffo dell’opera italiana nel mondo, ovvero Marco Filippo Romano che si è confermato brillantemente. Francisco Brito, con bel tono ha interpretato vivacemente Carlo il falegname, cui ha impresso personalità anche dal punto di vista vocale. Paola Gardina nella parte di Madama Fritz esprime spigliatezza  vocale ed abilità nell’uso dello strumento; la stessa spigliatezza viene usata attorialmente, caratterizzando il personaggio. Annetta, divertentemente accorata è interpretata da Nina Solodovnikova, la quale riesce bene nella parte con toni brillanti. Loriana Castellano ha il breve ruolo di Caterina, cui comunque imprime adeguata scioltezza interpretativa. Con ruoli minori, ma certamente ben risolti ricordiamo Firman-Trombest Tommaso Barea, Hondedisky Marcello Nardis ed il Notaio Stefano Gentili. Un plauso, oltre all’orchestra Gli Originali, che ben è risultata con la direzione di Alessandrini, va sicuramente al Coro del Donizetti Opera con la magistrale direzione di Fabio Tartari. La Musica vince sempre. Renzo...

LUCREZIA BORGIA – Teatro Sociale Bergamo – 24 NOVEMBRE 2019

LUCREZIA BORGIA – Teatro Sociale Bergamo – 24 NOVEMBRE 2019
In un tempo di pericolosi veleni di massa, creati da una società distratta dai valori e buoni sentimenti e governata da  interessi di pochi a scapito di troppi, risulta storicamente  quasi più umano e ricco di sentimenti  il giro di veleni ed antidoti in Lucrezia Borgia e quindi approntiamoci a gustare le bellissime arie di Donizetti. Dopo la felice intuizione dell’Elisir d’amore (1832), la verve compositiva di Gaetano Donizetti scaturisce nel 1833 in Lucrezia Borgia, dove pare udir qualche dolcezza musicale d’Elisir… LUCREZIA BORGIA – Teatro Sociale Bergamo – 24 novembre 2019 Don Alfonso Marko MimicaDonna Lucrezia Borgia Carmela RemigioGennaro Xabier AnduagaMaffio Orsini Varduhi AbrahamyanJeppo Liverotto Manuel PierattelliDon Apostolo Gazella Alex MartiniAscanio Petrucci Roberto MaiettaOloferno Vitellozzo Daniele LettieriGubetta Rocco CavalluzziRustighello Edoardo MillettiAstolfo Federico Benetti   Direttore Riccardo Frizza Regia Andrea BernardScene Alberto BeltrameCostumi Elena BeccaroMovimenti coreografici Marta NegriniLighting design Marco AlbaAssistente alla regia Tecla Gucci  Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di PiacenzaMaestro del coro Corrado Casati Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo in coproduzione con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni. Storia intricata e decisamente macchiata di intrighi, veleni, sangue e tradimenti trova una realizzazione sufficientemente descrittiva ed al tempo stesso essenziale (non si ha più voglia di troppe ridondanze) grazie alle scene di Alberto Beltrame che con la regia efficace di Andrea Bernard e l’assistente Tecla Gucci, tiene quale fil rouge il simbolo della culla per tutta l’opera, variando minimamente le scene e le luci ben disegnate da Marco Alba. Vengono movimentate le masse che interagiscono con i protagonisti della vicenda e sono davvero tanti!   Il sipario si alza su una nobile casa dove tenera e dolcemente materna Lucrezia accudisce il figlioletto che le sarà sottratto e lei delirerà alla scoperta della culla vuota, anzi con all’interno un fagotto di stracci per illudere ed umiliare ! Carmela Remigio imprime al personaggio tutte le variabili di Lucrezia, tenera e amorevole con il figlio, caparbia e voluttosa con il duca e terribilmente sanguinaria con chi si mette sul suo cammino ! Vocalmente è squillante e di forte temperamento, trasmettendo durante tutta l’opera le emozioni di un vissuto complicato, come solo una vera artista sa fare: superba !  Riccardo Frizza dirige con piglio sicuro che tende alla ricerca di sfumature sin dall’introduzione Bella Venezia all’accorato finale Era desso mio figlio, lavorando in buon accordo con l’Orchestra giovanile Cherubini. Il coro è molto importante in un’opera come Lucrezia e qui il Coro del Teatro Municipale di Piacenza non delude certamente sotto la direzione di Corrado Casati. I coristi sono anche ottimi attori e rendono molto bene il clima di dissolutezza che pervade le feste e gli incontri. I costumi disegnati da Elena Beccaro sono classici, ma non sfarzosi, quindi ben attagliati al globale disegno. Gennaro il figlio rapito alla madre, ritrovato adulto, ucciso dalla stessa madre  per errore è decisamente un ruolo impegnativo, ma Xabier Anduaga ha risolto con bel timbro, estensione e partecipazione, vedasi anche nei duetti con Remigio, oltre che buon attore. Ad un certo punto appaiono mazze da golf e tiri da golfisti, che per quanto significativi lasciano un minimo di perplessità per un inserimento non di facile intuizione.  Bella invece l’idea, cui ho già accennato, delle culle in palcoscenico che intervengono nel racconto quale fil rouge dalla nascita alla morte di Gennaro ed il suicidio della madre Lucrezia. La Borgia, che ha visto sfregiato il suo stemma (da Borgia in Orgia) ha un marito altrettanto autorevole e ben poco compassionevole, Don Alfonso, interpretato da Marko Mimica con la sicurezza interpretativa necessaria, esprimendo belle cifre di vocalità, colorazioni e...

FUEGO – Teatro Regio Torino – 16 novembre 2019

FUEGO – Teatro Regio Torino – 16 novembre 2019
Lo spettatore che entrando al Teatro Regio di Torino si attendeva un balletto stile intrattenimento in crociera o al villaggio turistico su qualche costa spagnola, sarà tornato certamente deluso dalla assoluta mancanza di colori sgargianti, e nacchere a profusione; lo spettatore che invece si attendeva l’autenticità del flamenco nella più rigorosa coreografia del grande Antonio Gades ha applaudito con gioia!    FUEGO – Teatro Regio Torino 16 novembre 2019 COMPAÑÍA ANTONIO GADES Direttore artistico: Stella Arauzo Antonio Gades e Carlos Saura soggetto, coreografia e regia Gerardo Vera scene e costumi Antonio Gades, Carlos Saura e Dominique You luci Antonio Gades, Antonio Solera e Ricardo Freire composizione e arrangiamenti dei canti popolari   Corpo di ballo Mayte Chico, Silvia Vidal, María Nadal, Ana del Rey, Virginia Guiñales, Ana Pardo, Alejandra de Castro, Jairo Rodríguez, Antonio Ortega, Pepe Vento, Benjamín Leiva, Ángel Navarro, Álvaro Brito   Musicisti Cantante di flamenco: Sara SaladoCantanti di flamenco: Alfredo Tejada, Enrique Pantoja, Aser GiménezChitarristi: Antonio Solera, Basilio García   Miquel Ortega direttore d’orchestra Orchestra Teatro Regio Torino   Balletto di Antonio Gades e Carlos Saura Musica di Manuel de Falla tratto da El amor brujo (L’amore stregone) di Manuel de Falla Prima rappresentazione assoluta: Parigi, Théatre du Chatelet, 26/01/1989   Tratto da El Amor Brujo (l’amore stregone) di Manuela de Falla è stato qui rappresentato nella magistrale versione di Gades e Saura, immergendo il pubblico in un bagno di autenticità fatta di gesti, canto, suoni, danza e colori come in un qualsiasi posto ‘da flamenco’ di Madrid o Granada e l’attesa ha condizionato talmente la mia opinione che con difficoltà ho capito che sul palco non c’era Antonio Gades, come l’avevo visto anni fa!   Il balletto narra di un amore contrastato dalla presenza dello spirito del marito defunto di lei interpretato da  Miguel Ángel Rojas , che appare a lei,   Candela, danzata da Esmeralda Manzanas , delle intrusioni della fattucchiera, la danzatrice Raquel Valencia e da lui, l’amore del presente  Carmelo, agilmente, virtuosisticamente e superbamente interpretato da Álvaro Madrid.   La narrazione parte da una lotta maschile corpo a corpo con alla fine l’uccisione di un uomo, Josè, il marito  di Candela. Si canta e danza poi tra i panni stesi e Candela danza con il nuovo amore Carmelo, ma lo spettro di Josè, che solo Candela può vedere, appare e la confonde!   Lo spettro continuerà ad apparire ed a turbare l’animo di lei, ma alla fine l’amore prevale ed il sogno d’amore si corona: certamente una delle danze più sensuali è proprio il flamenco e qui la sensualità prorompe, con le movenze e la gestualità La messa in scena è rispettosa della tradizione e storicità della danza e l’orchestra del Regio è  diretta con passione da Miquel Ortega che segue perfettamente  i tempi della danza, traendo variegati colori e brillantezze emozionali. Ad un tratto appare un rimando a Bejard, che incastonato come una perla impreziosisce la scena. La Musica vince sempre Renzo...

I PESCATORI DI PERLE – Teatro Regio Torino 20 ottobre 2019

I PESCATORI DI PERLE – Teatro Regio Torino 20 ottobre 2019
Per una volta, mi sia concesso un ricordo dell’infanzia; abitavo in un casa singola contornata da prati e alberi e non si usava andare in città per assistere alle opere liriche, ma mio nonno che ne era appassionato le ascoltava alla radio e mio papà aveva dei 33 giri con alcune opere intere ed altri con romanze celebri: qui ho scoperto “I pescatori di Perle”… Je crois entendre encore nell’interpretazione mi pare di ricordare di Beniamino Gigli oltre alla bellissima romanza di Leila. La poco rappresentata opera giovanile di Bizet inaugura la stagione del Regio di Torino 2019/2020 ottima scelta ! I PESCATORI DI PERLE – Teatro Regio Torino 20 ottobre 2019  (Les Pêcheurs de perles) Personaggi Interpreti Leïla                     Hasmik Torosyan  Nadir                    Kévin Amiel Zurga                    Fabio Maria Capitanucci Nourabad              Ugo Guagliardo Direttore d’orchestra    Ryan McAdams Regia, scene, costumi, coreografia e luci Julien Lubek e Cécile Roussat Direttore dell’allestimento Pier Giovanni Bormida  Maestro del coro Andrea Secchi Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Nuovo allestimento Teatro Regio Torino La scelta di inaugurare la stagione con un’opera poco rappresentata è sicuramente pregevole, anche se negli ultimi tempi fortunatamente  pare che l’opera giovanile di Bizet riscuota maggior interesse che non in precedenza. Il libretto è abbastanza fragile e quindi anche la storia, ma la bellezza unica della musica composta da Bizet prima ancora di aver compiuto i 25 anni, salva veramente libretto e storia! Le varie romanze, le parti del coro sono commoventi e la musica penetra nel più profondo recesso del cuore: Ryan Mc Adams dirige con sicurezza una partitura già frequentata  ed in questo caso all’ultima rappresentazione; la sua direzione esprime buon piglio e ricercatezza di espressione dopo attenta ricerca di timbricità e liricità soffuse o prorompenti che ingemmano la scrittura. Venendo alle voci direi che pur senza la luminosità di Sirio o Antares sono ascoltabili con piacere. Nourabad viene interpretato dal basso Ugo Guagliardo che ben entra nel ruolo connotandolo anche con il tono ed il timbro. Zurga è cantato dal baritono Fabio Maria Capitanucci reduce da una recente indisposizione, ma cio’ nonostante acquista fermezza di emissione e temperamento.   Kévin Amiel interpreta Nadir con voce omogenea seppur con qualche fatica sul fraseggio compensata dal buon volume. Leïla    è interpretata da una dolce Hasmik Torosyan, soprano armeno, che porge il suo canto e la sua meravigliosa romanza Oh Dieu Brahma con sensualità particolare e morbidezze che arricchiscono notevolmente il personaggio. Il coro diretto da Andrea Secchi  è sempre superlativo e talvolta, come in questo caso, supplisce e maschera a certe semplicità realizzative quali la regia, scene, costumi, coreografia e luci di Julien Lubek e Cécile Roussat. E’ chiara l’intenzione favolistica della realizzazione, ma purtroppo ne risulta una infantilizzazione del tutto. La scena è rappresentata da una roccia lucida con barbaglio di brillantini natalizi al bordo, a delimitare la spiaggia dal mare in un tutt’uno dove ballerini ed interpreti (il più delle volte in ombra) danzavano e camminavano sulle acque. Non contemporanea e ormai desueta l’incorniciatura arabeggiante della scena ed un po’ eccessivi i cambi luci dai colori troppo intensi come l’improvvisa  apparizione di un bel fragola acceso. I costumi sono colorati e gradevoli  e le scene d’insieme fanno si che il popolo diventi parte integrante della scena. E’ vero che ‘Opera’ è tutto l’insieme delle varie arti dello spettacolo, ma in questo caso preferisco rilevare il maggior merito alla musica ed al canto. La Musica vince sempre. Renzo...

ERNANI – Teatro Coccia Novara inaugurazione 18 novembre 2019

ERNANI – Teatro Coccia Novara inaugurazione 18 novembre 2019
Dopo quasi 100 anni al Coccia di Novara torna Ernani di Giuseppe Verdi e spopola con ripetuti applausi a scena aperta !!!  Si narra di una donna Elvira e tre innamorati che si contendono il suo amore: Carlo, Silva ed Ernani; come nelle migliori opere la situazione è molto ingarbugliata ed amore, odio, vendetta e morte anche in questo caso si coniugano sulle  imponenti note verdiane! ERNANI – Teatro Coccia Novara inaugurazione 18 novembre 2019 Dramma lirico in quattro atti di Giuseppe VerdiLibretto di Francesco Maria Piave Direttore Matteo BeltramiRegia Pier Francesco MaestriniScene e costumi Francesco Zito Orchestra Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con il Conservatorio “G. Cantelli”Coro Sinfonico di Milano Giuseppe VerdiMaestro del coro Dario Grandini Nuovo Allestimento del Teatro Coccia,recupero storico dell’allestimento del Teatro Massimo di Palermo Coproduzione Fondazione Teatro Coccia con Teatro Verdi di PisaErnani MIGRAN AGADZHANYANElvira ALEXANDRA ZABALACarlo ENKHBAT AMARTUVSHIN Silva SIMON ORFILADon Riccardo DIDIER PIERIGiovanna MARTA CALCATERRA   Il Coccia riapre le porte alla nuova stagione, inaugurando con Ernani, recuperando l’allestimento storico in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo  ed il Verdi di Pisa. L’idea di Ernani pare sia stata parecchio in gestazione ed alla fine ha trovato la luce con un cast davvero ecellente. Il direttore Matteo Beltrami è evidentemente attratto da questo compito che assapora attimo per attimo con una sorta di dedizione religiosa; con la bacchetta vive ogni nota, infondendo entusiasmo al palco ed  all’orchestra della Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con il Conservatorio G.Cantelli. Dopo il preludio e l’introduzione è subito la volta del coro sinfonico di Milano  ‘Giuseppe Verdi’ che soprattutto nella versione maschile è prepotentemente determinante per questa opera e con  Evviva ..Beviamo! si impone superbamente, con un plauso a Jacopo Facchini, suo direttore che li conduce fino al conclusivo Oh, come felici gioiscon gli sposi!.   Trattandosi di allestimento storico non si attendono ovviamente guizzi di contemporaneità, anzi si evidenzia la meticolosa attenzione alle annotazioni di Verdi e la ricerca di puntualità e  fedeltà. La regia di Pier Francesco Maestrini si snoda pertando con qualche staticità, come consuetudine anni fa; i sontuosi costumi e le scene architettoniche sono create da Francesco Zito e le luci; che privilegiano sovente il buio proprio a caratterizzare la cupezza della vicenda, sono disegnate da Bruno Ciulli.   Ernani appare subito in scena con il coro e dopo il recitativo propone immediatamente la cavatina Come rugiada al cespite  ed il bel colore in aggiunta a fermezza interpretativa ed ampiezza vocale  l’interprete   Migran Agadzhanyan  piace anche per la cura della parola chiara e perfettamente comprensibile. Alexandra Zabala ha accettato di sostituire il soprano Courtney Mills ed è risultata ottimamente nel ruolo espresso altresì con voce altamente duttile che scorre su raffinate sete così come accorata ed appassionata spazia dai toni più bassi alle vette degli acuti; si esprime grazie ad una robusta tecnica e lunga esperienza. Man mano che la narrazione procede è sempre più emozionante e commovente Ernani!  Ernani involami ! Enkhbat Amartuvshin, già apprezzato al Coccia e poi in Arena nel ruolo di Nabucco, veste qui i panni di Carlo sfoderando i bei toni baritonali colorati e timbrati che imprimono possanza al ruolo espresso con forte partecipazione e coinvolgimento. Nel duetto con Elvira Da quel dì che t’ho veduta prorompe pura emozione. Al finale dell’atto primo compare il vecchio Silva interpretato dall’affermato basso Simon Orfila il quale porge il canto dapprima con cuore passionale amalgamato con colori bruniti e sfumature ambrate, per giungere poi ai toni dell’odio e della vendetta. Sicuramente ricco di larga esperienza  si propone con autorevolezza...

Pergolesi? Il parere di Pulcinella… Palacongressi Stresa 5 settembre 2019

Pergolesi? Il parere di Pulcinella… Palacongressi Stresa  5 settembre 2019
Giovan Battista Pergolesi, scomparso prematuramente nel 1736 all’età di 26 anni, è una figura carismatica nell’ambito del primo Settecento italiano. La sua breve stagione compositiva non gli ha impedito di influenzare la scuola musicale napoletana, la cui fioritura è costantemente frutto di riscoperte sensazionali, al punto da creare una sovrapposizione di lavori di altri autori che hanno pubblicato a suo nome a scopo di lucro. Se oggi si arriva a mettere persino in dubbio ciò che fino a poco tempo fa era attribuito con una certa sicurezza a Pergolesi, ecco che lo stimolante programma ideato da Antonio Florio con la Cappella Neapolitana offre un florilegio del “falso” Pergolesi, avvalendosi anche della straordinaria voce di Pino Di Vittorio, prezioso interprete di una tradizione che non sembra conoscere interruzioni.   Pergolesi? Il parere di Pulcinella… Palacongressi Stresa  5 settembre 2019 Francesca Boncompagni, sopranoDaniela Salvo, altoGiuseppe De Vittorio, tenoreCappella NeapolitanaAntonio Florio, direttore   Le musiche attribuite al mito pergolesiano G.B. PERGOLESI, Concerto per flauto e archi in sol magg. (attr.)G.B. PERGOLESI, “In coelestibus regnis” per alto e archiG.B. PERGOLESI, Salve regina per alto soprano e archi (attr.) (Fond. Levi Venezia)ANONIMO, Canto dei Carrettieri (tradizionale)G. PAISIELLO, Aria di Pulcinella (da Il Pulcinella Vendicato)N. GRILLO, Cantata in lingua napoletana “Sosutose ‘no juorno de’ dormire”G.B. PERGOLESI, Salve Regina in la min. per soprano e archi (attr.)G.B. PERGOLESI, Concerto per traversiere e archi in re magg. (attr.)ANONIMO, Salve Regina per soprano alto e archi (Bibl. S.Pietro a Majella-Na) Ecco un altro caso in cui Cultura  si coniuga con divertimento ed allegria, risultato di studio, ricerca e professionalità Il programma è di assoluta piacevolezza e stimola i sensi del buonumore; Florio, grande esperto di quel periodo musicale e grande interprete riporta brani di Pergolesi, attribuiti  al medesimo o addirittura di anonimi, con tre Salve Regina di delicata bellezza. Interessante la voce scura di Daniela Salvo, che modula con grazia e deferenza, così come è gradevole il soprano Francesca Boncompagni che fa volare la voce con colorazioni sfumate.  Florio è direttore attento, preciso e sempre in perfetta sintonia con la Cappella Neapolitana e con il solista Alessandro Ciccolini, fuoriclasse  senza ombra di dubbio. Il mattatore della serata è Giuseppe di Vittorio che canta, interpreta, quasi danza ed evoca il teatro di Pulcinella con rispetto e cura: grande attore e raffinato interprete porta avanti una tradizione senza fine….  La Musica vince sempre Renzo...

Improvvisare all’organo Chiesa di S.Ambrogio Stresa 3 settembre 2019

Improvvisare all’organo Chiesa di S.Ambrogio Stresa 3 settembre 2019
Il programma di sala recita: L’organista, pianista e direttore d’orchestra inglese Wayne Marshall ha velocemente raggiunto una fama mondiale grazie alle sue capacità tecniche e interpretative che ne hanno fatto uno dei maggiori artisti consacrati alla musica americana del XX secolo. Ha collaborato con le migliori orchestre europee e americane e in qualità di organista si è esibito nei luoghi più prestigiosi del mondo. L’impaginazione del suo recital parte da Bach passando per Rossini e altri autori contemporanei per arrivare anche a sue composizioni, che dimostrano l’ecletticità di questo straordinario musicista. L’organo Tamburini del 1965 della Chiesa di Sant’Ambrogio di Stresa è tra i migliori esemplari del Lago Maggiore ed è stato restaurato nel 2006 da Saverio Anselmo Tamburini. Improvvisare all’organo Chiesa di S.Ambrogio Stresa 3 settembre 2019 MARSHALL, Intrada ImproviseeG. ROSSINI, Preludio Religioso (daPetite Messe Solonnelle) arr. MarshallJ.S. BACH, Preludio e fuga in do magg. BWV 545F. SCHMIDT, Toccata in doE. BOSSI, Ave MariaC.M. WIDOR, Sinfonia n. 6 in sol min.W. MARSHALL, Improvisee!   Difficilmente si puo’ ascoltare  un concerto d’organo di tale livello: tecnica e sensibilità interpretativa si incontrano per celebrare l’immensità della musica. La decisione di installare la proiezione del concerto in diretta è stata sicuramente  una ottima scelta volta ad  una fruizione  ed assaporamento totale. Interessantissime le sue composizioni e davvero eclettiche le variazioni su ogni tema proposto.  Immediatamente si comprende l’abilità di questo grande artista, ma quando attacca Bach ci si ritrova in una dimensione quasi irreale e di grandissima spiritualità;  le evoluzioni alle tastiere ed ai pedali diventano rocambolesche e da queste sa trarre sonorità inconsuete  fino ad arrivare in altri momenti a suoni che paiono sintetizzati , esulando completamente dalle conosciute sonorità organistiche. L’organo è ritenuto strumento che può sostituire una intera orchestra, ma con Marshall si entra in un nuovo mondo di complessi suoni che ipnotizzano. Al primo bis con “Summer time” viene esaltata l’emozione più intima intrisa di un sapore afro  molto lirico, che raggiunge le più intime corde emotive, lasciando la ninna nanna originale per raggiungere in un solo brano l’essenza di tutta l’opera Porgy and Bess. Serata di grande successo da ricordare! La Musica vince sempre Renzo...