SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE

SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE
Maestro Locarni buongiorno, come sta? Mi permette alcune domande sul suo coinvolgimento allo Stresa Festival, con il Trittico da lei pensato e che culmina con “Suite for a Lake”? Se ho ben inteso dalla presentazione che ha fatto diciamo che il lago, l’acqua hanno sensibilmente influenzato la sua vena artistica. Buongiorno Renzo, felice di risentirci! Sì senz’altro, il lago e l’acqua sono parte integranti della mia vita ancor prima che della mia musica, sono nato e cresciuto a Mergozzo a pochi passi dal lago omonimo e per me è sempre stato uno specchio, uno spazio che non significa soltanto estate o vacanze ma uno spazio vero, concreto, che è parte della vita di tutti i giorni per tutto l’anno. Per me è stato quindi naturale pensare questa mia collaborazione con Stresa Festival in forte connessione con il lago, inteso sia come tematica che come spazio, tant’è che due dei tre concerti che mi vedranno impegnato si svolgeranno proprio sull’Isola Bella e non sulla terraferma. Il lago che ospita questo Festival importante, intendo che lo vive come ponte di comunicazione, dialogo, incontro e scambio… Per me il lago è sempre stato uno spazio di frontiera e non di confine, una sorta di elemento “terzo” che è lì per unire e non per dividere: proprio per questo in Suite for a Lake ho voluto dare una visione totalizzante del lago, in cui trova spazio non soltanto la sponda piemontese ma anche quella lombarda e persino le montagne, spesso viste come opposte al lago e che io ho sempre visto invece come fortemente complementari. I concerti sull’isola con Girotto e Galliano vogliono per l’appunto sottolineare i concetti di incontro e di scambio, in entrambi i casi uno scambio tra culture, età e influenze diverse ma che insieme possono dare vita a qualcosa di davvero affascinante e inedito. Dal Conservatorio G. Verdi di Milano con ‘pianoforte classico’ al jazz: è stato amore a prima vista o le emozioni hanno gradualmente creato l’innamoramento? Il percorso classico e quello jazz per me in realtà sono sempre stati complementari dai 13 anni in avanti, quando ho iniziato parallelamente al conservatorio a studiare jazz prima con Lorenzo Erra e poi con Ramberto Ciammarughi. L’innamoramento è stato senz’altro graduale ed è stato indirizzato più verso l’improvvisazione che per una forma di jazz in particolare, nel senso che gli amori veri e propri – come quelli per Paul Bley o per Keith Jarrett – sono arrivati più con l’adolescenza, prima ricordo solo una fascinazione totale verso l’improvvisazione in sé, verso l’idea che la musica potesse manifestarsi non solo necessariamente solo dentro il pentagramma e nei libri ma anche al di fuori, in uno spazio libero. Per chiudere in allegria e pensando ai progetti futuri, magari già in cantiere, nelle prossime composizioni ci sarà più “dolce o più salato”, oppure…. In questo momento della mia carriera mi sento decisamente in un periodo d’acqua “dolce”, ricco di sperimentazioni e di colori a me nuovi come infatti questa Suite, che attinge quasi più dal linguaggio e dalla composizione classica che da quella jazzistica. Nel futuro c’è sicuramente la volontà di portare avanti questo progetto dal vivo e chissà magari anche in studio, mentre nel futuro più prossimo è in uscita nella prossima primavera un disco in duo con il grande trombettista inglese Tom Arthurs, prodotto da Mario Caccia per Abeat Records. Per il resto, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuova musica! Grazie per il tempo concesso con un arrivederci...

STRESA FESTIVAL 2024 – 19 Luglio – Stresa festival Hall SIMONE LOCARNI TRIO

STRESA FESTIVAL 2024 – 19 Luglio – Stresa festival Hall   SIMONE LOCARNI TRIO
La Musica la si può ascoltare in luoghi diversi fra loro; il concerto sotto narrato era previsto in open space sul lungo lago La Palazzola, ma il maltempo previsto ha fatto dislocare il concerto allo Stresa Festival Hall, che non ha sicuramente alterato la bellezza di quanto ascoltato. STRESA FESTIVAL 2024 – 19 Luglio – Stresa festival Hall SIMONE LOCARNI TRIO Simone Locarni, pianoforte Yuri Goloubev, contrabbasso Klaus Gesing, sax soprano, clarinetto basso Il concerto è stato preceduto dall’album previsto alla Herno di Lesa, ovvero l’incontro informale con Simone Locarni presso la sede creativa della casa di moda presieduta da Claudio Marenzi, ora anche presidente dello Stresa Festival. Marenzi ha accolto, da vero padrone di casa, sia il giovane pianista, che i gruppo ristretto di amici e simpatizzanti del Festival. Il tema dell’incontro è stata la creazione, di un capo di moda o di una composizione musicale ed il tutto si è svolto prprio nel cuore creativo dell’azienda circondata dall’acqua del fiume Herno (da cui prende il nome) e dal Lago Maggiore su cui si affaccia. Locarni in trio con Yuri Goloubev e Klaus Gesing, nel concerto serale ha offerto musica varia attraverso una interpretazione fresca e originale con continui momenti di interesse. Macchie di luce colorata, proiettate sul soffitto ante palco sì è ben coniugata con la tecnica virtuosistica degli interpreti. Locarni, nativo di Mergozzo, piccolo lago separato dal Maggiore da un piccolissimo istmo, giovanissimo si è affermato quale talento europeo, dopo la partecipazione a diversi concerti nel mondo ed esibizioni con grandi nomi del jazz. I due compagni di viaggio sono a buon merito ritenuti entrambi musicisti di grande esperienza e spiccata personalità artistica, che emerge nella estrazione di suoni ben incorporati in un insieme di fascino. Il bis conclusivo è l’amato “Tea for two” che non ha mancato di ricevere i giusti consensi. La Musica vince sempre. Renzo...