STRESA FESTIVAL 025 – SIMONE RUBINO – 28 AGOSTO

STRESA FESTIVAL 025 – SIMONE RUBINO – 28 AGOSTO
Le nubi del maltempo agostano 2025 si sono dissolte alle onde sonore propagatesi nell’aria, avvolte dalle pareti rinnovate del Salone delle feste di Palazzo Borromeo all’Isola Bella di Stresa. SOLO MARIMBA SIMONE RUBINO J.S. Bach, Suite per liuto in mi min. BWV 996 Tre Suite per violoncello solo J-P. Rameau, Allemande e Sarabande da Suite per clavicembalo in la min. A. Vivaldi, Vedrò con mio diletto da Il Giustino L’eccellenza interpretativa di Simone Rubino ha superbamente superato la non perfetta acustica dello splendido Salone delle feste di Palazzo Borromeo all’Isola Bella che ospitato lo straordinario concerto fatto di trascrizioni per sola Marimba, di brani orchestrali di indubbia difficoltà esecutiva. Il risultato offerto credo sia frutto di una vita di lavoro, di tecnica, di sperimentazione e di prove e riprove…diversamente non si capirebbe un risultato di tale spessore con un compito così arduo. Rubino crea ed offre sempre sonorità inapettate in atmosfere eteree eppur corporee, non solo con lo strumento, ma anche con la voce modulata e armonizzata, piacevole all’ascolto. Se ricerchiamo un nota caratterizzante, notiamo le bacchette di Rubino con l’avvolgimento di colore rosso, come la pietra preziosa ed il suo cognome, quale la preziosità dell’offerta musicale. La Musica vince sempre Renzo...

SIMONE RUBINO INTERVISTA

SIMONE RUBINO INTERVISTA
SIMONE RUBINO INTERVISTA Simone buongiorno, come va? Mi permette che le porga alcune domande in previsione del suo concerto allo Stresa Festival? Le anticipo che avevo avuto il piacere di ascoltarla in un concerto per Viotti Festival e di lei avevo scritto : “ottimo anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni.” Come nasce tutto questo?” tutto nasce dalla curiosità e dalla volontà di integrare diverse discipline? I suoi concerti sono un unicum per originalità, ricercatezza e fantasia, come è arrivato a questo punto ??? Credo molto nell’interdisciplinariertà e credo che alla base di ogni di ogni disciplina ci sia un punto in comune…la base è l’obiettivo della profondità, ovvero scavare fino alle radici: le radici dell’albero ovvero la vita, molto complessa da comprendere. Alla base delle varie discipline c’è una connessione e sono da sempre affascinato da questo e dalla spasmodica ricerca nell’individuare un punto di unione nelle varie discipline. Lei ha raccontato che ritiene che la voce umana, nella lingua italiana, sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali; La marimba, pur essendo a percussioni ha risonanze particolari… che orientamento ha? La lingua italiana è legata tra vocali e consonanti e la marimba pur essendo a percussioni è un idiofono quindi ha un suono determinato e risonanze lunghe. Nella fortuna che abbiamo noi nella lingua italiana parlata è che si tratta di una lingua melodica….non a caso il Belcanto nasce in italia. Nella nostra lingua abbiamo la prevalenza di molte vocali a differenza della lingua tedesca che ha molte consonanti nella stessa parola; le consonanti sono quello che danno struttura alla frase, ma ovviamente tolgono la parte melodica della lingua parlata. Le vocali, quando noi parliamo e le pronunciamo, tocchiamo le corde vocali e con il canto, quando si pronuncia una qualsiasi vocale si mettono in vibrazione le corde vocali, mentre le consonanti non si toccano quasi per nulla…(ad esclusione della consonanti deboli),creando così la dimensione ritmica delle vocali. La marimba come tutte le percussioni è strumento che emette uno o più suoni attraverso dei colpi. Il colpo è di per se la dimensione della lingua parlata….e quindi si arriva a fraseggiare con le sole consonanti, cosa molto difficile e nella marimba la cosa più difficile ancora che nel pianoforte, è il legato. Le note per poter essere legate hanno bisogno della stessa vocale e quindi tutto risulta più spezzato. Attraverso l’intelletto si può sincronizzare la percezione dell’orecchio e creare un crescendo di legare più note, si cambia la percezione dell’orecchio, manipolando l’attacco della consonante.   Credo che lei possa essere definito un musicista audace, che non teme l’innovazione o la sperimentazione pur di creare suoni affascinanti: da dove viene questa forte ispirazione? Non so da dove venga l’ispirazione, ma forse il tutto è determinato dal carattere e dalla voglia di continuare ad imparare e ricercare attraverso la sperimentazione, cercare continuamente nuovi suoni….   Per concludere con ironia, seppur rimanendo nel mondo della ‘bellezza’ lei preferisce i colori pastello o i colori shocking? Colori pastello probabilmente, anche se ho un certo fascino per il bianco e nero…mi piace molto pensare alla musica soprattutto tra gli opposti! Grazie per il tempo che ha dedicato a questo incontro ed arrivederci all’Isola Bella di Stresa il 28 agosto per ascoltare musica barocca nella sua proposta su...

SIMONE RUBINO – Festival Viotti – Vercelli 23 aprile 2022

SIMONE RUBINO – Festival Viotti – Vercelli 23 aprile 2022
Generalmente, nell’esposizione di commenti e riflessioni pubbliche, le situazioni personali vengono lasciate fuori dalla porta, ma in questo caso mi sembra doveroso considerare che in oltre due anni ho avuto pochissime occasione di frequentare teatri e sale da concerto, a causa di motivi personali, aggravati da una generale situazione pandemica; finalmente il 23 aprile 2022 avevo diverse opportunità tra cui scegliere per tentare di riprendere in mano il “mio vivere l’arte” e non è stato difficile scegliere, in quanto ho semplicemente rispettato il mio assenso al primo invito ricevuto ed accettato ! Musiche di Tan Dun, Gerassimez, Hamilton, Bach, Sadlo, Curtoni Vercelli | Teatro Civico SIMONE RUBINO percussioni Programma Tan DunWater Spirit(cadenza dal Water Concerto for Water Percussion and Orchestra)Alexej GerassimezAsventurasper rullante soloBruce HamiltonInterzones per vibrafono e nastro magneticoCasey CangelosiBad Touchper percussioni e nastro magneticoJohann Sebastian BachCiaccona, dalla Partita n. 2 in re min. per violino BWV 1004trascrizione per vibrafono di Eduardo EgüezPeter Sadlo Variations on Fuga C IILamberto Curtoni“Io guardo spesso il Cielo”“Quel metro che ci avvicina”“La Preghiera più alta” (testi di Mariangela Gualtieri) Durante il concerto, peraltro un “Unicum” nel suo genere una domanda sorge spontanea: “ la voce umana e la Musica sono orizzontali o verticali?” E’ strano che su di un palco teatrale vengano poste domande sull’orizzontalità o sulla verticalità della Musica, ma Simone Rubino il versatile percussionista in calendario per il Viotti Festival, da buon anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni. Ecco che infatti espone quanto la voce umana soprattutto nella fluidità armonica della lingua italiana sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali e la riflessione non fa una grinza! Venendo alla Musica nella sua essenzialità, così come la propone il geniale Simone Rubino, si palesa attraverso la finitudine del suono ricercato maniacalmente, però con apparente leggerezza e semplice giocosità. L’artista è spudoratamente stupefacente nella fantasmagorica rapidità con batteria e percussioni, così come è dolce nella poetica melodia al vibrafono. Claude Debussy ha saputo trasformare i suoni della musica nella voce dell’acqua e Rubino ha utilizzato la voce dell’acqua per creare suono e musica. Anche se il concerto è risultato fruibile e coinvolgente in ogni brano, sottolineo la particolarità dell’interpretazione della Ciaccona di Bach nella trascrizione di Eduardo Egüez, dove scaturisce eterea liricità con impalpabili suggestioni, avvolte da tenui colori e profondità espressive che conducono all’evocazione della ineluttabile accettazione della fine… Di contemporaneo impatto visivo ed emotivo è il profondo senso del ritmo quando muove rocambolescamente un bastone alla luce wood, o schiaffeggia l’acqua per creare suono! Presentatore, intrattenitore, soprattutto musicista, ma anche filosofo, Rubino riflette sul “limite” che il mondo ha e che l’uomo deve accettare, limiti superabili solo con l’arte e la musica! Vengono citati Kant e Platone, ricordandone il pensiero: “la democrazia è possibile solo se lo stato ha un popolo educato ad essa” e vengono riportate riflessioni di Mariangela Gualtieri “saranno i bambini a salvare il mondo e gli animali..tutti i cuccioli del mondo”! E con queste riflessioni e questi testi dallo stesso Rubino cantati sull’avvolgente dolcezza della piacevolissima musica composta da Lamberto Curtoni, si conclude il concerto lasciando agli spettatori il desiderio del bello, della speranza e della semplicità oggettiva! La Musica vince sempre. Renzo...