Alessandro Baricco legge Dante – Isola Bella Lago Maggiore 23 luglio 2021

Alessandro Baricco legge Dante – Isola Bella Lago Maggiore 23 luglio 2021
Quest’anno tutti leggono Dante, più o meno in modo accattivante e catalizzante… L’incanto dell’acqua intorno all’Isola Bella, dei colori delle ortensie che contornano Palazzo Borromeo e la dolce serata estiva, fanno si che l’incontro con Alessandro Baricco si sia tinto di magia e di seduzione.   Alessandro Baricco legge Dante – Isola Bella Lago Maggiore 23 luglio 2021 Dalle note dello Stresa Festival 2021: “Visto che sono in molti, quest’anno, a leggere Dante in pubblico, Alessandro Baricco proverà a leggere Dante col pubblico. Un’oretta di lezione, per apprendere tre, quattro regolette, e poi si suonerà ad alta voce, tutti insieme, qualche sonetto di Dante o addirittura un passo della Divina Commedia. Volendo si può anche solo stare ad ascoltare, ma è più divertente se ci si siede davanti e si suona con gli altri.” Leggendo le note dello Stresa Festival lo spettatore si approccia alla serata pensando di dover poi “suonare” senza essere suonatore, ma poi la scia dell’incontro si snoda e si intende di quale suono si tratti: il suono della parola! La grandezza di Alessandro Baricco si esterna da subito, al suo apparire con elegante semplicità ed immediata empatia con il pubblico ed inizia enunciando che di Dante non si leggerà di Divina Commedia…troppo gigantesca, ma si leggerà un sonetto e con intonazione musicale seguendo l’onda degli accenti e delle “variazioni” inserite negli endecasillabi, proprio come si legge il rigo musicale! Il sonetto, forma principe della poesia, si compone di 2 gruppetti di versi di quattro righe, che simboleggiano i quattro punti cardinale, seguiti da altri tre gruppetti di versi di tre righe che simboleggiano la Trinità e quindi la forma di sonetto rappresenta il collegamento tra terra e cielo, molto sentito nel Medioevo quando gli uomini rudi si intenerivano solo alla vista della bellezza femminile. Baricco illumina il pubblico con la “luce” possibile identificazione e significato delle parole “onesta e gentile” sovente usate dai poeti all’epoca (oltre a Dante ricordiamo Virgilio), non disgiunta dall’evocazione dell’erotismo insito nel sonetto dantesco che a ben sentire non è parola, ma come ben più in la nel tempo, esattamente Paul Valery defini la “poesia” :” Esitazione tra suono e senso”: l’esitazione è quel respiro di pausa tra una parte e l’altra della lettura, o meglio del canto del verso. Baricco si profonde a sottolineare la regola degli accenti e come in ogni regola le eccezioni, raffrontando le accentazioni e ritmiche della poesia inglese con quella della sublime lingua italiana che di per sé è già musicalità e che rispettando le tonalità di “minore e maggiore” anche nella lettura si espande quel senso globale di musica al solo suono della parola. Dante è un grande acrobata della scrittura e trasforma i suoi versi in musica da danzare e da cantare ed ecco che qui si svela il fascino della parola e il mistero del canto della platea. Baricco ha letto molte volte i versi del sonetto ed in una lectio magistralis ha condotto per mano e voce il pubblico, alla lettura di tutti gli accenti, di tutte le cadenze e intonazioni; si alza dalla sua postazione ed avvicinandosi alle prime file invita persone persone del pèubblico a leggere al microfono “Ne li occhi porta la mia donna Amore…” aggiungendo così vitalità e condivisione al sentimento di musicalità che già aveva contagiato positivamente il pubblico assorto e partecipe. Cosi come in un ipnotizzante concerto all’ultima sua battuta, anche all’Isola Bella il pubblico esita qualche secondo prima di esplodere in un applauso di assenso e soddisfazione che...

Enrico Zanisi e Alessandro Lanzoni – Lungolago La Palazzola- 18 luglio 2021

Enrico Zanisi e Alessandro Lanzoni – Lungolago La Palazzola- 18 luglio 2021
Il primo blocco dello Stresa Fesival jazz 2021 giunge al termine nella suggestiva cornice delle Isole Borromee sul Lago Maggiore, che accoglie la Musica come in abbraccio sorridente! Enrico Zanisi e Alessandro Lanzoni – Lungolago La Palazzola- 18 luglio 2021 Variations on Petrouchka Note dallo Stresa Festival: “Enrico Zanisi e Alessandro Lanzoni hanno maturato una formazione classica, diplomandosi in pianoforte presso i conservatori di Frosinone il primo e Firenze il secondo. Ben presto la loro vocazione jazzistica ha preso il sopravvento, portandoli a conseguire risultati di indubbio valore nell’ambito della musica improvvisata. Zanisi è stato insignito nel 2012 del premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento, indetto dalla storica rivista Musica Jazz, e nel 2014 ha ricevuto il Premio Siae per la creatività. Lanzoni ha ricevuto il medesimo premio di Musica Jazz nel 2013. I due pianisti vantano collaborazioni di grande rilievo tra le quali: Sheila Jordan, David Liebman, Andy Sheppard, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini (Zanisi); Lee Konitz, Enrico Rava, Jeff Ballard, Larry Granadier, Ambrose Akinmusire, Fabrizio Bosso, Gianni Basso, Renato Sellani, Tiziana Ghiglioni (Lanzoni). Nel set di questa sera si potranno ascoltare, a fianco di composizioni originali, rielaborazioni di temi stravanskiani.” Lanzoni e Zanisi due giovani pianisti forse intimiditi nel salire sul palco calpestato nei giorni precedenti dal mostro sacro internazionale Uri Caine e dal più noto pianista jazz contemporaneo Stefano Bollani, fanno quasi fatica a presentarsi al pubblico, ma la loro bravura, elasticità e rapidità sulla tastiera sono talmente evidenti che vengono rincuorati dall’assenso applaudente del pubblico. Inizia Alessandro Lanzoni con i primi due tableaux dal balletto in quattro scene con musica di Igor’ Stravinskij composto fra il 1910 e il 1911 che racconta del burattino stravinskiano con alcune connotazioni malinconiche ed altre vivaci e brillanti. Lanzoni esprime molta tecnicità anche quando offre un brano di sua composizione e poi un blues. Segue Enrico Zanisi con i tableaux 3 e 4 sempre dall’opera di Stravinskij cui farà seguire un paio di brani da lui composti e ad uno dedica un titolo improvvisando “Inno”. Abile e virtuosistico catalizza il pubblico. Il regalo finale è ovviamente una esibizione a quattro mani, quando allegramente e giovanilmente simpatici si profondono in virtuosismi, velocità e variazioni coloristiche. La Musica vince sempre. Renzo...

Stefano Bollani – 17 luglio 2021 -Lungo Lago La Palazzola Stresa

Stefano Bollani – 17 luglio 2021 -Lungo Lago La Palazzola Stresa
Il mezzo televisivo, pur senza voler scomodare George Orwell, certamente influenza il pubblico negli orientamenti e nelle decisioni, creando talvolta delle situazioni non propriamente belle, ma certamente assurde o fuorsvianti. In altri casi la televisione da ampiezza all’immagine di un artista, amplificandone la diffusione della conoscenza e del merito : questo è il caso di Stefano Bollani Stefano Bollani – 17 luglio 2021 -Lungo Lago La Palazzola Stresa Piano Variations on “Jesus Christ Superstar” Dalle note dello Stresa Festival 2021: “All’età di 14 anni Stefano Bollani vede il film Jesus Christ Superstar. Si innamora immediatamente della musica, della storia, dell’atmosfera delle scene e del calore e della profondità dei forti personaggi a tutto tondo. Impara presto i testi delle canzoni, ma quasi non si azzarda a suonarne la musica in quanto troppo rispettoso dell’originale. Eppure ha una gran voglia di farlo. L’unica soluzione è creare una sua versione completamente diversa dall’originale. «Ho scelto la forma del pianoforte solo, perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani – e una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima». Grato per l’eccezionale permesso ricevuto da Andrew Lloyd Webber di reinterpretare la sua opera cult, si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale.” Anche questo pomeriggio la magia si è ripetuta, infatti il palco acustico e l’impareggiabile location vissuta con la luce del giorno anzichè di notte come d’abitudine, hanno ben contribuito all’atmosfera di assoluta bellezza che ha incorniciato il concerto; a tal riguardo si potrebbe anche pensare che Bollani è bravo di suo e che le sue interpretazioni sono coinvolgenti e preziose anche in uno spazio essenzialmente banale, ma in questo caso penso che la Musica inserita in un cotesto paesaggistico pregevole possa addirittura aumentare e realizzarsi in una bolla di bellezza. Ottimo anchorman, l’eclettico Stefano Bollani introduce se stesso ed il concerto che ha poi eseguito senza alcuna supponenza, anzi con pregevole semplice cordialità. Bollani racconta del perché è arrivato a questa rivisitazione di Jesus Chrisst Superstar e quanto Shostakovich e Stravinskij si trovi in quella composizione originale che oggi Bollani restituisce con una visione virtuosistica e come da sue parole, fedele alla composizione , ma dove ogni tanto si “ferma a raccogliere fiorellini o ad iinterpretare con variazioni”. Durante il concerto il tempo “non ha tempo”: si è talmente immersi in “I don’t know how to love” o nel finale travolgente che ci si dimentica dell’orologio … Dolcezza frammista a pazzesca tecnicità hanno affrescato la tavolozza concertistica, incatenando il pubblico famelico di musica ed emozioni. La Musica vince sempre Renzo...

Uri Caine – StresaFestival 16 luglio 2021

Uri Caine – StresaFestival 16 luglio 2021
Birds On Fire La notte magica non è solo quella della finale di Coppa, che ha emozionato ed entusiasmato tutti noi italiani e che ricorderemo come un sogno realizzato, ma la magia si ripresenta anche in ben altre situazioni, magari complice il lago di notte, le stelle, l’aria fresca ed un’atmosfera da sogno… Uri Caine -Lungolago La Palazzola Stresa Birds On Fire   Note dallo Stresa Festival: “Il pianista e compositore americano Uri Caine non è nuovo a rielaborazioni di capolavori della musica classica: grazie al suo estro e alle sue doti di improvvisatore negli anni ha presentato a un vasto pubblico la sua personale interpretazione di capisaldi del repertorio classico. Bach, Schumann, Mahler e oggi Stravinskij sono i compositori a cui Uri Caine si ispira con l’intento di dare una nuova veste d’autore a pagine che continuano ad affascinare la nostra sensibilità e i nostri gusti. Ogni esibizione di Uri Caine, che in questa serata si presenta in piano solo, costituisce un evento originale che continua a stupire una audience eterogenea. Il concerto ha avuto luogo all’aperto presso il Lungolago La Palazzola di Stresa, sede abituale della rassegna di luglio del Festival, e che rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del territorio.” Uri Caine, uno dei più grandi pianisti jazz al mondo si è riaffacciato sulle sponde del Lago Maggiore, per offrire al vasto pubblico l’emozione di ripercorrere 300 anni di musica attraverso un occhio nuovo, un orecchio insolito. Le partiture d’eccellenza che hanno segnato la storia della Musica nel mondo, per quanto ascoltate, racchiudono sempre un fascino segreto un misterioso velo di ignoto, almeno per un ascoltatore non musicista e non matematicamente musicale; Uri Caine sente queste partiture con un animo estrosamente contemporaneo e le ripercorre con stratosferica abilità pianistica, infondendo voce nuova. Caine trasforma il conosciuto in inedito, facendo brillare le note fil rouge di brani conosciutissimi ed amati dai palati più raffinati ed esigenti. Il palco acustico utilizzato in questa 60ma edizione dello StresaFestival è a forma di conciglia ed avvolge Lo Steinway & Sons come una perla preziosa da cui vengono estratte briosità e riflessi luminosi che illuminano l’ascolto. La Musica vince sempre Renzo...

VIENTO Y TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021”

VIENTO  Y  TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021”
Non par vero di poter riprendere a vivere la musica, il teatro e la bellezza della cultura vissuta dal vivo e non attraverso un freddo video. Il coraggio e l’impegno attento han fatto si che la prima serata dello Stresa Festival Jazz abbia potuto dare la speranza di un nuovo inizio!   VIENTO Y TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021” Gonzalo Rubalcaba & Aymée Nuviola Band Aymée Nuviola, voceGonzalo Rubalcaba, pianoforteCristobal Verdecia, bassoHilario Bell, batteria“Majito” Aguilera, percussioniYunior Arronte, saxLourdes Nuviola, coristaAlfredo Lugo, corista Note dallo Stresa Festiva 2021: “Due madri che portano i figli a studiare pianoforte, un’insegnante di nome Silvia e l’ingenua passione per la musica di due bambini. Gli anni trascorrono da quando Gonzalo Rubalcaba e Aymée Nuviola giocavano sulle scale dell’edificio del Conservatorio. Nel frattempo la voce calda di Aymée si è sparsa sui mari e nei cieli, ha vinto un Grammy (2019) e un Latin Grammy ed è diventata un’artista internazionale. Così come per Gonzalo Rubalcaba, due Grammy e due Latin Grammy vinti, uno dei pianisti più acclamati nel panorama mondiale. Oggi si sono ritrovati, non per condividere le lezioni di piano con la maestra Silvia, ma per dare vita al progetto Viento y Tiempo. “ Ritmo, ritmo e poi ancora ritmo! Ecco la sintesi dello spettacolo che ha segnato il reinizio dello Stresa Festival nella sua 60ma edizione. Indubbia la descrittività delle atmosfere sudamericane che la Band ed i solisti hanno saputo ricreare in un variopinto scenario musicale ricco di sentimenti e sensazioni! La Musica di questa sera è libertà e liberazione, disegnate con l’allegria ed i sorrisi di Aymée mentre cantando e danzando, invita il pubblico ad alzarsi in piedi, cantare e ballare con lei ed il suo gruppo. Gli applausi a scena aperta ed i fischi ed urla di approvazione hanno sottolineato l’allegria che hanno saputo trasmettere, senza tralasciare gli apprezzati virtuosismi pianistici di Rubalcaba o le timbricità particolari di Aymée che han fatto godere anche delle note melanconiche che talvolta affiorano nelle melodie caraibiche pur connotate per tradizione da allegria carnascialesca. Infatti in mezzo a tanta gioia …ecco che poi affiora la melanconica vena, tipica di chi è visto e sempre immaginato in incontenibile divertimento. Cultura è anche questo: allegria e spensieratezza servite sul vassoio della professionalità con sapiente cura e dosaggio dello spettacolo. La Musica vince sempre . Renzo...

STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020

STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020
L’opera, la realizzazione artistica al tempo del coronavirus:  questo incipit è tratto dalle note di regia del regista Renato Bonajuto: “…l’Uomo e la Donna ritroveranno loro stessi e la loro reale essenza. E questo è quello che davvero spero possa succedere ad ogni essere umano, una volta finita, perché finirà, questa terribile esperienza che ci ha coinvolto e che forse non è stata vana. Riscoprire la verità della propria anima attraverso l’espressione e l’incanto dell’espressione artistica. Perché la Bellezza, per chi la sa guardare, ascoltare, assorbire, è salvifica.  STABAT MATER Giovanni Battista Pergolesi (Opera da camera) direzione musicale Matteo Beltrami direttore dell’esecuzione Matteo Beltrami, allievi del corso di direzione d’orchestra dell’Accademia AMO regia Renato Bonajuto coreografie Giuliano De Luca orchestra I Virtuosi Italiani  solisti Aurora Faggioli/Mariam Battistelli  danzatori Francesco Alfieri, Rocco Ascia, Alice Bellora, Emanuele Cappelli, Arianna Lenti, Alessio Urzetta impianto scenico e costumi Danilo Coppola luci Ivan Pastrovicchio produzione Fondazione Teatro Coccia   Lo Stabat Mater è Opera sacra commissionata a Pergolesi dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei dolori di San Luigi al Palazzo e questa non è incongruenza, infatti anni prima la stessa confraternita ne aveva commissionato una versione, altrettanto celebre, a Scarlatti. Pergolesi rimase fedele alla struttura di Scarlatti e mantenne la strumentazione e le sole due voci soliste, differenziandosi però per  concisione e compattezza. Insolita è l’idea di uscire dalla forma concertistica ed invece farne una vera e propria rappresentazione seppur improntata alla  lentezza del movimento per raggiungere la staticità. L’ispirazione del regista Renato Bonajuto  affonda nelle pitture delle zone del Piemonte, per raggiungere poi Caravaggio ed i suoi coevi: ogni quadro musicale incontra la ricreazione di un quadro vivente dove i danzatori si spogliano tra un quadro e l’altro per ricoprire poi la nudità con i panni del personaggio successivo. Realizzazione di forte impatto e di costante suggestione, quindi un plauso oltre che a Bonajuto anche a Giuliano De Luca per le coreografie ed ai danzatori coinvolti. Venendo alla musica è certamente sempre toccante ed i Virtuosi Italiani dimostrano di essere un insieme affiatato ed esperto nel genere, riuscendo a trasmettere la commozione inevitabile. La direzione del Maestro Matteo Beltrami è ancora una volta attenta, puntuale e misurata, infondendo equilibrio e partecipazione. Le voci sono importanti non per nulla sono entrambe abitualmente ospiti dei grandi teatri d’Europa.  Vestite come  Vergini barocche stanno ai lati della scena, realizzata  da Danilo Coppola come i costumi ed  illuminata con sapienza da Ivan Pastrovicchio. Il mezzosoprano Aurora Faggioli esprime un bel colore scuro e tono caldo e pieno che ben tocca le corde dell’emotività, mentre Miriam Battistelli espone una voce limpida e vivida di colori illuminati che esalta la musicalità dell’insieme. Realizzazione davvero toccante! La Musica vince sempre Renzo...

Sonar in ottava

Sonar in ottava
Stresa Festival 4 settembre 2020 Questa sera ascoltando due grandi del panorama musicale internazionale mi è sopraggiunta l’immagine di qualche anno fa, quando in una chiesa di Milano per un concerto di musiche di Bach, una signora poco distante da me, all’intervallo disse ad un amico: dopo Bach il nulla…   Sonar in ottava Stresa Festival 4 settembre 2020   Giuliano Carmignola, violinoMario Brunello, violoncello piccoloAccademia dell’AnnunciataRiccardo Doni, cembalo e direzione VIVALDI, Concerto in do magg. RV 116 per archi e b.c.J.S. BACH, Concerto in do min. BWV 1060 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)A. VIVALDI, Sinfonia in re magg. RV 125 (ricostruzione di Olivier Fauré per archi e bc); Concerto in mi b magg. RV 515 per violino e violoncello piccoloJ.S. BACH, Concerto in re min. BWV 1043 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)J.G. GOLDBERG, Sonata in do min. per archi e bcA. VIVALDI, Concerto in do magg. RV 508 per violino, violoncello piccolo, archi e bc Questo concerto rientra nell’area tematica Bach, nostro contemporaneo. Il binomio di raffinata riuscita, Brunello – Carmignola ha  prodotto un concerto di grande interesse: in dialogo i due strumenti si sono cimentati in quello che è anche un progetto discografico, con i grandi del settecento, primo fra tutti Bach. Da non musicista non vado ad inerpicarmi a considerare i mastellati, i vibrati o i delicati pizzicati, ma mi limito ad accettare quanto di bello è arrivato al mio spirito. Mario Brunello e Giuliano Carmignola non hanno certo necessità di presentazioni e neppure per gli spettatori dello Stresa Festival che li ha già apprezzati in altre occasioni. L’Accademia dell’Annunciata, orchestra prevalentemente giovane è diretta dall’attento Riccardo Doni, anche al clavicembalo. La Musica vince sempre Renzo...

Double face per Carmen

Double face per Carmen
Stresa Festival 30 agosto 2020 Da qualche anno allo Stresa Festival in cartellone  si evidenzia la proiezione di un film muto con colonna sonora dal vivo. L’esperimento è ormai collaudato e di anno in anno la proposta è sempre più avvincente. Quest’anno si parla di Carmen la sigaraia e la scelta è risultata davvero eccezionale per cultura e divertimento.   Double face per Carmen Stresa Festival 30 agosto 2020 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe VerdiJosé Antonio Montaño, direttore Proiezione dei film muti con esecuzione dal vivo della colonna sonoraCarmen (1915), regia di C.B. DeMille – Adattamento di temi della Carmen di Bizet realizzato da T. BrockA Burlesque on Carmen (1915), regia di C. Chaplin – Musiche originali di T. Brock   Partner anche di Enrico Caruso, il soprano Geraldine Farrar interpreta il ruolo di Carmen la zingara sigaraia nel film del 1915 diretto da Cecil B.De Mille, proiettato questa sera al Palacongressi di Stresa nell’ambito dello Stresa Festival e per seguire la tradizione che ogni anno prevede una iniziativa del genere. La Farra, considerati i mezzi di ripresa nel 1915 è davvero espressiva e convincente e la regia è davvero mirabile: i contrabbandieri giungono dal mare, poi l’accampamento in montagna, la danza da Pastia, il duello Don José con Moralès, l’ingresso in Siviglia, la fine, praticamente tutta la vicenda di Prosper Mérimée. La seconda parte della serata prevede A Burlesque on Carmen di Charles Chaplin  che, ovvio  a dirsi è stato divertentissimo in ogni parte con Chaplin nel ruolo di capo delle guardie che lotta comicamente con Moralès, inciampa mentre cammina, poi l’ingresso a Siviglia di Carmen con Escamillo su un carretto sgangherato trainato da un ronzino e da un somaro fino al finale tragicomico che rivela alla macchina da presa il pugnale retrattile e quindi con i protagonisti ridesti, come nelle migliori finzioni cinematografiche. Le musiche nel film di De Mille sono di Hugo Riesenfeld che ha adattato le originali di Bizet con un esito straordinariamente efficace. Quelle per il film di Chaplin sono l’arrangiamento di Timothy Brock che ha realizzato la parodia dell’originale senza rendere troppo comica la musica, lasciando la comicità all’orchestrazione d’epoca, come scrive lo stesso Brock. Il direttore d’orchestra è José Montano già noto agli spettatori di Stresa festival che anche nel 2019 lo ha visto alla direzione dal vivo della colonna sonora alla  Proiezione del film La caduta della casa Usher di Jean Epstein (1928) con Musiche di José Maria Verdú, eseguite in prima assoluta su commissione Stresa Festival. José Montano alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano G:Verdi, ha un bel gesto attendo e misurato che produce l’effetto di una sincronizzazione tra proiezione e musica di buon interesse e crea una atmosfera di  coinvolgimento. La Musica vince sempre. Renzo...

Scherzando con i corni- i Corni della Scala

Scherzando con i corni- i Corni della Scala
Stresa Festival 30 agosto 2020 Scherzando con i corni- i Corni della Scala Stresa Festival 30 agosto 2020  SCHUBERT, Minuetto dalla Sinfonia n. 2 C. GOUNOD,  Scherzo dalla Sinfonia n. 2L.V. BEETHOVEN,  Scherzo dalla Sinfonia n. 9F. MENDELSSOHN, Jagdlied da Im Grünen op. 59A. DVOŘÁK, Scherzo dalla Sinfonia n. 9J. BRAHMS, Intermezzo Opera 118 n. 2S. RACHMANINOFF, Scherzo per orchestraL.V. BEETHOVEN, Scherzo dalla Sinfonia n. 3* Trascrizioni per ensemble di A. Sormani – *commissione Stresa Festival, prima esecuzione assoluta Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Proposta sicuramente interessante, quella dei Corni della Scala, così come risultano interessanti tutte le formazioni fatte di un solo strumento, vedi i mandolinisti, i sax, gli archi. Con i quasi quattro metri di lunghezza arrotolata, il corno può emettere una vastissima gamma di tonalità, dalla più cupa, alla più squillante, esaltando il tono celebrativo, il classico richiamo alla caccia, la possanza e la dolcezza. I Corni della Scala, risultano veramente gradevoli ed offrono un concerto molto vario che lo rende piacevole; per mio personale sentire, ho gradito particolarmente lo Scherzo dalla Sinfonia n. 9 di DVOŘÁK, per la prima volta udito con una formazione simile ed ho apprezzato la resa sonora e virtuosistica di RACHMANINOFF.  Simpatica la presentazione dei vari brani che, anche se un po’ didascalica, ha avvicinato la formazione al pubblico ed il direttore Angelo Sormani ha dato spazio a tutti gli elementi dell’orchestra, con molta semplicità ed affabilità. La Musica vince sempre. Renzo...

Beethoven – Sonate per pianoforte V

Beethoven – Sonate per pianoforte V
StresaFestival – 30 agosto 2020 Una domenica pomeriggio diversa, che vede il sole dopo violenti nubifragi distruttivi; è un vero piacere trovarsi sulle sponde del Lago Maggiore e poter partecipare al concerto pomeridiano dello Stresa Festival. Beethoven – Sonate per pianoforte V StresaFestival – 30 agosto 2020 L.V. BEETHOVEN, op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ronald Brautigam, fortepiano L.V. BEETHOVEN, op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ronald Brautigam, si pone certamente tra i pianisti più interessanti ed è sicuramente  uno dei musicisti olandesi più famosi. Il suo successo oltre che dalle peculiarità proprie di interpretazione pianistica, deriva dalle sue spettacolari performances al fortepiano, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Collabora con i migliori musicisti ed orchestre al mondo ed incide opere di diversi autori, ad esaltare la sua ecletticità. Al Regina Palace Hotel questo pomeriggio, volando letteralmente sulla tastiera del fortepiano ha interpretato di L.V. BEETHOVEN, le op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3. Virtuosamente impressionante ha evidenziato la cantabilità di alcuni brani ritmati con molta forza. La Musica vince sempre. Renzo...

Beethoven – Sonate per pianoforte IV

Beethoven – Sonate per pianoforte IV
Stresa Festival 28 agosto 2020 Beethoven – Sonate per pianoforte IV Stresa Festival 28 agosto 2020 Gabriele Carcano, pianoforte L.v. BEETHOVEN, op. 2 n. 3; op. 14 n. 1; op. 27 n. 1; op. 54; op. 7; op. 101 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Gabriele Carcano, lodato dalla Süddeutsche Zeitung come “scultore del suono” ed “esteta” dopo il suo debutto a Monaco all’Herkulessaal si è diplomato giovanissimo al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con il massimo dei voti e la lode. Ora si esibisce con i più grandi nomi del panorama misicale internazionale e nelle sale più prestigiose. Rapidissimo sulla tastiera è brillante e virtuoso e sa estrarre trilli di scintillante bellezza. Nonostante sia ben affermato affronta la partitura con umiltà, direi affetto e gioia  la interpreta secondo il suo sentire, imprimendo alternativamente velocità o attenta sensibilità.  Carcano ha un particolare approccio con lo spartito con un mix di cuore e testa, che gli permette appunto una resa interpretativa fatta di intelligenti attenzioni ed affetti dedicati all’introspezione. Carcano riflette forse le intenzioni del giovane Beethoven che amava presentare le sue  scritture caratterizzandole con virtuosismi eclettici, che alternava a rtimi di danza e liricità inaspettate. La Musica vince sempre. Renzo...

Lieder a Vienna

Lieder a Vienna
Stresa Festival 27 agosto 2020 Alla parola lieder, molti fuggono perchè li ritengono noiosi, ma chi ha perso il concerto del 27 agosto a Stresa ha perso anche l’occasione di ricredersi  Lieder a Vienna Stresa Festival 27 agosto 2020 Ian Bostridge, tenoreSaskia Giorgini, pianoforte L.V. BEETHOVEN, Adelaide op. 46; Sensucht: “Nur wer die Sehnsucht kennt” quattro versioni WoO 134; Flohlied op. 75 n.3; Ich liebe Dich WoO 123; An die ferne Geliebte op. 98; In questa tomba WoO 133; Mailied op. 52 n.4; Resignation WoO 149; Marmotte op. 52 n. 7 SCHUBERT, An den Mond D. 259; Drei Gesänge des Harfners D. 478; Nachtgesang D. 314; Liebhaber in allen Gestalten D. 558; Meeres Stille D. 216; Auf dem See D. 543; An Mignon D. 161; Erster Verlust D. 226; Ganymed D. 544 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ian Bostridge, tenore che spazia da Bach a Britten ed a sue stesse composizioni, esprime una vocalità molto particolare, con timbricità insolita, ma sa rendersi decisamente accattivante anche grazie alla forte carica interpretativa ed alla teatralità esposta anche in concerto; artista di grande levatura e grande serietà professionale, ha cantato tutto senza coadiuzione di alcun spartito. Solo per appuntare qualche particolare emozionante cito: Flohlied, dove ironicamente racconta la storia della pulce che avanza alla corte reale; in Meigesang Bostridge diventa poetico ed intimo, mentre si trasforma in vivacemente allegro e brillante in Meeres Stille e  in Marmotte per divenire poi quasi tenebroso e minaccioso (alla Britten) in Auf dem See ed un narratore autorevole in An Mignon. Saskia Giorgini, giovanissima pianista italo olandese sì è fatta conoscere al pbblico quando vinse nel 2016 il Salzburg International Mozart Competition ed al successivo debutto al Musikverein; ha studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dove si è diplomata con il massimo dei voti ed una menzione speciale per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche. Nel Concerto con Bostridge esalta davvero la scrittura con un tocco delicato, riservato ed al tempo stesso protagonista. Esprime realmente doti particolari nell’approcciarsi alla tastiera. Il programma è ricco sia per gli autori musicali che per i testi, sovente scritti nientemeno che da Goethe. La Musica vince sempre Renzo...

Tra Beethoven e Schubert

Tra Beethoven e Schubert
Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi L’attesa per il concerto di questa serata era davvero molta, considerando la fama del trio proposto. L’attesa non è andata delusa e tutto il pubblico ha applaudito con un calore davvero intenso e corale.  Tra Beethoven e Schubert Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi  Trio Wanderer Jean-Marc Philips-Varjabédian, violinoRaphaël Pidoux, violoncelloVincent Coq, pianoforte SCHUBERT,  Trio n. 2 in mi bem. magg. op.100L.V. BEETHOVEN,  Trio n. 7 in si bem. magg. op. 97 “Arciduca” Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Il Trio Wanderer è un Ttrio pianistico francese composto dal pianoforte Vincent Coq, dal violino Jean-Marc Phillips-Varjabédian e dal violoncello   Raphael Pidoux .Tutti diplomati al Conservatorio di Parigi, hanno studiato con i migliori maestri. Vincitori di riconoscimenti internazionali si sono esibiti sui più prestigiosi palcoscenici del mondo e con le migliori orchestre; hanno collaborato con artisti di gran valia. Vincent Coq è professore di musica da camera presso la Haute École de Musique de Lausanne dal 2010 mentre dal 2014 Jean-Marc Phillips-Varjabédian e Raphaël Pidoux sono docenti presso il Conservatoire national supérieur de Musique et de Danse del Conservatorio di Parigi: non per nulla è stato loro conferito il titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et Lettres.   Appena giunti sul palco il violinista informa di una inversione di programma ovvero prima Beethoven e poi Schubert ed alla fine del concerto ne abbiamo compreso la motivazione. Da Beethoven, come da altri celebri compositori, hanno attinto a piene mani compositori di colonne sonori, canzoni e canzonette ed anche nel brano proposto in apertura affiora il celebre motivo ‘saran belli gli occhi neri…saran belli gli occhi blu..’. Il Trio Wanderer affresca ‘Arciduca’ con le più attente colorazioni che narrano con dolce vivacità. Con la seconda parte –Schubert- hanno offerto una delle più belle pagine musicali con un suono puro e scintillante, ma sempre misurato con cromatismi evocativamente onomatopeici da far sentire le voci della natura e degli anfratti più nascosti. Avvolgono il pubblico di atmosfere magicamente impalpabili ricche di suggestione, in un abbraccio globale. Non sono musicista e le mie recensioni sono solo emozionali, ma in questo caso credo che davvero le emozioni abbiano superato le osservazioni di tutte le tecnicità, pur esistenti, ma  offuscate dalla radiosa bellezza dell’offerta. La Musica vince sempre Renzo...

Un violino per Beethoven

Un violino per Beethoven
StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Nonostante le doverose  limitazioni imposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria, lo Stresa festival, riesce ad offrire al suo pubblico  una notevolissima qualità dell’offerta e l’accoglienza è di una rilevanza speciale.  Un violino per Beethoven StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Renaud Capuçon, violinoKammerorchester BaselHeinz Holliger, direttore L.V. BEETHOVEN, Concerto per violino e orchestra op. 61F. SCHUBERT,  Andante in si min. D. 936A (strumentazione di Roland Moser); Sinfonia n. 7 “Incompiuta” D. 759 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Heinz Holliger, il direttore di questo concerto è ritenuto il più grande oboista al mondo  e per lui sono state composte e gli sono state dedicate diverse composizioni ad onorare la sua abilità ed il nuovo approccio allo strumento,  proprio da lui ideato e che tra i vari docenti può vantarsi di aver studiato con Pierre Boulez. La grande sensibilità acquisita all’oboe la trasferisce ora nella direzione d’orchestra, esibendo un bel gesto di grande affiatamento, molto dolce, quasi paterno. Renaud Capucon, lo straordinario solista della serata, a soli 17 anni  si diploma presso il Conservatorio di Parigi ottenendo poi una lunga serie di premi e riconoscimenti; diverrà primo violino dell’Orchestra Giovanile Europea e poi della Gustav Mahler Jugendorchester,  sotto la direzione di Claudio Abbado. Intrapresa la carriera di solista e di camerista, ha come partners i più importanti pianisti al mondo. Una interessante curiosità che lo riguarda è che è stato il protagonista del celebre filmato che lo riprende mentre suona il suo Guarneri del Gesù tra ai viaggiatori  del Metrò di Parigi, nell’indifferenza quasi generale. Capucon si presenta al pubblico stresiano tranquillo e sorridente ed avvalendosi di una consolidata tecnica, quasi naturalmente e spontaneamente fa cantare il suo violino con una voce di singolare bellezza e purezza. Il bis, un brano di Gluck, cattura ed esalta il pubblico che silenziosissimo lo segue fino all’afflato finale. La seconda parte prevede Shubert  che inizia con rintocchi che segnano subito gli stadi dell’animo: intimo ed un po’ sofferente prende man mano vitalità e liricità. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone CREDIT FOTO:LORENZO DI...

Beethoven – Sonate per pianoforte

Beethoven – Sonate per pianoforte
Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace Sempre con spirito di offerta al pubblico festivaliero, lo Stresa festival ha programmato anche delle esibizioni pomeridiane: in questo caso presso le sale dell’Hotel Regina Palace, dove in un programma eclettico e ricco di variazioni e colori  è presentato da un grande pianista italiano : Pietro De Maria. Beethoven – Sonate per pianoforte Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace   L.V. BEETHOVEN, Sonata op. 2 nn. 1 e 2; op. 10 n. 2; op. 14 n. 2; op. 111 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0   Pietro De Maria, pianoforte Il pianista di questo pomeriggio, Pietro De Maria,   vanta la vincita di Premi prestigiosi, quale il premio Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Il Primo premio al Dino Ciani sempre nel 1990 e nel 1997 gli è stato assegnato il premio Mendelsshon di Salisburgo; accademico di Santa Ceciclia, insegna al Mozartmuseum di Salisburgo. Fin dal primo tocco spicca la salda tecnica acquisita certamente con dedizione, studio e passione. La partitura non semplice prevede virtuosismi all’inverosimile che il solista rincorre con cromatismi brillanti e da cui traspare continuamente l’animo sensibile dell’artista. Alla ripresa della seconda parte del concerto De Maria esprime la dedica di questo concerto al compianto Marcello Abbado, in giuria, quando giovane aveva presentato e vinto in concorsi, i due brani a seguire: delicata sensibilità. La carica interpretativa di De Maria è non comune e riesce a descrivere tutti i sentimenti e le passioni fino alla ‘moderna e contemporanea’ sonata n.32 op 111.   La Musica vince sempre   Renzo...

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020
Il coraggio dei nostri teatri e dei nostri festival italiani non si è fatto fermare da disposizioni cautelativamente restrittive ed hanno comunque saputo offrire al loro pubblico spettacoli e momenti di vita vissuta insieme: così anche lo Stresa Festival. Tosca TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020 Direzione Morabeza Tosca,voceMassimoDeLorenzi,chitarraGiovannaFamulari,violoncelloepianoforteFabiaSalvucci,coriAlessia Salvucci, percussioni Questa sera si viaggia attraverso luoghi, spazi, strade di paesi diversi ad iniziare dalle assolate piazze del Sud: a tenerci per manoc’è TOSCA che dopo una minuziosa ricerca musicale offre al pubblico musica senza pareti e senza confini, però sotto lo stesso cielo del pentagramma. Si inizia con un canto popolare intermezzato da un parlato che racconta di luoghi vissuti e di incontri ricordati; poi il tamburello suonato dalla stessa Tosca con maestria e versatilità andando alla ricerca di sonorità particolari. Il viaggio racconta di paesaggi sempre uguali e sempre diversi con melodie, allegro impeto e intime riflessioni. Tosca non ha certo bisogno di presentazioni, a dal vivo è veramente un’artista completa che oltre a cantare suona, balla, coinvolge il pubblico a cantare e ballare. La voce è indubbiamente molto bella con colori passionali, ma ben definiti, frutto di salda tecnica ed orgoglio nella propria professione. Canta una canzone per lei composta da Ivano Fossati e con ‘Piazza Grande’ lancia un commovente ricordo  di Lucio Dalla.  La serietà di Tosca emerge quando riconosce il grande e buon lavoro dei suoi collaboratori e dà loro molto spazio e visibilità. Come non citare Giovanna Famulari al violoncello, pianoforte, voce, tastierino e tamburelli in un variopinto dipinto musicale. Le due sorelle Salvucci veramente interessanti: Fabia voce d’insieme con Tosca che con  tono più acuto esalta l’insieme della proposta e poi Alessia che con l’assolo di tamburello ha dato una nuova dimensione dell’utilizzo dello strumento popolare. Eclettico e decisamente virtuosistico l’unico uomo della formazione ovvero Massimo de Lorenzi alla chitarra.   Una festa gioiosa che ha rallegrato una fresca serata estiva sull’elegante lungolago di Stresa, con il pubblico (ovviamente distanziato) che in piedi balla e con Tosca canta ‘Cara Ninella, Ninozza, Ninà’ La Musica vince sempre Renzo...

Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021

Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021
Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021 N. MEDTNER, Melodie Dimenticate I op. 38S. RACHMANINOFF, Sonata per pianoforte n. 1 in re min. op. 28 Dalle note dello Stresa Festival: “Il protagonista del concerto del 24 luglio sarà il giovanissimo pianista Alexander Malofeev, classe 2001. Questo evento è il coronamento di un grande desiderio degli studenti e studentesse del Liceo Musicale “P. Gobetti” di Omegna. Il programma, intessuto ad hoc sulla tematica del viaggio e sulla poesia Itaca di K. Kavafis, sarà interamente russo: la Sonata per pianoforte n. 1 op. 28 di S. Rachmaninoff e la prima raccolta delle Melodie Dimenticate op. 38 di N. Medtner. Lasciandosi trasportare dal magnifico tocco di Malofeev nell’importante eredità del pianismo russo, il giovane musicista condurrà il pubblico nel viaggio burrascoso del celebre Rachmaninoff verso gli Stati Uniti durante lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre per infine approdare verso quei richiami tematici che caratterizzano la fitta trama dell’op. 38 di Medtner. Si compiranno viaggi verso mete inaspettate, scoprendo mondi ancora ignoti per farne tesoro di ogni piccola emozione, «fatto ormai savio», come dice la poesia, che il senso ultimo del viaggio risiede nel viaggio stesso.A cura dei ragazzi del liceo musicale P. Gobetti di Omegna.” Il Programma di questa sera è impegnativo e vede il giovanissimo pianista russo sicuro di sé e consapevole dell’interpretazione che offre con maturità davvero coscienziosa! La giovinezza dei 20 anni irradia di freschezza e vigore la dolcezza o la forza delle pagine che Malofeev ha portato a memoria, che ora guida le sue mani alla sicurezza delle variazioni e di agilità non comuni. Il tocco è graduato sull’intensità della scrittura e non cade mai di energia e di impulso. Il programma parla di un viaggio, un viaggio tutto russo che parte da Nikolai Karlovich Medtner compositore e pianista., il quale dopo un periodo di relativa oscurità negli anni successivi alla sua morte, viene riconosciuto come uno dei più significativi compositori russi per pianoforte. Contemporaneo più giovane di Sergei Rachmaninoff e Alexander Scriabin, ha scritto un numero considerevole di composizioni, tutte comprendenti il ​​pianoforte. La sua opera più famosa è la n. 38 per pianoforte solo che contiene alcune delle sue musiche più originali, incluse nel programma di stasera, cui segue di S. RACHMANINOFF, la Sonata per pianoforte n. 1 in re min. op. 28. Nel novembre del 1906 Rachmaninov si trasferì a Dresda con la famiglia, dove compose anche la sua prima sonata per pianoforte, che in origine fu concepita come una musica a programma basata sui personaggi principali del Faust di Goethe: Faust, Margherita e Mefistofele[. Secondo la tradizionale struttura, la sonata consta di tre movimenti: allegro moderato, lento, allegro molto. Il generoso Malofeev, offre ben 5 bis super applauditi dal pubblico entusiasta, prima di essere circondato dagli studenti del Gobetti di Omegna che lo hanno festeggiato! La Musica vince sempre Renzo...

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020
Un “vero” Festival deve anche commissionare delle scritture, proporre prime esecuzioni assolute e lo Stresa Festival, questo lo fa, come stasera con Opus 111 Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020 Aka Moon Fabrizio Cassol, composizione, saxMichel Hatzigeorgiou, bassoStéphane Galland, batteriaFredy Massamba, voceFabian Fiorini, pianoforteJoão Barradas, fisarmonica Opus 111Prima esecuzione assoluta Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Le prime note sono accordi ispirati eseguiti al pianoforte e l’ascolto fa presagire l’apparizione di Beethoven, ma il ritmo ed il jazz prendono il sopravvento e l’autore di Bonn viene, a parer mio, solo successivamente evocato da qualche nota al pianoforte. La narrazione racconta di una scrittrice che si trova sola in Africa, dopo la sparizione del marito. Lei trova conforto nella lettura dell’epistolario di Beethoven e nell’ascolto per radio delle notizie afferenti la scomparsa del marito. AKA MOON è una formazione interessante e propone sonorità che si fondono su una tavolozza di colori, frutto di studio e ricerca. Massamba ha una voce noir, che improvvisamente accende toni acuti e molto acuti. La scrittura è molto narrativa ed a parte la molta presenza del sax, gli altri strumenti hanno la giusta evidenza senza prevaricazioni e nemmeno la batteria è invasiva. Interessante la fisarmonica classica e quella acustica in duetto armonioso con il basso. La Musica vince sempre. Renzo...