Intervista a SILVIA BELTRAMI e MARCO FILIPPO ROMANO
Scritto da Renzo Bellardone il 28 Mag 2013 in Interviste | Commenti disabilitati su Intervista a SILVIA BELTRAMI e MARCO FILIPPO ROMANO
Quando e come hai capito che la musica è entrata in te e tu ti sei lasciato/a rapire? Marco: Premetto che nella mia famiglia nessuno è un musicista, mia madre si meravigliò quando all’età di 8 anni chiesi per il mio compleanno un violino in regalo, ero stato rapito dalle “quattro stagioni” di Vivaldi, ma dopo una breve parentesi durata 2 anni lasciai perdere. La musica tornó nella mia vita a 14 anni con la scoperta del mondo delle bande musicali, da li l’amore per il corno lo studio in conservatorio e poi all’età di 21 anni l’incontro con la lirica e la consapevolezza della mia voce… Direi lo stravolgimento della mia vita. Silvia: la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Fin da bambina infatti, mio padre (ex prima tromba del Teatro Comunale di Bologna ora in pensione) mi avvicino’ allo studio del pianoforte. Durante l’adolescenza partecipai a svariati concorsi canori di musica leggera e composi un brano dal titolo “Quella certa ora del giorno”, di cui conservo ancora oggi il demo registrato a Milano dalla Signora Caterina Caselli. La folgorazione per il canto lirico e il Teatro d’opera segui’ qualche anno piu’ tardi, dopo aver assistito ad una recita del Faust di Gounod. La tua prima lezione di musica? Marco: Le mie prime 3 lezioni di musica, perchè divido la mia vita musicale appunto in tre fasi… 8 anni l’incontro con il violino e con la mia maestra Martina, ricordo che le lezioni erano molto noiose… 14 anni e l’incontro con il prof. Di Ventra, personaggio eccentrico maresciallo dei Carabinieri e suonatore di qualunque strumento, una figura che porteró sempre nel cuore. 21 anni e l’incontro con la mia maestra Elisabeth Smith, ero tesissimo non avevo mai fatto un vocalizzo e quell’ora era interminabile da quel giorno il 12 febbraio del 2003 non ho mai perso una settimana senza la sua guida, fino a quando la carriera mi ha portato via da Palermo. Silvia: Ricordo con piacere la mia prima lezione di canto dal mezzosoprano Luana Pellegrineschi, l’insegnante con cui mi sono formata tecnicamente e con la quale ho mantenuto negli anni un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia. La tua “prima volta” sul palcoscenico? Marco: Come dimenticare il mio debutto, era il 19 marzo del 2004 e mi trovavo al teatro Manoel della Valletta a Malta, l’opera era “Le nozze di Figaro” ed io ero Antonio. La cosa più divertente che ricordo e che ruppi una sedia in scena e dopo la mia uscita quella sedia era fondamentale per la regia, i colleghi non sapevano come fare ma tutti la presero a ridere… Silvia: Il debutto in teatro e’ avvenuto nel gennaio 2004 con l’opera “Midsummer night’s dream” di B.Britten rappresentata nei Teatri del circuito lirico toscano (Pisa, Lucca, Livorno), io interpretavo il ruolo di Hermia. Ricordo con piacere questa produzione, uno spettacolo magico per costumi ed effetti scenografici firmati dal geniale Lindsay Kemp. Una delle tue “ultime volte” sul palcoscenico, che ricordi con affetto? Marco: Un bellissimo ricordo, la Matilde di Shabran a Pesaro 2012, una bellissima opera con colleghi straordinari e con il caro Michele Mariotti, un giovane e preparatissimo direttore. Silvia: in Germania per il Festspiele in Halle, il Festival dedicato ad Handel con l’oratorio “La Resurrezione” rappresentato in forma scenica, dove interpretavo Maria di Cleofe. Partecipare ad una produzione barocca, dalla regia minimalista e dalla scenografia avveniristica e’ stato molto interessante per me e mi ha fatto scoprire un...




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