Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto

Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto
Con il concerto di Frida Bollani Magoni, si conclude il Festival Young dello Stresa Festival 2025. Cartellone young azzeccato, anche in considerazione dei molti giovani che l’hanno seguito e vissuto con partecipazione. Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto Frida Bollani Magoni, tastiera Mark Glentworth, vibrafono Frida si presenta così: semplicemente Frida…e sul palco è davvero così..semplicemente. Lo spettacolo comincia con la voce amplificata del countdown in un ambiente sonoro amplificato e surreale, poi arriva Frida e subito la contemporaneità si fonde con la classicità espandendo sensazioni belle. Frida espone una voce acuta, facile alle variazioni, in pregevole estensione, cantando sia cover che brani celebri ed alcune canzoni scritte da lei. Affiancata dal rinomato musicista britannico Mark Glentworth, percussionista, compositore, pianista e cantante, insieme creano un gradevolissimo spettacolo fatto oltre che di musica anche di simpatia e allegria, con qualche gag divertente. Di Frida si può apprezzare sia la voce che il tocco alla tastiera e la sorprendente carica interpretativa. Aver dedicato Hallelujah e It’s Wonderful quali bis è stato come dare e ricevere un caloroso abbraccio. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credit foto Francesco...

STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO

STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO
Quando la contemporaneità si esprime con uno sguardo di continuità con il classico e con rimandi e citazioni importanti, ne scaturisce un affascinante luogo di incontro e di sogno. STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO Fulvio Sigurtà, tromba Simone Locarni, pianoforte Quartetto Noûs Ekaterina Valiulina, violino Alberto Franchin, violino Sara Dambruoso, viola Riccardo Baldizzi, violoncello D. Šostakovič, Quartetto per archi n. 4 in re magg. op. 83 S. Locarni, Suite for a lake L’intimità travolgente di D. Šostakovič che traspare dal quartetto per archi n. 4 in re magg. op. 83, avvolge immediatamente e viene esaltata dall’equilibrio interpretativo del Quartetto Noûs, che all’ultimo movimento sa imprimere particolare vividezza ai colori , per chiudersi in un percettibile afflato. La Seconda parte del concerto è dedicata alla Prima esecuzione assoluta di “Suite for a lake”, una composizione commissionata dal Festival a Simone Locarni, artist in residence 2025. Contemporaneità e classicità si fondono con eleganza e raffinatezza, parlando d’acqua, di atmosfere e di comunicazione; si tratta di una composizione/ dedica alla terra d’origine di Locarni e ognuno dei movimenti è dedicato a un paese che si affaccia sul Lago Maggiore: Angera, Cannero, Falsopiano, Meina, Stresa/Isole, Montorfano creando un affascinante dialogo tra jazz e musica classica. A maggior valorizzazione della Suite, la presenza del celebre Fulvio Sigurtà alla tromba che senz’altro entusiasma per la carica interpretativa. La Musica vince sempre Renzo...

STRESAFESTIVAL2025 -PASSION GALLIANO 26 luglio

STRESAFESTIVAL2025 -PASSION GALLIANO 26 luglio
Con alle spalle Palazzo Borromeo, di fronte il lago e le luci della collina…al centro pianoforte e fisarmonica, che dire….certi luoghi da soli parlano di bellezza, di serenità, di condivisione….l’Isola bella a Stresa parla veramente così! STRESA FESTIVAL 2025 – PASSION GALLIANO- 25 luglio SIMONE LOCARNI PROJECT /// ARTIST IN RESIDENCE «Era il mio desiderio più caro: dare un giusto spazio a questo strumento, ingiustamente qualificato come il ‘pianoforte dei poveri’, mentre la mia fisarmonica è sempre stata uno ‘Steinway con le cinghie’». Queste parole di Richard Galliano rendono l’idea dell’approccio al suo strumento del quale è uno dei protagonisti indiscussi degli ultimi 50 anni. (dalle note dello Stresa Festival) Apre la serata piano solo del sobrio e virtuoso Simone Locarni, artis in residence allo Stresa Festival 2025. Raffinato interprete, racconta anche che il jaz non è il punto di arrivo, ma il mezzo per arrivare. Colto e misurato Locarni interpreta con eleganza tre brani di Galliano, il quale poi si complimenterà poi con Locarni per la verve interpretativa. Poi viene introdotto Richard Gallliano che subito trasporta in mondi altri ed in atmosfere sognanti che immergono nella fantasia e nell’immaginazione più fantasticamente evocativa. Galliano esegue brani di diversa ispirazione che la sua maestria trasforma in opere d’arte di suggestione musicale. Compie variazioni ed incursioni (…io cerco la Titina..) evocando brani celebri ed ispirati. A conclusione di concerto Galliano invita Locarni a suonare insieme ‘Les feuilles mortes’ ricreando un momento di incredibile poesia, ma il pubblico non si accontenta e chiede ancora dei bis, che si comcludono con le due voci strumentali lanciate in un avvolgente tango. La Musica vince sempre Renzo...

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”
Un Festival ha nel suo obiettivo non solo quello di presentare persone e composizioni note, ma ancor più dare voce e spazio ai talenti emergenti che si stanno, a buon titolo, affermando… “RADICI” – STRESA FESTIVAL 2025 – Stresa Festival Hall- 23 luglio Simone Locarni project Artist in residence Javier Girotto – sax Michele Sannelli – vibrafono Antonio Palmieri – contrabbasso Antonio Marmora – batteria Simone Locarni – pianoforte Con Con “Radici” ha inizio il progetto dell’Artist in residence 2025 allo Stresa Festival, ovvero il giovane capace Simone Locarni, che interpretando lo spirito del festival ed il tema di questa edizione sviluppa il concetto di Lago, incontri condivisioni e gli interpreti di questa sera, pur avendo ‘radici’ diverse, decodificano elegantemente questo proposito ispiratore. Locarni, avvalendosi della collaborazione di Xavier Girotto, saxofonista monumento jazz e di altri validissimi concertisti, insieme a loro crea atmosfera avvolgente fatta di cinque suoni sensibilmente rispettosi uno dell’altro, della composizione e del pubblico. L’ensemble è avvincente e godibile, ed esprimere nuove emozioni su Girotto, un musicista conosciuto e stimato in tutto il mondo, diventa davvero difficile. Abbiamo anche apprezzato l’ascolto di un paio di sue composizioni. Michele Sannelli al vibrafono emette vibrazioni che risuonano nell’aria e colpiscono inevitabilmente i sensi del pubblico; Antonio Palmieri, figura discreta ed espressiva, aggiunge eleganza al concerto con il ritmo del suo contrabbasso. Antonio Marmora, a sua volta, è elogiato per la delicatezza con cui suona la batteria, dedicandosi a un unico assolo… in un concerto jazz! Il tocco puro di Simone Locarni e la partecipazione coinvolgente che dimostra con il suo strumento e la sua musica sono ammirevoli, così come il suo talento compositivo, che si rivela nel finale. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone credito fotografico Davide...

“PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025

“PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025
Un simpatico ritorno all’Opera in occasione di una prima esecuzione e di una proposta spiritosa e di livello musicale ed artistico. “PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025 PRIMA DELLA SCALA Nuova commissione in prima esecuzione mondiale Musica di Federico Gon Libretto di Stefano Valanzuolo LA SCALA DI SETA Musica di Gioachino Rossini Libretto di Giuseppe Maria Foppa Direttore Francesco Pasqualetti Regia Deda Cristina Colonna Scene e Costumi Matteo Capobianco Assistente ai Costumi Silvia Lumes Luci Ivan Pastrovicchio Zabatta/Dormont – Davide Lando Nina/Giulia – Alina Tkachuk Ezio/Dorvil – Paolo Nevi Lucilla – Yo Otahara Silvano/Blansac – Dogukan Ozkan Germano – Emmanuel Franco Orchestra Filarmonica Italiana Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia La divertente farsa rossiniana ‘La Scala di seta’ andata in scena il 9 maggio 1912 a Venezia, viene riproposta nella ‘bomboniera’ del Teatro Coccia esattamente nella ricorrenza della prima rappresentazione. Trattandosi di un atto unico viene abbinata e preceduta da una nuova commissione “Prima della scala”, affidata al giovane compositore Federico Gon su libretto di Stefano Valanzuolo i quali si cimentano, non in una parodia che avrebbe potuto sortire aspetti discutibili, ma con l’invenzione di un plausibile fantasioso antefatto alla messa in scena appunto dell’atto unico rossiniano. Il risultato è assolutamente divertente e coinvolgente ed alla fine sembra addirittura tutto vero. Il racconto che precede diventa di fatto un tutt’uno con ‘La Scale di seta’ e modificando solo alcuni particolari della scena e dei costumi, senza intervallo, si arriva all’applauso finale. La musica di Gon è assolutamente ascoltabile in prima battuta e senza ricerca di stravaganze piace e diverte. Il libretto è accattivante con battute che si ricordano …‘Venghino signori venghino, pianghino signori pianghino’ In entrambi i casi la regia è affidata a Deda Cristina Colonna, conosciuta anni fa nel ruolo di coreografa rinascimentale e barocca e ritrovata piacevolmente nelle vesti di regista teatrale; nelle sue realizzazioni spicca la sua analisi ed un percorso artistico veramente di tutto rispetto che spazia temporalmente fino a giungere al contemporaneo con il tratto di chi ha scrutato e sperimentato diversi mondi artistici. Questa regia è divertentissima e fa riprendere gesti e atteggiamenti, una per tutte i gesti dell’illusionista, che danno la continuità alla narrazione. L’orchestra è la Filarmonica Italiana diretta da Francesco Pasqualetti, incontrato la prima volta nei panni del giovane direttore d’orchestra che ricercava la precisione ed il gesto, frequentando le Master Class tenute dai grandi del momento ed in quel caso si trattava di Gianandrea Noseda nell’ambito dello Stresa Festival. Ritrovato in altre occasioni al Regio di Torino o a Pisa, vanta ormai un percorso artistico decisamente importante ed è ritenuto un raffinato ed eclettico interprete che accetta le sfide e le risolve con eleganza, come internazionalmente riconosciuto. Al Coccia ha diretto con misura e attenzione, mantenendo il ritmo vivace che fa amare Rossini. La scenografia di Matteo Capobianco parte dall’idea del circo e fa affiorare ricordi, luci e colori che hanno affascinato e affascinano i bambini di sempre e fanno luccicare gli occhi di allegrezza. La scena inizia in bianco e nero a raffigurare il dolore per la dipartita del proprietario del circo, che si rivelerà una fake news messa in atto solo per mettere alla prova i propri collaboratori, per poi ravvivarsi di luci e colori man mano che la vicenda prosegue. La scala che sale e scende è il filo rosso scenico e narrativo, quanto i costumi dello stesso Capobianco, istrionici e festosi che si incastonano molto bene all’insieme. Le...

Stresa Festival 2024 – #classic #young – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima

Stresa Festival 2024 – #classic #young  – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima
La Musica sull’acqua, Wasser Musik, risale al 1700 quando Georg Ffriesdrich Handel compose tre Suite da suonare su una chiatta sul Tamigi per re Giorgio I, il quale le ascoltava da una vicina chiatta con i suoi ospiti illustri. STRESA FESTIVAL 2024#classic #young – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima Brani di Giovanni Sollima. Jimi Hendrix, G.Sollima,Evaristo Felice dell’Abaco. G:Sollima, Kurt Kobain, G.Sollima. Sinceramente mi è difficile trasferire con uno scritto, le emozioni e le atmosfere più che magiche offerte da questa iniziativa spettacolare e di grande prestigio. Non vedo alternative, per introdurre il mio commento a quello di pubblicare integralmente il racconto che ne fa lo Stresa Festival : “«In gergo marinaresco si dice che quando una barca è perfetta sembra un violino, e io ho pensato: perché non farla suonare davvero?». Queste sono le parole di Emanuele (Aldo) Battaglia, medico appassionato di barche in legno, geniale ideatore e costruttore della barcassa. Alcuni lo consideravano un folle, altri un genio, ma tra plausi e critiche la sua creatura ha preso forma, anche grazie agli incoraggiamenti di Mario Brunello e Giovanni Sollima che hanno creduto da subito nel progetto. Ispirata all’ottobasso – una sorta di enorme contrabbasso a tre corde alto quasi 4 metri – la barcassa è una barca a tutti gli effetti (una nassarola), ma presenta una particolarità unica: dotata di una tavola armonica e di tre corde in acciaio, è uno strumento musicale. Così prende forma l’emozione di un’opera visionaria mai sperimentata prima: il suono, sapientemente modellato dalle dita degli artisti, si propaga dai legni all’acqua e da questa allo spettatore, in uno scambio di suggestioni sonore. Per l’occasione, Giovanni Sollima ha scritto una composizione per barcassa e violoncello che eseguirà in prima assoluta, assieme a Mario Brunello, durante questo appuntamento di Stresa Festival” Già da questa descrizione appare chiaro che ci si è trovati dinanzi ad un concerto spettacolare incorniciato dalle rifrazioni luminose sugli alberi e sulla barcassa, con al centro focale le rifrazioni sonore di violoncello e barcassa in particolare all’ultimo brano con Mario Brunello insieme all’ospite della Serata Giovanni Sollima. Luci ed ombre hanno avvolto e suggestionato gli spettatori emozionati e gioiosi con le ballate e le ‘sinfonie’ al violoncello sovente rock di Sollima, non nuovo a sperimentazioni e confronti arditi. Nella serata sulla spiaggia all’interno del parco di Villa Bryner, il sogno è rimasto sogno, ad evocare atmosfere e trasporti eterei. Dei brani interpretati, alcuni sono dello stesso Sollima con ritmi decisi e sonorità ricercate, con delle presentazioni in prima assoluta e di grande fascino.. Per quanto mi consta e per sorridere un po’, gli unici suoni che sappiamo partire dalle imbarcazioni sono abitualmente le sirene o i segnali per le nebbie e difficoltà varie, mentre in questo caso con un’amplificazione apprezzata al punto da sembrare ‘al naturale’ e con una scenografia naturale avvolgente e spettacolare, abbiamo avuto la possibilità di vivere atmosfere ed assaporarle nella loro interezza! Dalla barca sull’acqua si si sono espansi i suoni virtuosisticamente creati da Sollima che ha costretto gli spettatori a verificare quanti strumento c’erano sulla barcassa, per convincersi che tali suoni provenivano da un violoncello solo, salvo all’ultimo brano quando la barcassa è diventata uno strumento musicale. La proposta è della sezione Classic Young del festival e come in altre serate si è conclusa con un momento diVino che in questa location è apparsa più che mai elegante e conviviale! Un plauso a chi ha avuto l’idea, realizzata, a chi ha spronato ed a tutti...