EUGENIJ ONEGIN – Teatro Regio – Torino
Scritto da Renzo Bellardone il 23 Mag 2013 in Recensioni | Commenti disabilitati su EUGENIJ ONEGIN – Teatro Regio – Torino
18 Maggio 2013 Scene liriche in tre atti e sette quadri Libretto di Konstantin Šilovskij e Pëtr Il’ič Čajkovskij dall’omonimo poema di Aleksandr Puškin Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij Personaggi Interpreti Evgenij Onegin baritono Vladislav Sulimskij Tat’jana, figlia di Larina soprano Radostina Nikolaeva Vladimir Lenskij tenore Aleksej Tatarintsev Ol’ga, figlia di Larina contralto Iryna Zhytynska Il principe Gremin basso Aleksandr Vinogradov La vedova Larina, possidente mezzosoprano Marie McLaughlin Triquet, un maestro di francese tenore Carlo Bosi La njanja Filipp’evna mezzosoprano Elena Sommer Un Capitano della Guardia basso Marco Sportelli Zareckij basso Scott Johnson Guillot mimo Andrea Frisano La giovane Tat’jana mimo Veronica Morello Il giovane Onegin mimo Giuseppe Cannizzo Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda Regia Kasper Holten Scene Mia Stensgaard Costumi Katrina Lindsay Luci Wolfgang Göbbel Coreografia Signe Fabricius Video Leo Warner e Lawrence Watson per 59 Production Aiuto regista Justin Way Costumi ripresi da Elena Cicorella Luci riprese da John Charlton Coreografia ripresa da Toniah Pedersen Video ripresi da Benjamin Pierce Maestro del coro Claudio Fenoglio Orchestra e coro del Teatro Regio Nuovo allestimento in coproduzione con Royal Opera House Covent Garden, Londra e Opera Australia QUELLO CHE VORREMMO E QUELLO CHE NON VORREMMO ESSERE La visione concettuale di Kasper Holten è senza dubbio la cifra che in positivo fa la differenza rispetto ad altre messe in scena dell’Onegin’ La rappresentazione dell’alter ego che agisce ‘in vece’ del personaggio e che da questi viene osservato sovente con prudente timore se non angoscia è il plus della significativa lettura. Ottime le scelte di evitare i didascalici campi di grano,sostituiti da pennellate nello stile di Van Gog, ed i frequenti quanto inutili cambi di scena; apprezzabile invece l’idea di lasciare di volta in volta sul palco un elemento dalla scena precedente a dare il senso della continuità della vicenda e dell’impossibilità di liberare il ricordo con la cancellazione dello stesso; l’esasperazione di questa scelta non si limita ad abbandonare sul palco la sedia rotta, l’anta divelta o i libri, ma addirittura il corpo di Lenskij dopo l’uccisione in duello. Lenskij vive e muore attraverso il tenore russo Aleksej Tatarintsev che tratteggia con sicurezza ed efficacia e con piacevole timbro. L’avversario e dissoluto Onegin è validamente interpretato da Vladislav Sulimskij, mentre Tat’jana, figlia di Larina è il soprano Radostina Nikolaeva che raggiunge livelli di drammaticità intensa esaltata dal bel colore della voce; Iryna Zhytynska è l’interessante contralto che fa vivere Olga. Aleksandr Vinogradov è il giovane basso che riceve il maggior numero di ovazioni per la resa vocale, attraverso la potenza ed il profondissimo colore scuro gestito con possenza e sapiente tecnica, ancor chè traspaia una bella dote naturale. Bravi anche tutti gli altri interpreti ed i mimi.Un plauso al coro ed al suo direttore Claudio Fenoglio.Gianandrea Noseda –anche direttore musicale del Teatro Regio- sta al podio come le note al rigo, ovvero un tutt’uno! Si percepisce il suo amore per la dolcezza della scrittura di Pëtr Il’ič Čajkovskij che in quest’opera sovente lascia il passo al vigore drammatico che Noseda sa cogliere e trasferire in momenti di estasi simbiotica, rilucente della maestosità poetica catturata nella musica. L’emozione si trasforma in commozione e...






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