Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021

Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021

Dalle note dello Stresa Festival:

TEATRO DI BURATTINIL’omaggio del Festival a Igor Stravinskij si concretizza questa sera proponendo uno dei suoi lavori più noti, Petrouchka, nella versione dell’autore per pianoforte a 4 mani. Protagonisti i pianisti Mariangela Vacatello e Alessandro Taverna con Habanera Teatro che realizza uno spettacolo di teatro di figura per pupazzi, marionette a bacchetta e burattini in gommapiuma, ombre e attore, raccontando la storia di un grande personaggio della tradizione russa che Igor Stravinskij ha contribuito a immortalare. Lo spettacolo è interamente guidato dalla musica, ma rispetta i canoni della migliore tradizione dei burattini, dove il pubblico individua immediatamente i ruoli dei personaggi e parteggia per loro; così sullo sfondo della storia d’amore si muovono la Ballerina, il Moro, il Burattinaio, il Carnevale e, naturalmente, Petrouchka. Un amore impossibile e una fine imprevista per un personaggio e una musica eterni. Il programma della serata si completa con il Quinto Brandeburghese di Bach trascritto da Max Reger per pianoforte a 4 mani.

Mariangela Vacate

llo, Alessandro Taverna e Habanera Teatro

Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021

J.S. BACH / M. REGER, Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050 (trascrizione per pianoforte a quattro mani)
I. STRAVINSKIJ, Petrouchk

Recensione emozionale:

I due giovani pianisti, già ben conosciuti nel panorama musicale, manifestano fin dai primi tocchi delle belle sonorità e fanno apprezzare la trascrizione di Reger del 5° brandeburghese con equilibrio e ricercate precisioni; ad un tratto per il cambio di tempo si ha l’impressione di godere di un house concert. E’ indiscutibile l’affiatamento che si palesa e che si percepisce all’ascolto.

Con Petrouchka i virtuosismi e le ecletticità la fanno da padrone ed il concerto è molto ben fruibile. Ad ampliare la portata della proposta sul palco il teatro dei burattini di Habanera che inizia con proiezioni di forme colorate che danzano al tempo di Stravinskij, poi ecco degli alberi sfrondati che a gruppetti di tre si alzano e abbassano rtimicamente come le figure dei personaggi della favola russa. La giorstrina dei cavalli e una mini ruota panoramica, insieme al teatrino completano la scena dove appaiono alternativamente i burattini o i mimi; alcuni giochi con i nastri o l’apparizione della morte con la falce, piuttosto che una cascata di coriandoli, rappresentano i vari momenti della narrazione.

Personalmente avrei apprezzato maggior sobrietà o addirittura un eccesso carnevalesco che forse avrebbe ancor più sottolineato la bella interpretazione pianistica.

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

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