STRESA FESTIVAL 2025 – KREMERATA BALTICA – 25 agosto

STRESA FESTIVAL 2025 – KREMERATA BALTICA – 25 agosto
La partecipazione ad un concerto è sovente un momento ricco di sfaccettature e particolari affascinanti KREMERATA BALTICA Kremerata Baltica Gidon Kremer, violino e direzione J.S. Bach-Kremer, Ciaccona per archi A. Pärt, Tabula Rasa, per 2 violini, piano preparato e archi F. Schubert, Fragments of “Another Winterreise” F. Schubert, Menuetto D. 89 R. R. Šerkšnytė, Winternacht per violino e archi F. Schubert, Trio n. 1 D. 89 V. Kissine, Frühlingstraum per violino e archi F. Schubert, Trio n. 2 D. 89 G. Osokins, Auf dem Flusse per violino e archi F. Schubert, Menuetto D. 89 M. Weinberg, Aria op. 9 per archi M. Pletnëv, Z-Defilee per violino e archi D. Šostakovič, Lebyadkin Verses, per violino e archi (arr. Y. Sharlat) D. Šostakovič, Polka e Foxtrot da Jazz suite n. 2 per violino e archi (arr. A. Pushkarev) In questa serata l’ascolto ha prevalso davvero su tutto .. L’abbinamento di Bach e di A. Pärt è risultato assolutamente vincente per affascinamento e positiva tensione emotiva. Musica aleggiante e life motiv che accentuano tempo e ritmo, hanno creato momenti di puro sogno e coinvolgimento emotivo. Grandi interpreti per grande musica, hanno donato interpretazione intrisa di maestria, eleganza e cuore che ha avvolto la platea con coinvolgente atmosfera di dolce intimità ed allegrezza. Suoni sinuosi dai violoncelli, dissonanze dai violini e percussioni incisive hanno espresso sonorità accattivanti con brani di autori celeberrimi, rivisitandoli e reinterpretandoli, fino al brano conclusivo di autore ucraino che toccante e struggente ha dato maggior luce a Gidon Kremer ed alla Kremerata Baltica. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone. Credit foto Davide...

STRESA FESTIVAL 2025 – STABAT MATER- 25 AGOSTO Chiesa S. Ambrogio Stresa

STRESA FESTIVAL 2025 – STABAT MATER- 25 AGOSTO Chiesa S. Ambrogio Stresa
A Stresa si celebrano i 300 anni dalla morte di Scarlatti e viene offerta la possibilità di ascoltare due differenti interpretazioni di una sequenza attribuita a Jacopone da Todi. STABAT MATER F. Durante, Concerto in sol min. per archi A. Scarlatti, Stabat Mater (selezione) A. Pärt, Stabat Mater per soprano, alto, tenore e 3 strumenti ad arco Graciela Gibelli, soprano Carlos Mena, alto Zacharie Fogal, tenore Il Suonar Parlante Flavio Losco, violino Nicolas Penel, violino e viola Maxime Alliot, violino e viola Riccardo Coelati, violone Marco Baronchelli, liuto Florian Birsak, organo e cembalo Vittorio Ghielmi, viola da gamba e direzione Il Suonar Parlante con la direzione di  Vittorio Ghielmi pone a confronto una suggestiva accoppiata di Stabat Mater: quelli di Alessandro Scarlatti e di Arvo Pärt. La famosa sequenza attribuita a Jacopone da Todi venne elaborata da Scarlatti tra il 1723 e il 1724 a Napoli per voce e strumenti. Indubbia la bellezza del testo e soprattutto la bellezza della parte musicale che nella Chiesa di S.Ambrogio a Stresa rivive nell’immensità del suo splendore.. I maestri agli strumenti sono a dir poco eccezionali e parimenti le voci incantano. A dire il vero l’interpretazione dello Stabat di Arvo Pärt affascina il pubblico anche per l’estrema cromaticità e per il non frequente ascolto dal vivo. Le voci sono estremamente belle ed ammaliano il pubblico che sovente non trattiene gli applausi. “È proprio come il contatto di elementi opposti, ad esempio la lava che erutta da un vulcano, che scorre nell’acqua. Sembra impossibile che tali elementi diversi si potessero mai incontrare; tuttavia, in questo pezzo è accaduto esattamente ciò. Il testo ci presenta l’esistenza simultanea di dolore incommensurabile di questo evento e di potenziale consolazione» (Pärt), e le parole dell’autore esprimono nella totalità il complesso significato della scrittura, esposta con eleganza e convincimento…trasmesso alla platea. La Musica vince sempre Renzo Bellardone   credit fotogrfico Davide...

SIMONE RUBINO INTERVISTA

SIMONE RUBINO INTERVISTA
SIMONE RUBINO INTERVISTA Simone buongiorno, come va? Mi permette che le porga alcune domande in previsione del suo concerto allo Stresa Festival? Le anticipo che avevo avuto il piacere di ascoltarla in un concerto per Viotti Festival e di lei avevo scritto : “ottimo anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni.” Come nasce tutto questo?” tutto nasce dalla curiosità e dalla volontà di integrare diverse discipline? I suoi concerti sono un unicum per originalità, ricercatezza e fantasia, come è arrivato a questo punto ??? Credo molto nell’interdisciplinariertà e credo che alla base di ogni di ogni disciplina ci sia un punto in comune…la base è l’obiettivo della profondità, ovvero scavare fino alle radici: le radici dell’albero ovvero la vita, molto complessa da comprendere. Alla base delle varie discipline c’è una connessione e sono da sempre affascinato da questo e dalla spasmodica ricerca nell’individuare un punto di unione nelle varie discipline. Lei ha raccontato che ritiene che la voce umana, nella lingua italiana, sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali; La marimba, pur essendo a percussioni ha risonanze particolari… che orientamento ha? La lingua italiana è legata tra vocali e consonanti e la marimba pur essendo a percussioni è un idiofono quindi ha un suono determinato e risonanze lunghe. Nella fortuna che abbiamo noi nella lingua italiana parlata è che si tratta di una lingua melodica….non a caso il Belcanto nasce in italia. Nella nostra lingua abbiamo la prevalenza di molte vocali a differenza della lingua tedesca che ha molte consonanti nella stessa parola; le consonanti sono quello che danno struttura alla frase, ma ovviamente tolgono la parte melodica della lingua parlata. Le vocali, quando noi parliamo e le pronunciamo, tocchiamo le corde vocali e con il canto, quando si pronuncia una qualsiasi vocale si mettono in vibrazione le corde vocali, mentre le consonanti non si toccano quasi per nulla…(ad esclusione della consonanti deboli),creando così la dimensione ritmica delle vocali. La marimba come tutte le percussioni è strumento che emette uno o più suoni attraverso dei colpi. Il colpo è di per se la dimensione della lingua parlata….e quindi si arriva a fraseggiare con le sole consonanti, cosa molto difficile e nella marimba la cosa più difficile ancora che nel pianoforte, è il legato. Le note per poter essere legate hanno bisogno della stessa vocale e quindi tutto risulta più spezzato. Attraverso l’intelletto si può sincronizzare la percezione dell’orecchio e creare un crescendo di legare più note, si cambia la percezione dell’orecchio, manipolando l’attacco della consonante.   Credo che lei possa essere definito un musicista audace, che non teme l’innovazione o la sperimentazione pur di creare suoni affascinanti: da dove viene questa forte ispirazione? Non so da dove venga l’ispirazione, ma forse il tutto è determinato dal carattere e dalla voglia di continuare ad imparare e ricercare attraverso la sperimentazione, cercare continuamente nuovi suoni….   Per concludere con ironia, seppur rimanendo nel mondo della ‘bellezza’ lei preferisce i colori pastello o i colori shocking? Colori pastello probabilmente, anche se ho un certo fascino per il bianco e nero…mi piace molto pensare alla musica soprattutto tra gli opposti! Grazie per il tempo che ha dedicato a questo incontro ed arrivederci all’Isola Bella di Stresa il 28 agosto per ascoltare musica barocca nella sua proposta su...

STRESA FESTIVAL 2025- BACH I BRANDEBURGHESI – Stresa festival Hall 19 agosto

STRESA FESTIVAL 2025- BACH  I BRANDEBURGHESI – Stresa festival Hall 19 agosto
Il cuore pulsante del Stresa Festival prende vita con l’esecuzione dei magnifici Sei Concerti Brandeburghesi, autentico capolavoro musicale! L’incantevole scenario del lago, l‘emozione che accompagna ogni nuovo inizio e la passione per la Musica si sono perfettamente intrecciati nell’interpretazione straordinaria offerta dall’Akademie für Alte Musik Berlin. STRESA FESTIVAL 2025- BACH I BRANDEBURGHESI – Stresa Festival Hall 19 agosto J.S. Bach, I Sei Concerti Brandeburghesi   i “brandeburghesi” evocano immediatamente emozioni e un entusiasmo positivo, richiamando alla memoria il fatto che Bach li descrisse come *Concerts avec plusieurs instruments*. Ogni concerto si distingue per la sua forte personalità, riflessa nel ritmo, nel tono, nella concertazione e nello stile. Bach, attraverso questa composizione, volle offrire agli strumentisti una sorta di repertorio di stilemi, un prezioso alfabeto musicale. Mi fermo qui per cercare di trasmettere le sensazioni che questo capolavoro riesce a suscitare. “Questi capolavori, considerati tra le opere più straordinarie del compositore tedesco, sono stati interpretati dall’Akademie für Alte Musik Berlin, ensemble da camera pronto a far rivivere le atmosfere del XVIII secolo con energia e maestria. Un’occasione unica per immergersi nella bellezza e nella complessità di uno dei più grandi capolavori della musica barocca.” (dalle note di sala). L’Akademie, rinomata per la sua offerta di musica di altissimo livello, è giustamente riconosciuta come una delle orchestre da camera più prestigiose al mondo. L’esperienza si distingue per un duplice valore: quello legato alla straordinaria qualità delle partiture e quello derivante dall’eccellenza proposta sul piano strumentale. Attraverso uno studio approfondito, l’orchestra ha rispettato l’integrità dell’intenzione compositiva, riuscendo a svelare momenti musicali di rara bellezza e intensa partecipazione. Le esecuzioni spaziano con maestria dai toni più sommessi e riflessivi a quelli più vivaci, caratterizzati da un’eleganza briosa e raffinata. La gamma di sfumature sonore, dai colori vividi e brillanti a quelli più dolci e delicati, ha dato vita a un crescendo di emozioni autentiche e straordinarie. Gli interpreti d’eccezione hanno reso omaggio alle opere di Bach con una memorabile versione eseguita su strumenti d‘epoca, offrendo un’esperienza unica nel suo genere. La Musica vince sempre Renzo...

Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto

Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto
Con il concerto di Frida Bollani Magoni, si conclude il Festival Young dello Stresa Festival 2025. Cartellone young azzeccato, anche in considerazione dei molti giovani che l’hanno seguito e vissuto con partecipazione. Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto Frida Bollani Magoni, tastiera Mark Glentworth, vibrafono Frida si presenta così: semplicemente Frida…e sul palco è davvero così..semplicemente. Lo spettacolo comincia con la voce amplificata del countdown in un ambiente sonoro amplificato e surreale, poi arriva Frida e subito la contemporaneità si fonde con la classicità espandendo sensazioni belle. Frida espone una voce acuta, facile alle variazioni, in pregevole estensione, cantando sia cover che brani celebri ed alcune canzoni scritte da lei. Affiancata dal rinomato musicista britannico Mark Glentworth, percussionista, compositore, pianista e cantante, insieme creano un gradevolissimo spettacolo fatto oltre che di musica anche di simpatia e allegria, con qualche gag divertente. Di Frida si può apprezzare sia la voce che il tocco alla tastiera e la sorprendente carica interpretativa. Aver dedicato Hallelujah e It’s Wonderful quali bis è stato come dare e ricevere un caloroso abbraccio. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credit foto Francesco...

Intervista a GIANMARIA ALIVERTA

Intervista a GIANMARIA ALIVERTA
Buongiorno maestro Aliverta, come sta? Molto molto bene grazie, è un bel periodo, sto facendo moltissime cose sia a livello professionale che personale che mi soddisfano molto. Sto tentato di fare solo quello che mi piace e mi dà stimoli, quindi posso dire di essere fortunato e felice Mi permette alcune domande: Dalle colline dell‘Alto Vergante a “VoceAllOpera” il passo è stato breve? Insomma era un sogno cullato nel tempo e finalmente realizzato? VoceAllOpera non è solo un progetto, è una visione nata oltre quindici anni fa. L’ho pensata, creata, forgiata con l’idea precisa di costruire una realtà diversa nel panorama lirico italiano: un luogo d’incontro autentico tra talento, dedizione e umanità. Guardando oggi al percorso compiuto, non posso che riconoscere quanto quella visione iniziale sia stata fertile. È stata una palestra formativa non solo per me, ma per decine di giovani artisti che, grazie a questo spazio, hanno spiccato il volo: penso ai debutti importanti, ai podi internazionali, ai teatri prestigiosi come la Scala, il Teatro Real di Madrid, la Fenice, ma anche al primo esperimento lirico ad Antigua, alle tournée in Cina, Giappone, e perfino agli Oscar della Lirica a Londra.   VoceAllOpera è diventata oggi un punto di riferimento per la ricerca di nuovi talenti e, soprattutto, porta il mio “sigillo”: un modo di fare arte non autoreferenziale, capace di coniugare professionalità e calore umano. La parola che più spesso mi viene restituita da chi vi ha partecipato è “famiglia”. E non una famiglia idealizzata o retorica, ma una famiglia vera, fatta di serietà, rigore, condivisione, ascolto e crescita. Per me fare opera significa partire dall’aspetto umano: conoscersi, capirsi, accogliere le fragilità, esaltare i punti di forza, e da lì crescere, evolversi, diventare ciò che si vuole essere.   Non credo che si possa parlare di un traguardo raggiunto, perché Voce  All’Opera è in continuo movimento. È una realtà che cambia pelle, che ascolta i segni del tempo e si adatta, con la stessa energia di chi sa che l’arte, per essere viva, deve sempre rinnovarsi. E di questo, sì, posso dire di essere profondamente fiero.   La sua scelta di luoghi inusuali e regie non sfarzose, ma concettuali e innovative hanno segnato il suo percorso da regista; come è nata questa idea e passione per la divulgazione dell’opera lirica?   Per me l’opera è vita. Non esiste giorno in cui io non canti, non ascolti o non legga qualcosa che abbia a che fare con il teatro musicale. È una passione viscerale, che sento il dovere – oltre che il piacere – di condividere con chiunque incontri. Quando scopro qualcosa di bello, sento l’urgenza di farlo conoscere a tutti.   Con VoceallOpera ho voluto fare proprio questo: rendere l’opera accessibile, senza mai svilirla. L’opera, per natura, è una macchina imponente: teatri, maestranze, orchestre, costumi, scenografie… Ma io ho voluto distillarne l’essenza. Ho voluto evitare quegli allestimenti goffi e dilettanteschi che, pur con grandi numeri, finiscono spesso per sfiorare il ridicolo. Al contrario, ho puntato su pochi elementi, scelti con cura: artisti giovani, motivati, con una reale possibilità di emergere.   Credo nella formazione e nella costruzione del talento. Non mi interessa l’usato sicuro, il cantante che arriva il pomeriggio per cantare la sera. Voglio lavorare con chi ha ancora fame, con chi è disposto a mettersi in discussione. Con loro costruiamo spettacoli in cui ogni scelta è pensata, in cui ogni gesto ha un senso. Privando l’opera del superfluo, emerge l’essenziale: la parola, la musica, l’interpretazione. E quando...

STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO

STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO
Quando la contemporaneità si esprime con uno sguardo di continuità con il classico e con rimandi e citazioni importanti, ne scaturisce un affascinante luogo di incontro e di sogno. STRESA FESTIVAL 2025 -SUITE FOR A LAKE- 26 LUGLIO Fulvio Sigurtà, tromba Simone Locarni, pianoforte Quartetto Noûs Ekaterina Valiulina, violino Alberto Franchin, violino Sara Dambruoso, viola Riccardo Baldizzi, violoncello D. Šostakovič, Quartetto per archi n. 4 in re magg. op. 83 S. Locarni, Suite for a lake L’intimità travolgente di D. Šostakovič che traspare dal quartetto per archi n. 4 in re magg. op. 83, avvolge immediatamente e viene esaltata dall’equilibrio interpretativo del Quartetto Noûs, che all’ultimo movimento sa imprimere particolare vividezza ai colori , per chiudersi in un percettibile afflato. La Seconda parte del concerto è dedicata alla Prima esecuzione assoluta di “Suite for a lake”, una composizione commissionata dal Festival a Simone Locarni, artist in residence 2025. Contemporaneità e classicità si fondono con eleganza e raffinatezza, parlando d’acqua, di atmosfere e di comunicazione; si tratta di una composizione/ dedica alla terra d’origine di Locarni e ognuno dei movimenti è dedicato a un paese che si affaccia sul Lago Maggiore: Angera, Cannero, Falsopiano, Meina, Stresa/Isole, Montorfano creando un affascinante dialogo tra jazz e musica classica. A maggior valorizzazione della Suite, la presenza del celebre Fulvio Sigurtà alla tromba che senz’altro entusiasma per la carica interpretativa. La Musica vince sempre Renzo...

STRESAFESTIVAL2025 -PASSION GALLIANO 26 luglio

STRESAFESTIVAL2025 -PASSION GALLIANO 26 luglio
Con alle spalle Palazzo Borromeo, di fronte il lago e le luci della collina…al centro pianoforte e fisarmonica, che dire….certi luoghi da soli parlano di bellezza, di serenità, di condivisione….l’Isola bella a Stresa parla veramente così! STRESA FESTIVAL 2025 – PASSION GALLIANO- 25 luglio SIMONE LOCARNI PROJECT /// ARTIST IN RESIDENCE «Era il mio desiderio più caro: dare un giusto spazio a questo strumento, ingiustamente qualificato come il ‘pianoforte dei poveri’, mentre la mia fisarmonica è sempre stata uno ‘Steinway con le cinghie’». Queste parole di Richard Galliano rendono l’idea dell’approccio al suo strumento del quale è uno dei protagonisti indiscussi degli ultimi 50 anni. (dalle note dello Stresa Festival) Apre la serata piano solo del sobrio e virtuoso Simone Locarni, artis in residence allo Stresa Festival 2025. Raffinato interprete, racconta anche che il jaz non è il punto di arrivo, ma il mezzo per arrivare. Colto e misurato Locarni interpreta con eleganza tre brani di Galliano, il quale poi si complimenterà poi con Locarni per la verve interpretativa. Poi viene introdotto Richard Gallliano che subito trasporta in mondi altri ed in atmosfere sognanti che immergono nella fantasia e nell’immaginazione più fantasticamente evocativa. Galliano esegue brani di diversa ispirazione che la sua maestria trasforma in opere d’arte di suggestione musicale. Compie variazioni ed incursioni (…io cerco la Titina..) evocando brani celebri ed ispirati. A conclusione di concerto Galliano invita Locarni a suonare insieme ‘Les feuilles mortes’ ricreando un momento di incredibile poesia, ma il pubblico non si accontenta e chiede ancora dei bis, che si comcludono con le due voci strumentali lanciate in un avvolgente tango. La Musica vince sempre Renzo...