STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”
Un Festival ha nel suo obiettivo non solo quello di presentare persone e composizioni note, ma ancor più dare voce e spazio ai talenti emergenti che si stanno, a buon titolo, affermando… “RADICI” – STRESA FESTIVAL 2025 – Stresa Festival Hall- 23 luglio Simone Locarni project Artist in residence Javier Girotto – sax Michele Sannelli – vibrafono Antonio Palmieri – contrabbasso Antonio Marmora – batteria Simone Locarni – pianoforte Con Con “Radici” ha inizio il progetto dell’Artist in residence 2025 allo Stresa Festival, ovvero il giovane capace Simone Locarni, che interpretando lo spirito del festival ed il tema di questa edizione sviluppa il concetto di Lago, incontri condivisioni e gli interpreti di questa sera, pur avendo ‘radici’ diverse, decodificano elegantemente questo proposito ispiratore. Locarni, avvalendosi della collaborazione di Xavier Girotto, saxofonista monumento jazz e di altri validissimi concertisti, insieme a loro crea atmosfera avvolgente fatta di cinque suoni sensibilmente rispettosi uno dell’altro, della composizione e del pubblico. L’ensemble è avvincente e godibile, ed esprimere nuove emozioni su Girotto, un musicista conosciuto e stimato in tutto il mondo, diventa davvero difficile. Abbiamo anche apprezzato l’ascolto di un paio di sue composizioni. Michele Sannelli al vibrafono emette vibrazioni che risuonano nell’aria e colpiscono inevitabilmente i sensi del pubblico; Antonio Palmieri, figura discreta ed espressiva, aggiunge eleganza al concerto con il ritmo del suo contrabbasso. Antonio Marmora, a sua volta, è elogiato per la delicatezza con cui suona la batteria, dedicandosi a un unico assolo… in un concerto jazz! Il tocco puro di Simone Locarni e la partecipazione coinvolgente che dimostra con il suo strumento e la sua musica sono ammirevoli, così come il suo talento compositivo, che si rivela nel finale. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone credito fotografico Davide...

SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE

SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE
Maestro Locarni buongiorno, come sta? Mi permette alcune domande sul suo coinvolgimento allo Stresa Festival, con il Trittico da lei pensato e che culmina con “Suite for a Lake”? Se ho ben inteso dalla presentazione che ha fatto diciamo che il lago, l’acqua hanno sensibilmente influenzato la sua vena artistica. Buongiorno Renzo, felice di risentirci! Sì senz’altro, il lago e l’acqua sono parte integranti della mia vita ancor prima che della mia musica, sono nato e cresciuto a Mergozzo a pochi passi dal lago omonimo e per me è sempre stato uno specchio, uno spazio che non significa soltanto estate o vacanze ma uno spazio vero, concreto, che è parte della vita di tutti i giorni per tutto l’anno. Per me è stato quindi naturale pensare questa mia collaborazione con Stresa Festival in forte connessione con il lago, inteso sia come tematica che come spazio, tant’è che due dei tre concerti che mi vedranno impegnato si svolgeranno proprio sull’Isola Bella e non sulla terraferma. Il lago che ospita questo Festival importante, intendo che lo vive come ponte di comunicazione, dialogo, incontro e scambio… Per me il lago è sempre stato uno spazio di frontiera e non di confine, una sorta di elemento “terzo” che è lì per unire e non per dividere: proprio per questo in Suite for a Lake ho voluto dare una visione totalizzante del lago, in cui trova spazio non soltanto la sponda piemontese ma anche quella lombarda e persino le montagne, spesso viste come opposte al lago e che io ho sempre visto invece come fortemente complementari. I concerti sull’isola con Girotto e Galliano vogliono per l’appunto sottolineare i concetti di incontro e di scambio, in entrambi i casi uno scambio tra culture, età e influenze diverse ma che insieme possono dare vita a qualcosa di davvero affascinante e inedito. Dal Conservatorio G. Verdi di Milano con ‘pianoforte classico’ al jazz: è stato amore a prima vista o le emozioni hanno gradualmente creato l’innamoramento? Il percorso classico e quello jazz per me in realtà sono sempre stati complementari dai 13 anni in avanti, quando ho iniziato parallelamente al conservatorio a studiare jazz prima con Lorenzo Erra e poi con Ramberto Ciammarughi. L’innamoramento è stato senz’altro graduale ed è stato indirizzato più verso l’improvvisazione che per una forma di jazz in particolare, nel senso che gli amori veri e propri – come quelli per Paul Bley o per Keith Jarrett – sono arrivati più con l’adolescenza, prima ricordo solo una fascinazione totale verso l’improvvisazione in sé, verso l’idea che la musica potesse manifestarsi non solo necessariamente solo dentro il pentagramma e nei libri ma anche al di fuori, in uno spazio libero. Per chiudere in allegria e pensando ai progetti futuri, magari già in cantiere, nelle prossime composizioni ci sarà più “dolce o più salato”, oppure…. In questo momento della mia carriera mi sento decisamente in un periodo d’acqua “dolce”, ricco di sperimentazioni e di colori a me nuovi come infatti questa Suite, che attinge quasi più dal linguaggio e dalla composizione classica che da quella jazzistica. Nel futuro c’è sicuramente la volontà di portare avanti questo progetto dal vivo e chissà magari anche in studio, mentre nel futuro più prossimo è in uscita nella prossima primavera un disco in duo con il grande trombettista inglese Tom Arthurs, prodotto da Mario Caccia per Abeat Records. Per il resto, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuova musica! Grazie per il tempo concesso con un arrivederci...

“PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025

“PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025
Un simpatico ritorno all’Opera in occasione di una prima esecuzione e di una proposta spiritosa e di livello musicale ed artistico. “PRIMA DELLA SCALA” e “LA SCALA DI SETA”- Teatro Coccia Novara 11 maggio 2025 PRIMA DELLA SCALA Nuova commissione in prima esecuzione mondiale Musica di Federico Gon Libretto di Stefano Valanzuolo LA SCALA DI SETA Musica di Gioachino Rossini Libretto di Giuseppe Maria Foppa Direttore Francesco Pasqualetti Regia Deda Cristina Colonna Scene e Costumi Matteo Capobianco Assistente ai Costumi Silvia Lumes Luci Ivan Pastrovicchio Zabatta/Dormont – Davide Lando Nina/Giulia – Alina Tkachuk Ezio/Dorvil – Paolo Nevi Lucilla – Yo Otahara Silvano/Blansac – Dogukan Ozkan Germano – Emmanuel Franco Orchestra Filarmonica Italiana Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia La divertente farsa rossiniana ‘La Scala di seta’ andata in scena il 9 maggio 1912 a Venezia, viene riproposta nella ‘bomboniera’ del Teatro Coccia esattamente nella ricorrenza della prima rappresentazione. Trattandosi di un atto unico viene abbinata e preceduta da una nuova commissione “Prima della scala”, affidata al giovane compositore Federico Gon su libretto di Stefano Valanzuolo i quali si cimentano, non in una parodia che avrebbe potuto sortire aspetti discutibili, ma con l’invenzione di un plausibile fantasioso antefatto alla messa in scena appunto dell’atto unico rossiniano. Il risultato è assolutamente divertente e coinvolgente ed alla fine sembra addirittura tutto vero. Il racconto che precede diventa di fatto un tutt’uno con ‘La Scale di seta’ e modificando solo alcuni particolari della scena e dei costumi, senza intervallo, si arriva all’applauso finale. La musica di Gon è assolutamente ascoltabile in prima battuta e senza ricerca di stravaganze piace e diverte. Il libretto è accattivante con battute che si ricordano …‘Venghino signori venghino, pianghino signori pianghino’ In entrambi i casi la regia è affidata a Deda Cristina Colonna, conosciuta anni fa nel ruolo di coreografa rinascimentale e barocca e ritrovata piacevolmente nelle vesti di regista teatrale; nelle sue realizzazioni spicca la sua analisi ed un percorso artistico veramente di tutto rispetto che spazia temporalmente fino a giungere al contemporaneo con il tratto di chi ha scrutato e sperimentato diversi mondi artistici. Questa regia è divertentissima e fa riprendere gesti e atteggiamenti, una per tutte i gesti dell’illusionista, che danno la continuità alla narrazione. L’orchestra è la Filarmonica Italiana diretta da Francesco Pasqualetti, incontrato la prima volta nei panni del giovane direttore d’orchestra che ricercava la precisione ed il gesto, frequentando le Master Class tenute dai grandi del momento ed in quel caso si trattava di Gianandrea Noseda nell’ambito dello Stresa Festival. Ritrovato in altre occasioni al Regio di Torino o a Pisa, vanta ormai un percorso artistico decisamente importante ed è ritenuto un raffinato ed eclettico interprete che accetta le sfide e le risolve con eleganza, come internazionalmente riconosciuto. Al Coccia ha diretto con misura e attenzione, mantenendo il ritmo vivace che fa amare Rossini. La scenografia di Matteo Capobianco parte dall’idea del circo e fa affiorare ricordi, luci e colori che hanno affascinato e affascinano i bambini di sempre e fanno luccicare gli occhi di allegrezza. La scena inizia in bianco e nero a raffigurare il dolore per la dipartita del proprietario del circo, che si rivelerà una fake news messa in atto solo per mettere alla prova i propri collaboratori, per poi ravvivarsi di luci e colori man mano che la vicenda prosegue. La scala che sale e scende è il filo rosso scenico e narrativo, quanto i costumi dello stesso Capobianco, istrionici e festosi che si incastonano molto bene all’insieme. Le...

Stresa Festival 2024 – #classic #young – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima

Stresa Festival 2024 – #classic #young  – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima
La Musica sull’acqua, Wasser Musik, risale al 1700 quando Georg Ffriesdrich Handel compose tre Suite da suonare su una chiatta sul Tamigi per re Giorgio I, il quale le ascoltava da una vicina chiatta con i suoi ospiti illustri. STRESA FESTIVAL 2024#classic #young – RIFRAZIONI SONORE – Villa Bryner Lesa- 3 settembre Giovanni Sollima Brani di Giovanni Sollima. Jimi Hendrix, G.Sollima,Evaristo Felice dell’Abaco. G:Sollima, Kurt Kobain, G.Sollima. Sinceramente mi è difficile trasferire con uno scritto, le emozioni e le atmosfere più che magiche offerte da questa iniziativa spettacolare e di grande prestigio. Non vedo alternative, per introdurre il mio commento a quello di pubblicare integralmente il racconto che ne fa lo Stresa Festival : “«In gergo marinaresco si dice che quando una barca è perfetta sembra un violino, e io ho pensato: perché non farla suonare davvero?». Queste sono le parole di Emanuele (Aldo) Battaglia, medico appassionato di barche in legno, geniale ideatore e costruttore della barcassa. Alcuni lo consideravano un folle, altri un genio, ma tra plausi e critiche la sua creatura ha preso forma, anche grazie agli incoraggiamenti di Mario Brunello e Giovanni Sollima che hanno creduto da subito nel progetto. Ispirata all’ottobasso – una sorta di enorme contrabbasso a tre corde alto quasi 4 metri – la barcassa è una barca a tutti gli effetti (una nassarola), ma presenta una particolarità unica: dotata di una tavola armonica e di tre corde in acciaio, è uno strumento musicale. Così prende forma l’emozione di un’opera visionaria mai sperimentata prima: il suono, sapientemente modellato dalle dita degli artisti, si propaga dai legni all’acqua e da questa allo spettatore, in uno scambio di suggestioni sonore. Per l’occasione, Giovanni Sollima ha scritto una composizione per barcassa e violoncello che eseguirà in prima assoluta, assieme a Mario Brunello, durante questo appuntamento di Stresa Festival” Già da questa descrizione appare chiaro che ci si è trovati dinanzi ad un concerto spettacolare incorniciato dalle rifrazioni luminose sugli alberi e sulla barcassa, con al centro focale le rifrazioni sonore di violoncello e barcassa in particolare all’ultimo brano con Mario Brunello insieme all’ospite della Serata Giovanni Sollima. Luci ed ombre hanno avvolto e suggestionato gli spettatori emozionati e gioiosi con le ballate e le ‘sinfonie’ al violoncello sovente rock di Sollima, non nuovo a sperimentazioni e confronti arditi. Nella serata sulla spiaggia all’interno del parco di Villa Bryner, il sogno è rimasto sogno, ad evocare atmosfere e trasporti eterei. Dei brani interpretati, alcuni sono dello stesso Sollima con ritmi decisi e sonorità ricercate, con delle presentazioni in prima assoluta e di grande fascino.. Per quanto mi consta e per sorridere un po’, gli unici suoni che sappiamo partire dalle imbarcazioni sono abitualmente le sirene o i segnali per le nebbie e difficoltà varie, mentre in questo caso con un’amplificazione apprezzata al punto da sembrare ‘al naturale’ e con una scenografia naturale avvolgente e spettacolare, abbiamo avuto la possibilità di vivere atmosfere ed assaporarle nella loro interezza! Dalla barca sull’acqua si si sono espansi i suoni virtuosisticamente creati da Sollima che ha costretto gli spettatori a verificare quanti strumento c’erano sulla barcassa, per convincersi che tali suoni provenivano da un violoncello solo, salvo all’ultimo brano quando la barcassa è diventata uno strumento musicale. La proposta è della sezione Classic Young del festival e come in altre serate si è conclusa con un momento diVino che in questa location è apparsa più che mai elegante e conviviale! Un plauso a chi ha avuto l’idea, realizzata, a chi ha spronato ed a tutti...

Stresa festival 2024 – TRIO CHAGALL – Stresa Festival Hall 1 settembre

Stresa festival 2024 – TRIO CHAGALL – Stresa Festival Hall  1 settembre
Un momento di grande Musica, offerto con allegria, vivacità e freschezza. Stresa festival 2024 – TRIO CHAGALL – Stresa Festival Hall 1 settembre Edoardo Grieco, violino Francesco Massimino, violoncello Lorenzo Nguyen, pianoforte J. HAYDN, Trio n. 27 in do magg. M. WEINBERG, Trio op. 24 in la min. F. MENDELSSOHN, Trio n. 1 in re min. op. 49 Un trio di giovanissimi musicisti brillanti e professionali, con grande comunicativa si sono esibiti sul palco dello Stresa Festival Hall. Haydn è stato interpretato con molta gioiosità rendendolo davvero gradevole all’ascolto, coinvolgendo parecchio. Di per sé l’ascolto di Mendelssohn è già più impegnativo per le frasi romantiche, ma lo spirito vivace del Trio Chagall ha mantenuto raffinatezza e energia. Per me la sorpresa è stato il ‘Trio n. 24’ di Weinberg, polacco di nascita ch ebbe una vita molto contrastata a causa degli eventi politici della sua epoca, che non gli impedì di esprimere le sue doti compositive. Il trio Chagall l’ha vissuto tra mimiche facciali e sguardi d’intesa esaltandone parti intriganti come i pizzicati. Quali bis hanno suonato la danza n.6 di Brahms ed un brano di Šostakovič, in onore alla grande amicizia con Weinberg. La Musica vince sempre. Renzo...

Stresa festival 2024 -BEETHOVEN BRAHMS -Stresa Festival Hall 31 agosto.

Stresa festival 2024 -BEETHOVEN BRAHMS -Stresa Festival Hall 31 agosto.
In un solo luogo si possono incontrare diversi monumenti, come all’ultimo giorno di agosto allo Stresa festival, dove ci si è trovati di fronte a monumenti quali la Musica, i compositori, l’orchestra, il direttore il pianista solista, in un’atmosfera calda e accogliente. Stresa festival 2024 -BEETHOVEN BRAHMS -Stresa Festival Hall 31 agosto. Seong-Jin Cho, pianoforte Royal Concertgebouw Orchestra Myung-whun Chung, direttore C.M.VON WEBER, Ouverture da Il franco cacciatore L. VAN BEETHOVEN, Concerto per pianoforte n. 4 in sol magg. op. 58 J. BRAHMS, Sinfonia n. 4 in mi min. op. 98 Il programma, decisamente allettante apre con gli incanti della foresta di Weber trasportandoci nella magia del bosco e nei primi anni del 1600 in Boemia, cpn l’ouverture dal ‘Franco cacciatore’. L’orchestra crea ariosità spaziali espandendosi fino alle corde più recondite. Myung-whun Chung inizia e mantiene tutta la direzione con ispirazione, poesia, dolcezza e vigore esponendo un gesto chiaro e di misurata eleganza. L’orchestra, non a caso una delle più celebrate al mondo, crea un amalgama sonoro incomparabile con sezioni equilibrate e possenti. Il previsto intervento del pianista Sir András Schiff ha purtroppo dovuto essere cancellato per motivi di salute, ma è stato sostituito dal giovane Seong-lin Cho   che la brillantemente interpretato il Quarto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven. Il solista abbina un ‘dono di natura’ a studio incessante e ricerca della veloce precisione con tocco molto bello e virtuosistico. La seconda parte ha offerto la Quarta (e ultima) Sinfonia di Brahms, in u crescendo di sensazioni e partecipazione. Evento clou della 63ma edizione delle Settimane Musicali di Stresa, il concerto ha visto impegnati artisti di fama internazionali ed orchestra di assoluto prestigio. La Musica vince sempre. Renzo...

Stresa Festival 2024 FROM PURCELL TO QUEEN – Isola Madre 27 agosto

Stresa Festival 2024 FROM PURCELL TO QUEEN – Isola Madre 27 agosto
L’Isola Madre: uno splendore riportato a lucentezza negli anni psassati e che rivela la bellezza incantevole di una gemma preziosa incastonata sul Lago Maggiore… Stresa Festival 2024 FROM PURCELL TO QUEEN Isabel Pfefferkorn, mezzosoprano Cello Quartet Zoltán Despond, Sebastian Braun, Payam Taghadossi, Anton Spronk, violoncelli H. PURCELL / A. MURPHY, The Cold Song da King Arthur F. SCHUBERT / W. MÜLLER, Auf dem Flusse da Winterreise op. 89 n. 7 F. MERCURY, Love of my life A. PIAZZOLLA, Oblivion S. BARBER / J. AGEE, Sure on this shining night da Four Songs op. 13 n. 3 R. STRAUSS / O.J. BIERBAUM, Nachtgang da 3 Lieder op. 29 n. 3 M. DE FALLA, Asturiana da Siete canciones populares españolas n. 3 M. DE FALLA, Polo da Siete canciones populares españolas n. 7 T. WAITS, Temptation G. BIZET, Habanera da Carmen C. DENNIS / C. KARLSSON / H. JONBACK / P. WINNBERG, Toxic S.S. WRABEL / J.A. HARTMAN / E. LEVA / C.E. WAITE, Strange H. ARLEN / E.Y. HARBURG, Over the rainbow H. PURCELL / N. TATE, Dido’s Lament da Dido and Aeneas ADELE / L. BLUE ADKINS / P. RICHARD, Skyfall Arrangiamenti di J. HOFER Nell’incantevole suggestione dell’Isola Madre sul Lago Maggiore ed esattamente sotto le fronde dell’albero del cashmere nel giardino di fronte alla loggia, lo Stresa Festival ha riproposto un concerto per incantare con musica e paesaggio, dopo la breve traghettata da Stresa alla celebre isola, testimone di vari eventi di risonanza internazionale. Il concerto si è rivelato una proposta inconsueta ed interessante spaziando appunto da Purcell ai giorni nostri in una graduale estensione accompagnati dai quattro violoncelli e dalla voce amabile e gradevole del mezzosoprano. I generi proposti cavalcano le epoche e gli stili passando dal barocco al jazz, fino al pop, ma la dolcezza della voce della Pfekkerkon contornata dalle abilità dei violoncellisti hanno tenuto letteralmente per mano gli spettatori e li ha condotti con grande serenità nel viaggio musicale. Certamente il palazzo ed il grande cashmere illuminati, hanno creato un’incomparabile atmosfera magica, ma le interpretazioni hanno compiuto l’opera dell’affascinamento. Immancabilmente i brani più famosi hanno mosso le emozioni del ‘conosciuto’, ma l’insieme è stato gradevole e piacevole all’ascolto. La Musica vince sempre. Renzo...

DR.GAM  Un Artista Poliedrico con una Visione Globale

DR.GAM   Un Artista Poliedrico con una Visione Globale
dr.gam  Un Artista Poliedrico con una Visione Globale 
Nel panorama musicale Italiano e internazionale, emerge una figura singolare e poliedrica: Andrea Gamurrini meglio noto come dr.gam. dr.gam si distingue non solo per il suo talento musicale, ma anche per la sua formazione scientifica e la sua intensa attività concertistica che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo. Un Viaggio Musicale Globale 
Andrea ha iniziato il suo percorso musicale fin da giovanissimo, mostrando un’incredibile versatilità e una capacità unica di connettersi con diverse culture attraverso la sua musica. Il suo stile musicale è un eclettico mix di rock, pop, reggae, funk e molti altri generi, arricchito dalle influenze dei suoi viaggi e dalle diverse tradizioni musicali e culturali che ha incontrato lungo il cammino. La sua discografia è caratterizzata da canzoni in diverse lingue: Inglese, Spagnolo, Francese e Italiano. Questa poliglossia musicale non solo dimostra la sua abilità linguistica, ma anche il suo desiderio di raggiungere un pubblico internazionale e di comunicare con persone di tutto il mondo. 

Collaborazioni e Successi 
Andrea ha collaborato con numerosi artisti internazionali, arricchendo ulteriormente la sua musica con influenze diverse e ampliando il suo raggio d’azione artistico. Queste collaborazioni hanno permesso di sperimentare nuovi suoni e stili, creando brani unici e innovativi come ad esempio il singolo “Kilimangiaro” scritto in Italiano, o la struggente “la Mer” in Francese, fino a “dr.gam is in da house” primo singolo in Inglese dell’album “Another Family” ristampato fisicamente in Italia, Spagna, Portogallo e USA. Le sue canzoni sono distribuite da grandi marchi come Universal e Sony Music, confermando il riconoscimento del suo talento a livello globale. Questo ha contribuito a far conoscere la sua musica a un pubblico ancora più ampio, garantendo milioni di streaming sulle principali piattaforme digitali. 
La Fusione di Musica e Scienza 
Oltre alla sua carriera musicale, Andrea ha una solida formazione in chimica e in tutto l’ambito scientifico, campi che hanno influenzato la sua visione del mondo e il suo approccio alla vita. La sua conoscenza scientifica gli ha fornito una prospettiva unica, che si riflette nelle tematiche delle sue canzoni e lo hanno portato a sviluppare una profonda consapevolezza delle problematiche ambientali e sociali, temi ricorrenti nella sua musica. Concerti e Viaggi 
Andrea ha girato il mondo, esibendosi in concerti che spaziano dai piccoli club agli eventi internazionali. I suoi viaggi non sono solo tour musicali, ma anche esperienze culturali che arricchiscono la sua visione artistica. Ogni luogo visitato, ogni cultura incontrata, si riflette nelle sue composizioni, rendendo la sua musica un vero mosaico globale. 
Un Messaggio di Speranza e Miglioramento 
Credendo fermamente nel potere della musica come strumento di cambiamento, le sue canzoni non sono solo melodie accattivanti, ma veri e propri messaggi di speranza e miglioramento. La sua musica è un veicolo che punta a sensibilizzare il pubblico a una visione positiva e proattiva del futuro, dove la scienza e la tecnologia libereranno l’uomo dallo sfruttamento e dal lavoro ad ogni costo, ridando spazio, tempo e centralità alla cura dello spirito a gettare le basi per una più profonda connessione con la natura, a creare una consapevolezza globale tesa alla salvaguardia del pianeta che ci ospita. 
L’Impatto di un Artista Completo 
Con la sua combinazione unica di cantautore, chitarrista, polistrumentista e produttore musicale, Andrea continua a ispirare persone in tutto il mondo. La sua musica è un invito a riflettere e ad agire, a migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda. dr.gam è la prova vivente che...