LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021

LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021
L’idea del Regio di Torino di non sospendere le attività per ristrutturazione del teatro è apprezzabile, anche se non si tratta di una vera e proprio stagione d’opera; la location dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini è eccellente per ospitare una partitura poco conosciuta, ma veramente ricca di fascino. LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021 Cantica su parole di Dante per baritono, soprano, coro, coro di voci bianche e orchestra op. 9 Musica di Ermanno Wolf-Ferrari Donato Renzetti direttore Alessandro Preziosi voce recitante Vittorio Prato baritono Angela Nisi soprano Andrea Secchi maestro del coro Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Coro di voci bianche Teatro Regio Torino In occasione dell’Anno di Dante “LaVita Nova” è da considerare il romanzo in cui Dante racconta sé stesso ed il suo amore per Beatrice, srotolando il racconto in decine di capitoli che spiegano molte composizioni poetiche scritte in momenti diversi, tra cui spiccano “Donne ch’avete intelletto d’amore” per sforare nel celeberrimo “Tanto gentil e onesta pare” I meravigliosi versi trecenteschi durante la serata sono stati letti da Alessandro Preziosi che sfoggia la migliore tecnica vocale con bel timbro interpretativo. Purtroppo l’audio mi è risultato lievemente carente, ma l’effetto è stato comunque apprezzabile. La composizione ignota ai più è di Wolf Ferrari che, pur leggendo si sia tenuto distante da da Schönberg, Cilea e Puccini, a mio sentire in certe dolcezze della composizione sono percettibili accenni a Puccini così come traspare Strauss. Scrittura elegante che passa da carezzevoli note a irruente e focose enunciazioni di percussioni, tamburi e gong in un maestoso e quasi trionfalistico incedere. Si inizia appunto con la voce di Alessandro Preziosi gentilmente sottolineato dal suono della campana che lascia spazio all’insieme orchestrale del Regio che ancora una volta fa assaporare il bello della musica. Interessanti l’assolo della tromba con orchestra e decisamente significativi il ritmo dialogante dei due percussionisti con pianoforte. Il maestro Donato Renzetti dà una direzione misurata con bel gesto chiaro e sicuro. Il canto è accoratamente offerto dal soprano Angela Nisi con voce sincera e cordiale che dona con chiarezza e limpidezza avvicinando l’ascolto fin da subito con un sorriso accogliente. La seconda voce è del baritono Vittorio Prato che esprime possanza attraverso la profondità ed i colori veramente bruniti palesando una importante cifra interpretativa; è sua la parte preponderante della composizione, che sa sostenere con sicurezza e tranquilla persuasione. Il coro del regio diretto da Andrea Secchi è sempre cornice che diventa quadro, avvalendosi in questo caso anche delle voci bianche dirette da Claudio Fenoglio. La Musica vince sempre Renzo...

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021
La ripresa…il tornare a teatro NON ha prezzo! L’entusiasmo e il desiderio della scena, della musica, dello spettacolo d’autore pulsano fortemente alle tempie e ritrovarsi in sala con Direttrice teatro, regista e scenografo che raccontano quello che fra poco si andrà ad ascoltare e vedere, riempie cuore e testa di emozioni. IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021Orchestrazione per organico orchestrale ridotto Paola Magnanini e Salvatore Passantino (Accademia AMO)Musica di Béla BartókLibretto di Béla BalázsTraduzione di Hannah Gelesz e Deda Cristina ColonnaDirettore Marco AlibrandoRegia Deda Cristina ColonnaAssistente alla regia Hannah GeleszScene e costumi Matteo CapobiancoBarbablù Andrea MastroniJudith Mary Elizabeth WilliamsPrologo Giuditta Pascucci, Carolina RapilloOrchestra del Teatro CocciaCoproduzione Fondazione Teatro Coccia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi L’opera non è delle più conosciute e rappresentate, quindi mi ritengo ben fortunato ad aver già avuto altre occasioni per assimilare l’ineguagliabile bello dell’ascolto dell’unica (peccato) opera di Béla Bartók! Non sono musicista, ma il frequente ascolto dal vivo di Musica ben elevata, mi fa apprezzare enormemente questa composizione viva, ricca di fermenti, impeti, passione ed espressiva intimità. Non basterebbero 1000 pagine ad illustrare le sfaccettature di questa scrittura imponente che seppure prevista per un organico di almeno novanta elementi, con un lavoro certosino e di assoluta qualità l’abbiamo ascoltata proposta da un organico musicale di soli 23 elementi. Il merito di questa orchestrazione per organico ridotto va a Paola Magnanini e Salvatore Passantino dell’Accademia AMO, realizzata sotto la preziosa supervisione di Marco Taralli. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera di Béla Bartók è senz’altro quello del rapporto tra il metro verbale e quello musicale. Per la prima volta la lingua ungherese non risulta violentata e deformata dalle esigenze della musica e come è stato esposto durante la presentazione la trasposizione in lingua italiana per i sottotitoli è stata curata con attenzione, fedeltà ed amore all’opera. Tutto emerge: il lamento, lo stridore, il grido, la speranza, l’illusione e la realtà, la rincorsa di un sogno, l’attesa della realizzazione ed il tormento dell’essere. Ma veniamo alla realizzazione registica di Deda Cristina Colonna che navigando tra le pagine fiabesche del castello del principe Barbablù, invece di soffermarsi all’immaginario collettivo del principe assassino uxoricida, spietatamente assetato di sangue, ha ricercato la psicologia ed il sogno del principe alla spasmodica ricerca di se stesso attraverso l’essere amato senza domande e condizioni. Aprendo una ad una le porte del castello, sulle femminee richieste di Judit, svela man mano il suo IO. La narrazione tiene con il fiato sospeso come in un giallo a lieto fine. La regia fin dalle proiezioni iniziali ha rappresentato con efficacia sorprendente questo suo percorso di ricerca ed ha reso Barbablù un essere umano con i suoi interrogativi e l’ambientazione scelta, realizzata con eleganza strutturale dallo scenografo Matteo Capobianco, ha contribuito alla rappresentazione dell’uomo Barbablù e della sua quarta ed ultima moglie Judit a cui dedica tute le notti, cosi come alle altre mogli racchiuse nell’ultima stanza aveva dedicato, il mattino, il mezzogiorno e l’imbrunire della sera. La direzione di Marco Alibrando è fresca ed al tempo stesso rigorosa, lasciando spazio alla passione che insegue le varie timbricità, gli stridori ed i quasi impercettibili soffi sopra le lacrime del lago. Agli interpreti va un applauso sincero: Mary Elisabeth Williams è un’accorata Judit che vive con grande forza interpretativa mantenendo il ritmo narrativo ed esprimendo una cifra vocale ben attagliata al ruolo. Andrea Mastroni può definirsi interprete di riferimento grazie alla voce che naturalmente bassa espone colori e profondità di tutto rilievo,...

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021
Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Dal sito ufficiale di “Furano Saxophone Quartet” Il Quartet nasce nel 2010 dall’esigenza di voler condividere un percorso musicale fatto di quotidianità e di ascolto reciproco, dove incontrarsi diviene un arricchimento per sé stessi e la condivisione una via per conoscere e superare insieme i propri limiti. I componenti, formatisi presso il conservatorio “U. Giordano” di Foggia con i maestri Leonardo Sbaffi e Daniele Berdini, risultano vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali e vantano importanti collaborazioni con figure di spicco nel panorama musicale internazionale come Marco Angius, Tito Ceccherini, Francesco Tamiati, Roberto Miele, Michele Gasbarro ed Ivan Solano. Il quartetto si è esibito in prestigiose  sale da concerto come il Teatro delle Muse di Ancona, Palazzo Corsini di Roma, Teatro Pergolesi di Jesi, Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma, Padiglione Italia EXPO 2015 di Milano, Basilica di San Michele Arcangelo (patrimonio Unesco) di Monte Sant’Angelo ed è stato protagonista di numerose rassegne e festival internazionali come Assaggi di Musica, Festival d’arte Apuliae, Musica nelle Corti di Capitanata, Amici della Musica di Lucera, Roma festival Barocco,  Conservatorio di Strasburgo e di Meintz. Il repertorio del gruppo si muove su tre linee fondamentali. La letteratura classica, fondamentale per la creazione di un’estetica comune, il repertorio contemporaneo, che rappresenta il fulcro del lavoro del quartetto soprattutto con la commissione di nuove opere a giovani compositori ed infine la creazione da parte degli stessi componenti del quartetto di brani inediti o di elaborazioni che rappresentano un laboratorio creativo dove sperimentare e ricercare nuove soluzioni sonore ed espressive. I componenti del Furano Saxophone Quartet sono inoltre organizzatori e promotori della Rassegna di Musica contemporanea “Rumore Bianco” che si svolge nella città di Foggia. LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021 Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Su musica originale di Alberto Napolitano questa sera abbiamo ascoltato brani evocativi della Liturgia della parola intercalate da brani ispirati a composizioni del ‘400 – ’500 riscritti mantenendo l’anima originale, ma con gusto contemporaneo. Napolitano presentando i componenti del quartetto e la voce solista, racconta quanto la Musica metta l’uomo in contatto do se stesso e con il supremo; le composizioni trovano ispirazioni dal cammino della Via Francigena e considerato il nuovo percorso fino a Monte Sant’Angelo e Santa Maria di Leuca il progetto è finanziato da Regione Puglia e Puglia sound; i testi sempre di Napolitano non sono testi sacri o liturgici, ma idealmente si rifanno alle sensazione e meditazioni dell’uomo in cammino. La Musica proposta è contemporaneamente ricca di dissonanze, che assemblate in un unicum gradevole all’ascolto, riescono assimilabili rapidamente anche dall’udito meno abituato. A tratti è decisamente essenziale per poi esaltarsi in virtuosismi sia di suono che di canto, come quando questo avviene a cappella ed è fatto di sole agilità virtuosistiche. Il programma è vivace ed anche gli intercalari strumentali sono decisamente accattivanti a partire dalla prima rielaborazione di Monteverdi lasciando tutto il brio evocativo delle danze dell’epoca e poi in altri brani concludere con una nota improvvisa, piuttosto che in un afflato di note basse. Tra filastrocche, ripetizioni anche ossessive per scandire tempo e ritmo, canto a bocca chiusa ed atmosfere suggestive, i quattro sax e la voce hanno offerto quale bis, un antico canto e ballo del ‘500 spagnolo con accompagnamento di vivace tamburello. La Musica vince sempre Renzo...

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021
Per la Rassegna Culturale “SOFFI DI FINE ESTATE 2021” ospite della serata Alessandro Barbaglia scrittore che entrato nella terzina dei vincitori Premio Strega Ragazze e ragazzi 2021ha intrattenuto il pubblico di Santhià… Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021 SCACCO MATTO TRA LE STELLE Alessandro Barbaglia, accompagnato da Rocco Dipoppa “Presentazione del libro”: sovente questo titolo di evento incute un certo timore e fa assistere a paure di noia! Probabilmente chi vive queste sensazioni non ha idea di come si possa teatralizzare e spettacolizzare una presentazione di libro. Mettiamo a caso che si tratti del libro SCACCO MATTO TRA LE STELLE, dove Vichi e Tichi i due bimbi protagonisti della fiaba ambientata a Miasino, uno dei paesi più fantastici che adornano le sponde del lago d’Orta vivono situazioni strane che vanno dalle corse in due sulla stessa bicicletta agli acquisti nell’unico negozietto del paese, dalla Irma, dove c’era di tutto…meno quello che si voleva acquistare. Insomma già si capisce che la fiaba è carina, ma se aggiungiamo la figura di Nonno Ingranaggio e quella dei genitori di Vichi astrofisici…beh il tutto è ancora più affascinante, ma mancano la regia, la scena e la musica. Questa sera a Santhià queste peculiarità non sono mancate, infatti l’autore Alessandro Barbaglia legge spettacolarizzando ed interpretando la lettura ed i fogli man mano letti volano a terra, la scena è il fondale di libri colorati e la musica quella che scaturische dai tasti e dal mantice della fisarmonica di Rocco Dipoppa che suona a tempo con le parole inserendo il suono del cellulare, del tonfo e …di quanto serve appunto a trasformare una presentazione in uno spettacolo! La parola è musica e la musica è musica, quindi anche in questo caso posso scrivere che LA Musica vince sempre. Renzo...

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021
Note dallo Stresa Festival: Per il violoncello Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di Galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite ritorna a essere un punto fermo dei concerti del Festival: proposta nella cornice suggestiva della Chiesa di Madonna di Campagna a Verbania, rinnova la consuetudine di offrire il capolavoro bachiano con interpreti ogni anno differenti. Giovanni Sollima è tra i violoncellisti più accreditati del panorama internazionale e la sua carriera solistica annovera collaborazioni di grande prestigio; ulteriore motivo di interesse è rappresentato dalla sua prima esecuzione dell’integrale delle Suite, che avrà luogo in esclusiva per Stresa Festival. Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021 Suite per violoncello solo (I)J. S. BACHn. 1 in sol magg. BWV 1007n. 2 in re min. BWV 1008n. 3 in do magg. BWV 1009 Suite per violoncello solo (II)J. S. BACHn. 4 in mi bem. magg. BWV 1010n. 5 in do min. BWV 1011n. 6 in re magg. BWV 1012 Recensione emozionale: Probabilmente Bach è numeri, matematica scienza compositiva, ma all’ascolto giunge solamente un’emozione fortissima e l’apprezzamento della bellezza allo stato puro; alcuni dicono che dopo Bach non esiste nulla…non la penso così, ma certamente Bach resta la pietra angolare di tutta la musica successiva e con le sue dissonanze e virtuosistiche variazioni resta autore contemporaneo sempre ! Giovanni Sollima, violoncellista e compositore raffinato si esibisce con violoncello senza puntale di appoggio, ma con lo strumento tenuto fermo dalle ginocchia e dalle gambe, quasi in un prolungamento del corpo per essere corpo unico con la musica che esce coinvolgente dallo strumento! La lettura di Sollima è molto personale ed attinente alle sue composizioni, ma rimanda l’ascolto vibrante di una sofferenza liberatoria vissuta nota per nota. La prima sera concede due bis offrendo l’interpretazione di suoi brani il primo un Fandango ben filologico con Bach grazie alle dissonanze e l’ossessività virtuosistica e poi un omaggio a Dante più lirico e melodico. La seconda serata, se possibile ancor più coinvolgente della prima si esibisce alternando l’utilizzo di due violoncelli ed ai bis modifica l’archetto alla ricerca di suoni particolari: La danza popolare Sancto Paulo e poi una danza scozzese del 600 in continuazione filologica con le danze di Bach.! La Musica vince sempre! Renzo Bellardone...

FILIPPO ARCELLONI – CONFERENZA SPETTACOLO – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021

FILIPPO ARCELLONI – CONFERENZA SPETTACOLO – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021
La nuova frontiera del turismo è il turismo lento e, tra i tanti cammini presenti in Europa – e in particolare per quanto ci riguarda, in Italia – abbiamo la via Francigena. Santhià è la 44a tappa del cammino da Roma a Canterbury e vede ogni anno migliaia di pellegrini di passaggio o in sosta in città. Uno di questi è FILIPPO ARCELLONI. SOFFI DI FINE ESTATE 2021 – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021 FILIPPO ARCELLONI Presentato dalla bibliotecaria Marinella Bianco al folto pubblico in Biblioteca, il camminatore, attore, regista, scrittore FILIPPO ARCELLONI, ha intrattenuto tutti con la una conferenza-spettacolo sul suo ‘camminare’. La conferenza è stata preceduta dall’inaugurazione della mostra fotografica sui TRAIL ANGELS, relativa all’opera di un gruppo di manutentori dei sentieri locali (Via Francigena e Cammino di Oropa). La mostra è stata curata da Mario Matto – cuore pulsante dell’Associazione Amici della Via Francigena di Santhià – e da Marcello Vallese, coordinatore del gruppo e attivo manutentore dei cammini. Filippo racconta del fermo causa Covid 19 e di quanto in inverno abbia pensato, riflettuto, programmato e focalizzato il tema “Covid e Arte”, intesa nel più ampio senso del termine, che ha poi documentato con 45 filmati sul suo canale YouTube, relativi agli interventi realizzati nel corso del 2020. Quando è in cammino chiede un pernottamento e un pasto, ed offre la conferenza-spettacolo in una sorta di teatro itinerante (Teatro della Provvidenza). Racconta che il camminare è un atto complicato, che fa star bene anche grazie all’atto dell’incontro, come quando, scendendo dal Gran San Bernardo, incontra un pastore che gli spiega tutto sul suo allevamento e sui suoi pascoli. Analizza poi il cammino quale atto religioso, laico, di speranza, enogastronomico e di meditazione possibile, con l’immersione nella solitudine e contemplazione della natura che ci circonda e che consente di trarre pensieri e parole dalle immagini che lentamente si susseguono nel percorso a piedi. Evidenzia quanto sia differente il camminare per un paio di giorni dal vero cammino di più giorni, dove il peregrinare consente la riacquisizione del tempo e dello spazio, in una bolla temporale sospesa: camminando ci si allontana mentalmente dalla quotidianità e la meta da raggiungere diventa lo scopo da perseguire in libertà. Camminare è il primo atto del bambino quando riesce a superare il gattonare, è un gesto antico e la lentezza riporta ai millenni trascorsi, guarendo i mali dell’anima contemporanea. Arcelloni continua con il racconto di un albero di fichi e delle visioni della famiglia di provenienza contadina che mille volte avevano compiuto il gesto di raccogliere un frutto, dell’allontanamento dalla terra per inseguire il sogno moderno del lavoro in fabbrica, ma anche dell’essiccamento dell’essere umano, quando non affonda più le radici nella terra, ma le appoggia, quasi sospese, sul cemento. Filippo si perde poi in racconti fiabeschi di fate buone che però non perdonano l’avidità, l’invidia e il tradimento, e rammenta anche un tratto del percorso vicino a Piacenza, dove chi cammina è affiancato da un lato da una strada, percorribile ai 50 all’ora, a sua volta affiancata da un tratto di autostrada da 130 chilometri all’ora ed ancora da un tratto di alta velocità ferroviaria da 300 chilometri orari. Ma volgendo lo sguardo sull’altro lato, si vede il corso del fiume Po, e questo può essere vissuto con lo sguardo della lentezza, così come un quadro viene apprezzato nei dettagli. L’intrattenitore diviene affabulatore e, dopo aver affrescato l’immagine del campanile, che da lontano sempre appare indicando il prossimo luogo...

Pablo Ziegler e l’Orchestra Senzaspine – Palacongressi Stresa 29 agosto 2021

Pablo Ziegler e l’Orchestra Senzaspine – Palacongressi Stresa 29 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival: «Non c’è dubbio che Ziegler porti il tango a livelli di ricercatezza e raffinatezza probabilmente inimmaginati da Piazzolla» (Chicago Tribune). Per decenni Pablo Ziegler, pianista, compositore e arrangiatore nato a Buenos Aires, è stato una delle figure più importanti del Nuovo Tango argentino, il vibrante ibrido musicale del tango tradizionale, del jazz americano e della musica colta europea. Dopo aver suonato nel leggendario quintetto di tango di Astor Piazzolla per oltre un decennio, ed essere apparso nelle iconiche registrazioni del grande Maestro, Ziegler ha guidato i suoi gruppi per oltre 25 anni, perfezionando e reinventando i limiti della moderna tradizione del tango. Questa sera nel suo Hommage a Piazzolla si esibisce accompagnato dall’Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi e ospitando come guest star il sassofonista Marco Albonetti e Mario Brunello al violoncello. Pablo Ziegler e l’Orchestra Senzaspine – Palacongressi Stresa 29 agosto 2021 Pablo Ziegler, pianoforteMario Brunello, violoncelloMarco Albonetti, saxOrchestra SenzaspineTommaso Ussardi, direttore Hommage à PiazzollaP. ZIEGLER, AsfaltoA. PIAZZOLLA, Introduccion al Angel; Imagenes 676P. ZIEGLER, Milongueta A. PIAZZOLLA, Fuga y Misterio; Otoño PorteñoP. ZIEGLER, Milonga del AdiosA. PIAZZOLLA, Años de Soledad; Oblivion; Libertango Recensione emozionale: Pablo Ziegler è certamente un raffinato compositore ed interprete al pianoforte. La sua Musica sprigiona sonorità particolari e sa cogliere sia l’essenzialità che il multicolore dei vari strumenti che propongono emozioni soffuse, immagini colte sulla strada o intime perlustrazioni. La nota di malinconia spezzata dalla allegra follia che segna la poesia, la narrativa e la Musica di quelle regioni del mondo, spiccano tenacemente fungendo da evidenziatori definiti nel quadro complessivo. L’abbinamento Ziegler – Piazzolla risulta del tutto evidente all’ascolto di temi, tempi e atmosfere. I due interventi solistici connotano la serata con “quel tocco in più” ed infatti Marco Albonetti con i suoi sax crea divertimento e avvolgenti abbracci in una narrazione melodica. Mario Brunello, direttore artistico dello Stresa Festival, al violoncello con il solo Ziegler al pianoforte senza orchestra, evidenzia la comprovata tecnica coniugata alla evidente passione, offrendo molta bellezza all’ascolto. Il direttore dell’orchestra SenzaSpine, Tommaso Ussardi dirige con precisione ed attenzione con gesto chiaro e lineare. Il rischio ad eseguire Piazzola è la banalizzazione in quanto sovente sono brani conosciuti e quindi anche commerciali; Ussardi ed i Senza spine non cadono nel tranello ed anzi elevano la scrittura alla dignità che compete e che la fa gustare con delicata raffinatezza. Tra Tanghi, Milonghe ed atmosfere da luci basse il concerto coglie l’attimo fuggente della bellezza! La Musica vince sempre Renzo...

I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021

I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021
Evoluzione è la parola d’ordine del concerto di questa sera, che apre le porte a nuove frontiere della Musica, infatti oltre al Jazz ed al Rock allo Stresa festival approda il Rap, anche se in una veste colta e di ricerca! I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021 Venezia 1700 – Napoli 2000A. VIVALDI, Le Quattro stagioni Dalle note dello Stresa Festival: I primi quattro concerti de Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione op. 8 di Antonio Vivaldi sono noti come le Quattro Stagioni e la loro notorietà li ha resi tra i più frequentati dell’intero repertorio classico di tutti i tempi. L’impostazione comune di questi celebri lavori vede dialogare il violino solista con l’ensemble di archi e il basso continuo, e rappresenta il classico concerto a programma, dove la parte descrittiva risulta sia dalla scrittura musicale che dai sonetti che accompagnano ognuno dei tre tempi di ogni concerto. Questa sera il Festival propone una doppia esecuzione delle Quattro Stagioni, ponendo a confronto la versione vivaldiana del 1725, affidata aI Solisti Aquilani diretti dal violino di spalla Daniele Orlando, con quella del gruppo Capone & BungtBangt, una «band nata dalla nobile idea del riciclo creativo, accompagnata da un amore viscerale per la musica e la natura» e che si esibisce con strumenti auto costruiti con materiali di riciclo. Un affascinante e spumeggiante dialogo tra la Venezia del Settecento e la Napoli del XXI secolo! Recensione emozionale: Esordisce Mario Brunello, direttore artistico del Festival, spiegando cosa succederà sul palco del Maggiore a Verbania: succederà che si sentiranno le celebri Quattro stagioni di Vivaldi eseguite con un respiro diverso e che saranno accostate, stagione per stagione, dalla contemporaneità in tutti i sensi! La rivisitazione delle quattro stagioni vivaldiane tende ad una lettura contemporanea in riferimento sia ai sonetti che all’ispirazione musicale; ai tempi di Vivaldi si elogiava la natura, il profumo dei fiori e se ne contemplava la bellezza. La realtà di oggi è ben diversa da 300 anni fa! Siamo contornati da un mondo da proteggere e salvare, quindi l’esecuzione musicale richiede una lettura più consapevole ed i Solisti Aquilani egregiamente fanno questo. In buona sostanza il concerto può essere definito Green, Eco, anche perché oltre al taglio interpretativo delle stagioni di Vivaldi, gli stessi periodi climatici vengono riproposti da Capone & BungtBangt con strumenti ricreati con il recupero ed il riciclo: piatti, bastoni, scopa che diviene elettrica, bidoni di plastica, da cui in fantasmagorica performance vengono tratte sonorità nuove, che accompagnate dal canto si immergono nel moderno assoluto in un campo dove il rock incontra il rap. Solo per esemplificazione Capone spiega che per simboleggiare l’estate si suonerà una piccola arpa ricavata dalla scatola del gelato !!!! Unico piccolo neo sono gli interventi di parola troppo dilungati e l’eccessiva preponderanza della Band sui Solisti Aquilani! In ogni caso si può dire che: La Musica vince sempre. Renzo...

Mario Brunello, La Filarmonica della Scala e Gianadrea Noseda a Palazzo Congressi Stresa il 27 agosto 2021

Mario Brunello, La Filarmonica della Scala e Gianadrea Noseda a Palazzo Congressi Stresa il 27 agosto 2021
Nell’incantevole paesaggio mozzafiato che si gode dal giardino Alpinia, all’Alpino di Stresa, alle ore 11 del soleggiato mattino, Giovanni Bietti racconta il concerto di Brunello, Filarmonica della Scala e Noseda! Bietti parla della ciclicità della forma concertistica, del gigante Beethoven che cammina alle spalle dei compositori ottocentesci intimorendoli, dei chiari riferimenti alla 5° di Beethoven nella composizione di Brahms stasera proposta e brillanti aneddoti sul vino e gusto dello stesso abbinati alla figura di Brahms. Del concerto di Saint Saens cita la brevità e l’intensità al tempo stesso dove i tre movimenti vengono eseguito senza soluzione di continuità, collegati insieme dalla stessa frase, leit motiv. Mario Brunello, Filarmonica della Scala e Gianandrea Noseda Palazzo Congressi Stresa 27 agosto 2021 C. SAINT-SAËNS, Concerto per violoncello n. 1 in la min. op. 33J. BRAHMS, Sinfonia n. 1 in do min. op. 68 Dalle note dallo Stresa Festival: Il 27 agosto del 1962 l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Nino Sanzogno, inaugurava la prima edizione delle Settimane Musicali di Stresa. Quest’anno Gianandrea Noseda, dopo venti indimenticabili anni come direttore artistico del Festival, dirigerà nello stesso 27 agosto la Filarmonica della Scala nella Prima Sinfonia di Johannes Brahms, proprio come accadeva sessanta edizioni fa, passando simbolicamente il testimone al nuovo direttore artistico, Mario Brunello , violoncello solista nel Concerto n. 1 di Camille Saint-Saëns. Due grandi interpreti e un’orchestra di riferimento assoluto attendono il pubblico in una serata celebrativa che si annuncia tra le “imperdibili” del panorama concertistico italiano 2021, con un programma che propone due capolavori della seconda metà dell’Ottocento. Il 27 agosto 2021, è la data che rinnova il ricordo e che suggella il passaggio di consegne tra Gianandrea Noseda direttore artistico per 20 anni e Mario Brunello neo direttore. Il passaggio di consegne è stato simboleggiato dal trasferimento della bacchetta direzionale da Brunello a Noseda e l’archetto del violoncello da Noseda a Brunello, gesto che ha commosso gli amici ed affezionati seguaci dello Stresa Festival. Il concerto n. 1 di Saint Saens viene recitato dal violencello di Brunello con avvolgente voce calda e narrativa; si! Il violencello inizia a raccontare…raccontare…raccontare! Il ricorrente leit motiv che lega i movimenti affiora e riappare a soddisfare l’attesa dell’ascolto in un magico momento. Generosamente Brunello offre due bis di cui il primo è un brano di Sollima che incontreremo a Verbania la settimana prossima ed il secondo una proposta armena con una corda libera e pizzicata. ‘Aimez vous Brhams?’ è il titolo di un capolavoro della cinematografia del ‘900 a cui possiamo dare ineffabile risposta positiva! E come non amare Brahms con la sua integrità, il suo rigore storico e rispetto della tradizione? Nelle mani poi della magnifica Filarmonica della Scala, la Sinfonia n. 1 diventa monumentale e la maestosa direzione di Noseda la eleva ai più sontuosi altari musicali. Il Maestro ha sempre un bel gesto ampio e di chiara lettura in sintonia con gli orchestrali: stregato letteralmente dalla musica raffinatamente estrae luci e bagliori con sottolineature delicate ma evidenti di quello che l’ascoltatore attende di sentire ed ecco che il chiaro riferimento alll’Inno alla Gioia beethoveniano affiora e si palesa senza timori e pudori. Lieti di poter vivere certi momenti e grati di saperli apprezzare! La Musica vince sempre. Renzo...

Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021

Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021
l racconto del concerto a cura di Giovanni Bietti Giovanni Bietti è compositore, pianista e musicologo nonché uno dei più accreditati divulgatori italiani di musica. È collaboratore esterno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e ha insegnato Composizione presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania ed Etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Urbino. Tiene regolarmente conferenze presso molti dei più prestigiosi Enti italiani. È il curatore delle Lezioni di Musica di Rai-Radiotre, e dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma.  Bietti è un vero affabulatore ricco di contenuti che spazia dalla storia all’arte nel corso della sua esposizione e mentre inquadra i tempi e percorsi musicali del concerto a venire ! Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021 RANÇOIS COUPERIN, 21° Ordre dal Quarto Libro di Pieces de ClavecinCLAUDE DEBUSSY, Suite BergamasqueMAURICE RAVEL, Miroirs op. 43ERIK SATIE, Trois Gnossiennes, per pianoforte Dalle note dello Stresa Festival: Quattro compositori francesi saranno questa sera proposti in alternanza: Satie, Couperin, Debussy e Ravel. Settecento e Novecento a confronto quindi, la cui contrapposizione serve a mettere in luce il gusto e la capacità interpretativa dell’esecutore. Se i due eminenti protagonisti del barocco francese esprimono con la loro scrittura la quintessenza dei lavori dell’epoca per tastiera, così Debussy e Ravel brillano nella scena musicale internazionale grazie alle innovazioni armoniche e formali introdotte all’alba del XX secolo. Le due composizioni in programma, entrambe terminate nel 1905, sono emblematiche di un nuovo linguaggio compositivo, nel quale il pianoforte è strumento privilegiato. Fazil Say è unanimemente considerato un pianista di riferimento: artista originale e compositore di pregevoli lavori dedicati al suo strumento d’elezione, è una delle personalità più autorevoli dell’odierno panorama internazionale. Recensione emozionale: Musica francese attraverso i secoli che arriva a noi con l’interpretazione scenografica di Fazil Say al pianoforte il quale sa amplificare la fluidità di Debussy ed anche di Ravel con il senso del gocciolare dell’acqua con voce suadente e gestualità narrativa. La forte carica emotiva ed emozionale di Fazil Say propone frasi musicali con una “recitazione” poetica di forte impatto e certamente non comune. Per alcuni, l’ampia e vistosa gestualità può considerarsi fuori luogo, ma per chi la musica la vive semplicemente come emozione, l’insieme risulta avvolgente. L’ossessività di Ravel è proposta con forte insistenza e la ripetizione diventa tema imperioso, con acrobazie di tecnica interpretativa. Satie inserito come cambio di programma al posto di Rameau pur nell’essenzialità viene proposto come poesia comunicativa. La Musica vince sempre Renzo...

Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021

Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival: TEATRO DI BURATTINIL’omaggio del Festival a Igor Stravinskij si concretizza questa sera proponendo uno dei suoi lavori più noti, Petrouchka, nella versione dell’autore per pianoforte a 4 mani. Protagonisti i pianisti Mariangela Vacatello e Alessandro Taverna con Habanera Teatro che realizza uno spettacolo di teatro di figura per pupazzi, marionette a bacchetta e burattini in gommapiuma, ombre e attore, raccontando la storia di un grande personaggio della tradizione russa che Igor Stravinskij ha contribuito a immortalare. Lo spettacolo è interamente guidato dalla musica, ma rispetta i canoni della migliore tradizione dei burattini, dove il pubblico individua immediatamente i ruoli dei personaggi e parteggia per loro; così sullo sfondo della storia d’amore si muovono la Ballerina, il Moro, il Burattinaio, il Carnevale e, naturalmente, Petrouchka. Un amore impossibile e una fine imprevista per un personaggio e una musica eterni. Il programma della serata si completa con il Quinto Brandeburghese di Bach trascritto da Max Reger per pianoforte a 4 mani. Mariangela Vacate llo, Alessandro Taverna e Habanera Teatro Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021 J.S. BACH / M. REGER, Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050 (trascrizione per pianoforte a quattro mani)I. STRAVINSKIJ, Petrouchk Recensione emozionale: I due giovani pianisti, già ben conosciuti nel panorama musicale, manifestano fin dai primi tocchi delle belle sonorità e fanno apprezzare la trascrizione di Reger del 5° brandeburghese con equilibrio e ricercate precisioni; ad un tratto per il cambio di tempo si ha l’impressione di godere di un house concert. E’ indiscutibile l’affiatamento che si palesa e che si percepisce all’ascolto. Con Petrouchka i virtuosismi e le ecletticità la fanno da padrone ed il concerto è molto ben fruibile. Ad ampliare la portata della proposta sul palco il teatro dei burattini di Habanera che inizia con proiezioni di forme colorate che danzano al tempo di Stravinskij, poi ecco degli alberi sfrondati che a gruppetti di tre si alzano e abbassano rtimicamente come le figure dei personaggi della favola russa. La giorstrina dei cavalli e una mini ruota panoramica, insieme al teatrino completano la scena dove appaiono alternativamente i burattini o i mimi; alcuni giochi con i nastri o l’apparizione della morte con la falce, piuttosto che una cascata di coriandoli, rappresentano i vari momenti della narrazione. Personalmente avrei apprezzato maggior sobrietà o addirittura un eccesso carnevalesco che forse avrebbe ancor più sottolineato la bella interpretazione pianistica. La Musica vince sempre. Renzo...

Vision String Quartet – Isola Madre Lago Maggiore 24 agosto 2021

Vision String Quartet – Isola Madre Lago Maggiore 24 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival: Nella splendida cornice della Loggia del Cashmere dell’Isola Madre si esibisce il Visio String Quartet con un programma dedicato a Schumann e Ravel. Del compositore tedesco si ascolterà il Quartetto in la maggiore op. 41 n. 3 scritto nel 1842, un anno dedicato soprattutto alla musica da camera. Riprendendo le concezioni formali dei suoi illustri predecessori – Mozart, Haydn, Beethoven – Robert Schumann dà vita a un’opera ricca di originalità che ben rappresenta i suoi inconfondibili tratti personali. Maurice Ravel ha composto un unico quartetto per archi, nel 1904, considerato un capolavoro dell’intero repertorio per questo organico. Prima opera pienamente matura del compositore francese, il Quartetto in fa maggiore rappresenta un felice esempio di coesione e di unità formale. Il Vision String Quartet, costituitosi nel 2012 e residente a Berlino, è tra i protagonisti della nuova generazione quartettistica raggiungendo in poco tempo una reputazione planetaria.Un concerto imperdibile, tra i più entusiasmanti del Festival. Vision String Quartet Jakob Encke, violinoDaniel Stoll, violinoSander Stuart, viola Leonard Disselhorst, violoncello R. SCHUMANN, Quartetto per archi n.3 in la magg. op. 41M. RAVEL, Quartetto per archi in fa magg. Recensione emozionale: Nonostante la giovane età i componenti del quartetto rivelano grande padronanza dello strumento, validità interpretativa che fa sgorgare effluvi di rarefatte situazioni emotive che avvolgono l’ascoltatore. Molto bene in Schumann, ma in Ravel espongono ancor più la loro freschezza vigorosa che sprigiona poesia emozionale grazie alla salda tecnica ed all’entusiasmo, mix realizzativo e vincente. In Ravel si sentono infatti gli impeti che volgono a sussurri che si spengono in un afflato, come i pizzicati e le altre tecniche che raggiugono livelli di fervore. Il bis concesso permette ai quattro musicisti di scatenarsi in una performance briosa: lasciati infatti gli archetti ed impugnati gli strumenti, li utilizzano a guisa di chitarra esplodendo in musica ritmica e aggregativa, come si può sa fare con il rock! La Musica vince sempre Renzo...