STRESA FESTIVAL 2025- BACH I BRANDEBURGHESI – Stresa festival Hall 19 agosto

STRESA FESTIVAL 2025- BACH  I BRANDEBURGHESI – Stresa festival Hall 19 agosto
Il cuore pulsante del Stresa Festival prende vita con l’esecuzione dei magnifici Sei Concerti Brandeburghesi, autentico capolavoro musicale! L’incantevole scenario del lago, l‘emozione che accompagna ogni nuovo inizio e la passione per la Musica si sono perfettamente intrecciati nell’interpretazione straordinaria offerta dall’Akademie für Alte Musik Berlin. STRESA FESTIVAL 2025- BACH I BRANDEBURGHESI – Stresa Festival Hall 19 agosto J.S. Bach, I Sei Concerti Brandeburghesi   i “brandeburghesi” evocano immediatamente emozioni e un entusiasmo positivo, richiamando alla memoria il fatto che Bach li descrisse come *Concerts avec plusieurs instruments*. Ogni concerto si distingue per la sua forte personalità, riflessa nel ritmo, nel tono, nella concertazione e nello stile. Bach, attraverso questa composizione, volle offrire agli strumentisti una sorta di repertorio di stilemi, un prezioso alfabeto musicale. Mi fermo qui per cercare di trasmettere le sensazioni che questo capolavoro riesce a suscitare. “Questi capolavori, considerati tra le opere più straordinarie del compositore tedesco, sono stati interpretati dall’Akademie für Alte Musik Berlin, ensemble da camera pronto a far rivivere le atmosfere del XVIII secolo con energia e maestria. Un’occasione unica per immergersi nella bellezza e nella complessità di uno dei più grandi capolavori della musica barocca.” (dalle note di sala). L’Akademie, rinomata per la sua offerta di musica di altissimo livello, è giustamente riconosciuta come una delle orchestre da camera più prestigiose al mondo. L’esperienza si distingue per un duplice valore: quello legato alla straordinaria qualità delle partiture e quello derivante dall’eccellenza proposta sul piano strumentale. Attraverso uno studio approfondito, l’orchestra ha rispettato l’integrità dell’intenzione compositiva, riuscendo a svelare momenti musicali di rara bellezza e intensa partecipazione. Le esecuzioni spaziano con maestria dai toni più sommessi e riflessivi a quelli più vivaci, caratterizzati da un’eleganza briosa e raffinata. La gamma di sfumature sonore, dai colori vividi e brillanti a quelli più dolci e delicati, ha dato vita a un crescendo di emozioni autentiche e straordinarie. Gli interpreti d’eccezione hanno reso omaggio alle opere di Bach con una memorabile versione eseguita su strumenti d‘epoca, offrendo un’esperienza unica nel suo genere. La Musica vince sempre Renzo...

BACH – Suite per violoncello solo- Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina

BACH – Suite per violoncello solo- Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina
‘Dal sito dello Stresa Festival’ : Per il violoncello Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di Galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite sono un punto fermo dei concerti del Festival, una proposta nella cornice suggestiva dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso, che si mantiene inalterata da 20 edizioni con interpreti ogni anno differenti. Lo spagnolo Asier Polo è tra i violoncellisti della sua generazione più accreditati del panorama internazionale e la sua carriera solistica annovera collaborazioni di grande prestigio.   BACH – Suite per violoncello solo Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina Suite per violoncello solo (I)  5 settembre 2018 J.S. BACH Suite n. 1 in sol magg. BWV 1007 Suite n. 4 in mi bem. magg. BWV 1010 Suite n. 5 in do min. BWV 1011 Suite per violoncello solo (II) 6 settembre 2018 J.S. BACH Suite n. 3 in do magg. BWV 1009 Suite n. 2 in re min. BWV 1008 Suite n. 6 in re magg. BWV 1012 Scritte presumibilmente negli anni intorno al 1720 per uno dei violoncellisti alla corte di  Köthen,  vi sono motivi per reputare che le ultime suites siano state scritte indipendentemente dalle altre e  forse anche  per strumenti diversi dal violoncello. Fino a quel momento il violoncello aveva  quasi unicamente la funzione di accompagnamento, mentre Bach, sia nella Suites che in alcune parti dei Concerti brandeburghesi, lo elevò a strumento solista. Nella più che suggestiva cornice dell’Eremo di Santa Caterina a Leggiuno, il genio del virtuosismo  Asier Polo in due serate ha proposto le Suites, e di nota in nota sembra sempre di ascoltare musica nuova. In Bach l’interpretazione gioca un ruolo determinante e le atmosfere romantiche evocate da Polo aggiungono atmosfera al monumento compositivo. Polo estrapola le dissonanze tra suoni dolci, ambrati ed arrotondati. Velocità e virtuosismo impressionante sono le note distintive dell’interprete di questa stagione che scava i sentimenti più profondi racchiusi nella composizione, portando a galla, dal più profondo del cuore umano i sentimenti di amore, dolore, poesia. La Musica vince sempre. Renzo...

Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre

Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre
La valenza di un Festival musicale poliedrico (quale è lo Stresa Festival), sta anche  nella capacità di proporre insieme il contemporaneo ed il classico più classico che c’è. Ecco che l’operazione inevitabilmente fa si che le traiettorie del passato e del presente si incrocino e raccontino al pubblico la bellezza sensoriale che arriva a chi ascolta…in qualunque tempo si trovi! Bach incontra Pärt Ars Cantica Choir Järvi Instrumentalists Marco Berrini, direttore PÄRT, Psalom, per quartetto d’archi (1991); Da pacem Domine, per coro a 4 voci miste a cappella (2004) J.S. BACH, Der Geist hilft unsrer schwachheit auf, BWV 226, mottetto a 8 voci e b.c. A. PÄRT, Summa, per quartetto d’archi (1991); 7 Magnificat-Antiphonen, per coro a 4/8 voci miste cappella J.S. BACH, Singet dem Herrn, BWV 225, mottetto a 8 voci e b.c. A. PÄRT,  Fratres, per quartetto d’archi (1989); Missa syllabica, per ensemble vocale e quartetto d’archi (1997/2009)   Il concerto inizia con le impalpabili atmosfere di Pärt soffuse di tristezza e di interruzioni, sapientemente proposte dai fratelli Järvi (Miina eMartin al violino, Madis alla viola e Marius al violoncello). Segue immediatamente l’Ars Cantica Choir diretta da Marco Berrini, che con grande abilità insieme trasformano la complessità della scrittura  in piacevolezza all’ascolto, amplificata dalla spiritualità emergente nei toni alti che si innalzano all’incommensurabile. E’ poi la volta delle pietre miliari di Bach e la vivacità compositiva coadiuva il senso gioioso del ‘Credere’ e del ‘Chiedere’. La misticità e l’elevazione dello spirito sono davvero le traiettorie sensoriali che si incrociano tra passato e presente in una miscellanea di suoni e colori che da brumosi divengono smaglianti e vividamente pennellati. Il confronto porta ancora una volta alla consapevolezza della modernità e contemporaneità di Bach ed esalta Pärt con i toni baritonali che creano una sorta di basso continuo ed i soprani che liricamente disaggregano particelle sonore per elevarle a rasserenanti ed eteree elaborazioni..   Interessanti le esecuzioni strumentali, decisamente più agevoli i canti. La Musica vince sempre Renzo...

BACH COLLEGIUM JAPAN – GUANAJUATO -Mexico

BACH COLLEGIUM JAPAN – GUANAJUATO -Mexico
Bach Collegium Japan – 42°Festival Internacional Cervantino, Guanajuato Mexico L’orchestra Bach Collegium Japan ha realizzato il suo debutto messicano, come uno degli eventi più rilevanti della musica antica, all’interno della 42° edizione del Festival Internazionale Cervantino di Guanajuanto Messico, che ha avuto come paese ospite il Giappone. Questo gruppo composto da orchestra e coro, che è stato fondato nell’anno 1990 con l’obiettivo di presentare e diffondere al pubblico giapponese opere del repertorio barocco, ha offerto un concerto monografico con opere di Johann Sebastian Bach, compositore nelle cui opere si è specializzato e al quale dedica la maggior parte del suo catalogo discografico, entro il quale si può menzionare una delle uscite più recenti Bach Mottetti BWV 225-230 edita dalla svedese Bis. Nel concerto che si è tenuto al Teatro Juarez, teatro che divenne la sede principale del festival, intitolato “Signore, i tuoi occhi mirano alla tua fede”, si sono ascoltate lde Cantate BWV 97 In allen meinen taten e BWV 102 Herr deine Augen sehen nach dem Glauben. Nella prima Cantata, che contiene reminiscenze della Passione secondo San Matteo, ha colpito l’omogeneità degli archi che emettevano un suono dolce e leggero. La seconda interpretazione è stata corretta, anche se per qualche momento la parte orchestrale avrebbe richiesto più corposità. E’ toccato poi alla monumentale Messa Luterana in sol maggiore BWV 236 con la sua ricca parte corale, soprattutto nel Gloria in excelsis Deo. I solisti si sono posti all’interno del Coro e ogni loro intervento individuale mostrava preparazione e stile appropriato. Al basso   Dominik Wörner  si notava insicurezza e poco agilità nelle sue arie, mentre il giovane soprano ceco Hana Blažíková di riconosciuta carriera all’interno della musica antica, lavorando regolarmente con Philippe Herreweghe, è stata una torreggiante figura per nitidezza e chiarezza d’emissione, colore del timbro ed espressività nell’interpretare i testi delle sue arie; e quando duettava con il controtenore inglese Robin Blaze, che ha cantato con facilità e fluidità.  Il tenore austriaco Bernhardt Berhtold ha mostrato una gradevole timbrica vocale e ha cantato con correttezza. La direzione di Maasaki Suzuki è stata puntuale e dettagliata cercando sempre di estrarre colori, musicalità e omogeneità dalle forze musicali di fronte a lui.. Infine non si può dimenticare la gradevole e travolgente interpretazione del Concerto per due violini in re minore BWV 1043, che si intercalava tra le opere vocali, e che ha trovato proprio Suzuki interprete al clavicembalo con il quale ha accompagnato un compatto gruppo di solisti trasmettendo i profondi sentimenti che solo Bach sa trasmettere. Ramón...

STRESA FESTIVAL 2014 – Suyoen Kim, violino – J.S.Bach

STRESA FESTIVAL 2014 – Suyoen Kim, violino – J.S.Bach
STRESA FESTIVAL 2014 – 30 agosto Chiesa SS.Crocifisso – Collegio Rosmin  BACH : Sonate e Partite  Suyoen  Kim – violino  In un crescendo di variazioni, virtuosismi e colori è sbocciato un concerto di raffinata commozione. Voci infinite e sentimenti trattenuti a fatica hanno costellato i momenti di rara bellezza che Suyoen Kim ha regalato con il suo  Stradivari del 1684.  La ventisettenne violinista , che ha  già inciso in esclusiva per la Deutsche Grammophon le Sonate e Partite di Bach,    ha dimostrato una possente memoria muscolare e con elettrizzante velocità di movimento e  tecnicissime pressioni sulle corde, ha prodotto notevoli variazioni di intensità acustica e timbrica.   L’interpretazione, al di la della evidente salda tecnica, ha abbattuto il muro del buio, sgominato le tenebre per aprirsi a radiosi luccichii degli occhi. Oltre alle corde del violino sono state toccate tutte le corde dei sentimenti e sfiorati anche gli stati fisici degli ascoltatori.  La scrittura è stata particolarmente esaltata nella riproduzione di più voci contemporaneamente, con punte eccelse nelle fughe, arricchendosi di consonanze e dissonanze. Questo violino solo, supera i conflitti compositivi riproducendo  tre o forse quattro voci.  E’ realmente difficile individuare quale sonata o partita o quale movimento abbia lasciato maggior traccia, ma un accenno alla “Ciaccona” risulta inevitabile: trattenuta a fatica la commozione Suyoen  ha donato uno dei momenti di maggior phatos: velocità, partecipazione, intimismo, languori e note prorompenti.  La musica vince sempre. Renzo...