STRESA Festival 2026 – MIRRORS & NATURE – Stresa Festival Hall 19 agosto

STRESA Festival 2026 – MIRRORS & NATURE –  Stresa Festival Hall 19 agosto
Musica, atmosfere e sensazioni positive: ecco di cosa ha bisogno l’essere umano in un momento storico fatto di violenze, brutture e paure! Ed i momenti offerti dallo Stresa Festival tendono proprio a regalare la quintessenza del bello e della serenità interiore! STRESA Festival 2026 – MIRRORS & NATURE – Stresa Festival Hall 19 agosto Fazil Say, pianoforte Kammerorchester Basel Bar Avni, direttrice J. HAYDN, Sinfonia n. 39 in sol min. “Tempesta di mare” F. SAY, Yürüyen Kösk (The moving mansion) W. A. MOZART, Ouverture da La Finta giardiniera D. ŠOSTAKÓVIČ, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa magg. op. 102 Il 19 agoso prende il via la seconda parte ed il cuore storico e pulsante dello Stresa Festival e quest’anno la scelta per l’inaugurazione è risultata più che vincente! Bel programma interpretato con abilità e grande efficacia: è tornata la celebre,  Kammerorchester Basel, ampiamente conosciuta in tutta Europa e per l’occasione diretta  da Bar Avni, direttrice principale dei Bayer Philharmoniker Leverkusen, con la partecipazione preziosa di Fazil Say, pianista e compositore di grande talento che da oltre trent’anni appassiona il pubblico di tutto il mondo e già ospite sul palco stresiano. In questa occasione ha offerto l’esecuzione di una sua composizione “La villa galleggiante” ispirata a una famosa villa in Turchia. La seconda parte del concerto ha previsto sempre l’intervento di Say con l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Šostakovič e poi l’interpretazione di “Summer time” con pause di sensibile attesa e quasi immaginifiche, creando un’emozione dilagante. Bar Avni vista sul palco per la prima volta, ha diretto con gesto molto ampio, coinvolgente e partecipe e con un atteggiamento di semplicità e condivisione, dimostrando l’affiatamento con i professori d’orchestra. La Musica vince sempre Renzo Bellardone   credit foto – Stresafestival Sara...

STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio

STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio
Uno degli appuntamenti che ci si aspetta dallo Stresa festival è il concerto al parco della Palazzola tra il verde dei prati e degli alberi, con uno squarcio di lago da cui occhieggia l’Isola Bella illuminata, dove le terre borromee diventano palcoscenico e protagonista . STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO Luca Sestak, pianoforte Michael Goldmann, basso Nicholas Stampf, percussioni Quando si dice “nato per il palcoscenico” è inevitabile pensare a Luca Sestak, poco conosciuto in Italia, ma assolutamente uno dei pianisti più veloci, interpretativi e virtuosistici ascoltati negli anni. Dalle tenerezze musicali più sensibili spazia fino agli uragani più tempestosi! Inatteso e gratificante il concerto proposto dal trio Luca Sestak (tutti molto bravi), spicca con assoluta brillantezza stellare il giovane compositore e pianista che risulta un bravo intrattenitore ed ottimo interprete. Volando sulla tastiera ed in assoluta sintonia con basso, contrabbasso e batteria catapultano lo spettatore nelle atmosfere del jazz, dal più caldo a quello bollente, lasciando fuori dalla porta il gelido di certe proposte jazz e lo trasportano dalle contaminazioni alle ispirazioni e variazioni sui temi celebri di grandi compositori di musica classica fino alla musica di Ray Charles dove Sestak ha addirittura cantato e bene! Le gags o meglio le intese e gli ammiccamenti tra il pianista e gli altri due interpreti hanno divertito il pubblico coinvolto dalle atmosfere evocate con ironia ed abilità. I temi e i tempi sono trasvolati da un sussurro di valzer a ritmi frenetici e scatenati! “Luca Sestak ha sviluppato uno stile unico, che fonde elementi di jazz,blues, funk e boogie woogie con musica classica e pop, esibendosi ben presto in tutto il mondo. Nel 2019 ha firmato un contratto discografico con Sony Music, intensificando la sua presenza nei più prestigiosi contesti internazionali. Questa sera si esibisce nel suo Trio formato dal bassista Michael Goldmann e dal percussionista Nicholas Stampf”, come riportano le note di sala. La Musica vince sempre. Renzo...

TOSCA – Teatro Regio di Torino 13 giugno 2026

TOSCA – Teatro Regio di Torino 13 giugno 2026
Questa volta racconto un fatto personale! Tanti, ma proprio tanti anni fa, ai tempi della rivoluzione studentesca culturale del ‘68 non ascoltavo né musica sinfonica, nè lirica … per il solo fatto che era ascoltata dai miei genitori e nonni, quindi per contrapposizione generazionale! Contrapposizione che si è sciolta ascoltando dall’autoradio estraibile Franco Corellli nel ‘Lucean le stelle’.. dalla Tosca di Puccini e con la musica lirica fu… AMORE A PRIMA VISTA! TOSCA – Teatro Regio Torino – 13 giugno 2026 Musica di Giacomo Puccini Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou Andrea Battistoni direttore d’orchestra Stefano Poda regia, scene, costumi, coreografia e luci Paolo Giani Cei regista collaboratore Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche Gea Garatti Ansini maestro del coro   Orchestra, Coro e Coro di voci bianche Teatro Regio Torino Nuovo allestimento Teatro Regio Torino In coproduzione con Аbау Kazakh National Ореrа Ekaterina Sannikova Floria Tosca Vincenzo Costanzo Mario Cavaradossi Claudio Sgura Scarpia Matteo Torcaso Il sagrestano Daniel Umbelino Spoletta Igor Durlovski Cesare Angelotti Eduardo Martínez Sciarrone Lorenzo Battagion Un carceriere Roberto Calamo Un carceriere   Tosca è un’opera lirica poeticamente feconda di arie divenute celebri ed amate in tutto il mondo! Chi non conosce ed ama «Recondita armonia», «Vissi d’arte», «E lucevan le stelle»? Come racconta lo stesso visionario realizzatore scenico in toto -regia, scene,costumi, luci, coreografia- ovvero il Premio Abbiati 2023 Stefano Poda, Tosca è ambientata tra il dualismo fra il settecento ormai decadente e l’ottocento dalle grandi speranze di rinnovamento civile e sociale in una romanità fatta di marmi e simbolismi.   Alla presentazione di questa edizione di Tosca, il Polo culturale Marengo con l’Unione giornalisti e i Comunicatori europei hanno consegnato a Poda ed al direttore musicale del Regio di Torino Andrea Battistoni, la Medaglia di Marengo a evidenziare il legame storico tra il libretto di Illica e Giacosa e la vittoria di Napoleone alla Mattaglia di Marengo il 14 giugno 1800. Il capolavoro pucciniano nell’arte di Stefano Poda in collaborazione con Paolo Giami Cei, diviene, se possibile, ancora più capolavoro, riuscendo con essenzialità a creare spettacolarità e visualizzare il dialogo tra un passato recalcitrante a finire e la contemporaneità che paga cari prezzi per realizzarsi; viene data una chiave di lettura affascinante e coinvolgente che trasporta lo spettatore in un mondo cognitivo ed al tempo stesso pura emozione travolto da una realizzazione spettacolare ed attrattiva sospesa in una costruzione impalpabile seppur definita. La Roma pontificia con una feroce polizia che reprime e sopprime i seguaci di Bonaparte e i loro sostenitori e collaboratori, è palcoscenico di un giallo storico ricco di colpi di scena amplificati dalla musica di Puccini che esalta ogni singolo personaggio ed offre ad ogni interprete la possibilità di esprimere vocalità e sentimento in unicum esaltante. Venendo a qualche dettaglio possiamo individuare al primo atto le teche delineate solo dai bordi illuminati con Santi e Madonna sovrastati da ologrammi classici tridimesionali in continuo avvicendamento, sempre rigorosamente bianchi per interrompere con classe e maestria l’uniformità del colore grigio nelle varie tonalità ed il marmo dei palazzi romani. Interessante la sintonizzazione tra i toni più bassi dell’orchestra con il colpo di cannone a fuoco. Nel secondo atto spicca il Papa re che con cenni di direzione d’orchestra e coro, con paludamenti preziosi sovrasta la scena ad imperare su tutto quando gli sottostà. All’ultimo atto interessante l’ologramma della sola ala bianca dell’angelo a simboleggiare l’intero palazzo e…colpo di teatro Tosca non si butta dal Castello, ma è una parete del castello che...

SIMONE RUBINO INTERVISTA

SIMONE RUBINO INTERVISTA
SIMONE RUBINO INTERVISTA Simone buongiorno, come va? Mi permette che le porga alcune domande in previsione del suo concerto allo Stresa Festival? Le anticipo che avevo avuto il piacere di ascoltarla in un concerto per Viotti Festival e di lei avevo scritto : “ottimo anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni.” Come nasce tutto questo?” tutto nasce dalla curiosità e dalla volontà di integrare diverse discipline? I suoi concerti sono un unicum per originalità, ricercatezza e fantasia, come è arrivato a questo punto ??? Credo molto nell’interdisciplinariertà e credo che alla base di ogni di ogni disciplina ci sia un punto in comune…la base è l’obiettivo della profondità, ovvero scavare fino alle radici: le radici dell’albero ovvero la vita, molto complessa da comprendere. Alla base delle varie discipline c’è una connessione e sono da sempre affascinato da questo e dalla spasmodica ricerca nell’individuare un punto di unione nelle varie discipline. Lei ha raccontato che ritiene che la voce umana, nella lingua italiana, sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali; La marimba, pur essendo a percussioni ha risonanze particolari… che orientamento ha? La lingua italiana è legata tra vocali e consonanti e la marimba pur essendo a percussioni è un idiofono quindi ha un suono determinato e risonanze lunghe. Nella fortuna che abbiamo noi nella lingua italiana parlata è che si tratta di una lingua melodica….non a caso il Belcanto nasce in italia. Nella nostra lingua abbiamo la prevalenza di molte vocali a differenza della lingua tedesca che ha molte consonanti nella stessa parola; le consonanti sono quello che danno struttura alla frase, ma ovviamente tolgono la parte melodica della lingua parlata. Le vocali, quando noi parliamo e le pronunciamo, tocchiamo le corde vocali e con il canto, quando si pronuncia una qualsiasi vocale si mettono in vibrazione le corde vocali, mentre le consonanti non si toccano quasi per nulla…(ad esclusione della consonanti deboli),creando così la dimensione ritmica delle vocali. La marimba come tutte le percussioni è strumento che emette uno o più suoni attraverso dei colpi. Il colpo è di per se la dimensione della lingua parlata….e quindi si arriva a fraseggiare con le sole consonanti, cosa molto difficile e nella marimba la cosa più difficile ancora che nel pianoforte, è il legato. Le note per poter essere legate hanno bisogno della stessa vocale e quindi tutto risulta più spezzato. Attraverso l’intelletto si può sincronizzare la percezione dell’orecchio e creare un crescendo di legare più note, si cambia la percezione dell’orecchio, manipolando l’attacco della consonante.   Credo che lei possa essere definito un musicista audace, che non teme l’innovazione o la sperimentazione pur di creare suoni affascinanti: da dove viene questa forte ispirazione? Non so da dove venga l’ispirazione, ma forse il tutto è determinato dal carattere e dalla voglia di continuare ad imparare e ricercare attraverso la sperimentazione, cercare continuamente nuovi suoni….   Per concludere con ironia, seppur rimanendo nel mondo della ‘bellezza’ lei preferisce i colori pastello o i colori shocking? Colori pastello probabilmente, anche se ho un certo fascino per il bianco e nero…mi piace molto pensare alla musica soprattutto tra gli opposti! Grazie per il tempo che ha dedicato a questo incontro ed arrivederci all’Isola Bella di Stresa il 28 agosto per ascoltare musica barocca nella sua proposta su...

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”
Un Festival ha nel suo obiettivo non solo quello di presentare persone e composizioni note, ma ancor più dare voce e spazio ai talenti emergenti che si stanno, a buon titolo, affermando… “RADICI” – STRESA FESTIVAL 2025 – Stresa Festival Hall- 23 luglio Simone Locarni project Artist in residence Javier Girotto – sax Michele Sannelli – vibrafono Antonio Palmieri – contrabbasso Antonio Marmora – batteria Simone Locarni – pianoforte Con Con “Radici” ha inizio il progetto dell’Artist in residence 2025 allo Stresa Festival, ovvero il giovane capace Simone Locarni, che interpretando lo spirito del festival ed il tema di questa edizione sviluppa il concetto di Lago, incontri condivisioni e gli interpreti di questa sera, pur avendo ‘radici’ diverse, decodificano elegantemente questo proposito ispiratore. Locarni, avvalendosi della collaborazione di Xavier Girotto, saxofonista monumento jazz e di altri validissimi concertisti, insieme a loro crea atmosfera avvolgente fatta di cinque suoni sensibilmente rispettosi uno dell’altro, della composizione e del pubblico. L’ensemble è avvincente e godibile, ed esprimere nuove emozioni su Girotto, un musicista conosciuto e stimato in tutto il mondo, diventa davvero difficile. Abbiamo anche apprezzato l’ascolto di un paio di sue composizioni. Michele Sannelli al vibrafono emette vibrazioni che risuonano nell’aria e colpiscono inevitabilmente i sensi del pubblico; Antonio Palmieri, figura discreta ed espressiva, aggiunge eleganza al concerto con il ritmo del suo contrabbasso. Antonio Marmora, a sua volta, è elogiato per la delicatezza con cui suona la batteria, dedicandosi a un unico assolo… in un concerto jazz! Il tocco puro di Simone Locarni e la partecipazione coinvolgente che dimostra con il suo strumento e la sua musica sono ammirevoli, così come il suo talento compositivo, che si rivela nel finale. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone credito fotografico Davide...