Stresa Festival 2026 – Isola Bella Salone Nuovo di Palazzo Borromeo – 27 agosto

Stresa Festival 2026 – Isola Bella Salone Nuovo di Palazzo Borromeo – 27 agosto
L’Isola Bella, forse la più conosciuta delle Isole Borromee sul Lago Maggiore, è sicuramente un luogo di magia e fascino… e quando alla meraviglia della costruzione e del cielo avvolgente si aggiunge la musica, l’incanto è davvero irretente.   DOLCE CANTAVI Ensemble Sjaella Marie Fenske, soprano Marie Charlotte Seidel, mezzosoprano Luisa Klose, alto Felicitas Erben, alto Helene Erben, alto H. PURCELL, A bird’s Prelude C. JANEQUIN, Le Rossignol C. SHAW, Dolce cantavi H. PURCELL, Thus the ever grateful spring (Spring)       Here’s the summer, sprightly, gay (Summer)      See my many coloured fields (Autumn)      Now winter comes slowly (Winter) MEREDI, Crystallized W. GUNN, What would Circe do? «La metà della mia voce è umana. L’altra metà parla come il muschio e i licheni e intona le canzoni dimenticate degli uccelli», così recita il testo riportato anche sul programma di sala della serata e certamente questa piccola frase racchiude l’essenza del concerto che spazia dalla voce umana alla voce della natura e degli uccelli facendo risplendere la tavolozza dei colori di brillantezze naturali ed evocazioni silvestri. Il concerto spettacolo si snoda tra sussurri ed echi lontani impreziositi da movimenti coreografici misurati, ben ritmati e cadenzati che sciolgono il fluire del canto, veleggiando tra colori ambrati e toni acuti, nell’ampiezza del Salone Nuovo dalle cui vetrate occhieggiano il lago e le luci della riviera opposta. Il programma si libra dal barocco al rinascimento per giungere al contemporaneo in un tempo magico e mistico che tra mille evocazioni giunge ad interrogare la Maga Circe. L’Ensemble Sjaella giunge da Lipzia e le sei donne che lo compongono (eleganti negli abiti Herno e poi quasi domenicane), percorrono un viaggio che fa risuonare e bisbigliare la Selva e giungono alle Isole greche ricche di miti e fantasie. Certamente la location, anche esaltata dall’Ensemble, ha favorevolmente contribuito alla riuscita fascinosa della serata, ma alla fine…come sempre scrivo: La Musica vince sempre Renzo Bellardone credit Stresa...

Fisarmonica nei secoli – Rocca di Angera – Stresa Festival 2017

Fisarmonica nei secoli – Rocca di Angera – Stresa Festival 2017
In un paesaggio fiabesco sulla rocca sopra la città di Angera sul Lago Maggiore si staglia la fortificazione che ospita musei e raccolte della famiglia Borromeo. L’incanto del luogo è bastante per una visita. Fisarmonica nei secoli Teodoro Anzellotti, fisarmonica J.J. FROBERGER –  Tombeau sur la mort de Monsieur Blancheroche (1652) T. HOSOKAWA, Slow motion J.P. RAMEAU, Pièces de Clavecin J. SCHÖLLHORN – „reprise“  (2017) X. DAYER – Cantus 6 (2017) N. VASSENA – palinsesto nero (2017) L. BERIO, Sequenza XIII (chanson)  B. BARTÓK, Sei Danze popolari rumene Sz 56 Consueto appuntamento festivaliero alla Rocca Borromea di Angera, dove nella sala della Giustizia si è potuto ascoltare l’inconsueta proposta di Teodoro Anzelotti alla fisarmonica;  l’accostamento di brani di epoche sostanzialmente diverse ha creato qualche perplessità venendosi ad interrompere una sorta di filo conduttore a favore di un concerto quasi sperimentale per un Festival come quello stresiano. L’interpretazione di Anzelotti è peraltro risultata di tutto livello, dove il virtuosismo e la consolidata confidenza con lo strumento hanno condotto a trarre delle bellissime armonie e delle interessanti tristi dissonanze o melanconiche sonorità organistiche. Le scene musicali sono molte: il surreale, quadri pastorali, danze gioiose e tristi momenti intimistici. Decisamente interessanti le Pièces de Clavecin di Rameau e le conclusive Danze Rumene di Bartòk ed apprezzata Slow Motion di Hosokawa per le dissonanze concettuali e le irruenti voci cavernose che popolano il brano. L’artista è stato generoso anche nell’offerta di bis. La Musica vince sempre. Renzo...

NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017

NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017
Per un festival, la location rappresenta sempre un punto di valenza. Nel caso dello Stresa Festival, il naturale paesaggio del Lago Maggiore imprime un tocco di eleganza raffinata e quando poi il concerto si tiene nel giardino della borromea Loggia del Cashmere all’Isola Madre, il gioco è fatto è la scenografia assicurata. NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017   Nella Pagina di presentazione del concerto sul libro di sala si legge l’accurata e puntuale considerazione di Luca Segalla che definisce la variegata scelta dei brani ‘un matrimonio possibile’: da Mozart, enfant prodige, fino al ‘Carnevale di Venezia’ di Arban. Il programma è davvero improntato alla libertà ed alla ricerca del piacevole intrattenimento offerto da professionisti di buon livello come il Gerschwin Quartet ed il super virtuoso trombettista Sergei Nakariakov. Nei brani di Mozart è di casa una vivace scorrevolezza che sfocia poi nel sapore leggermente frivolo e viennese di Kreisler.  Nella ‘Tarantella’ di Bὃhme prorompe il virtuosismo e la sorprendente agilità di Sergei Nakariakov. Nelle ‘Four Miniatures’ il quartetto d’archi espande la bellezza dei pizzicati ed i profumi d’oriente vengono intrisi di folcklore gitano. ‘Les chemins de l’amour’ di Poulenc proposti nella versione con filicorno mantengono dolcezza ed i sentimenti malinconici, abbandonati poi per i tanghi di Piazzolla e via via fino ai bis con una brillante ciarda di Monti. Affascinante la cornice del parco e gradevolissima la proposta, con la punta di eccellenza di Nakariakov. La musica vince sempre. Renzo...

STRESA FESTIVAL 2014 – L.V.Beethoven, Ultime Sonate

STRESA FESTIVAL 2014 – L.V.Beethoven, Ultime Sonate
Stresa Festival 2014 – 28 agosto Isola Bella Salone degli Arazzi  Paul Lewis pianoforte  Ludwing van Beethoven , ultime Sonate Sonate per pianoforte n. 30 in mi maggiore op. 109 n. 31 in la bemolle maggiore op.110 n.32 in do minore op.111   Le ultime Sonate di Beethoven costituiscono, oltre ogni ragionevole dubbio, uno dei più massicci monumenti di composizione musicale: ispirazione , polifonia ed eclettiche variazioni.  Paul Lewis ha saputo cogliere i molteplici momenti di poesia e sublimazione con salda tecnica, ammantata di sentimenti partecipati. Dolcezza ed irruenza, trasportati sulle più trasparenti ali, fino alle nubi più soffici e delicatamente colorate, ovvero fino al cielo. Bellissimi gli attacchi con ancora presente e vissuta la risonanza della nota precedente, ottimo l’uso dei pedali a creare morbidezze o troncature. L’interpretazione offerta da Lewis è sicuramente una delle più apprezzate dal pubblico stresiano, seppur abituato a grandi nomi e punte di eccellenza. Il concertista ha recentemente inciso per Harmonia Mundi l’integrale delle trentadue sonate per pianoforte di Beethoven, dichiarata da Gramophone come migliore registrazione dell’anno.  Con estrema semplicità, direi naturalezza, ha estratto lo spirito della scrittura e trasferito sulla tastiera attraverso un tocco avvincente.  La Musica vince sempre Renzo...