Stresa Festival 2026 – CAPRICCI – Isola Madre 22 luglio

Stresa Festival 2026 – CAPRICCI  – Isola Madre 22 luglio
L’appuntamento con il concerto all’Isola Madre è ormai tradizione per il Festival di Stresa e per i suoi affezionati spettatori. Da sempre la location ed il paesaggio di incredibile bellezza attraggono molti turisti, che si lasciano affascinare dalle Terre Borromeo e dalla musica… Stresa Festival 2026 – CAPRICCI – Isola Madre 22 luglio Kebyart Pere Méndez, sax soprano – Víctor Serra, sax alto Robert Seara, sax tenore – Daniel Miguel, sax baritono Il Concerto dello Stresa Festival 2026 all’Isola Madre è fluttuato dalla Suite in mi minore di J.P.Rameau ricco di danze e di piccoli brani con suoni particolari come il ‘Rapperl des Oiseaux’ che simulavano il canto degli uccelli, peraltro alternato ai paupoli lontani, ma striduli dei pavoni che popolano a suggestiva Isola Madre. A seguire la Fantasia in fa minore di Schubert, eseguita in modo sinfonico e molto interessante nella versione a quattro sax, ma decisamente più inaspettati e piacevoli i sette motivi che compongono ‘Capricci’ di J.Widmann, l’uno estremamente diverso dall’altro, ma tutti molto ascoltabili e fantasiosi. Quali bis il quartetto ha offerto da Gershwin ‘Summertime’ e poi il celeberrimo brano che Nino Rota compose per il film ‘La Strada’ di Federico Fellini. Kebyart è una formazione di quattro sassofonisti molto abili, proveniente da Barcellona, che nel suo repertorio spazia dalla musica antica a quella contemporanea interpretando con gusto e grande talento. Avvezzi a palcoscenici importanti e ad affrontare partiture inconsuete per il tipo di formazione, sono apparsi sicuri ed affiatati. La cornice di palazzo Borromeo è stata anche citata durante le presentazioni dei brani ed ovviamente la bellezza del luogo ha aiutato l’immersione nella musica e la condivisione di un momento significativamente apprezzato. La Musica vince sempre Renzo...

STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio

STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio
Uno degli appuntamenti che ci si aspetta dallo Stresa festival è il concerto al parco della Palazzola tra il verde dei prati e degli alberi, con uno squarcio di lago da cui occhieggia l’Isola Bella illuminata, dove le terre borromee diventano palcoscenico e protagonista . STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO Luca Sestak, pianoforte Michael Goldmann, basso Nicholas Stampf, percussioni Quando si dice “nato per il palcoscenico” è inevitabile pensare a Luca Sestak, poco conosciuto in Italia, ma assolutamente uno dei pianisti più veloci, interpretativi e virtuosistici ascoltati negli anni. Dalle tenerezze musicali più sensibili spazia fino agli uragani più tempestosi! Inatteso e gratificante il concerto proposto dal trio Luca Sestak (tutti molto bravi), spicca con assoluta brillantezza stellare il giovane compositore e pianista che risulta un bravo intrattenitore ed ottimo interprete. Volando sulla tastiera ed in assoluta sintonia con basso, contrabbasso e batteria catapultano lo spettatore nelle atmosfere del jazz, dal più caldo a quello bollente, lasciando fuori dalla porta il gelido di certe proposte jazz e lo trasportano dalle contaminazioni alle ispirazioni e variazioni sui temi celebri di grandi compositori di musica classica fino alla musica di Ray Charles dove Sestak ha addirittura cantato e bene! Le gags o meglio le intese e gli ammiccamenti tra il pianista e gli altri due interpreti hanno divertito il pubblico coinvolto dalle atmosfere evocate con ironia ed abilità. I temi e i tempi sono trasvolati da un sussurro di valzer a ritmi frenetici e scatenati! “Luca Sestak ha sviluppato uno stile unico, che fonde elementi di jazz,blues, funk e boogie woogie con musica classica e pop, esibendosi ben presto in tutto il mondo. Nel 2019 ha firmato un contratto discografico con Sony Music, intensificando la sua presenza nei più prestigiosi contesti internazionali. Questa sera si esibisce nel suo Trio formato dal bassista Michael Goldmann e dal percussionista Nicholas Stampf”, come riportano le note di sala. La Musica vince sempre. Renzo...

STRESA FESTIVAL 2026 – SHIRAZ – 13 luglio – Stresa Festival Hall

STRESA FESTIVAL 2026 – SHIRAZ – 13 luglio – Stresa Festival Hall
Quando una gloriosa consuetudine riprende a proporsi al suo pubblico sempre più internazionale, se ne può solo essere lieti perché mantiene vibrante la fiamma della cultura. Un plauso allo Stresa festival alla sua 65ma edizione! STRESA FESTIVAL 2026 – SHIRAZ – 13 luglio – Stresa Festival Hall   SHIRAZ Dhafer Youssef, oud, vocals  Daniel García Diego, pianoforte  Lilian Mille, tromba  Swaéli Mbappé, basso elettrico  Tao Ehrlich, percussioni   Shiraz, oltre che essere il titolo del’album musicale di Dhafer Youssef è anche il nome di una città iraniana oltre che di un vino pregiato derivante da un vitigno a bacca nera originario dell’antica Persia, in particolare della città di Shiraz. È un vino rosso intenso, apprezzato in tutto il mondo per il sapore ricco, complesso e strutturato, come le sonorità della Musica del concerto inaugurale. Dhafer Youssef  una delle voci musicali più particolari e significative del panorama musicale contemporaneo attraverso la sua arte ci ha riportato i profumi, i sapori e le atmosfere rarefatte o impetuose, oltrepassando i confini geografici e i generi musicali, inanellando sonorità che partono dagli abissi più profondi per raggiungere le vette più elevate. Avvolto dalla musica della sua terra d’origine, fin dai primi anni di vita, Dhafer nella nativa Tunisia ha incorporato le modulazioni della musica islamica, vivendola, rivivendola e riproponendola con grande spiritualità, senza esclusione di eccessi impetuosi; musica araba e musica contemporanea si fondono in un mix avvolgente di tradizione e futuro! Il concerto inaugura il festival jazz emusica di Dhafer spazia nel jazz, ma si ispira all’intima musica da camera, guarda al rock, senza sdegnare la musica elettronica. Oltre al canto Dhafer è anche interprete all’oud, un liuto a manico corto, senza tasti, considerato il “Sultano” degli strumenti musicali tradizionali arabi ed il significato etimologico è ‘legno’, dal materiale con cui viene costruito. “ A Stresa Youssef si presenta con una band di musicisti giovani, il pianista Daniel García, il trombettista Lilian Mille, il bassista Swaéli Mbappée il percussionista Tao Ehrlich. Shiraz, titolo del concerto, è il nome della moglie di Youssef alla quale l’artista tunisino ha dedicato il suo ultimo lavoro discografico… “La musica riflette ciò che Shiraz pensa e sente”, come riportato dalle note di sala. La Musica vince sempre. Renzo...

Il CAMPANELLO e DEUZ HOMMES UN FEMME Donizetti Opera 2025 – Teatro Sociale 28 novembre

Il CAMPANELLO e DEUZ HOMMES UN FEMME Donizetti Opera 2025 – Teatro Sociale 28 novembre
Tra gli obiettivi che un Festival di caratura come il “Donizetti Opera” si impone c’è anche la divulgazione artistica creativa, tra i giovani e con i giovani ed ecco che la partecipazione de ‘La Bottega Donizetti’ fa onore alla stagione festivaliera bergamasca ed anche la scelta di proporre sovente opere praticamente dimenticate anche dai frequentatori del teatro d’opera, aumenta il fascino dell’ascolto e della totale fruizione, apparendo la ‘riproposizione’ come un fatto nuovo per le nostre orecchie Il CAMPANELLO e DEUZ HOMMES UN FEMME Donizetti Opera 2025 – Teatro Sociale 28 novembre IL CAMPANELLO Farsa in un atto Parole e musica di Gaetano Donizetti con recitativi di Salvadore Cammarano Prima rappresentazione della nuova versione: Napoli, Teatro del Fondo, 23 maggio 1837 Edizione critica a cura di Ilaria Narici © Casa Ricordi, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo Cast  Direttore Enrico Pagano Regia Stefania Bonfadelli Scene Serena Rocco Costumi Valeria Donata Bettella Lighting design Fiammetta Baldiserri Assistente alle scene Marta Solari Assistente alle luci Veronica Varesi Monti Personaggi e interpreti Serafina Lucrezia Tacchi * Madama Rosa Eleonora de Prez * Don Annibale Pistacchio Pierpaolo Martella * Enrico Francesco Bossi * Spiridione Giovanni Dragano Orchestra Gli Originali Maestro al fortepiano Ugo Mahieux Coro dell’Accademia Teatro alla Scala Maestro del Coro Salvo Sgrò * Allievi della Bottega Donizetti DEUX HOMMES ET UNE FEMME Opéra-comique in un atto di Gustave Vaëz Musica di Gaetano Donizetti Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 7 maggio 1860 (come Rita, ou Le mari battu) Edizione critica a cura di Paolo A. Rossini, con la collaborazione di Francesco Bellotto © Casa Ricordi, Milano con la collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo Direttore Enrico Pagano Regia Stefania Bonfadelli Scene Serena Rocco Costumi Valeria Donata Bettella Lighting design Fiammetta Baldiserri Assistente alle scene Marta Solari Assistente alle luci Veronica Varesi Monti Personaggi e interpreti Rita Cristina De Carolis * Pepé Cristóbal Campos Marín * Gasparo Alessandro Corbelli  Orchestra Gli Originali Maestro al fortepiano Ugo Mahieux Coro dell’Accademia Teatro alla Scala Maestro del Coro Salvo Sgrò * Allievi della Bottega Donizetti Nuovi allestimenti della Fondazione Teatro Donizetti   Nel caso del dittico in cartellone, ascoltiamo la musica del più prolifico degli autori molto amati dal pubblico, cioè ‘Donizetti’ e vivendo la regia di Stefania Bonfadelli e del suo team creativo tutto al femminile, si apprezzano ne ‘Il Campanello’ i recitativi nientemeno che di Salvatore Cammarano e nel ‘Deux Hommes une femme, con testo originale in francese, la partecipazione di Alessandro Corbelli, mentore della Bottega Donizetti! La versione critica di Ilaria Narici porta sul palco l’edizione del 1837 e va segnalato che Donizetti non è solo l’autore della musica, ma anche del libretto rivelandosi artista a tutto campo. In questa stagione 2025 a Bergamo l’opera Deux hommes et une femme viene presentata nella versione originale. Nelle note del Donizetti Opera si legge .”Le opere sono entrambe in un atto ed entrambe incentrate sul triangolo sentimentale di una donna e due uomini: nel primo caso la giovane Serafina va in sposa allo speziale Don Annibale Pistacchio, ma l’amato Enrico, grazie a mille travestimenti, interromperà la prima notte di nozze suonando di continuo il campanello della farmacia; nella seconda opera la protagonista, Rita, è sposata in prime nozze con il violento Gasparo per poi unirsi in seconde nozze con il timido Pepé, credendo morto il primo marito. Il ritorno improvviso di Gasparo genera un “tira e molla” parossistico, in cui al centro finisce proprio la protagonista, dalla quale entrambi i mariti cercano in tutti i modi di liberarsi.” Sul podio il giovane e brillante direttore Enrico Pagano il quale dirige con piglio sicuro e gesto chiaro ed in totale sintonia con ‘Gli...

STRESA FESTIVAL. LONDON SYMPHONY ORCHESTRA – Festival Hall 6 settembre

STRESA FESTIVAL. LONDON SYMPHONY ORCHESTRA – Festival Hall 6 settembre
L’attesa e la conclusione: l’attesa è sempre carica di speranze, di ricerca di emozioni…forse di illusioni, immaginando mondi nuovi e ritrovo di quelli già vissuti! Oggi è il momento della conclusione che con soddisfazione ripercorre momenti di bella musica, con ambientazioni favolistiche e animo sereno, già in attesa della prossima edizione… STRESA FESTIVAL 2025 – LONDON SYMPHONY – 6 SETTEMBRE Stresa Festival Hall Mario Brunello, violoncello London Symphony Orchestra Antonio Pappano, direttore D. Šostakovič, Sinfonia n. 9 in mi bem. magg. op. 70 R. Schumann, Concerto per violoncello e orchestra in la min. op. 129 (trascr. Šostakovič) L. van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do min. op. 67 Il concerto di chiusura della 64ma edizione di Stresa Festival ha come protagonisti la London Symphony Orchestra diretta da Sir Antonio Pappano e il violoncellista Mario Brunello, Direttore Artistico del Festival. Questa sera,allo Stresa Festival, si registra il prestigioso ritorno della London Symphony, già ospite in passate edizioni diretta dal suo direttore principale Antonio Pappano. L’evento di assoluta importanza vede anche la partecipazione del Direttore Artistico del Festival Mario Brunello, grande interprete al violoncello e raffinato ricercatore di sperimentazioni e innovazione. Il concerto resterà nel ricordo e nei cuori degli spettatori che hanno omaggiato gli interpreti con una strepitosa standing ovation. Con Šostakovič certamente han vibrato le corde più profonde dell’animo per la poliedricità della scrittura che spazia dall’allegrezza alla drammaticità. In Shumann la cromaticità la fa da padrone e Brunello espone una tecnica da grande maestro ed una non comune sensibilità interpretativa. La quinta di Beethoven non richiede commenti se non che nell’esecuzione della London con Papano sono stati toccati vertici molto alti con sonorità espressive, descrittive, coinvolgenti da emozionare. Il Direttore artistico del festival e solista della serata il Maestro Mario Brunello ha colto l’occasione per ringraziare il pubblico, lo staff e ricordare i ‘bambini che scompaiono’ , a causa dei genocidi in essere e per ricordare tutti i popoli che subiscono violenze che non meritano, ha suonato un brano armeno; il maestro Pappano rifacendosi alle parole di ‘Mario’ ha diretto ‘Inno all’amicizia’. Serata indimenticabile dal punto di vista musicale e sensibile per tutti gli ‘arrivederci’ che si sono detti con l’affetto che nasce spontaneo tra chi vive le stesse emozioni. Grazie a tutta l’organizzazione al meraviglioso staff…. La Musica vince sempre Renzo Bellardone.   Credit fotografico : Lorenzo di...