STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio

STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO – Villa la Palazzola 17 luglio
Uno degli appuntamenti che ci si aspetta dallo Stresa festival è il concerto al parco della Palazzola tra il verde dei prati e degli alberi, con uno squarcio di lago da cui occhieggia l’Isola Bella illuminata, dove le terre borromee diventano palcoscenico e protagonista . STRESA FESTIVAL 2026 – LUCA SESTAK TRIO Luca Sestak, pianoforte Michael Goldmann, basso Nicholas Stampf, percussioni Quando si dice “nato per il palcoscenico” è inevitabile pensare a Luca Sestak, poco conosciuto in Italia, ma assolutamente uno dei pianisti più veloci, interpretativi e virtuosistici ascoltati negli anni. Dalle tenerezze musicali più sensibili spazia fino agli uragani più tempestosi! Inatteso e gratificante il concerto proposto dal trio Luca Sestak (tutti molto bravi), spicca con assoluta brillantezza stellare il giovane compositore e pianista che risulta un bravo intrattenitore ed ottimo interprete. Volando sulla tastiera ed in assoluta sintonia con basso, contrabbasso e batteria catapultano lo spettatore nelle atmosfere del jazz, dal più caldo a quello bollente, lasciando fuori dalla porta il gelido di certe proposte jazz e lo trasportano dalle contaminazioni alle ispirazioni e variazioni sui temi celebri di grandi compositori di musica classica fino alla musica di Ray Charles dove Sestak ha addirittura cantato e bene! Le gags o meglio le intese e gli ammiccamenti tra il pianista e gli altri due interpreti hanno divertito il pubblico coinvolto dalle atmosfere evocate con ironia ed abilità. I temi e i tempi sono trasvolati da un sussurro di valzer a ritmi frenetici e scatenati! “Luca Sestak ha sviluppato uno stile unico, che fonde elementi di jazz,blues, funk e boogie woogie con musica classica e pop, esibendosi ben presto in tutto il mondo. Nel 2019 ha firmato un contratto discografico con Sony Music, intensificando la sua presenza nei più prestigiosi contesti internazionali. Questa sera si esibisce nel suo Trio formato dal bassista Michael Goldmann e dal percussionista Nicholas Stampf”, come riportano le note di sala. La Musica vince sempre. Renzo...

SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE

SIMONE LOCARNI, UN IRIDISCENTE RIFLESSO MUSICALE
Maestro Locarni buongiorno, come sta? Mi permette alcune domande sul suo coinvolgimento allo Stresa Festival, con il Trittico da lei pensato e che culmina con “Suite for a Lake”? Se ho ben inteso dalla presentazione che ha fatto diciamo che il lago, l’acqua hanno sensibilmente influenzato la sua vena artistica. Buongiorno Renzo, felice di risentirci! Sì senz’altro, il lago e l’acqua sono parte integranti della mia vita ancor prima che della mia musica, sono nato e cresciuto a Mergozzo a pochi passi dal lago omonimo e per me è sempre stato uno specchio, uno spazio che non significa soltanto estate o vacanze ma uno spazio vero, concreto, che è parte della vita di tutti i giorni per tutto l’anno. Per me è stato quindi naturale pensare questa mia collaborazione con Stresa Festival in forte connessione con il lago, inteso sia come tematica che come spazio, tant’è che due dei tre concerti che mi vedranno impegnato si svolgeranno proprio sull’Isola Bella e non sulla terraferma. Il lago che ospita questo Festival importante, intendo che lo vive come ponte di comunicazione, dialogo, incontro e scambio… Per me il lago è sempre stato uno spazio di frontiera e non di confine, una sorta di elemento “terzo” che è lì per unire e non per dividere: proprio per questo in Suite for a Lake ho voluto dare una visione totalizzante del lago, in cui trova spazio non soltanto la sponda piemontese ma anche quella lombarda e persino le montagne, spesso viste come opposte al lago e che io ho sempre visto invece come fortemente complementari. I concerti sull’isola con Girotto e Galliano vogliono per l’appunto sottolineare i concetti di incontro e di scambio, in entrambi i casi uno scambio tra culture, età e influenze diverse ma che insieme possono dare vita a qualcosa di davvero affascinante e inedito. Dal Conservatorio G. Verdi di Milano con ‘pianoforte classico’ al jazz: è stato amore a prima vista o le emozioni hanno gradualmente creato l’innamoramento? Il percorso classico e quello jazz per me in realtà sono sempre stati complementari dai 13 anni in avanti, quando ho iniziato parallelamente al conservatorio a studiare jazz prima con Lorenzo Erra e poi con Ramberto Ciammarughi. L’innamoramento è stato senz’altro graduale ed è stato indirizzato più verso l’improvvisazione che per una forma di jazz in particolare, nel senso che gli amori veri e propri – come quelli per Paul Bley o per Keith Jarrett – sono arrivati più con l’adolescenza, prima ricordo solo una fascinazione totale verso l’improvvisazione in sé, verso l’idea che la musica potesse manifestarsi non solo necessariamente solo dentro il pentagramma e nei libri ma anche al di fuori, in uno spazio libero. Per chiudere in allegria e pensando ai progetti futuri, magari già in cantiere, nelle prossime composizioni ci sarà più “dolce o più salato”, oppure…. In questo momento della mia carriera mi sento decisamente in un periodo d’acqua “dolce”, ricco di sperimentazioni e di colori a me nuovi come infatti questa Suite, che attinge quasi più dal linguaggio e dalla composizione classica che da quella jazzistica. Nel futuro c’è sicuramente la volontà di portare avanti questo progetto dal vivo e chissà magari anche in studio, mentre nel futuro più prossimo è in uscita nella prossima primavera un disco in duo con il grande trombettista inglese Tom Arthurs, prodotto da Mario Caccia per Abeat Records. Per il resto, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuova musica! Grazie per il tempo concesso con un arrivederci...

PATHS CROSSING – TRAIETTORIE INCROCIATE allo STRESA FESTIVAL 2018

PATHS CROSSING – TRAIETTORIE INCROCIATE allo STRESA FESTIVAL 2018
TRAIETTORIE che si incrociano, eventi unici, un Festival di portata internazionale, vanto per la nostra Regione ed il nostro territorio..ovvero per la nostra Italia!!! Isola in Festival, Colonne sonore Sabato 14 luglio, dalle ore 19.30 Isola Bella Vinicio Capossela, Orchestys Martedì 17 luglio, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Ambrose Akinmusire Quartet Mercoledì 18 luglio, ore 21.00 Stresa, Lungolago La Palazzola Fabrizio Bosso Quartet e Paolo Silvestri Ensemble Giovedì 19 luglio, ore 21.00 Stresa, Lungolago La Palazzola Steve Coleman and Five Elements Venerdì 20 luglio, ore 21.00 Stresa, Lungolago La Palazzola Ute Lemper, Last Tango in Berlin Sabato 21 luglio, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Isola in Festival, Anni Ruggenti Sabato 14 luglio, dalle ore 19.30 Isola dei Pescatori Frank Zappa, The Yellow Shark Ensemble dell’Accademia Teatro alla Scala, Järvi Martedì 24 luglio, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Invenzioni a due voci Carofiglio, Petrella Mercoledì 25 luglio, ore 18.00 Stresa, Regina Palace Hotel Different worlds Arte Quartett Giovedì 26 luglio, ore 20.30 Isola Madre, Loggia del Cashmere Omaggio a Pina Bausch Matita e fumo… di volta in volta una canzone Venerdì 27 luglio, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Da Nina a Lucia, la pazzia all’opera Accademia di canto, concerto degli allievi Giovedì 23 agosto, ore 21.00 Stresa, Regina Palace Hotel Happy birthday, Lenny! Seong-Jin Cho, European Union Youth Orchestra, Noseda Venerdì 24 agosto, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi Concerto di apertura Lenny is on the town again Moisés P. Sánchez Ensemble Sabato 25 agosto, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Pictures of America Dessay, Paris Mozart Orchestra, Gibault Domenica 26 agosto, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi Madrigali a Palazzo Concerto Italiano, Alessandrini Martedì 28 agosto, ore 20.30 Isola Bella, Salone degli Arazzi Budapest Festival Orchestra & Fischer Landshamer, Budapest Festival Orchestra, Fischer Mercoledì 29 agosto, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi Haydn sacro Quatuor Hermès Giovedì 30 agosto, ore 20.30 Isola Bella, Salone degli Arazzi Metti una sera al cabaret Crippa, Stresa Festival Ensemble, Coelho Venerdì 31 agosto, ore 20.00 Verbania, Il Maggiore Bach incontra Pärt Ars Cantica Choir, Järvi Instrumentalists, Berrini Sabato 1 settembre, ore 21.00 Stresa, Chiesa San Ambrogio Musica per organo tra passato e futuro Bernard Foccroulle Lunedì 3 settembre, ore 20.00 Stresa, Chiesa S. Ambrogio Un film per Il Cavaliere della Rosa Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Strobel Martedì 4 settembre, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi Suite per violoncello solo (I) Asier Polo Mercoledì 5 settembre, ore 20.30 Leggiuno, Eremo S. Caterina del Sasso Suite per violoncello solo (II) Asier Polo Giovedì 6 settembre, ore 20.30 Leggiuno, Eremo S. Caterina del Sasso Danzando con Debussy Giovanni Bellucci Venerdì 7 settembre, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi Gershwin: tre preludi Emanuele Ferrari, lezione concerto Sabato 8 settembre, ore 21.00 Stresa, Regina Palace Hotel Peter Pan a Broadway Zavalloni, Ulivieri, Preziuso, Filarmonica TRT, Ars Cantica Choir, Noseda Domenica 9 settembre, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi È possibile acquistare tutti i biglietti e gli abbonamenti tramite la biglietteria online. Dal 16 aprile aprirà la biglietteria in via Carducci 38 a Stresa da lunedì a venerdì 9.30-12.30 / 15.00-17.30 Info: boxoffice@stresafestival.eu | +39...

STRESA FESTIVAL 2016 – MIDSUMMER JAZZ CONCERT

STRESA FESTIVAL 2016 – MIDSUMMER JAZZ CONCERT
STRESA FESTIVAL 2016 – MIDSUMMER JAZZ CONCERTS AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI Martedì 19 luglio – il MAGGIORE – VERBANIA Cristina Donà, voce e chitarra Rita Marcotulli, pianoforte Enzo Pietropaoli, contrabbasso Fabrizio Bosso, tromba Javer Girotto, sax Saverio Lanza, chitarra elettrica Cristiano Calcagnile, batteria e percussioni Amore che vieni, amore che vai Fabrizio De André le donne e altre storie Ute Lemper sta a Bertold Brecht, così come Cristina Donà sta a De André. E dopo questa riflessione parrebbe quasi inutile parlare di emozioni, sensazioni e colori d’atmosfere crude ed al tempo stesso sensibili. Gli artisti di provata bravura  e consolidata fama, non necessitano certamente di presentazione alcuna, fatta eccezione per il fuoriclasse Pietropaoli che doverosamente bisogna segnalare per essersi esibito con il basso (chitarra) e non con il contrabbasso. Come nella  migliore tradizione jazz gli applausi rimarcanti il bello degli assolo non sono mancati, ma sento il bisogno di sottolineare ed evidenziare la presenza da grande ‘belva da palcoscenico’ di Cristina Donà che con vero fair play e forte impatto complessivo ha intrattenuto il pubblico tra una storia di donna e l’altra. Non sono mancate la storica ‘Storia di Marinella’ dove gli strumenti sono entrati uno ad uno in una sorta di rituale, oppure ‘Bocca di Rosa’ narrata seduta su una sedia a centro palco. L’ospitante’ MAGGIORE’ di Verbania, si è rivelato un apprezzabile contenitore per la musica, lo spettacolo e le emozioni. VENERDI’ 22 LUGLIO HOTEL REGINA PALACE – SALA BACCARAT Jack DeJohnette, batteria e pianoforte Matt Garrison, basso Ravi Coltrane, sax Colori avvolgenti e sottolineanti le essenziali ed intimistiche atmosfere della batteria soft insieme alle tenui variazioni del sax danno inizio al concerto con i suoni staccati del basso elettrico. Il segno che contraddistingue tutto il concerto è l’assoluto ‘linguaggio diverso’ che va alla ricerca di sonorità inconsuete (seppur non nuove) con allungamenti e attese in un accorto e misurato crescendo di volume e livello emozionale. I brani prevedono quasi sempre un inizio con pochi ed apparentemente slegati tocchi di bacchette con graduale inserimento del sax e del basso in una sorta di lenta introspezione musicale. Dejhonette non si risparmia neppure con qualche accenno al pianoforte nel terzo brano proposto, dove esibisce scioltezza in improvvisazioni accurate. Il linguaggio proposto sottintende una meticolosa ricerca, ma l’ascolto non è immediato e talvolta risulta criptico. Se una riflessione azzardata è consentita mi sorge un parallelo con i primi ascolti delle composizioni di Pierre Boulez che apparivano come ‘strane’, ma che poi nel tempo sono divenute familiari. SABATO’ 23 LUGLIO HOTEL REGINA PALACE – SALA BACCARAT Carla Bley, pianoforte Steve Swallow, basso Andy Sheppard, sax soprano e tenore Musica lieve che avvolge ed a sua volta accarezzata da atmosfere fatte di leggerezza tenue ed appena sfumata. La melodia del sax  è dolce ed i ritmi garbati del basso sono scanditi dall’accompagnamento essenziale del pianoforte.. Le composizioni di Carla Bley sono caratterizzate da note pulite e ben chiare che si amalgamano in una miscellanea di colori eleganti e raffinati, come è la stessa autrice, pianista. Swallow, già apprezzato nel recente  passato allo Stresa festival, si è riproposto con ancor maggiore serenità ed amore per quello che suona ed in totale sintonia con la Bley e con Sheppard al sax soprano e tenore.   Domenica 24 luglio – Stresa, Lungolago La Palazzola                                             Roberta Gambarini Band Roberta Gambarini, voce Justin Robinson, sax alto e flauto Sullivan Fortner, pianoforte Ameen Saleem, basso Quincy Phillips, batteria     Roy Hargrove Quintet Roy...

MISUMMER JAZZ CONCERTS -Stresa Festival 2015

MISUMMER  JAZZ  CONCERTS -Stresa Festival 2015
  MIDSUMMER JAZZ CONCERTS – STRESA FESTIVAL 2015   Nella suggestiva cornice del lago Maggiore e nell’elegante giardino di Villa La Palazzola a Stresa, con vista sulle spettacolari isole borromee  illuminate, anche nel 2015 si concretizza la sezione jazz dell’internazionale Stresa Festival 2015. Ecco un souvenir dei concerti ascoltati.   22 agosto Paolo Fresu Devil Quartet foto di Lorenzo di Nozzi     Paolo Fresu, tromba – Bebo Ferra, chitarra – Paolino Dalla Porta, contrabbasso – Stefano Bagnoli, batteria Brani composti per l’auspicata pace tra Israele e Palestina (Motu perpetuo) ispirazioni a tutto tondo alla ‘Follia barocca’ con sonorità provocatoriamente inconsuete e suoni acusticamente prolungati come voci spaceless hanno caratterizzato il favoloso concerto inaugurale dei Midsummer Jazz 2015. Puntando la tromba o il filicorno verso gli altri strumenti Paolo Fresu crea dialoghi sonori dai riverberi classici atemporali impregnando il jazz di contaminazioni swing, soul e poesia pura come al ‘E se domani’ che si ricorda per l’eccellente interpretazione di Mina. Assoli struggenti e pirotecnici con momento onirico da ‘Satisfaction’ dei mitici Rolling Stones, tribute a Chet Baker fino alle ninne nanne composte da Paolo Fresu alla nascita del suo ultimo bimbo. 23 luglio Uri Caine Ensemble plays Gershwin – Rhapsody in blue foto di Roberto cifarelli  Uri Caine, ianoforte – Joyce mmann, violino – Mark Helias, rabbasso – Jim Black, batteria – Ralph Alessi, tromba – Chris Speed, sassofoni – Theo Bleckmann, voce – Barbara Walker, voce Irruente concerto ricco di improvvisazioni, intrusioni, dissonanze e atipiche sonorità. pur sconfinando in altri generi musicali  la linea jazz è persistente ed esalta Gershwin e le replicate note del fil rouge bagaglio di ogni memoria musicale. Interessante la composizione orchestrale e validi gli interpreti di comprovata bravura che spicca negli assolo tipici del genere. Le voci impreziosiscono certamente l’offerta e se quella di Theo Bleckmann è a tratti confidenziale in un soft melodico ed a tratti emissione di suoni d’accompagnamento, quella di Barbara Walker è aggressiva e graffiante: la classica voce nera dai sapori di certa musica Usa degli anni di Gewrshwin. 25 luglio – ore 18.30 Michel Portal & Vincent Peirani  Michel Portal, sax soprano e clarinetto,  Vincent Peirani, fisarmonica Ensemble decisamente interessante quello di Portal e Perirani; il primo vanta un lungo percorso in svariati ambiti musicali, il secondo- molto più giovane- vanta studi in clarinetto, ma è con la fisarmonica che sta ottenendo un grandioso successo. Il concerto si espande con ricordi di valzer francesi, profumi d’oriente e ritmi di danze slave fino al ‘Cuba si, Cuba no’ di Portal ed un tribute al grande Duke Ellington. Suoni molto affascinanti ed equilibrati in virtuosismi da entrambi gli strumenti. 25 luglio – ore 21.00 Dave Holland Quartet foto di Susy Mezzanotte                     Dave Holland – contrabbasso, Chris Potter –  sax, Lionel Loueke –  chitarra, Eric Harland – batteria Virtuosismi  iperbolici, mix di ricercatezze ed assoluto fascino per l’ensemble di Dave Holland che spazia da una iniziale quasi classica liricità, per giungere alla contemporaneità; l’estro dei musicisti –tutti famosi e di eccelsa bravura- trova naturale sfogo nella proposta musicale senza soluzione di continuità, scandita sola dagli assolo e dagli insieme. Potter è indubbiamente uno dei sax più celebrati nel panorama jazzistico internazionale, D.Hollande è simbolo di un’epoca; i giovani L.Loueke incanta con gli accordi chitarristici inconsueti mentre E.Harland cattura e attrae con l’eclettica quanto ritmata batteria. La Musica vince sempre. Renzo...