UTE LEMPER – Stresa Festival 2019

UTE LEMPER – Stresa Festival 2019
Artisti si nasce….artisti si diventa! Certamente la vena artistica è nel Dna alla nascita, ma se trascurata, dimenticata, sopraffatta da altre pulsioni, magari si affievolisce, si attenua e scompare. Se per contro la si foraggia, coccola e la si implementa di studio, dedizione, prove su prove, sacrificio ecco che può esplodere fino a diventare la luce intensa di una stella nel firmamento dell’arte ! UTE  LEMPER – Stresa Festival 2018  Il Maggiore 21 luglio   LAST TANGO IN BERLIN ! Già il titolo della performance stimola  fantasie e  visioni oniriche che incontrollate  vagano tra aerei spazi emotivi e cerebrali! Ute Lemper è diva, ma non diva d’immagine, bensì diva di sostanza! Raggiunta ormai una meravigliosa maturità artistica, non ricorre a facili giochetti per attrarre il pubblico, ma fasciata in un abito nero luccicante, sinuosamente ondeggia, si immedesima e si offre al suo pubblico: si perché dopo pochi minuti, anche chi la incontra per la prima volta è già il suo pubblico…. Tanghi e dintorni spaziano da una latitudine all’altra, con una traslazione in mondi paralleli  fatti di storie ‘uniche’, uguali in tutte le parti del mondo. Ed ecco le atmosfere rarefatte intrise di vita e di sensualità create da Ute Lemper che canta di ‘illusioni, sogni e progetti’ nelle lingue originali della scrittura: ‘Ne me quitte pas’ e l’angoscia struggente rimanda a quella Voix Humaine di Poulenc e poi Edith Piaf, Charles Trenet fino a consumarsi nell’esplosione di Mackie Messer di Brecht-Weill ‘  Und der Haifisch, der hat Zähne…’ e qui lei sussurra e fischietta ed il pubblico spontaneamente inizia a cantare sottovoce….. in un’atmosfera rarefatta e  surreale che riporta alle emozioni di quasi 100 anni fa….. Bandoneon, contrabbasso, pianoforte e tastiera, insieme a sedia, sgabello e boa rossi,  hanno accompagnato l’esibizione di un mito del palcoscenico, che resterà  nella memoria di chi ha vissuto l’esperienza. La Musica vince sempre. Renzo...

STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018

STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018
Ogni periodo storico è caratterizzato da una propria avanguardia nei vari campi dell’arte ed anche la musica non sfugge a questa legge del divenire. La nostra epoca si caratterizza per le incertezze politiche ed economiche, per i disagi sociali ed anche chi non soffre di problemi esistenziali vive comunque contornato da atmosfere di incertezze. STEVE COLEMAN AND FIVE ELEMENTS – Stresa Festival 2018   Causa maltempo, la prevista suggestiva location del concerto, ovvero i giardini di Villa la Palazzola sul lungo lago di Stresa, ha dovuto essere sostituita con l’altrettanto elegante Hotel Regina Palace. Strepitosi strumentisti e vocalist formano questo gruppo che propone un genere afro americano di tutta innovazione, caratterizzato dal ripetersi all’infinito dello stesso motivo, interrotto e caratterizzato alternativamente da uno degli strumenti, sovente la batteria; L’ossessiva ripetizione crea pochissimi momenti di ‘pausa d’attenzione’, mentre esprime allegria e vivacità, con apparizione di melodie e citazioni dai canti delle piantagioni, piuttosto che dai canti tribali ed addirittura si rinviene una citazione di Harry Belafonte. Gli strumentisti sono eccezionali a partire dal leader al sax  e poi una tromba piena di vita, una chitarra basso che ritma vitalmente, il giovane batterista che ha impressionato per l’agilità e velocità, ma il grande fascino arriva dalla voce solista che affronta impervie improvvisazioni apparentemente senza prendere fiato per molto tempo: velocità di parola, variazioni costanti, improvvisazione, solo suoni in un affrettarsi che richiama il rap, lo spiritual  ed il jazz di pura avanguardia. Il genere è particolarissimo e comprendo che non possa piacere a tutti (come tutte le  nuove   proposte), ma di fronte alle abilità non ci si può che inchinare!   La Musica vince sempre. Renzo...

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018
Il Maggiore: questa recente struttura per eventi, direttamente sulle rive del Lago Maggiore a Verbania, sta prendendo sempre più vita, con una corposa rassegna teatrale ed ospitando eventi internazionali come lo Stresa Festival.   VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018   VINICIO CAPOSSELA Danze, salti, onde dei tre tempi Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini Direttore Stefano Nanni   Un cantastorie fantasmagorico, affabulatore ed incantatore, ovvero Vinicio Capossela, si è esibito sul palco del Maggiore di Verbania, cambiando cappelli, abiti, mantelli e facendo ritmare con le mani e ballare tutto il pubblico in sala. Standing Ovation assicurata per questo funambolico interprete che con  la voce attraversa tutta la policromia, dai colori profondamente ambrati fino ad elevarla allo stridente acuto ed il tutto per amplificare scenicamente il travolgente spettacolo. Capossela trasmette allegria pura, senza dimenticare una sottile vena di malinconia poetica e senza dimenticare l’anima di uomo che certamente ha vissuto e che qui racconta quasi  sussurrando  di ‘Labirinti dell’attesa di cui è composta la vita’ e narra di ‘sirene che non hanno nè coda nè piume e che non cantano il futuro’ . Il successo garantito già sulla carta è stato convalidato dalla presenza della corposa Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal simpatico, oltre che bravo Stefano Nanni. Con gesto chiarissimo e morbidamente ampio ha diretto puntualmente ed armonicamente, facendo anche da comprimario in alcuni momenti dello spettacolo.   La Musica vince sempre Renzo...

Conquiste e dialoghi – Stresa Festival 2017

Conquiste e dialoghi – Stresa Festival 2017
Senza volare fino in Spagna, con questa serata di veho flamenco si è fatto un tuffo nel mondo passionale e melodico dalle tipiche sonorità. Conquiste e dialoghi Arcángel, cantaor de flamenco Patricia Guerrero, bailaora de flamenco Miguel Ángel Cortés, chitarra flamenca Agustín Diassera, percussioni Accademia del Piacere Marivi Blasco, soprano Rami Alqhai, viola da gamba Johanna Rose, viola da gamba Juan Ramón Lara, violone Miguel Rincón, chitarra barocca Fahmi Alqhai, viola da gamba e direzione Las idas y las vueltas: musicas mestizas Musica barocca dell’era coloniale in dialogo col flamenco Las tierras & las raíces Improvisación sobre La Spagna, Toná, Romance del Rey Moro, Las morillas de Jaén & Jaleos Músicas mestizas Folías, Vidalita, Siguiriya Las danzas Xácara & Bulería: No hay que decirle el primor, Guaracha & Guajira Archi  in continuo e percussioni evocanti voci lontane fino ad  un ritmo che scandisce il tempo del brano: questo l’inizio del concerto con quasi subito il canto di Arcangel con voce potente e dal tipico tono melodico.  Il flamenco è da considerarsi uno stile di vita. Nasce come canto, senza musica (a palo seco) e  chitarra e danza si aggiunsero in seguito: ecco infatti che la voce di Arcangel è dominante ed agile nelle modulazioni e ben estesa, in duetto con la potente voce, facile all’estensione ed agli acuti, del soprano Marivi Blasco. Ben differente dalla visione stereotipata del flamenco proposto ai turisti, anche la danza di Patricia Guerrero è sofferta e fatta di grandi abilità; scompaiono i facili abiti, in versione essenziale e moderna, che in un caso conta addirittura il colore viola, proprio a scacciare gli inutili fantasmi di vecchie credenze teatrali. I musicisti sono veramente tutti abili, con un accento sulle percussioni e sulla viola da gamba. Il corpo balla, il flamenco racconta e La Musica vince sempre. Renzo...

AMLETO e CLASSICITA’- Il Maggiore 26 agosto 2017

AMLETO e CLASSICITA’-  Il Maggiore 26 agosto 2017
‘Amleto’ è probabilmente una delle figure più conosciute al mondo, anche per chi poco interesse nutre per la lettura, l’arte teatrale; si tratta di un lavoro talmente interessante che  è stato portato in scena innumerevoli volte sui palcoscenici di tutto il mondo e tradotto in tantissime lingue, oltre ad incontrare fortuna anche nelle trasposizioni sul grande schermo. Le musiche da scena oggetto del programma di stasera si riferiscono proprio all’omonimo film di Kozintsev sulla traduzione addirittura di Boris Pasternak. Impossibile non subire il fascino dell’attrazione. AMLETO e CLASSICITA’ Olivia Manescalchi, voce recitante alTREtracce, teatro d’ombra Stresa Festival Orchestra Daniele Rustioni, direttore Programma W.A. MOZART, Sinfonia n. 31 “Paris” S. PROKOF’EV, Sinfonia Classica D. SHOSTAKOVICH, Hamlet op. 32a – musiche di scena* *Testo originale e drammaturgia di Monica Luccisano La prima parte del programma prevede la sinfonia n. 31 in re maggiore ‘Paris’ di Mozart che trasuda prima dolcezza e poi vigore in un crescendo gioioso e fortemente emozionale. Segue poi  la Sinfonia Classica di  Prokof’ev che espande brillantezza e temperamento in una elegante e raffinata narrazione fatta di pizzicati e sonorità squillanti. Ottima la direzione di Daniele Rustioni, decisamente apprezzato per i ritmi serrati ed i tempi veloci che hanno impresso sapore e vitalità a pagine di una bellezza infinita; queste ricchezze interpretative si sono amplificate ancor più in Hamlet op 32, dove  Rustioni ha saputo trarre delle bellissime ricercatezze scevre da inutilità, ricche invece  di profondità e forte comunicazione. La partitura di Shostakovich è tale meraviglia che nonostante la ricercatezza dei testi di Monica Luccisano e l’ottima interpretazione di Olivia Manescalchi,  induce a pensare che tale bellezza musicale bastava a se stessa, senza null’altro! Quale oggetto visivo a narrare Hamlet anche il teatro d’ombra di  alTREtracce in un susseguirsi di immagini in ombra con luci diverse. Il concerto si è rivelato decisamente importante e decisamente apprezzato da un pubblico che non ha lesinato i consensi. La Musica vince sempre Renzo Bellardone La foto inserita nell’articolo è tratta dalla prova...