FRANCISCO GATELL riceve il premio Aureliano Pertile

FRANCISCO GATELL riceve il premio Aureliano Pertile
Il tenore FRANCISCO GATELL il 28 ottobre 2015 al Teatro Alfieri di Asti riceve il prestigioso riconoscimento intitolato ad Aureliano...

ROBERTO FORES VESES allo Stresa Festival 2015

ROBERTO FORES VESES allo Stresa Festival 2015
Carissimo Roberto è un piacere ritrovarti in Italia ed allo Stresa Festival. Poco fa, alla fine della prova, ti ho sentito parlare in ottimo francese: merito del tuo incarico di direttore dell’orchestra d’Auvergne che dirigi dal 2012?  Probabilmente si, ma ti racconto un po’ come sono capitato in Francia: quasi  per  caso. Dopo essere già stato vincitore del Concorso Luigi Mancinelli di Orvieto, nel 2007 avevo  vinto il concorso ‘The Evgeny Svetlanov International Conducting Competition’. Quel concorso si teneva con giuria bellissima, da Vladimir Davidovich Ashkenazy al direttore del Bolshoi: quella era una fantastica vetrina ed una  agenzia francese, presente, mi ha individuato e proprio loro  hanno deciso un po’ il mio destino francese. In giuria c’era direttore dell’opera di Montpellier ed ha detto ‘questo è direttore d’opera’. Inoltre in  Francia c’è un ‘Centro nazionale per la diffusione della lirica’ diretto da Raymond Duffaut che oltre a questo dirige anche il Festival d’Orange  e si occupa della lirica in  Avignone ed è una personalità nella  produzione di opera lirica in Francia.  Sono stato scelto per dirigere un ‘Viaggio a Reims’ che poi ha toccato i teatri di tutta la Francia.: ho avuto molto soddisfazione anche perché è un’opera veramente adatta ai giovani; come sai anche a Pesaro è l’opera che viene messa in scena ognoi anno dall’accademia e poi rappresentata durante il Rof.  Poi Raymond Duffaut mi a chiesto di dirigere ‘Cenerentola’ ad Avignone e poi venduta anche a  Vichy città termale di sapore liberty e con un teatro molto bello, una era bomboniera con un’acustica impressionante. ‘Cenerentola’ è stata  in Avignone con orchestra d’Auvergne che incontro per la prima volta. Fin dalle prime battute penso ‘ caspita ma questi suonano bene, sono  molto bravi e quanto sono  disponibili’. Subito nasce un feeling importante. L’anno dopo sono stato invitato per un sinfonico e gli orchestrali hanno detto: ‘vuoi restare’ noi vogliamo te !’  E’ un’orchestra che chiede di lavorare e lavoravano per sezioni alla ricerca di pulizia musicale per arrivare a prodotto eccellente. Così son diventato il loro direttore. Oramai sono tre anni che sono li per tre o quattro  mesi all’anno ed ogni anno facciamo anche ‘opera’ alla continua ricerca di flessibilità. Giro molto il mondo, ma in Francia ovviamente c’è visibilità ed ecco che ho imparato il francese e lo parlo volentieri. Mi sembra che parli bene anche l’italiano Cerco di comunicare in italiano, inglese, ovviamente la madre lingua ‘spagnolo’ e  parla anche in russo dopo tutti gli anni vado  in Russia, da quando studiavo in Helsinki ed  in sole quattro ore di treno andavo sovente a San Pietroburgo  al  Mariinsky, ad ascoltare tutto quello che ho  potuto.…  Poi dopo aver girato il mondo ecco che capiti a Stresa ed ancora un oncontro con Noseda:  Noseda prima del 2000 aveva vinto, poco più che trentenne, un concorso in Spagna; in quel tempo io suonavo il violino in orchestra sinfonica a  Valencia, mia città natale.  Avevo  studiato violino  con Anahi Carfi, spalla alla Scala  a Milano e quindi parlavo in italiano. Un giorno arriva quel giovanotto a dirigere  e ‘caspita che bravo’ ! Doveva restare una sola settimana, ma a causa di una indisposizione dell’altro direttore è stato richiesto a Noseda di prolungare la usa permanenza. Ad inizio carriera lui era libero e si è fermato anche per la seconda settimana, mi sono avvicinato ed abbiamo parlato. Da allora  e venuto per diversi anni. Mi ha apprezzato e siamo diventati amici. Allora non pensavo neppure alla direzione ed amavo...

BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA

BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA
BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA Berlino, Philharmonie,  25 maggio 2015 Berliner Philharmoniker Direttore Gianandrea Noseda Soprano Camilla Nylund   Goffredo Petrassi                    –           Partita für Orchester Richard Strauss                     –           Vier letzte Lieder Peter Tschaikowsky               –           Symphonie n.4 f-moll op.36             A settanta anni esatti dalla prima esecuzione post bellica dei Berliner, a commemorazione di quella data ed in memoria di Claudio Abbado i Berliner hanno invitato a dirigere Gianandrea Noseda; questi, come da un comunicato Ansa,  dichiara “provo un senso di riconoscenza, ma anche di responsabilità”. Certamente dirigere per la prima volta questa superlativa formazione orchestrale sarà stato decisamente coinvolgente anche per l’oramai più che affermato Noseda, visibilmente emozionato nell’affrontare la solennità celebrativa di quel concerto. Il primo brano offerto è la ‘Partita per orchestra’ di Goffredo Petrassi, eseguita con perfezione stilistica e limpida sonorità: i professori d’orchestra, professionisti di altissima caratura, con Noseda  hanno incontrato l’unisono simbiotico per affinità nella ricerca dell’assoluto, dell’incomparabile emozione che scaturisce dallo scientifico profondersi nello spartito. I ‘Vier letzte Lieder’ di Richard Strauss avrebbero dovuto essere cantati da Angela Denoke che a causa di una indisposizione è stata sostituita da Camilla Nylund la quale ha sostenuto il canto con buona linea e morbide rotondità. All’ascolto della Sinfonia n.4 di Tschaikowsky, riandando ancor più a quel 23 maggio 1945, in una sorta di pellegrinaggio storico, l’emozione è stata forte e l’aleggiare  del ricordo di Claudio Abbado che generalmente dirigeva il ciclo di concerti a maggio, ha acuito  forti sensazioni. Noseda, saldamente sul podio e con la valenza degli orchestrali ha estratto lucentezze e soffuse velature che si sono spente in pianissimi di incredibile dolcezza e raffinatezze stilistiche percepite come tintinnanti gioielli. Una nota di rilievo per il nostro direttore: gli orchestrali hanno visibilmente tributato preziosi cenni di stima a Noseda al quale, alla fine del concerto ed  a palco ormai vuoto, il pubblico berlinese ha riservato una rara acclamazione, richiamandolo a gran voce tra il pubblico; tra i berlinesi si commentava che tale ovazione  era stata riservata solo a  Karajan e Abbado! Orgogliosamente abbiamo applaudito Noseda, conductor of the year – 2015 Musical America Awards ! La Musica vince sempre. Renzo Bellardone clicca qui per il trailer del...

A U G U R I

A U G U R I

Concertgebouw, Amsterdam – TRAGEDIE SENZA TEMPO

Concertgebouw, Amsterdam – TRAGEDIE SENZA TEMPO
L’orchestra della radio olandese Radio Filharmonisch Orkest, ha offerto nella sala da concerto Concertgebouw di Amsterdam un dittico insolito intitolato “Tragedie senza tempo” composto dall’opera-oratorio Oedipus Rex di Stravinskij e dalla prima assoluta di The Rise of Spinoza di Theo Loevendie. Quest’opera in quattro scene è stata commissionata a Loevendie, un prolifico compositore nato ad Amsterdam nel 1930 che si è ispirato ad un momento tragico della vita del filosofo olandese Baruch Spinoza, il quale nel 1656 fu espuslo dalla comunità giudaica, così come scomunicato e esiliato dalla cità di Amsterdam per la sua filosofia panteista che identificava Dio con la Natura (Deus sive natura).  Questo passaggio è stato abilmente plasmato dal compositore in un libretto in lingua inglese di appena 45 minuti di durata che era a volte colorito a aolte agghiacciante. L’esito musicale è sostanzialmente contemporaneo e intenso, in certi momenti dissonante, ma non rinuncia a influenze dalla musica jazz o da quella antica, incorporata abilmente nel personaggio del musico Jacob van Eyck, qui interpretato dal flautista Erik Bosgraaf che con il suo strumento girava in scena e tra gli orchestrali come osservator dei fatti. La musica è ricca, per momenti sottile e accessibile nella parte cantata dai solisti. Il ruolo di Spinoza è stato interpretato dal controtenore Tim Mead che ha saputo infondere nel personaggio energia ed estasi con una linea di canto molto lirica, come nel suo incontro amoroso con Clara, intepretata dal soprano Katrien Baerts, che ha cantato con una timbro di nitidezza cristallina. Gli altri personaggi erano il basso-baritono Huub Claessens, un energico e convincente Rabino Morteira, e il tenore Marcel Reijans, un discreto Franciscus van den Ende, professore di Spinoza. Il Coro, Groot Omroepkoor, ha dato il suo apporto, come nella originale scena  iniziale dei venditori al mercatoche offrivano ogni tipo di alimenti, come formaggio e burro; e l’orchestra ha riposto alle esigenze musicali della partitura con sicurezza e suono omogeneo sotto la bacchetta del suo direttore principale Markus Stenz. Nella seconda parte si è ascoltato Oedipus Rex, nel quale brillava la presenza del tenore Sergey Semishkur, tenore russo du voce calda e potente nel ruolo di Edipo. Completavano il cast la mezzosoprano Yvonne Naef, una buona scelta per il ruolo di Giocasta per la suoi toni bruniti e la convinzione, così come il basso Dmitry Ivaschchenko come Tiresia e il baritono Andrew Schroeder come Creonte. L’orchestra ha dato il suono tragico richiesto dall’opera sotto la direzione minuziona e attenta di Markus Stenz. Ramón...