Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre

Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre

La valenza di un Festival musicale poliedrico (quale è lo Stresa Festival), sta anche  nella capacità di proporre insieme il contemporaneo ed il classico più classico che c’è. Ecco che l’operazione inevitabilmente fa si che le traiettorie del passato e del presente si incrocino e raccontino al pubblico la bellezza sensoriale che arriva a chi ascolta…in qualunque tempo si trovi!

Bach incontra Pärt

Ars Cantica Choir
Järvi Instrumentalists

Marco Berrini, direttore

PÄRT, Psalom, per quartetto d’archi (1991); Da pacem Domine, per coro a 4 voci miste a cappella (2004)
J.S. BACH, Der Geist hilft unsrer schwachheit auf, BWV 226, mottetto a 8 voci e b.c.
A. PÄRT, Summa, per quartetto d’archi (1991); 7 Magnificat-Antiphonen, per coro a 4/8 voci miste cappella
J.S. BACH, Singet dem Herrn, BWV 225, mottetto a 8 voci e b.c.
A. PÄRT,  Fratres, per quartetto d’archi (1989); Missa syllabica, per ensemble vocale e quartetto d’archi (1997/2009)

 

Il concerto inizia con le impalpabili atmosfere di Pärt soffuse di tristezza e di interruzioni, sapientemente proposte dai fratelli Järvi (Miina eMartin al violino, Madis alla viola e Marius al violoncello). Segue immediatamente l’Ars Cantica Choir diretta da Marco Berrini, che con grande abilità insieme trasformano la complessità della scrittura  in piacevolezza all’ascolto, amplificata dalla spiritualità emergente nei toni alti che si innalzano all’incommensurabile.

E’ poi la volta delle pietre miliari di Bach e la vivacità compositiva coadiuva il senso gioioso del ‘Credere’ e del ‘Chiedere’. La misticità e l’elevazione dello spirito sono davvero le traiettorie sensoriali che si incrociano tra passato e presente in una miscellanea di suoni e colori che da brumosi divengono smaglianti e vividamente pennellati.

Il confronto porta ancora una volta alla consapevolezza della modernità e contemporaneità di Bach ed esalta Pärt con i toni baritonali che creano una sorta di basso continuo ed i soprani che liricamente disaggregano particelle sonore per elevarle a rasserenanti ed eteree elaborazioni..  

Interessanti le esecuzioni strumentali, decisamente più agevoli i canti.

La Musica vince sempre

Renzo Bellardone.

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