Sonar in ottava

Sonar in ottava
Stresa Festival 4 settembre 2020 Questa sera ascoltando due grandi del panorama musicale internazionale mi è sopraggiunta l’immagine di qualche anno fa, quando in una chiesa di Milano per un concerto di musiche di Bach, una signora poco distante da me, all’intervallo disse ad un amico: dopo Bach il nulla…   Sonar in ottava Stresa Festival 4 settembre 2020   Giuliano Carmignola, violinoMario Brunello, violoncello piccoloAccademia dell’AnnunciataRiccardo Doni, cembalo e direzione VIVALDI, Concerto in do magg. RV 116 per archi e b.c.J.S. BACH, Concerto in do min. BWV 1060 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)A. VIVALDI, Sinfonia in re magg. RV 125 (ricostruzione di Olivier Fauré per archi e bc); Concerto in mi b magg. RV 515 per violino e violoncello piccoloJ.S. BACH, Concerto in re min. BWV 1043 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)J.G. GOLDBERG, Sonata in do min. per archi e bcA. VIVALDI, Concerto in do magg. RV 508 per violino, violoncello piccolo, archi e bc Questo concerto rientra nell’area tematica Bach, nostro contemporaneo. Il binomio di raffinata riuscita, Brunello – Carmignola ha  prodotto un concerto di grande interesse: in dialogo i due strumenti si sono cimentati in quello che è anche un progetto discografico, con i grandi del settecento, primo fra tutti Bach. Da non musicista non vado ad inerpicarmi a considerare i mastellati, i vibrati o i delicati pizzicati, ma mi limito ad accettare quanto di bello è arrivato al mio spirito. Mario Brunello e Giuliano Carmignola non hanno certo necessità di presentazioni e neppure per gli spettatori dello Stresa Festival che li ha già apprezzati in altre occasioni. L’Accademia dell’Annunciata, orchestra prevalentemente giovane è diretta dall’attento Riccardo Doni, anche al clavicembalo. La Musica vince sempre Renzo...

Double face per Carmen

Double face per Carmen
Stresa Festival 30 agosto 2020 Da qualche anno allo Stresa Festival in cartellone  si evidenzia la proiezione di un film muto con colonna sonora dal vivo. L’esperimento è ormai collaudato e di anno in anno la proposta è sempre più avvincente. Quest’anno si parla di Carmen la sigaraia e la scelta è risultata davvero eccezionale per cultura e divertimento.   Double face per Carmen Stresa Festival 30 agosto 2020 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe VerdiJosé Antonio Montaño, direttore Proiezione dei film muti con esecuzione dal vivo della colonna sonoraCarmen (1915), regia di C.B. DeMille – Adattamento di temi della Carmen di Bizet realizzato da T. BrockA Burlesque on Carmen (1915), regia di C. Chaplin – Musiche originali di T. Brock   Partner anche di Enrico Caruso, il soprano Geraldine Farrar interpreta il ruolo di Carmen la zingara sigaraia nel film del 1915 diretto da Cecil B.De Mille, proiettato questa sera al Palacongressi di Stresa nell’ambito dello Stresa Festival e per seguire la tradizione che ogni anno prevede una iniziativa del genere. La Farra, considerati i mezzi di ripresa nel 1915 è davvero espressiva e convincente e la regia è davvero mirabile: i contrabbandieri giungono dal mare, poi l’accampamento in montagna, la danza da Pastia, il duello Don José con Moralès, l’ingresso in Siviglia, la fine, praticamente tutta la vicenda di Prosper Mérimée. La seconda parte della serata prevede A Burlesque on Carmen di Charles Chaplin  che, ovvio  a dirsi è stato divertentissimo in ogni parte con Chaplin nel ruolo di capo delle guardie che lotta comicamente con Moralès, inciampa mentre cammina, poi l’ingresso a Siviglia di Carmen con Escamillo su un carretto sgangherato trainato da un ronzino e da un somaro fino al finale tragicomico che rivela alla macchina da presa il pugnale retrattile e quindi con i protagonisti ridesti, come nelle migliori finzioni cinematografiche. Le musiche nel film di De Mille sono di Hugo Riesenfeld che ha adattato le originali di Bizet con un esito straordinariamente efficace. Quelle per il film di Chaplin sono l’arrangiamento di Timothy Brock che ha realizzato la parodia dell’originale senza rendere troppo comica la musica, lasciando la comicità all’orchestrazione d’epoca, come scrive lo stesso Brock. Il direttore d’orchestra è José Montano già noto agli spettatori di Stresa festival che anche nel 2019 lo ha visto alla direzione dal vivo della colonna sonora alla  Proiezione del film La caduta della casa Usher di Jean Epstein (1928) con Musiche di José Maria Verdú, eseguite in prima assoluta su commissione Stresa Festival. José Montano alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano G:Verdi, ha un bel gesto attendo e misurato che produce l’effetto di una sincronizzazione tra proiezione e musica di buon interesse e crea una atmosfera di  coinvolgimento. La Musica vince sempre. Renzo...

Scherzando con i corni- i Corni della Scala

Scherzando con i corni- i Corni della Scala
Stresa Festival 30 agosto 2020 Scherzando con i corni- i Corni della Scala Stresa Festival 30 agosto 2020  SCHUBERT, Minuetto dalla Sinfonia n. 2 C. GOUNOD,  Scherzo dalla Sinfonia n. 2L.V. BEETHOVEN,  Scherzo dalla Sinfonia n. 9F. MENDELSSOHN, Jagdlied da Im Grünen op. 59A. DVOŘÁK, Scherzo dalla Sinfonia n. 9J. BRAHMS, Intermezzo Opera 118 n. 2S. RACHMANINOFF, Scherzo per orchestraL.V. BEETHOVEN, Scherzo dalla Sinfonia n. 3* Trascrizioni per ensemble di A. Sormani – *commissione Stresa Festival, prima esecuzione assoluta Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Proposta sicuramente interessante, quella dei Corni della Scala, così come risultano interessanti tutte le formazioni fatte di un solo strumento, vedi i mandolinisti, i sax, gli archi. Con i quasi quattro metri di lunghezza arrotolata, il corno può emettere una vastissima gamma di tonalità, dalla più cupa, alla più squillante, esaltando il tono celebrativo, il classico richiamo alla caccia, la possanza e la dolcezza. I Corni della Scala, risultano veramente gradevoli ed offrono un concerto molto vario che lo rende piacevole; per mio personale sentire, ho gradito particolarmente lo Scherzo dalla Sinfonia n. 9 di DVOŘÁK, per la prima volta udito con una formazione simile ed ho apprezzato la resa sonora e virtuosistica di RACHMANINOFF.  Simpatica la presentazione dei vari brani che, anche se un po’ didascalica, ha avvicinato la formazione al pubblico ed il direttore Angelo Sormani ha dato spazio a tutti gli elementi dell’orchestra, con molta semplicità ed affabilità. La Musica vince sempre. Renzo...

Beethoven – Sonate per pianoforte V

Beethoven – Sonate per pianoforte V
StresaFestival – 30 agosto 2020 Una domenica pomeriggio diversa, che vede il sole dopo violenti nubifragi distruttivi; è un vero piacere trovarsi sulle sponde del Lago Maggiore e poter partecipare al concerto pomeridiano dello Stresa Festival. Beethoven – Sonate per pianoforte V StresaFestival – 30 agosto 2020 L.V. BEETHOVEN, op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ronald Brautigam, fortepiano L.V. BEETHOVEN, op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ronald Brautigam, si pone certamente tra i pianisti più interessanti ed è sicuramente  uno dei musicisti olandesi più famosi. Il suo successo oltre che dalle peculiarità proprie di interpretazione pianistica, deriva dalle sue spettacolari performances al fortepiano, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Collabora con i migliori musicisti ed orchestre al mondo ed incide opere di diversi autori, ad esaltare la sua ecletticità. Al Regina Palace Hotel questo pomeriggio, volando letteralmente sulla tastiera del fortepiano ha interpretato di L.V. BEETHOVEN, le op. 22; op. 31 nn. 1, 2 “Tempesta” e 3. Virtuosamente impressionante ha evidenziato la cantabilità di alcuni brani ritmati con molta forza. La Musica vince sempre. Renzo...

Beethoven – Sonate per pianoforte IV

Beethoven – Sonate per pianoforte IV
Stresa Festival 28 agosto 2020 Beethoven – Sonate per pianoforte IV Stresa Festival 28 agosto 2020 Gabriele Carcano, pianoforte L.v. BEETHOVEN, op. 2 n. 3; op. 14 n. 1; op. 27 n. 1; op. 54; op. 7; op. 101 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Gabriele Carcano, lodato dalla Süddeutsche Zeitung come “scultore del suono” ed “esteta” dopo il suo debutto a Monaco all’Herkulessaal si è diplomato giovanissimo al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con il massimo dei voti e la lode. Ora si esibisce con i più grandi nomi del panorama misicale internazionale e nelle sale più prestigiose. Rapidissimo sulla tastiera è brillante e virtuoso e sa estrarre trilli di scintillante bellezza. Nonostante sia ben affermato affronta la partitura con umiltà, direi affetto e gioia  la interpreta secondo il suo sentire, imprimendo alternativamente velocità o attenta sensibilità.  Carcano ha un particolare approccio con lo spartito con un mix di cuore e testa, che gli permette appunto una resa interpretativa fatta di intelligenti attenzioni ed affetti dedicati all’introspezione. Carcano riflette forse le intenzioni del giovane Beethoven che amava presentare le sue  scritture caratterizzandole con virtuosismi eclettici, che alternava a rtimi di danza e liricità inaspettate. La Musica vince sempre. Renzo...

Lieder a Vienna

Lieder a Vienna
Stresa Festival 27 agosto 2020 Alla parola lieder, molti fuggono perchè li ritengono noiosi, ma chi ha perso il concerto del 27 agosto a Stresa ha perso anche l’occasione di ricredersi  Lieder a Vienna Stresa Festival 27 agosto 2020 Ian Bostridge, tenoreSaskia Giorgini, pianoforte L.V. BEETHOVEN, Adelaide op. 46; Sensucht: “Nur wer die Sehnsucht kennt” quattro versioni WoO 134; Flohlied op. 75 n.3; Ich liebe Dich WoO 123; An die ferne Geliebte op. 98; In questa tomba WoO 133; Mailied op. 52 n.4; Resignation WoO 149; Marmotte op. 52 n. 7 SCHUBERT, An den Mond D. 259; Drei Gesänge des Harfners D. 478; Nachtgesang D. 314; Liebhaber in allen Gestalten D. 558; Meeres Stille D. 216; Auf dem See D. 543; An Mignon D. 161; Erster Verlust D. 226; Ganymed D. 544 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ian Bostridge, tenore che spazia da Bach a Britten ed a sue stesse composizioni, esprime una vocalità molto particolare, con timbricità insolita, ma sa rendersi decisamente accattivante anche grazie alla forte carica interpretativa ed alla teatralità esposta anche in concerto; artista di grande levatura e grande serietà professionale, ha cantato tutto senza coadiuzione di alcun spartito. Solo per appuntare qualche particolare emozionante cito: Flohlied, dove ironicamente racconta la storia della pulce che avanza alla corte reale; in Meigesang Bostridge diventa poetico ed intimo, mentre si trasforma in vivacemente allegro e brillante in Meeres Stille e  in Marmotte per divenire poi quasi tenebroso e minaccioso (alla Britten) in Auf dem See ed un narratore autorevole in An Mignon. Saskia Giorgini, giovanissima pianista italo olandese sì è fatta conoscere al pbblico quando vinse nel 2016 il Salzburg International Mozart Competition ed al successivo debutto al Musikverein; ha studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dove si è diplomata con il massimo dei voti ed una menzione speciale per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche. Nel Concerto con Bostridge esalta davvero la scrittura con un tocco delicato, riservato ed al tempo stesso protagonista. Esprime realmente doti particolari nell’approcciarsi alla tastiera. Il programma è ricco sia per gli autori musicali che per i testi, sovente scritti nientemeno che da Goethe. La Musica vince sempre Renzo...

Tra Beethoven e Schubert

Tra Beethoven e Schubert
Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi L’attesa per il concerto di questa serata era davvero molta, considerando la fama del trio proposto. L’attesa non è andata delusa e tutto il pubblico ha applaudito con un calore davvero intenso e corale.  Tra Beethoven e Schubert Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi  Trio Wanderer Jean-Marc Philips-Varjabédian, violinoRaphaël Pidoux, violoncelloVincent Coq, pianoforte SCHUBERT,  Trio n. 2 in mi bem. magg. op.100L.V. BEETHOVEN,  Trio n. 7 in si bem. magg. op. 97 “Arciduca” Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Il Trio Wanderer è un Ttrio pianistico francese composto dal pianoforte Vincent Coq, dal violino Jean-Marc Phillips-Varjabédian e dal violoncello   Raphael Pidoux .Tutti diplomati al Conservatorio di Parigi, hanno studiato con i migliori maestri. Vincitori di riconoscimenti internazionali si sono esibiti sui più prestigiosi palcoscenici del mondo e con le migliori orchestre; hanno collaborato con artisti di gran valia. Vincent Coq è professore di musica da camera presso la Haute École de Musique de Lausanne dal 2010 mentre dal 2014 Jean-Marc Phillips-Varjabédian e Raphaël Pidoux sono docenti presso il Conservatoire national supérieur de Musique et de Danse del Conservatorio di Parigi: non per nulla è stato loro conferito il titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et Lettres.   Appena giunti sul palco il violinista informa di una inversione di programma ovvero prima Beethoven e poi Schubert ed alla fine del concerto ne abbiamo compreso la motivazione. Da Beethoven, come da altri celebri compositori, hanno attinto a piene mani compositori di colonne sonori, canzoni e canzonette ed anche nel brano proposto in apertura affiora il celebre motivo ‘saran belli gli occhi neri…saran belli gli occhi blu..’. Il Trio Wanderer affresca ‘Arciduca’ con le più attente colorazioni che narrano con dolce vivacità. Con la seconda parte –Schubert- hanno offerto una delle più belle pagine musicali con un suono puro e scintillante, ma sempre misurato con cromatismi evocativamente onomatopeici da far sentire le voci della natura e degli anfratti più nascosti. Avvolgono il pubblico di atmosfere magicamente impalpabili ricche di suggestione, in un abbraccio globale. Non sono musicista e le mie recensioni sono solo emozionali, ma in questo caso credo che davvero le emozioni abbiano superato le osservazioni di tutte le tecnicità, pur esistenti, ma  offuscate dalla radiosa bellezza dell’offerta. La Musica vince sempre Renzo...

Un violino per Beethoven

Un violino per Beethoven
StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Nonostante le doverose  limitazioni imposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria, lo Stresa festival, riesce ad offrire al suo pubblico  una notevolissima qualità dell’offerta e l’accoglienza è di una rilevanza speciale.  Un violino per Beethoven StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Renaud Capuçon, violinoKammerorchester BaselHeinz Holliger, direttore L.V. BEETHOVEN, Concerto per violino e orchestra op. 61F. SCHUBERT,  Andante in si min. D. 936A (strumentazione di Roland Moser); Sinfonia n. 7 “Incompiuta” D. 759 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Heinz Holliger, il direttore di questo concerto è ritenuto il più grande oboista al mondo  e per lui sono state composte e gli sono state dedicate diverse composizioni ad onorare la sua abilità ed il nuovo approccio allo strumento,  proprio da lui ideato e che tra i vari docenti può vantarsi di aver studiato con Pierre Boulez. La grande sensibilità acquisita all’oboe la trasferisce ora nella direzione d’orchestra, esibendo un bel gesto di grande affiatamento, molto dolce, quasi paterno. Renaud Capucon, lo straordinario solista della serata, a soli 17 anni  si diploma presso il Conservatorio di Parigi ottenendo poi una lunga serie di premi e riconoscimenti; diverrà primo violino dell’Orchestra Giovanile Europea e poi della Gustav Mahler Jugendorchester,  sotto la direzione di Claudio Abbado. Intrapresa la carriera di solista e di camerista, ha come partners i più importanti pianisti al mondo. Una interessante curiosità che lo riguarda è che è stato il protagonista del celebre filmato che lo riprende mentre suona il suo Guarneri del Gesù tra ai viaggiatori  del Metrò di Parigi, nell’indifferenza quasi generale. Capucon si presenta al pubblico stresiano tranquillo e sorridente ed avvalendosi di una consolidata tecnica, quasi naturalmente e spontaneamente fa cantare il suo violino con una voce di singolare bellezza e purezza. Il bis, un brano di Gluck, cattura ed esalta il pubblico che silenziosissimo lo segue fino all’afflato finale. La seconda parte prevede Shubert  che inizia con rintocchi che segnano subito gli stadi dell’animo: intimo ed un po’ sofferente prende man mano vitalità e liricità. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone CREDIT FOTO:LORENZO DI...

Beethoven – Sonate per pianoforte

Beethoven – Sonate per pianoforte
Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace Sempre con spirito di offerta al pubblico festivaliero, lo Stresa festival ha programmato anche delle esibizioni pomeridiane: in questo caso presso le sale dell’Hotel Regina Palace, dove in un programma eclettico e ricco di variazioni e colori  è presentato da un grande pianista italiano : Pietro De Maria. Beethoven – Sonate per pianoforte Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace   L.V. BEETHOVEN, Sonata op. 2 nn. 1 e 2; op. 10 n. 2; op. 14 n. 2; op. 111 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0   Pietro De Maria, pianoforte Il pianista di questo pomeriggio, Pietro De Maria,   vanta la vincita di Premi prestigiosi, quale il premio Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Il Primo premio al Dino Ciani sempre nel 1990 e nel 1997 gli è stato assegnato il premio Mendelsshon di Salisburgo; accademico di Santa Ceciclia, insegna al Mozartmuseum di Salisburgo. Fin dal primo tocco spicca la salda tecnica acquisita certamente con dedizione, studio e passione. La partitura non semplice prevede virtuosismi all’inverosimile che il solista rincorre con cromatismi brillanti e da cui traspare continuamente l’animo sensibile dell’artista. Alla ripresa della seconda parte del concerto De Maria esprime la dedica di questo concerto al compianto Marcello Abbado, in giuria, quando giovane aveva presentato e vinto in concorsi, i due brani a seguire: delicata sensibilità. La carica interpretativa di De Maria è non comune e riesce a descrivere tutti i sentimenti e le passioni fino alla ‘moderna e contemporanea’ sonata n.32 op 111.   La Musica vince sempre   Renzo...

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020
Il coraggio dei nostri teatri e dei nostri festival italiani non si è fatto fermare da disposizioni cautelativamente restrittive ed hanno comunque saputo offrire al loro pubblico spettacoli e momenti di vita vissuta insieme: così anche lo Stresa Festival. Tosca TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020 Direzione Morabeza Tosca,voceMassimoDeLorenzi,chitarraGiovannaFamulari,violoncelloepianoforteFabiaSalvucci,coriAlessia Salvucci, percussioni Questa sera si viaggia attraverso luoghi, spazi, strade di paesi diversi ad iniziare dalle assolate piazze del Sud: a tenerci per manoc’è TOSCA che dopo una minuziosa ricerca musicale offre al pubblico musica senza pareti e senza confini, però sotto lo stesso cielo del pentagramma. Si inizia con un canto popolare intermezzato da un parlato che racconta di luoghi vissuti e di incontri ricordati; poi il tamburello suonato dalla stessa Tosca con maestria e versatilità andando alla ricerca di sonorità particolari. Il viaggio racconta di paesaggi sempre uguali e sempre diversi con melodie, allegro impeto e intime riflessioni. Tosca non ha certo bisogno di presentazioni, a dal vivo è veramente un’artista completa che oltre a cantare suona, balla, coinvolge il pubblico a cantare e ballare. La voce è indubbiamente molto bella con colori passionali, ma ben definiti, frutto di salda tecnica ed orgoglio nella propria professione. Canta una canzone per lei composta da Ivano Fossati e con ‘Piazza Grande’ lancia un commovente ricordo  di Lucio Dalla.  La serietà di Tosca emerge quando riconosce il grande e buon lavoro dei suoi collaboratori e dà loro molto spazio e visibilità. Come non citare Giovanna Famulari al violoncello, pianoforte, voce, tastierino e tamburelli in un variopinto dipinto musicale. Le due sorelle Salvucci veramente interessanti: Fabia voce d’insieme con Tosca che con  tono più acuto esalta l’insieme della proposta e poi Alessia che con l’assolo di tamburello ha dato una nuova dimensione dell’utilizzo dello strumento popolare. Eclettico e decisamente virtuosistico l’unico uomo della formazione ovvero Massimo de Lorenzi alla chitarra.   Una festa gioiosa che ha rallegrato una fresca serata estiva sull’elegante lungolago di Stresa, con il pubblico (ovviamente distanziato) che in piedi balla e con Tosca canta ‘Cara Ninella, Ninozza, Ninà’ La Musica vince sempre Renzo...

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020
Un “vero” Festival deve anche commissionare delle scritture, proporre prime esecuzioni assolute e lo Stresa Festival, questo lo fa, come stasera con Opus 111 Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020 Aka Moon Fabrizio Cassol, composizione, saxMichel Hatzigeorgiou, bassoStéphane Galland, batteriaFredy Massamba, voceFabian Fiorini, pianoforteJoão Barradas, fisarmonica Opus 111Prima esecuzione assoluta Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Le prime note sono accordi ispirati eseguiti al pianoforte e l’ascolto fa presagire l’apparizione di Beethoven, ma il ritmo ed il jazz prendono il sopravvento e l’autore di Bonn viene, a parer mio, solo successivamente evocato da qualche nota al pianoforte. La narrazione racconta di una scrittrice che si trova sola in Africa, dopo la sparizione del marito. Lei trova conforto nella lettura dell’epistolario di Beethoven e nell’ascolto per radio delle notizie afferenti la scomparsa del marito. AKA MOON è una formazione interessante e propone sonorità che si fondono su una tavolozza di colori, frutto di studio e ricerca. Massamba ha una voce noir, che improvvisamente accende toni acuti e molto acuti. La scrittura è molto narrativa ed a parte la molta presenza del sax, gli altri strumenti hanno la giusta evidenza senza prevaricazioni e nemmeno la batteria è invasiva. Interessante la fisarmonica classica e quella acustica in duetto armonioso con il basso. La Musica vince sempre. Renzo...

Beethoven – La maturità

Beethoven – La maturità
Stresa Festival – 30 agosto 2020 La difficoltà per un festival importante è trovare sempre artisti  eccezionali, che mantengano alto il livello della proposta. Lo Stresa Festival ha la fortuna di avere quale direttore artistico ed ormai da diciannove anni il maestro Gianandrea Noseda che ha una spiccata sensibilità nell’individuare talenti strepitosi, che incontra durante il suo girovagare musicale per il mondo. Beethoven – La maturità Stresa Festival – 30 agosto 2020 Seong-Jin Cho, pianofortePhilharmonia ZürichGianandrea Noseda, direttore   L.V. BEETHOVEN, Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58F. SCHUBERT, Sinfonia n. 5 D. 485 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Nel buio della sala e nel totale silenzio dell’attesa, rintoccano tre note dal pianoforte, sommesso, ma  subito dialogante con i violini e poi con l’intera orchestra  e poi trilli scintillanti incorniciati dai colori dell’insieme, che presto danno corpo al meraviglioso monumentale capolavoro di Beethoven. Nel secondo tempo si passa dal classicismo beethoveniano al romanticismo di Schubert che sfocia in liricità sorridente e gioiosa. Movimenti energici con attacchi quasi operistici si alternano ad abbozzi di danza. Seong-Jin Cho, al pianoforte  è balzato all’attenzione del  panorama musicale internazionale nel 2015, vincendo il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Nel concerto n. 4 di Beethoven si evidenzia un notevole talento, impreziosito da un naturale approccio alla musica che lo porta ad interpretare virtuosisticamente senza però mai perdere di vista l’equilibrata lettura. Oramai affermato giovane e talentuoso pianista ha suonato con i nomi e nei luoghi più importanti che il mondo ha dedicato alla musica dal vivo.   Gianandrea Noseda, alla direzione della Philharmonia Zürich, è a suo agio come sempre i grandi sanno spontaneamente fare. Il bel gesto ampio e la partecipazione quasi carnale all’esecuzione lo caratterizzano ed anche in questa direzione coinvolta e passionale,  ariosa e simbiotica con orchestra e pianoforte solista, è un piacere poter assistere ad un amalgama così prezioso. Dopo aver letteralmente ipnotizzato la sala con il programma in cartellone, per il bis, a totale sorpresa lancia l’ouverture di Traviata e le celebri note di ‘Amami Alfredo’ invadono la sala che si commuove, come si è commosso alla direzione anche il sensibile Gianadrea Noseda.   La Musica vince sempre. Renzo...