‘Pianoforte a Castelletto d’Orba’ – Chiesa Parrocchiale 12 agosto 2018

‘Pianoforte a Castelletto d’Orba’ – Chiesa Parrocchiale 12 agosto 2018
Domenica 12 agosto, il navigatore satellitare della mia auto  è impazzito e grazie alla sua pazzia ho vagato ammirato, per le colline dell’Alto Monferrato da Occimiano a Rocca Grimalda,  alla disperata ricerca della Parrocchiale di S. Antonio a Castelletto d’Orba, dove intendevo assistere ad un concerto pianistico di rilevo. Sicuramente il viaggio si è dilungato e mi son preoccupato per arrivare puntuale, ma i luoghi visti son talmente suggestivi che….alla fine il disagio si è tramutato in un piacevole vagare per borghi e colline. CONCERTO – Castelletto d’Orba 12 agosto 2018 Organizzazione Accademia Internazionale Medicea-Firenze Pianisti: Emmanuelle STEPHAN, Gabriel TACCHINO, Marco PODESTA’, Giuseppe FRICELLI, con la partecipazione straordinaria di Luigi DEL FANTE Prima di iniziare il concerto il Maestro Fricelli, introdotto da Del Fante e coinvolgendo le autorità presenti ha conferito una targa premio ‘Rinaldo Rossi’ (Premio dallo stesso Fricelli ideato e mantenuto in vita), al celebre pianista Gabriel Tacchino (pronunciato alla francese con la ‘O’ finale accentata e sovente rinvenuto scritto Tachinau): questi ha suonato nei piu prestigiosi teatri  e sale al mondo, dalla Scala a Berlino e da  New York in tutta Europa e vanta una produzione discografica di tutto rilievo. Sempre Fricelli ha dedicato una sua breve composizione neo romantica, all’artista premiato Il concerto inizia con il due pianistico Marco Podestà e Giuseppe Fricelli, i quali a quattro mani danno immediatamente la cifra della loro abilità comunicativa e della scioltezza di tocco. Il programma è piacevole e passa dalle ‘danze spagnole’ di M. Moszowski che interpretano, con vivacità e brillantezza la n. 1 e con dolce vigore la n. 2. Seguono le notissime note delle ‘danze ungheresi’ di J. Brahms  e i concertisti  alla n. 5 sanno evocare quasi un sogno di ‘Baracarolle’ per dare poi inatteso vigore e tratteggiare un corteggiamento alla n. 6.  Il finale è tutto dedicato al pubblico a cui viene raccontata musicalmente una favola, un dolce sogno conosciuto, ovvero di J. Strauss ‘Sul bel Danubio blu’. Un ‘intermezzo’ poetico viene letto dall’autore Del Fante (scenografo, regista, attore) che poi inonda il pubblico con le emozioni dell’  “Infinito” leopardiano. La seconda parte del programma vede impegnati al pianoforte Emmanuelle Stephan ed il leggendario Gabriel Tacchino, al cui proposito merita ricordare di essere stato l’unico allievo di Francis Poulenc  e suo interprete internazionale  di riferimento. Iniziano con E.Grieg e dal Peer Gynt propongono ‘al mattino’  la celeberrima aria intrisa di attese e di dolcezza, seguita da ‘la morte di Ase’ resa con grande abilità interpretativa, mantenendo intatto il dolore senza rimaneggiamenti o strane intrusioni. Le ‘danze di Anìtra’ cambiano completamente l’atmosfera  con la spensieratezza giocosa delle danze popolari che impregnano l’aeree per lasciare poi spazio al tenebroso ed evocativo ‘nella sala del re della montagna’. Questa seconda parte del concerto è ovviamente dedicata al maestro d’eccellenza di Tacchino: F. Poulenc, del quale vengono proposte tre sonate: ‘Prélude’ decisamente accolta con tutta la sua contemporaneità ricca di cromatismi ed agilità, ‘Rustique’  e ‘Finall’ resi con puntualità scevra da personalismi  o facili effetti speciali e lasciando all’abilità interpretativa il compito di rendere omaggio al maestro.  Erik Satie compositore per eccellenza per pianoforte è l’autore ospite nella parte finale del concerto  con cinque brani che vanno da la ‘La belle Excentrique’ al ‘Cancan grand-mondain’  che concludono con vivida  brillantezza e ricchezza di tocco, tra cantabili e ballabili. La standing ovation impone a Tacchino un bis che con gioia offre: ‘Les chemins de l’amour’  che colora l’atmosfera di sensibilità e sentimento. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone...

OMAGGIO A PINA BAUSCH – Stresa FestivaL 2018 – il Maggiore 27 luglio

OMAGGIO A PINA BAUSCH – Stresa FestivaL 2018 – il Maggiore 27 luglio
Il desiderio della scoperta e della conoscenza è sempre molla proattivo ed anche nel caso dell’assistere all’omaggio alla grande coreografa tedesca ormai scomparsa dal 2009, ha giocato un ruolo importante, ma talvolta ci si dovrebbe preparare meglio al ‘nuovo che si va a scoprire’ e forse lo si potrebbe addirittura godere di più   Matita e fumo… di volta in volta una canzone De temps en temps sinon jamais; WAK.NTR; Songs of childhood Uno spettacolo di teatrodanza con alcuni protagonisti del Wuppertal Tanztheater di Pina Bausch e della Compagnia di Sasha Waltz & Guests a cura di Lucrezia Zazzera Commissione Stresa Festival Dominique Mercy e Thusnelda Mercy Clémentine Deluy e Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola Pascal Merighi WAK.NTR Rehab, De temps en temps sinon jamais e Song of Childhood: i titoli delle tre coreografie presentate nella serata. Nella prima il danzatore  Pascal Merighi entra in scena ed inizia a ballare, senza musica, che entrerà a commento solo dopo un bel po’. In un angolo , seduta alla scrivania bianca e rossa, una ragazza che al microfono commenterà con alcune parole. Sul fondo una grande lavagna dove il danzatore attore scriverà numeri in sequenza….ma purtroppo poco compreso. La seconda coreografia, la più dura da vivere, vede la danzatrice Clémentine Deluyentrare con in spalle, come un sacco mezzo vuoto, l danzatore e da qui la ricerca di se stessa, il desiderio pirandelliano di ‘trovarsi’, ma forse questa è solo la mia interpretazione di una rappresentazione surreale ed onirica accompagnata con musica al pianoforte eseguita da danzatore Juan Cruz. Man mano che la narrazione prosegue la comprensione diventa sempre più irta di spine e difficoltà al punto di accettare senza ricercare. Più morbida e direi affettuosa la terza ed ultima coreografia vede Dominique Mercy e la figlia Thusnelda  muoversi armoniosamente sul palco con una luce fatta di trasparenze, ombre e contorni con la musica napoletana come la canzone ‘Catari’. Probabilmente la scelta di proporre una così ardua serata affonderà le sue motivazioni nella ricerca del meno conosciuto, peraltro attestato dal pubblico esperto nel settore, ma per il pubblico dello Stresa Festival è risultato troppo impegnativo. In ogni cao, La Musica vince sempre. Renzo...

DIFFERENTS WORLD – Stresa Festival 2018 – Palazzo Borromeo-Isola Madre 26 luglio

DIFFERENTS WORLD – Stresa Festival 2018 – Palazzo Borromeo-Isola Madre 26 luglio
La speranza è certamente un forte sostegno alla vita quotidiana ed a volte ci si affida anche per la clemenza del tempo atmosferico! Speranze deluse il 26 luglio sul Lago Maggiore dove un improvviso temporale ha costretto l’organizzazione a mutare  repentinamente  la location del concerto previsto, dal prato antistante la Loggia del Cashmire al salone interno di Palazzo Borromeo……e la soluzione è stata elegante e raffinata. DIFFERENTS WORLD – Stresa Festival 2018 – Isola Madre 26 luglio ARTE Quartett Beat Hofstetter     –  saxofono soprano Sascha Armbruster         – saxofono contralto Andrea Formenti   – saxofono tenore Beat Kappeler       -saxofono baritono   Dopo un inizio di difficile ascolto (il caldo e la terribile umidità hanno sfiancato i musicisti e reso difficoltosa la situazione anche per il pubblico), l’atmosfera si è permeata dei suoni di Philipp Glass con l’arrangiamento degli Arte Quartett e tutto è diventato più ascoltabile e più  sereno. Il minimalismo della scrittura, adattata agli strumenti, ha preso maggior corpo facendo intravedere melodie introspettive, ma comunicate. Con le musiche tradizionali svizzere la descrittività ha predominato, creando situazioni d’immaginazioni  di paesaggi, tradizioni, girotondi e feste  collocate tra le montagne ed i verdi prati. Frank Zappa (di cui si era reduci dalla proposta festivaliera  ‘Tthe Yellow Shark’ ) è stato reso con narrazione di storie forse anche d’amore, risvolti di tenerezze tra giochi e semplici giochi. I musicisti davvero bravi hanno superbamente affrontato le difficoltà climatiche e si sono lanciati in vibranti variazioni ed articolate agilità. La Musica vince sempre. Renzo...

THE YELLOW SHARK – Stresa Festival – Il Maggiore 24 luglio 2018

THE YELLOW SHARK – Stresa Festival – Il Maggiore 24 luglio 2018
Escursioni ed incursioni musicali sono la testimonianza della ricerca e dell’evoluzione della musica nei vari generi. In questa occasione al Maggiore di Verbania le incursioni della scrittura di Frank Zappa nella cosiddetta musica colta sono infinite e rendono il concerto, seppur di non immediata percezione, di tutta fruibilità.   THE YELLOW SHARK – Stresa Festival 24 luglio 2018   Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala Direttore Krisijan Järvi   Musiche di Frank Zappa (1940 – 1993)     Per l’esperienza di ascolto di questa  prima esecuzione italiana,  il libretto di sala diventa prezioso vademecum e guida; leggendolo ci si rinfresca la memoria sul lavoro ‘colto’ di Frank Zappa e che da Pierre Boulez (del quale si riconoscono parecchie citazioni) a Kent Nagano importanti direttori hanno nel tempo diretto le composizioni di Zappa.   L’interessante formazione artistica decisamente giovane, L’Ensemble “Giorgio Bernasconi”, si trova di fonte ad  una letteratura raramente affrontata ed impervia in ben più di un’occasione. Anche il solo ascolto non è sempre facile ed immediato, ma la bravura degli studenti dell’Accademia del Teatro alla Scala uniti alla fantasiosa verve di  Krisijan Järvi, rende il concerto molto interessante e con convinzione applaudito.   Il giovane, ma ben affermato direttore interagisce con l’orchestra con gesto molto chiaro e direi descrittivo  e con il  pubblico facendo quasi da divertito intrattenitore: presenta i musicisti uno ad uno facendo loro riservare i consensi del pubblico come a metà concerto a Gaston Polle Ansaldi per l’interpretazione pianistica di uno dei brani presentati.   I (prossimi) professori d’orchestra entrano in scena uno ad uno con il proprio strumento e poi interverranno non solo con le note, ma anche cantando ed implementando con suoni vocali. Interessanti i vibranti archi interrotti da decisi pizzicati e dall’ironia che emerge sovente tra dissonanze e cacofonie musicali, contemporanee sonorità che si affermano  quale neo linguaggio.   La  Musica vince sempre   Renzo...

UTE LEMPER – Stresa Festival 2019

UTE LEMPER – Stresa Festival 2019
Artisti si nasce….artisti si diventa! Certamente la vena artistica è nel Dna alla nascita, ma se trascurata, dimenticata, sopraffatta da altre pulsioni, magari si affievolisce, si attenua e scompare. Se per contro la si foraggia, coccola e la si implementa di studio, dedizione, prove su prove, sacrificio ecco che può esplodere fino a diventare la luce intensa di una stella nel firmamento dell’arte ! UTE  LEMPER – Stresa Festival 2018  Il Maggiore 21 luglio   LAST TANGO IN BERLIN ! Già il titolo della performance stimola  fantasie e  visioni oniriche che incontrollate  vagano tra aerei spazi emotivi e cerebrali! Ute Lemper è diva, ma non diva d’immagine, bensì diva di sostanza! Raggiunta ormai una meravigliosa maturità artistica, non ricorre a facili giochetti per attrarre il pubblico, ma fasciata in un abito nero luccicante, sinuosamente ondeggia, si immedesima e si offre al suo pubblico: si perché dopo pochi minuti, anche chi la incontra per la prima volta è già il suo pubblico…. Tanghi e dintorni spaziano da una latitudine all’altra, con una traslazione in mondi paralleli  fatti di storie ‘uniche’, uguali in tutte le parti del mondo. Ed ecco le atmosfere rarefatte intrise di vita e di sensualità create da Ute Lemper che canta di ‘illusioni, sogni e progetti’ nelle lingue originali della scrittura: ‘Ne me quitte pas’ e l’angoscia struggente rimanda a quella Voix Humaine di Poulenc e poi Edith Piaf, Charles Trenet fino a consumarsi nell’esplosione di Mackie Messer di Brecht-Weill ‘  Und der Haifisch, der hat Zähne…’ e qui lei sussurra e fischietta ed il pubblico spontaneamente inizia a cantare sottovoce….. in un’atmosfera rarefatta e  surreale che riporta alle emozioni di quasi 100 anni fa….. Bandoneon, contrabbasso, pianoforte e tastiera, insieme a sedia, sgabello e boa rossi,  hanno accompagnato l’esibizione di un mito del palcoscenico, che resterà  nella memoria di chi ha vissuto l’esperienza. La Musica vince sempre. Renzo...

STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018

STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018
Ogni periodo storico è caratterizzato da una propria avanguardia nei vari campi dell’arte ed anche la musica non sfugge a questa legge del divenire. La nostra epoca si caratterizza per le incertezze politiche ed economiche, per i disagi sociali ed anche chi non soffre di problemi esistenziali vive comunque contornato da atmosfere di incertezze. STEVE COLEMAN AND FIVE ELEMENTS – Stresa Festival 2018   Causa maltempo, la prevista suggestiva location del concerto, ovvero i giardini di Villa la Palazzola sul lungo lago di Stresa, ha dovuto essere sostituita con l’altrettanto elegante Hotel Regina Palace. Strepitosi strumentisti e vocalist formano questo gruppo che propone un genere afro americano di tutta innovazione, caratterizzato dal ripetersi all’infinito dello stesso motivo, interrotto e caratterizzato alternativamente da uno degli strumenti, sovente la batteria; L’ossessiva ripetizione crea pochissimi momenti di ‘pausa d’attenzione’, mentre esprime allegria e vivacità, con apparizione di melodie e citazioni dai canti delle piantagioni, piuttosto che dai canti tribali ed addirittura si rinviene una citazione di Harry Belafonte. Gli strumentisti sono eccezionali a partire dal leader al sax  e poi una tromba piena di vita, una chitarra basso che ritma vitalmente, il giovane batterista che ha impressionato per l’agilità e velocità, ma il grande fascino arriva dalla voce solista che affronta impervie improvvisazioni apparentemente senza prendere fiato per molto tempo: velocità di parola, variazioni costanti, improvvisazione, solo suoni in un affrettarsi che richiama il rap, lo spiritual  ed il jazz di pura avanguardia. Il genere è particolarissimo e comprendo che non possa piacere a tutti (come tutte le  nuove   proposte), ma di fronte alle abilità non ci si può che inchinare!   La Musica vince sempre. Renzo...

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018
Il Maggiore: questa recente struttura per eventi, direttamente sulle rive del Lago Maggiore a Verbania, sta prendendo sempre più vita, con una corposa rassegna teatrale ed ospitando eventi internazionali come lo Stresa Festival.   VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018   VINICIO CAPOSSELA Danze, salti, onde dei tre tempi Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini Direttore Stefano Nanni   Un cantastorie fantasmagorico, affabulatore ed incantatore, ovvero Vinicio Capossela, si è esibito sul palco del Maggiore di Verbania, cambiando cappelli, abiti, mantelli e facendo ritmare con le mani e ballare tutto il pubblico in sala. Standing Ovation assicurata per questo funambolico interprete che con  la voce attraversa tutta la policromia, dai colori profondamente ambrati fino ad elevarla allo stridente acuto ed il tutto per amplificare scenicamente il travolgente spettacolo. Capossela trasmette allegria pura, senza dimenticare una sottile vena di malinconia poetica e senza dimenticare l’anima di uomo che certamente ha vissuto e che qui racconta quasi  sussurrando  di ‘Labirinti dell’attesa di cui è composta la vita’ e narra di ‘sirene che non hanno nè coda nè piume e che non cantano il futuro’ . Il successo garantito già sulla carta è stato convalidato dalla presenza della corposa Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal simpatico, oltre che bravo Stefano Nanni. Con gesto chiarissimo e morbidamente ampio ha diretto puntualmente ed armonicamente, facendo anche da comprimario in alcuni momenti dello spettacolo.   La Musica vince sempre Renzo...

LE NOZZE DI FIGARO – Teatro Regio di Torino 3 luglio 2018

LE NOZZE DI FIGARO – Teatro Regio di Torino 3 luglio 2018
Certo che con il caldo afoso della metropoli piemontese, correre, saltare, cantare, interpretare sul palco deve essere una gran fatica! Eppure i grandiosi artisti delle ‘Nozze’ della trilogia mozartiana ce l’hanno fatta ed in modo egregio ! Le nozze di Figaro Commedia per musica in quattro atti Libretto di Lorenzo Da Ponte dalla commedia La Folle Journée, ou Le Mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais Musica di Wolfgang Amadeus Mozart Personaggi Interpreti Il conte d’Almaviva, grande di Spagna basso-baritono Simone Alberghini La contessa d’Almaviva, sua moglie soprano Serena Farnocchia Figaro, cameriere del conte baritono Paolo Bordogna Susanna, cameriera della contessa, promessa sposa di Figaro soprano Maria Grazia Schiavo Cherubino, paggio del conte mezzosoprano Paola Gardina Marcellina, governante mezzosoprano Manuela Custer Bartolo, medico di Siviglia basso Fabrizio Beggi Basilio, maestro di musica tenore Saverio Fiore Don Curzio, giudice tenore Joshua Sanders Antonio, giardiniere del conte e zio di Susanna basso Giuseppe Esposito Barbarina, sua figlia soprano Mariasole Mainini Prima ragazza soprano Caterina Borruso Seconda ragazza mezzosoprano Claudia De Pian Maestro al fortepiano Jeong Un Kim Direttore d’orchestra Speranza Scappucci Regia Elena Barbalich Scene e costumi Tommaso Lagattolla Luci Andrea Anfossi Movimenti mimici e assistente alla regia Danilo Rubeca Maestro del coro Andrea Secchi   Orchestra e Coro del Teatro Regio Allestimento Teatro Regio   Le Nozze di Figaro, con il Don Giovanni ed il Così fan tutte  rappresentano certamente l’apice raggiunto nell’opera buffa mozartiana, merito che l’amato compositore condivide con l’abate Lorenzo Da Ponte illuminato librettista. La riproposta del Teatro Regio è senza dubbio interessante anche per la riconferma che la linearità delle scene –Tommaso Lagattolla– , motivata da una regia attiva –Elena Barbalich– con un cast brillante e valido  sono sempre ottimi motivi per assistere ad una replica. L’orchestra del Teatro Regio negli ultimi anni si è affermata tra le migliori del panorama europeo ed in questa produzione è stata diretta da Speranza Scappucci con verve, brillantezza, molta attenzione e gesto forte e chiaro. Molto simpatico il momento quando Custer/Marcellina canta ‘Non mi resta che la Speranza…’  e corre un bel sorriso tra cantante e direttrice. Il cast è di tutto rilievo ed andando in ordine di locandina non si può che applaudire Simone Alberghini  superbamente nel ruolo del Conte, che esprime fraseggio, coinvolgimento e sempre quel bel colore brunito che lo contraddistingue. Serena Farnocchia nel ruolo della Contessa è agile e sicura con espressione vivida e di rilievo ‘E Susanna non vien…’ è davvero un gioiellino. Nel ruolo del titolo ovvero Figaro è il super Paolo Bordogna che ogni volta affascina per l’intera sua interpretazione: cantante eccezionale, timbricamente rilevante, attore indiscusso, ‘animale da palcoscenico’ senza dubbio! Sempre entra perfettamente nel personaggio e lo fa suo e dimenticando tutto il resto lo vive appieno donando al pubblico esattamente quando la vicenda narra. Susanna incontra Maria Grazia Schiavo che raggiunta una maturità vocale di forte interesse dona al personaggio, civetteria, freschezza e brillantezza con voce pulita e cistallina. Paola Gardina nel ruolo di Cherubino merita davvero un cenno speciale, in quanto sembra il personaggio tagliato su misura per lei, che interpreta con semplicità ed amorevolezza, utilizzando voce ed attorialità per dipingere questo capriccioso Cherubino. Marcellina, la governante che si scoprirà madre di Figaro, è Manuela Custer che con gioia, dopo molti anni,  abbiamo ritrovato sul palcoscenico del Regio – dove aveva iniziato la carriera-  e che qui speriamo ancora di ritrovare; la Custer è sempre sicura nel ruolo e da grande musicista sa cogliere ogni sfumatura della partitura facendola sua, riuscendo così ad imprimere al personaggio affidatole tutte le caratterialità...

FIERRABRAS – Teatro alla Scala – 30 giugno 2018

FIERRABRAS – Teatro alla Scala – 30 giugno 2018
Così ha postato  sul proprio  profilo un notissimo inviato e commentatore  radiofonico, esperto d’opera : “Scala semivuota allo sbadiglifero ‘Fierrabras’. Per me quindi nulla di più eccitante che desiderare di verificare di persona (invece di credere sulla parola un esperto) ed allora mi attivo per i soliti canali, ma….la confusione, la superficialità se non indifferenza incontrata  fanno si che lascio perdere gli Uffici scaligeri  ed acquisto un biglietto (al momento dell’acquisto ancora 871 posti liberi). Altra sfida: il caldo e la scomodità dei trasporti….In ogni caso finalmente si entra in Scala e decido di pubblicare comunque se non una recensione emozionale, almeno un succinto commento. Eccolo :   FIERRABRAS – Franz Schubert Prima rappresentazione al Teatro alla Scala Coro e Orchestra del Teatro alla Scala Produzione Salzburger Festspiele Direttore  Daniel Harding Regia  Peter Stein Scene  Ferdinand Wögerbauer Costumista Anna Maria Heinreich Luci Joachim Barth CAST Emma Anett Fritsch Florinda Dorothea Röschmann Maragond Marie-Claude Chappuis Fierrabras Bernard Richter König Karl Tomasz Konieczny (5, 9, 12, 15 giugno) Sebastian Pilgrim (19, 27, 30 giugno) Roland Markus Werba Eginhard Peter Sonn Boland Lauri Vasa Ogier Martin Piskorski Brutamento Gustavo Castillo* *Allievi dell’Accademia Teatro alla Scala     La scarsa regia non aiuta un’opera lenta e ripetitiva, anche se gli appassionati d’opera trovano sempre elementi per salvare la produzione. Interessante la scenografia che rimanda al tratto di pennino ed in modo semplice raffigura il necessario; nota critica è il dover rilevare la ridondanza della stessa che annulla la bellezza della semplicità concettuale. La direzione di Harding esula dai commenti, in quanto è talmente bella, precisa che superbamente si innalza sul podio. Mediamente il cast risulta buono e per quanto mi riguarda l’unico nome conosciuto è quello di Markus Verba che anche in questo caso si afferma interprete rilevante. La Musica vince sempre. Renzo...

Teatro REGIO di Torino – presentazione della stagione 2018-2019

Teatro REGIO di Torino – presentazione della stagione 2018-2019
  Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019 OPERA VINCIT OMNIA COMUNICATO STAMPA La Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019 del Teatro Regio si compone di 14 titoli: 11 opere, di cui una in prima rappresentazioneassoluta in tempi moderni, e 3 appuntamenti con la danza, tra i quali il ritorno di Roberto Bolle. Un cartellone, frutto di un rinnovato progetto artistico, che presenta grandi capolavori irrinunciabili, di doverosa programmazione nella vita artistica di un teatro d’opera. Il nuovo corso del Teatro vede William Graziosi come Sovrintendente e Alessandro Galoppini come Direttore artistico. William Graziosi ha ideato la Fondazione Pergolesi Spontini, ricoprendo l’incarico di Vice Presidente, Consigliere delegato alla gestione e Direttore esecutivo, creando poi, nel 2001, l’omonimo Festival, manifestazione internazionale dedicata alla riscoperta e valorizzazione delle partiture dei due compositori marchigiani.Il Festival Pergolesi Spontini ha visto, in quasi vent’anni di attività, la presenza di musicisti del calibro di Claudio Abbado, Fabio Biondi, Ottavio Dantone, Salvatore Accardo, Viktoria Mullova, Sonya Yoncheva,per citarne alcuni. Ha inoltre avviato l’Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Battista Pergolesi, sostenendo la ricerca musicologica, la formazione professionale e la divulgazione culturale. L’alto prestigio delle proposte artistiche è valso alla Fondazione tre Premi Abbiati. Nel 2005 è stato nominato Amministratore delegato della Fondazione,gestendo sia il Festival Pergolesi Spontinisia la programmazione artistica del Teatro Pergolesi di Jesi, Teatro Lirico di Tradizione; entrambe le attività sono riconosciute e sostenute dal FUS. Graziosi ha inoltre organizzato le celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giovanni Battista Pergolesi.Tra i vari incarichi che gli sono stati assegnati è stato anche Production Coordinator della Baltimore Opera Company, negli Stati Uniti;Consulente artistico e organizzativo dell’Opera Nazionale di Belgrado, nonché Vice Sovrintendente, Direttore artistico e Direttore dell’ufficio relazioni internazionali dell’Opera diAstana, in Kazakhstan, e Consulente della Victorian State Opera di Melbourne. Con decreto ministeriale del 2 maggio 2018 è stato nominato Sovrintendente del Teatro Regio di Torino. Alessandro Galoppini, direttore d’orchestra e compositore, in forza al Regio dal 1990, è stato dal 2009 Direttore dell’Areaartistica. Docente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino e assistente, in Italia e all’estero, di importanti direttori d’orchestra, è artisticamente cresciuto al Regio. Esperto conoscitore di vocalità e membro di giuria in importanti concorsi internazionali di canto, Galoppini firma la sua prima Stagione come Direttore artistico. Il nuovo cartellone mette in primo piano i grandi capolavori, alcuni dei quali da troppo tempo assenti sulle scene del Regio; si avrà così la grande opportunità di apprezzare quei titoli ormai entrati nel mito e nella storia, custoditi nel cuore di ogni spettatore. Un punto di partenza ideale per accedere alle meraviglie dell’opera. Una “playlist” ideale che vede presenti i fab four della lirica: Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, e poi ancora i due padri che hanno consolidato, nel Novecento, il predominio dell’opera italiana nel mondo: Giacomo Puccini e Pietro Mascagni. Una prima rappresentazione assoluta in tempi moderni impreziosisce la Stagione: si tratta dell’Agnese di Ferdinando Päer, dramma semiserio del 1809, capolavoro da riscoprire e gemma della produzione musicale a cavallo tra Settecento e Ottocento, che influenzò profondamente la successiva generazione di operisti. Chiude la Stagione la prima rappresentazione al Regio di Porgy and Bess, l’ultimo capolavoro teatrale di George Gershwin. Per la danza, oltre al ritorno di Roberto Bolle and Friends, è in cartellone Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev con il Balletto dell’Opera di Perm e un’altra prima assoluta: La giara, una creazione della Compagnia Zappalà Danzasulla musica di Alfredo Casella. Per la prima volta al Regio proponiamo,...
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