LA CAMBIALE DI MATRIMONIO -Teatro Coccia Novara 17 OTTOBRE 2018

LA CAMBIALE DI MATRIMONIO -Teatro Coccia Novara 17 OTTOBRE 2018
Al Teatro Coccia di Novara la ricerca è di casa: “Uno spettacolo composito che, nella prima parte, prevede l’esecuzione di due brevi melologhi e, nella seconda, la messa in scena della farsa rossiniana “La cambiale di matrimonio”. I due melologhi, per voce recitante e orchestra, sono stati composti dai vincitori di un concorso promosso dal Conservatorio stesso. I testi, scelti dalla commissione, riguardano momenti della vita di Rossini e sono tratti per lo più dall’epistolario.”   LA CAMBIALE DI MATRIMONIO –Teatro Coccia Novara 17 ottobre 2018 “LES MOTS QUI SONNENT” Due melologhi per Gioachino Rossini, per voce recitante e orchestra “Metodo per addormentarsi” Musica di Elia Praderio “Petit dîner de plaisir” Musica di Federico Perotti Voce recitante LUDOVICO D’AGOSTINO Farsa comica in un atto Musica di Gioachino Rossini, su libretto di Gaetano Rossi Sir Tobia Mill              Davide Rocca Fanni                            Lucrezia Drei Edoardo Milfort         Shinikiro Kawasaki Slook                            Raffaele Facciola Norton                         Filippo Quarti Clarina                         Cristina Faricelli Regia Laura Cosso Direzione d’orchestra Margherita Colombo Movimenti coreografici Emanuela Tagliavia Orchestra Conservatorio “Verdi” di Milano Scene e Costumi a cura dell’Accademia di belle arti di Brera Solisti del conservatorio di Milano Produzione Conservatorio “Verdi” di Milano Credit fotografico Mario Finotti.    La Cambiale di  Matrimonio è purtroppo un’opera non così frequentemente rappresentata,  ma che trovo particolarmente fresca ed allegra forse proprio in virtù della giovane età, 18 anni, di Gioacchino Rossini, al momento della sua prima scrittura operistica. La vicenda è al solito briosa con qualche paradosso, ma nell’insieme sia la musica che la narrazione scorrono piacevolmente. Questa edizione prevede la regia di Laura Cosso che ha pensato all’ambientazone in una ditta di spedizioni realizzata con scena fissa e movimenti in su ed in giù di pannelli/orte  a rappresentare vari luoghi del mondo oltre a proiezione di scorcio di cielo   visto attraverso due ante. La regia è  accessibile, divertente e ben strutturata con le scene realizzate dall’Accademia di Belle Arti di Brera, attraverso l’opera di   Giulia Capra, Sole Fantini e Marilena Montini  anche ideatrici dei costumi che per contro non ho trovato tutti  così pertinenti seppur volti a modernizzare e rallegrare la scena. Ben inseriti, contestualizzati  ed apprezzati i movimenti coreografici di Emanuela Tagliavia  realizzati con giovani promettenti e ben inseriti. L’Orchestra Conservatorio Verdi di Milano ha ben risposto sotto la direzione di Margherita Colombo che con prudente bacchetta  ha saputo mantenere una linea orchestrale vivace ed equilibrata, consona all’opera. In omaggio a Rossini in occasione del 150° anniversario della morte, la direzione del Coccia ha pensato di far precedere l’opera  dall’interpretazione  di due melologhi  selezionati tramite un concorso del Conservatorio su musiche create da studenti delle classi di composizione: “Metodo per addormentarsi”, con musica da Elia Praderio che forse a causa di non sufficiente amplificazione o forse per scelta, non si sono intese tutte le parole recitate su musica un po’ azzardata. Segue “Petit dîner de plaisir” composta da  Federico Perotti con rimandi rossiniani chiari e testo decisamente brillante che grazie alla voce ed alla interpretazione di livello dell’attore  Ludovico d’Agostino è risultata più gradevole e divertente, ovvero più in linea con l’opera che segue. Gli artisti tutti si sono veramente impegnati nel cercare di dare il meglio acquisito. Sir Tobia Mill viene interpretato dal baritono buffo Davide Rocca che movimenta la scena con guizzi divertiti; la giovane Lucrezia Drei interpreta il ruolo di Fanni con...

RIGOLETTO – Teatro Coccia Novara – Prova Generale 3 ottobre 2018

RIGOLETTO – Teatro Coccia Novara – Prova Generale 3 ottobre 2018
La prova generale della prima opera della stagione è sempre una emozione ed a volte  mi permetto di recensire, in quanto il mio commento non mai è tecnico, ma emozionale. In occasione della prova generale di Rigoletto al Coccia ho incontrato amici di lunga data ed incontrato sorrisi di ‘personaggi’ che per riservatezza non cito, ma che sicuramente diverranno amici o amabili conoscenze. Il teatro è anche questo!      RIGOLETTO – Teatro Coccia Novara – Prova Generale 3 ottobre 2018   Musica di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave   Rigoletto ROBERTO DE CANDIA Duca di Mantova STEFAN POP Gilda ALEKSANDRA KUBAS-KRUK Sparafucile ANDREA COMELLI Maddalena SOFIA JANELIDZE Giovanna/Contessa SERENA MUSCARIELLO Conte di Monterone FULVIO FONZI Marullo/Un usciere di corte STEFANO MARCHISIO Conte di Ceprano ARIOL XHAFERI Borsa DIDIER PIERI Un paggio della Duchessa VALENTINA GARAVAGLIA   Regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi Direzione d’orchestra Matteo Beltrami Orchestra Conservatorio “Cantelli” di Novara Scene Leila Fteita – Luci Emiliano Pascucci – Costumi Nicoletta Ceccolini Coro dei Conservatori “Cantelli” di Novara e “Vivaldi” di Alessandria Produzione Fondazione Teatro Coccia Coproduzione con Teatro Comunale di Sassari – Ente Concerti Marialisa de Carolis     Rigoletto, se si vuole, è il trionfo dell’amore contro tutti e contro tutto, addirittura contro l’evidenza del tradimento, e la certezza della mal riposta fiducia: Gilda ama Il Duca di Mantova senza essere sinceramente ricambiata, ma semplicemente confusa tra i tanti oggetti del desiderio da soddisfare tra un bicchiere di vino ed un amore prezzolato, eppure lei per amore sacrificherà la propria vita per salvare quella dell’iniquo duca.   La scenografia di Leila Fteita è interessante: una enorme cornice che racchiude scene cinquecentesche e che ben si addice alla regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, che pur nella tradizione non cade nel banale e fa della semplicità una ricchezza. Una nota particolare la riserverei alla pioggia che fragorosamente cade sul palco mentre i suoni della  tempesta in cielo  giungono dall’alto della galleria dove sono stati posizionati alcuni strumenti all’uopo preposti e che creano un effetto di verità scenica.  Ben disegnate le luci di Emiliano Pascucci e ben concepiti, senza ridondanza i costumi di Nicoletta Ceccolini. Il coro dei Conservatori “Cantelli” di Novara e “Vivaldi” di Alessandria, sono ben affiatati e di livello. Su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma di Victor Hugo Le Roi s’amuse  , Giuseppe Verdi compose quest’opera con un susseguirsi di arie divenute celeberrime e la Prima fu nel 1851 al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Nell’esecuzione dell’orchestra del Conservatorio Cantelli di Novara sotto all’attenta bacchetta di  Matteo Beltrami resta l’impeto verdiano senza cadere nel tranello dei ripetitivi ‘zumpapa’ ed anzi ha sovente attimi sinfonici di estesa bellezza guidati da un felice gesto ampio. Stefan Pop è il Duca di Mantova che raggiunge acuti con estensione e bel timbro Parmi veder le lagrime… e ben interpreta il ruolo dello spregiudicato libertino, Questa o quella per me pari sono … Gradita quanto inaspettata scoperta Aleksandra Kubas-Kruk nel ruolo di Gilda: buona interpretazione attoriale facilitata da una bellezza che pare  disegnata sul personaggio, ma soprattutto apprezzata per le agilità, gli acuti ed i velluti rilucenti su cui fa scorrere il suo canto poetico ed appassionato Caro Nome….e Tutte le feste al tempio… Nel ruolo del titolo ed in debutto dello stesso, Roberto de Candia, che ben ha compenetrato il personaggio  giungendo a commuovere in diversi momenti esaltando la disperazione del padre che sta perdendo la figlia: Cortigiani vil razza dannata…e Vendetta tremenda vendetta.. Privilegia l’emozione a cui affida il canto dando credibilità al personaggio.   Andrea Comelli è buon spara fucile così...

WHO’S CARLO COCCIA? Teatro Coccia Novara – 23 settembre 2018

WHO’S CARLO COCCIA? Teatro Coccia Novara – 23 settembre 2018
I migliori teatri di tradizione si stanno evolvendo con la creazione di Festivals  dedicati al compositore/autore cui è intitolato il teatro o che ha avuto i natali nella città coinvolta. Il Donizetti opera Festival a Bergamo sta crescendo vorticosamente e Novara, non certamente da meno, sta creando “Fuor di Coccia” un festival dedicato al compositore cui è intitolato il teatro ed anche qui si va alla riscoperta di opere inedite o poco conosciute. SINFONICA – WHO’S CARLO COCCIA? Direzione d’orchestra Gianna Fratta Orchestra Carlo Coccia in collaborazione con Conservatorio “Cantelli” di Novara Musiche di Carlo Coccia, Joseph Haydn, Lauro Rossi, Gioachino Rossini Con Alessandro Mormile, critico e storico musicale Partecipa Roberto Frigato, insegnante di organo e incaricato Biblioteca “Brera” SINFONICA E CAMERISTICA Riprendendo il filo rosso dalla premessa, gli attori della direzione artistica e musicale del teatro Coccia di Novara hanno lanciato una bellissima iniziativa, magari un po’ fuori dalle righe, ma per questo apprezzabile,  che è culminata con il concerto del 23 settembre con l’Orchestra Carlo Coccia in collaborazione con il Conservatorio Cantelli e la direzione della interessante e determinata Gianna Fratta. Già recentemente apprezzata in Nabucco si conferma attenta e precisa. La performance prevede due momenti di dialogo che vanno ad inquadrare meglio la figura di Carlo Coccia e ad informare gli spettatori della ricchezza della Biblioteca Brera, attraverso  gli interventi di  Alessandro Mormile, critico e storico musicale  e di Roberto Frigato, insegnante di organo e incaricato della  Biblioteca “Brera”. I due esperti, con affabilità e direi quasi familiarità si siedono sulla gradinata che porta al palco ed informalmente narrano delle peregrinazioni di Coccia da Napoli a mezza Europa, del suo rapporto con Paisiello e l’opera buffa.  Parlano poi dei  manoscritti autografi di musica sacra  che sono conservati in Cattedrale, dove fu maestro di Cappella per una trentina d’anni, mentre per un caso fortunato il famoso Requiem di Coccia è invece conservato presso la Biblioteca di Brera. Venendo al concerto  il brano introduttivo di Haydn  è celebrativo e trionfale, mentre nella Sinfonia in mi maggiore di Coccia si sono  apprezzati particolarmente i dialoghi tra i violoncelli ed i fiati che alzano il tono della sinfonia in un crescendo davvero fantasioso; forse influenzato da recenti ascolti, ma è parso di percepire un profumo di tempo di valzer o comunque musica adatta benissimo ad un balletto. La Sinfonia in re minore di Lauro Rossi esprime solennità e ariosità dai colori rossiniani e vaghi rimandi ad Hoffenbach: in ogni caso gradevole. Segue la sinfonia in sol maggiore sempre di Coccia che si è percepita quasi come una ouverture operistica, con chiare espressioni epocali, ma alla ricerca di una propria identità ed elegante liricità. La breve Sinfonia di Bologna di Rossini viene esaltata dai pizzicati in duetto con il flauto traverso, dai larghi poetici e dalla vivacità della scrittura. Un plauso al ‘Coccia’! La Musica vince sempre. Renzo...

VALZER – MiTo 2018 – Teatro Regio 16 settembre

VALZER – MiTo 2018 – Teatro Regio 16 settembre
La danza e le vaporose atmosfere viennesi che si creano al volteggiare dei ballerini sospendono per un attimo la realtà ed amplificano il sogno dai colori soffusi ed avvolgenti. La giornata torinese si avvolge  dei profumi di quella Vienna mitelleuropea che tra la fine del 700 e l’inizio dell’800 decretò che l’eterna danza dei due ballerini corpo a corpo avrebbe lasciato la primordiale immagine contadina per innalzarsi a ranghi imperiali. VALZER – MITO SETTEMBRE MUSICA 2018 – Teatro Regio 16 settembre Johann Strauss figlio Il pipistrello, ouverture Storielle del bosco viennese Maurice Ravel Valses nobles et sentimentales Richard Strauss Suite da Il cavaliere della rosa Maurice Ravel La Valse, poème chorégraphique Filarmonica Teatro Regio Torino Gianandrea Noseda, direttore In collaborazione con Filarmonica Teatro Regio Torino     Il programma è gioioso, ma anche estremamente colto. L’ariosa ouverture da ‘Die Fledermaus’ trova una luminosa  dimensione sinfonica grazie alla  bacchetta di Gianadrea Noseda che performa il celebre brano con i chiari e scuri descrittivi degli impeti e della poesia. Oltre alle immagini del corteggiamento favolistico che il valzer ha negli anni suscitato,  Noseda espone una lettura preziosa erigendola a nobilitata dignità. La Filarmonica del Teatro Regio di Torino, che negli anni ha molto lavorato con Noseda, risponde e partecipa con l’abitudine al lavoro condiviso. Sempre di Johann Strauss figlio segue Geschichten aus dem WienerWald e l’intervento di Georg Glasl alla cetra orna la narrazione di quelle storielle del bosco viennese di sonorità dolcissime e di suoni d’altri tempi che carezzevoli, inteneriscono e rievocano figure pittoriche. La ricerca della bellezza e l’estetica contemplazione di essa caratterizzano l’omaggio di Maurice Ravel al Valzer che scrive ‘Valses nobles et sentimentales’ proposto  con una cifra strutturale più complessa, dove la bellezza del valzer affiora con una metrica più contemporanea. Reduce dalla visione ed ascolto di ‘Un film per il Cavaliere della Rosa’ con proiezione del film muto ed orchestra da vivo diretta da Strobel al Convention Centre stresiano, ritrovo con gusto la Suite da Der Rosenkavalier.  L’orchestra tra ariosità e tintinnii, distilla i pianissimi, i soffusi colori pastello e le festosità del celebre valzer; percettibile è l’ansia di esprimersi in un idioma che vuol raggiungere cime vertiginose e che vengono conquistate. Il concerto si conclude con La Valse che  Ravel compose per una coreografia che mai si realizzò, consacrando questo ossequio al valzer ad elegante brano da concerto. La Musica vince sempre. Renzo...

LA CONSACRAZIONE DELLA CASA – MITO 2018- Torino Chiesa S. Filippo 16 settembre

LA CONSACRAZIONE DELLA CASA – MITO 2018- Torino Chiesa S. Filippo 16 settembre
Cori che sembrano danzare, un’ouverture di speciale bellezza, arie e duetti espressivi: sono i tasselli con i quali Beethoven ha composto le musiche di scena per la pièce teatrale  “La consacrazione della casa” di Carl Meisl. Allineati in concerto, sono un’esperienza d’ascolto di grande intensità. LA CONSACRAZIONE DELLA CASA – MITO 2018- Torino Chiesa S. Filippo 16 settembre Ludwig van Beethoven Die Weihe des Hauses La consacrazione della casa musiche di scena su testo di Carl Meisl     Coro dell’Accademia Stefano Tempia Dario Tabbia, maestro del coro Corale Roberto Goitre di Torino Corrado Margutti, maestro del coro Orchestra dell’Accademia Stefano Tempia Guido Maria Guida, direttore Alejandra Flores, soprano Vladimir Jurlin, basso Mario Brusa, voce recitante   In collaborazione con Accademia Stefano Tempia Corale Roberto Goitre     Domenica 16 ottobre a Torino si vivono e rivivono  atmosfere viennesi ed il primo appuntamento vissuto è nell’imponente Chiesa di San Filippo che accoglie una ‘celebrazione musicale’. Si, in effetti si tratta di una vera e propria celebrazione infatti la parodia  proposta fu velocemente composta da Beethoven per festeggiare l’inaugurazione del teatro del quartiere Josephstadt in Wien. Considerando il poco tempo a disposizione Beethoven ricorse ad un lavoro già pronto ‘Die Ruinen von Athen’ precedentemente composta per l’inaugurazione del teatro di Pest, rimaneggiandone il testo.   Confesso di non aver mai sentito prima questa meravigliosa composizione egregiamente eseguita dai prestigiosi nomi in cartellone, ma la sorpresa emotiva ed emozionale è stata davvero positivamente forte.   Seguendo il bel gesto ampiamente comunicativo del Maestro Guido Maria Guida, il coro apre, elevando  immediatamente i bei sentimenti che la bella musica fa scaturire e poi  un bel duetto tra il basso Vladimir Jurlin   ed il soprano Alejandra Flores; stupendo il coro dei dervisci dove la spettacolarità teatrale  invade e si propaga. La Marcia alla turca riporta alla danza, ed ad immaginarie coreografie scenografate.   Trattandosi di lavoro poco eseguito è facilmente deducibile il grande lavoro preparatorio svolto, il grande studio dedicato ed un salto nel back stage mi ha confermato quanto dettaglio Guida riservi ad ognuna delle parti e quanto tutti gli orchestrali e coristi si confrontino in armonia con lui.   Di grande intuizione artistica la ‘Musik hinter der scene’ , mentre la parte recitata dalla esperta voce di Mario Brusa facilita la comprensione della narrazione.   La Musica vince sempre Renzo...

FILARMONICA TEATRO REGIO TORINO – I Concerti 2018-2019

FILARMONICA TEATRO REGIO TORINO – I Concerti 2018-2019
I CONCERTI 2018-2019 12 appuntamenti di grande prestigio con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio e la Filarmonica Teatro Regio Torino Celebri interpreti per una Stagione sinfonico-corale di respiro internazionale Teatro Regio, 27 ottobre 2018 – 1 giugno 2019 Dodici concerti: sette con l’Orchestra del Teatro Regio, di cui quattro con il Coro del Regio, e cinque con la Filarmonica TRT, un doppio cartellone di grande prestigio che vedrà sul podio delle due compagini orchestrali direttori di fama mondiale. La nuova Stagione de I Concerti si configura come un florilegio di proposte musicali che spaziano da Mozart agli standard jazz, con uno speciale focus su Ravel e soprattutto Debussy, nel segno delle celebrazioni per i cento anni dalla scomparsa del padre dell’Impressionismo musicale. Concerti, sinfonie, musiche da film, musica sacra, una Stagione che si preannuncia straordinaria sia per i programmi presentati sia per i grandi artisti ospiti. Grande attenzione è riservata ai giovani, nell’ottica di una politica rivolta al nuovo pubblico: per gli under 18 e per i giovani che rientrano nella 18app, i biglietti, in ogni settore, costano solo 10 euro mentre gli under 16 entrano gratuitamente, accompagnati da una o due persone adulte, per le quali è previsto un biglietto a prezzo ridotto. Un vero e proprio invito al concerto per avvicinare il nuovo pubblico al grande patrimonio sinfonico, un’importante contributo per la diffusione degli imprescindibili capolavori della Storia della Musica. Pinchas Steinberg inaugura, oltre alla Stagione d’Opera e Balletto, anche la Stagione de I Concerti, sabato 27 ottobre sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio. Il Maestro Steinberg, regolarmente ospite delle maggiori istituzioni musicali internazionali, vanta con il Regio un privilegiato rapporto artistico pluriennale. Il direttore d’orchestra israeliano, attualmente Direttore principale della Budapest Philharmonic Orchestra, ha lavorato con orchestre quali Berliner Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Orchestre National de France, Boston Symphony Orchestra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e vanta numerosissime incisioni discografiche. In programma Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms con Karina Flores (soprano) e Tommi Hakala (baritono). La partitura, completata nel 1868 e articolata in sette movimenti, si configura come un grande affresco per solisti, coro e orchestra; un lavoro meditativo, dai tenui contrasti drammatici, dal contenuto profondamente spirituale, più vicino agli oratori di Bach che alla dimensione spettacolare di altri lavori coevi quali il Requiem di Berlioz o quello di Verdi. Il coro, impegnato in tutti e sette i numeri della partitura, è magistralmente istruito da Andrea Secchi, musicista dalla grande esperienza che ha collaborato con i più grandi direttori d’orchestra tra i quali Zubin Mehta, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Lorin Maazel, Riccardo Chailly, ricoprendo importanti ruoli al Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro dell’Opera di Vienna e alla Den Norske Opera & Ballett di Oslo. Dopo una prima collaborazione con il Regio nella Stagione 2012-2013, nel febbraio 2018 ha assunto la carica di Direttore del Coro del Teatro Regio. Lunedì 5 novembre la Filarmonica TRT, diretta da Karl-Heinz Steffens – nell’ambito di un filone tematico “geografico-culturale” inaugurato nel 2017 con America – propone Francia, un programma dedicato alla musica d’oltralpe con alcune tra le più famose pagine orchestrali di Debussy, del quale nel 2018 ricorre il centenario della morte, e Ravel. Steffens, clarinettista e direttore d’orchestra, è regolarmente ospite di orchestre quali Berliner Philharmoniker, Zürich Tonhalle Orchestra, Münchner Philharmoniker, distinguendosi sia come fine interprete operistico che sinfonico. Di Claude Debussy interpreta quella che è la sua partitura più emblematica, icona stessa del Novecento, La Mer, ovvero tre schizzi sinfonici nei quali il...

Peter Pan a Brodway -Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 9 settembre

Peter Pan a Brodway -Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 9 settembre
Stresa Festival 2018, all’insegna delle celebrazioni per il centenario della nascita di Leonard Bernstein, si conclude con la prima italiana di una favola musicale per tutte le età ed i fireworks conclusivi sono le effervescenti note di Peter Pan. Peter Pan a Brodway L. BERNSTEIN, Peter Pan Prima esecuzione italiana Cristina Zavalloni, soprano Nicola Ulivieri, basso Pierpaolo Preziuso, voce recitante Filarmonica Teatro Regio Torino Ars Cantica Choir Gianandrea Noseda, direttore   Per la prima volta in Italia abbiamo potuto ascoltare dal vivo le note e le parole di questa frizzante composizione di Bernstein. Il palco è eccezionale a partire dal giovane bravo e sorridente Pierpaolo Preziuso che utilizza la freschezza giovanile per “essere davvero Peter Pan” e quando dice appunto “Io sono Peter Pan…” il pubblico gli crede e si affeziona subito ed è convinto di essere davvero sull’Isola che non c’è: giovane, ma sicuro ed entusiasta riversa molto di se nel personaggio che arricchisce. Cristina Zavalloni è brava, assolutamente brava sia nel recitato che nel canto dove sa esprimere favolisticamente la narrazione e la musicalità. Il terzo protagonista nel ruolo di Capitan Uncino è il basso Nicola Ulivieri  che già conosciuto al pubblico festivaliero, non ha bisogno di presentazioni ed al meglio delle sue capacità, anche attoriali, interpreta un minaccioso capitano che rende con la ben nota voce profonda e ricca di colori scuri. Ars Cantica Choir, già protagonista di una delle serate clou di ‘Paths crossing’ è qui presente con i suoi elementi rappresentativi che cantano, parlano ed interpretano; un sincero plauso va a Marco Berrini che sa armonizzare il gruppo e renderlo omogeneo e partecipativo. L’orchestra è La Filarmonica del Teatro Regio di Torino che in perfetto sincronismo armonico lavora con Gianandrea Noseda con il quale è percettibile l’intesa e le intenzioni. Noseda dirige sorridendo senza lasciare nulla al caso e con l’umiltà dei grandi lascia che sia l’interezza della realizzazione ad avere le necessarie attenzioni e riserva apprezzamenti singoli e globali a tutti gli intervenuti. Noseda dirige con la consueta apparente semplicità compenetrando una scrittura gradevole, ironica ed effervescente.   L’adattamento di Nina Bernstein  Simmons, figlia del compositore è stata realizzata con consapevolezza e direi amore.   La Musica vince sempre. Renzo Bellardone....

CONCERTO LIRICO – MEINA, Chiesa Parrocchiale 8 settembre 2019

CONCERTO LIRICO – MEINA, Chiesa Parrocchiale 8 settembre 2019
Gran bella cosa riuscire a cambiare i propri programmi nel giro di cinque minuti e soprattutto se lo si fa perché invitato da amici per un concerto tenuto da amici…..   CONCERTO LIRICO a MEINA –Chiesa Parrocchiale 8 settembre 2019 Arie e Brani d’opera Di Verdi, Puccini, Giordano, Leocavallo, Saint Saens Eugenia Brayanova         , soprano Barbara Vivian,mezzosoprano, Alberto Angeleri, tenore Lorenzo Battagion, baritono Mirco Godio, pianoforte   La suggestiva Chiesa Parrocchiale di Meina, ormai da qualche anno è sede di concerti di buon interesse. Nella serata di sabato 9 settembre la scelta ha individuato un concerto lirico con professionisti dal Teatro Regio di Torino, piuttosto che dal Carlo Felice di Genova o il Teatro Coccia di Novara. Le arie ed i brani d’opera interpretati, sono di repertorio, ma non scontati e prevedibili. Il concerto ha  inizio con  l’interessante  baritono Lorenzo Battagion che con forza interpretativa  e decisione,  con  colore ben definito  affronta il ‘Prologo’ dai Pagliacci di Leoncavallo, per poi ritrovarlo in ‘Nemico della Patria’ dall’Andrea Chenier di U. Giordano. Il tenore Alberto Angeleri  sfodera voce sicura e sensibile carica emotiva nell’ esordio con ‘Che gelida Manina’ da Bohème di Puccini in duetto con la squillante Eugenia Brayanova ricca di virtuosismo  e forza interpretativa. Barbara Vivian  è accorato mezzo soprano nell’aria ‘Mon coeur s’ouvre a ta voix’ da Samson e Dalila di Saint Saens, dove emette con colori ambrati fino ad un più profondo scuro, senza temere poderosi acuti. Dopo  i consensi per ‘Vesti la Giubba’ , ‘Scuoti quella fronda’, ‘Un bel di vedremo’   ed altri brani il concerto si conclude con il quartetto da ‘Rigoletto’ che vede impegnati i quattro solisti in un alternarsi di voci armonioso che contraddistingue la scrittura verdiana. Una nota di rilievo va riservata al pianista Mirco Godio che oltre ad accompagnare i cantanti con tocco da professionista collaudato, in proprio esegue poeticamente  l’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Leoncavallo e poi da Fedora di Giordano. La Musica vince sempre Renzo...

DANZANDO CON DEBUSSY- Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 7 settembre

DANZANDO CON DEBUSSY- Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi  7 settembre
Ricerca, sperimentazione, inventiva: questo è quanto ci si aspetta da un  programma che già sulla carta è particolare ed interessante. Il pianista  Giovanni Bellucci  presenta  una rara esecuzione della trascrizione per pianoforte solo di Liszt della Sinfonia Fantastica di Berlioz. La seconda parte, in prima italiana, con la versione per piano solo di Jeux, un “poema danzato” di Debussy che vede sul palco  la danzatrice e coreografa Eugénie Andrin in dialogo con una suggestiva proiezione realizzata da  Gabriel Grinda. DANZANDO CON DEBUSSY- Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi  7 settembre Giochi proibiti H. BERLIOZ, Symphonie fantastique op. 14 (trascrizione per pianoforte di F. Liszt) C. DEBUSSY, Jeux* Giovanni Bellucci, pianoforte Eugénie Andrin, danzatrice e coreografa Gabriel Grinda, regia multimediale   Un po’ di narrazione in questo caso serve e, per restare fedeli alle intenzioni del programma, basta  sfogliare le pagine del libro di sala dello StresaFestival 2018 per leggere che Liszt andò a far visita a Berlioz proprio il giorno avanti la prima esecuzione di Symphonie fantastique, episode de la vie d’un artist. Dopo averla ascoltata ne rimase talmente colpito che ne decise subito la trascrizione e con la conoscenza della musica di cui disponeva oltre ad uno spiccato e sensibile senso artistico, partorì la partitura oggetto del programma che il pianista Giovanni Bellucci offre in questa serata a Palazzo dei Congressi di Stresa. Bellucci è vigoroso ed estremamente virtuoso con mani agilissime che estraggono suoni, luci e colori dalla tastiera, in un rincorrersi impetuoso di note. Nella seconda parte la scrittura musicale  è meno immediata, ma l’onirica partita a tennis viene sognata dai passi di danza di Eugénie Andrin che si confronta e gioca con le mani proiettate e danzanti ideate dal fantasioso Gabriel Grinda. Due, quattro, dieci mani che si rincorrono , ma è di particolare suggestione quando ‘il doppio’ della danzatrice viene raccolto da una mano virtuale e portata in alto sul palcoscenico in un impercettibile gioco di luci e multimedialità. La Musica vince sempre Renzo...

BACH – Suite per violoncello solo- Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina

BACH – Suite per violoncello solo- Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina
‘Dal sito dello Stresa Festival’ : Per il violoncello Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di Galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite sono un punto fermo dei concerti del Festival, una proposta nella cornice suggestiva dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso, che si mantiene inalterata da 20 edizioni con interpreti ogni anno differenti. Lo spagnolo Asier Polo è tra i violoncellisti della sua generazione più accreditati del panorama internazionale e la sua carriera solistica annovera collaborazioni di grande prestigio.   BACH – Suite per violoncello solo Stresa Festival 2018 – Eremo di Santa Caterina Suite per violoncello solo (I)  5 settembre 2018 J.S. BACH Suite n. 1 in sol magg. BWV 1007 Suite n. 4 in mi bem. magg. BWV 1010 Suite n. 5 in do min. BWV 1011 Suite per violoncello solo (II) 6 settembre 2018 J.S. BACH Suite n. 3 in do magg. BWV 1009 Suite n. 2 in re min. BWV 1008 Suite n. 6 in re magg. BWV 1012 Scritte presumibilmente negli anni intorno al 1720 per uno dei violoncellisti alla corte di  Köthen,  vi sono motivi per reputare che le ultime suites siano state scritte indipendentemente dalle altre e  forse anche  per strumenti diversi dal violoncello. Fino a quel momento il violoncello aveva  quasi unicamente la funzione di accompagnamento, mentre Bach, sia nella Suites che in alcune parti dei Concerti brandeburghesi, lo elevò a strumento solista. Nella più che suggestiva cornice dell’Eremo di Santa Caterina a Leggiuno, il genio del virtuosismo  Asier Polo in due serate ha proposto le Suites, e di nota in nota sembra sempre di ascoltare musica nuova. In Bach l’interpretazione gioca un ruolo determinante e le atmosfere romantiche evocate da Polo aggiungono atmosfera al monumento compositivo. Polo estrapola le dissonanze tra suoni dolci, ambrati ed arrotondati. Velocità e virtuosismo impressionante sono le note distintive dell’interprete di questa stagione che scava i sentimenti più profondi racchiusi nella composizione, portando a galla, dal più profondo del cuore umano i sentimenti di amore, dolore, poesia. La Musica vince sempre. Renzo...