STRESA FESTIVAL. LONDON SYMPHONY ORCHESTRA – Festival Hall 6 settembre

STRESA FESTIVAL. LONDON SYMPHONY ORCHESTRA – Festival Hall 6 settembre
L’attesa e la conclusione: l’attesa è sempre carica di speranze, di ricerca di emozioni…forse di illusioni, immaginando mondi nuovi e ritrovo di quelli già vissuti! Oggi è il momento della conclusione che con soddisfazione ripercorre momenti di bella musica, con ambientazioni favolistiche e animo sereno, già in attesa della prossima edizione… STRESA FESTIVAL 2025 – LONDON SYMPHONY – 6 SETTEMBRE Stresa Festival Hall Mario Brunello, violoncello London Symphony Orchestra Antonio Pappano, direttore D. Šostakovič, Sinfonia n. 9 in mi bem. magg. op. 70 R. Schumann, Concerto per violoncello e orchestra in la min. op. 129 (trascr. Šostakovič) L. van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do min. op. 67 Il concerto di chiusura della 64ma edizione di Stresa Festival ha come protagonisti la London Symphony Orchestra diretta da Sir Antonio Pappano e il violoncellista Mario Brunello, Direttore Artistico del Festival. Questa sera,allo Stresa Festival, si registra il prestigioso ritorno della London Symphony, già ospite in passate edizioni diretta dal suo direttore principale Antonio Pappano. L’evento di assoluta importanza vede anche la partecipazione del Direttore Artistico del Festival Mario Brunello, grande interprete al violoncello e raffinato ricercatore di sperimentazioni e innovazione. Il concerto resterà nel ricordo e nei cuori degli spettatori che hanno omaggiato gli interpreti con una strepitosa standing ovation. Con Šostakovič certamente han vibrato le corde più profonde dell’animo per la poliedricità della scrittura che spazia dall’allegrezza alla drammaticità. In Shumann la cromaticità la fa da padrone e Brunello espone una tecnica da grande maestro ed una non comune sensibilità interpretativa. La quinta di Beethoven non richiede commenti se non che nell’esecuzione della London con Papano sono stati toccati vertici molto alti con sonorità espressive, descrittive, coinvolgenti da emozionare. Il Direttore artistico del festival e solista della serata il Maestro Mario Brunello ha colto l’occasione per ringraziare il pubblico, lo staff e ricordare i ‘bambini che scompaiono’ , a causa dei genocidi in essere e per ricordare tutti i popoli che subiscono violenze che non meritano, ha suonato un brano armeno; il maestro Pappano rifacendosi alle parole di ‘Mario’ ha diretto ‘Inno all’amicizia’. Serata indimenticabile dal punto di vista musicale e sensibile per tutti gli ‘arrivederci’ che si sono detti con l’affetto che nasce spontaneo tra chi vive le stesse emozioni. Grazie a tutta l’organizzazione al meraviglioso staff…. La Musica vince sempre Renzo Bellardone.   Credit fotografico : Lorenzo di...

STRESA FESTIVAL 2025 – STABAT MATER- 25 AGOSTO Chiesa S. Ambrogio Stresa

STRESA FESTIVAL 2025 – STABAT MATER- 25 AGOSTO Chiesa S. Ambrogio Stresa
A Stresa si celebrano i 300 anni dalla morte di Scarlatti e viene offerta la possibilità di ascoltare due differenti interpretazioni di una sequenza attribuita a Jacopone da Todi. STABAT MATER F. Durante, Concerto in sol min. per archi A. Scarlatti, Stabat Mater (selezione) A. Pärt, Stabat Mater per soprano, alto, tenore e 3 strumenti ad arco Graciela Gibelli, soprano Carlos Mena, alto Zacharie Fogal, tenore Il Suonar Parlante Flavio Losco, violino Nicolas Penel, violino e viola Maxime Alliot, violino e viola Riccardo Coelati, violone Marco Baronchelli, liuto Florian Birsak, organo e cembalo Vittorio Ghielmi, viola da gamba e direzione Il Suonar Parlante con la direzione di  Vittorio Ghielmi pone a confronto una suggestiva accoppiata di Stabat Mater: quelli di Alessandro Scarlatti e di Arvo Pärt. La famosa sequenza attribuita a Jacopone da Todi venne elaborata da Scarlatti tra il 1723 e il 1724 a Napoli per voce e strumenti. Indubbia la bellezza del testo e soprattutto la bellezza della parte musicale che nella Chiesa di S.Ambrogio a Stresa rivive nell’immensità del suo splendore.. I maestri agli strumenti sono a dir poco eccezionali e parimenti le voci incantano. A dire il vero l’interpretazione dello Stabat di Arvo Pärt affascina il pubblico anche per l’estrema cromaticità e per il non frequente ascolto dal vivo. Le voci sono estremamente belle ed ammaliano il pubblico che sovente non trattiene gli applausi. “È proprio come il contatto di elementi opposti, ad esempio la lava che erutta da un vulcano, che scorre nell’acqua. Sembra impossibile che tali elementi diversi si potessero mai incontrare; tuttavia, in questo pezzo è accaduto esattamente ciò. Il testo ci presenta l’esistenza simultanea di dolore incommensurabile di questo evento e di potenziale consolazione» (Pärt), e le parole dell’autore esprimono nella totalità il complesso significato della scrittura, esposta con eleganza e convincimento…trasmesso alla platea. La Musica vince sempre Renzo Bellardone   credit fotogrfico Davide...

SIMONE RUBINO INTERVISTA

SIMONE RUBINO INTERVISTA
SIMONE RUBINO INTERVISTA Simone buongiorno, come va? Mi permette che le porga alcune domande in previsione del suo concerto allo Stresa Festival? Le anticipo che avevo avuto il piacere di ascoltarla in un concerto per Viotti Festival e di lei avevo scritto : “ottimo anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni.” Come nasce tutto questo?” tutto nasce dalla curiosità e dalla volontà di integrare diverse discipline? I suoi concerti sono un unicum per originalità, ricercatezza e fantasia, come è arrivato a questo punto ??? Credo molto nell’interdisciplinariertà e credo che alla base di ogni di ogni disciplina ci sia un punto in comune…la base è l’obiettivo della profondità, ovvero scavare fino alle radici: le radici dell’albero ovvero la vita, molto complessa da comprendere. Alla base delle varie discipline c’è una connessione e sono da sempre affascinato da questo e dalla spasmodica ricerca nell’individuare un punto di unione nelle varie discipline. Lei ha raccontato che ritiene che la voce umana, nella lingua italiana, sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali; La marimba, pur essendo a percussioni ha risonanze particolari… che orientamento ha? La lingua italiana è legata tra vocali e consonanti e la marimba pur essendo a percussioni è un idiofono quindi ha un suono determinato e risonanze lunghe. Nella fortuna che abbiamo noi nella lingua italiana parlata è che si tratta di una lingua melodica….non a caso il Belcanto nasce in italia. Nella nostra lingua abbiamo la prevalenza di molte vocali a differenza della lingua tedesca che ha molte consonanti nella stessa parola; le consonanti sono quello che danno struttura alla frase, ma ovviamente tolgono la parte melodica della lingua parlata. Le vocali, quando noi parliamo e le pronunciamo, tocchiamo le corde vocali e con il canto, quando si pronuncia una qualsiasi vocale si mettono in vibrazione le corde vocali, mentre le consonanti non si toccano quasi per nulla…(ad esclusione della consonanti deboli),creando così la dimensione ritmica delle vocali. La marimba come tutte le percussioni è strumento che emette uno o più suoni attraverso dei colpi. Il colpo è di per se la dimensione della lingua parlata….e quindi si arriva a fraseggiare con le sole consonanti, cosa molto difficile e nella marimba la cosa più difficile ancora che nel pianoforte, è il legato. Le note per poter essere legate hanno bisogno della stessa vocale e quindi tutto risulta più spezzato. Attraverso l’intelletto si può sincronizzare la percezione dell’orecchio e creare un crescendo di legare più note, si cambia la percezione dell’orecchio, manipolando l’attacco della consonante.   Credo che lei possa essere definito un musicista audace, che non teme l’innovazione o la sperimentazione pur di creare suoni affascinanti: da dove viene questa forte ispirazione? Non so da dove venga l’ispirazione, ma forse il tutto è determinato dal carattere e dalla voglia di continuare ad imparare e ricercare attraverso la sperimentazione, cercare continuamente nuovi suoni….   Per concludere con ironia, seppur rimanendo nel mondo della ‘bellezza’ lei preferisce i colori pastello o i colori shocking? Colori pastello probabilmente, anche se ho un certo fascino per il bianco e nero…mi piace molto pensare alla musica soprattutto tra gli opposti! Grazie per il tempo che ha dedicato a questo incontro ed arrivederci all’Isola Bella di Stresa il 28 agosto per ascoltare musica barocca nella sua proposta su...

Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto

Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto
Con il concerto di Frida Bollani Magoni, si conclude il Festival Young dello Stresa Festival 2025. Cartellone young azzeccato, anche in considerazione dei molti giovani che l’hanno seguito e vissuto con partecipazione. Stresa Festival 2025 -Semplicemente FRIDA IN TOUR – 1 agosto Frida Bollani Magoni, tastiera Mark Glentworth, vibrafono Frida si presenta così: semplicemente Frida…e sul palco è davvero così..semplicemente. Lo spettacolo comincia con la voce amplificata del countdown in un ambiente sonoro amplificato e surreale, poi arriva Frida e subito la contemporaneità si fonde con la classicità espandendo sensazioni belle. Frida espone una voce acuta, facile alle variazioni, in pregevole estensione, cantando sia cover che brani celebri ed alcune canzoni scritte da lei. Affiancata dal rinomato musicista britannico Mark Glentworth, percussionista, compositore, pianista e cantante, insieme creano un gradevolissimo spettacolo fatto oltre che di musica anche di simpatia e allegria, con qualche gag divertente. Di Frida si può apprezzare sia la voce che il tocco alla tastiera e la sorprendente carica interpretativa. Aver dedicato Hallelujah e It’s Wonderful quali bis è stato come dare e ricevere un caloroso abbraccio. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credit foto Francesco...

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”

STRESA FESTIVAL 2025 – “RADICI”
Un Festival ha nel suo obiettivo non solo quello di presentare persone e composizioni note, ma ancor più dare voce e spazio ai talenti emergenti che si stanno, a buon titolo, affermando… “RADICI” – STRESA FESTIVAL 2025 – Stresa Festival Hall- 23 luglio Simone Locarni project Artist in residence Javier Girotto – sax Michele Sannelli – vibrafono Antonio Palmieri – contrabbasso Antonio Marmora – batteria Simone Locarni – pianoforte Con Con “Radici” ha inizio il progetto dell’Artist in residence 2025 allo Stresa Festival, ovvero il giovane capace Simone Locarni, che interpretando lo spirito del festival ed il tema di questa edizione sviluppa il concetto di Lago, incontri condivisioni e gli interpreti di questa sera, pur avendo ‘radici’ diverse, decodificano elegantemente questo proposito ispiratore. Locarni, avvalendosi della collaborazione di Xavier Girotto, saxofonista monumento jazz e di altri validissimi concertisti, insieme a loro crea atmosfera avvolgente fatta di cinque suoni sensibilmente rispettosi uno dell’altro, della composizione e del pubblico. L’ensemble è avvincente e godibile, ed esprimere nuove emozioni su Girotto, un musicista conosciuto e stimato in tutto il mondo, diventa davvero difficile. Abbiamo anche apprezzato l’ascolto di un paio di sue composizioni. Michele Sannelli al vibrafono emette vibrazioni che risuonano nell’aria e colpiscono inevitabilmente i sensi del pubblico; Antonio Palmieri, figura discreta ed espressiva, aggiunge eleganza al concerto con il ritmo del suo contrabbasso. Antonio Marmora, a sua volta, è elogiato per la delicatezza con cui suona la batteria, dedicandosi a un unico assolo… in un concerto jazz! Il tocco puro di Simone Locarni e la partecipazione coinvolgente che dimostra con il suo strumento e la sua musica sono ammirevoli, così come il suo talento compositivo, che si rivela nel finale. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone credito fotografico Davide...