NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017

NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017
Per un festival, la location rappresenta sempre un punto di valenza. Nel caso dello Stresa Festival, il naturale paesaggio del Lago Maggiore imprime un tocco di eleganza raffinata e quando poi il concerto si tiene nel giardino della borromea Loggia del Cashmere all’Isola Madre, il gioco è fatto è la scenografia assicurata. NAKARIAKOV, GERSHWIN QUARTET- Stresa Festival – Isola Madre 24 agosto 2017   Nella Pagina di presentazione del concerto sul libro di sala si legge l’accurata e puntuale considerazione di Luca Segalla che definisce la variegata scelta dei brani ‘un matrimonio possibile’: da Mozart, enfant prodige, fino al ‘Carnevale di Venezia’ di Arban. Il programma è davvero improntato alla libertà ed alla ricerca del piacevole intrattenimento offerto da professionisti di buon livello come il Gerschwin Quartet ed il super virtuoso trombettista Sergei Nakariakov. Nei brani di Mozart è di casa una vivace scorrevolezza che sfocia poi nel sapore leggermente frivolo e viennese di Kreisler.  Nella ‘Tarantella’ di Bὃhme prorompe il virtuosismo e la sorprendente agilità di Sergei Nakariakov. Nelle ‘Four Miniatures’ il quartetto d’archi espande la bellezza dei pizzicati ed i profumi d’oriente vengono intrisi di folcklore gitano. ‘Les chemins de l’amour’ di Poulenc proposti nella versione con filicorno mantengono dolcezza ed i sentimenti malinconici, abbandonati poi per i tanghi di Piazzolla e via via fino ai bis con una brillante ciarda di Monti. Affascinante la cornice del parco e gradevolissima la proposta, con la punta di eccellenza di Nakariakov. La musica vince sempre. Renzo...

Macbeth – Teatro Regio Torino – 2 luglio 2017

Macbeth – Teatro Regio Torino – 2 luglio 2017
Per gli amanti dell’opera è sempre una bella sfida affrontare partiture di repertorio, presentate registicamente con visioni nuove, ma ritengo che le sfide siano il sale della vita in ogni suo comparto e quindi ben vengano le regie della siciliana Emma Dante, che colora sempre le sue visioni con i colori della tradizione o del paesaggio siciliano ! Macbeth – Teatro Regio Torino – 2 luglio 2017 Meloramma in quattro atti Libretto di Francesco Maria Piave [e Andrea Maffei] dall’omonima tragedia di William Shakespeare Musica di Giuseppe Verdi   Personaggi Interpreti Macbeth, generale dell’esercito del re Duncano baritono Dalibor Jenis   Lady Macbeth, moglie di Macbeth soprano Anna Pirozzi ) Banco, generale dell’esercito del re Duncano basso Marko Mimica Macduff, nobile scozzese, signore di Fiff tenore Piero Pretti   La dama di Lady Macbeth soprano Alexandra Zabala Malcolm, figlio di Duncano tenore Sabino Gaita (2) Il medico baritono Nicolò Ceriani   Un servo di Macbeth e l’Araldo basso Giuseppe Capoferri   Il sicario baritono Marco Sportelli   Prima apparizione baritono Lorenzo Battagion   Seconda apparizione voce bianca Francesca Idini Terza apparizione voce bianca Anita Maiocco Duncano, re di Scozia mimo Francesco Cusumano Fleanzio, figlio di Banco mimo Nunzia Lo Presti Direttore d’orchestra Giulio Laguzzi  Regia Emma Dante Scene Carmine Maringola Costumi Vanessa Sannino Coreografia Manuela Lo Sicco Maestro d’armi Sandro Maria Campagna Luci Cristian Zucaro Assistente alla regia Giuseppe Cutino Maestro del coro Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Attori della Compagnia di Emma Dante e Allievi della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo di Palermo Solisti del Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” Nuovo Allestimento in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo e l’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival   La rappresentazione messa in scena da Emma Dante esalta il potere malefico di Lady Macbeth ed i dissidi interiori del protagonista, tormentato dai delitti commessi! La scena è pulita e fatta di poche elementi scenici, seppure molto ricca e ben contestualizzata: non solo facili movimenti di masse, ma azione e interazione tra i ruoli. I colori la fanno da padrone ed il rosso si staglia contro il nero dei fondali, così come il metallico delle corone, che salgono e scendono ad invadere la scena. Solo qualche perplessità per i fichi d’India e forse per lo scheletro del cavallo, ma certamente c’era da cogliere un filologico od un simbolismo non immediato. In ogni caso regia viva e vivida con interessanti spunti e riferimenti come a San Sebastiano, nella rappresentazione della morte di re Ducano. Il direttore musicale del teatro Regio di Torino, Gianadrea Noseda impossibilitato per salute a dirigere, ha indicato lui stesso Giorgio Laguzzi, il quale ha dato prova di grandi abilità e di saper ricercare il miglior ‘suono’ nella sua completezza comunicativa; gesto chiaro e buona intesa con la buca, è stato acclamato. Macbeth è l’opera della maturità (penultima solo a Falstaff) e risente quindi di esperienze e ricerche che ne fanno un vero capolavoro. A Torino è stato scelto un cast di livello che ben ha seguito le indicazioni di regia e di direzione musicale. Predominante il coro diretto da Claudio Fenoglio nelle varie formazioni, femminile, maschile o al completo e di assoluta presenza i movimenti coreografici, ben sopra le righe, ma contestualizzati all’idea registica: uomini con grandi falli che mettono incinte continuamente le streghe sempre con pance evidenti, a contraltare di Macbeth e della sua Lady, senza figli fino alla morte in solitudine ! Dalibor Jenis, baritono dalla voce brunita e ben modulata sia  nei...

STRESA FESTIVAL 2017 – Comunicato stampa

STRESA FESTIVAL 2017 – Comunicato stampa
Con l’arrivo della Primavera giungono anche le migliori notizie dal Lago maggiore ed in particolare dallo Stresa Festival alla sua 56° edizione. Molte le novità, molte le conferme, molta la voglia di vivere la musica in una delle più belle cornici al mondo ! Renzo Bellardone         56° Festival Internazionale 18 luglio – 8 settembre 2017 Direttore Artistico Gianandrea Noseda  press@stresafestival.eu | 0323.31095 | www.stresafestival.eu COMUNICATO STAMPA Stresa, 28 marzo 2017 La musica incontra il teatro, la danza, la letteratura e le arti visive Dal 18 luglio all’8 settembre Ventisei appuntamenti avvincenti e imperdibili, tanto diversi quanto legati da un intento comune, sono in programma per la 56ª edizione di Stresa Festival. Il più importante festival del lago Maggiore dedicato da sempre alla musica si apre ogni anno di più a nuove forme espressive attraverso la compresenza di varie discipline, quali il teatro e la danza, e l’utilizzo della multimedialità per la proiezione di video scenografie originali. Nel 2017 si aggiungono gli incontri letterari con affermati scrittori della scena contemporanea. Tutto questo si unisce alla magia della musica, che rimane l’elemento principale, nel contesto di luoghi storici di grande fascino per offrire agli spettatori un’esperienza unica ed emozionante: assistere a uno spettacolo in sedi esclusive aperte appositamente per il Festival. Musica, danza, physical theatre, teatro visuale ed eventi site specific sono protagonisti di questo rinnovamento artistico del Festival di Stresa. Sono oltre 400 i singoli protagonisti della prossima estate che non è più solo in musica, ma la musica diventa il filo conduttore che sottende all’ampia programmazione suddivisa nelle consuete tre sezioni: i Midsummer Jazz Concerts, le Meditazioni in Musica e la rassegna principale, quest’anno intitolata Incontri da Gianandrea Noseda che firma il programma per il suo diciottesimo anno come Direttore artistico. Incontri e Meditazioni in Musica Delle 20 serate in programma 3 sono dedicate a progetti commissionati direttamente dal Festival che presenta prime assolute di grande interesse: per la serata di apertura del 23 agosto a Palazzo dei Congressi di Stresa la compagnia Sanpapié, già ospite nel 2016, è l’autrice di una nuova produzione in cui la danza racconta Histoire du soldat di Stravinskij. Insieme troviamo la voce recitante di Valter Malosti, regista, attore e artista visivo profondamente attratto dalla ricerca sulla trasversalità delle arti, e Stresa Festival Ensemble diretta da Duncan Ward. Una prima parte prevede musiche di De Falla e Berio con il soprano Alda Caiello. Il 26 agosto al Maggiore è la volta del teatro delle ombre: Hamlet op. 32a (musiche di scena) di Šostakovič viene rappresentato da alTREtracce, compagnia torinese che concentra la sua ricerca sulla fusione tra le diverse tecniche teatrali con il teatro d’ombra. Il suo linguaggio onirico ed evocativo si fonde con la suggestiva voce recitante di Olivia Manescalchi per la drammaturgia di Monica Luccisano e con Stresa Festival Orchestra diretta da Daniele Rustioni. Si ritorna a Stresa il 31 agosto con Francesco Frongia e Ferdinando Bruni, tra i registi più affermati della scena contemporanea teatrale, che presentano una nuova spettacolare scenografia a supporto dell’esecuzione di Quadri di un’esposizione di Musorgskij. Sul palcoscenico anche Alexander Romanovsky al pianoforte che esegue una prima parte dedicata a Schumann. Tornano le grandi orchestre a Palazzo dei Congressi di Stresa: la novità è rappresentata dalla Tonhalle-Orchester Zürich che a fine agosto insieme al pianista Francesco Piemontesi propone un programma con musiche di Brahms, Grieg ed Elgar con la direzione di Lionel Bringuier. Gianandrea Noseda è impegnato durante la prima settimana di settembre...

MANON LESCAUT – Teatro Regio di Torino – 26 marzo 2017

MANON LESCAUT – Teatro Regio di Torino – 26 marzo 2017
La sera antecedente ‘Manon’ al Regio di Torino, mi trovavo a Santhià al concerto delle ‘4 Stagioni’ di Vivaldi eseguito dall’orchestra barocca ‘De Giardini’ con violino solista e maestro concertatore Eugenio Sacchetti; alla fine del concerto “atteggiandomi a conoscitore” commentavo con il pianista Massimiliano Genot che in Vivaldi già c’erano i Leitmotiv presenti poi nelle opere di Wagner, ma sentendo poi Puccini ecco che li ritrovo nella più alta espressione poetica ! MANON LESCAUT – Teatro Regio di Torino – 26 marzo 2017  Dramma lirico in quattro atti dal romanzo Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut di Antoine François Prévost Musica di Giacomo Puccini   Personaggi Interpreti Manon Lescaut soprano María José Siri Il cavaliere Renato Des Grieux, studente tenore Gregory Kunde   Lescaut, sergente delle guardie del re baritono Dalibor Jenis Geronte di Ravoir, tesoriere generale basso Carlo Lepore Edmondo, studente tenore Francesco Marsiglia Il maestro di ballo tenore Saverio Pugliese Un musico mezzosoprano Clarissa Leonardi Un lampionaio tenore Cullen Gandy Un sergente degli arcieri e L’oste baritono Dario Giorgelè Un comandante di marina basso Cristian Saitta Un parrucchiere mimo Francesco Scalas Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda Regia Vittorio Borrelli Scene Thierry Flamand Costumi Christian Gasc Luci Andrea Anfossi Movimenti mimici Anna Maria Bruzzese Assistente alla regia Piero Torciano Maestro del coro Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Allestimento Teatro Regio     MANON: un titolo una garanzia, che nella produzione torinese si avvalora con la presenza di artisti eccezionali, diretti da un eccezionale Gianandrea Noseda! L’inizio dell’opera è preceduto dalla lettura di un comunicato sindacale che invita tutti gli spettatori ed amanti del teatro e della cultura a tutto raggio, a sottoscrivere una petizione reperibile nel teatro stesso, volta a conservare i posti di lavoro  nei teatri  ed a preservare il futuro della cultura italiana! Tornando a parlare della superba direzione di Noseda  è inevitabile sottolineare la passione, l’attenzione, l’amore ed il rigore che lo stesso riversa sulla bacchetta alla ricerca della perfezione stilistica ed all’emozione pura; Noseda in Manon ha tratto pagine di sinfonia assoluta, esaltando la luminosità della partitura!  Puccini in Manon raggiunge vette eccellenti  ed  ancorchè conosciute riescono sempre a scatenare emozioni e commozione, che pervadono platea e palco e Noseda, ai vertici della bravura, tocca punti di liricità e di toccante poesia da stravolgere anche gli animi più duri. Il Teatro Regio con Manon ha centrato un altro obiettivo, infatti l’opera è stata apprezzata in ogni suo aspetto: la regia di Vittorio Borrelli è attenta ai particolari e non lascia mai vuoti scenici, sfruttando al meglio le scene di Thierry Flamand fastose  e sicuramente realizzate più con sapienza che impiego di risorse, ma l’insieme risulta fulgido di ricchezza, fotografico all’imbarco delle prostitute  e poi deserticamente essenziale al finale. Le luci di Andrea Anfossi vengono utilizzate con la cautela che porta ad un sicuro effetto ed anche  i costumi di Christian Gasc sono belli. Venendo al canto riesce davvero difficile stabilire il podio, ma un accenno di riguardo lo riserverei a Gregory Kunde –lo studente Des Grieux- che in barba all’età offre un timbro fresco  ed espressioni arrotondate da incantare; il mio posto in teatro era in un palco, quindi a fondo sala, ma la sua voce, il suo fraseggio, il suo porgere dolcezza ed emozione mi sono arrivate come se fossi stato in prima fila. ‘Donna non vidi mai’, piuttosto che ‘Pazzo sono’  sono sinceramente da ricordare. Interprete di riferimento in molti ruoli, credo possa essere esempio ai più giovani colleghi, per l’arte nell’uso della voce. Bravissima anche Maria José...

La bohème – Teatro Regio di Torino – 15 ottobre 2016

La bohème – Teatro Regio di Torino – 15 ottobre 2016
In occasione del 120° anniversario della prima esecuzione assoluta di ‘La bohème’ di Giacomo Puccini – Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1896 Resta celebre la frase di Massimo d’Azeglio  “abbiamo fatto l’Italia, ora si tratta di fare gli italiani”, quando  il 27 gennaio 1861 si svolse il primo turno per le elezioni dei deputati del primo Parlamento nazionale che fu inaugurato il 18 febbraio dello stesso anno presso Palazzo Carignano, residenza reale dei Savoia a Torino. Il primo Parlamento italiano, fu composto, tra gli altri, dagli eroi dell’Unità d’Italia come Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi. Torino, prima capitale d’Italia resta anche la sede della Prima Assoluta di Bohème che la responsabile e visionaria direzione del Teatro Regio ripropone in apertura della stagione 2016/17 in onore dei 120 anni dalla sua prima esecuzione pubblica.  LA  BOHEME – Teatro Regio di Torino Sabato 15  Ottobre 2016 Opera in quattro quadri Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henry Murger Musica di Giacomo Puccini Personaggi Interpreti Mimì soprano Erika Grimaldi Rodolfo, poeta tenore Iván Ayón Rivas  Musetta soprano Francesca Sassu  Marcello, pittore baritono Simone Del Savio  Schaunard, musicista baritono Benjamin Cho Colline, filosofo basso Gabriele Sagona Benoît, padrone di casa e Alcindoro consigliere di stato basso   Matteo Peirone Parpignol, venditore ambulante tenore Cullen Gandy Sergente dei doganieri basso   Un doganiere baritono Marco Sportelli    Riccardo Mattiotto Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda Regia Àlex Ollé Scene Alfons Flores Costumi Lluc Castells Luci Urs Schönebaum Collaboratore alla regia Susana Gómez Assistente alle scene Sarah Bernardy Assistenti ai costumi José Novoa / Elena Cicorella Maestro dei cori Claudio Fenoglio Orchestra e Coro del Teatro Regio Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi”  – Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma   Parigi  o forse  un qualsiasi posto all’interno di una grande città europea è l’ambientazione scenica  strutturalmente  innovativa e volumetricamente colossale: a vederla dal palco e guardare verso l’alto è impressionante il groviglio di tubi e scale per tre piani di abitazione metallica. Alfons Flores ha realizzato una scenografia di forte impatto che lascia tutto il sapore e l’aura di Bohème  collocando la vicenda  in una sorta di  gabbia con ampie aperture come è la vita: la gabbia che l’individuo si costruisce intorno, ma che con visione  lascia ricca di aperture verso il mondo in cui entrare e da cui uscire.   La regia di Alex Ollè è assolutamente rispettosa della trama e nulla toglie all’emozione che le arie pucciniane inesorabilmente fanno trabordare. I costumi di Lluc Castess sono poveri come spesso la contemporaneità ci propone, ma pertinenti; le luci di Urs Schönebaum, senza ricercare effetti speciali (inutili in una realizzazione del genere) sono puntuali e di assoluta efficacia il finale dove domina il grigio metallico con l’unica nota di colore  rosso della coperta di Mimì appena spirata. Veniamo ora alla parte musicale. La consueta vigoria direzionale di Gianadrea Noseda è stata indirizzata alla ricerca della forte emozione e forse di una sorta di intima spettacolarizzazione della stessa, ovvero l’esaltazione dei sentimenti vissuti dai personaggi. L’apparente disconnessione tra l’impeto  e la poesia dei dolci sentimenti viene smentita da un coinvolgente Noseda che con cura ricercata va a trovare stille di  profumi musicali che sottolineano con impalpabile evanescenza i sospiri di Mimì……” si mi chiamano Mimì…il perché non so !” ed il trittico  Noseda, orchestra e cast  è sicuramente vincente. Erika Grimaldi che dopo aver timidamente fatto i primi passi canori proprio al Regio e proprio con...