ARSENICO E VECCHI MERLETTI Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020

ARSENICO E VECCHI MERLETTI  Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020
D’accordo che a Carnevale ogni scherzo vale, ma in questo periodo carnascialesco al Coccia di Novara bisogna andarci con l’antidoto, infatti dopo Donna di Veleni ecco che porta in scena l’esilarante Arsenico e vecchi merletti con le due interpreti che rappresentano una cospicua parte del teatro italiano del ‘900.   ARSENICO E VECCHI MERLETTI Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020   Di Joseph KesserlingCon ANNA MARIA GUARNIERI e GIULIA LAZZARINI Traduzione di Masolino d’Amico   Martha Brewster                               Anna Maria Guerrieri Abby Brewster                                   Giulia Lazzarini Giula Stone                                       Maria Alberta Navello Teddy Brewster                                 Mimmo Mignemi Mortimer Brewster                                      Paolo Romano Jonathan Brewster                                     Luigi Tabita Dottor Einstein                                 Tarcisio Branca Reverendo Stone e Signor Spooner     Bruno Crucitti Sig. Johnson- Tenente Rooney            Francesco Guzzo Agente Mullihgan                              Daniele Biagini Agente Brophy                                   Lorenzo Venturini Regia Geppy Gleijesesliberamente ispirata alla regia di Mario Monicelli Scene  di Franco Velchi Musiche Matteo d’Amico Artigiano della luce Luigi Ascione Produzione Gitiesse Artisti Riuniti   La scena è quella classica con le due porte laterali, la scala centrale che porta alle camere del piano superiore ed al centro il tavolino, dove le due amabili signore accolgono i ‘loro signori’, ovvero gli inquilini ai quali affittano le camere. Sul tavolino, oltre ai bicchieri di cristallo, talvolta compare una bottiglia di rosolio, la quale, insieme alle due deliziose signorine Brewster diviene protagonista, anzi ‘la protagonista’: si tratta infatti della bottiglia di rosolio, con cura amalgamato con veleni, che le signorine servono appunto ai ‘loro signori’ quando li vogliono aiutare a lasciare questo mondo con il sorriso sulle labbra. I cadaveri, ormai tredici, vengono seppelliti dal folle nipote Teddy nel canale di Panama, ovvero nella cantina dell’abitazione. Un susseguirsi di situazioni esilaranti trasformano il noir in un quadretto quasi ‘per bene’. La Compagnia teatrale è veramente abile nella recitazione, utilizzando tutte le tecniche possibili per divertire il pubblico che infatti si diverte. I personaggi sono tutti ben definiti e senza nulla di caricaturale riescono ad immergere lo spettatore in una situazione quasi reale. Ovviamente non mancano alcune gags, sempre nel totale buon gusto e senza esagerazioni, che rendono lo spettacolo decisamente gradevole e le due ore ed un quarto filate e senza intervallo, scorrono sul filo del divertimento. Sinceramente ogni interprete meriterebbe una nota di plauso ed una descrizione dell’interpretazione dei vari personaggi, ma la presenza in scena di due pilastri del teatro italiano, inevitabilmente catturano i consensi, anche in relazione alla loro età ed all’immutabile se non migliorata capacità interpretativa. Si sta parlando di Giulia Lazzarini e  Anna Maria Guarnieri rispettivamente nei ruoli di Abby e Martha. Il tempo per loro, artisticamente parlando,  non pare trascorso e con vitalità inaspettata utilizzano la camminata, l’apertura delle porte con un colpo di sedere, i maliziosi sorrisini d’intesa, l’assoluta freschezza interpretativa che portano ad assistere ad una rappresentazione ‘reale’, tanto sono credibili e convincenti. La regia di Geppy Gleijeses è ispirata alla prima di Mario Monicelli, che quelli della mia età ricordavano perfettamente. Un plauso! Renzo...

DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020.

DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020.
Uno dei pregi del teatro Coccia di Novara, unico teatro di tradizione del Piemonte, sta nel rappresentare ogni anno una nuova opera, una prima assoluta. Da qui con alterne fortune le nuove opere viaggeranno per il mondo per farsi conoscere e divenire punto di riferimento per le nuove composizioni. DONNA DI VELENI – Teatro Coccia Novara 16 febbraio 2020. musica di Marco Poddalibretto di Emilio Jonadirettore Vittorio Parisiregia Alberto Jona immaginario visivo Cora De Maria e Jenaro Meléndrez Chasscenografia Alice Delorenzisagome originali Cora De Maria   Dèdalo EnsembleCoro San Gregorio MagnoCoro delle voci bianche del Teatro Coccia Maria Júlia Farrés-LlonguerasRuggero Danilo FormaggiaDonna di Veleni Paoletta MarrocuAmante Matteo MezzaroPaesani, giovani, ragazzi Solisti dell’AccademiaAMO del Teatro CocciaOmbristi Alice De Bacco, Anna Guazzotti, Pierre Jacquemin   Prima esecuzione assolutaProduzione Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre Con il sostegno di Clinians   Il librettista Emilio Jona racconta: Il libretto di Donna di Veleni nasce da una commissione del Teatro Coccia di Novara a Marco Podda di un’opera lirica, che avrebbe dovuto incentrarsi su alcune figure di donne siciliane del diciassettesimo secolo dedite alla trasgressione e al veneficio; ma il materiale lasciatomi da Podda per immaginare un libretto fu in realtà lo stimolo per proporre, discutere con lui e poi scrivere un testo dove restarono le donne e un veneficio, ma in un contesto e con una trama del tutto diversi. Debbo dire che mi sono appassionato a scrivere questo testo “…“ Ne è uscito un libretto, all’apparenza del tutto tradizionale, rigorosamente in rima, che trova i suoi spunti linguistici soprattutto in ottave, strambotti, stornelli del mondo popolare siciliano e calabrese e racconta una storia di genere, fortemente al femminile, in un tempo di caccia alle streghe, con le sue ossessioni sessuofobiche, che ha nel centro la figura di una donna, maga e sapiente, che sarà chiamata a risolvere i problemi di violenza e d’amore dei due protagonisti “…” I tre personaggi si muovono in un paese e sentimenti senza tempo, tra cori emblematici: quello degli uomini neri che impersonificano il potere di una religione istituzionalizzata, feroce e repressiva nel difendere i suoi dogmi, la sua sessuofobia e il suo disprezzo per la donna, quello dell’innocenza dei bambini abbandonati dalle madri, quello degli adolescenti sulle soglie dell’amore, e quello dei paesani che vivono tra privazioni e carestie. Tutti chiedono qualcosa alla donna dei veleni, ma ciò che le chiedono Maria e Ruggero sono due cose opposte. E la Donna di Veleni le offrirà loro in un’unica coppa; a seconda di chi e perché la berrà essa darà amore o morte. Sarà Ruggero a fare una scelta che riunirà drammaticamente questi due percorsi; e sarà poi la donna dei veleni, con la sua saggezza di Grande Madre, a prendere per mano una Maria diversa, provata e dolorante, per accompagnarla verso il suo futuro.   Ecco che dalle parole del librettista si evince immediatamente l’argomento e per quanto riguarda la musica posso tranquillamente asserire che si tratta di una musica contemporanea che affonda le radici nella tradizione che seppur con sprazzi di assoluta modernità, resta una composizione gradevole all’ascolto e di immediato impatto. Il compositore Marco Podda annota:  Il progetto di scrittura è stato concepito per una narrazione sonora con frequenti cambi di funzione emotiva per non far cadere l’attenzione dell’ascolto. Nello specifico della vocalità dei ruoli, preminente nell’esasperazione è quello della protagonista, la Donna di Veleni, che – seppur soprano drammatico –  è spinta da esigenze di espressività testuale sia ad impervi Si acuti che ad abissi rantolanti sul La grave. Il regista Alberto Jona vanta...

VIOLANTA – Teatro Regio di Torino- 26 gennaio 2020

VIOLANTA – Teatro Regio di Torino- 26 gennaio 2020
Alla vigilia della celebrazione del Giorno della Memoria, il Teatro Regio con elegante sensibilità , prima della rappresentazione sceglie di proporre un intervento condotto dal Sovrintendente  Sebastian Schwarz che intervista il direttore di Violanta, ovvero Pinchas Steinberg. Questi narra di aver scoperto la tragedia dell’olocausto a cinque anni, quando trova la mamma in lacrime e disperazione totale per aver scoperto dopo tempo, che la sua famiglia di cui aveva perso le tracce, era stata completamente distrutta in campo di sterminio, dalla furia nazista. Schwarz invece crea un filo d’unione tra olocausto, foibe e la situazione immigrati di oggi; parla poi di Korngold, l’autore ebreo di Violanta che lasciò la sua terra per sfuggire alle persecuzioni naziste, così come i deportati ed i perseguitati lasciano la loro terra per costrizione. VIOLANTA –Teatro Regio Torino-26 gennaio 2020 Opera in un attoLibretto di Hans MüllerMusica di Erich Wolfgang KorngoldPrima esecuzione in Italia Violanta Annemarie KremerSimone Trovai Michael Kupfer-RadeckyAlfonso Norman ReinhardtGiovanni Bracca Peter SonnBice Soula ParassidisBarbara Anna Maria ChiuriMatteo Joan FolquéPrimo soldato Cristiano OlivieriSecondo soldato Gabriel Alexander WernickPrima ancella Eugenia BraynovaSeconda ancella Claudia De Pian Orchestra e Coro del Teatro Regio di TorinoDirettore Pinchas SteinbergMaestro del coro Andrea SecchiRegia, scene e costumi Pier Luigi PizziLuci Andrea AnfossiAssistente alla regia Matteo AnselmiAssistente alle scene Lorenzo MazzolettiAssistente ai costumi Lorena MarinDirettore dell’allestimento Pier Giovanni BormidaNuovo allestimento Teatro Regio TorinoIn occasione del Giorno della MemoriaTorino, 21 gennaio 2020   Un atto unico, intenso sia musicalmente che drammaturgicamente che narra di una scura vicenda durante un carnevale a Venezia nel secolo XV. Tutto parte dal ricordo incombente di Violanta circa la sorella, suicida dopo la seduzione subita dal figlio del Re di Napoli. Le è in bilico tra l’amore per il marito e l’iniziale odio per Alfonso che andrà a tramutarsi in amore assoluto fino a salvarlo dalla spada del marito Simone cui lei, nel tempo dell’odio,  aveva chiesto di uccidere. Erich Wolfgang Korngold compose l’opera a soli diciassette anni su libretto di Hans Müller,   prima di espatriare ad Hollywood e di fatto divenire l’inventore delle musiched a film. In Violanta la musica è immediatamente coinvolgente, fin dall’ouverture dove una sorta di contemporanea solennità diviene incalzante nell’introdurre la vicenda. Alla Prima italiana, l’orchestra del Regio di Torino è diretta magnificamente da Pinchas Steinberg che sottolinea ogni sfumatura ed estrapola colorazioni e toni davvero avvincenti: le emozioni della tragicità avvinghiate a leggerezza sinfonica si dipanano in un evolversi di struggenti immagini e sensazioni. La magistrale regia di Pier Luigi Pizzi, abbandona l’amato colore bianco e sceglie il rosso quasi ad evocare bordelli di lusso anni venti. L’eleganza è innata in Pizzi e la riversa ariosamente anche in questa produzione che vede un enorme oblò a fondo palco da cui si intravedono gondole e si immaginano feste e tragedie ! Annemarie Kremer è superbamente Violanta cui dedica il suo carisma naturale ed imprime  forte carica passionale che si evolve con la vicenda; con un bel fraseggio rende comprensibile il linguaggio tedesco e non si risparmia vocalmente. Il baritono Michael Kupfer-Radecky è il militare ruvidamente sospettoso nei confronti della moglie: bella timbratura e possente interpretazione. “Sterben wollt ich oft”, è l’aria che connota Norman Reinhardt, perfettamente in ruolo anche grazie alla sua notevole presenza scenica. Anna Maria Chiuri, nel breve ruolo della nutrice, espone il noto colore scuro e morbido al tempo stesso. Adeguato sicuramente tutto il cast, di ottimo livello. La Musica vince sempre. Renzo...

IL MATRIMONIO SEGRETO – Teatro Regio di Torino – 18 novembre 2020

IL MATRIMONIO SEGRETO – Teatro Regio di Torino – 18 novembre 2020
Per i melomani curiosi come me, è sempre importante, nel totale rispetto del libretto e della partitura, innovare ed attualizzare le ambientazioni di opere che …  triste a dirsi sono ormai un po’ polverose e nella versione originale, non attirerebbero certo un pubblico nuovo, indispensabile per il ricambio, per il bene dei teatri, per il bene della cultura e quindi della società.  Il matrimonio segreto –Teatro Regio Torino 18 gennaio 2020  Di Domenico Cimarosa Carolina Soprano                 Carolina Lippo Geronimo Basso                   Marco Filippo Romano Paolino Tenore                      Alasdair Kent Il conte Robinson Baritono   Markus Werba Fidalma Mezzosoprano          Monica Bacelli Elisetta Soprano                    Eleonora Bellocci    Nikolas Nägele direttore d’orchestra Pier Luigi Pizzi regia, scene e costumi Andrea Anfossi luci Matteo Anselmi assistente alla regia Serena Rocco assistente alle scene Carlo Caputo maestro al fortepiano Orchestra Teatro Regio Torino Allestimento Teatro Regio Torino Produzione originale Festival della Valle d’Itria – Martina Franca Edizione critica a cura di Franco DonatoniEditore musicale Casa Ricordi, Milano L’opera compiuta da Pier Luigi Pizzi per la realizzazione di questo Matrimonio Segreto è per me encomiabile; con l’elegante colore bianco che contraddistingue la raffinatezza di Pizzi, spaccato dal metallo, dal giallo e dal rosso, ha realizzato tre ambienti comunicanti fra di loro che diventano un tutt’uno della scena. Ogni personaggio ha una sua porta da cui entrare, così com’è nelle abitazioni della realtà: ognuno ha la sua camera! Non è la prima volta che il Maestro si cimenta con l’ironico ed il comico, sfruttando appieno la sua vis comica. Imprime notevole movimento e non concede un attimo si tregua nell’azione; i costumi disegnati dallo stesso Pizzi sono vivaci e decisamente improntati a far divertite il pubblico. Caratterizza ogni personaggio dando una vera e propria personalità: Carolina, interpretata da Carolina Lippo con brio e verve non comuni è affettuosa e capricciosa: la sua interpretazione è brillante e dimostra un buon utilizzo dello strumento. La sorella Elisetta incontra la buona vocalità, facile negli acuti ed una buona interpretazione di Eleonora Bellocci.  Il favoloso personaggio di Fidalma è affidato alla super star Monica Bacelli che avvezza ad ogni ruolo rende meravigliosamente  e comicamente il personaggio: circa la voce ogni commento è superfluo, in quanto anche in questo caso ha fornito una prova eccellente. Venendo alla parte maschile del cast ho ascoltato per la prima volta Alasdair Kent che nel ruolo di Paolino è risultato atletico, prestante, ma soprattutto ha esposto con finezza e chiarezza. Markus Verba ben conosciuto al pubblico torinese, ha ricoperto brillantemente il ruolo del conte Robinson con temperamento, bel colore ed il solito taglio elegante. IL personaggio comico per eccellenza dell’opera è Geronimo, affidato al collaudato Marco Filippo Romano che ha reso con brio, simpatia e vivacità esprimendo il solito tono possente e ben timbrato. L’orchestra del Teatro Regio ha dato il meglio di se sotto la bacchetta del giovane Nicolas Nägele che fin dall’inizio ha tenuto in pugno la partitura infondendo vigore, tempistica e soprattutto colori vivaci e brillanti. Apprezzabile la moderazione nell’utilizzo delle luci ed un plauso a Carlo Caputo, maestro al fortepiano. La Musica vince sempre Renzo...

“Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020

“Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020
Che meraviglia il riscoprire I capolavori teatrali di un sacco di anni fa! Oklahoma di Rodgers & Hammerstein valse loro uno speciale Premio Pulitzer® nella categoria “Special Awards And Citations nel 1944 ed è stata una delle pietre angolari da cui poi sono scaturiti un sacco di musical di successo. Di Oklahoma è giusto ricordare che La produzione originale di Broadway debuttò il 31 marzo 1943. Fu un grande successo e tenne il cartellone per 2.212 recite, fatto mai accaduto fino ad allora!   “Oklahoma!” Teatro Coccia Novara – 11 gennaio 2020 Musica Richard RodgersLibretto Oscar Hammerstein II Libretto e liriche italiane Andrea AscariRegia Luca SavaniDirezione musicale Sandro TorrianiDirezione vocale Andrea AscariCoreografie Ilaria SussScene Simona Venkova e Alessia BarbanLuci Ivan PastrovicchioSuono Donato Pepe Orchestra Associazione Spazi Musicali – Travagliato (Brescia)Allievi Attori e Registi della STM – Scuola del Teatro MusicaleAllievi del Corso di Perfezionamento Post Diploma della STM – Scuola del Teatro Musicale Produzione Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale   Curly Davide TorlaiLaurey Camilla NanniciniZia Eller Marcella Jo PirilloJud Fry Daniele BacciAdo Annie Carnes Federica CaccuriAli Hakim Mirco GuarinoWill Parker Fabio CrivellariGertie Cummings Irene AlfonsiEllen Alice BelloraKateMartina BoselliVivian Giulia PignocchinoMrs. Andrea Carnes Laura GrossoIke Skidmore Marco CeottoFred Kevin MagrìSlim Tommaso NanniciniVirginia Rachele LeottaCord Elam Christian Pascolutti Ensemble Claudia Bernardi, Jesus Bucarano Dousat, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo, Alessio Cioni, Neethu Conti, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Linda Fornari, Federica Giudici, Siria Giraldo, Luca Laconi, Giorgia Lazzara, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Gerlando Marco Orlando, Matteo Pilia, Francesco Pizzeghello, Asia Giulia Quarta, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Chiara Valli, Patrick Zanetta   Ancora una volta la direzione del Coccia dice ‘largo ai giovani’ e da spazio ai talentuosi attori del Corso Triennale per Attori della STM – Scuola del Teatro Musicale, con un cast totale di 42 interpreti, insieme all’orchestra di 60 elementi dell’Associazione Spazi Musicali diretta dal M° Sandro Torriani.La regia è di Luca Savani, diplomato STM, le coreografie di Ilaria Suss e la direzione vocale di Andrea Ascari. Le scene saranno di Alessia Barban e Simona Venkova, allieve dell’Hdemia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. La storia è quella dell’amore tra il cowboy Curly McLain che durante un’asta benefica venderà tutto pur di accaparrarsi la preferenza dell’amata Laurey Williams; come nelle migliori scritture giunge a disturbare l’idillio  il minaccioso Jud Fry, contadino nella fattoria di Laurey e da qui un susseguirsi di vicende che porteranno alla tragica fine di quest’ultimo. Musica, canzoni, parole e danza sono parte della trama e armoniosamente assemblate creano uno spettacolo a volte divertente ed a volte riflessivo. Gradevole la regia del giovane Luca Savani che non lascia ‘vuoti di palcoscenico’ o inutili immobilità in un musical d’azione; movimento sorretto dalle azzeccate coreografie di Ilaria Suss che sanno ricreare l’atmosfera del saloon e del West che tutti immaginiamo, incastonate nelle scene essenziali, ma assolutamente efficaci e pertinenti di Alessia Barban e Simona Venkova. La direzione della favolosa orchestra dell’Associazione Spazi musicali è affidata alla vivace bacchetta di Sandro Torriani: dal rullo di tamburi iniziali in un crescendo sonoro si sviluppa la narrazione musicale che mantiene l’equilibrio della vivacità e della brillantezza con l’attenzione alle atmosfere ed a quanto il pubblico eterogeneo si attende. Le luci sono molto ben disegnate da Ivan Pastrovicchio il quale tende a sfumature di fondo con l’esaltazione vivida di alcuni particolari. Per quanto riguarda gli interpreti posso credere che ce l’abbian messa tutta, esprimendomi quasi gergalmente ed il risultato complessivo è accattivante, sottolineato dalle espressioni di plauso continuo da parte del pubblico. Gli eclettici interpreti sono tutti giovani ed atletici ed  hanno dato buona prova nelle danze e parimenti nei dialoghi, mentre il canto forse non è sempre al top, ma in ogni caso piacevole.  Le diverse trovate...

CENDRILLON -Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019

CENDRILLON -Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019
Crescita e progresso per esistere nella vera essenza del significato,devono fondarsi sulla preservazione del ricordo delle buone pratiche, anche a dispetto di chi (per fortuna pochi sciocchi) ridono e deridono sbeffeggianti tali comportamenti. CENDRILLON – Teatro Coccia Novara – 22 dicembre 2019 Opérette de salon in tre attiMusica di Pauline ViardotElaborazione musicale e orchestrazione Paola Magnaninidell’Accademia AMO del Teatro CocciaDirettore Michelangelo RossiRegia Teresa GarganoCostumi e scene Danilo CoppolaLuci Ivan PastrovicchioElementi dell’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese Personaggi e intepretiLe Baron de Pictordu Pasquale GrecoMarie, detta Cendrillon Francesca MartiniArmelinde Simona Di CapuaMaguelonne Ilaria Alida QuilicoLa Fée Raffaella Di CaprioLe Prince Charmant Gianluca MoroLe Comte Barigoule Dario Sebastiano PomettiCoproduzione Fondazione Teatro Cocciacon Ente Luglio Musicale Trapanese   A mio pensare è lodevole l’azione intrapresa dal Coccia di Novara, con un plauso alla direttrice Corinne Baroni ed a tutto lo staff, per la realizzazione dell’Accademia Amo del Teatro Coccia e per le varie opere di sensibilizzazione ed acculturamento del pubblico con la presentazione allo stesso (prima della rappresentazione) del lavoro compiuto attraverso la parola di regista, direttore d’orchestra e quanti hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione. Cendrillon  è la rara opera scritta da Pauline Viardot, mezzosoprano, pianista, compositrice e maestra di canto che pur eclettica musicista non ebbe la fortuna della ben più celebre sorella Maria Malibran, pur vivendo a lungo ed anticipando i tempi influenzando parecchio negli ambienti musicali del XIX secolo.Cendrillon è una perla rilucente nel panorama del teatro musicale  scritta originalmente per sette cantanti e pianoforte, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola che alterna, secondo la struttura dell’opéra-comique, parti cantate e dialoghi parlati. I personaggi ed i ruoli ed anche certe arie …una volta c’era un re…, seppur qui diviene un principe, tradiscono lo stretto connubio con la Cenerentola rossiniana. In buca solo 9 strumenti diretti dal giovane Michelangelo Rossi che sa interagire avvedutamente con partitura ed il piccolo ensemble a disposizione dall’orchestra del Luglio Musicale trapanese  e fa ben emergere la gavotta, la barcarola come fosse musica facile e non apparentemente facile! La scrittura ha tutto il profumo ed il sapore francese e Paola Magnanini ha giocato con la scrittura iniziale ricreando sensibilmente un esempio di teatro da camera dando valore ad una partitura mai scritta, ottenendo un risultato gradevole e facile all’ascolto. Rispettosa la regia di Teresa Gargano in un allestimento classico con atteggiamenti contemporanei; i personaggi si muovono con agilità e freschezza pur in abiti di qualche secolo fa. Ho trovato divertente il gettare dalla finestra oggetti vari, dalla zucca ai topolini, che toccato il suolo e per la magia della Fée interpretata amabilmente da Raffaella di Caprio, diventano la carrozza, il cocchiere e così via. Le scene dell’attento Danilo Coppola sono molto semplici, ma curate ed apprezzate, come i costumi realizzati dallo stesso Coppola. Bravi Gianluca Moro nel Prince Charmant e Dario Sebastiano Pometti nel Comte Barigoule: buone voci e buone interpretazioni. Le due sorellastre Armenilde e Maguelonne sono rispettivamente interpretate da Simona di Capua e Ilaria Alida Quilico, abili caratteriste che nulla sacrificano al canto che viene reso divertente ed accattivante. Interessante Pasquale Greco in Le Baron de Pictordu. Bene per Francesca Martini in Marie detta Cendrillon che ha brillato nel ruolo del titolo. Le luci di Ivan Pastrovicchio sono misurate e quindi gradevoli: Veramente un’altra nota positiva per questo importante teatro di tradizione che è il Coccia di Novara; i cantanti giovani hanno dato il meglio ed anche tutto quanto sta intorno all’opera è apprezzabile!   La Musica vince sempre. Renzo Bellardone   Credito fotografico:...