LA TRAVIATA – Teatro Coccia Novara 28 settembre 2025

LA TRAVIATA – Teatro Coccia Novara 28 settembre 2025
Credo sia davvero difficile confrontarsi per la messa in scena di un’opera celebre in tutto la mondo come LA TRAVIATA, ma il Coccia, al solito ce l’ha fatta….e pure bene !!! LA TRAVIATA – Teatro Coccia Novara 28 settembre 2025 Libretto Francesco Maria Piave dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas Musica di G. Verdi Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853 Violetta Valéry Francesca Sassu (26, 28) / Alexandra Grigoras (27, 30) Alfredo Germont Francesco Castoro (26, 28) / Carlo Raffaelli (27, 30) Giorgio Germont Mario Cassi (26, 28) / Marcello Rosiello (27, 30) Flora Bervoix Anna Malavasi (26, 28) / Mariateresa Federico* (27, 30) Annina Martina Malavolti* Gastone,visconte di Létorières Simone Fenotti Il Barone Douphol Matteo Mollica Il Marchese d’Obigny Ranyi Jiang Dottor Grenvil Omar Cepparolli Giuseppe Cherubino Boscolo Un domestico di Flora Silvio Giorcelli Un commissionario Luigi Cappelletti Direttore Alessandro Cadario Regia Giorgio Pasotti Scene Italo Grassi Visual designer Luca Attilii Costumi Anna Biagiotti Coreografie Giuliano De Luca Light Designer Ivan Pastrovicchio Allievi Accademia AMO Orchestra Antonio Vivaldi Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate Maestro del Coro Alberto Sala Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara ************************************************************** Parliamo della messa in scena della pomeridiana di domenica 28 settembre 2025. Al terzo atto appare la proiezione a tutto campo di un orologio d’antan, a scandire il tempo vitale residuo di Violetta, la TRAVIATA! Ad un significativo momento musicale le lancette cadono e scompaiono alla vista degli spettatori, così come sparirà la vita terrena di Violetta! Credo che questo particolare singolarmente narri la ricerca, i dettagli e le scene sincronizzate che virtualmente hanno movimentato e arricchito la scena fissa, bella e adatta ai tre tempi di Traviata. Le due scalinate laterali con al loro interno uno spazio è la scenografia di Italo Grassi adattabile a diverse situazioni sceniche. Andando con ordine ( ma anche la Regia ha iniziato la narrazione dal finale) l’opera inizia con l’ouverture e in scena la rappresentazione del funerale di Violetta e poi …si parte con il brindisi “Libiam ne’ lieti calici…” e via….L’opera verdiana è stata vista molte e molte volte, ma ogni occasione è stata momento di commozione e coinvolgimento sensibile…e così è stato anche in questa produzione del Coccia con la regia di Giorgio Pasotti, attore e regista che ha privilegiato la classicità non disgiunta dalle nuove tecniche di visual designer. Lo stesso Pasotti nelle note di regie riferisce “Ho preferito far parlare l’opera, la musica, gli artisti. Far parlare Parigi, che di tutto il detto, rimane l’ispiratrice assoluta, città che porta in dote atmosfere, luoghi, sensazioni, colori che diventano, anzi sono, palcoscenico assoluto e perfetto del racconto, capace di fonderci in un insieme col pubblico, sospesi continuamente tra sogno e realtà.” Ed ecco che Toulouse Lautrec appare con i suoi dipinti sullo sfondo e poi Parigi (o cara), poi ancora il bosco e poi ancora Klimt ed il bacio appassionato, così come la passione governa tutta l’opera, ben evidenziata dall’orchestra Antonio Vivaldi diretta dal giovane e sensibile direttore Alessandro Cadario. Un nota di attenzione va riservata ai costumi di Anna Biagiotti dai colori classici, ma estremamente contemporanei. Il Coro San Gregorio Magno dà sempre un tocco vocale di particolare bellezza ed ormai avvezzi al palcoscenico si muovono anche teatralmente bene! Delle efficaci proiezioni di Luca Attili abbiamo già parlato ed un apprezzamento a Ivan Pastrovicchio va certamente evidenziato per il disegno luci particolarmente riuscito, come il balletto con la coreografia di Giuliano De Luca. Le Voci: il cast importante ha visto nel ruolo del titolo l’affermata Francesca Sassu accorata e con bei colori; Francesco Castoro entrato con espressività...

TURANDOT – Teatro Coccia Novara – 8 febbraio 2015

TURANDOT – Teatro Coccia Novara – 8 febbraio 2015
TURANDOT – Teatro Coccia Novara – 8 febbraio 2015 Turandot                   Maria Billeri Altoum                       Nicola Pisaniello Timur                         Elia Todisco Calaf                           Walter Fraccaro Liù                              Francesca Sassu Ping                           Bruno Praticò Pang                          Saverio Pugliese Pong                          Matteo Falcier Un Mandarino       Daniele Cusari Il Principe di Persia    Vladimir Reutov   Direttore                   Matteo Belatrali Regia                         Mercedes Martini Scene e luci              Angelo Linzalata Costumi                    Elena Bianchini Orchestra Filarmonica Pucciniana Coro San Gregorio Magno Nuovo Allestimento – Produzione Fondazione Teatro Coccia  Tra enigmi e acuti, alla fine trionfa l’amore!  Le buone proposte del Teatro Coccia continuano con il nuovo allestimento di Turandot. Alla sua prima regia d’opera Mercedes Martini si  è ispirata al classico con simbolismi quali: il colore rosso che ha fatto capolino qua e là fino all’esplosione finale ad evidenziare l’amore o il fare e disfare di omerica memoria a sottolineare l’indecisione dell’algida principessa. La scenografia è di Angelo Linzalata che ha firmato anche il più interessante disegno delle luci. I costumi di Elena Bianchini hanno avuto generalmente la connotazione della  mono tonalità che ha esaltato i colori più accesi e che ben hanno risaltato sotto i tagli di luce sempre azzeccati.  L’Orchestra Filarmonica Pucciniana ben conosce gli spartiti del Maestro di Torre del Lago e sotto la vivace direzione del giovane Matteo Beltrami ne ha esaltato le sfumature ed i ritmi. Il maestro ha seguito coscienziosamente  ogni dettaglio con vibrante bacchetta.  L’opera ha avuto  inizio con il canto del mandarino interpretato da  Daniele Cusari il quale ha sfoggiato voce profonda e decisa per  lasciare poi  spazio alla scultorea apparizione di Vladimir Reutov, recentemente già apprezzato al Coccia nel ‘Canto dell’amor tronfante’ e qui  nei panni del Principe di Persia. Il re tartaro Timur trova nel basso Elia Todisco una toccante interpretazione grazie alla profondità armoniosa della voce che ben si affianca a quella di Liù, interpretata da Francesca Sassu con passione e vividi colori cangianti; la giovane interprete tiene agevolmente il ruolo con gradevolezza e commozione.                         Walter Fraccaro, con acuti fermi e convincenti, ha interpretato il principe ignoto Calaf, cui ha infuso il trepidante amore e la fermezza dell’azione. L’anziano Altoum ha avuto Nicola Pisaniello quale regale interprete.                      I tre ministri che rimpiangono le casette di campagna: Pang il simpatico tenore Saverio Pugliese ha brillantemente tenuto il palco grazie alla limpida voce ed all’efficace attorialità; Pong è stato interpretato dal bravo Matteo Falcier con buon fraseggio e limpidezza espressiva; una nota particolare va riservata al Gran Cancelliere Ping ironicamente interpretato da Bruno Praticò tra un lavorare la maglia ai ferri, una pesca fortunata, ed un giocoso spruzzarsi tra...