TEATRO REGIO DI TORINO – Presentazione Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

TEATRO REGIO DI TORINO – Presentazione Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

TEATRO REGIO DI TORINO – Presentazione Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

In fondo a questa breve relazione  della presentazione della stagione d’opera 2019/20320 avvenuta lunedì ore 11,30 nel foyer del Toro presso il Teatro Regio di Torino, si allega comunicato stampa.

La presentazione si è svolta con al tavolo da sinistra Paola Giunti Responsabile comunicazione e promozione, Alessandro Galoppini Direttore Area artistica, la Sindaca Chiara Appendino, il Sovrintendente William Graziosi e l’Assessore alla cultura del Comune di Torino Francesca Leon. In passato non mi sono mai permesso aggiungere un commento al Comunicato stampa, ma la burrascosa situazione lo richiede.

Dopo la premessa di Giunti, gli interventi al tavolo di Appendino, Leon e Graziosi  appaiono misurati e sicuri, anzi comunicano quanto è stato fatto per risanare una situazione che stava portando il Regio al sicuro commissariamento e che solo la realizzazione di un forte piano industriale quinquennale ha risolto, o meglio sta risolvendo, la situazione. Vengono annunciati  il nuovo sito, la possibilità, peraltro molto buona, di prenotare on line senza diritti aggiunti, una stagione di ben 17 titoli e la previsione di tutto il rifacimento della macchina scenica con i 14 milioni di euro previsti d’investimento. Inoltre si dichiara una maggiore attenzione ai giovani intesi come futuro pubblico del teatro ed alla continua ricerca ed intercettazione di bandi per creare liquidità. Si evidenzia come siano aumentate le alzate di sipario a 126, gli spettatori paganti che raggiungono il numero di oltre 214.000 con un incremento di 500.000 euro di biglietteria, 8000 presenze in tournée. E fin qui tutto bene con sottolineature di applausi moderati. Prende poi  la parola Galoppini e si scatena l’applauso che definirei ovazione, a sottolineare quanto maestranze, organi vari e pubblico apprezzino l’impegno, il lavoro ed il risultato di colui che nella passata stagione era Direttore Artistico ed ora è direttore area artistica (variazione, oggetto di domanda poi alla sindaca). Con passione e competenza, questi presenta i titoli della stagione, motivando le scelte e, commento personale, direi che il cartellone può soddisfare diversi appetiti musical operistici e non solo.  Conclusa la presentazione la signora Giunti informa che in quella sala non saranno possibili domande che saranno riservate alla stampa in saletta riservata: SIGNORI LA CATASTROFE !!!! Urla e fischi contro la dichiarata volontà di non trasparenza nella gestione delle domande che nonostante la dichiarazione fatta viene imposta dal pubblico l’accettazione  in sala; per primo Orlando Perera, volto storico del Tg3 Piemonte, interviene a   ricordare  il lavoro che al tavolo pare abbiano dimenticato, svolto da Noseda negli anni di direzione al Regio  e dell’internazionalizzazione cui aveva portato il Teatro; ricorda inoltre il debito strutturale annuale di 2 milioni. Successivamente si alternano gli interventi delle maestranze che chiedono chiarezza, di abbonati che urlano disappunto in un clima arroventato che si fa incandescente !

Alla domanda di variazione di indicazione di incarico Galoppini risponde che lui è cattolico praticante e che il senso del dovere è insito nel suo modo essere “sono un uomo di servizio e non mi sento declassato,  l’importante è avere competenze per svolgere il mio lavoro, grave sarebbe ricoprire un ruolo senza averne le competenze” e qui un bel NO COMMENT da parte mia si impone ! Mi auguro solo che su tutto prevalga l’attenzione alle maestranze, alla preservazione e diffusione della cultura della bellezza, del buon gusto e del buon operare!

COMUNICATO STAMPA

La Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Teatro Regio si presenta come una delle più

ricche e articolate di sempre, con ben 17 titoli, tra cui 7 nuovi allestimenti. Un viaggio musicale

serrato e appassionante che spazia dall’opera di tradizione francese al grande repertorio italiano, dal

Singspiel alla musica sacra, dal balletto al musical. Non mancherà anche quest’anno una Guest Star

d’eccezione: Roberto Bolle con i suoi straordinari Friends. Una proposta che presenta il meglio della

storia dell’opera senza perdere il coraggio di esplorare, offrendo al pubblico i titoli più amati insieme

ad alcune gemme più nascoste. Una scommessa sulle capacità artistiche e tecniche del nostro Teatro e

sulla voglia del pubblico di scoprire nuovi allestimenti, nuovi titoli – tra cui una prima assoluta in

Italia – e nuovi interpreti. Una Stagione ispirata a uno dei valori più preziosi che abbiamo: la capacità

di unire il repertorio all’innovazione, la tradizione alla creatività, due aspetti inscindibili nell’arte, nel

teatro e nella musica.

La Stagione apre con una sfida: I pescatori di perle (Les Pêcheurs de perles) di Georges Bizet e

Tosca di Giacomo Puccini, due titoli diversissimi tra loro ed entrambi imperdibili, che si

alterneranno in palcoscenico, mettendo così insieme il meglio del teatro musicale e dello sforzo

tecnico e artistico.

Sarà I pescatori di perle di Bizet a inaugurare la Stagione il 3 ottobre. Titolo che mancava a

Torino da ben 60 anni, è considerato oggi il primo successo di un Bizet appena venticinquenne, opera

ambiziosa sia per sonorità sia per l’impegno vocale richiesto ai cantanti; al Regio, il tormentato

triangolo amoroso e di amicizia di Leïla, Nadir e Zurga sarà interpretato da Hasmik Torosyan,

Yaroslav Abaimov e Fabio Maria Capitanucci. La musica sensuale e intensa di Bizet sarà valorizzata

da un nuovo allestimento pensato da Julien Lubek e Cécile Roussat, coppia di artisti francesi che

aveva già affascinato, nel 2015, il pubblico del Regio con un meraviglioso Didone ed Enea. Alla guida

dell’Orchestra e del Coro, il giovane statunitense Ryan McAdams, stella emergente della direzione.

L’opera di Bizet sarà in scena dal 3 al 20 ottobre.

Dal 15 al 29 ottobre andrà in scena uno dei titoli più amati della storia dell’opera italiana, Tosca

di Giacomo Puccini, nel sontuoso allestimento firmato da Mario Pontiggia, con scene e costumi di

Francesco Zito, che ha raccolto ampi consensi al Maggio Musicale Fiorentino e al Teatro Massimo di

Palermo. Il ruolo principale sarà affidato ad Anna Pirozzi, protagonista del trionfale Macbeth che ha

vinto il Premio della critica nella nostra tournée a Edimburgo del 2017. Mario Cavaradossi sarà

interpretato da un vero fuoriclasse: Marcelo Álvarez; Scarpia sarà Roberto Frontali, artista di grande

charme. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio Daniel Oren, direttore apprezzatissimo

del repertorio pucciniano e verista.

Segue un mese interamente dedicato alla danza, con La bisbetica domata su musiche di Dmitrij

Šostakovič e Fuego su musica di Manuel de Falla eseguite dall’Orchestra del Regio.

 

Il primo appuntamento è con la grande danza classica: dal 6 al 10 novembre i danzatori de Les

Ballets de Monte-Carlo tornano al Regio dopo quasi 10 anni presentando La bisbetica domata con la

coreografia di Jean-Christophe Maillot. Lavoro inedito per il palcoscenico torinese, ma

celebratissimo sulla scena mondiale; ideato nel 2014 per il Bol’šoj di Mosca, ha vinto nel 2015 il

Golden Mask come miglior balletto. Maillot gioca a mettere in scena, più che la commedia di

Shakespeare, il carattere stesso dei personaggi, puntando tutto sulla straordinaria efficacia espressiva

dei movimenti, contemporanei nella resa ma sorretti da un’impeccabile tecnica classica, esaltata dalla

musica di Šostakovič. L’Orchestra del Teatro Regio è diretta da Igor Dronov.

Dal 14 al 17 novembre è la volta del flamenco con Fuego su musica di Manuel de Falla portato

in scena dalla Compañía Antonio Gades, un vero e proprio mito della danza andalusa, diretta da

Stella Arauzo. La coreografia, una rilettura de El amor brujo di De Falla, presentata per la prima volta

nel 1989, nasce come omaggio al motto di Gades: “evolvere tornando alla tradizione”; il movimento

prende forza dai suoni e dalla terra dell’Andalusia, spogliandosi di tutti i formalismi del balletto per

esprimersi appieno nella vitalità incontenibile, tormentata e passionale del flamenco. Il soggetto, la

coreografia e la regia sono di due mostri sacri della cultura spagnola come Antonio Gades e Carlos

Saura, autore tra l’altro di due mitici film sulla danza come Nozze di sangue e Carmen Story.

Dal 10 al 20 dicembre le atmosfere andaluse ritornano nelle note di Georges Bizet, con il suo

capolavoro assoluto Carmen. La regia di Stephen Medcalf – creata per il Teatro Lirico di Cagliari – è

valsa al suo autore il premio Abbiati nel 2006. Le scene e i costumi di Jamie Vartan trasportano il

dramma al tempo della guerra civile spagnola, con rara efficacia realista. Varduhi Abrahamyan,

mezzosoprano franco-armeno, molto apprezzata per la sua vocalità piena e corposa, sarà Carmen; il

tenore torinese Andrea Carè, vocalità di splendido colore e capacità attoriali straordinarie, sarà Don

José; Micaëla sarà Salome Jicia che, dal suo debutto al Rossini Opera Festival nel 2016, ha

conquistato il pubblico dei melomani italiani; debutta nel ruolo di Escamillo Lucas Meachem,

vincitore nel 2016 del premio Emerging Star of the Year dell’Opera di San Francisco. Il direttore sarà

Giacomo Sagripanti, vincitore degli International Opera Awards 2016 quale giovane direttore

emergente.

Come da tradizione, l’anno termina all’insegna della bellezza con gli assoli e i pas de deux più

celebri della storia della danza nel Gala Roberto Bolle and Friends. L’étoile Roberto Bolle è ormai di

casa al Regio per questo imperdibile appuntamento di fine anno che dal 29 al 31 dicembre riunisce i

migliori danzatori del mondo in un’antologia del balletto.

A gennaio un altro amatissimo titolo, Il flauto magico (Die Zauberflöte) di Wolfgang Amadeus

Mozart, in scena dal 15 al 24 gennaio. Ultimo lavoro teatrale del genio musicale per antonomasia,

composto due mesi prima della sua morte, impossibile da etichettare all’interno di un genere, uno

stile e un registro univoci: fiaba, opera massonica, storia d’amore e di potere. Il Singspiel di Emanuel

Schikaneder è una perfetta commistione di sublime e comico e non manca di affascinare,

commuovere e divertire il pubblico a ogni rappresentazione. Lo spettacolo, raffinato ed essenziale,

firmato dal grandissimo Pier Luigi Pizzi, gioca proprio sul contrasto tra simbolismo massonico e

spontaneità del mondo naturale. In prima linea, a rappresentare questa innocenza, l’amatissimo

personaggio di Papageno che, per la gioia del pubblico torinese, ancora una volta sarà interpretato da

Markus Werba, teatralmente e musicalmente perfetto nel ruolo. Nel cast il soprano australiano

Kiandra Howarth, il giovane tenore Giovanni Sala ed Eleonora Bellocci nel ruolo della Regina della

Notte, tutti al debutto al Regio. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio torna il maestro Diego

Fasolis, uno dei protagonisti del grande successo dell’Agnese nel marzo scorso.

Dal 21 al 28 gennaio il palcoscenico del Teatro Regio ospita una prima assoluta per l’Italia,

Violanta di Erich Wolfgang Korngold. Il compositore austriaco, un enfant prodige icasticamente

definito da Mahler “un genio musicale”, visse in un periodo artistico e storico cruciale, quello dei

primi Novecento e dello scontro fra musica tardoromantica e d’avanguardia. Korngold, per sfuggire

 

al nazismo, si rifugiò negli Stati Uniti dove seppe reinventarsi, con una nuova, fortunatissima

carriera a Hollywood per diventare pioniere della musica da film. Violanta, dramma in un atto di

ambientazione rinascimentale, composto da un Korngold appena diciassettenne, andò per la prima

volta in scena nel 1916 con la direzione di Bruno Walter. Per la prima rappresentazione italiana

dell’opera, andrà in scena un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi. Sul podio torna

Pinchas Steinberg, uno dei direttori d’orchestra più stimati e apprezzati al mondo.

A febbraio, dal 12 al 22, va in scena un caposaldo dell’opera italiana, che gli spettatori del Regio

non vedevano da più di vent’anni: il primo capolavoro di Giuseppe Verdi, Nabucco, in un nuovo

allestimento del Teatro Regio in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo; Andrea Cigni

firma la regia. Opera risorgimentale per eccellenza, dove il vero protagonista è il popolo di Israele,

oppresso ma fermo nella sua perseveranza, cui sono affidate pagine corali entrate per sempre nel

cuore del pubblico fin dal 1842. Grande protagonista sarà Leo Nucci, interprete verdiano per

eccellenza, cui si alternerà il baritono Giovanni Meoni. Le altre parti solistiche saranno sostenute da

Saioa Hernández, Riccardo Zanellato ed Enkelejda Shkosa. A dirigere l’Orchestra e il Coro sarà la

bacchetta esperta e carismatica di Donato Renzetti.

Dopo Verdi, prosegue il filone dell’opera italiana con il secondo titolo pucciniano in cartellone,

La bohème, dall’11 al 22 marzo. Sul podio torna Daniel Oren, nel suo secondo impegno della

Stagione. L’opera più amata di Giacomo Puccini, che proprio al Regio debuttò l’1 febbraio del 1896 e

sancì l’immortale successo suo e del suo autore, sarà interpretata da un cast di voci fresche,

adattissime al ruolo, come Dinara Alieva, soprano azero che debutta al Regio, Fabio Sartori, Hasmik

Torosyan e Massimo Cavalletti; sul palcoscenico vedremo il nuovo allestimento che unisce la regia,

firmata da Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, a scene e costumi ripresi dai bozzetti e dai figurini

originali di Adolf Hohenstein, disegnati per la prima assoluta torinese del 1896.

Dall’8 al 19 aprile “torniamo” in Francia con La dannazione di Faust (La Damnation de Faust) di

Hector Berlioz. L’autore la concepì originariamente come una légende dramatique, non destinata

quindi alla scena, ma da eseguirsi in forma di concerto; però la potente carica simbolica e teatrale

della composizione, ispirata al dramma di Goethe, ne fece scaturire – già dalla fine dell’Ottocento – la

rappresentazione in forma scenica. L’allestimento è una nuova coproduzione del Teatro Regio con il

Teatro dell’Opera di Roma e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, pensato nel 150° anno dalla

morte del compositore, con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin e i costumi di

Carla Teti. Alla guida dell’Orchestra e del Coro Roland Böer, Direttore artistico e musicale del

Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, che continua a rafforzare il suo legame artistico

con il pubblico torinese. Faust è interpretato da John Osborn, vincitore nel 2017 del premio Abbiati

come miglior tenore; Mefistofele e Margherita saranno rispettivamente i carismatici Alex Esposito e

Veronica Simeoni.

A questo “oratorio profano” segue la monumentale Passione secondo Matteo (Matthäus-Passion),

in scena dal 10 al 18 aprile, la più teatrale tra le composizioni sacre di Johann Sebastian Bach, dove

la narrazione evangelica diventa il motore dell’azione drammatica protagonista dei recitativi che

legano arie e corali. Composta nel 1727 come musica liturgica, e “riscoperta” grazie a Mendelssohn

che ne diresse degli estratti a Berlino nel 1829, viene presentata in un nuovo allestimento con la regia

di Andrea Bernard e le scene di Paolo Fantin. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio saranno guidati

da Alessandro De Marchi, figura di riferimento per il repertorio barocco nel panorama musicale

internazionale. Nel ruolo dell’Evangelista canterà Ian Bostridge, tra i più raffinati interpreti della

scena operistica e liederistica. Tra gli altri protagonisti: Roberta Mameli, Kathrin Wundsam, Carlo

Allemano, Luca Tittoto e Nicola Ulivieri.

A maggio, dall’8 al 24, va in scena il Don Pasquale di Gaetano Donizetti. L’opera buffa viene

presentata nello storico e apprezzatissimo allestimento del Regio firmato Eugenio Guglielminetti e

Ugo Gregoretti. Una Roma ottocentesca riprodotta con suggestioni da litografia fa da sfondo alla

 

vivacissima commedia degli equivoci, in cui i capricci della bella Norina porteranno Don Pasquale

alla disperazione. In palcoscenico avremo un cast di primo piano, con Paolo Bordogna, Maria Grazia

Schiavo, Antonino Siragusa e Roberto de Candia. Dirige l’Orchestra e il Coro Francesco Ivan

Ciampa, bacchetta emergente formatasi sotto la guida di Carlo Maria Giulini e Bruno Aprea.

Dal 16 al 20 maggio debutta Il mago di Oz di Pierangelo Valtinoni, versione operistica delle

celebri avventure di Dorothy e dei suoi compagni di viaggio: lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta e il

Leone Codardo. Dopo il successo di Pinocchio, un altro titolo firmato dal musicista Pierangelo

Valtinoni e dal librettista Paolo Madron; in scena un nuovo allestimento con regia di Luca

Valentino e gli stupendi pupazzi di Claudio Cinelli. Così come il film con Judy Garland ha

appassionato e unito numerose generazioni di tutto il mondo, anche questa suggestiva fiaba musicale

coinvolgerà sia il pubblico adulto e delle famiglie, cui sono dedicate tre recite, sia i ragazzi delle

scuole, che potranno assistere a due recite. Nata nel 2016 all’Opera di Zurigo, da cui fu

commissionata, sarà proposta al Regio in forma interattiva, formula capace di conquistare la platea di

piccoli e grandi spettatori, mentre protagonisti saranno giovani solisti selezionati per l’occasione e il

Coro di voci bianche del Regio e del Conservatorio “G. Verdi”. Sul podio dell’Orchestra e Coro del

Regio, il maestro Giulio Laguzzi.

Dal 9 al 21 giugno un altro titolo verdiano, Simon Boccanegra, che annovera un cast d’eccezione:

Carlos Álvarez, Rebeka Lokar, Michele Pertusi, Roberto Aronica e Roberto de Candia. Pier

Giorgio Morandi, affermato direttore che debutta al Regio, guida l’Orchestra e il Coro. Voci e

bacchetta di primissimo rango per una delle più complesse opere di Giuseppe Verdi, dalle tinte

scure ed evocative, in cui manca il classico triangolo amoroso a favore di un dramma tutto maschile,

dove amore paterno, devozione per la patria e responsabilità civile si scontrano sullo sfondo del

pittorico e raffinato allestimento di Sylvano Bussotti, presentato con successo anche nella tournée a

Hong Kong del 2016.

In cartellone dal 13 al 20 giugno un’altra opera buffa tra le più amate dal pubblico, Il barbiere di

Siviglia di Gioachino Rossini. Un successo che continua ininterrotto dal 1816, qui valorizzato da

uno dei più apprezzati, storici allestimenti “made in Regio”, con la regia di Vittorio Borrelli, le scene

di Claudia Boasso e i costumi di Luisa Spinatelli. In palcoscenico un cast di giovani talenti: René

Barbera, Chiara Amarù, Simone Del Savio e Marko Mimica. Sul podio dell’Orchestra e del Coro

Matteo Beltrami.

Chiude questa ricchissima Stagione l’ormai tradizionale appuntamento con il musical: dal 30

giugno al 5 luglio andrà in scena My Fair Lady di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, per la prima

volta al Regio. Il musical, ispirato al Pigmalione di George Bernard Shaw, divenne nel 1956 uno dei

più longevi successi, portato alla ribalta da Julie Andrews e Rex Harrison con ben 2.717 repliche a

New York, 2.281 a Londra e la conquista di sei Tony Awards. Fu per sempre immortalato nella

memoria collettiva grazie al film con Audrey Hepburn del 1964. Lo spettacolo è firmato da Paul

Curran, le scene sono di Gary McCann, i costumi di Giusi Giustino e la coreografia di Kyle Lang. A

guidare Orchestra e Coro del Regio il maestro Timothy Brock.

Grande impegno per le compagini del Regio: l’Orchestra del Teatro Regio prende parte a 16

spettacoli. Il Coro del Teatro Regio diretto da Andrea Secchi partecipa a tutte le 14 produzioni

operistiche. Il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi”, preparato da

Claudio Fenoglio, sarà in palcoscenico per ben 7 spettacoli. I Laboratori di Scenografia del Teatro

Regio realizzeranno 5 nuovi allestimenti.

La Stagione 2019-2020 presenta due importanti novità: un nuovo sito, pensato e sviluppato per

rendere più facilmente accessibili i contenuti offerti al pubblico. All’aggiornamento tecnologico, che

consente una migliore fruizione da tutti i dispositivi, si uniscono una comunicazione e un linguaggio

più immediati e diretti. L’attualità trova maggiore risalto e si armonizza alla ricca programmazione

 

del Teatro, che va dalla Stagione d’Opera e Balletto a tutte le proposte per i giovani e le

manifestazioni extra. Trovano ampio respiro tutti i servizi e le proposte dedicate alle persone e alle

aziende. Inoltre, il Teatro Regio ha scelto una nuova modalità di comunicare gli spettacoli della

Stagione, sviluppando un racconto per immagini. Un approccio diretto, un dialogo di sguardi a

partire dall’immagine guida che ci accompagnerà per tutta la Stagione, frutto del lavoro di Sara

Rambaldi. Artista milanese, ha studiato Lettere Moderne alla Statale di Milano e ha frequentato

l’Accademia di Brera. Lavora come illustratrice e grafica e collabora con Mondadori e Rcs.

La seconda grande novità riguarda la biglietteria on line: da quest’anno, l’acquisto sul sito del

Teatro di biglietti e abbonamenti, compresi i rinnovi, non avrà più costi aggiuntivi. Un notevole

risparmio, nonché la comodità di ottenere con un rapido clic il posto a Teatro. Abbonarsi al Teatro

Regio conviene sempre di più: a seconda dell’abbonamento scelto, si possono ottenere sconti che

vanno fino al 24%, con picchi del 46% per l’abbonamento Giovani Under 30 e del 65% per

l’abbonamento al Turno A Under 30. Il Teatro Regio utilizza la app Satispay: biglietti e abbonamenti

possono quindi essere acquistati direttamente dal proprio smartphone. Tutti gli abbonati riceveranno

in omaggio la Regio Card, una tessera che permette di usufruire di servizi, agevolazioni e

convenzioni e che sostituisce il tradizionale Carnet.

Gli Abbonamenti Ordinari si possono rinnovare già a partire da martedì 25 giugno e fino a

sabato 20 luglio, mentre i nuovi abbonamenti si possono acquistare in Biglietteria da martedì 27

agosto e on line sul sito del Regio da sabato 27 luglio. I rinnovi degli Abbonamenti Speciali sono

possibili da martedì 25 giugno e fino a venerdì 6 settembre.

Da sabato 29 giugno sono in vendita i biglietti per tutte le recite de I pescatori di perle, Tosca e

Roberto Bolle and Friends e per le seguenti recite: La bisbetica domata (8 novembre ore 14.30 e 9

novembre ore 20), Carmen (13, 17, 19 e 20 dicembre) e Il flauto magico (17, 22 e 24 gennaio).

Il Teatro Regio è diventato partner del progetto Torino City Lab, un percorso della Città volto a

ridisegnare strategicamente il supporto allo sviluppo locale tramite le nuove tecnologie. Il Regio

diventerà un Tech Hub, ovvero un campo di sperimentazione focalizzato sul Live Entertainment, un

laboratorio aperto all’innovazione di frontiera. Il Teatro accoglierà dunque un corollario di proposte

tecnologiche che investiranno tre livelli: multimediale, di accessibilità e artistico, con l’obiettivo di

proporre un’offerta ampia, diffusa e inclusiva.

Diciassette titoli da ottobre a luglio, un grande impegno tecnico e produttivo grazie al quale, per

ben 5 periodi nella Stagione, due spettacoli si alterneranno sul palcoscenico. Un’importante offerta

culturale riconosciuta dal sostegno della Città di Torino, dal fondamentale apporto dei Soci della

Fondazione, oggi più che mai presenti, dall’appoggio degli Amici del Regio e dal contributo delle

numerose Imprese che credono nel Teatro Regio.

Per ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it.

Torino, 17 giugno 2019

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