TRAGEDIA FIORENTINA e GIANNI SCHICCHI -Teatro Regio di Torino

TRAGEDIA FIORENTINA e GIANNI SCHICCHI -Teatro Regio di Torino

Teatro Regio di Torino –  21 marzo 2014

Una tragedia fiorentina

 http://www.teatroregio.torino.it/node/4111/locandina

Opera in un atto
Libretto e musica di Alexander von Zemlinsky
dall’omonimo dramma di Oscar Wilde

Prima esecuzione a Torino

 

Gianni Schicchi

http://www.teatroregio.torino.it/node/4112/locandina

Opera in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano

Musica di Giacomo Puccini
 

Allestimento del Teatro Regio

 

 

 

FIRENZE : UN FILO CONDUTTORE PER UN  DITTICO  INCONSUETO

Zemlinsky e Puccini sono due universi musicali diversi tra di loro, che ad un certo punto spaziale si ritrovano postumi sullo stesso palco a narrare musicalmente due avvenimenti che accadono nella stessa casa, in due differenti appartamenti.

La sobrietà di entrambi gli allestimenti di Santoliquido e Boasso diventa pregio, quando la musica è molto bella e le storie avvincenti. La regia di Vittorio Borrelli tende a narrare con occhio fotografico. Stefan Anton Reck dirige con piglio sicuro ad imprimere vigore alle vicende.

 

La vicenda di tragedia fiorentina è torbida e lasciva, oltre il  limite comportamentale,   oltre il morale. In entrambi gli allestimenti è previsto un letto, ma mentre nello Schicchi sarà un gran letto di morte e di inganni, qui è alcova di tradimenti e di soddisfazione carnali.

Angeles Blancas Gulin è la viscida Bianca ingannatrice che rappresenta con voce graffiante o insinuante, ma indubbiamente con acrobazie virtuosistiche. Simone il mercante trova i panni in Tommi Hakala, buon baritono con timbrica ben attagliata alla scrittura, mentre il tenore Zoran Todorovich è il principe Guido Bardi che muovendosi elegantemente sul palco infonde crudo realismo al personaggio, con voce limpida e chiaro fraseggio.

Puccini prima della composizione dello Schicchi scrisse la ben nota frase “Dopo il “Tabarro” di tinta nera, sento la voglia di beffeggiare” e quasi in un trascendentale effetto del destino ecco che dopo le fosche tinte della Tragedia Fiorentina, Il Teatro Regio di Torino inserisce proprio il Gianni Schicchi.

Classica l’ ambientazione della camera con tavolo, sedie e gran letto in cui giace il defunto Buoso Donati. Ed i parenti in lacrime per la scomparsa, piangeranno ancor più alla scoperta di essere stati pressoché diseredati.

01_schicchi

Il baritono Carlo Lepore, ben conosciuto ed apprezzato dal pubblico torinese anche nei panni di Gianni Schicchi ha riscosso il meritato consenso: baritono buffo, modula la voce a suo piacimento, mantenendo un tono compiuto di un bel colore possentemente scuro.  Rinuccio è Francesco Meli il talentuoso giovane tenore che utilizza il buon strumento  con agile liricità espressiva dai colori luminosi. Lauretta è Serena Gamberoni  che al “Oh mio babbino caro” riceve meritato applauso per la poetica modulazione ed offerta dell’aria con voce chiara e partecipe..

Silvia Beltrami reduce dal Regio di Parma per lo stesso personaggio di Zita può ormai essere considerata di riferimento per il ruolo, che sa rendere in modo buffo ed impeccabile. Voce profonda ed all’occorrenza molto scura viene arricchita da un temperamento fortemente teatrale. Un apprezzamento globale a tutto il cast con una nota particolare a Gabriele Sagona nel ruolo di Simone.

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

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