PUERI CANTORES SANCTI NICOLAI -Collegiata Sant’Agata Santhià (vc)

PUERI CANTORES SANCTI NICOLAI -Collegiata Sant’Agata Santhià (vc)
COLLEGIATA DI SANT’AGATA – SANTHIA’ (VERCELLI) 1 luglio 2016 PUERI CANTORES SANCTI NICOLAI – Bochnia (Polonia) L’attuale Chiesa Collegiata sorge sul medesimo luogo, dove già nel x secolo sorgeva una pieve dedicata alla martire catanese. Nel 990 l’Arcivescovo Sigerico di Canterbury, di ritorno da Roma lungo il percorso della Via Francigena che da lui prese il nome,  si fermò proprio a Santhià, quale tappa del viaggio e sul suo diario annotò …Sca Agath.   Nella sontuosa collegiata di Sant’Agata di Santhià  si è potuto assistere ad un evento musicale di grande interessi. Il coro di voci bianche proveniente dalla Polonia è stato diretto alternativamente da Stanislaw Adamczyk e da Bozena Wojciechowska , con accompagnamento di Krysztof Kosciolek e dopo attenta preparazione di Marcin Wkoczek. Sono stati eseguiti brani che coprono un vasto arco temporale che va dal 1700 alla contemporaneità assoluta:  brani di Czaikowski, Telemann, Christian Bach e su su fino a Rachmaninow, Lukaszewski e Swider. I “piccoli cantori” (coro maschile) hanno però  età differenti, trattandosi di studenti che vanno dall’equivalente delle nostre Primarie, fino alle superiori; l’insieme così costituito si è  concretizzato  in caleidoscopico effetto cromatica di forte suggestione ed emotività. La brillantezza delle ‘bianche’ ben si è elevata  sopra i colori bruniti delle più ‘mature’, che in assoluta armonia hanno offerto un gradevole sentire. Particolarmente apprezzabili le interpretazioni dei brani moderni che sempre racchiudono intensità espressiva, ma includono difficoltà interpretative con accenni dissonanti, maggiormente impervi per voci giovani ed amatoriali. Per lasciare agli ascoltatori un ricordo di allegrezza hanno concesso, quale bis, un ‘Alleluia’ gospel. Un personale plauso va a sottolineare gli applausi spontanei e sinceramente sentiti che hanno segnato il cammino del concerto, insieme ad un ‘peccato per chi non c’era’! La Musica vince sempre. Renzo...

Scuola di Scenografia – Accademia di Belle Arti di Urbino

Scuola di Scenografia – Accademia di Belle Arti di Urbino
Scuola di Scenografia – Accademia di Belle Arti di Urbino     TEATROLTRE 2016 Liberamente ispirato a I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy. Giovedì 5 Maggio ore 21 Venerdi 6 Maggio ore 21 Sabato 7 Maggio ore 21 (spettacoli a numero limitato posti 30) Scuola di Scenografia Accademia di Belle Arti di Urbino Aulateatro | Via Timoteo Viti 1, Urbino Con Aurelia D’Alessandro, Giulia Astolfi, Daniela Ciaparrone, Federica Foglia, Jessica Fuina, Chiara Lavana, Mattia Michetti, Tommaso Nardin, Alessandra Romagnoli, Nike Sama, Angelica Sbrega, Monica Scaloni, Giulia Schiavone, Federica Serra, Daniela Tebaldi, Giada Tonioni, Sofia Vernaleone, Francesco Zanuccoli. Con la partecipazione amichevole di Maria Paola Benedetti, Giorgio Donini, Francesca Gabucci, Daniela Tebaldi. Progetto Scuola di Scenografia Accademia di Belle Arti di Urbino Lucia Bramati, Mattia Bonomi, Francesco Calcagnini, Alberto Cannoni, Daniela Ciaparrone, Antonio Curcetti, Francesca Di Serio, Marcella Fiordegiglio, Federica Foglia, Jessica Fuina, Irene Furlan, Virginia Gidiucci, Jergen Koci, Alessandro Lucarini, Sarah Menichini, Tommaso Nardin, Lucia Petroni, Alessandra Romagnoli, Federica Torroni, Irene Trenta, Maria Chiara Torcolacci, Sofia Rossi, Sofia Vernaleone. Si ringrazia Nicolò Bagar, Mattia Bonomi, Francesco Calcagnini, Eleanora Claudia Colagiacomi Vasquez, Valerio Corzani, Amenris De Angeli, Angelo Di Serio, Luca Domenicucci, Alessandro Doria, Frati Minori Conventuali del Convento di San Francesco di Urbino, Mario Mariani Giuseppe Mascia, Paola Mariani, Monica Miniucchi, Davide Riboli, Marika Ricchi, Andrea Solomita, Camilo Trincia, Luisa Valentini, Luca Vannoni. Avvertenza Guten Tag. La direzione del Bausler Institut vi invita ad inquisire lo spazio con cautela ed imprudenza: dove abitano ossessioni e nostalgie, nessun cuore è al sicuro. Qualcuno, qui, ha perso anche la testa. Tutto ciò che vedrete è probabilmente solo l’eco di una vita già vissuta, o il presagio di quella che verrà. E nel mentre che osservate, il vostro sguardo è ricambiato anche da chi non ha occhi. Ma prego, fatevi avanti. E ricordate: nell’Appenzell non si può fare a meno di passeggiare. Benvenuti al Bausler...

GIANANDREA NOSEDA in MASTERCLASS al CONSERVATORIO ‘VERDI’ di MILANO

GIANANDREA NOSEDA in MASTERCLASS al CONSERVATORIO ‘VERDI’ di MILANO
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LA DONNA SERPENTE -Teatro Regio Torino 17 aprile 2016

LA DONNA SERPENTE -Teatro Regio Torino 17 aprile 2016
LA DONNA SERPENTE – Teatro Regio Torino, 17 aprile 2016 Opera fiaba in un prologo, tre atti e sette quadri Libretto di Cesare Vico Lodovici dall’omonima fiaba di Carlo Gozzi Musica di Alfredo Casella Prima esecuzione a Torino Personaggi Interpreti Altidòr, re di Téflis tenore Piero Pretti Miranda, fata, regina di Eldorado, sua sposa soprano Carmela Remigio Armilla, sorella di Altidòr, sposa di Tògrul soprano Erika Grimaldi Farzana, fata e La corifea soprano   Francesca Sassu Canzade, amazzone mezzosoprano Anna Maria Chiuri Alditrùf, arciere di Altidòr (maschera)tenore Francesco Marsiglia Albrigòr, servo di Tògrul (maschera) baritono Marco Filippo Romano Pantùl, aio di Altidòr (maschera) baritono Roberto de Candia Tartagìl, basso ministro di Tògrul (maschera) tenore Fabrizio Paesano Tògrul, ministro fedele basso Fabrizio Beggi Demogorgòn, re delle Fate baritono Sebastian Catana La fatina Smeraldina e Una voce nel deserto soprano Kate Fruchterman Badur, ministro traditore e Il corifeo baritono   Donato Di Gioia Primo messo e La voce del mago Geònca baritono   Emilio Marcucci Secondo messo tenore Alejandro Escobar Prima fatina soprano Eugenia Braynova Seconda fatina mezzosoprano Roberta Garelli Una voce interna baritono Giuseppe Capoferri Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda Regia Arturo Cirillo Scene Dario Gessati Costumi Gianluca Falaschi Coreografia Riccardo Olivier Luci Giuseppe Calabrò Assistente alla regia Antonio Ligas Assistente ai costumi Gianmaria Sposito Maestro del coro Claudio Fenoglio Orchestra e Coro Teatro Regio Fattoria Vittadini Nuovo allestimento in coproduzione con Festival della Valle d’Itria Senza l’illusione di un momento, senza la voglia di vivere una fiaba, la vita sarebbe poca cosa! Si dice che gli animi più serenamente obiettivi  appartengano a chi sa conservare nel tempo un po’ di quella fanciullezza passata. Il saper vedere la vita con gli occhi di bimbo che si spalancano di fronte alle luci inconsuete, ai colori ed ai suoni, forse rende la vita più gioiosa e serena. La prima esecuzione in Torino de ‘La donna serpente’, si configura in un  evento eccezionale, intorno al quale il Teatro Regio e la città di Torino hanno addirittura costruito un ‘progetto’ festival sulla figura del compositore Alfredo Casella; per questo motivo ritengo che non sia possibile  recensire succintamente l’opera ‘La donna serpente’ limitandosi ad annotare le impressioni visive e di ascolto, ma che si rendano necessarie almeno alcune considerazioni e citazioni. Sfogliando il libro di sala e dopo aver seguito alcune interviste proposte anche in occasione della diretta su Rai 5 alla ‘prima’ del 14 aprile, rilasciate dal sovrintendente del Regio Valter Vergnano e dal direttore musicale Gianadrea Noseda, si annota: “ Casella rappresenta una importante figura del xx secolo; Faurè fu suo maestro, mentre tra le amicizie vantava i nomi di Debussy, Ravel e Stravinskij”. Noseda a proposito della composizione musicale riferisce “ad esempio il ‘Lamento’ di Miranda (Vaghe stelle dell’Orsa) ha un fascino antico che non è quello dell’aria classica di sapore ottocentesco, ma piuttosto del madrigale, ………il ‘quintetto delle maschere’ che è tutto basato su un esercizio linguistico di chiaro gusto rossiniano, ma conduce a sviluppi formali che pur restando comici , suonano completamente diversi…” Lucilla Castellari nel suo libro ‘Dal carnevale veneziano al romanticismo musicale tedesco’ edito da Campanotto editore, scrive: “con ‘La donna serpente’ Carlo Gozzi imprime una svolta alla sua produzione fiabesca (quinta delle fiabe teatrali): torna alla fiaba di magia, esasperandone la spettacolarità e la complessità d’intreccio, pur conservando la formula passionale e per certi aspetti patetica, sperimentata nella Turandot; si tratta di quella che Edoardo Sanguinetti definisce ‘la geniale invenzione di un genere:la fiaba scenica’” . La storia è abbastanza complicata e di non facile intuizione per il gran numero di personaggi e per le situazioni intricate ed alcune visualizzazioni riportano ai pargoletti...

‘ACCADEMIA del RICERCARE’ Museo Borgogna 16 aprile 2016

‘ACCADEMIA del RICERCARE’ Museo Borgogna 16 aprile 2016
Seppur umida, la pianura vercellese rimane un luogo gradevole da vivere. Diversi sono i casi in cui  la provincia sa esprimere al meglio le intrinseche valenze, esternandole a chi ha voglia di uscire di casa e con altri condividere la bellezza dell’arte e della musica insieme, in un ideale connubio di esaltazione dell’ingegno umano.   ANTIQUA COSORT MUSIC  Museo Borgogna ANTIQUA Vercelli Consort Music del XVII secolo Accademia del Ricercare     M.Praetorius (1571-1621) Da Terpsicore 1612 pass’e mezzo e galliarda balletto pavana di Spagna branle de village Johann Hermann Schein (1586 –1630) Dal Banchetto Musicale Lipsia 1617 Suite n. 1 in Re minore Suite n. 19 in fa maggiore C. Farina (1600 – 1640) Dal III libro – Dresda,1627 pavana seconda gagliarde sesta/seconda/sesta brandi a quattro   Vittoria Panato – violino Massimo Sartori, Luca Taccardi – viola da gamba Antonio Fantinuoli – violoncello Germana Busca, Manuel Staropoli – flauti Federico Vitalone, Luca Ventimiglia, Mattia Laurella, Roberto Terzolo – flauti e cornamuse Claudia Ferrero – clavicembalo Pietro Busca – direttore   I musei, in quanto  luoghi di cultura, devono sapersi aprire alle varie espressioni dell’arte e ‘fare ricerca’ ‘fare studio’ percorrendo le varie strade della cultura senza la quale non sarebbe possibile l’evoluzione dell’umanità. La Società del Quartetto ed il Museo Borgogna di Vercelli, compiono insieme questo viaggio, sapendo unire la pittura e la musica in un’ambientazione raffinata ed al tempo stesso famigliare, accogliente. L’introduzione al Concerto, nella splendida sala del Museo Borgogna di Vercelli, è stata curata e presentata da Giovanni Tasso con dovizia di particolari inerenti la formazione strumentale, gli strumenti e l’iter compositivo. L’ambientazione ricca e la disposizione delle sedie, salottiera a semicerchio, ha immerso lo spettatore in un luogo d’altri tempi ed i colori brillanti della musica hanno esaltato i colori dei dipinti componendo così una magica  atmosfera.. Il programma riferisce di musiche di Praetorius, fertile compositore tedesco, accostandolo a nomi pressoché sconosciuti al grande pubblico, ovvero Schein  ed il mantovano  Farina. I temi sono quelli classici delle delicate ‘pavane’ad andatura lenta  e delle allegre  ‘gagliarde’, le allemande e le corrente; particolarmente frizzanti  appaiono sempre le ‘allemande’ con gli attacchi in levare che portano immediatamente nello spirito della danza  fortemente ritmata. La formazione presentata dall’Accademia del Ricercare vanta nomi di spicco nel panorama della musica antica ed in ogni caso annovera musicisti di livello dotati di profonda sensibilità e voglia di condivisa partecipazione; questa considerazione deriva dalla semplice osservazione delle espressioni di gioia e contentezza nell’esecuzione e nella direzione di Pietro Busca. Il sorriso è la costante di tutto il concerto fortemente ritmato da piccole percussioni e tamburo che scandisce il  tempo ai vari strumenti, costruiti con le stesse caratteristiche di suono e delicatezza degli strumenti antichi. La direzione è  accorta e con gesto ben definito di chiara lettura; l’amalgama è evidente e costituisce la forza basale da cui scaturisce l’emozione gioiosa che pervade tutta la proposta. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone   Museo Borgogna Vercelli www.museoborgogna.it facebook “Museo Francesco...