I PAGLIACCI – Teatro Regio di Torino 15 gennaio 2017

I PAGLIACCI – Teatro Regio di Torino 15 gennaio 2017
I PAGLIACCI  Dramma in un prologo e due atti Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo Personaggi Interpreti Nedda Erika Grimaldi Canio Francesco Anile Tonio, Roberto Frontali Peppe Juan José de León Silvio, Andrzej Filończyk Primo contadino Vladimir Jurlin Secondo contadino Sabino Gaita Direttore d’orchestra Nicola Luisotti Regia Gabriele Lavia Scene e costumi Paolo Ventura Luci Andrea Anfossi Assistente alla regia Anna Maria Bruzzese Maestro dei cori Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” Nuovo allestimento   Nulla di nuovo sotto il cielo! Seguendo i vari media del giorno d’oggi la cronaca pullula di tradimenti che culminano in delitti passionali e violenze maturate nell’odio, nell’incapacità di comprendere. Ispirata ad un fatto di cronaca l’opera mette in scena un femminicidio per gelosia! La nota vicenda de ‘I Pagliacci’ non necessita di essere raccontata, ma certamente alcune considerazioni sono ineludibili. La messa in scena proposta con un nuovo allestimento dal teatro Regio di Torino è di sapore neorealista ed è  curata  in ogni dettaglio registico, grazie alla mano di Gabriele Lavia ed anche  scenico per la  cura di Paolo Ventura. L’ambientazione è una piazza povera del sud Italia con un piccolo e sgangherato palco al centro per la rappresentazione “alle 23”; tutto è curato nei dettagli: i costumi  ed i colori degli stessi, le luci di Andrea Anfossi, i rocamboleschi saltimbanchi, gli attori sui trampoli, i giocolieri! Tutti gli elementi del teatro itinerante sono rappresentati e tutti concorrono a creare l’atmosfera apparentemente gioiosa dello spettacolo, che cela però il dolore del tradimento! Nicola Luisotti rivela signorilità nei comportamenti con la buca ed il palcoscenico ed affronta la partitura con piglio sicuro traendo momento di grande sinfonia, quanto di vibrante  passionalità tragica: bel gesto e conclamata esperienza. A sipario chiuso un bimbo cammina lungo il bordo del palco ed in costume da pagliaccio, quando arriva al centro e di fronte al direttore dà a questi l’attacco per iniziare   l’ouverture.  Il Coro è preponderante sulla scena e la massa cantante è di forte impatto, ancor più in considerazione dell’ottima prestazione offerta, grazie anche alla preparazione di Claudio Fenoglio.  Per una improvvisa indisposizione il tenore Fabio Sartori non può essere Canio, ma viene brillantemente sostituito nel ruolo  da Francesco Anile che rivelando  bel timbro e bel colore esalta la celebre aria ‘Vesti la giubba’ e da li in poi non fa che raccogliere consensi. Il baritono Roberto Frontali è calato nella parte ed affronta con piglio ed accattivante modulazione il personaggio di Tonio cui imprime tutta la forza negativa che ‘il rifiutato’ ha, lasciandolo nella sua mediocrità. Simpatico e vivace il Peppe di  Juan José de León  che nei panni di Arlecchino fa la sua apparizione dalla platea, così come è risultato più che apprezzabile per colore ed interpretazione Andrzej Filończyk nella parte dell’amante Silvio.  Validi nei rispettivi ruoli di primo e secondo contadino Vladimir Jurlin e Sabino Gaita, ma una menzione speciale va senz’altro al soprano  Erika Grimaldi nel ruolo di Nedda. Nell’ultima sua apparizione al Regio di Torino il soprano astigiano  era in attesa di Esther, nata circa un mese fa. Ora, in perfetta forma fisica e vocale,  la Grimaldi ha incantato per i colori e gli arrotondamenti impressi al suo canto che si è librato con facilità fino ai più impervi acuti ad esprimere i forti sentimenti che albergano nell’animo del personaggio. Il teatro nel teatro ha sempre il suo fascino! La Musica vince sempre. Renzo...

PRIMO CONCORSO ARTISTICO LETTERARIO CITTA’ di SANTHIA’ “JACOPO DURANDI”

PRIMO CONCORSO ARTISTICO LETTERARIO CITTA’ di SANTHIA’ “JACOPO DURANDI”
E’ con piacere che presento il Concorso Artistico Letterario Città di Santhià, intitolato a “Jacopo Durandi” nei 200 anni dalla sua scomparsa. Invito tutti gli artisti e gli sperimentatori artistici a mettersi in gioco ed a  partecipare; il concorso vanta il Patrocinio della Città di Gattinara e del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, oltre a fregiarsi di una giuria prestigiosa, che a breve sarà annunciata.  “dialoghi  di primavera 2017”  Primo concorso artistico letterario CITTA’ DI SANTHIA’ “Jacopo Durandi”   In occasione del 21 marzo, inizio della Primavera e ‘giornata mondiale della poesia’, il Comune di Santhià organizza la rassegna culturale “DIALOGHI DI PRIMAVERA 2017”  La parola, il suono,il gesto e l’immagine All’interno della rassegna viene istituito un concorso artistico letterario che  si propone di ergere la poesia a momento di riscatto socio-culturale, donandole la giusta e doverosa importanza quale veicolo  di comunicazione dei sentimenti attraverso la parola, il suono,il gesto e l’immagine. Al fine di avvicinare i giovani e gli adulti alla comunicazione  attraverso la poesia, il sentimento e l’arte del pensiero emozionale ed emozionante, il concorso si propone di diffondere il prodotto dell’ingegno in cui l’arte e la poesia si ergono a  protagonisti d’eccellenza grazie al  messaggio universale che si diffonde attraverso l’arte, la cultura, la bellezza e la solidarietà. Il mondo ha bisogno di emozioni, sentimenti e  poesia, poichè la vita vive di queste essenze!   REGOLAMENTO DEL CONCORSO   Pubblicazione bando  entro il 10 novembre 2016 Presentazione elaborati dal 2 gennaio al  23 gennaio 2017 Premiazione 25 marzo 2017     Il concorso ‘JACOPO DURANDI’ si articolerà nelle seguenti sezioni: Sezione  “A”   POESIA Sezione “B”  ARTE E IMMAGINE Sezione  “C”  SPECIALE SCUOLE (a partecipazione gratuita)       Sezione “A”     POESIA Tipologia degli elaborati:poesia inedita, (massimo 25 versi) in lingua italiana o in vernacolo con allegata traduzione in lingua italiana                                                                                                                                                                         Livello metrico e ritmico libero. Tema : libero.   Sezione  “B”     ARTE E IMMAGINE Tipologia degli elaborati: disegno, incisione, pittura, fotografia (dimensione massima consentita formato A3 29,7cm x 42cm.). Tema : Dialoghi di primavera. Si potrà presentare una sola copia dell’opera. Le opere dovranno essere inedite.       SEZ. “C”  Speciale Scuole (Istituto Comprensivo Sant Ignazio da Santhià) Sez.C1 : POESIA (TEMA Libero) Componimenti collettivi di classe oppure di singoli alunni. Sez. C2 : ARTE E IMMAGINE (TEMA: Dialoghi di Primavera ) Disegno, pittura, fotografia, (dimensione massima consentita formato A3 29,7cm x 42cm.) Opere collettive di classe oppure di singoli alunni. La sezione “Speciale Scuole” non ha vincoli di lunghezza testi, si potrà presentare una sola copia dell’opera. Le opere dovranno essere inedite.   Il concorso è di carattere nazionale ( per le sezioni “A” Poesia e “B” Arte e Immagine))   La partecipazione al concorso è ammessa al compimento dei 18 anni di età al momento della presentazione dell’opera, tranne che per la sezione speciale scuole col vincolo che la partecipazione del singolo alunno deve essere rappresentata dal proprio insegnante come tutor; (valido per tutte le sezioni)   La partecipazione al concorso per le sezioni A e B è di euro 10,00 per spese di segreteria e lettura da versare a partire dal 2 gennaio 2017 tramite bonifico bancario intestato a ‘COMUNE DI SANTHIA’ –Tesoreria Comunale – IBAN IT 12 L 06090 22308 000000984802 con la causale CONCORSO ARTISTICO LETTERARIO ‘JACOPO DURANDI 2017’  (valido per tutte le sezioni esclusa la Sezione “C”  Speciale Scuole che prevede la partecipazione gratuita)   La scheda di partecipazione dovrà essere compilata in tutte le sue parti con...

LA RIVALE – Teatro Coccia Novara 1 dicembre 2016

LA  RIVALE – Teatro Coccia Novara 1 dicembre 2016
  La RIVALE – Teatro Coccia Novara Musica di Marco Taralli – Libretto di Alberto Mattioli Regia Manu Lalli Direzione d’orchestra Matteo Beltrami Orchestra Talenti Musicali Tiziana Fabbricini, nel ruolo della protagonista Carmela Astolfi Daniele Cusari, il Melomane Antonio Giulio Pelligra, Don Bartolo/Salvatore Giulia Perusi, la commessa giovane Simona Di Capua, Annina la badante Daniele Piscopo, la maschera Eleonora Boaretto, la turista/commessa anziana Edizioni Sconfinarte Produzione Fondazione Teatro Coccia Onlus   In prima assoluta, su commissione della Fondazione  Teatro Coccia il 1 dicembre 2016 ha debuttato ‘LA RIVALE’ composta da Marco Taralli su libretto di Alberto Mattioli, il quale ha tratto libera ispirazione dal racconto di  Éric-Emmanuel Schmitt. La trama è ironica e si ispira alla rivale della grande Callas, nella finzione teatrale tale Carmela Astolfi. Diverse le situazioni divertenti, con un sottofondo nostalgico da ‘Viale del Tramonto’: la Rivale non accetta lo scorrere del tempo e non accetta che la divina Callas abbia fatto letteralmente innamorare le applaudenti platee del mondo. Il leit motif della sceneggiatura è ‘non durerà…non durerà..” auspicando con stizza che i successi clamorosi della divina finiscano in fretta. La musica composta da Marco Taralli  parte volutamente in sordina per poi prendere corpo con inserimento di percussioni e vaghi echi di tango. Il direttore Matteo Beltrami, molto coinvolto, dirige l’orchestra dei Talenti Musicali che segue divertendosi, con l’occhio costante al  palco che vive con lui.  Il libretto è di Alberto Mattioli, ben conosciuto giornalista de La Stampa, che non teme le intrusioni dissacranti  che chiaramente comunicano il suo pensiero e visione dell’opera lirica. I personaggi sono mossi dalla regia di Manu Lalli, che inizia con uno splendido momento degli applausi  alla Scala; seguono i ricordi della Rivale, poi in un ‘vecchio palco della Scala’ ed anche in un elegante bar in Galleria, per finire con la bara dell’Astolfi ‘crepata’ per un colpo apoplettico per l’invidia nei confronti dalla mitica Callas. L’opera segna l’applaudito ritorno alle scene di Tiziana Fabbricini  dopo alcuni anni di assenza e precisamente dal 2012 dove cantò nel prestigioso festival della Valle d’Itria. Quello della Rivale risulta essere un ruolo particolarmente impegnativo con sonorità che spaziano dal rigo conosciuto a più impervi contemporanei /accenti. Gli altri interpreti sono Daniele Cusari con bel colore e modulazione nei panni del Melomane Antonio che inneggiando alla Callas distrugge alla fine la Astolfi. Giulio Pelligra, brillante tenore, interpreta con scioltezza interpretativa  Don Bartolo/Salvatore e Giulia Perusi, la commessa giovane che esibisce agilità e coloristica da ricordare La Regina della Notte  piuttosto che la Bambolina. Simona Di Capua, Annina (che combinazione il nome!!)  la badante e Daniele Piscopo, la maschera. Eleonora Boaretto interpreta  la turista/commessa anziana, al suo debutto nel teatro d’opera affrontando il ruolo con sicurezza ed estensione interessante. La produzione è sostenuta da Fondazione CRT-Cassa di Risparmio di Torino e Itof srl. La stagione 2016/2017 è realizzata con il contributo di Comune di Novara, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Fondazione Piemonte dal Vivo, Fondazione Banca Popolare di Novara, Gruppo DeAgostini. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credito foto Mario...

SANSONE e DALILA – Teatro Regio di Torino – 26 novembre 2016

SANSONE e DALILA – Teatro Regio di Torino – 26 novembre 2016
SANSONE E DALILA – Teatro Regio di Torino 26 novembre 2016 [Samson et Dalila] Opera in tre atti e quattro quadri Libretto di Ferdinand Lemaire Musica di Camille Saint-Saëns Edizione in lingua originale francese con sopratitoli in italiano Dalila,    Daniela Barcellona Samson,    Gregory Kunde Sommo sacerdote Dagon,  Claudio Sgura Abimélech,    Andrea Comelli Un vecchio ebreo,    Sulghan Jaiani Un messaggero filisteo,     Roberto Guenno Primo  filisteo,    Cullen Gandy Secondo filisteo,    Lorenzo Battagion   Direttore d’orchestra  –  Pinchas Steinberg Regia, scene, costumi  –  Hugo de Ana Coreografia  –  Leda Lojodice Video  –  Sergio Metalli Luci  –  Vinicio Cheli Assistente alla regia Patrizia Frini, alle scene Manuela Gasperoni, ai costumi Elena Cicorella Maestro del Coro  –  Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Nuovo allestimento in coproduzione con il China National Centre for the Performing Arts   Camille Saint-Saëns dichiarò “senza Liszt, Samson non esisterebbe” e se lo dichiarò l’autore stesso c’è da crederci, ma influenze lisztiane o no, ‘Samson et Dalila’ resta una imponente composizione che certamente incanta chi conosceva Saint-Saëns solo per il caleidoscopico ‘Carnaval des animaux’,  per i sei preludi e fughe per organo piuttosto che per i crescendo della  Danse macabre.  Nella realizzazione vista il 26 novembre al Regio di Torino bisogna essere altezzosamente supponenti per individuare punti di debolezza, infatti l’insieme è ai massimi livelli: risulta addirittura arduo dare delle priorità nel raccontarla, tanto da voler seguire la scaletta proposta dalla locandina. Dalila: Daniela Barcellona ai vertici timbrici e comunicativi risulta suadente e poetica nel canto d’amore e spregiudicata nella condanna; la sua presenza in scena è sempre una garanzia con l’unico neo che –tristemente per il pubblico – le sue apparizioni sui palchi italiani sono davvero poche (ricordo però la splendida interpretazione ne ‘I troiani’ alla Scala). Nella splendida dimora ricca di cristalli rilucenti, Dalila/Barcellona si muove da regina, affascinando  per il bel colore e la gradevolezza vocale. Sansone è interpretato dall’inossidabile Gregory Kunde (protagonista anche lui nei ‘Troiani’ alla Scala). Le sue prestazioni vocali sono ormai mito e  riferimento. Voce sempre ferma in una linea di canto inalterata: il tono drammatico viene esaltato dalle profonde colorazioni brunite che sfiorano il baritonale. Claudio Sgura, profondo baritono, interpreta Dagon con voce magnificamente  possente e timbricamente rilevante; Sgura, completamente nel ruolo, riesce a trasmettere veramente molto all’ascolto. Notevoli  Andrea Comelli, Sulkhan Jaiani, Roberto Guenno, Cullen Gandy e Lorenzo Battagion, nei rispettivi ruoli. Pinchas Steiberg in questa armoniosissima quanto autorevole  direzione, diventa estrattore di note belle e colorate. In piena sintonia con i professori in buca trae momenti di intensa seppur soffusa poesia, quanto di sanguigno furore. Sempre ai massimi livelli il coro che fin dalla prima scena diventa protagonista: il coro è diretto da Claudio Fenoglio La globale messa in scena viene firmata da un ispirato Hugo de Ana che utilizza le masse non per riempire il palcoscenico, come talvolta si avverte, ma per creare situazioni di forte impatto come nella scena finale della distruzione. I colori, essenza della scenografia, sono un ‘piazzato’ grigio metallico e rilucente, contaminato con prepotente sagacia di blu, azzurro e colori moderni quali il lilla stemperato di violet. Le luci sapienti di Vinicio Cheli fanno brillare lance e spade oltre che vibranti rilucenti cristalli. Una nota di forte marcatura va sia alle contemporanee proiezioni Video di Sergio Metalli che mantengono costante il movimento scenico, quanto alle coreografie di Leda Lojodice che non teme i nudi in scena, ma che li utilizza artisticamente e con grande eleganza....

OLIVO e PASQUALE – Teatro Sociale- Bergamo – Fondazione Donizetti -30 ottobre 2016

OLIVO e PASQUALE – Teatro Sociale- Bergamo – Fondazione Donizetti -30 ottobre 2016
OLIVO E PASQUALE – Teatro SOCIALE di Bergamo – 30 ottobre 2016 L’opera intrapresa dalla Fondazione Donizetti e dal suo direttore Artistico Francesco Micheli è quanto meno meritoria! I soggetti responsabili non lasciano cadere nel totale oblio le composizioni di uno dei GRANDI dell’OPERA, del teatro musicale italiano, vanto in tutto il mondo ed emblema nobile della nostra nazione. In un tempo dove  l’apparenza (sovente vuota di alcun contenuto) ed un selfie con ‘chissà chi’ conta più della sostanza, ineluttabile base per il futuro dell’umanità,  UNA FONDAZIONE ed un DIRETTORE ARTISTICO pensano alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale…che dire! Nulla,  semmai silenziosi  inchiniamoci ! OLIVO E PASQUALE – Teatro SOCIALE di Bergamo (versione di Napoli, 1827) Melodramma giocoso di Jacopo Ferretti Musica di Gaetano Donizetti Revisione sui materiali coevi a cura di Maria Chiara Bertieri per la Fondazione Donizetti Olivo – Bruno Taddia Pasquale – Filippo Morace Isabella-  Laura Giordano Camillo – Pietro Adaini Le Bross – Matteo Macchioni Columella – Edoardo Milletti Matilde – Silvia Beltrami Diego – Giovanni Romeo Direttore Federico Maria Sardelli Regia operAlchemica (Ugo Giacomazzi, Luigi Di Gangi) Scene e costumi Sara Sarzi Sartori, Daniela Bertuzzi e Arianna Delgado Light designer Luigi Biondi Assistente alla regia Simona Stranci Assistente ai costumi Michela Andreis Coro Donizetti Opera Maestro del coro Fabio Tartari Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala Progetto realizzato con Accademia di Belle Arti “SantaGiulia” di Brescia Associazione Formazione Professionale Patronato San Vincenzo di Bergamo Istituto di Istruzione superiore “Caterina Caniana” di Bergamo Liceo Artistico Statale “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo Nuova produzione e allestimento della Fondazione Donizetti   Una trama variopinta all’interno di una scenografia multicolore, con caleidoscopiche lucentezze musicali per un divertente melodramma giocoso. Il 7 gennaio 1827 al Teatro Valle di Roma avviene la prima rappresentazione assoluta di Olivo e Pasquale di Gaetano Donizetti che ancor risente di influenze rossiniane…e a dire il vero, da dopo la riscrittura e la rappresentazione nel settembre dello stesso anno,  al Teatro Nuovo di Napoli,   non so quanto sia mai stata ancora rappresentata. La Fondazione Donizetti di Bergamo con un’opera di lungimirante salvaguardia, la ripropone ora in una veste contemporanea che nulla toglie all’originale, ma che anzi la rende fruibile ad un pubblico poco avvezzo al teatro musicale e magari anche poco educato ( o tempora ..o mores..) alla bellezza che va salvaguardata in ogni ambito temporale. Alla sinfonia il sipario prende ritmicamente  a muoversi con un ritmar di stoffe, a creare onde scenografiche ed entusiastica aspettativa, che non andrà delusa. Con gesto chiaro e ben leggibile il direttore Federico Maria Sardelli da indicazioni precise (intendibili anche dagli appassionati seppur non musicisti), inizia e permane su una direzione vivace ed allegra, consona al testo, alla partitura e probabilmente anche alle intenzioni ! Un cenno ai bravi musicisti dell’Accademia della Scala. L’accogliente salotto che è il teatro Sociale offre la sua buona acustica ad un cast giovane e ‘giocoso’ Silvia Beltrami entra per prima in scena, che non lascia certamente sgombra seppur unica presenza,  ma che anzi riempie con  interpretazione brillante e con voce piena dai colori e toni definiti e timbricamente rilevanti (memorabile la sua interpretazione –direi di riferimento- del ruolo di Zita nel ‘Gianni Schicchi’ di Parma e poi di Torino…). Camillo è interpretato dal tenore   Pietro Adaini  che fa di tutto per ben seguire l’incalzante ritmo che la partitura  impone con improvvisi quanto impervi acuti; l’assolo del secondo atto lo affronta con agilità, forza e bel timbro. Olivo, di rosso vestito e con i baffi a manubrio (come si diceva nel tempo che fu) è interpretato da un accattivante Bruno...