STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018

STEVE COLEMAN – Stresa Festival 2018
Ogni periodo storico è caratterizzato da una propria avanguardia nei vari campi dell’arte ed anche la musica non sfugge a questa legge del divenire. La nostra epoca si caratterizza per le incertezze politiche ed economiche, per i disagi sociali ed anche chi non soffre di problemi esistenziali vive comunque contornato da atmosfere di incertezze. STEVE COLEMAN AND FIVE ELEMENTS – Stresa Festival 2018   Causa maltempo, la prevista suggestiva location del concerto, ovvero i giardini di Villa la Palazzola sul lungo lago di Stresa, ha dovuto essere sostituita con l’altrettanto elegante Hotel Regina Palace. Strepitosi strumentisti e vocalist formano questo gruppo che propone un genere afro americano di tutta innovazione, caratterizzato dal ripetersi all’infinito dello stesso motivo, interrotto e caratterizzato alternativamente da uno degli strumenti, sovente la batteria; L’ossessiva ripetizione crea pochissimi momenti di ‘pausa d’attenzione’, mentre esprime allegria e vivacità, con apparizione di melodie e citazioni dai canti delle piantagioni, piuttosto che dai canti tribali ed addirittura si rinviene una citazione di Harry Belafonte. Gli strumentisti sono eccezionali a partire dal leader al sax  e poi una tromba piena di vita, una chitarra basso che ritma vitalmente, il giovane batterista che ha impressionato per l’agilità e velocità, ma il grande fascino arriva dalla voce solista che affronta impervie improvvisazioni apparentemente senza prendere fiato per molto tempo: velocità di parola, variazioni costanti, improvvisazione, solo suoni in un affrettarsi che richiama il rap, lo spiritual  ed il jazz di pura avanguardia. Il genere è particolarissimo e comprendo che non possa piacere a tutti (come tutte le  nuove   proposte), ma di fronte alle abilità non ci si può che inchinare!   La Musica vince sempre. Renzo...

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018

VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018
Il Maggiore: questa recente struttura per eventi, direttamente sulle rive del Lago Maggiore a Verbania, sta prendendo sempre più vita, con una corposa rassegna teatrale ed ospitando eventi internazionali come lo Stresa Festival.   VINICIO CAPOSSELA – STRESA FESTIVAL – 17 LUGLIO 2018   VINICIO CAPOSSELA Danze, salti, onde dei tre tempi Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini Direttore Stefano Nanni   Un cantastorie fantasmagorico, affabulatore ed incantatore, ovvero Vinicio Capossela, si è esibito sul palco del Maggiore di Verbania, cambiando cappelli, abiti, mantelli e facendo ritmare con le mani e ballare tutto il pubblico in sala. Standing Ovation assicurata per questo funambolico interprete che con  la voce attraversa tutta la policromia, dai colori profondamente ambrati fino ad elevarla allo stridente acuto ed il tutto per amplificare scenicamente il travolgente spettacolo. Capossela trasmette allegria pura, senza dimenticare una sottile vena di malinconia poetica e senza dimenticare l’anima di uomo che certamente ha vissuto e che qui racconta quasi  sussurrando  di ‘Labirinti dell’attesa di cui è composta la vita’ e narra di ‘sirene che non hanno nè coda nè piume e che non cantano il futuro’ . Il successo garantito già sulla carta è stato convalidato dalla presenza della corposa Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal simpatico, oltre che bravo Stefano Nanni. Con gesto chiarissimo e morbidamente ampio ha diretto puntualmente ed armonicamente, facendo anche da comprimario in alcuni momenti dello spettacolo.   La Musica vince sempre Renzo...

LE NOZZE DI FIGARO – Teatro Regio di Torino 3 luglio 2018

LE NOZZE DI FIGARO – Teatro Regio di Torino 3 luglio 2018
Certo che con il caldo afoso della metropoli piemontese, correre, saltare, cantare, interpretare sul palco deve essere una gran fatica! Eppure i grandiosi artisti delle ‘Nozze’ della trilogia mozartiana ce l’hanno fatta ed in modo egregio ! Le nozze di Figaro Commedia per musica in quattro atti Libretto di Lorenzo Da Ponte dalla commedia La Folle Journée, ou Le Mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais Musica di Wolfgang Amadeus Mozart Personaggi Interpreti Il conte d’Almaviva, grande di Spagna basso-baritono Simone Alberghini La contessa d’Almaviva, sua moglie soprano Serena Farnocchia Figaro, cameriere del conte baritono Paolo Bordogna Susanna, cameriera della contessa, promessa sposa di Figaro soprano Maria Grazia Schiavo Cherubino, paggio del conte mezzosoprano Paola Gardina Marcellina, governante mezzosoprano Manuela Custer Bartolo, medico di Siviglia basso Fabrizio Beggi Basilio, maestro di musica tenore Saverio Fiore Don Curzio, giudice tenore Joshua Sanders Antonio, giardiniere del conte e zio di Susanna basso Giuseppe Esposito Barbarina, sua figlia soprano Mariasole Mainini Prima ragazza soprano Caterina Borruso Seconda ragazza mezzosoprano Claudia De Pian Maestro al fortepiano Jeong Un Kim Direttore d’orchestra Speranza Scappucci Regia Elena Barbalich Scene e costumi Tommaso Lagattolla Luci Andrea Anfossi Movimenti mimici e assistente alla regia Danilo Rubeca Maestro del coro Andrea Secchi   Orchestra e Coro del Teatro Regio Allestimento Teatro Regio   Le Nozze di Figaro, con il Don Giovanni ed il Così fan tutte  rappresentano certamente l’apice raggiunto nell’opera buffa mozartiana, merito che l’amato compositore condivide con l’abate Lorenzo Da Ponte illuminato librettista. La riproposta del Teatro Regio è senza dubbio interessante anche per la riconferma che la linearità delle scene –Tommaso Lagattolla– , motivata da una regia attiva –Elena Barbalich– con un cast brillante e valido  sono sempre ottimi motivi per assistere ad una replica. L’orchestra del Teatro Regio negli ultimi anni si è affermata tra le migliori del panorama europeo ed in questa produzione è stata diretta da Speranza Scappucci con verve, brillantezza, molta attenzione e gesto forte e chiaro. Molto simpatico il momento quando Custer/Marcellina canta ‘Non mi resta che la Speranza…’  e corre un bel sorriso tra cantante e direttrice. Il cast è di tutto rilievo ed andando in ordine di locandina non si può che applaudire Simone Alberghini  superbamente nel ruolo del Conte, che esprime fraseggio, coinvolgimento e sempre quel bel colore brunito che lo contraddistingue. Serena Farnocchia nel ruolo della Contessa è agile e sicura con espressione vivida e di rilievo ‘E Susanna non vien…’ è davvero un gioiellino. Nel ruolo del titolo ovvero Figaro è il super Paolo Bordogna che ogni volta affascina per l’intera sua interpretazione: cantante eccezionale, timbricamente rilevante, attore indiscusso, ‘animale da palcoscenico’ senza dubbio! Sempre entra perfettamente nel personaggio e lo fa suo e dimenticando tutto il resto lo vive appieno donando al pubblico esattamente quando la vicenda narra. Susanna incontra Maria Grazia Schiavo che raggiunta una maturità vocale di forte interesse dona al personaggio, civetteria, freschezza e brillantezza con voce pulita e cistallina. Paola Gardina nel ruolo di Cherubino merita davvero un cenno speciale, in quanto sembra il personaggio tagliato su misura per lei, che interpreta con semplicità ed amorevolezza, utilizzando voce ed attorialità per dipingere questo capriccioso Cherubino. Marcellina, la governante che si scoprirà madre di Figaro, è Manuela Custer che con gioia, dopo molti anni,  abbiamo ritrovato sul palcoscenico del Regio – dove aveva iniziato la carriera-  e che qui speriamo ancora di ritrovare; la Custer è sempre sicura nel ruolo e da grande musicista sa cogliere ogni sfumatura della partitura facendola sua, riuscendo così ad imprimere al personaggio affidatole tutte le caratterialità...

FIERRABRAS – Teatro alla Scala – 30 giugno 2018

FIERRABRAS – Teatro alla Scala – 30 giugno 2018
Così ha postato  sul proprio  profilo un notissimo inviato e commentatore  radiofonico, esperto d’opera : “Scala semivuota allo sbadiglifero ‘Fierrabras’. Per me quindi nulla di più eccitante che desiderare di verificare di persona (invece di credere sulla parola un esperto) ed allora mi attivo per i soliti canali, ma….la confusione, la superficialità se non indifferenza incontrata  fanno si che lascio perdere gli Uffici scaligeri  ed acquisto un biglietto (al momento dell’acquisto ancora 871 posti liberi). Altra sfida: il caldo e la scomodità dei trasporti….In ogni caso finalmente si entra in Scala e decido di pubblicare comunque se non una recensione emozionale, almeno un succinto commento. Eccolo :   FIERRABRAS – Franz Schubert Prima rappresentazione al Teatro alla Scala Coro e Orchestra del Teatro alla Scala Produzione Salzburger Festspiele Direttore  Daniel Harding Regia  Peter Stein Scene  Ferdinand Wögerbauer Costumista Anna Maria Heinreich Luci Joachim Barth CAST Emma Anett Fritsch Florinda Dorothea Röschmann Maragond Marie-Claude Chappuis Fierrabras Bernard Richter König Karl Tomasz Konieczny (5, 9, 12, 15 giugno) Sebastian Pilgrim (19, 27, 30 giugno) Roland Markus Werba Eginhard Peter Sonn Boland Lauri Vasa Ogier Martin Piskorski Brutamento Gustavo Castillo* *Allievi dell’Accademia Teatro alla Scala     La scarsa regia non aiuta un’opera lenta e ripetitiva, anche se gli appassionati d’opera trovano sempre elementi per salvare la produzione. Interessante la scenografia che rimanda al tratto di pennino ed in modo semplice raffigura il necessario; nota critica è il dover rilevare la ridondanza della stessa che annulla la bellezza della semplicità concettuale. La direzione di Harding esula dai commenti, in quanto è talmente bella, precisa che superbamente si innalza sul podio. Mediamente il cast risulta buono e per quanto mi riguarda l’unico nome conosciuto è quello di Markus Verba che anche in questo caso si afferma interprete rilevante. La Musica vince sempre. Renzo...

IL SEGRETO DI SUSANNA – LA VOIX HUMAINE – Teatro Regio Torino 19 maggio 2018

IL SEGRETO DI SUSANNA – LA VOIX HUMAINE – Teatro Regio Torino 19 maggio 2018
Così come è sempre divertente rivivere le opere di repertorio che ben conosciamo e che ci danno appunto la sicurezza del ’conosciuto’, a me diverte pure la scoperta del nuovo o del poco conosciuto e da ‘non musicista’ assaporare sonorità più vicine a noi, ambientate con scene e luci contemporanee. Il dittico assaporato al Regio di Torino ha offerto anche questo.   IL SEGRETO DI SUSANNA – LA VOIX HUMAINE – Teatro Regio Torino 19 maggio 2018 Il segreto di Susanna Intermezzo in un atto Libretto di Enrico Golisciani Musica di Ermanno Wolf-Ferrari   Personaggi Interpreti La contessa Susanna soprano Anna Caterina Antonacci Il conte Gil, suo marito baritono Vittorio Prato Sante, servitore muto mimo Bruno Danjoux La Voix humaine Tragedia lirica in un atto Testo di Jean Cocteau Edizione in lingua originale francese Musica di Francis Poulenc Personaggi Interpreti Una donna soprano Anna Caterina Antonacci Direttore d’orchestra Diego Matheuz Regia Ludovic Lagarde Scene Antoine Vasseur Costumi Fanny Brouste Video Lidwine Prolonge Luci Sébastien Michaud Assistente alla regia Céline Gaudier   Orchestra del Teatro Regio Allestimento Opéra Comique (Parigi) in coproduzione con Les Théâtres de la Ville de Luxembourg e Opéra Royal de Wallonie   Il segreto di Susanna, su libretto di Enrico Golisciani, Wof Ferrari lo compose per gli allievi del Liceo Musicale di Venezia, ma debutta a Monaco di Baviera nel 1909. La prima italiana la dirige Riccardo Dellera al Teatro Costanzi di Roma nel 1911, Arturo Toscanini la propone poi al Dal Verme di Milano nel 1918. Nel 1920 l’opera debutta al Teatro Regio di Torino, con la diciassettenne Toti Dal Monte come protagonista ed a dirigere Héctor Panizza. L’opera comique torna ora al Regio di Torino con la brillante, movimentata ed accurata regia di Ludovic Lagarde. L’intermezzo è musicalmente  di rilievo fin dal la brillante sinfonia iniziale, sovente  eseguita in programmi concertistici, ed addirittura  incisa da direttori come Victor de Sabata e Gianandrea Noseda. La struttura dell’opera è decisamente ispirata alla Serva Padrona di Pergolesi:un baritono, un soprano ed un servo muto! Le citazioni musicali sono evidenti: Mozart, Rossini, Verdi ed anche Debussy. Dopo essersi affermato nel ruolo del Conte Gil con enorme  successo a Parigi, Lussemburgo e Liegi, il baritono Vittorio Prato propone il ruolo anche sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino: espone qui  un timbro ed una eleganza in scena (grazie anche alla sua fisicità)  davvero non comuni, con un bel colore e tono potente e rilevante, vocalità pulita. Sul podio Diego Matheuz si presenta a Torino quale giovane, attento e preciso direttore che coinvolge buca e palco con maestria e tecnica. Ha un gesto molto chiaro e punta alla qualità con attenzione e rigore. Davvero simpatica la scenografia contemporanea di Antoine Vasseur che ospita tutta la vicenda in salotto; la scenografia girevole diverrà poi l’appartamento della donna appesa al filo del telefono, arricchita dai video che sottolineano la disperazione dell’abbandono, curati da Lidwine Prolonge; Le luci di grande effetto e davvero ben utilizzate secondo il disegno di Sébastien Michaud  lasciano il bianco dominante per per la disperazione della Voix Humaine, mentre si colora con variazioni moderne per il divertente Segreto: il fumo di Susanna! I costumi di Fanny Brouste sono pertinenti ed azzeccati: divertenti nel segreto ed eleganti poi in la Voix. Anna Caterina Antonacci qui è divertente espansiva con timbricità ed interpretazione di rilievo. Interessante anche il servo muto Bruno Danioux.  i della sua generazione.   Negli anni in cui Francis  Poulenc compose l’opera su testi di Cocteau, non esistevano i cellulari, tutti gli apparecchi elettronici da cui siamo schiavizzati nei nostri giorni...

IL CORSARO – Teatro Municipale di Piacenza, 6 maggio 2018

IL CORSARO – Teatro Municipale di Piacenza,  6 maggio 2018
Ricerca e innovazione sono ‘il sale della vita’ dei teatri che intendono  avere lunga esistenza e che si adoperano sia per  accontentare il pubblico fidelizzato, che quello che si avvicina ad esso solo per assaporare le novità, le riscoperte e le opere poco rappresentate. Il teatro di Piacenza, in questo ambito, è fiore all’occhiello: ecco infatti, che a conclusione di stagione, propone l’opera giovanile di Giuseppe Verdi ‘Il Corsaro’   IL CORSARO – Teatro Municipale di Piacenza,  6 maggio 2018 Melodramma tragico in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave e musiche di Giuseppe Verdi dal poemetto The Corsair di George Byron Personaggi e interpreti  Corrado: Iván Ayón Rivas Medora: Serena Gamberoni Seid: Simone Piazzola Gulnara: Roberta Mantegna Selimo: Matteo Mezzaro Giovanni: Cristian Saitta Un Eunuco/Uno Schiavo: Raffaele Feo Matteo BELTRAMI, direttore Lamberto PUGGELLI, regia  ripresa da GRAZIA PULVIRENTI PUGGELLI Marco CAPUANA, scene Vera MARZOT, costumi Andrea BORELLI, luci Renzo MUSUMECI GRECO, maestro d’armi Pier Paolo ZONI, assistente alla regia ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA Corrado CASATI, maestro del coro Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza Fondazione Teatro  Comunale di Modena Allestimento del Teatro Regio di Parma   Giuseppe Verdi, in rotta di collisione con il proprio editore Francesco Lucca e gradualmente  disamorato dal testo, perse  interesse  per quell’opera (forse con già nell’animo le prime note di Luisa Miller) ed infatti, dopo anni, non diresse alla prima del 25 ottobre 1848, al teatro Grande di Trieste. Il Corsaro resta opera poco rappresentata in quanto considerata opera minore di Verdi, ma se mi posso permettere credo contenga  arie di tenera bellezza e momenti di forte temperamento musicale. La rappresentazione proposta dal Municipale di Piacenza  è l’allestimento del Regio di Parma, con la classica ma efficace regia di Lamberto Puggelli ripresa da Grazia Pulvirenti Puggelli: azione e movimento  amplificati dalle luci di Andrea Borelli che sfruttano il rosso vivace a spaccare il grigio o il nero che occupano  le scene. Marco Capuana ha realizzato la scenografia con alberi di nave, gomene, scale e catene per contestualizzare la narrazione, coadiuvata anche dai classici e pertinenti costumi di Vera Marzot. A dirigere l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna è sul podio il giovane, ma ben affermato Matteo Beltrami (direttore musicale ed artistico del Coccia di Novara); da una posizione di palco ho potuto apprezzare l’attenzione e la cura  che il maestro ha riservato ad ogni singolo elemento dell’orchestra e dell’entusiasmo riservato al palco, cose che hanno decretato il buon risultato complessivo. Il tenore peruviano Iván Ayón Rivas è risultato un buon  Corrado, con espressione e tono decisi e bella intonazione (in crescendo rispetto agli ascolti al Regio di Torino); Medora ha incontrato la gradevolezza interpretativa di Serena Gamberoni che ha espresso grande facilità negli acuti ed interessante estensione vocale. Parimenti pregevole, nel ruolo della sventurata  Gulnara, incontriamo Roberta Mantegna che colpisce per l’avvolgente colorazione e l’ accorata interpretazione arricchita da  agilità ed espressività.   Matteo Mezzaro, Cristian Saitta e Raffaele Feo rispettivamente nei ruoli di Selimo, Giovanni ed uno schiavo sono risultati ben in ruolo. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto da Corrado Casati è piaciuto anche per la passione che abitualmente imprime all’interpretazione ed in quest’opera si è apprezzata l’efficace imperiosità del coro maschile e  la versatilità della parte femminile. Una nota di particolare rilievo la riservo a Simone Piazzola, che potente e timbrato ha disegnato Seid  con dettaglio interpretativo non comuni; giovane e deciso ha davvero affascinato per carisma, vigore, tono, colore ed interpretazione.   La Musica vince sempre. Renzo Bellardone   foto di Mirella...