STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020

STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020
L’opera, la realizzazione artistica al tempo del coronavirus:  questo incipit è tratto dalle note di regia del regista Renato Bonajuto: “…l’Uomo e la Donna ritroveranno loro stessi e la loro reale essenza. E questo è quello che davvero spero possa succedere ad ogni essere umano, una volta finita, perché finirà, questa terribile esperienza che ci ha coinvolto e che forse non è stata vana. Riscoprire la verità della propria anima attraverso l’espressione e l’incanto dell’espressione artistica. Perché la Bellezza, per chi la sa guardare, ascoltare, assorbire, è salvifica.  STABAT MATER Giovanni Battista Pergolesi (Opera da camera) direzione musicale Matteo Beltrami direttore dell’esecuzione Matteo Beltrami, allievi del corso di direzione d’orchestra dell’Accademia AMO regia Renato Bonajuto coreografie Giuliano De Luca orchestra I Virtuosi Italiani  solisti Aurora Faggioli/Mariam Battistelli  danzatori Francesco Alfieri, Rocco Ascia, Alice Bellora, Emanuele Cappelli, Arianna Lenti, Alessio Urzetta impianto scenico e costumi Danilo Coppola luci Ivan Pastrovicchio produzione Fondazione Teatro Coccia   Lo Stabat Mater è Opera sacra commissionata a Pergolesi dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei dolori di San Luigi al Palazzo e questa non è incongruenza, infatti anni prima la stessa confraternita ne aveva commissionato una versione, altrettanto celebre, a Scarlatti. Pergolesi rimase fedele alla struttura di Scarlatti e mantenne la strumentazione e le sole due voci soliste, differenziandosi però per  concisione e compattezza. Insolita è l’idea di uscire dalla forma concertistica ed invece farne una vera e propria rappresentazione seppur improntata alla  lentezza del movimento per raggiungere la staticità. L’ispirazione del regista Renato Bonajuto  affonda nelle pitture delle zone del Piemonte, per raggiungere poi Caravaggio ed i suoi coevi: ogni quadro musicale incontra la ricreazione di un quadro vivente dove i danzatori si spogliano tra un quadro e l’altro per ricoprire poi la nudità con i panni del personaggio successivo. Realizzazione di forte impatto e di costante suggestione, quindi un plauso oltre che a Bonajuto anche a Giuliano De Luca per le coreografie ed ai danzatori coinvolti. Venendo alla musica è certamente sempre toccante ed i Virtuosi Italiani dimostrano di essere un insieme affiatato ed esperto nel genere, riuscendo a trasmettere la commozione inevitabile. La direzione del Maestro Matteo Beltrami è ancora una volta attenta, puntuale e misurata, infondendo equilibrio e partecipazione. Le voci sono importanti non per nulla sono entrambe abitualmente ospiti dei grandi teatri d’Europa.  Vestite come  Vergini barocche stanno ai lati della scena, realizzata  da Danilo Coppola come i costumi ed  illuminata con sapienza da Ivan Pastrovicchio. Il mezzosoprano Aurora Faggioli esprime un bel colore scuro e tono caldo e pieno che ben tocca le corde dell’emotività, mentre Miriam Battistelli espone una voce limpida e vivida di colori illuminati che esalta la musicalità dell’insieme. Realizzazione davvero toccante! La Musica vince sempre Renzo...

Il Teatro Regio di Torino al tempo del Lockdown 2020

Il Teatro Regio di Torino al tempo del Lockdown 2020
Il Teatro Regio di Torino è veramente effervescente e pur con le restrizioni imposte dal responsabile Lockdown, ha ideato diverse iniziative volte a mantenere vivo il rapporto con il pubblico e l’interesse che lo stesso nutre per l’Opera in teatro. Ecco che nel  75° Anniversario della Liberazione d’Italia, avvenuta il 25 aprile 1945, il Teatro Regio Torino dedica al ricordo delle donne e degli uomini che lottarono per la libertà l’Inno delle nazioni (1862) di Giuseppe Verdi. Eseguita nel 2010 dall’Orchestra e Coro del Teatro Regio diretti da Gianandrea Noseda con il tenore Francesco Meli in veste di solista, la pagina verdiana è un omaggio all’Italia risorgimentale che nella rilettura di Arturo Toscanini del 1943 si caricò di nuove ispirazioni, diventando messaggio di rinascita per il Paese in lotta contro il nazifascismo. Per  la Giornata mondiale della Terra viene invece proposta La Pastorale di Beethoven nell’esecuzione dell’Orchestra del Regio diretta da Giandrea Noseda. Altre iniziative prestigiosa è stata #operaonthesofa ovvero vedere o rivedere delle belle produzioni comodamente seduti sul sofà di casa; a questo riguardo ricordiamo che con Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino, sono state trasmesse Manon Lescaut, Musica di Giacomo Puccini, con interpreti principali María José Siri, Gregory Kunde, Dalibor Jenis, Carlo Lepore, Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda, Regia Vittorio Borrelli; Faust Musica di Charles Gounod, Interpreti principali Charles Castronovo, Ildar Abdrazakov, Irina Lungu, Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda, Regia, scene e costumi Stefano Poda; Il barbiere di Siviglia, Musica di Gioachino Rossini, Interpreti principali Antonino Siragusa, Marco Filippo Romano, Chiara Amarù, Roberto de Candia, Nicola Ulivieri, Direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti, Regia Vittorio Borrelli; La Sonnambula, Musica di Vincenzo Bellini, Interpreti principali Ekaterina Sadovnikova, Antonino Siragusa, Nicola Ulivieri, Direttore d’orchestra Renato Balsadonna, Regia Mauro Avogadro; Agnese, Musica di Ferdinando Paer, Interpreti principali María Rey-Joly, Markus Werba, Edgardo Rocha, Filippo Morace, Direttore d’orchestra Diego Fasolis, Regia Leo Muscato; L’italiana in Algeri, Musica di Gioachino Rossini, Interpreti principali Martina Belli, Xabier Anduaga, Carlo Lepore, Paolo Bordogna, Sara Blanch, Direttore d’orchestra Alessandro De Marchi, Regia Vittorio Borrelli; Violanta, Musica di Erich Wolfgang Korngold, Interpreti principali Annemarie Kremer, Michael Kupfer-Radecky, Norman Reinhardt, Peter Sonn, Soula Parassidis, Anna Maria Chiuri, Direttore d’orchestra Pinchas Stainberg, Regia Pier Luigi Pizzi; Il matrimonio segreto, Musica di Domenico Cimarosa, interpreti principali Carolina Lippo, Marco Filippo Romano, Alasdair Kent, Markus Werba, Monica Bacelli, Eleonora Bellocci, Direttore d’orchestra Nikolas Nägele, Regia Pier Luigi Pizzi; Nabucco, Musica di Giuseppe Verdi, Interpreti principali Giovanni Meoni, Csilla Boross, Ştefan Pop, Riccardo Zanellato, Enkelejda Shkosa, Direttore d’orchestra Donato Renzetti, Regia Andrea Cigni. IL Teatro Regio però non si è fermato qui ed infatti leggendo sul sito del teatro www.teatroregio.torino.it  si possono trovare tutte le info  ha lanciato : #LOperaTiSomiglia si ispira alla campagna di comunicazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo “L’arte ti somiglia” nell’ambito di #ArtYouReady, in rete con i musei italiani, che rende accessibile e fruibile il patrimonio artistico italiano. Partecipare a #LOperaTiSomiglia è molto facile e divertente perché si tratta molto semplicemente di un gioco. Scegli la tua opera preferita o il tuo personaggio d’opera preferito Cerca cose che hai in casa per vestirti e dare vita al titolo o al personaggio che hai scelto Ricrea l’opera, il personaggio e scatta una foto Condividila con #LOperaTiSomiglia e #teatroregiotorino, e tagga il Regio su Facebook, Instagram e Twitter Noi ricondivideremo la tua Opera! Nella gallery sui social abbiamo pubblicato immagini di alcuni dei titoli più noti, per darvi qualche spunto. Il gioco ora è nelle vostre mani.   La Musica vince sempre   Renzo Bellardone 27 aprile...

L’italiana in Algeri – Teatro Regio Torino 26 maggio 2019

L’italiana in Algeri – Teatro Regio Torino 26 maggio 2019
Che dire? Rossini per alcuni è il genio assoluto, per altri è compositore di serie B! ed allora come approcciarsi alle sue opere? Suggerisco un cuore leggero, uno spirito curioso, il desiderio del divertissment e perché no?: il piacere di ascoltare buona Musica ! L’italiana in Algeri – Teatro Regio Torino 26 maggio 2019 Dramma giocoso in due atti Libretto di Angelo Anelli Musica di Gioachino Rossini   Personaggi Interpreti Isabella, signora italiana mezzosoprano Martina Belli Lindoro, giovane italiano, schiavo favorito di Mustafà tenore Xabier Anduaga Mustafà, bey d’Algeri basso Carlo Lepore Taddeo, compagno d’Isabella basso Paolo Bordogna Elvira, moglie di Mustafà soprano Sara Blanch Haly, capitano dei corsari algerini baritono Benjamin Cho Zulma, schiava confidente di Elvira mezzosoprano Rosa Bove Maestro al fortepiano Giannandrea Agnoletto Direttore d’orchestra Alessandro De Marchi Regia Vittorio Borrelli Scene Claudia Boasso Costumi Santuzza Calì Luci Andrea Anfossi Riprese da Vladi Spigarolo Maestro del coro Andrea Secchi Orchestra e Coro del Teatro Regio Allestimento Teatro Regio L’Opera è conosciuta e sicuramente quasi tutti abbiamo ascoltato dei brani o almeno l’ouverture. Per i melomani ed i semplici appassionati l’Italiana in Algeri costituisce una perla di divertimento e di ascolto di buona musica ! Il Regio di Torino la ripropone nel classico allestimento di Vittorio Borrelli che mantiene intatto il sapore d’Oriente e le atmosfere di tutto divertimento quasi fosse una vaudeville. Il Teatro Regio è in preda a flutti tempestosi che oramai si protraggono da tempo, ovvero da quando Vergnano e Noseda hanno lasciato il teatro, ed invece di acquietarsi si innalzano ancor più tenebrosi;  in attesa di soluzioni che facciano ritornare il teatro a quel gioiello internazionale che tutti ci invidiavano, ci si appresta a chiudere la stagione 2018/19 senza ancora avere la possibilità di presentare la nuova stagione. In questo scenario confuso e dalle tinte strane e sovrapposte, ecco che almeno la proposta rossiniane ci risolleva illusoriamente il morale. La regia affidata appunto a Vittorio Borrelli –primo direttore di scena- che riprende l’edizione di un decennio fa e la  rivitalizza con inserti contemporanei quali il sosia di Cannavacciuolo    che sul palco ed in diretta perfeziona la cottura degli spaghetti per Pappataci… Le scenografie semplici, ma pertinenti di Claudia Boasso -responsalibe degli allestimenti del Regio- completano degnamente l’insieme. I costumi tradizionali ed efficaci di Santuzza Calì danno colore e verità alla produzione. Le luci di Andrea Anfossi, riprese da Vladi Spigarolo illuminano ed esaltano le diverse situazioni. Un plauso al coro diretto da Andrea Secchi: ogni volta il coro del Regio di Torino stupisce per bravura ed ecletticità. Alessandro De Marchi, consolidato direttore d’orchestra, dirige con gesto misurato e con fare colloquiale e sorridente coinvolge la buca in un buon insieme. Accompagnati dall’ottimo Giannandrea Agnoletto al fortepiano si esibiscono sul palco consolidati artisti e nuovi debutti. Mustafà è affidato a Carlo Lepore che credo non necessiti di presentazioni per i frequentatori di teatro d’opera: efficace in ogni ruolo supera se stesso nei ruoli buffi (al Regio recentemente apprezzato in Falstaff)  ed anche in questa occasione affianca interpretazione attoriale di rilievo all’espressione vocale di tutto rispetto. Altro big è Paolo Bordogna, il quale cattura sempre il pubblico per la verve e la simpatia innate che espande alla platea insieme alle indubbie qualità vocali apprezzate in ogni dove nel mondo. Xabier Andagua esprime una voce potente e ben impostata che utilizza con padronanza, salvo il fraseggio a volte approssimativo; un plauso a Sara Blanc nel ruolo della moglie Elvira che sfoggia bella voce, vivacità interpretativa ed eleganza vocale, ben affiancata...

TRAVIATA – Teatro Coccia Novara – 5 maggio 2019

TRAVIATA – Teatro Coccia Novara – 5 maggio 2019
La grande Musica riesce sempre a ‘fregare’ anche il più incallito e duro ascoltatore. Traviata, seppur titolo abusato ed ascoltata innumerevoli volte, riesce sempre a commuovere: anche quando si cerca un atteggiamento distaccato, arriva poi “l’addio al passato” e qui casca anche il più insensibile degli ascoltatori ! TRAVIATA – Teatro Coccia Novara – 5 maggio 2019. Opera in tre atti Musica di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma “La Dame aux camélias” di Alexandre Dumas figlio Direttore Matteo Beltrami Regia Renato Bonajuto Orchestra della Fondazione Teatro Coccia con Orchestra del Conservatorio “Cantelli” di Novara Scene Sergio Seghettini – Costumi Matteo Zambito  Produzione Fondazione Teatro Coccia Allestimento del Teatro Goldoni di Livorno Violetta Valéry KLÁRA KOLONITS Flora Bervoix CARLOTTA VICHI Annina MARTA CALCATERRA Alfredo Germont DANILO FORMAGGIA Giorgio Germont ALESSANDRO LUONGO Gastone / Giuseppe BLAGOJ NACOSKI Barone Douphol / Commissionario ROBERTO GENTILI Marchese d’Obigny CLAUDIO MANNINO Dottor Grenvil ROCCO CAVALLUZZI   Cast complessivamente buono con i vari interpreti in ruolo e da veri artisti, tutti quanti molto semplici ed alla mano. Klara Kolonits è risultata una Violetta decisamente interessante, con luminosità e facilità nelle agilità, da cui traspare la solida tecnica, che fa approcciare il personaggio con umiltà rendendolo poi con scintillante ed intensa  passione! Carlotta Vichi è indubbiamente una efficace Flora Bervoix, così come Marta Calcaterra piace in Annina sia per vocalità che attorialità, ruolo in cui peraltro è di riferimento. Danilo Formaggia arrivato in soccorso veramente all’ultimo minuto, causa indisposizione dei previsti interpreti, risolve Alfredo in un crescendo di solidità e offrendo una interpretazione più che gradevole. Alessandro Luongo man mano che la vicenda si svolge acquista timbricità e colore, facendo si che papà Germont abbia il peso che ha nella vicenda. Gastone e Giuseppe sono interpretati da Blagoj Nacoski, che vanta un curriculum di tutto rispetto e qui oltre alla prestanza fisica esibisce un bel tono e timbricità accattivante oltre al meraviglioso golden retriver che con lui appare all’inizio del secondo atto suscitando tutte le simpatie del pubblico, così come al finale a ricevere gli applausi con Blagoj. Roberto Gentili, Claudio Mannino e Rocco Cavalluzzi, hanno ben reso i loro ruoli con fermezza e caratterizzazione. Trattandosi di una produzione del Teatro Coccia, vale la pena (oltre che doveroso) spendere qualche parola su gli ‘attori realizzatori’. Corinne Baroni direttrice del teatro che ama, ha creato una sorta di anteprima ed infatti prima della rappresentazione con il direttore musicale ed il segretario artistico, raccontano l’opera in platea; dal primo esperimento di qualche mese fa ad oggi il pubblico presente è aumentato in modo esponenziale a significare quanto la vicinanza con il pubblico sia pagante per entrambe le parti. Trattandosi dell’ultima opera in cartellone di stagione la signora Baroni è apparsa sul palco ante ouverture per ringraziare il pubblico ed invitarlo alle produzioni future. Il teatro ha un suo pubblico e svolge veramente il ruolo di ‘teatro di tradizione’, con una buona azione complessiva di marketing e comunicazione di Serena Galasso. Il direttore musicale ed in questo caso anche direttore d’orchestra Matteo Beltrami ha diretto con consapevolezza e passione preservando le magiche atmosfere intrise di poesie che la partitura racchiude; attento ad ogni dettaglio vive la direzione con l’orchestra ed il palco in simbiosi perfetta, dedicando fedeltà alla scrittura ed amore alla realizzazione. Le Scene di  Sergio Seghettini  sono davvero eccellenti e realizzate con la semplicità quasi contemporanea della regia. I costumi di  Matteo Zambito rispecchiano esattamente l’epoca in cui si è riambientata la vicenda e di  grande impatto ed efficacia le luci di Ivan...

QUARTET – Teatro Carcano Milano – 29 marzo 2019

QUARTET – Teatro Carcano Milano – 29 marzo 2019
Trattare con ironia  la realtà  talvolta pensierosa e triste, è certamente frutto dell’arte di saper raccontare,  probabilmente derivante dall’arte di saper vivere. La vita ha per sua natura una fine ed il periodo che la precede è di norma l’età della vecchiaia, della perdita della memoria e questo succede a tutti, anche a chi è stato bello, giovane e famoso ! QUARTET – Teatro Carcano Milano – 29 marzo 2019 di Ronald Harwood Con Giuseppe Pambieri Paola Quattrini Cochi Ponzoni e con Erica Blanc Scene Fabiana Dimarco Costumi Teresa Acone Disegno luci Mirko Oteri Regia Patrick Rossi Gastaldi Produzione Marioletta Bideri & Rosario Coppolino per Bis Tremila e Compagnia Moliére srl In collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi   Gli attori sono certamente le ‘vecchie glorie’ del teatro italiano, che il pubblico ha amato ed ama con ininterrotto affetto ed oltre tutto sono molto conosciuti al grande pubblico per aver partecipato negli anni a diverse produzioni televisive. Venendo a ‘Quartet’, ho scelto di assistere allo spettacolo, in virtù della mia passione per l’opera lirica; siamo infatti in una elegante casa di riposo per artisti, dove vecchie stelle della lirica si ritrovano tra caleidoscopici ricordi e quotidiane dimenticanze e confusioni. I vecchi rancori riemergono ed un nuovo limbo psicologico talvolta ammorbidisce la realtà, confondendola tra le pieghe di antiche pulsioni e memoria labile. Giuseppe Pambieri è un ex tenore che mantenendo la classe dei tempi andati sta scrivendo la sua biografia, ma pur applicandosi è ancora fermo a narrare del periodo della scuola elementare ! Erica Blanc, famoso soprano internazionale ed ex moglie del tenore, approda alla casa di riposo con l’alterigia del tempo degli applausi, dei giornalisti e dei fotografi, ma un’anca da operare la costringe a camminare con il bastone. Cochi Ponzoni, pare un ex bass-bariton che, nonostante 35 anni di matrimonio con la stessa donna, oltre alle superbe interpretazioni ricorda anche le avventure galanti che vorrebbe ancora rivivere, ma che una anziana virilità glielo impedisce. Paola Quattrini, contralto dei bei tempi… vive serenamente tra il ripetuto ascolto con le cuffie delle sue interpretazioni giovanili ed un offuscato ricordo dei tempi di Addis Abeba che continuamente rimbalza nei suoi discorsi.  I quattro ex cantanti si ritrovano coinvolti nei preparativi per festeggiamenti del 20 ottobre, compleanno di (JO GREEN) Giuseppe Verdi, ma subito nascono contrapposizioni e discordie. Nella elegante cornice della bianca veranda che da sul giardino della residenza, il soprano si rifiuta  di cantare per evitare di offuscare i ricordi della brillante voce del passato con una tremolante e discontinua interpretazione. Gli altri tre stanno per rinunciare al QUARTETTO ‘Bella figlia dell’amore’ dal Rigoletto di Verdi per ripiegare, per forza maggiore su un terzetto di Rossini, che poco si addice alla ricorrenza verdiana. I meravigliosi interpreti caratterizzano con dettaglio i personaggi: Pambieri perennemente incazzato urla contro la cameriera che non gli da mai la cotognata a colazione, ma la marmellata di albicocche che a lui non piace; Blanc, tratteggia l’ex soprano che mille successi e diversi mariti ha avuto nella vita ed ora, oltre ad aver perso la voce, non ha nemmeno più di che sostentarsi, ma in un estremo gesto di amore dona una cotognata all’ex marito riappacificandosi. Cochi Ponzoni è il più terreno di tutti e si accontenta di guardare il fondo schiena della compagna di residenza Paola Quattrini, che tra una confusione e l’altra non dimentica però di correre in giardino a guardare il giardiniere a busto scoperto. Tra rimandi, discussioni, incomprensione e desideri alla fine, osservando il contralto/Quattrini che muove le labbra riascoltando le antiche...