MANUELA CUSTER e RAFFAELE CORTESI – ORTA FESTIVAL 2015

MANUELA CUSTER e RAFFAELE CORTESI – ORTA FESTIVAL 2015
MANUELA CUSTER e RAFFAELE CORTESI – ORTA FESTIVAL 2015 Orta San Giulio 22 luglio 2015   Manuela Custer – mezzosoprano e Raffaele Cortesi – pianoforte   Contemporaneità, poesia, sogno e visione in un unico scrigno che avvolge questi gioielli: la voce ammaliante di Manuela Custer. L’affermato mezzosoprano novarese ha regalato emozioni sorridenti e tristezze meditative, caratterizzate dalla forte carica interpretativa che contraddistingue Custer e ne fa un’interprete riconoscibilissima che si staglia nel firmamento della lirica. Accompagnata con forte intesa da Raffaele Cortesi al pianoforte, ha interpretato due sonetti del Berni e poi delle Fate di Gian Francesco Maplipiero. Sempre introducendo a due voci i brani che sarebbero poi  stati eseguiti, in programma si è trovato anche ‘I Pastori’ con musica di Ildebrando Pizzetti composta sui celebri versi di D’Annunzio ‘partiamo è tempo di migrare’; questo brano è l’unico diamante che si stacca dal filo conduttore del programma ovvero la donna o meglio l’universo femminile. La seconda parte si è concentrata su Francesco Paolo Tosti ed alcun celebri brani tra cui spiccano “quattro canzoni d’Amaranta” . La sicurezza di due affermati professionisti, la leggerezza poetica del tocco di Raffaele Cortesi e l’intuito musicale che caratterizza Manuela Custer sono stati elementi che han fatto risplendere la magnifica Basilica di Santa Maria Assunta a Orta San Giulio. Un cenno particolare ai bei colori della voce di Custer che sa modulare con poetica leggerezza ed intensa drammaticità, facendo risplendere ogni nota che caparbia si impossessa dell’ascoltatore affascinato. La Musica vince...

MISUMMER JAZZ CONCERTS -Stresa Festival 2015

MISUMMER  JAZZ  CONCERTS -Stresa Festival 2015
  MIDSUMMER JAZZ CONCERTS – STRESA FESTIVAL 2015   Nella suggestiva cornice del lago Maggiore e nell’elegante giardino di Villa La Palazzola a Stresa, con vista sulle spettacolari isole borromee  illuminate, anche nel 2015 si concretizza la sezione jazz dell’internazionale Stresa Festival 2015. Ecco un souvenir dei concerti ascoltati.   22 agosto Paolo Fresu Devil Quartet foto di Lorenzo di Nozzi     Paolo Fresu, tromba – Bebo Ferra, chitarra – Paolino Dalla Porta, contrabbasso – Stefano Bagnoli, batteria Brani composti per l’auspicata pace tra Israele e Palestina (Motu perpetuo) ispirazioni a tutto tondo alla ‘Follia barocca’ con sonorità provocatoriamente inconsuete e suoni acusticamente prolungati come voci spaceless hanno caratterizzato il favoloso concerto inaugurale dei Midsummer Jazz 2015. Puntando la tromba o il filicorno verso gli altri strumenti Paolo Fresu crea dialoghi sonori dai riverberi classici atemporali impregnando il jazz di contaminazioni swing, soul e poesia pura come al ‘E se domani’ che si ricorda per l’eccellente interpretazione di Mina. Assoli struggenti e pirotecnici con momento onirico da ‘Satisfaction’ dei mitici Rolling Stones, tribute a Chet Baker fino alle ninne nanne composte da Paolo Fresu alla nascita del suo ultimo bimbo. 23 luglio Uri Caine Ensemble plays Gershwin – Rhapsody in blue foto di Roberto cifarelli  Uri Caine, ianoforte – Joyce mmann, violino – Mark Helias, rabbasso – Jim Black, batteria – Ralph Alessi, tromba – Chris Speed, sassofoni – Theo Bleckmann, voce – Barbara Walker, voce Irruente concerto ricco di improvvisazioni, intrusioni, dissonanze e atipiche sonorità. pur sconfinando in altri generi musicali  la linea jazz è persistente ed esalta Gershwin e le replicate note del fil rouge bagaglio di ogni memoria musicale. Interessante la composizione orchestrale e validi gli interpreti di comprovata bravura che spicca negli assolo tipici del genere. Le voci impreziosiscono certamente l’offerta e se quella di Theo Bleckmann è a tratti confidenziale in un soft melodico ed a tratti emissione di suoni d’accompagnamento, quella di Barbara Walker è aggressiva e graffiante: la classica voce nera dai sapori di certa musica Usa degli anni di Gewrshwin. 25 luglio – ore 18.30 Michel Portal & Vincent Peirani  Michel Portal, sax soprano e clarinetto,  Vincent Peirani, fisarmonica Ensemble decisamente interessante quello di Portal e Perirani; il primo vanta un lungo percorso in svariati ambiti musicali, il secondo- molto più giovane- vanta studi in clarinetto, ma è con la fisarmonica che sta ottenendo un grandioso successo. Il concerto si espande con ricordi di valzer francesi, profumi d’oriente e ritmi di danze slave fino al ‘Cuba si, Cuba no’ di Portal ed un tribute al grande Duke Ellington. Suoni molto affascinanti ed equilibrati in virtuosismi da entrambi gli strumenti. 25 luglio – ore 21.00 Dave Holland Quartet foto di Susy Mezzanotte                     Dave Holland – contrabbasso, Chris Potter –  sax, Lionel Loueke –  chitarra, Eric Harland – batteria Virtuosismi  iperbolici, mix di ricercatezze ed assoluto fascino per l’ensemble di Dave Holland che spazia da una iniziale quasi classica liricità, per giungere alla contemporaneità; l’estro dei musicisti –tutti famosi e di eccelsa bravura- trova naturale sfogo nella proposta musicale senza soluzione di continuità, scandita sola dagli assolo e dagli insieme. Potter è indubbiamente uno dei sax più celebrati nel panorama jazzistico internazionale, D.Hollande è simbolo di un’epoca; i giovani L.Loueke incanta con gli accordi chitarristici inconsueti mentre E.Harland cattura e attrae con l’eclettica quanto ritmata batteria. La Musica vince sempre. Renzo...

Il Barbiere di Siviglia – Teatro Regio Torino 19 luglio 2015

Il Barbiere di Siviglia – Teatro Regio Torino 19 luglio 2015
IL BARBIERE DI SIVIGLIA – Teatro Regio di Torino – 19 luglio 2015 Melodramma buffo in due atti Libretto di Cesare Sterbini dall’omonima commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais Musica di Gioachino Rossini Personaggi Interpreti Il conte d’Almaviva tenore Antonino Siragusa Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina baritono Marco Filippo Romano Rosina, ricca pupilla in casa di don Bartolo mezzosoprano Chiara Amarù Figaro, barbiere baritono Roberto de Candia Don Basilio, maestro di musica di Rosina; ipocrita basso Nicola Ulivieri Fiorello, servitore di Almaviva baritono Lorenzo Battagion Berta, vecchia cameriera di don Bartolo mezzosoprano Lavinia Bini Un ufficiale baritono Franco Rizzo Ambrogio, servitore di don Bartolo mimo  Antonio Sarasso Direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti Regia Vittorio Borrelli Scene Claudia Boasso Costumi Luisa Spinatelli Luci Andrea Anfossi Maestro del coro Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Allestimento del Teatro Regio   ‘Uno più bravo dell’altro’: è questo il commento che spontaneo sorge dopo aver assistito con vivace interesse, seppur per l’ennesima volta a questa messa in scena  di Barbiere. Vogliamo provare a considerare uno ad uno gli artefici di un successo conclamato? Partiamo dal fatto che applausi a scena aperta e lunghissimi al finale hanno veramente decretato l’ottima riuscita dello spettacolo, per conto mio ‘Barbiere’ di riferimento! Il primo ‘bravo’ va a Gioacchino Rossini che ha composto un’opera che a tutt’oggi risulta la più proposta nel mondo e che certamente è una delle più amate ed a buona ragione! La regia frizzante di Vittorio Borrelli non accusa assolutamente ‘gli anni’ anche per le continue innovazioni e gags introdotte; le scene di Claudia Boasso sono classiche ed efficaci e semplici da gestire. I costumi di Luisa Spinatelli e le luci di Andrea Anfossi completano armoniosamente l’allestimento. L’ottimo  coro diretto da Claudio Fenoglio è composto da elementi di comprovata bravura, al top nel panorama italiano. La scena si apre con l’entrata a piglio deciso di Fiorello, interpretato dall’ accattivante baritono  Lorenzo Battagion con sicura  prestazione attoriale e calda voce dal timbro scuro ben modulato e ricco di cromatismi. Il Conte d’Almaviva (un uomo dai mille travestimenti) è qui Antonino Siragusa che ad ogni ascolto offre una interpretazione sempre migliore e seducente; voce sicura ed omogenea nella linea di canto, facile negli acuti rallegrati da spiritose movenze ed ammiccamenti.  La sua innamorata Rosina è Chiara Amarù, già apprezzata nel ruolo nella originale edizione pesarese del 2014; voce interessante dai bei colori con riflessi ramati e sicurezza vocale ed attoriale nell’affrontare il ruolo. Don Basilio trova in Nicola Ulivieri il valido interprete che con voce possente e buona pratica di palcoscenico delinea il personaggio con tratti definiti. Marco Filippo Romano interpreta simpaticamente  il brontolone Don Bartolo con la vis comica appropriata per coinvolgere il pubblico cui offre possente vocalità brunita  e ben timbrata,  con la semplicità del ‘sicuro’. Lavinia Bini interpreta il ruolo di Berta avvalorando il personaggio: bella voce e grande carica umoristica  ottiene il meritato riconoscimento del pubblico come Antonio Sarasso il mimo che con lentezze ed irrigidimenti assonnati tratteggia in modo impareggiabile il ruolo di Ambrogio. Interessante Franco Rizzo, un uffiziale. Figaro il barbiere trova in Roberto De Candia un interprete d’eccezione sia per caratura vocale che per abilità interpretativa; risulta  coinvolgente in ogni momento della narrazione che  conduce con sicurezza vocale e divertita quanto divertente  interpretazione. La direzione merita un plauso particolare in quanto il giovane e brillante Gianpaolo Bisanti ha saputo cogliere le sfumature intrinseche della partitura ed attraverso queste vivere in amalgama con l’ottima orchestra ed il palco. Vivace, ma attendo ha offerto...

OPERA TANGO – Teatro Pietro d’Abano -Abano terme 18 giugno 2015

OPERA TANGO – Teatro Pietro d’Abano -Abano terme 18 giugno 2015
  OPERA TANGO Presentato da I MUSICI PATAVINI   Rodrigo Trosino – tenore Mirko Satto – bandoneon Matteo Mignolli – flauto traverso Maddalena Murari – pianoforte Claudio Gasparoni – contrabbasso   Il concerto del 18 giugno 2015 al Teatro Pietro d’Abano di Abano terme è stato un rincorrersi di note che come nel gioco infantile del ‘nascondino’ si nascondono e  si rincorrono,  per ritrovarsi poi in un’ esaltazione sempre nuova, fatta di sorrisi e luccichii negli occhi senza rimpianti per la lacrima scesa poco fa. La ben nota malinconica passionalità delle musiche  di Astor Piazzolla, di Carlos Gardel o Gerardo Matos ha aleggiato tra gli spettatori sopraffatti dall’inquietante attesa liberatoria che certamente arriverà, ma che da sempre tiene gli animi in sospeso alla ricerca di una impalpabile fatalità. I solisti di provata bravura hanno saputo ricreare le atmosfere del sogno argentino e dei ricordi di un tempo che fu, di locali fumosi e di danzatori posseduti dal ritmo incalzante del tango. Mirko Satto al badoneon  si è visibilmente divertito, ammaliando il pubblico con le variazioni ed i tecnicismi virtuosistici che partendo da pennellate dai colori quasi organistici, giunge poi ad espressioni composite intrise di dolce malinconia o prorompente vivacità alla ricerca di vibrazioni emozionali. Al pianoforte la brava Maddalena Murari che dà voce e ritmo arrivando ad usare il legno del pianoforte quale percussione a ritmare una milonga languida, ma passionale. Claudio Gasparoni in ensemble con il contrabbasso ha segnato il ritmo con la sobria eleganza dei professionisti. Al flauto traverso Matteo Mignolli ha ingentilito la forza del tango senza ridurne l’efficacia, esaltandone invece la voce interiore con sfumature di passione riflessiva e vissuta intimamente. La voce solista che ha interpretato alcuni celebri brani quali “El dia que me quieras” o “solamente una vez” è stata quella del tenore italo messicano Rodrigo Trosino: timbro particolare e forza espressiva hanno spaziato sul rigo dalle tonalità quasi baritonali ai ben noti acuti richiesti ad esempio da ‘O sole mio’ cantato al finale quale bis; buona presenza scenica e vocalità interessante utilizza un chiaro fraseggio e dei gradevoli arrotondamenti che arrivano piacevolmente al pubblico. Ha interpretato i brani con il calore e la signorilità tipici delle ambientazioni oniriche di riferimento. Il viaggio si è svolto tra mondi conosciuti soltanto attraverso una letteratura musicale, ma pressoché inesplorati nella ‘vecchia Europa’!  A suggellare degnamente il finale di ‘Opera Tango’ l’eclettico ensemble ha proposto la colonna sonora –composta da Astor Piazzolla- dal film di Bellocchio “Enrico IV”. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone – Le fotografie sono di Giacomo De Checchi –                    ...

FAUST – Teatro Regio di Torino

FAUST – Teatro Regio di Torino
Faust Teatro Regio,Domenica 31 maggio 2015- prova generale   Libretto di Jules Barbier e Michel Carré dall’omonimo poema di Johann Wolfgang von Goethe Musica di Charles Gounod Personaggi Interpreti Il dottor Faust, filosofo tenore Charles Castronovo Méphistophélès basso Ildar Abdrazakov Valentin, soldato, fratello di Marguerite baritono Vasilij Ladjuk Marguerite soprano Irina Lungu Siebel, studente, allievo di Faust mezzosoprano Ketevan Kemoklidze Marthe, custode di Marguerite mezzosoprano Samantha Korbey Wagner, amico di Valentin baritono Paolo Maria Orecchia Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda Regia, scene, costumi, coreografia e luci Stefano Poda Assistente Paolo Giani Cei Maestro del coro Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Nuovo allestimento  in coproduzione con Israeli Opera (Tel Aviv) e con Opéra de Lausanne GIGANTI A CONFRONTO. Assistere alla produzione in questione è risultata una folgorante, quanto emozionante esperienza; ci si è trovati dinanzi a dei giganti: Charles Gounod, Gianadrea Noseda,  Stefano Poda, artisti stupendi, coro mirabolante. La solenne ouverture dai colori organistici, così come al finale, tratteggia immediatamente la tragedia, il visionario susseguirsi degli avvenimenti. La bacchetta di Gianadrea Noseda, con la consueta rispettosa umiltà con cui affronta tutte le partiture,  carpisce ed affascina per temperamento, delicata sensibilità ed irruente passione; non ha avuto cali ed ha reso trasparente ed intellegibile anche le parti musicali meno vivaci;  un vero gigante della direzione orchestrale dei nostri tempi, che catapultando l’ascoltatore nell’infinito mondo delle emozioni riesce a far vivere ed amare la musica incondizionatamente. In locandina si legge “Regia, scene, costumi, coreografia e luci di Stefano Poda” e pur conoscendo ed apprezzando il complesso e minuzioso lavoro svolto dall’eclettico Poda, ogni volta ci si chiede: come ci riesce? E questa volta ci si è posto lo stesso quesito, ma non prima, ma dopo aver visto il folgorante e mirabolante spettacolo che ha nesso in scena. Con l’assistenza di Paolo Cei Giani ha creato una ruota gigantesca a simboleggiare il cerchio della vita e questo è rimasto l’unico e costante elemento della scena. Lo stupore deriva dall’incredibile efficacia che una scena pressoché fissa,  mutevole solo nei movimenti del cerchio con simbolici inserimenti quali due tronchi bianchi e contorti che tendono i rami l’un l’altro (come gli umani tendono le braccia alla ricerca di conforto),  riesca a proiettare sul pubblico attonito ed affascinato. Le luci sono l’elemento chiave che il gigante della messa in scena sa dosare minuziosamente, come i movimenti scenici, ‘sulla nota’: nulla avviene per caso o scompostamente, ma con raffinata eleganza in simbiosi con il  fluttuare delle note. I colori, dal grigio dominante passano al ramato ed all’ottone, fino ad esplodere nel rosso dei costumi o nel colore delle nudità. Il coro ed i figuranti sono in continua azione con movimenti coreografici  intrisi di Butoh che in una sorta di danza tenebrosa  alternano  movimenti lenti con frenetiche convulsioni a sinuosità evocative. Faust è il raffinato tenore Charles Castronovo, che con buona tenuta della scena è stato particolarmente apprezzato nel duetto con Margherita e nel terzetto anche con Mefistofele, anche grazie al gradevole timbro. Ildar Abdrazakov offre una eccellente interpretazione di Mefistofele con i suoi colori bruniti e  poeticamente arrotondati e con il tono autorevole e grottescamente  ingannatore che il ruolo richiede. Margherita  trova nel soprano Irina Lungu, la dolcezza vocale e l’espressione dolce e sofferta della vittima predestinata. Facile negli acuti e con costante limpidezza sa emozionare e rendere partecipi. Vasilij Ladjuk, impersona Valentin,fratello di Margherita e soldato con impeto ed autorevolezza, con colore caldo ed appasionato.  Ketevan Kemoklidze è l’apprezzata mezzosoprano che da voce a Siebel; Samantha Korbey interpreta efficacemente il...

BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA

BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA
BERLINER PHILARMONIKER e GIANANDREA NOSEDA Berlino, Philharmonie,  25 maggio 2015 Berliner Philharmoniker Direttore Gianandrea Noseda Soprano Camilla Nylund   Goffredo Petrassi                    –           Partita für Orchester Richard Strauss                     –           Vier letzte Lieder Peter Tschaikowsky               –           Symphonie n.4 f-moll op.36             A settanta anni esatti dalla prima esecuzione post bellica dei Berliner, a commemorazione di quella data ed in memoria di Claudio Abbado i Berliner hanno invitato a dirigere Gianandrea Noseda; questi, come da un comunicato Ansa,  dichiara “provo un senso di riconoscenza, ma anche di responsabilità”. Certamente dirigere per la prima volta questa superlativa formazione orchestrale sarà stato decisamente coinvolgente anche per l’oramai più che affermato Noseda, visibilmente emozionato nell’affrontare la solennità celebrativa di quel concerto. Il primo brano offerto è la ‘Partita per orchestra’ di Goffredo Petrassi, eseguita con perfezione stilistica e limpida sonorità: i professori d’orchestra, professionisti di altissima caratura, con Noseda  hanno incontrato l’unisono simbiotico per affinità nella ricerca dell’assoluto, dell’incomparabile emozione che scaturisce dallo scientifico profondersi nello spartito. I ‘Vier letzte Lieder’ di Richard Strauss avrebbero dovuto essere cantati da Angela Denoke che a causa di una indisposizione è stata sostituita da Camilla Nylund la quale ha sostenuto il canto con buona linea e morbide rotondità. All’ascolto della Sinfonia n.4 di Tschaikowsky, riandando ancor più a quel 23 maggio 1945, in una sorta di pellegrinaggio storico, l’emozione è stata forte e l’aleggiare  del ricordo di Claudio Abbado che generalmente dirigeva il ciclo di concerti a maggio, ha acuito  forti sensazioni. Noseda, saldamente sul podio e con la valenza degli orchestrali ha estratto lucentezze e soffuse velature che si sono spente in pianissimi di incredibile dolcezza e raffinatezze stilistiche percepite come tintinnanti gioielli. Una nota di rilievo per il nostro direttore: gli orchestrali hanno visibilmente tributato preziosi cenni di stima a Noseda al quale, alla fine del concerto ed  a palco ormai vuoto, il pubblico berlinese ha riservato una rara acclamazione, richiamandolo a gran voce tra il pubblico; tra i berlinesi si commentava che tale ovazione  era stata riservata solo a  Karajan e Abbado! Orgogliosamente abbiamo applaudito Noseda, conductor of the year – 2015 Musical America Awards ! La Musica vince sempre. Renzo Bellardone clicca qui per il trailer del...

STRESA FESTIVAL 2015

STRESA FESTIVAL 2015
Il 7 maggio 2015 nelle prestigiose sale dell’Hotel Regina Palace di Stresa è stata presentata la nuova stagione  che consta di 24 concerti che saranno ambientati in esclusive sedi del Lago Maggiore e del suo comprensorio. Il 54° Stresa Festival si apre con la quarta edizione dei Midsummer Jazz Concerts, dal 22 al 26 luglio in open air sul Lungolago La Palazzola di Stresa. Seguiranno Le Meditazioni in Musica all’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno ed alla Chiesa Vecchia di Belgirate. Dal 22 agosto al 5 settembre ‘OPEN’ , titolo che auspica aperture  alla speranza, alla gioventù, alla diversità, alla sorpresa. Alla creatività. Al desk di presentazione il sindaco Canio di Milia che alla vigilia delle elezioni sigla una nuova convenzione quadriennale con il Festival ‘documento storico della città’ che viene firmato congiuntamente  in diretta con l’ing.Giovanni Medeot, presidente dell’Associazione Settimane Musicali di Stresa. In rappresentanza della Regione l’assessore alla Cultura e Turismo  Antonella Parigi  che dichiara l’importanza del Festival e poi ancora   Francesca Zanetta rappresentante della Fondazione Cariplo. A chiudere la presentazione con brillante competenza è stato il Maestro Gianadrea Noseda direttore artistico del Festival, che con la consueta ed apprezzata schiettezza ha illustrato i vari momenti musicali, culturali e storici che segneranno la prestigiosa edizione 2015. Nel pomeriggio, a cementare il rapporto del Festival con tutto il territorio ed a rafforzare il rapporto con i giovani , il Maestro Gianandrea Noseda e il presidente Giovanni Medeot hanno consegnato un pianoforte all’Istituto Comprensivo di Omegna, tra la soddisfazione di preside ed insegnanti di musica e la gioia degli studenti. Stresa Festival è anche questo! Renzo...

“I Puritani” – Teatro Regio di Torino 12 e 18 aprile 2015

“I Puritani” – Teatro Regio di Torino 12 e 18 aprile 2015
I puritani Teatro Regio, Generale domenica 12 e altra recita sabato 18 aprile 2015. Libretto di Carlo Pepoli Musica di Vincenzo Bellini   Personaggi Interpreti Elvira, figlia di Lord Valton soprano Olga Peretyatko Désirée Rancatore 18                        Lord Arturo Talbo, cavaliere e partigiano degli Stuardi tenore Dmitry Korchak Enea Scala 18 Sir Giorgio Valton, colonnello in ritiro, fratello di Gualtiero, puritano basso Nicola Ulivieri Mirco Palazzi 18 Sir Riccardo Forth, colonnello, puritano baritono Nicola Alaimo Simone Del Savio 18 Lord Gualtiero Valton, generale governatore, puritano basso Fabrizio Beggi Enrichetta di Francia, vedova di Carlo I, sotto il nome di «Dama di Villa Forte» mezzosoprano   Samantha Korbey Sir Bruno Roberton, ufficiale, puritano tenore Saverio Fiore     Direttore d’orchestra Michele Mariotti Regia Fabio Ceresa Coreografia e assistente alla regia Riccardo Olivier Scene Tiziano Santi Costumi Giuseppe Palella Luci Marco Filibeck Assistente alle scene Alessia Colosso Maestro del coro Claudio Fenoglio   Orchestra e Coro del Teatro Regio Fattoria Vittadini Nuovo allestimento in coproduzione con Maggio Musicale Fiorentino   Una narrazione dalle tinte fosche, ben rappresentata dalla scenografia cupa e goticheggiante di Tiziano Santi. La grande cupola rovesciata sparirà parzialmente alla fine del primo atto e completamente al cambio scena del secondo. Le luci di Marco Filibeck hanno grande importanza ed efficacia con tagli decisamente esaltanti dei colori di scena, dai vari toni di grigio, all’azzurro ed al bronzo ramato; luci molto evocative quando illuminano con spaccature di color fuoco i volti dei danzatori mimi in movimento sopra le tombe. Il regista Fabio Ceresa ha diretto con movimento delle masse e atleticità degli interpreti. Senza antiche credenze Giuseppe Palella ha inserito molto viola nei costumi di scena davvero belli ed azzeccati. Nella Prova Generale del 12 aprile e da subito, Michele Mariotti ha dimostrato le proprie capacità di lettura interpretativa estraendo molta poesia e limitando al minimo l’euforia risorgimentale. Il baritono Nicola Alaimo ha offerto un tono dolce ed accorato con chiaro fraseggio. Olga Peretyatko, con agilità fisiche e presenza scenica ha reso il personaggio di Elvira con cristallinità e limpidezza. Dmitry Korchak ha interpretato Arturo con piglio e bei passaggi di colore, con poetica gestione dell’emissione. Nicola Ulivieri ha offerto il bel timbro,  con possanza vocale e forte immedesimazione, riuscendo a coinvolgere fortemente  il pubblico torinese . Fabrizio Beggi e Samantha Korbey hanno dato ottima prova. Di grande interesse i movimenti scenici di ‘Fattoria Vittadini’ che completano alcune scene, ravvivando il momento del ‘velo di Elvira’ qui dalle tinte scure. Il giorno 18 aprile è andata in scena la prima rappresentazione dell’altro cast, che ha riscosso un incredibile successo di pubblico: Sir Valton ha trovato in Mirco Palazzi un parimenti valido interprete, dalla voce naturalmente brunita e molto possente. Simone del Savio ha convinto per alcune rotondità e felici passaggi, porgendo con dolce armonia. Enea Scala si è imposto con una gran bella complessiva interpretazione e con voce matura ed emissione luminosa. Sia per lui che per l’interprete femminile, applausi ripetuti a scena aperta. Desiree Rancatore si è dimostrata una giustamente affermata interprete: sicura nel ruolo, sempre accattivante e preziosa nelle agilità e nelle coloriture. Il Coro del Regio ha raggiunto traguardi sempre più alti sia per la validità del direttore Claudio Fenoglio, che per i coristi di gran vaglia.   La musica vince sempre Renzo Bellardone.       Foto di scena Ramella & Giannese   un ricordo dai...

Il Segreto di Susanna / La Voix Humaine Opera San Antonio

Il Segreto di Susanna / La Voix Humaine  Opera San Antonio
Opera San Antonio. Tobin Center for the Arts. San Antonio, Texas USA. Marzo 2015. A chiusura della stagione 2015 l’Opera di San Antonio ha offerto una interessante e soddisfacente proposta con il Segreto di Susanna di Ermanno Wolf Ferrari e La Voix Humaine di Francis Poulenc, con l’aspettativa di contare sulla presenza del sopranoAnna Caterina Antonacci in una rara sua apparizione sulle scene d’opera statunitensi – i suoi prossimi impegni in questo paese saranno all’Opera di San Francisco nel giugno e luglio di quest’anno come Cesira nella Ciociara di Marco Tutino e come Cassandra nei Troiani di Berlioz. Questo dittico, tragi-comico, che fu un successo per l’artista all’Opéra-Comique a Parigi nel 2013, è un progetto degno di riconoscimento per un teatro d’opera che ha privilegiato, prima di ogni cosa, la parte artistica e musicale. Per apprezzare il dettagliato lavoro attoriale e dotare la scena di un carattere più personale e intimo, la rappresentazione è stata realizzata nello Studio del Tobin Center, uno spazio ideale per le sue ridotte dimensioni e ampiezza. Visivamente semplice e elegante era la scenografia, in prospettiva, del salone della casa, così come raffinati i costumi di stile antico. Dall’allegra ouverture si poteva intuire la giocosità contenuta nella partitura di Wolf Ferrari, che è stata interpretata con tempra e bilanciamento dai musicisti della Sinfonica di San Antonio sotto la direzione di Andrés Cladera. Qui, l’Antonacci ha delineato una Susanna con la sua particolare grazia e disinvoltura scenica, e la musicalità del suo canto. Il basso baritono Wayne Tigges è stato un discreto Conte Gil eccessivo nella forza del suo canto. Nella seconda parte, nella stessa sala, ma con una vasca da bagno al centro della scena, nell’oscurità, e con un telefono in mano, è apparsa Anna Caterina Antonacci per incarnare il magnetismo e la seduzione del personaggio di Elle. La Voix Humaine è un’opera che pare adattarsi molto bene alla sua sensibilità drammatica e con essa ha trasmesso gli stati d’animo che attraversavano il suo personaggio, come l’angoscia e la disperazione. Il suo canto ha beneficiato della sua ottima dizione francese e di un ampio spettro di colori per quanto riguarda la sua timbrica.L’opera è stata intepretata nella versione per pianoforte composta dallo stesso Poulenc. Donald Sulzen ha accarezzato con il suo strumento ogni nota e sontuosa melodia della partitura in un costante intercambio con la voce, in un ambiente incomparabile.   Ramón...

“IL TURCO IN ITALIA” Teatro regio di Torino (15 e 21 marzo 2015)

“IL TURCO IN ITALIA” Teatro regio di Torino (15 e 21 marzo 2015)
“Il turco in Italia” – Teatro Regio di Torino  Dramma buffo in due atti Libretto di Felice Romani Musica di Gioachino Rossini   Personaggi Interpreti Selim, principe turco che viaggia, un tempo amante di Zaida, e poi invaghito di Fiorilla basso Carlo Lepore   Donna Fiorilla, donna capricciosa, ma onesta, moglie di don Geronio soprano Nino Machaidze (15 ) Barbara Bargnesi (21) Don Geronio, uomo debole, e pauroso baritono Paolo Bordogna  (15) Marco Filippo Romano (21) Don Narciso, cavaliere servente di donna Fiorilla, uomo geloso e sentimentale tenore Antonino Siragusa (21) Edgardo Rocha (15) Prosdocimo, poeta, e conoscente di Geronio baritono Simone Del Savio (15) Vincenzo Taormina (21) Zaida, un tempo schiava, e promessa sposa di Selim, poi zingara; donna di cuor tenero ed amante mezzosoprano   Samantha Korbey Albazar, prima confidente di Selim, poi zingaro seguace ed amico di Zaida tenore   Enrico Iviglia     Maestro al fortepiano Luca Brancaleon     Direttore d’orchestra Daniele Rustioni Regia Christopher Alden Ripresa da Karolina Sofulak Scene Andrew Liebermann Costumi Kaye Voyce Luci Adam Silverman Riprese da Cecile Giovansili Assistente alla regia e ai movimenti coreografici Anna Maria Bruzzese Maestro del coro Claudio Fenoglio    Orchestra e Coro del Teatro Regio Nuovo allestimento in coproduzione con Festival d’Aix-en-Provence, Opéra de Dijon e Teatr Wielki – Polish National Opera (Varsavia)     Una bella opera poco rappresentata! Al teatro Regio di Torino, nella stagione 2014-2015, l’opera ‘Il Turco in Italia’ viene riproposta in chiave onirica  con la regia di  Christopher Alden e con le scenografie non accattivanti realizzate da  Andrew Liebermann. Il tutto si svolge in un contenitore che vagamente ricorda mosaici turchi con sempre sulla scena la polena della nave, simbolo dell’arrivo e partenza del turco, una linea di neon ed un siparietto di velluto verde che sale e scende quasi come in avanspettacolo. L’ambientazione non è di facile intuizione, mentre risultano  particolarmente simpatici i cambi si scena e di costume “in diretta” sul palco ed i travestimenti del coro maschile, oltre agli spostamenti manuali di arredi e degli elementi di scena. Anche i costumi non hanno entusiasmato. Decisamente bravi i cantanti, anche nel movimentare il palcoscenico. Ottima la direzione allegra e divertita di Daniele Rustioni che ha riversato la giovanile effervescenza nello spartito rossiniano, riproponendolo con una lettura approfondita  e ricca, ben accolta dall’orchestra che ha saputo trasmettere il vigore e gli scintillii del rigo stesso amplificati dalla bacchetta. Il prezioso coro del Regio diretto da Claudio Fenoglio,   è risultato anche divertente coprotagonista sul palco, con gags e travestimenti del coro maschile con coloratissimi e trasparenti abiti femminili. Nella recita di domenica 15 marzo, Don Narciso è stato impersonato dal giovane  Edgardo Rocha che, ben calato nel ruolo,  ha espresso il personaggio con voce chiara e ferma. Il turco Selim ha trovato in Carlo Lepore un ottimo interprete dalla voce profonda  ed amabile, impreziosita da un chiaro fraseggio, valorizzato dalla padronanza della scena oltre che dal bel timbro ed i bei colori. Cantante ‘tutto buffo’ di provata bravura è Paolo Bordogna: qui in Don Geronio, si è presentato  ancora una volta  quale  eccellente baritono  che padroneggia talmente bene l’emissione da cantare arrampicato sulla polena della nave e precipitare con un capitombolo studiato.  Nino Machaidze è stata la capricciosa donna Fiorilla che più che fedele al marito è ben attratta dal nuovo, dallo sconosciuto, quindi dal turco; il soprano ha cantato con voce squillante e carica interpretativa. Il poeta Prosdocimo, in scena ancor prima dell’inizio, all’ouverture e poi per tutta l’opera, è alla ricerca di ispirazione che alla fin trova...