STRESA FESTIVAL 2015

STRESA FESTIVAL 2015
Il 7 maggio 2015 nelle prestigiose sale dell’Hotel Regina Palace di Stresa è stata presentata la nuova stagione  che consta di 24 concerti che saranno ambientati in esclusive sedi del Lago Maggiore e del suo comprensorio. Il 54° Stresa Festival si apre con la quarta edizione dei Midsummer Jazz Concerts, dal 22 al 26 luglio in open air sul Lungolago La Palazzola di Stresa. Seguiranno Le Meditazioni in Musica all’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno ed alla Chiesa Vecchia di Belgirate. Dal 22 agosto al 5 settembre ‘OPEN’ , titolo che auspica aperture  alla speranza, alla gioventù, alla diversità, alla sorpresa. Alla creatività. Al desk di presentazione il sindaco Canio di Milia che alla vigilia delle elezioni sigla una nuova convenzione quadriennale con il Festival ‘documento storico della città’ che viene firmato congiuntamente  in diretta con l’ing.Giovanni Medeot, presidente dell’Associazione Settimane Musicali di Stresa. In rappresentanza della Regione l’assessore alla Cultura e Turismo  Antonella Parigi  che dichiara l’importanza del Festival e poi ancora   Francesca Zanetta rappresentante della Fondazione Cariplo. A chiudere la presentazione con brillante competenza è stato il Maestro Gianadrea Noseda direttore artistico del Festival, che con la consueta ed apprezzata schiettezza ha illustrato i vari momenti musicali, culturali e storici che segneranno la prestigiosa edizione 2015. Nel pomeriggio, a cementare il rapporto del Festival con tutto il territorio ed a rafforzare il rapporto con i giovani , il Maestro Gianandrea Noseda e il presidente Giovanni Medeot hanno consegnato un pianoforte all’Istituto Comprensivo di Omegna, tra la soddisfazione di preside ed insegnanti di musica e la gioia degli studenti. Stresa Festival è anche questo! Renzo...

STRESA FESTIVAL 2014 – Les Basses Réunies – L’Amoroso

STRESA FESTIVAL 2014 – Les Basses Réunies – L’Amoroso
STRESA FESIVAL 2014 – 5 settembre Chiesa Vecchia Belgirate  Les Basses Réunies – L’Amoroso  La viola Baryton alla corte del Prncipe Eszterhàzy & i Divertimenti di Joseph Haydn  Guido Balestracci, viola baryton         Bruno Cocset, tenore di viola         Emmanuel Jacques, violoncello       Insolito, quindi raro da ascoltare, il divertente concerto di questa sera: musica di corte o meglio musica ‘a’ corte, scritta da J. Haydn per il Principe Eszterhàzy suo mecenate. Si tratta di ‘trio’ con i tempi dell’Adagio, dell’Allegro, allegro di molto, Menuet e Trio oltre ad una Fuga a 3 soggetti in contrappunto doppio, di raffinata allegrezza.  Oltre all’inusuale proposta anche gli strumenti, almeno uno di essi, ha rappresentato una ‘chicca’ ovvero la viola barato, che Balestracci ha illustrato : 6 corde su verso dello strumento, accordate come viola da gamba e 11 corde a retro dello strumento per risonanza ed armonie; il violista racconta che lo strumento è nato nell’Inghilterra del 1600 e poi trasportato in Germania ed Ungheria.   Dopo l’esecuzione di cinque ‘trio’ il bis è consistito in un Menuet ‘alla zoppa’ dove una nota calante dava appunto l’idea dell’andatura in questione ed un brillante ‘trio al contrario’. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone ...

STRESA FESTIVAL 2014 – Signum Saxophone Quartet

STRESA FESTIVAL 2014 – Signum Saxophone Quartet
STRESA FESTIVAL 2014 – 29 agosto Sax per tutte le stagioni Venerdì 29 agosto – ore 20.00 Castello Visconteo, Vogogna SIGNUM SAXOPHONE QUARTET Blǎz Kemperle, sax soprano – Erik Nestler, sax alto – Ala Luzǎr, sax tenore – David Brand, sax baritono Grieg, Sibelius, Ravel, J.S. Bach, Piazzolla In genere la famiglia dei sax è presente in quasi tutti i generi musicali moderni, ma quando la ricerca e lo studio “la fanno da padroni” ecco che i sax diventano protagonisti anche in generi musicali anteriori, vedasi ad esempio il “Concerto Italiano” BWV 971 di J.S.Bach che stasera ha riscosso incredibili consensi con l’esecuzione (appunto ai sax) del Signum Saxophone Quartet. Alcune variazioni di programma hanno introdotto un brano per soli corni (trascritto per sax) di Samuel Barber , che con accenti diversi è risultato molto  intimo, introspettivo, quasi solenne. Altro brano molto apprezzato è stato “Le Tombeau de Couperin” di M. Ravel, che con le timbricità dei sax ha creato un effetto acustico di circolarità virtuosistica che si è avviluppata ed espansa in una spirale sonora. Veramente bravi ed affiatati, hanno creato momenti di vibrante e ritmato entusiasmo, alternati ad altri di assoluta descrittività ed intimismo. Con i brani di Astor Piazzolla, hanno dato prova di  abilità virtuosistiche attraverso le variazione e lo swing ricco di frenesia sinuosa e vitale. Al bis, con entusiasmo giovanile hanno chiesto al pubblico se gradivano “slow one” o “fast one” ed alla richiesta del pubblico si sono lanciati in una frenetica danza gitana. La Musica vince sempre. Renzo...

STRESA FESTIVAL 2014 – L.V.Beethoven, Ultime Sonate

STRESA FESTIVAL 2014 – L.V.Beethoven, Ultime Sonate
Stresa Festival 2014 – 28 agosto Isola Bella Salone degli Arazzi  Paul Lewis pianoforte  Ludwing van Beethoven , ultime Sonate Sonate per pianoforte n. 30 in mi maggiore op. 109 n. 31 in la bemolle maggiore op.110 n.32 in do minore op.111   Le ultime Sonate di Beethoven costituiscono, oltre ogni ragionevole dubbio, uno dei più massicci monumenti di composizione musicale: ispirazione , polifonia ed eclettiche variazioni.  Paul Lewis ha saputo cogliere i molteplici momenti di poesia e sublimazione con salda tecnica, ammantata di sentimenti partecipati. Dolcezza ed irruenza, trasportati sulle più trasparenti ali, fino alle nubi più soffici e delicatamente colorate, ovvero fino al cielo. Bellissimi gli attacchi con ancora presente e vissuta la risonanza della nota precedente, ottimo l’uso dei pedali a creare morbidezze o troncature. L’interpretazione offerta da Lewis è sicuramente una delle più apprezzate dal pubblico stresiano, seppur abituato a grandi nomi e punte di eccellenza. Il concertista ha recentemente inciso per Harmonia Mundi l’integrale delle trentadue sonate per pianoforte di Beethoven, dichiarata da Gramophone come migliore registrazione dell’anno.  Con estrema semplicità, direi naturalezza, ha estratto lo spirito della scrittura e trasferito sulla tastiera attraverso un tocco avvincente.  La Musica vince sempre Renzo...

STRESA FESTIVAL 2014 – Mind the Gap

STRESA FESTIVAL 2014 – Mind the Gap
STRESA FESTIVAL 2014 –  27 agosto Palazzo dei Congressi MIND THE GAP Sonia Bergamasco, attrice Accademia Strumentale Italiana Alberto rasi, Claudia Pasetto, Paolo Biordi, Leonardo Bortolotto, viole da gamba Testo  ITALIANO di Monica Luccisano (ispirato a Willia, Shakspeare) Testo italiano originale e drammaturgia di Monica Luccisano (ispirato a William Shakespeare) Musiche di J. Dowland, G. Cascioli, T. Hume, W. Byrd, A. Holborne, M. Locke, O. Gibbons, A. Ferrabosco Scenografia: Luca Tombolato Suono e luci: Alberto Irrera Progetto commissionato da Stresa Festival Entrando in sala ci si è ritrovati immersi nelle  voci e rumori della Subway londinese. Sul palco due piani di scena a rappresentare la banchina, le scritte “Mind the Gap”  ed il vuoto, ovvero dove scorrono i binari. Lo sfondo è rappresentato come un salvaschermo del Computer, coloratissimo e cangiante grazie ai led sovrastanti, ma in effetti è la piantina della metropolitana, efficacemente realizzata da Luca Tombolato (qualche anno fa già apprezzato a Stresa per la realizzazione delle scene “capovolte” della Lucia di Lammermoor, a sottolineare la pazzia della protagonista.. ) Sonia Bergamasco è entrata ed uscita, con dolcezza o prepotenza, nelle/dalle diverse donne shakespeariane: Lady Macbeth, Beatrice, Ofelia, Desdemona: tutte donne di grande carattere, di forza. L’attrice si è sdoppiata, triplicata con  voce roca, suadente  e decisionista,  con movenze di danza, con il canto. Vera “belva da palcoscenico” ha aggredito i personaggi ed il pubblico, si è mossa con estrema sicurezza. Gli indumenti prima abbandonati  per uscire da un ruolo,  li ha raccolti poi verso il finale come in un ritrovarsi pirandelliano “uno, nessuno, centomila”. E durante l’interpretazione dei testi incisivi di Monica Luccisano, tre interventi a colmare e sottolineare: i rumori del metro e  le efficaci luci (led, par, neon gialli  su molte barre al soffitto), ideati da  Alberto Irrera e il doppio volto della musica : antica e contemporanea. Le viole da gamba dell’Accademia Strumentale Italiana sono state coprotagoniste con le loro performances di musica antica, anche base per il canto della Bergamasco, oltre che opportuno filologico tappeto per i personaggi; l’altro volto musicale è quello contemporaneo, delle composizioni atonali e marcatamente espressive di Gianluca Cascioli eseguite dall’autore, le quali ben ci son state nell’ambientazione undergound. La Musica vince sempre ! Renzo Bellardone ...