ALI’ BABA’ e i 40 LADRONI – Teatro alla Scala 3 settembre 2018

ALI’ BABA’ e i 40 LADRONI – Teatro alla Scala 3 settembre 2018
Alì Babà e i 40 ladroni è un racconto fiabesco nei ricordi e nelle fantasie di tutti noi. Nel tempo l’espressione “Alì Babà e i 40 ladroni”  è pure divenuta battuta  ironica e dissacrante ricorrente, ad indicare certi comportamenti pubblici considerati poco etici e corretti, facili preda di  ironizzanti considerazioni che celano anche  imbarazzo. L’Opera di Cherubini mi è sconosciuta e quindi…con il sorriso sulle labbra, mi avvio a conoscerla ! ALÌ BABÀ E I 40 LADRONI Progetto Accademia Coro e Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala Nuova Produzione del Teatro alla Scala           Direttore  Paolo Carignani Regia  Liliana Cavani Scene Leila Fteita Costumi Irene Monti Luci Marco Filibeck Coreografia Emanuela Tagliavia Alì Babà     Paolo Ingrasciotta ( Paolo Ingrasciotta Delia Enkeleda Kamani Morgiane Alile Qiontavalla Nadir RHun Kim Aboul-Hassan Maharram Huseynov Ours-Kan   Rocco Cavalluzzi Thomar   Lasha Sesitashvili Calaf Chuan Wang Phaor Ramiro Maturana   Il progetto di affidare un titolo ad ogni stagione scaligera  agli studenti dell’Accademia della Scala di Milano è certamente positivo ed apprezzabile.   Quest’anno è la volta di “Alì Babà ed i 40 ladroni” di Luigi Cherubini, con la regia classica di Liliana Cavani e la direzione dell’esperto  Paolo Carignani, dopo la preparazione di Luciana d’Intino. L’opera in sé puo’ risultare interessante, anche se priva di guizzi particolari che accendano entusiasmi uditivi. La regia molto classica, salvo l’inizio dei due atti con l’ambientazione in sala di lettura di una ben provvista biblioteca e poi un grande muro bianco che alle fatidiche parole, ‘Sesamo apriti’ si apre alla caverna contenente il rilucente tesoro; simpatico anche l’ingresso di Nadir e poi il finale di Delia e Nadir su motocicletta rossa d’antan. L’attenzione va rivolta tutta i ragazzi dell’Accademia, ai quali va un globale apprezzamento, con qualche nota positiva in più per Alice Quintavalla/Morgiane, Enkeleda Kamani/Delia e Hun Kim/Nadir. L’insieme, anche se prevedibile, risulta gradevole e fruibile. I vari ruoli ben assegnati e buona presenza scenica. Hun Kim presenta un bel tono e facilità negli acuti, Enkeleda Kamani è agile, ricca di colori e ben impostata, come Alice Quintavalla che offre anche bel tono ed impostazione sicura. Particolarmente interessanti anche Paolo Ingrasciotta nel ruolo del titolo ed anche Ramiro Maturana  in Phaor. Il siparietto per i cambi scena è un cielo stellato che brilla. Direzione, coro e balletti ben apprezzati. La Musica vince sempre. Renzo...

Metti una sera al cabaret -Stresa Festival 2018 – Il Maggiore Verbania 31 agosto

Metti una sera al cabaret -Stresa Festival 2018 – Il Maggiore Verbania 31 agosto
Sfogliando le pagine del programma dello Stresa Festival ci si imbatte in un titolo che fa immaginare atmosfere di gioco verbale, musicale e spensieratezza. La realtà che si incontrerà in sala sarà ben diversa, ma decisamente più colta e pregnante della leggerezza di un pur eccezionale cabaret. Metti una sera al cabaret STRAUSS  (figlio), Kaiserwalzer op. 437; Wein, Weib und Gesang; Schatzwalzer A. SCHÖNBERG,Pierrot Lunaire* *Con proiezione in prima assoluta delle tavole realizzate da Massin Benedetta Saglietti e Valentina Manchia, direzione artistica e realizzazione multimediale Francesco Campanini, montaggio ed animazione Dario Betti e Leo Righi, sincronizzazione Maddalena Crippa, voce recitante Stresa Festival Ensemble Nuno Coelho, direttore – vincitore del Concorso Internazionale di Cadaqués   Le rarefatte atmosfere di A. SCHÖNBERG  in Pierrot Lunaire, presentato dallo Stresa Festival, hanno avuto la fortuna di imbattersi in una serie di fortune coincidenti, ma andiamo in ordine.    Il programma prevede musiche di Strauss riscritte  in chiave cameristica  da Schὃnberg e dai suoi allievi Alban Berg e Anton Webern, con l’intenzione di diffondere la musica contemporanea. L’operazione è riuscita pienamente anche perché hanno lasciato in partitura tutto il fascino viennese che ricorda il tempo dei caffè concerto, dei violini tra i tavolini ed un mondo avvolto dal fiabesco. La seconda parte del programma prevede “Pierrot Lunaire” di Arnold Schὃnerg  nell’esecuzione dello Stresa Festival Ensemble nella formazione di nove elementi, diretto dalla giovane promessa, il portoghese Nuno Coelho e la “Voce” ( non a caso in maiuscolo) di Maddalena Crippa.  La scrittura non è sicuramente facile e tantomeno il testo, ma l’abilità di Crippa a recitar cantando l’atonale Pierrot è affascinante ed attraente, riuscendo a rendere perfettamente l’inquietudine e le paure di visioni angosciate ed oniriche sfocianti in risate forzate e mal celate. La recitazione di un testo molto complesso è scandita dai tempi e ritmi musicali.                     L’idea della scenografia multimediale di Massin è vincente. Massin ha per circa trent’anni lavorato a questo componimento grafico che incrocia colorata musica e colorate parole che, scritte deformate sul rigo, diventano le note stesse del canto tormentato di Pierrot. Da apprezzare il lavoro di Benedetta Saglietti e Valentina Manchia per la realizzazione multimediale,  Francesco Campanini per il montaggio e l’animazione, ma un plauso speciale va alla sincronizzazione di Dario Betti e Leo Righi che percettibilmente hanno dovuto affrontare un impegno non comune. La Musica vince sempre. Renzo...

Budapest Festival Orchestra & Fischer -StresaFestival 2018 Palazzo Congressi 29 agosto

Budapest Festival Orchestra & Fischer -StresaFestival 2018 Palazzo Congressi 29 agosto
In un periodo storico in cui si innalzano muri e barriere e si chiude al prossimo, la voce senza parole, che è la Musica,  si erge quale espressione di sentimenti, di linguaggi universali, di comunione di aspirazioni.   Christina Landshamer, soprano Budapest Festival Orchestra Iván Fischer, direttore ENESCU,Prélude à l’unisson B. BARTOK, Musica per archi, percussioni e celesta G. MAHLER, Sinfonia n. 4   Concerto di forte impatto emotivo: George Enescu (1881-1955)è stato un violinista, pianista, compositore e direttore d’orchestra romeno. Nella Suite per Orchestra n. 1 op. 9 si incontrano  movimenti di grande ampiezza e respiro in atmosfere semplici e familiari. Segue l’esecuzione del brano di Béla Bartòk che rispecchia la conoscenza degli studi di pianoforte e composizione dell’autore, sovente influenzata da sonorità  tipiche delle musiche contadine e folkloristiche. L’interpretazione è prorompente e fa dell’essenzialità un pregio volto alla perfezione. La seconda parte del concerto prevede l’esecuzione del monumento compositivo di Gustav Mahler che è la Sinfonia n. 4 in sol Maggiore; nessuno aveva avanzato perplessità sull’Orchestra e sul suo direttore, ma fin dalle prime note della sinfonia mahleriana si intende perché La Budapest Festival Orchestra sia considerata tra le 10 migliori orchestre al mondo e perché Gianandrea Noseda (direttore artistico dello Stresa Festival) alla presentazione della stagione abbia indicato Ivan Fisher quale uno dei migliori direttori al mondo. Fisher dirige con coinvolta serenità e con gesti ampi e chiari, rivolgendosi ai professori dell’Orchestra da lui fondata con l’intesa maturata in anni di lavoro insieme. Il risultato è sorprendente ed all’ultimo movimento si crea una bolla di pura magia quando tra le aleggianti note appare Christina Landshamer fasciata in uno scintillante abito rosso: attraversa lentamente l’orchestra e si va a posizionare di fronte al pubblico per cantare poi la melodia tratta dal ‘Corno meraviglioso del fanciullo’ e dall’autore inserita a chiosa della sinfonia. Serata apprezzata veramente molto da un pubblico abituatosi negli anni alla qualità, espressività e professionalità.   La Musica vince sempre Renzo...

Lenny is on the town again –  Il Maggiore 25 agosto 2018

Lenny is on the town again –   Il Maggiore 25 agosto 2018
A 100 anni esatti dalla nascita del grande Leonard Bernstein, in molti hanno voluto celebrare la ricorrenza e ricordare il grande patrimonio musicale che il poliedrico compositore, direttore e pianista ci ha lasciato. Anche lo Stresa Festival ha pensato di commemorarlo in più momenti ed ha addirittura commissionato a Moisés P. Sánchez una composizione ispirata a Bernstein. Lenny is on the town again Moisés P. Sánchez Ensemble Moisés P. Sánchez, pianoforte, composizione e direzione Juan Carlos Aracil, flauti Enrique Rodriguez, tromba e filicorno Cristina Mora, voce Luis Verde, sax soprano Rafael Aguila, sax tenore Julien Ferrer, trombone David Sancho, tastiere Toň0 Miguel, contrabbasso Alberto Brenes, batteria Pablo Mrtin Jones, percussioni     Musiche originali ispirate a Bernstein Prima assoluta Commissione Stresa Festival In collaborazione con “Los Veranos De la Villa” di Madrid     Musica particolare che non lascia spazio ad un giudizio ‘di mezzo’: o non piace o cattura completamente. Secondo uno stile d’avanguardia viene inserita una certa ripetitività a costituire ‘il motivo dominante’ ed anche Sanchez ha seguito questa linea compositiva; se al primo ascolto sembra eccessivo, a distanza di solo poche ore ci si rende conto che il cervello ha registrato quella musica e da qui la validità di una scrittura che viene ricordata. Sicuramente non immediata ed inconsueta, ma le interpretazioni sono vibranti e coinvolte  in un susseguirsi di assolo come nella migliore tradizione jazzistica, chiave in cui Sanchez ha reinterpretato alcuni leit motiv di Bernestein; qua e la appare ‘Maria…Maria..’ dal celeberrimo West Side Story che ha segnato ben più di un’epoca.   La Musica vince sempre Renzo...

Da Nina a Lucia, la pazzia all’Opera – Masterclass di Barbara Frittoli

Da Nina a Lucia, la pazzia all’Opera – Masterclass di Barbara Frittoli
Estrapolando dal programma di sala: “Quale prologo del Festival le cantanti che partecipano all’Accademia di canto di Stresa si esibiscono in una serata che prevede l’esecuzione di arie  da celebri opere del tardo Settecento e Ottocento. La pazzia è un tema che offre interessanti spunti espressivi e ha stimolato la creatività di illustri compositori, che  magistralmente hanno messo  in luce  aspetti  spettacolari. Barbara Frittoli non ha bisogno di lunghe presentazioni: grazie a una carriera vertiginosa e a un’innegabile carisma il soprano occupa un ruolo centrale nelle programmazione dei più importanti teatri internazionali.” Da Nina a Lucia, la pazzia all’opera Gli allievi dell’Accademia di canto di Stresa Docente Barbara Frittoli Mzia Bachtouridze, Angelo Michele Errico, pianoforti In collaborazione con Villa Sandra Eventi Musicali                         In un mondo dove troppo sovente l’inesperienza e l’improvvisazione superficiale la fanno da padroni, trionfando sull’impegno e salendo addirittura alle migliori ribalte delle cronache, per fortuna esistono ancora settori dove non si può mentire; alcuni mestieri mostrano forzosamente il volto della verità e per acquisire conoscenza ed esperienza servono anche ottimi maestri! Il mestiere cui mi riferisco in questo contesto è il canto. Barbara Frittoli è sicuramente una delle interpreti italiane più affermate al mondo e ciò nonostante ha mantenuto una semplicità ed affabilità comportamentale da incantare anche il più ‘scafato’. In anteprima di Festival, Frittoli presenta le allieve della Masterclass da lei  tenuta nei giorni antecedenti a Villa Sandra di Lesa: Silvia Spessot, Chiara Trapani, Giada Gallone, Annalisa Ragione, Maria Cristina Napoli e Noemi Umani, accompagnate al pianoforte da Mzia Bachtouridze e Angelo Michele Errico,  si sono esibite in un repertorio che ha spaziato da  Mozart, a Bellini, Puccini, Donizzetti, Cilea e Verdi. La cornice dell’evento è la prestigiosa sala Baccarat presso l’Hotel Regina Palace di Stresa. Per restare super partes, direi che nel complesso è risultata una serata molto piacevole, in cui si sono ascoltate promesse della lirica e giovani cantanti in carriera. Alcune in particolare hanno espresso decisamente un buon fraseggio, buona impostazione e carica interpretativa. Per citare qualche aria ascoltata: ‘Io son l’umile ancella’ da Adriana Lecovreur, ‘Porgi amor’ da Le Nozze di Figaro, ‘Regnava nel silenzio‘ da Lucia di Lammermoor per finire con l’esplosiva ‘ E’ strano…sempre libera’ da La traviata. Brave le allieve ed un grande plauso all’intenso lavoro di Barbara Frittoli che ha donato la sua esperienza a chi inizia a cimentarsi in questo campo dove impegno ed abnegazione sono le armi indispensabili per arrivare al successo. La Musica vince sempre. Renzo...