Beethoven – Sonate per pianoforte IV

Beethoven – Sonate per pianoforte IV
Stresa Festival 28 agosto 2020 Beethoven – Sonate per pianoforte IV Stresa Festival 28 agosto 2020 Gabriele Carcano, pianoforte L.v. BEETHOVEN, op. 2 n. 3; op. 14 n. 1; op. 27 n. 1; op. 54; op. 7; op. 101 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Gabriele Carcano, lodato dalla Süddeutsche Zeitung come “scultore del suono” ed “esteta” dopo il suo debutto a Monaco all’Herkulessaal si è diplomato giovanissimo al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con il massimo dei voti e la lode. Ora si esibisce con i più grandi nomi del panorama misicale internazionale e nelle sale più prestigiose. Rapidissimo sulla tastiera è brillante e virtuoso e sa estrarre trilli di scintillante bellezza. Nonostante sia ben affermato affronta la partitura con umiltà, direi affetto e gioia  la interpreta secondo il suo sentire, imprimendo alternativamente velocità o attenta sensibilità.  Carcano ha un particolare approccio con lo spartito con un mix di cuore e testa, che gli permette appunto una resa interpretativa fatta di intelligenti attenzioni ed affetti dedicati all’introspezione. Carcano riflette forse le intenzioni del giovane Beethoven che amava presentare le sue  scritture caratterizzandole con virtuosismi eclettici, che alternava a rtimi di danza e liricità inaspettate. La Musica vince sempre. Renzo...

Lieder a Vienna

Lieder a Vienna
Stresa Festival 27 agosto 2020 Alla parola lieder, molti fuggono perchè li ritengono noiosi, ma chi ha perso il concerto del 27 agosto a Stresa ha perso anche l’occasione di ricredersi  Lieder a Vienna Stresa Festival 27 agosto 2020 Ian Bostridge, tenoreSaskia Giorgini, pianoforte L.V. BEETHOVEN, Adelaide op. 46; Sensucht: “Nur wer die Sehnsucht kennt” quattro versioni WoO 134; Flohlied op. 75 n.3; Ich liebe Dich WoO 123; An die ferne Geliebte op. 98; In questa tomba WoO 133; Mailied op. 52 n.4; Resignation WoO 149; Marmotte op. 52 n. 7 SCHUBERT, An den Mond D. 259; Drei Gesänge des Harfners D. 478; Nachtgesang D. 314; Liebhaber in allen Gestalten D. 558; Meeres Stille D. 216; Auf dem See D. 543; An Mignon D. 161; Erster Verlust D. 226; Ganymed D. 544 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Ian Bostridge, tenore che spazia da Bach a Britten ed a sue stesse composizioni, esprime una vocalità molto particolare, con timbricità insolita, ma sa rendersi decisamente accattivante anche grazie alla forte carica interpretativa ed alla teatralità esposta anche in concerto; artista di grande levatura e grande serietà professionale, ha cantato tutto senza coadiuzione di alcun spartito. Solo per appuntare qualche particolare emozionante cito: Flohlied, dove ironicamente racconta la storia della pulce che avanza alla corte reale; in Meigesang Bostridge diventa poetico ed intimo, mentre si trasforma in vivacemente allegro e brillante in Meeres Stille e  in Marmotte per divenire poi quasi tenebroso e minaccioso (alla Britten) in Auf dem See ed un narratore autorevole in An Mignon. Saskia Giorgini, giovanissima pianista italo olandese sì è fatta conoscere al pbblico quando vinse nel 2016 il Salzburg International Mozart Competition ed al successivo debutto al Musikverein; ha studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dove si è diplomata con il massimo dei voti ed una menzione speciale per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche. Nel Concerto con Bostridge esalta davvero la scrittura con un tocco delicato, riservato ed al tempo stesso protagonista. Esprime realmente doti particolari nell’approcciarsi alla tastiera. Il programma è ricco sia per gli autori musicali che per i testi, sovente scritti nientemeno che da Goethe. La Musica vince sempre Renzo...

Tra Beethoven e Schubert

Tra Beethoven e Schubert
Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi L’attesa per il concerto di questa serata era davvero molta, considerando la fama del trio proposto. L’attesa non è andata delusa e tutto il pubblico ha applaudito con un calore davvero intenso e corale.  Tra Beethoven e Schubert Stresa festival 26 agosto 2020-Palacongressi  Trio Wanderer Jean-Marc Philips-Varjabédian, violinoRaphaël Pidoux, violoncelloVincent Coq, pianoforte SCHUBERT,  Trio n. 2 in mi bem. magg. op.100L.V. BEETHOVEN,  Trio n. 7 in si bem. magg. op. 97 “Arciduca” Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Il Trio Wanderer è un Ttrio pianistico francese composto dal pianoforte Vincent Coq, dal violino Jean-Marc Phillips-Varjabédian e dal violoncello   Raphael Pidoux .Tutti diplomati al Conservatorio di Parigi, hanno studiato con i migliori maestri. Vincitori di riconoscimenti internazionali si sono esibiti sui più prestigiosi palcoscenici del mondo e con le migliori orchestre; hanno collaborato con artisti di gran valia. Vincent Coq è professore di musica da camera presso la Haute École de Musique de Lausanne dal 2010 mentre dal 2014 Jean-Marc Phillips-Varjabédian e Raphaël Pidoux sono docenti presso il Conservatoire national supérieur de Musique et de Danse del Conservatorio di Parigi: non per nulla è stato loro conferito il titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et Lettres.   Appena giunti sul palco il violinista informa di una inversione di programma ovvero prima Beethoven e poi Schubert ed alla fine del concerto ne abbiamo compreso la motivazione. Da Beethoven, come da altri celebri compositori, hanno attinto a piene mani compositori di colonne sonori, canzoni e canzonette ed anche nel brano proposto in apertura affiora il celebre motivo ‘saran belli gli occhi neri…saran belli gli occhi blu..’. Il Trio Wanderer affresca ‘Arciduca’ con le più attente colorazioni che narrano con dolce vivacità. Con la seconda parte –Schubert- hanno offerto una delle più belle pagine musicali con un suono puro e scintillante, ma sempre misurato con cromatismi evocativamente onomatopeici da far sentire le voci della natura e degli anfratti più nascosti. Avvolgono il pubblico di atmosfere magicamente impalpabili ricche di suggestione, in un abbraccio globale. Non sono musicista e le mie recensioni sono solo emozionali, ma in questo caso credo che davvero le emozioni abbiano superato le osservazioni di tutte le tecnicità, pur esistenti, ma  offuscate dalla radiosa bellezza dell’offerta. La Musica vince sempre Renzo...

Un violino per Beethoven

Un violino per Beethoven
StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Nonostante le doverose  limitazioni imposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria, lo Stresa festival, riesce ad offrire al suo pubblico  una notevolissima qualità dell’offerta e l’accoglienza è di una rilevanza speciale.  Un violino per Beethoven StresaFestival – Palacongressi 25 agosto 2020 Renaud Capuçon, violinoKammerorchester BaselHeinz Holliger, direttore L.V. BEETHOVEN, Concerto per violino e orchestra op. 61F. SCHUBERT,  Andante in si min. D. 936A (strumentazione di Roland Moser); Sinfonia n. 7 “Incompiuta” D. 759 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Heinz Holliger, il direttore di questo concerto è ritenuto il più grande oboista al mondo  e per lui sono state composte e gli sono state dedicate diverse composizioni ad onorare la sua abilità ed il nuovo approccio allo strumento,  proprio da lui ideato e che tra i vari docenti può vantarsi di aver studiato con Pierre Boulez. La grande sensibilità acquisita all’oboe la trasferisce ora nella direzione d’orchestra, esibendo un bel gesto di grande affiatamento, molto dolce, quasi paterno. Renaud Capucon, lo straordinario solista della serata, a soli 17 anni  si diploma presso il Conservatorio di Parigi ottenendo poi una lunga serie di premi e riconoscimenti; diverrà primo violino dell’Orchestra Giovanile Europea e poi della Gustav Mahler Jugendorchester,  sotto la direzione di Claudio Abbado. Intrapresa la carriera di solista e di camerista, ha come partners i più importanti pianisti al mondo. Una interessante curiosità che lo riguarda è che è stato il protagonista del celebre filmato che lo riprende mentre suona il suo Guarneri del Gesù tra ai viaggiatori  del Metrò di Parigi, nell’indifferenza quasi generale. Capucon si presenta al pubblico stresiano tranquillo e sorridente ed avvalendosi di una consolidata tecnica, quasi naturalmente e spontaneamente fa cantare il suo violino con una voce di singolare bellezza e purezza. Il bis, un brano di Gluck, cattura ed esalta il pubblico che silenziosissimo lo segue fino all’afflato finale. La seconda parte prevede Shubert  che inizia con rintocchi che segnano subito gli stadi dell’animo: intimo ed un po’ sofferente prende man mano vitalità e liricità. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone CREDIT FOTO:LORENZO DI...

Beethoven – Sonate per pianoforte

Beethoven – Sonate per pianoforte
Stresa Festival, 22 agosto 2020 Palazzo Congressi Il corpus centrale dello Stresa festival 2020, meritevole di aver alzato il sipario, è rappresentato dal ciclo beethoveniano con l’integrale delle sonate interpretate da artisti di vaglia.    Beethoven – Sonate per pianoforte Stresa Festival, 22 agosto 2020 Palazzo Congressi V. BEETHOVEN, op. 13 “Patetica”; op. 57 “Appassionata”; op. 79; op. 110 Mariangela Vacatello, pianoforte Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 L’alternanza dei gravi ai lievi che si stempera nel trillare dei tasti, esalta la forte connotazione drammatica di queste sonate; Mariangla Vacatello, la solista di questa sera al Palacongressi di Stresa, espone una tecnica sicura che sa raggiungere gli anfratti della partitura. Vengono colti gli aspetti della tragicità e del ritmo intenso impresso in particolare alla sonata ‘Patetica’. Vacatello con frenetico virtuosismo,  ricerca i suoni con curiosa passione e l’effetto della brillantezza cristallina creando la magica atmosfera che solo la Musica sa creare, ancor più quando si è di fronte ad una scrittura illuminata ed illuminante. Nella sonata n. 25 op 79 sottolinea il ritmo di danza nella dolce attesa di un futuro gentile. La Musica vince...

Beethoven – Sonate per pianoforte

Beethoven – Sonate per pianoforte
Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace Sempre con spirito di offerta al pubblico festivaliero, lo Stresa festival ha programmato anche delle esibizioni pomeridiane: in questo caso presso le sale dell’Hotel Regina Palace, dove in un programma eclettico e ricco di variazioni e colori  è presentato da un grande pianista italiano : Pietro De Maria. Beethoven – Sonate per pianoforte Stresa Festival, 21 agosto 2020 Hotel Regina Palace   L.V. BEETHOVEN, Sonata op. 2 nn. 1 e 2; op. 10 n. 2; op. 14 n. 2; op. 111 Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0   Pietro De Maria, pianoforte Il pianista di questo pomeriggio, Pietro De Maria,   vanta la vincita di Premi prestigiosi, quale il premio Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Il Primo premio al Dino Ciani sempre nel 1990 e nel 1997 gli è stato assegnato il premio Mendelsshon di Salisburgo; accademico di Santa Ceciclia, insegna al Mozartmuseum di Salisburgo. Fin dal primo tocco spicca la salda tecnica acquisita certamente con dedizione, studio e passione. La partitura non semplice prevede virtuosismi all’inverosimile che il solista rincorre con cromatismi brillanti e da cui traspare continuamente l’animo sensibile dell’artista. Alla ripresa della seconda parte del concerto De Maria esprime la dedica di questo concerto al compianto Marcello Abbado, in giuria, quando giovane aveva presentato e vinto in concorsi, i due brani a seguire: delicata sensibilità. La carica interpretativa di De Maria è non comune e riesce a descrivere tutti i sentimenti e le passioni fino alla ‘moderna e contemporanea’ sonata n.32 op 111.   La Musica vince sempre   Renzo...