Credevo che -Regina Palace Hotel 19 luglio 2019

Credevo che  -Regina Palace Hotel  19 luglio 2019
Il sito dello Stresa  Festival recita così : Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus pensano che sia un dovere parlare di violenza domestica e condividere con gli altri quello che Simonetta ha imparato in trent’anni di avvocatura attraverso i clienti del suo studio legale.Lo spettacolo consiste in un testo a due voci sulle storie delle clienti di Simonetta e di altri. Il dialogo è accompagnato dal profondo commento musicale di Filomena, vocalist jazz e registra teatrale. Molti credono: che la violenza sulle donne sia qualcosa che non ci appartiene e distante da noi, radicata nei ceti più umili, e spesso legata alla gelosia e al desiderio sessuale; che le donne se la vanno a cercare: imprudenti, drogate, ingenue, incapaci di valutare che dietro la figura apparentemente dolce del proprio compagno si nasconde un carnefice; che la violenza sulle madri non ha impatto sui figli; che le gente non può cambiare.Invece la violenza domestica coinvolge tutti, a tutte le età, a tutti i livelli sociali, quale che sia l’etnia, il credo religioso, l’orientamento sessuale, e lascia dei segni visibili tanto sulla pelle quanto sulla psiche delle vittime. Credevo che  -Regina Palace Hotel  19 luglio 2019 Incontro con Simonetta Agnello Hornby eFilomena Campus L’incontro con Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus si è rivelata quale una interessantissima costruzione scenica, sapientemente realizzata con pochi elementi, ma tante domande e qualche risposta…. Con la semplicità ed affabilità del salotto casalingo, si è raccontato di diversi casi di violenza domestica di cui la signora Hornby è venuta a conoscenza nel suo studio legale di Londra. La latitudine o la longitudine, così come le tendenze sessuali, non escludono il concretizzarsi di violenza domestica ed ecco quindi racconti siciliani, londinesi e di ogni dove; si è ricordata la violenza subita da Franca Rame denunciata solo dopo molti anni o quella di Franca Viola insignita poi di alta onorificenza dal capo dello stato. Ovvi i riferimenti alle inefficienze legislative ed alle lentezze dei tribunali, oltre che agli enormi costi che la società deve sostenere a causa del perpetrarsi in una spirale senza fine di tali violenze. Alle parole della signora Agnello Horby si sono affiancate le parole ed il canto originale di Filomena Campus che sono state sottolineatura e direi evidenziazione dell’importante tema trattato senza inutili e banali atteggiamenti paladini. La Musica vince sempre Renzo...

DAN TEPFER TRIO – Regina Palace – 18 luglio 2019

DAN TEPFER TRIO – Regina Palace – 18 luglio 2019
Il sito del Festival recit così: Progetto su Pulcinella di I. Stravinskij – Commissione Stresa Festival Il pianista e compositore franco-americano Dan Tepfer non è nuovo a rivisitazioni di musica classica elaborate attraverso un’ottica originale e convincente. Le sue fortunate Variazioni Goldberg / Variations sono un esempio di come si possa utilizzare il capolavoro bachiano attualizzandone il linguaggio in chiave jazz. In prima esecuzione assoluta il pianista presenta a Stresa, grazie alla commissione del Festival, la sua personale visione del Pulcinella di Stravinskij, coadiuvato dal bassista Michal Baranski e dal batterista Nate Wood. Ancora poco conosciuto in Italia, Dan Tepfer ha un curriculum jazzistico di tutto rispetto, vantando illustre collaborazioni tra cui quelle con Lee Konitz, Pharaoh Sanders, Paul Motian… Il pubblico della serata potrà apprezzare le sue capacità di generare musica di grande spessore partendo da un capolavoro del Novecento, nonché avrà un’occasione importante per ascoltare un pianista, e il suo trio, di statura internazionale. STRESA FESTIVAL DAN TEPFER TRIO – Regina Palace – 18 luglio 2019 Tra Classico e Neoclassico Dan Tepfer, pianoforteMichal Baranski, bassoNate Wood, batteria Sporadico frequentatore dei concerti jazz, mi approccio d’abitudine con l’atteggiamento di chi pensa ‘stiamo a vedere’! ed anche in questo caso è stato così, ma fin dall’attacco comprendo che stiamo entrando in un mondo nuovo con una nuova visione, direi romantica, del jazz. Dan Tepfer esordisce asserendo che  questa commissione dello Stresa festival la considera come una ‘very exciting experience’ e si rivela immediatamente un raffinato interprete con un tocco decisamente consapevole e sensibile e, creando rarefatte atmosfere ammantate di delicatezze, pone il jazz in una nuova dimensione romantica. Partendo da tonalità ‘educate’ va in crescendo con moderatezza e rispetto; il batterista Nate Wood si propone quasi con riservatezza senza accedere mai alla prevaricazione che talvolta la batteria ha sul resto della formazione, così come il contrabbassista Michal Baranski duetta con una sorta di affetto con la tastiera di Tepfer e non esordisce mai in protagonismi che altri esibiscono con superficialità. Man mano che il concerto procede i colori si fanno più accesi con divertenti troncature finali e scintillanti narrazioni di danze veloci  ben ritmate, che si esprimono con frasi musicali complesse, ma rese con semplicità e sicuro amore per quelle note. Si tratta di una prima esecuzione, pertanto è musica mai ascoltata prima, ma immediatamente pervade lo spirito dell’ascoltatore anche per la passione e l’ironia che con mistero e vibrazione rendono percettibile ed efficace l’ascolto. Concludo con l’annotazione che per me si è trattato d una vera lezione/guida all’ascolto, riscoprendo che il jazz è anche dolcezza e che può descrivere il tormento, vedendo già la luce della soluzione, attraverso un percorso di equilibrio, insomma una very exciting experience. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone.     l’immagine nel testo è di Debra Sherrer, mentre quella in evidenza è di Judy...

IL ROF compie 40 anni!

IL ROF compie 40 anni!
il ROF compie 40 anni e si presenta così: Due nuove produzioni (Semiramide e L’equivoco stravagante); la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio; Il viaggio a Reims degli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”; un Gala celebrativo con alcuni tra i maggiori cantanti rossiniani; la Cantata La riconoscenza; le Soirées musicales; due Concerti lirico-sinfonici; due Concerti di Belcanto; una nuova puntata del ciclo Rossinimania: questo il ricco cartellone della quarantesima edizione del Rossini Opera Festival, in programma a Pesaro dall’11 al 23 agosto 2019. Semiramide andrà in scena alla Vitrifrigo Arena (ex-Adriatic Arena) l’11, 14, 17 e 20 agosto alle 20. Michele Mariotti dirigerà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Lo spettacolo, coprodotto con la Opéra Royal de Wallonie, è firmato da Graham Vick, con scene e costumi di Stuart Nunn. Nel cast, Salome Jicia nel ruolo del titolo e, al suo fianco, Varduhi Abrahamyan, Nahuel Di Pierro, Antonino Siragusa, Martiniana Antonie, Carlo Cigni, Alessandro Luciano e Sergey Artamonov. Demetrio e Polibio è programmata per il 12, 15, 18 e 23 agosto alle 20 al Teatro Rossini. Lo spettacolo, applaudito a Pesaro nel 2010, sarà diretto da Paolo Arrivabeni alla testa della Filarmonica Gioachino Rossini e del Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini. La regia è di Davide Livermore, scene e costumi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Nella compagnia di canto figurano Jessica Pratt, Cecilia Molinari, Juan Francisco Gatell e Riccardo Fassi. Si torna alla Vitrifrigo Arena (13, 16, 19 e 22 agosto ore 20) per la seconda nuova produzione del ROF 2019: L’equivoco stravagante, firmata da Moshe Leiser e Patrice Caurier, con scene di Christian Fenouillat e costumi di Agostino Cavalca. Sarà Carlo Rizzi a dirigere l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Nel cast, Teresa Iervolino, Paolo Bordogna, Davide Luciano, Pavel Kolgatin, Claudia Muschio e Manuel Amati. Quarta produzione lirica Il viaggio a Reims (18 e 20 agosto al Teatro Rossini), protagonisti gli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” (già interpreti del Concerto finale dei corsi il 22 luglio). Lo spettacolo, ideato nel 2001 da Emilio Sagi con i costumi di Pepa Ojanguren, vedrà l’Orchestra Sinfonica G. Rossini esibirsi sotto la guida di Nikolas Nägele. Al fianco del programma operistico, troviamo una fitta serie di concerti: la Cantata La riconoscenza (14 agosto), diretta da Donato Renzetti alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini e del Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini, con Carmela Remigio, Victoria Yarovaya, Ruzil Gatin e Mirco Palazzi; le Soirées musicales, in prima esecuzione nell’orchestrazione di Fabio Maestri, proposte dalla Filarmonica Gioachino Rossini diretta da Michele Spotti, nel cast Maria Laura Iacobellis, Valeria Girardello, Xabier Anduaga e Carles Pachón (16 agosto); due Concerti di Belcanto, protagonisti Angela Meade e Antonino Siragusa (17 e 22 agosto); due Concerti lirico-sinfonici, eseguiti dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini (il primo, il 19 agosto, con Varduhi Abrahamyan e Jessica Pratt dirette da Carlo Tenan; il secondo, il 23 agosto, con Anna Goryachova e Simone Alberghini diretti da Andrea Molino); e per Rossinimania, il 15 agosto, gli Italian Harmonists. Infine, a celebrazione della ricorrenza della quarantesima edizione del ROF, il 21 agosto, si terrà alla Vitrifrigo Arena il Gala ROF XL, diretto da Carlo Rizzi alla testa dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Ventidio Basso. Ricco il parterre di protagonisti: Nicola Alaimo, Paolo Bordogna, Lawrence Brownlee, Juan Diego Flórez, Ruzil Gatin, Alessandro Luciano, Mirco Palazzi, Michele Pertusi, Sergey Romanovsky, Franco Vassallo, Valeria Girardello, Anna Goryachova, Angela Meade e Claudia Muschio.  l’immagine è tratta da ‘Demetrio e Polibio’ regia di Davide...

Porgy and Bess – Prova generale del 30 giugno 2019

Porgy and Bess – Prova generale del 30 giugno 2019
In una afosa giornata di luglio, quasi in simbiosi percettiva, ho scelto Porgy & Bess: una calda, anzi rovente storia di ribellione, uccisioni e polvere d’angelo tra gli usi e costumi dei discendenti degli schiavi delle piantagioni di cotone, narrati dalla stupenda musica di Gershwin.     Porgy and Bess – Prova generale del 30 giugno 2019di George Gershwin, DuBose e Dorothy Heyward, Ira Gershwin   New York Harlem Theatre℠ Produzione William Barkhymer direttore artistico e musicale Baayork Lee regia Michael Scott scene Reinhard Traub luci Christina Giannini costumi Richard Cordova direttore d’orchestra associato e maestro del coro Dan Saunders assistente del direttore d’orchestra Orchestra del Teatro Regio Solisti e Coro del New York Harlem Theatre℠ Musica di George Gershwin Libretto di DuBose e Dorothy Heyward e Ira Gershwin Prima rappresentazione assoluta: Boston, Colonial Theatre, 01/01/1935   Si spengono le luci, arriva William Barkhymer il direttore artistico e musicale e come per incanto è subito ritmo…e che ritmo! Dalle trasparenze del sipario in un preciso gioco di luci affiorano i personaggi che iniziano a danzare e poi altri a far ‘girare i dadi’ in un turbinio di sound ricercato ed evoluto che descrive la vita a Catfish Row, bolla spaziale di micro mondo. La prima song  è cantata da Clara la moglie del pescatore Jake, la quale cullando tra le braccia il bimbo, intona la celebre ninna nanna Summertime! La storia è quella dello storpio Porgy che innamorato della donna più bella e ‘disinvolta’ del villaggio, ovvero Bess riesce finalmente ad averla come ‘sua donna’ dopo che questa è stata abbandonata da Crown, fuggito dopo aver ucciso Robbins; da qui un evolversi di situazioni tra polvere d’angelo, ritrovamenti ed innamoramenti, pesche fortunate e picnic, fino a quando Porgy, rilasciato dalla polizia, si mette in viaggio alla ricerca dell’amata Bess fuggita con Sporting Life nella fantasmagorica  New York. Una dettagliata descrizione della messa in scena richiederebbe troppe parole, quindi mi limito ad alcuni spunti: interessantissimo il clima e la preghiera quasi esoterica per invocare la guarigione di Bess, cosi come i duetti sono di splendore musicale e raffinata ricercatezza. Gli insieme con il coro sono di un livello altissimo e vengono esaltati da carica interpretativa non comune  con la contestualizzazione dei costumi, una bella scenografia e luci ben disegnate. La direzione è di grande qualità e tenendo il giusto volume dell’orchestra, fa si che questa non sovrasti mai il canto espresso con forti momenti di passionale liricità. Alvy Powell esprime il personaggio di Porgy con veemente passione carica dei toni scuri del bass-baritone che coinvolgono emotivamente; Bess ha diversi volti: da quello della carnalità a quello di donna buona e forse anche innamorata, per poi rifugiarsi nella cocaina: Morenike Fadayomi è bel soprano dai toni lirici che incanta con il suo Summertime. Sporting Life  è interpretato da Chauncey Packer con voce tenorile buona e ben governata anche nelle situazioni vocalmente   ispide. Mary-yan Pringle sovrasta per colore e vigore dando al suo personaggio Serena una impronta indelebile, così come Marjorie Wharton rende la corpulenta Maria con un caricaturalità  eccelente e con interpretazione da manuale !   Sinceramente uno spettacolo di grande qualità in ogni suo aspetto, con un plauso ai solisti ed al coro per canto, danza e movimento scenico e coreografico! Una globale cifra stilistica viene espressa attraverso codici espressivi di intensità. Il 1 gennaio del 1935 al Colonial Theater di Boston andava in scena la prima rappresentazione assoluta di questo capolavoro e viene da pensare che dall’America all’Europa il periodo era uno dei più fervidi e produttivi; il pensiero in automatico...

CONCERTI D’ESTATE- Teatro ai Colli –Padova – Prova generale 26 giugno 2019

CONCERTI D’ESTATE- Teatro ai Colli –Padova – Prova generale 26 giugno 2019
La vacanza termale ogni volta incontra un avvenimento degno di interesse ed anche questa volta, ecco che da un post di Laura Polverelli, mezzosoprano italiano affermato nel mondo, vengo a sapere di un concerto dell’Orchestra di Padova e del Veneto; valutate le opportunità scelgo la prova generale, certamente entusiasmante, partecipativa e divertente come tutte le prove! L’occasione è per me tre volte ghiotta: potrò incontrare Marco Bertona, mio concittadino e, vanto nostro, primo corno dell’orchestra,  Laura Polverelli amica da tempo ed ascoltare musica meravigliosa….. LES NUITS D’ĖTĖ  –  Hector Berlioz op.7 (1803 -1869 L’ITALIANA – Sinfonia n. 4 in la maggiore op 90  – Felix Mendelssohn –Bartholdy  (1809 – 1847) Nel mio peregrinare musicale non avevo mai incrociato l’eclettico direttore Luigi Piovano, che conquista sia nella iniziale guida all’ascolto, che poi per la cura direzionale. Introduce la Sinfonia di Mendelssohn (con un variazione di sequenza rispetto al concerto serale a villa Zuckerman a Padova), raccontando che la versione eseguita sarà quella del 1834, ovvero una riscrittura, in quanto l’autore, in quel momento non aveva a disposizione la scrittura originale: il direttore annuncia la gioia e la luminosa solarità che la sinfonia contiene e subito con gesto ampio e di grande comunicazione, attacca con sicurezza ed attenzione, creando immediatamente l’atmosfera appena descritta e  suggellata dagli archi sognanti e narrativi. La direzione di Piovano insieme agli artisti dell’orchestra esaltano la bellezza della scrittura e scavando, trasmettono l’emozione vissuta e  che vado a raccontare. La nota composizione è davvero ariosa e l’Allegro vivace iniziale rimanda tutta  la vivacità e tempra mediterranea in tutte le sue sfumature evocando luminose suggestioni musicali. I violoncelli, all’ andante con moto, scandiscono il tempo all’interno dei vibranti violini, sottolineati dai contrabbassi  al richiamo dei fiati e dei legni volti ad una maestosità raffinata che giunge a conclusione con un misurato pizzicato dei violoncelli. Segue con moto moderato  e l’entusiasmo si affievolisce lasciando spazio alla riflessione che pur si proietta nel paesaggio assaporato durante il viaggio italiano del compositore,  riflettendo forse la musicalità anche operistica dei nostri migliori maestri dell’800. Dopo l’afflato conclusivo si parte con il quarto movimento Saltarello presto e subito il vigore e la velocità si impongono d’imperio fino alla celebrazione. La seconda parte prevede l’intervento del noto mezzosoprano Laura Polverelli a cantare brani composti da Berlioz una decina di anni dopo l’Italiana di Mendelsshon e rispecchia tutte altre emozioni. In Villanelle,  Polverelli esprime timbro interessante in una interpretazione di tutto rispetto e  con escursus  agile di gran effetto per la vivacità descrittiva.  Segue Le spectre de la rose ed il mezzosoprano diventa intima e raccolta esprimendo colorazioni scure che lasciano però trasparire il sorriso soddisfatto anche negli acuti ben modulati; Sur les lagunes  viene interpretata con liricità  che diventa pura poesia invocante con un finale emozionante. In Absence l’intesa con il maestro diventa palpabile e la sicurezza espressa è coinvolgente: un dolce racconto passionale con accenti vigorosi per un affresco di sentimenti.  Au cimitière  contiene lunghe frasi dai toni bassi che impongono una salda tecnica espressiva di dolcezza ed accettazione. L’Ile inconnue  è un brano arioso e vivace in cui le capacità vocali si levano nel divertissement interpretativo di un gioioso racconto. A fine prova il maestro Piovano prepara la sorpresa finale fuori programma, che mi permetto di raccontare in quanto questo commento viene pubblicato dopo il concerto serale. Il brano scelto è angosciante e l’orchestra in simbiotica interpretazione con la cantante  realizzano il racconto accorato del momento in cui Didone ha ingerito la...