VIENTO Y TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021”

VIENTO  Y  TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021”
Non par vero di poter riprendere a vivere la musica, il teatro e la bellezza della cultura vissuta dal vivo e non attraverso un freddo video. Il coraggio e l’impegno attento han fatto si che la prima serata dello Stresa Festival Jazz abbia potuto dare la speranza di un nuovo inizio!   VIENTO Y TIEMPO – “Il Maggiore Verbania 15 luglio 2021” Gonzalo Rubalcaba & Aymée Nuviola Band Aymée Nuviola, voceGonzalo Rubalcaba, pianoforteCristobal Verdecia, bassoHilario Bell, batteria“Majito” Aguilera, percussioniYunior Arronte, saxLourdes Nuviola, coristaAlfredo Lugo, corista Note dallo Stresa Festiva 2021: “Due madri che portano i figli a studiare pianoforte, un’insegnante di nome Silvia e l’ingenua passione per la musica di due bambini. Gli anni trascorrono da quando Gonzalo Rubalcaba e Aymée Nuviola giocavano sulle scale dell’edificio del Conservatorio. Nel frattempo la voce calda di Aymée si è sparsa sui mari e nei cieli, ha vinto un Grammy (2019) e un Latin Grammy ed è diventata un’artista internazionale. Così come per Gonzalo Rubalcaba, due Grammy e due Latin Grammy vinti, uno dei pianisti più acclamati nel panorama mondiale. Oggi si sono ritrovati, non per condividere le lezioni di piano con la maestra Silvia, ma per dare vita al progetto Viento y Tiempo. “ Ritmo, ritmo e poi ancora ritmo! Ecco la sintesi dello spettacolo che ha segnato il reinizio dello Stresa Festival nella sua 60ma edizione. Indubbia la descrittività delle atmosfere sudamericane che la Band ed i solisti hanno saputo ricreare in un variopinto scenario musicale ricco di sentimenti e sensazioni! La Musica di questa sera è libertà e liberazione, disegnate con l’allegria ed i sorrisi di Aymée mentre cantando e danzando, invita il pubblico ad alzarsi in piedi, cantare e ballare con lei ed il suo gruppo. Gli applausi a scena aperta ed i fischi ed urla di approvazione hanno sottolineato l’allegria che hanno saputo trasmettere, senza tralasciare gli apprezzati virtuosismi pianistici di Rubalcaba o le timbricità particolari di Aymée che han fatto godere anche delle note melanconiche che talvolta affiorano nelle melodie caraibiche pur connotate per tradizione da allegria carnascialesca. Infatti in mezzo a tanta gioia …ecco che poi affiora la melanconica vena, tipica di chi è visto e sempre immaginato in incontenibile divertimento. Cultura è anche questo: allegria e spensieratezza servite sul vassoio della professionalità con sapiente cura e dosaggio dello spettacolo. La Musica vince sempre . Renzo...

STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020

STABAT MATER- Coccia/Arengo del Broletto Novara – 23 ottobre 2020
L’opera, la realizzazione artistica al tempo del coronavirus:  questo incipit è tratto dalle note di regia del regista Renato Bonajuto: “…l’Uomo e la Donna ritroveranno loro stessi e la loro reale essenza. E questo è quello che davvero spero possa succedere ad ogni essere umano, una volta finita, perché finirà, questa terribile esperienza che ci ha coinvolto e che forse non è stata vana. Riscoprire la verità della propria anima attraverso l’espressione e l’incanto dell’espressione artistica. Perché la Bellezza, per chi la sa guardare, ascoltare, assorbire, è salvifica.  STABAT MATER Giovanni Battista Pergolesi (Opera da camera) direzione musicale Matteo Beltrami direttore dell’esecuzione Matteo Beltrami, allievi del corso di direzione d’orchestra dell’Accademia AMO regia Renato Bonajuto coreografie Giuliano De Luca orchestra I Virtuosi Italiani  solisti Aurora Faggioli/Mariam Battistelli  danzatori Francesco Alfieri, Rocco Ascia, Alice Bellora, Emanuele Cappelli, Arianna Lenti, Alessio Urzetta impianto scenico e costumi Danilo Coppola luci Ivan Pastrovicchio produzione Fondazione Teatro Coccia   Lo Stabat Mater è Opera sacra commissionata a Pergolesi dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei dolori di San Luigi al Palazzo e questa non è incongruenza, infatti anni prima la stessa confraternita ne aveva commissionato una versione, altrettanto celebre, a Scarlatti. Pergolesi rimase fedele alla struttura di Scarlatti e mantenne la strumentazione e le sole due voci soliste, differenziandosi però per  concisione e compattezza. Insolita è l’idea di uscire dalla forma concertistica ed invece farne una vera e propria rappresentazione seppur improntata alla  lentezza del movimento per raggiungere la staticità. L’ispirazione del regista Renato Bonajuto  affonda nelle pitture delle zone del Piemonte, per raggiungere poi Caravaggio ed i suoi coevi: ogni quadro musicale incontra la ricreazione di un quadro vivente dove i danzatori si spogliano tra un quadro e l’altro per ricoprire poi la nudità con i panni del personaggio successivo. Realizzazione di forte impatto e di costante suggestione, quindi un plauso oltre che a Bonajuto anche a Giuliano De Luca per le coreografie ed ai danzatori coinvolti. Venendo alla musica è certamente sempre toccante ed i Virtuosi Italiani dimostrano di essere un insieme affiatato ed esperto nel genere, riuscendo a trasmettere la commozione inevitabile. La direzione del Maestro Matteo Beltrami è ancora una volta attenta, puntuale e misurata, infondendo equilibrio e partecipazione. Le voci sono importanti non per nulla sono entrambe abitualmente ospiti dei grandi teatri d’Europa.  Vestite come  Vergini barocche stanno ai lati della scena, realizzata  da Danilo Coppola come i costumi ed  illuminata con sapienza da Ivan Pastrovicchio. Il mezzosoprano Aurora Faggioli esprime un bel colore scuro e tono caldo e pieno che ben tocca le corde dell’emotività, mentre Miriam Battistelli espone una voce limpida e vivida di colori illuminati che esalta la musicalità dell’insieme. Realizzazione davvero toccante! La Musica vince sempre Renzo...

Sonar in ottava

Sonar in ottava
Stresa Festival 4 settembre 2020 Questa sera ascoltando due grandi del panorama musicale internazionale mi è sopraggiunta l’immagine di qualche anno fa, quando in una chiesa di Milano per un concerto di musiche di Bach, una signora poco distante da me, all’intervallo disse ad un amico: dopo Bach il nulla…   Sonar in ottava Stresa Festival 4 settembre 2020   Giuliano Carmignola, violinoMario Brunello, violoncello piccoloAccademia dell’AnnunciataRiccardo Doni, cembalo e direzione VIVALDI, Concerto in do magg. RV 116 per archi e b.c.J.S. BACH, Concerto in do min. BWV 1060 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)A. VIVALDI, Sinfonia in re magg. RV 125 (ricostruzione di Olivier Fauré per archi e bc); Concerto in mi b magg. RV 515 per violino e violoncello piccoloJ.S. BACH, Concerto in re min. BWV 1043 (versione per violino, violoncello piccolo, archi e bc)J.G. GOLDBERG, Sonata in do min. per archi e bcA. VIVALDI, Concerto in do magg. RV 508 per violino, violoncello piccolo, archi e bc Questo concerto rientra nell’area tematica Bach, nostro contemporaneo. Il binomio di raffinata riuscita, Brunello – Carmignola ha  prodotto un concerto di grande interesse: in dialogo i due strumenti si sono cimentati in quello che è anche un progetto discografico, con i grandi del settecento, primo fra tutti Bach. Da non musicista non vado ad inerpicarmi a considerare i mastellati, i vibrati o i delicati pizzicati, ma mi limito ad accettare quanto di bello è arrivato al mio spirito. Mario Brunello e Giuliano Carmignola non hanno certo necessità di presentazioni e neppure per gli spettatori dello Stresa Festival che li ha già apprezzati in altre occasioni. L’Accademia dell’Annunciata, orchestra prevalentemente giovane è diretta dall’attento Riccardo Doni, anche al clavicembalo. La Musica vince sempre Renzo...

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020

Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020
Un “vero” Festival deve anche commissionare delle scritture, proporre prime esecuzioni assolute e lo Stresa Festival, questo lo fa, come stasera con Opus 111 Opus 111 Stresa Festival – 2 settembre 2020 Aka Moon Fabrizio Cassol, composizione, saxMichel Hatzigeorgiou, bassoStéphane Galland, batteriaFredy Massamba, voceFabian Fiorini, pianoforteJoão Barradas, fisarmonica Opus 111Prima esecuzione assoluta Questo concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Le prime note sono accordi ispirati eseguiti al pianoforte e l’ascolto fa presagire l’apparizione di Beethoven, ma il ritmo ed il jazz prendono il sopravvento e l’autore di Bonn viene, a parer mio, solo successivamente evocato da qualche nota al pianoforte. La narrazione racconta di una scrittrice che si trova sola in Africa, dopo la sparizione del marito. Lei trova conforto nella lettura dell’epistolario di Beethoven e nell’ascolto per radio delle notizie afferenti la scomparsa del marito. AKA MOON è una formazione interessante e propone sonorità che si fondono su una tavolozza di colori, frutto di studio e ricerca. Massamba ha una voce noir, che improvvisamente accende toni acuti e molto acuti. La scrittura è molto narrativa ed a parte la molta presenza del sax, gli altri strumenti hanno la giusta evidenza senza prevaricazioni e nemmeno la batteria è invasiva. Interessante la fisarmonica classica e quella acustica in duetto armonioso con il basso. La Musica vince sempre. Renzo...

Double face per Carmen

Double face per Carmen
Stresa Festival 30 agosto 2020 Da qualche anno allo Stresa Festival in cartellone  si evidenzia la proiezione di un film muto con colonna sonora dal vivo. L’esperimento è ormai collaudato e di anno in anno la proposta è sempre più avvincente. Quest’anno si parla di Carmen la sigaraia e la scelta è risultata davvero eccezionale per cultura e divertimento.   Double face per Carmen Stresa Festival 30 agosto 2020 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe VerdiJosé Antonio Montaño, direttore Proiezione dei film muti con esecuzione dal vivo della colonna sonoraCarmen (1915), regia di C.B. DeMille – Adattamento di temi della Carmen di Bizet realizzato da T. BrockA Burlesque on Carmen (1915), regia di C. Chaplin – Musiche originali di T. Brock   Partner anche di Enrico Caruso, il soprano Geraldine Farrar interpreta il ruolo di Carmen la zingara sigaraia nel film del 1915 diretto da Cecil B.De Mille, proiettato questa sera al Palacongressi di Stresa nell’ambito dello Stresa Festival e per seguire la tradizione che ogni anno prevede una iniziativa del genere. La Farra, considerati i mezzi di ripresa nel 1915 è davvero espressiva e convincente e la regia è davvero mirabile: i contrabbandieri giungono dal mare, poi l’accampamento in montagna, la danza da Pastia, il duello Don José con Moralès, l’ingresso in Siviglia, la fine, praticamente tutta la vicenda di Prosper Mérimée. La seconda parte della serata prevede A Burlesque on Carmen di Charles Chaplin  che, ovvio  a dirsi è stato divertentissimo in ogni parte con Chaplin nel ruolo di capo delle guardie che lotta comicamente con Moralès, inciampa mentre cammina, poi l’ingresso a Siviglia di Carmen con Escamillo su un carretto sgangherato trainato da un ronzino e da un somaro fino al finale tragicomico che rivela alla macchina da presa il pugnale retrattile e quindi con i protagonisti ridesti, come nelle migliori finzioni cinematografiche. Le musiche nel film di De Mille sono di Hugo Riesenfeld che ha adattato le originali di Bizet con un esito straordinariamente efficace. Quelle per il film di Chaplin sono l’arrangiamento di Timothy Brock che ha realizzato la parodia dell’originale senza rendere troppo comica la musica, lasciando la comicità all’orchestrazione d’epoca, come scrive lo stesso Brock. Il direttore d’orchestra è José Montano già noto agli spettatori di Stresa festival che anche nel 2019 lo ha visto alla direzione dal vivo della colonna sonora alla  Proiezione del film La caduta della casa Usher di Jean Epstein (1928) con Musiche di José Maria Verdú, eseguite in prima assoluta su commissione Stresa Festival. José Montano alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano G:Verdi, ha un bel gesto attendo e misurato che produce l’effetto di una sincronizzazione tra proiezione e musica di buon interesse e crea una atmosfera di  coinvolgimento. La Musica vince sempre. Renzo...