I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021

I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021
Evoluzione è la parola d’ordine del concerto di questa sera, che apre le porte a nuove frontiere della Musica, infatti oltre al Jazz ed al Rock allo Stresa festival approda il Rap, anche se in una veste colta e di ricerca! I Solisti Aquilani con Daniele Orlando, Capone & BungtBangt Il Maggiore Verbania -28 agosto 2021 Venezia 1700 – Napoli 2000A. VIVALDI, Le Quattro stagioni Dalle note dello Stresa Festival: I primi quattro concerti de Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione op. 8 di Antonio Vivaldi sono noti come le Quattro Stagioni e la loro notorietà li ha resi tra i più frequentati dell’intero repertorio classico di tutti i tempi. L’impostazione comune di questi celebri lavori vede dialogare il violino solista con l’ensemble di archi e il basso continuo, e rappresenta il classico concerto a programma, dove la parte descrittiva risulta sia dalla scrittura musicale che dai sonetti che accompagnano ognuno dei tre tempi di ogni concerto. Questa sera il Festival propone una doppia esecuzione delle Quattro Stagioni, ponendo a confronto la versione vivaldiana del 1725, affidata aI Solisti Aquilani diretti dal violino di spalla Daniele Orlando, con quella del gruppo Capone & BungtBangt, una «band nata dalla nobile idea del riciclo creativo, accompagnata da un amore viscerale per la musica e la natura» e che si esibisce con strumenti auto costruiti con materiali di riciclo. Un affascinante e spumeggiante dialogo tra la Venezia del Settecento e la Napoli del XXI secolo! Recensione emozionale: Esordisce Mario Brunello, direttore artistico del Festival, spiegando cosa succederà sul palco del Maggiore a Verbania: succederà che si sentiranno le celebri Quattro stagioni di Vivaldi eseguite con un respiro diverso e che saranno accostate, stagione per stagione, dalla contemporaneità in tutti i sensi! La rivisitazione delle quattro stagioni vivaldiane tende ad una lettura contemporanea in riferimento sia ai sonetti che all’ispirazione musicale; ai tempi di Vivaldi si elogiava la natura, il profumo dei fiori e se ne contemplava la bellezza. La realtà di oggi è ben diversa da 300 anni fa! Siamo contornati da un mondo da proteggere e salvare, quindi l’esecuzione musicale richiede una lettura più consapevole ed i Solisti Aquilani egregiamente fanno questo. In buona sostanza il concerto può essere definito Green, Eco, anche perché oltre al taglio interpretativo delle stagioni di Vivaldi, gli stessi periodi climatici vengono riproposti da Capone & BungtBangt con strumenti ricreati con il recupero ed il riciclo: piatti, bastoni, scopa che diviene elettrica, bidoni di plastica, da cui in fantasmagorica performance vengono tratte sonorità nuove, che accompagnate dal canto si immergono nel moderno assoluto in un campo dove il rock incontra il rap. Solo per esemplificazione Capone spiega che per simboleggiare l’estate si suonerà una piccola arpa ricavata dalla scatola del gelato !!!! Unico piccolo neo sono gli interventi di parola troppo dilungati e l’eccessiva preponderanza della Band sui Solisti Aquilani! In ogni caso si può dire che: La Musica vince sempre. Renzo...

Mario Brunello, La Filarmonica della Scala e Gianadrea Noseda a Palazzo Congressi Stresa il 27 agosto 2021

Mario Brunello, La Filarmonica della Scala e Gianadrea Noseda a Palazzo Congressi Stresa il 27 agosto 2021
Nell’incantevole paesaggio mozzafiato che si gode dal giardino Alpinia, all’Alpino di Stresa, alle ore 11 del soleggiato mattino, Giovanni Bietti racconta il concerto di Brunello, Filarmonica della Scala e Noseda! Bietti parla della ciclicità della forma concertistica, del gigante Beethoven che cammina alle spalle dei compositori ottocentesci intimorendoli, dei chiari riferimenti alla 5° di Beethoven nella composizione di Brahms stasera proposta e brillanti aneddoti sul vino e gusto dello stesso abbinati alla figura di Brahms. Del concerto di Saint Saens cita la brevità e l’intensità al tempo stesso dove i tre movimenti vengono eseguito senza soluzione di continuità, collegati insieme dalla stessa frase, leit motiv. Mario Brunello, Filarmonica della Scala e Gianandrea Noseda Palazzo Congressi Stresa 27 agosto 2021 C. SAINT-SAËNS, Concerto per violoncello n. 1 in la min. op. 33J. BRAHMS, Sinfonia n. 1 in do min. op. 68 Dalle note dallo Stresa Festival: Il 27 agosto del 1962 l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Nino Sanzogno, inaugurava la prima edizione delle Settimane Musicali di Stresa. Quest’anno Gianandrea Noseda, dopo venti indimenticabili anni come direttore artistico del Festival, dirigerà nello stesso 27 agosto la Filarmonica della Scala nella Prima Sinfonia di Johannes Brahms, proprio come accadeva sessanta edizioni fa, passando simbolicamente il testimone al nuovo direttore artistico, Mario Brunello , violoncello solista nel Concerto n. 1 di Camille Saint-Saëns. Due grandi interpreti e un’orchestra di riferimento assoluto attendono il pubblico in una serata celebrativa che si annuncia tra le “imperdibili” del panorama concertistico italiano 2021, con un programma che propone due capolavori della seconda metà dell’Ottocento. Il 27 agosto 2021, è la data che rinnova il ricordo e che suggella il passaggio di consegne tra Gianandrea Noseda direttore artistico per 20 anni e Mario Brunello neo direttore. Il passaggio di consegne è stato simboleggiato dal trasferimento della bacchetta direzionale da Brunello a Noseda e l’archetto del violoncello da Noseda a Brunello, gesto che ha commosso gli amici ed affezionati seguaci dello Stresa Festival. Il concerto n. 1 di Saint Saens viene recitato dal violencello di Brunello con avvolgente voce calda e narrativa; si! Il violencello inizia a raccontare…raccontare…raccontare! Il ricorrente leit motiv che lega i movimenti affiora e riappare a soddisfare l’attesa dell’ascolto in un magico momento. Generosamente Brunello offre due bis di cui il primo è un brano di Sollima che incontreremo a Verbania la settimana prossima ed il secondo una proposta armena con una corda libera e pizzicata. ‘Aimez vous Brhams?’ è il titolo di un capolavoro della cinematografia del ‘900 a cui possiamo dare ineffabile risposta positiva! E come non amare Brahms con la sua integrità, il suo rigore storico e rispetto della tradizione? Nelle mani poi della magnifica Filarmonica della Scala, la Sinfonia n. 1 diventa monumentale e la maestosa direzione di Noseda la eleva ai più sontuosi altari musicali. Il Maestro ha sempre un bel gesto ampio e di chiara lettura in sintonia con gli orchestrali: stregato letteralmente dalla musica raffinatamente estrae luci e bagliori con sottolineature delicate ma evidenti di quello che l’ascoltatore attende di sentire ed ecco che il chiaro riferimento alll’Inno alla Gioia beethoveniano affiora e si palesa senza timori e pudori. Lieti di poter vivere certi momenti e grati di saperli apprezzare! La Musica vince sempre. Renzo...

Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021

Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021
l racconto del concerto a cura di Giovanni Bietti Giovanni Bietti è compositore, pianista e musicologo nonché uno dei più accreditati divulgatori italiani di musica. È collaboratore esterno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e ha insegnato Composizione presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania ed Etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Urbino. Tiene regolarmente conferenze presso molti dei più prestigiosi Enti italiani. È il curatore delle Lezioni di Musica di Rai-Radiotre, e dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma.  Bietti è un vero affabulatore ricco di contenuti che spazia dalla storia all’arte nel corso della sua esposizione e mentre inquadra i tempi e percorsi musicali del concerto a venire ! Fazil Say palazzo Congressi 26 agosto 2021 RANÇOIS COUPERIN, 21° Ordre dal Quarto Libro di Pieces de ClavecinCLAUDE DEBUSSY, Suite BergamasqueMAURICE RAVEL, Miroirs op. 43ERIK SATIE, Trois Gnossiennes, per pianoforte Dalle note dello Stresa Festival: Quattro compositori francesi saranno questa sera proposti in alternanza: Satie, Couperin, Debussy e Ravel. Settecento e Novecento a confronto quindi, la cui contrapposizione serve a mettere in luce il gusto e la capacità interpretativa dell’esecutore. Se i due eminenti protagonisti del barocco francese esprimono con la loro scrittura la quintessenza dei lavori dell’epoca per tastiera, così Debussy e Ravel brillano nella scena musicale internazionale grazie alle innovazioni armoniche e formali introdotte all’alba del XX secolo. Le due composizioni in programma, entrambe terminate nel 1905, sono emblematiche di un nuovo linguaggio compositivo, nel quale il pianoforte è strumento privilegiato. Fazil Say è unanimemente considerato un pianista di riferimento: artista originale e compositore di pregevoli lavori dedicati al suo strumento d’elezione, è una delle personalità più autorevoli dell’odierno panorama internazionale. Recensione emozionale: Musica francese attraverso i secoli che arriva a noi con l’interpretazione scenografica di Fazil Say al pianoforte il quale sa amplificare la fluidità di Debussy ed anche di Ravel con il senso del gocciolare dell’acqua con voce suadente e gestualità narrativa. La forte carica emotiva ed emozionale di Fazil Say propone frasi musicali con una “recitazione” poetica di forte impatto e certamente non comune. Per alcuni, l’ampia e vistosa gestualità può considerarsi fuori luogo, ma per chi la musica la vive semplicemente come emozione, l’insieme risulta avvolgente. L’ossessività di Ravel è proposta con forte insistenza e la ripetizione diventa tema imperioso, con acrobazie di tecnica interpretativa. Satie inserito come cambio di programma al posto di Rameau pur nell’essenzialità viene proposto come poesia comunicativa. La Musica vince sempre Renzo...

Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021

Mariangela Vacatello, Alessandro Taverna e Habanera Teatro -Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival: TEATRO DI BURATTINIL’omaggio del Festival a Igor Stravinskij si concretizza questa sera proponendo uno dei suoi lavori più noti, Petrouchka, nella versione dell’autore per pianoforte a 4 mani. Protagonisti i pianisti Mariangela Vacatello e Alessandro Taverna con Habanera Teatro che realizza uno spettacolo di teatro di figura per pupazzi, marionette a bacchetta e burattini in gommapiuma, ombre e attore, raccontando la storia di un grande personaggio della tradizione russa che Igor Stravinskij ha contribuito a immortalare. Lo spettacolo è interamente guidato dalla musica, ma rispetta i canoni della migliore tradizione dei burattini, dove il pubblico individua immediatamente i ruoli dei personaggi e parteggia per loro; così sullo sfondo della storia d’amore si muovono la Ballerina, il Moro, il Burattinaio, il Carnevale e, naturalmente, Petrouchka. Un amore impossibile e una fine imprevista per un personaggio e una musica eterni. Il programma della serata si completa con il Quinto Brandeburghese di Bach trascritto da Max Reger per pianoforte a 4 mani. Mariangela Vacate llo, Alessandro Taverna e Habanera Teatro Palazzo Congressi Stresa 25 agosto 2021 J.S. BACH / M. REGER, Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050 (trascrizione per pianoforte a quattro mani)I. STRAVINSKIJ, Petrouchk Recensione emozionale: I due giovani pianisti, già ben conosciuti nel panorama musicale, manifestano fin dai primi tocchi delle belle sonorità e fanno apprezzare la trascrizione di Reger del 5° brandeburghese con equilibrio e ricercate precisioni; ad un tratto per il cambio di tempo si ha l’impressione di godere di un house concert. E’ indiscutibile l’affiatamento che si palesa e che si percepisce all’ascolto. Con Petrouchka i virtuosismi e le ecletticità la fanno da padrone ed il concerto è molto ben fruibile. Ad ampliare la portata della proposta sul palco il teatro dei burattini di Habanera che inizia con proiezioni di forme colorate che danzano al tempo di Stravinskij, poi ecco degli alberi sfrondati che a gruppetti di tre si alzano e abbassano rtimicamente come le figure dei personaggi della favola russa. La giorstrina dei cavalli e una mini ruota panoramica, insieme al teatrino completano la scena dove appaiono alternativamente i burattini o i mimi; alcuni giochi con i nastri o l’apparizione della morte con la falce, piuttosto che una cascata di coriandoli, rappresentano i vari momenti della narrazione. Personalmente avrei apprezzato maggior sobrietà o addirittura un eccesso carnevalesco che forse avrebbe ancor più sottolineato la bella interpretazione pianistica. La Musica vince sempre. Renzo...

Vision String Quartet – Isola Madre Lago Maggiore 24 agosto 2021

Vision String Quartet – Isola Madre Lago Maggiore 24 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival: Nella splendida cornice della Loggia del Cashmere dell’Isola Madre si esibisce il Visio String Quartet con un programma dedicato a Schumann e Ravel. Del compositore tedesco si ascolterà il Quartetto in la maggiore op. 41 n. 3 scritto nel 1842, un anno dedicato soprattutto alla musica da camera. Riprendendo le concezioni formali dei suoi illustri predecessori – Mozart, Haydn, Beethoven – Robert Schumann dà vita a un’opera ricca di originalità che ben rappresenta i suoi inconfondibili tratti personali. Maurice Ravel ha composto un unico quartetto per archi, nel 1904, considerato un capolavoro dell’intero repertorio per questo organico. Prima opera pienamente matura del compositore francese, il Quartetto in fa maggiore rappresenta un felice esempio di coesione e di unità formale. Il Vision String Quartet, costituitosi nel 2012 e residente a Berlino, è tra i protagonisti della nuova generazione quartettistica raggiungendo in poco tempo una reputazione planetaria.Un concerto imperdibile, tra i più entusiasmanti del Festival. Vision String Quartet Jakob Encke, violinoDaniel Stoll, violinoSander Stuart, viola Leonard Disselhorst, violoncello R. SCHUMANN, Quartetto per archi n.3 in la magg. op. 41M. RAVEL, Quartetto per archi in fa magg. Recensione emozionale: Nonostante la giovane età i componenti del quartetto rivelano grande padronanza dello strumento, validità interpretativa che fa sgorgare effluvi di rarefatte situazioni emotive che avvolgono l’ascoltatore. Molto bene in Schumann, ma in Ravel espongono ancor più la loro freschezza vigorosa che sprigiona poesia emozionale grazie alla salda tecnica ed all’entusiasmo, mix realizzativo e vincente. In Ravel si sentono infatti gli impeti che volgono a sussurri che si spengono in un afflato, come i pizzicati e le altre tecniche che raggiugono livelli di fervore. Il bis concesso permette ai quattro musicisti di scatenarsi in una performance briosa: lasciati infatti gli archetti ed impugnati gli strumenti, li utilizzano a guisa di chitarra esplodendo in musica ritmica e aggregativa, come si può sa fare con il rock! La Musica vince sempre Renzo...

Ô-Celli – Isola Bella 22 agosto 2021

Ô-Celli – Isola Bella 22 agosto 2021
dalle note dello Stresa Festival 2021: Otto violoncellisti solisti, musicisti da camera e concertisti uniscono le loro energie e i loro sogni per inventare programmi originali e sorprendenti. Ô-Celli è un’avventura umana iniziata da Sébastien Walnier e Alexandre Beauvoir, che hanno raccolto intorno a loro violoncellisti solisti di orchestre o cameristi, che condividono la stessa passione per il loro strumento.Per festeggiare il loro 10° anniversario l’ensemble presenta un programma di musica americana, un paese che ben rappresenta un crogiolo di stili e influenze. I lavori di grandi artisti famosi si alternano nella serata: da George Gershwin alla compositrice Florence Price, la prima donna afroamericana a essere riconosciuta come compositrice e a essere eseguita da una orchestra di prestigio, da Aaron Copland a Leonard Bernstein. In questo programma trova posto anche il Belgio e la musica di Harold Noben, un compositore che segue Ô-Celli dall’inizio dell’attività e che ben conosce le peculiarità di questa particolare formazione. Ô-Celli – Isola Bella 22 agosto 2021 G. Gershwin, Ouverture da Porgy and BessF. Price, Ethiopia’s Shadow in AmericaH. Noben, American Wanders (The One about Paul/The one about Leny)A. Copland, RodeoL. Bernstein, West Side StoryA. Marquez, Danzón n. 2 Recensione emozionale: E la ninna nanna di Porgy and Bess si sprigiona dai celli in un’interpretazione intimistica e lirica per poi perdersi in variazioni a ritmo di un boogie woogie e poi ancora il sogno, l’attesa in atmosfera afroamericana. Il secondo brano racconta della lunga ombra dell’Africa che invade la terra americana e questo brano, come tutto il concerto americano è eseguito in onore del decimo compleanno della formazione e rimembra il sogno americano con black music for black people.Nei brani a seguire si palesano le tipiche melanconie frammiste a ribellione e guidate dal desiderio di affermazione e quasi sprigiona il celebre ‘I’ve a dream!’In un concerto di ‘classici’ non poteva mancare un brano del repertorio contemporaneo con battiti e vibrazioni, pizzicati che assurgono a voce solista per poi aprirsi in larghi molto ariosi, pronti a richiudersi in vortici tempestosi e sussurri accennati in eterea liricità.In West Side Story è scontato il riaffiorare delle immagini del celebre film, ma meno scontata è la sorpresa interpretativa degli otto celli che improvvisano giocando con il tema principe raggiungendo atmosfere da saloon in un vivace divertissement musicale.A cura di un brillante violoncellista, in un maccheronico italiano o in inglese vengono presentati i vari brani ed i singoli musicisti, provenienti dalle più acclamate orchestre europee.Tra i bis, in omaggio all’Italia che ha ospitato i celli offrono ‘la Strada’ di Nino Rota e la poesia pervade orecchi, occhi…cuore e sentimento!La Musica vince sempre.Renzo...

Kremerata Baltica & Gidon Kremer – 22 agosto 2021

Kremerata Baltica & Gidon Kremer – 22 agosto 2021
Questo concerto è decisamente segnato dai numeri: 100, 75 e 25 in una dinamica aritmetica impressionante: 100 gli anni dalla nascita di Piazzolla, 75 gli anni di Gidon Kremer e 25 quelli della Kremerata Baltica; in una sorta di fortunata cabala, ecco l’omaggio ad Astor Piazzolla. Kremerata Baltica & Gidon Kremer – 22 agosto 2021 Hommage à Astor Piazzolla ASTOR PIAZZOLLA, Tres minutos con la RealidadASTOR PIAZZOLLA/SOFIA GUBAIDULINA/ANDREI PUSHKAREV, Grand Tango, per violino e archiASTOR PIAZZOLLA, Cafe 1960, per violino e bandoneonPER ARNE GLORVIGEN, Tango Funèbre, per bandoneon e archiASTOR PIAZZOLLA/SVERRE INDRIS JONER/PER ARNE GLORVIGEN, Tristeza de un doble A, per bandoneon e archiASTOR PIAZZOLLA/ANDREI PUSHKAREV, Little Italy, per vibrafono soloASTOR PIAZZOLLA/JOSÉ BRAGATO, Vardarito, per violino e archiASTOR PIAZZOLLA/ANDREI PUSHKAREV, Celos, per violino, vibrafono e archi; Michelangelo ’70, per violino, vibrafono e archi Dalle note dello Stresa Festival 2021 Gidon Kremer e Astor Piazzolla: questa leggendaria combinazione di due tra i musicisti più influenti del 20° secolo è iniziata nel 1966 con la prima registrazione di Kremer della musica del maestro di tango argentino, che ha raggiunto vendite da classifica pop in molti paesi e ha innescato una passione per Piazzolla negli ambiti di musica classica. Da allora, Kremer e Kremerata Baltica hanno pubblicato altre sei registrazioni di Piazzolla e hanno compiuto tournée con la sua musica in tutto il mondo. Per celebrare il centenario di Piazzolla (e il 75° compleanno di Kremer e il 25° compleanno di Kremerata) Gidon Kremer e Kremerata Baltica ripropongono la sua musica nel corso del 2021. «Attraverso la sua musica puoi percepire un’esperienza che ti rende allo stesso tempo gioioso e triste. E in queste due parole, gioioso e triste, potrei anche dire che nella musica di Astor la sorprendente combinazione di due emozioni estreme si tengono insieme come nella musica di Franz Schubert. Conosco pochissimi compositori in cui puoi percepirlo in modo così appassionato». Recensione emozionale: Tres minutos con la Realidad è il primo brano eseguito e diretto dalla spalla senza la presenza di Gidon Kremer che giunge solo al Gran Tango che segue, dove emerge ineffabile il virtuosistico affiatamento tra direzione ed orchestra che segnerà tutta la sera il ritmo incalzante di tecnica salda. Ecco che appare anche il bandoneon di Per Arne Glorvigen ed insieme anche al violino di Kremer, gustiamo le emozioni ed il dialogo tra i due strumenti di Cafe 1960. La tecnica e le abilità al bandoneon si affermano d’imperio con il magnifico Tango funebre dove Glorvigen sbatte lo strumento sulle ginocchia per scandire il tempo marcatamente e l’orchestra pressante insiste sul tono, amplificandone l’effetto sonoro e creando atmosfere inquietanti con un marciare ossessivo: decisamente di forte impatto ! La tristezza insita nelle atmosfere di Piazzolla trovano spazi immateriali anche quando compare il suono del vibrafono suonato da Andrei Pushkarev con evidente passione creando suoni prolungati ed impalpabili da ricordare la liquidità della glassarmonica esprimendosi in una sorta di delicata e soffusa danza con qualche accento gioioso, che si dilata con Vardarito dalle atmosfere erotiche e pregnanti di sensualità dominante. Nei brani successivi non vengono risparmiate dissonanze imperiose e giocosità febbrili che lasciano il passo all’ultimo bis che offre un tango molto conosciuto e direi commerciale, ma interpretato con sapiente tocco sinfonico. La Musica vince sempre Renzo...

Orlando Consort – Sacro Monte di Ghiffa 20 agosto 2021

Orlando Consort – Sacro Monte di Ghiffa 20 agosto 2021
Dalle note dello Stresa Festival 2021 La rosa, il giglio e il mirtillo. Rappresentazioni musicali di giardini e orticulture del Medioevo e del RinascimentoMusiche di Machaut, Ciconia, Desprez, Agricola, Brumel, Gombert Il quartetto vocale Orlando Consort presenta un affascinante programma che illustra la popolarità della metafora floreale e vegetale dell’amore divino e terreno tra Medioevo e Rinascimento, utilizzata da molti dei più grandi compositori europei in un arco di 300 anni. L’ensemble canta testi poetici che contemplano giardini del piacere e di erbe aromatiche, orti, frutteti e frutti proibiti che si susseguono per attirare l’attenzione dell’ascoltatore. Un programma sapientemente progettato si sposta da mottetti e chansons francesi e inglesi del XIII secolo alle composizioni fiamminghe di inizio Cinquecento, con un doveroso omaggio ai 500 anni della scomparsa di Josquin. La cornice del Sacro Monte di Ghiffa, con la sua mirabile architettura e lo splendido paesaggio circostante, rende questo appuntamento tra i più suggestivi del Festival, mettendo felicemente in relazione la musica con l’arte e la natura. Orlando Consort – Sacro Monte di Ghiffa 20 agosto 2021 Orlando Consort Matthew Venner, altoMark Dobell, tenoreAngus Smith, tenoreDonald Greig, baritono Nel giardino che circonda le cappelle del Sacro Monte di Ghiffa Patrimonio dell’Umanitaà/Unesco, che riveste infatti caratteristiche uniche al mondo con un incredibile affaccio sul Lago Maggiore venerdì 20 agosto 2021 gli Orlando Consort hanno offerto un concerto vocale di assoluta bellezza impreziosendo rilucentemente il già fantasmagorico paesaggio. Il concerto parla di orti, di giardini e di fonti di ‘agua pura’, di amori segreti e pruriginosi nati tra le siepi del giardino, di allegri lavori nelle vigne e di vivaci bevute di vino che fanno arrossare il naso, di schermagli amorose che preludono all’amor scherzoso, ridente e birichino… Belli i testi in italiano volgare, in francese e latino dei brani proposti che parlano di racconti, preghiere, invocazioni, adulazioni e richieste d’amore, con ampi riflessi del pensiero medievale ‘ sicut lilium inter spinas, sic amica mea inter figlias’! Le voci sono perfettamente attagliate alle esigenze delle partiture proposte e si alternano con naturalezza ed armonia naturale! Un amalgma raffinato che crea un tutt’uno fatto di precisione, lettura interpretativa fedele ed esprime la gioia del canto. La Musica vince sempre. Renzo...

Stresa Festival 2021 serata inaugurale – Palazzo Congressi 19 agosto 2021

Stresa Festival 2021 serata inaugurale – Palazzo Congressi 19 agosto 2021
Stuttgarter Kammerorchester Nil Venditti e Marie-Ange Nguci I. STRAVINSKIJ, Danze concertantiL.V. BEETHOVEN, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 19S. PROKOF’EV, Sinfonia n. 1 “Classica” Dalle note dello Stresa Festival 2021 Concerto inaugurale Il programma della serata di apertura della seconda parte del Festival presenta tre composizioni che saranno gradite a un vasto pubblico. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Beethoven, scritto dall’autore non ancora trentenne, ha il sapore dello stile tardo settecentesco e risente delle influenze mozartiane, pur svelando l’alta qualità del suo stile inconfondibile che andrà ad affermarsi negli anni successivi. Due lavori novecenteschi mettono in risalto le qualità orchestrali della Orchestra da Camera di Stoccarda: la Sinfonia n. 1 “Classica” di Prokof’ev e le Danze concertanti di Stravinskij. La prima, composta nel 1917, armonizza con grande maestria tradizione e modernità, così come le Danze stravinskiane, datate 1942 e appartenenti al suo periodo neoclassico, sono costruite su una suite destinata a una orchestra da camera senza l’utilizzo di coreografie. A guidare la blasonata orchestra tedesca sarà la giovane italo-turca Nil Venditti, astro nascente della direzione d’orchestra, mentre al pianoforte si esibirà la sbalorditiva Marie-Ange Nguci, incredibile pianista franco-albanese di 23 anni. Recensione emozionale: Nil Venditti l’esuberante ed emergente direttrice Italo turca, sale sul podio, ma invece di dirigere descrive il concerto riccco di bellezza e con passioalità giovanile legge una poesia e ricorda al pubblico della Prima il dramma che in questo momento vive l’Afghanistan e soprattutto le donne afgane. Il concerto inizia e strabilia l’energi, la vivacità esuberante della direttrice che ha però un bellissimo rapporto energicamente confidenziale con l’Orchestra da Camera di Stoccarda che risponde puntualmente al gesto vigoroso della bacchetta di Nil che pur nell’ermetica esenzialità del brano trae son sofisticata leggerezza il romanticismo che sta insito nella scrittura che lascia trasparire sempre dei non ben celati passi di danza. Il mio ascolto ha individuato nel tempo di danza proprio il filo rosso di tutti i brani n programma. Dopo l’inizio appunto con Stravinsij ecco che arriva Beethoven con il concerto n.2 che richiede un rimpolpamento dell’organico orchestrale che vede al pianoforte l’abilissima Marie Ange Nguci pianista ranco albanese di soli 23, ma che a dispetto della giovane età dimostra fermezza ed abilità non comuni; tra trilli in acuto e vigore in grave sorprende per l’agile tocco. Il secondo movimento inizia molto ampio, anzi arioso ed il pianoforte si inserisce con rispetto pur essendo la voce recitante del brano e rimarca la modernità di Beethoven in un accostamento significativo con il brano precedente ed il seguente legati da grandi affinità descrittive. Quale bis viene offerto un brano di Ravel , molto liquido alla maniera di Debussy che inizia con il suono dello sciabordio dell’acqua e che pur intimistico splende di luminosità e la Nguci propone con tocco delicato, poetico e sicuro che sa far ascoltare le voci diverse della natura . Nil Venditti torna ad illustrare il terzo brano di Prokof’ev annunciando gli equilibri sonori e la precisione nella scrittura nota per nota per ogni strumento. Il ritmo è cadenzato come in un passo di danza, quasi un moderno minuetto o una marcia elegante trafitti da rapidi lampi di luci che squarciano improvvisamente l’atmosfera. Le emozioni forti emergono come lo spirito della madre Russia. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone...

Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021

Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021
Aleksandr Malofeev -Palacongressi Stresa 24 luglio 2021 N. MEDTNER, Melodie Dimenticate I op. 38S. RACHMANINOFF, Sonata per pianoforte n. 1 in re min. op. 28 Dalle note dello Stresa Festival: “Il protagonista del concerto del 24 luglio sarà il giovanissimo pianista Alexander Malofeev, classe 2001. Questo evento è il coronamento di un grande desiderio degli studenti e studentesse del Liceo Musicale “P. Gobetti” di Omegna. Il programma, intessuto ad hoc sulla tematica del viaggio e sulla poesia Itaca di K. Kavafis, sarà interamente russo: la Sonata per pianoforte n. 1 op. 28 di S. Rachmaninoff e la prima raccolta delle Melodie Dimenticate op. 38 di N. Medtner. Lasciandosi trasportare dal magnifico tocco di Malofeev nell’importante eredità del pianismo russo, il giovane musicista condurrà il pubblico nel viaggio burrascoso del celebre Rachmaninoff verso gli Stati Uniti durante lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre per infine approdare verso quei richiami tematici che caratterizzano la fitta trama dell’op. 38 di Medtner. Si compiranno viaggi verso mete inaspettate, scoprendo mondi ancora ignoti per farne tesoro di ogni piccola emozione, «fatto ormai savio», come dice la poesia, che il senso ultimo del viaggio risiede nel viaggio stesso.A cura dei ragazzi del liceo musicale P. Gobetti di Omegna.” Il Programma di questa sera è impegnativo e vede il giovanissimo pianista russo sicuro di sé e consapevole dell’interpretazione che offre con maturità davvero coscienziosa! La giovinezza dei 20 anni irradia di freschezza e vigore la dolcezza o la forza delle pagine che Malofeev ha portato a memoria, che ora guida le sue mani alla sicurezza delle variazioni e di agilità non comuni. Il tocco è graduato sull’intensità della scrittura e non cade mai di energia e di impulso. Il programma parla di un viaggio, un viaggio tutto russo che parte da Nikolai Karlovich Medtner compositore e pianista., il quale dopo un periodo di relativa oscurità negli anni successivi alla sua morte, viene riconosciuto come uno dei più significativi compositori russi per pianoforte. Contemporaneo più giovane di Sergei Rachmaninoff e Alexander Scriabin, ha scritto un numero considerevole di composizioni, tutte comprendenti il ​​pianoforte. La sua opera più famosa è la n. 38 per pianoforte solo che contiene alcune delle sue musiche più originali, incluse nel programma di stasera, cui segue di S. RACHMANINOFF, la Sonata per pianoforte n. 1 in re min. op. 28. Nel novembre del 1906 Rachmaninov si trasferì a Dresda con la famiglia, dove compose anche la sua prima sonata per pianoforte, che in origine fu concepita come una musica a programma basata sui personaggi principali del Faust di Goethe: Faust, Margherita e Mefistofele[. Secondo la tradizionale struttura, la sonata consta di tre movimenti: allegro moderato, lento, allegro molto. Il generoso Malofeev, offre ben 5 bis super applauditi dal pubblico entusiasta, prima di essere circondato dagli studenti del Gobetti di Omegna che lo hanno festeggiato! La Musica vince sempre Renzo...