Un film per Il Cavaliere della Rosa Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 4 settembre

Un film per Il Cavaliere della Rosa  Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 4 settembre
L’iniziativa che si sta periodicamente perpetuando allo Stresa Festival è la riscoperta di pellicole del cinema del passato proiettate con la colonna sonora dal vivo. L’edizione 2018 prevede il capolavoro di Robert Wiene, prodotto dalla Pan-Film.   Un film per Il Cavaliere della Rosa Stresa Festival 2018 – Palazzo Congressi 4 settembre Decisamente commovente vedere questo film dei primi ‘900  con tutte le ingenuità di ripresa e di recitazione che gli occhi smaliziati di un secolo successivo alla realizzazione vedono. In ogni caso la chiarezza espositiva è eccezionale ed il pubblico è in grado di seguire perfettamente la vicenda. Molto apprezzata la regia ed alcune inquadrature sia d’insieme quali il gran ballo mascherato, come i primi piani degli amanti o dei tentativi goffi del barone. L’orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano esegue in modo perfetto e sincronizzato la partitura di Strauss, con il momento clou del celebre valzer.   La direzione è affidata al brillante Frank Strobel che ha riadattato l’arrangiamento di Bernard Thewes; il lavoro di perfetta sincronizzazione è stupefacente e solo un grande entusiasmo può essere il motore che ha azionato l’intera operazione. Lo stesso entusiasmo è stata la chiave di volta sul podio. Orchestra e direzione hanno estratto l’essenza dei profumi straussiani espandendoli su di un poubblico silenziosissimo ed affascinato. Questa operazione di film muto in bianco e nero del 1925 con orchestra dal vivo ha veramente segnato un grande punto che va ad aggiungersi agli altri dello Stresa Festival. La Musica vince sempre. Renzo...

ALI’ BABA’ e i 40 LADRONI – Teatro alla Scala 3 settembre 2018

ALI’ BABA’ e i 40 LADRONI – Teatro alla Scala 3 settembre 2018
Alì Babà e i 40 ladroni è un racconto fiabesco nei ricordi e nelle fantasie di tutti noi. Nel tempo l’espressione “Alì Babà e i 40 ladroni”  è pure divenuta battuta  ironica e dissacrante ricorrente, ad indicare certi comportamenti pubblici considerati poco etici e corretti, facili preda di  ironizzanti considerazioni che celano anche  imbarazzo. L’Opera di Cherubini mi è sconosciuta e quindi…con il sorriso sulle labbra, mi avvio a conoscerla ! ALÌ BABÀ E I 40 LADRONI Progetto Accademia Coro e Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala Nuova Produzione del Teatro alla Scala           Direttore  Paolo Carignani Regia  Liliana Cavani Scene Leila Fteita Costumi Irene Monti Luci Marco Filibeck Coreografia Emanuela Tagliavia Alì Babà     Paolo Ingrasciotta ( Paolo Ingrasciotta Delia Enkeleda Kamani Morgiane Alile Qiontavalla Nadir RHun Kim Aboul-Hassan Maharram Huseynov Ours-Kan   Rocco Cavalluzzi Thomar   Lasha Sesitashvili Calaf Chuan Wang Phaor Ramiro Maturana   Il progetto di affidare un titolo ad ogni stagione scaligera  agli studenti dell’Accademia della Scala di Milano è certamente positivo ed apprezzabile.   Quest’anno è la volta di “Alì Babà ed i 40 ladroni” di Luigi Cherubini, con la regia classica di Liliana Cavani e la direzione dell’esperto  Paolo Carignani, dopo la preparazione di Luciana d’Intino. L’opera in sé puo’ risultare interessante, anche se priva di guizzi particolari che accendano entusiasmi uditivi. La regia molto classica, salvo l’inizio dei due atti con l’ambientazione in sala di lettura di una ben provvista biblioteca e poi un grande muro bianco che alle fatidiche parole, ‘Sesamo apriti’ si apre alla caverna contenente il rilucente tesoro; simpatico anche l’ingresso di Nadir e poi il finale di Delia e Nadir su motocicletta rossa d’antan. L’attenzione va rivolta tutta i ragazzi dell’Accademia, ai quali va un globale apprezzamento, con qualche nota positiva in più per Alice Quintavalla/Morgiane, Enkeleda Kamani/Delia e Hun Kim/Nadir. L’insieme, anche se prevedibile, risulta gradevole e fruibile. I vari ruoli ben assegnati e buona presenza scenica. Hun Kim presenta un bel tono e facilità negli acuti, Enkeleda Kamani è agile, ricca di colori e ben impostata, come Alice Quintavalla che offre anche bel tono ed impostazione sicura. Particolarmente interessanti anche Paolo Ingrasciotta nel ruolo del titolo ed anche Ramiro Maturana  in Phaor. Il siparietto per i cambi scena è un cielo stellato che brilla. Direzione, coro e balletti ben apprezzati. La Musica vince sempre. Renzo...

Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre

Bach incontra Pärt – Stresa Festival 2018 – Chiesa S.Ambrogio, 1 settembre
La valenza di un Festival musicale poliedrico (quale è lo Stresa Festival), sta anche  nella capacità di proporre insieme il contemporaneo ed il classico più classico che c’è. Ecco che l’operazione inevitabilmente fa si che le traiettorie del passato e del presente si incrocino e raccontino al pubblico la bellezza sensoriale che arriva a chi ascolta…in qualunque tempo si trovi! Bach incontra Pärt Ars Cantica Choir Järvi Instrumentalists Marco Berrini, direttore PÄRT, Psalom, per quartetto d’archi (1991); Da pacem Domine, per coro a 4 voci miste a cappella (2004) J.S. BACH, Der Geist hilft unsrer schwachheit auf, BWV 226, mottetto a 8 voci e b.c. A. PÄRT, Summa, per quartetto d’archi (1991); 7 Magnificat-Antiphonen, per coro a 4/8 voci miste cappella J.S. BACH, Singet dem Herrn, BWV 225, mottetto a 8 voci e b.c. A. PÄRT,  Fratres, per quartetto d’archi (1989); Missa syllabica, per ensemble vocale e quartetto d’archi (1997/2009)   Il concerto inizia con le impalpabili atmosfere di Pärt soffuse di tristezza e di interruzioni, sapientemente proposte dai fratelli Järvi (Miina eMartin al violino, Madis alla viola e Marius al violoncello). Segue immediatamente l’Ars Cantica Choir diretta da Marco Berrini, che con grande abilità insieme trasformano la complessità della scrittura  in piacevolezza all’ascolto, amplificata dalla spiritualità emergente nei toni alti che si innalzano all’incommensurabile. E’ poi la volta delle pietre miliari di Bach e la vivacità compositiva coadiuva il senso gioioso del ‘Credere’ e del ‘Chiedere’. La misticità e l’elevazione dello spirito sono davvero le traiettorie sensoriali che si incrociano tra passato e presente in una miscellanea di suoni e colori che da brumosi divengono smaglianti e vividamente pennellati. Il confronto porta ancora una volta alla consapevolezza della modernità e contemporaneità di Bach ed esalta Pärt con i toni baritonali che creano una sorta di basso continuo ed i soprani che liricamente disaggregano particelle sonore per elevarle a rasserenanti ed eteree elaborazioni..   Interessanti le esecuzioni strumentali, decisamente più agevoli i canti. La Musica vince sempre Renzo...

Metti una sera al cabaret -Stresa Festival 2018 – Il Maggiore Verbania 31 agosto

Metti una sera al cabaret -Stresa Festival 2018 – Il Maggiore Verbania 31 agosto
Sfogliando le pagine del programma dello Stresa Festival ci si imbatte in un titolo che fa immaginare atmosfere di gioco verbale, musicale e spensieratezza. La realtà che si incontrerà in sala sarà ben diversa, ma decisamente più colta e pregnante della leggerezza di un pur eccezionale cabaret. Metti una sera al cabaret STRAUSS  (figlio), Kaiserwalzer op. 437; Wein, Weib und Gesang; Schatzwalzer A. SCHÖNBERG,Pierrot Lunaire* *Con proiezione in prima assoluta delle tavole realizzate da Massin Benedetta Saglietti e Valentina Manchia, direzione artistica e realizzazione multimediale Francesco Campanini, montaggio ed animazione Dario Betti e Leo Righi, sincronizzazione Maddalena Crippa, voce recitante Stresa Festival Ensemble Nuno Coelho, direttore – vincitore del Concorso Internazionale di Cadaqués   Le rarefatte atmosfere di A. SCHÖNBERG  in Pierrot Lunaire, presentato dallo Stresa Festival, hanno avuto la fortuna di imbattersi in una serie di fortune coincidenti, ma andiamo in ordine.    Il programma prevede musiche di Strauss riscritte  in chiave cameristica  da Schὃnberg e dai suoi allievi Alban Berg e Anton Webern, con l’intenzione di diffondere la musica contemporanea. L’operazione è riuscita pienamente anche perché hanno lasciato in partitura tutto il fascino viennese che ricorda il tempo dei caffè concerto, dei violini tra i tavolini ed un mondo avvolto dal fiabesco. La seconda parte del programma prevede “Pierrot Lunaire” di Arnold Schὃnerg  nell’esecuzione dello Stresa Festival Ensemble nella formazione di nove elementi, diretto dalla giovane promessa, il portoghese Nuno Coelho e la “Voce” ( non a caso in maiuscolo) di Maddalena Crippa.  La scrittura non è sicuramente facile e tantomeno il testo, ma l’abilità di Crippa a recitar cantando l’atonale Pierrot è affascinante ed attraente, riuscendo a rendere perfettamente l’inquietudine e le paure di visioni angosciate ed oniriche sfocianti in risate forzate e mal celate. La recitazione di un testo molto complesso è scandita dai tempi e ritmi musicali.                     L’idea della scenografia multimediale di Massin è vincente. Massin ha per circa trent’anni lavorato a questo componimento grafico che incrocia colorata musica e colorate parole che, scritte deformate sul rigo, diventano le note stesse del canto tormentato di Pierrot. Da apprezzare il lavoro di Benedetta Saglietti e Valentina Manchia per la realizzazione multimediale,  Francesco Campanini per il montaggio e l’animazione, ma un plauso speciale va alla sincronizzazione di Dario Betti e Leo Righi che percettibilmente hanno dovuto affrontare un impegno non comune. La Musica vince sempre. Renzo...

Budapest Festival Orchestra & Fischer -StresaFestival 2018 Palazzo Congressi 29 agosto

Budapest Festival Orchestra & Fischer -StresaFestival 2018 Palazzo Congressi 29 agosto
In un periodo storico in cui si innalzano muri e barriere e si chiude al prossimo, la voce senza parole, che è la Musica,  si erge quale espressione di sentimenti, di linguaggi universali, di comunione di aspirazioni.   Christina Landshamer, soprano Budapest Festival Orchestra Iván Fischer, direttore ENESCU,Prélude à l’unisson B. BARTOK, Musica per archi, percussioni e celesta G. MAHLER, Sinfonia n. 4   Concerto di forte impatto emotivo: George Enescu (1881-1955)è stato un violinista, pianista, compositore e direttore d’orchestra romeno. Nella Suite per Orchestra n. 1 op. 9 si incontrano  movimenti di grande ampiezza e respiro in atmosfere semplici e familiari. Segue l’esecuzione del brano di Béla Bartòk che rispecchia la conoscenza degli studi di pianoforte e composizione dell’autore, sovente influenzata da sonorità  tipiche delle musiche contadine e folkloristiche. L’interpretazione è prorompente e fa dell’essenzialità un pregio volto alla perfezione. La seconda parte del concerto prevede l’esecuzione del monumento compositivo di Gustav Mahler che è la Sinfonia n. 4 in sol Maggiore; nessuno aveva avanzato perplessità sull’Orchestra e sul suo direttore, ma fin dalle prime note della sinfonia mahleriana si intende perché La Budapest Festival Orchestra sia considerata tra le 10 migliori orchestre al mondo e perché Gianandrea Noseda (direttore artistico dello Stresa Festival) alla presentazione della stagione abbia indicato Ivan Fisher quale uno dei migliori direttori al mondo. Fisher dirige con coinvolta serenità e con gesti ampi e chiari, rivolgendosi ai professori dell’Orchestra da lui fondata con l’intesa maturata in anni di lavoro insieme. Il risultato è sorprendente ed all’ultimo movimento si crea una bolla di pura magia quando tra le aleggianti note appare Christina Landshamer fasciata in uno scintillante abito rosso: attraversa lentamente l’orchestra e si va a posizionare di fronte al pubblico per cantare poi la melodia tratta dal ‘Corno meraviglioso del fanciullo’ e dall’autore inserita a chiosa della sinfonia. Serata apprezzata veramente molto da un pubblico abituatosi negli anni alla qualità, espressività e professionalità.   La Musica vince sempre Renzo...

Pictures of America – PalaCongressi- Stresa Festival 26 agosto 2018

Pictures of America – PalaCongressi- Stresa Festival 26 agosto 2018
A proposito della serata del 26 agosto dello Stresa Festival 2018, sul sito dello stesso si legge: “Una serata all’insegna dell’arte americana che prevede l’esecuzione di una composizione di Graciane Finzi sulle opere di Edward Hopper e una carrellata di songs d’autori celebri che spaziano da Duke Ellington a Leonard Bernstein. Protagonista lo straordinario soprano Nathalie Dessay, star internazionale, accompagnata dalla Paris Mozart Orchestra diretta da Claire Gibault”. Natalie Dessay, soprano Paris Mozart Orchestra Claire Gibault, direttore     Pictures of America Con proiezione delle opere di Edward Hopper Uno sguardo all’America del Novecento FINZI,Scénographies d’Edward Hopper pour récitant et orchestre S. BARBER,Adagio pour cordes opus 11 L. BERNSTEIN, Something’s coming – West Side Story F. SINATRA / J. WOLF / J. HERRON, I’m a fool to want you L. BERNSTEIN, I feel pretty – West Side Story M. FISCHER / J. SEGAL, I keep going back to Joe’s D. ELLINGTON, In my solitude H. ELLIS / J. FRIGO / L. CARTER, Detour ahead B. LANE / A.J. LERNER, On a Clear Day I. BERLIN, There’s no business like show business T. MONK, Round Midnight All’insegna del cambiamento e dell’innovazione lo Stresa Festival fa proposte che si distanziano dai programmi cui il  suo pubblico era abituato, ma rincorre in ogni caso la qualità e la ricercatezza nelle performances. Natalie Dessay non ha certo necessità di presentazioni in particolare per chi segue l’Opera lirica ed i cantanti d’Opera: la ricordiamo vivace e brillante in varie produzioni da Die Fledermaus, a Les Contes, Il Rattto del Serraglio, Sonnambula e l’elenco potrebbe ancora proseguire per alcune pagine.. In Pictures of America il titolo stesso fa da cornice al contenuto: canzoni americane di autori diversi con l’immancabile omaggio a Berstein nei 100 anno dalla nascita: “I feel pretty”, meglio conosciuta come Maria Maria. La direttrice Claire Gibault sul podio della Paris Mozart Orchestra viene apprezzata per il gesto direi affabile e coinvolgente in modo buono e dolce; queste caratteristiche creano ovviamente l’intesa vincente per una offerta gradevole, anche in presenta di musica essenziale. La prima parte dello spettacolo prevede un melologo con sottostante musica di Finzi e proiezioni di Edward Hopper che hanno stimolato la vena compositiva appunto di Finzi. Le letture sono state eseguite dalla Dessay, ruolo in cui recentemente ama cimentarsi. La seconda parte offre l’ascolto delle canzoni in programma che la Dessay sa offrire con tutte le abilità vocali ed interpretative  conquistate in diversi anni di palcoscenico, a cui è totalmente avvezza e lo si percepisce dalla naturale espressività. La Musica vince sempre. Renzo...

Lenny is on the town again –  Il Maggiore 25 agosto 2018

Lenny is on the town again –   Il Maggiore 25 agosto 2018
A 100 anni esatti dalla nascita del grande Leonard Bernstein, in molti hanno voluto celebrare la ricorrenza e ricordare il grande patrimonio musicale che il poliedrico compositore, direttore e pianista ci ha lasciato. Anche lo Stresa Festival ha pensato di commemorarlo in più momenti ed ha addirittura commissionato a Moisés P. Sánchez una composizione ispirata a Bernstein. Lenny is on the town again Moisés P. Sánchez Ensemble Moisés P. Sánchez, pianoforte, composizione e direzione Juan Carlos Aracil, flauti Enrique Rodriguez, tromba e filicorno Cristina Mora, voce Luis Verde, sax soprano Rafael Aguila, sax tenore Julien Ferrer, trombone David Sancho, tastiere Toň0 Miguel, contrabbasso Alberto Brenes, batteria Pablo Mrtin Jones, percussioni     Musiche originali ispirate a Bernstein Prima assoluta Commissione Stresa Festival In collaborazione con “Los Veranos De la Villa” di Madrid     Musica particolare che non lascia spazio ad un giudizio ‘di mezzo’: o non piace o cattura completamente. Secondo uno stile d’avanguardia viene inserita una certa ripetitività a costituire ‘il motivo dominante’ ed anche Sanchez ha seguito questa linea compositiva; se al primo ascolto sembra eccessivo, a distanza di solo poche ore ci si rende conto che il cervello ha registrato quella musica e da qui la validità di una scrittura che viene ricordata. Sicuramente non immediata ed inconsueta, ma le interpretazioni sono vibranti e coinvolte  in un susseguirsi di assolo come nella migliore tradizione jazzistica, chiave in cui Sanchez ha reinterpretato alcuni leit motiv di Bernestein; qua e la appare ‘Maria…Maria..’ dal celeberrimo West Side Story che ha segnato ben più di un’epoca.   La Musica vince sempre Renzo...

CONCERTO DI APERTURA – Palazzo Congressi Stresa – Stresa Festival 2018

CONCERTO DI APERTURA – Palazzo Congressi Stresa – Stresa Festival 2018
L’edizione 2018 dello Stresa Festival, ai primi concerti del Corpus principale del cartellone vede una forte attenzione ai giovani e l’ammirevole dedizione di grandi della musica rivolta ad essi. Ieri sera Barbara Frittoli e questa sera l’encomiabile Gianandrea Noseda hanno dedicato le sue migliori attenzioni ai migliori ragazzi musicisti europei. CONCERTO DI APERTURA – Palazzo Congressi Stresa – Stresa Festival 2018 BERNSTEIN,Divertimento per orchestra F. CHOPIN,Concerto per pianoforte n. 2 P.I. ČAJKOVSKIJ, Sinfonia n. 5 Seong-Jin Cho, pianoforte European Union Youth Orchestra Gianandrea Noseda, direttore   Oltre all’innegabile bravura della EUYO, che sotto la direzione di Gianadrea Noseda raggiunge sempre livelli di assoluta eccellenza che conquista il pubblico, l’elemento che contraddistingue questa collaborazione sono i sorrisi: si, i sorrisi che si scambiano gioiosamente tra di loro i ragazzi e con il direttore che li segue sorridendo e premiandoli con continui gesti di approvazione. In alcuni momenti tra gli sguardi d’intesa per l’esecuzione si  colgono gesti d’affetto e di pura condivisione e gioia per quello che sta succedendo: il miracolo che ogni volta la Musica compie! Il programma è accattivante e spazia da un poco programmato Bernstein ai classici Chopin e Čajkovskij; l’orchestra parte convinta ed affiatata e lo spettacolo degli archi che s’innalzano è emozionante e fa vivere ancor più la musica ricca dei colori di quel ‘900 in evoluzione con i rumori ed i silenzi  della metropoli   evocanti i quartieri raccontati in  West Side Story. La sorpresa molto apprezzata è stato Seong-Jin Cho che ha raffinatamente  espresso Chopin con una sensibilità interpretativa al pianoforte di tutto rilievo; Jin Cho  ha un bellissimo tocco con cui trae emozioni e sensazioni intime che trasmettono purezza non solo d’interpretazione. La quinta di Čajkovskij è una sinfonia amata e ritengo complessa da eseguire, ma l’entusiasmo ed il vigore giovanile hanno segnato un risultato più ampio di quanto talvolta una stanca professionalità non riesce più a comunicare. Noseda pervaso dalla Musica e tutto dedito a questa orchestra che percettibilmente ama, ha diretto con passione, disegnando nell’aria grandi volute gestuali che hanno estratto il meglio della partitura ed il meglio dall’orchestra. Due bis il pianista, un bis l’Euyo, non hanno però concluso il concerto che invece è culminato in un fuori programma, quasi un entusiasta flash mob dei ragazzi che in piedi, ridendo, saltando e ballando hanno ancora donato qualche allegrezza musicale. La Musica vince sempre. Renzo...

Da Nina a Lucia, la pazzia all’Opera – Masterclass di Barbara Frittoli

Da Nina a Lucia, la pazzia all’Opera – Masterclass di Barbara Frittoli
Estrapolando dal programma di sala: “Quale prologo del Festival le cantanti che partecipano all’Accademia di canto di Stresa si esibiscono in una serata che prevede l’esecuzione di arie  da celebri opere del tardo Settecento e Ottocento. La pazzia è un tema che offre interessanti spunti espressivi e ha stimolato la creatività di illustri compositori, che  magistralmente hanno messo  in luce  aspetti  spettacolari. Barbara Frittoli non ha bisogno di lunghe presentazioni: grazie a una carriera vertiginosa e a un’innegabile carisma il soprano occupa un ruolo centrale nelle programmazione dei più importanti teatri internazionali.” Da Nina a Lucia, la pazzia all’opera Gli allievi dell’Accademia di canto di Stresa Docente Barbara Frittoli Mzia Bachtouridze, Angelo Michele Errico, pianoforti In collaborazione con Villa Sandra Eventi Musicali                         In un mondo dove troppo sovente l’inesperienza e l’improvvisazione superficiale la fanno da padroni, trionfando sull’impegno e salendo addirittura alle migliori ribalte delle cronache, per fortuna esistono ancora settori dove non si può mentire; alcuni mestieri mostrano forzosamente il volto della verità e per acquisire conoscenza ed esperienza servono anche ottimi maestri! Il mestiere cui mi riferisco in questo contesto è il canto. Barbara Frittoli è sicuramente una delle interpreti italiane più affermate al mondo e ciò nonostante ha mantenuto una semplicità ed affabilità comportamentale da incantare anche il più ‘scafato’. In anteprima di Festival, Frittoli presenta le allieve della Masterclass da lei  tenuta nei giorni antecedenti a Villa Sandra di Lesa: Silvia Spessot, Chiara Trapani, Giada Gallone, Annalisa Ragione, Maria Cristina Napoli e Noemi Umani, accompagnate al pianoforte da Mzia Bachtouridze e Angelo Michele Errico,  si sono esibite in un repertorio che ha spaziato da  Mozart, a Bellini, Puccini, Donizzetti, Cilea e Verdi. La cornice dell’evento è la prestigiosa sala Baccarat presso l’Hotel Regina Palace di Stresa. Per restare super partes, direi che nel complesso è risultata una serata molto piacevole, in cui si sono ascoltate promesse della lirica e giovani cantanti in carriera. Alcune in particolare hanno espresso decisamente un buon fraseggio, buona impostazione e carica interpretativa. Per citare qualche aria ascoltata: ‘Io son l’umile ancella’ da Adriana Lecovreur, ‘Porgi amor’ da Le Nozze di Figaro, ‘Regnava nel silenzio‘ da Lucia di Lammermoor per finire con l’esplosiva ‘ E’ strano…sempre libera’ da La traviata. Brave le allieve ed un grande plauso all’intenso lavoro di Barbara Frittoli che ha donato la sua esperienza a chi inizia a cimentarsi in questo campo dove impegno ed abnegazione sono le armi indispensabili per arrivare al successo. La Musica vince sempre. Renzo...

‘Pianoforte a Castelletto d’Orba’ – Chiesa Parrocchiale 12 agosto 2018

‘Pianoforte a Castelletto d’Orba’ – Chiesa Parrocchiale 12 agosto 2018
Domenica 12 agosto, il navigatore satellitare della mia auto  è impazzito e grazie alla sua pazzia ho vagato ammirato, per le colline dell’Alto Monferrato da Occimiano a Rocca Grimalda,  alla disperata ricerca della Parrocchiale di S. Antonio a Castelletto d’Orba, dove intendevo assistere ad un concerto pianistico di rilevo. Sicuramente il viaggio si è dilungato e mi son preoccupato per arrivare puntuale, ma i luoghi visti son talmente suggestivi che….alla fine il disagio si è tramutato in un piacevole vagare per borghi e colline. CONCERTO – Castelletto d’Orba 12 agosto 2018 Organizzazione Accademia Internazionale Medicea-Firenze Pianisti: Emmanuelle STEPHAN, Gabriel TACCHINO, Marco PODESTA’, Giuseppe FRICELLI, con la partecipazione straordinaria di Luigi DEL FANTE Prima di iniziare il concerto il Maestro Fricelli, introdotto da Del Fante e coinvolgendo le autorità presenti ha conferito una targa premio ‘Rinaldo Rossi’ (Premio dallo stesso Fricelli ideato e mantenuto in vita), al celebre pianista Gabriel Tacchino (pronunciato alla francese con la ‘O’ finale accentata e sovente rinvenuto scritto Tachinau): questi ha suonato nei piu prestigiosi teatri  e sale al mondo, dalla Scala a Berlino e da  New York in tutta Europa e vanta una produzione discografica di tutto rilievo. Sempre Fricelli ha dedicato una sua breve composizione neo romantica, all’artista premiato Il concerto inizia con il due pianistico Marco Podestà e Giuseppe Fricelli, i quali a quattro mani danno immediatamente la cifra della loro abilità comunicativa e della scioltezza di tocco. Il programma è piacevole e passa dalle ‘danze spagnole’ di M. Moszowski che interpretano, con vivacità e brillantezza la n. 1 e con dolce vigore la n. 2. Seguono le notissime note delle ‘danze ungheresi’ di J. Brahms  e i concertisti  alla n. 5 sanno evocare quasi un sogno di ‘Baracarolle’ per dare poi inatteso vigore e tratteggiare un corteggiamento alla n. 6.  Il finale è tutto dedicato al pubblico a cui viene raccontata musicalmente una favola, un dolce sogno conosciuto, ovvero di J. Strauss ‘Sul bel Danubio blu’. Un ‘intermezzo’ poetico viene letto dall’autore Del Fante (scenografo, regista, attore) che poi inonda il pubblico con le emozioni dell’  “Infinito” leopardiano. La seconda parte del programma vede impegnati al pianoforte Emmanuelle Stephan ed il leggendario Gabriel Tacchino, al cui proposito merita ricordare di essere stato l’unico allievo di Francis Poulenc  e suo interprete internazionale  di riferimento. Iniziano con E.Grieg e dal Peer Gynt propongono ‘al mattino’  la celeberrima aria intrisa di attese e di dolcezza, seguita da ‘la morte di Ase’ resa con grande abilità interpretativa, mantenendo intatto il dolore senza rimaneggiamenti o strane intrusioni. Le ‘danze di Anìtra’ cambiano completamente l’atmosfera  con la spensieratezza giocosa delle danze popolari che impregnano l’aeree per lasciare poi spazio al tenebroso ed evocativo ‘nella sala del re della montagna’. Questa seconda parte del concerto è ovviamente dedicata al maestro d’eccellenza di Tacchino: F. Poulenc, del quale vengono proposte tre sonate: ‘Prélude’ decisamente accolta con tutta la sua contemporaneità ricca di cromatismi ed agilità, ‘Rustique’  e ‘Finall’ resi con puntualità scevra da personalismi  o facili effetti speciali e lasciando all’abilità interpretativa il compito di rendere omaggio al maestro.  Erik Satie compositore per eccellenza per pianoforte è l’autore ospite nella parte finale del concerto  con cinque brani che vanno da la ‘La belle Excentrique’ al ‘Cancan grand-mondain’  che concludono con vivida  brillantezza e ricchezza di tocco, tra cantabili e ballabili. La standing ovation impone a Tacchino un bis che con gioia offre: ‘Les chemins de l’amour’  che colora l’atmosfera di sensibilità e sentimento. La Musica vince sempre. Renzo Bellardone...