PESARO 2024 E ROF ALL’UNESCO

PESARO 2024 E ROF ALL’UNESCO
Comunicato stampa PESARO 2024 E ROF ALL’UNESCO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA   Pesaro, Città creativa UNESCO per la Musica e Capitale italiana della Cultura 2024, e il Rossini Opera Festival parteciperanno alle celebrazioni per la Festa della Repubblica italiana 2022 che si terranno a Parigi mercoledì 8 giugno alle 18 nella sede dell’UNESCO, Agenzia delle Nazioni Unite che promuove la pace e la comprensione tra le nazioni attraverso l’istruzione, la scienza, la cultura, l’educazione e l’informazione. Presenti all’evento anche le Città creative UNESCO di Alba, Fabriano e Carrara. Rappresenteranno Pesaro il Sindaco Matteo Ricci, il Sovrintendente del ROF Ernesto Palacio e il Direttore generale Cristian Della Chiara. Il Festival proporrà un recital rossiniano del quale sarà protagonista il tenore Pietro Adaíni, accompagnato dal pianista Rubén Sánchez-Vieco. In programma arie da Otello, La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia. Per il ROF si tratta di un ritorno a Parigi. Il Festival presentò l’edizione del 2018 nella sede dell’UNESCO; nello stesso anno, il 14 novembre al Grand Amphithéâtre dell’Università della Sorbona, fu celebrato il 150° anniversario della morte di Rossini con l’esecuzione della Petite Messe Solennelle. L’edizione del 2019, proprio in occasione della Festa della Repubblica italiana, fu presentata nella sede dell’Istituto italiano di Cultura di Parigi. Il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci presenta l’appuntamento: “Il legame tra Pesaro e Parigi è saldo e consolidato negli anni. Pesaro è città creativa UNESCO per la musica, e siamo molto felici di incontrare nuovamente qui gli amici di Alba, Carrara e Fabriano, a noi legati proprio tramite il network UNESCO. Questo è il primo appuntamento della grande attività promozionale della nostra città a livello internazionale in vista del 2024, quando Pesaro sarà Capitale italiana della Cultura e rappresenterà l’Italia nel mondo”. Così il Sovrintendente del ROF Ernesto Palacio: “Torniamo con molto piacere nella sede dell’UNESCO, che opera attivamente per la diffusione della cultura come strumento di unione tra i popoli: un’attività quanto mai preziosa in questo periodo difficile. Con Parigi, poi, c’è un legame particolare, a cominciare dal fatto che Rossini passò gli ultimi anni della sua vita qui, nella villa di Passy. Di recente abbiamo tenuto diverse iniziative a Parigi e negli istituti italiani di Cultura in Francia, e ora che le restrizioni sanitarie sono in via di superamento siamo qui anche per rilanciare la nostra attività di diffusione della figura e delle opere di Gioachino Rossini nelle Ambasciate e negli Istituti italiani di Cultura di tutto il mondo”....

TOSCA – Teatro Coccia Novara 28 luglio 2022

TOSCA – Teatro Coccia Novara 28 luglio 2022
Tosca…Floria Tosca è certamente uno dei personaggi più conosciuti ed amati dal pubblico di tutto il mondo e la musica è di un italiano, nientemeno che Giacomo Puccini con tutta la sensibile poesia e la liricità che gli era congeniale! Ed il Coccia di Novara non si lascia sfuggire così ghiotta occasione! TOSCA Teatro Coccia Novara 28 Maggio 2022 Musica diGIACOMO PUCCINI Libretto di Giuseppe Giacosa eLuigi Illica Tosca Alessandra Adorno Cavaradossi Ragaa Eldin Scarpia Francesco Landolfi Sagrestano e Sciarrone Stefano Marchisio Angelotti/Un carceriere Graziano Dallavalle Spoletta Saverio Pugliese Direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati Regia Renato Bonajuto Scene Giovanni Gasparro e Danilo Coppola Costumi Artemio Cabassi Luci Ivan Pastrovicchio Orchestra Filarmonica Italiana Coro San Gregorio Magno Maestro del Coro Mauro Trombetta Coro delle voci bianche del Teatro Coccia Maestri del Coro Paolo Beretta e Alberto Veggiotti Coproduzione Fondazione Teatro Coccia e Ente Luglio Musicale Trapanese Impropriamente quando si parla di opera si dice ad esempio “Tosca” di…e si cita il regista, ovvero chi ha scelto l’allestimento e l’insieme per una rappresentazione! Tosca è di Puccini, Illica e Giacosa, ma se in teatro ci si emoziona e si partecipa con quanto avviene sul palco, oltre che degli autori, dell’orchestra e dei cantanti, va proprio riconosciuto una grande merito al regista che nel caso di questa rappresentazione al Coccia di Novara è Renato Bonajuto. Questi ha scelto una ideazione classica con gli elementi e dettagli che l’originale prevede, permeando la regia di eleganza e raffinatezza per le scene realizzate da Giovanni Gasparro e Danilo Coppola, per gli eleganti abiti di Artemisio Cabassi e per i movimenti armoniosi che permettono al pubblico di vivere e condividere partecipatamente la narrazione. Scene sontuose e spettacolari, fin dal primo atto in Chiesa. Fabrizio Maria Carminati è l’esperto ed affermato direttore che sa condurre con chiarezza e coinvolgimento l’Orchestra Filarmonica italiana, in buca! Il Coro San Greegorio Magno è sempre all’altezza della situazione ed anche il coro delle voci bianche, importantissimo in Tosca, semplicemente piace! I cori sono diretti rispettivamente da Mauro Trombetta e da Paolo Beretta e Alberto Veggiotti. Le luci sapientemente disegnate da Ivan Pastrovicchio sono “tranquille”, ma attente ai particolari come nel secondo atto quando la luce entra dalla finestra aperta da Scarpia nella quadreria o quando al terzo atto la grata della prigione si riflette anche sulla parete laterale. Venendo alle voci Saverio Pugliese in Spoletta riesce a delineare le caratteristiche del personaggio così come Graziano Dallavalle nel doppio ruolo di Angelotti e Carceriere ai quali offre un bel tono profondo. Stefano Marchisio vivace e brillante sagrestano prima e compito Sciarrone poi si esprime con bel colore e carica interpretativa. Franceco Landolfi veste i panni di uno Scarpia non cattivissimo, ma generosamente subdolo e lascivo con voce timbricamente interessante. Ragaa Eldin risulta un appassionato Cavaradossi interpretato con passione e buona voce ricca di sentimento. Veniamo al ruolo ovvero Tosca che sul palco del Coccia è interpretata da Alessandra Adorno : voce squillante ed al tempo stesso ricca di colori e sfumature che scorre vellutatamente tra le arie, infondendo personalità a Tosca tratteggiandone la gelosia, la passione, la dignità, l’amorevolezza, l’ineluttabile destino! Gradevole serata. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credito fotografico Mario...

GIULIA RIMONDA e EMMANUEL TJEKNAVORIAN– Teatro Civico Vercelli 7 maggio 2022

GIULIA RIMONDA e EMMANUEL TJEKNAVORIAN– Teatro Civico Vercelli 7 maggio 2022
Due talenti, due figli d’arte che non si confrontano, ma si confortano reciprocamente,seppur giovani, con la sicurezza delle loro conoscenze, abilità, professionalità.   GIULIA RIMONDA e EMMANUEL TJEKNAVORIAN– Teatro Civico Vercelli 7 maggio 2022 Felix Mendelssohn-Bartholdy – Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64 Ludwing van Beethoven Sinfonia n.3 in mi b maggiore, op. 55 “Eroica” Giulia Rimonda violino Emmanuel Tjeknavorian direttore Orchestra Camerata Ducale Il concerto proposto il 7 maggio del 2022 dal Viotti Festival a Vercelli è sicuramente ricco di luce emozionante e di colori seducenti! Programma avvincente e di sicuro impatto sull’affezionato pubblico! Emergono chiare le espressività di Mendelssohn e le voci dei vari strumenti come la partitura prevede: concerto che sarebbe certamente risultato gradito all’autore considerato un compositore neoclassico, ma che in questa opera, sua ultima per solista e orchestra sinfonica impregna di puro romanticismo. Giulia Rimonda, giovanissima, talentuosa ed affermata sa ammaliare con la poesia e l’incanto del virtuosismo, chiara lettura e suono limpido. Il suo sorriso è un dono in più per gli spettatori. Giulia, quale bis, dedica una dolce rapsodia all’Ucraina in questo periodo di sfacelo umanitario.   Il secondo brano in programma, la ben nota “Eroica” di Beethoven fruisce di diversi favorevoli punti per essere attrattivo e coinvolgente: la scrittura è molto conosciuta, l’orchestra Camerata Ducale ha raggiunto un più che apprezzabile livello interpretativo ed il ventisettenne Emmanuel Tjeknavorian sa condurre con gesto chiaro e leggibile, senza inutile enfasi, ma con evidente conoscenza, partecipazione e umiltà come dimostra al finale quando va ad inserirsi tra gli orchestrali per accogliere gli applausi dedicati anche alle singole sezioni orchestrali, su invito gestuale del direttore. Il brano racchiude delle preziosità tenute quasi timorosamente in un pudico scrigno per trionfare ed esplodere poi con il rullo dei timpani, delle trombe trionfanti!   La Musica vince sempre. Renzo...

SIMONE RUBINI – Festival Viotti – Vercelli 23 aprile 2022

SIMONE RUBINI – Festival Viotti – Vercelli 23 aprile 2022
Generalmente, nell’esposizione di commenti e riflessioni pubbliche, le situazioni personali vengono lasciate fuori dalla porta, ma in questo caso mi sembra doveroso considerare che in oltre due anni ho avuto pochissime occasione di frequentare teatri e sale da concerto, a causa di motivi personali, aggravati da una generale situazione pandemica; finalmente il 23 aprile 2022 avevo diverse opportunità tra cui scegliere per tentare di riprendere in mano il “mio vivere l’arte” e non è stato difficile scegliere, in quanto ho semplicemente rispettato il mio assenso al primo invito ricevuto ed accettato ! Musiche di Tan Dun, Gerassimez, Hamilton, Bach, Sadlo, Curtoni Vercelli | Teatro Civico SIMONE RUBINO percussioni Programma Tan DunWater Spirit(cadenza dal Water Concerto for Water Percussion and Orchestra)Alexej GerassimezAsventurasper rullante soloBruce HamiltonInterzones per vibrafono e nastro magneticoCasey CangelosiBad Touchper percussioni e nastro magneticoJohann Sebastian BachCiaccona, dalla Partita n. 2 in re min. per violino BWV 1004trascrizione per vibrafono di Eduardo EgüezPeter Sadlo Variations on Fuga C IILamberto Curtoni“Io guardo spesso il Cielo”“Quel metro che ci avvicina”“La Preghiera più alta” (testi di Mariangela Gualtieri) Durante il concerto, peraltro un “Unicum” nel suo genere una domanda sorge spontanea: “ la voce umana e la Musica sono orizzontali o verticali?” E’ strano che su di un palco teatrale vengano poste domande sull’orizzontalità o sulla verticalità della Musica, ma Simone Rubino il versatile percussionista in calendario per il Viotti Festival, da buon anchor man intrattiene il pubblico instradandolo verso la musica che andrà ad eseguire attraverso profonde riflessioni o pratiche considerazioni. Ecco che infatti espone quanto la voce umana soprattutto nella fluidità armonica della lingua italiana sia da considerarsi in una orizzontale fluttuazione grazie anche alle vocali che legano le ben più dure consonanti; le percussioni essendo invece colpi che percuotono superfici varie sono da considerarsi verticali e la riflessione non fa una grinza! Venendo alla Musica nella sua essenzialità, così come la propone il geniale Simone Rubino, si palesa attraverso la finitudine del suono ricercato maniacalmente, però con apparente leggerezza e semplice giocosità. L’artista è spudoratamente stupefacente nella fantasmagorica rapidità con batteria e percussioni, così come è dolce nella poetica melodia al vibrafono. Claude Debussy ha saputo trasformare i suoni della musica nella voce dell’acqua e Rubino ha utilizzato la voce dell’acqua per creare suono e musica. Anche se il concerto è risultato fruibile e coinvolgente in ogni brano, sottolineo la particolarità dell’interpretazione della Ciaccona di Bach nella trascrizione di Eduardo Egüez, dove scaturisce eterea liricità con impalpabili suggestioni, avvolte da tenui colori e profondità espressive che conducono all’evocazione della ineluttabile accettazione della fine… Di contemporaneo impatto visivo ed emotivo è il profondo senso del ritmo quando muove rocambolescamente un bastone alla luce wood, o schiaffeggia l’acqua per creare suono! Presentatore, intrattenitore, soprattutto musicista, ma anche filosofo, Rubino riflette sul “limite” che il mondo ha e che l’uomo deve accettare, limiti superabili solo con l’arte e la musica! Vengono citati Kant e Platone, ricordandone il pensiero: “la democrazia è possibile solo se lo stato ha un popolo educato ad essa” e vengono riportate riflessioni di Mariangela Gualtieri “saranno i bambini a salvare il mondo e gli animali..tutti i cuccioli del mondo”! E con queste riflessioni e questi testi dallo stesso Rubino cantati sull’avvolgente dolcezza della piacevolissima musica composta da Lamberto Curtoni, si conclude il concerto lasciando agli spettatori il desiderio del bello, della speranza e della semplicità oggettiva! La Musica vince sempre. Renzo...

LA CENERENTOLA – Teatro Coccia Novara – 23 gennaio 2021

LA CENERENTOLA – Teatro Coccia Novara – 23 gennaio 2021
Al di la dei singoli e collettivi comportamenti da “adulti” tutti quanti abbiamo “desiderio” di favole, anche per illuderci un po’ e dimenticandoci magari che le favole contengono narrazioni e morali di grande spessore! Questo è anche il caso di Cenerentola! LA CENERENTOLA – Teatro Coccia Novara – 23 gennaio 2021 Musica di Gioachino RossiniLibretto di Jacopo FerrettiMaestro concertatore e direttore d’orchestra Antonino FoglianiRegia Teresa GarganoAssistente alla regia Salvatore SitoAngelina Mara GaudenziDon Ramiro Chuan WangDon Magnifico Simone AlberghiniDandini Emmanuel FrancoAlidoro Francesco LeoneTisbe Caterina DellaereClorinda Maria Eleonora CaminadaScenografie Sormani-Cardaropoli SRLSartoria Teatrale Arrigo CostumiMaestro del Coro Francesca TosiCoro ColsperMaestro al fortepiano Nicola PascoliOrchestra Filarmonica ItalianaProduzione Fondazione Teatro CocciaSi ringrazia Atelier Fornasetti per il fortepiano Si potrebbe sintetizzare il racconto del pomeriggio al Coccia con poche parole: spettacolo di vera bellezza con musica, voci regia e tutto quanto di pregio! Lo spettacolo colpisce perché pur mantenendo la tradizionalità, si presenta quasi come nuovo dove la teatralità dell’interpretazione è posta in gran rilievo e la narrazione fluisce tra diversi cambi di scena, costumi appropriati e scenografie favolistiche e favoleggianti. La regia della giovane e molto abile Teresa Gargano è dinamica ed attenta ad ogni particolare: si percepisce che tutto è stato pensato e tutto è realizzato puntando al divertimento ed alla scorrevolezza! (e non è scontato nemmeno per nomi più conosciuti ed affermati). Produzione meritevole anche per le scenografie a tutto palco realizzate con semplice efficacia ed in alcuni casi direi intuizione, che sono curate da Sormani e Cardaropoli srl dove ben si inseriscono i costumi classici della sartoria Arrigo Costumi. L’orchestra filarmonica italiana diretta dal magistrale Antonino Fogliani affermato nel campo; fin dalla magnifica ouverture si percepisce la bravura sia dell’orchestra che del direttore che con padronanza asseverata e con molto rispetto pari all’entusiasmo, accompagna il pubblico a trascorrere qualche ora in un mondo di ascolto sorridente e piacevolezza del ritrovarsi, trastullati anche dalla dolcezza del suono del fortepiano suonato da Nicola Pascoli. Oltre alla regia al femminile anche la direzione del Coro Colsper è affidata all’abile Francesca Tosi, che in sintonia con la regia ha compiuto un ottimo lavoro di vocalità e presenza attoriale dei coristi. Parlando di opera inevitabilmente si va a raccontare di quanto si è udito ed ascoltato, quindi si parla di voci ed in questo caso oserei dire che nessuno ha tradito le aspettative; quasi tutti giovani e al debutto hanno riscosso talmente tanti applausi da consolidarli tra i buoni cantanti. La voce conosciuta è quella del profondo baritono Simone Alberghini, non certamente nuovo a ruoli rossiniani, che con padronanza rende sempre efficacemente per la globale interpretazione, come in questo caso che interpreta un Don Magnifico superbamente autorevole con i deboli e decisamente succube e “viscidamente ossequioso” con i potenti. Brave vocalmente ed altrettanto efficaci come attrici le due sorellastre Tisbe, Caterina Dellaeree Clorinda Maria Eleonora Caminada parti integranti e di rilevo della storia che conducono brillantemente e con vivacità. Francesco Leone, giovane basso cagliaritano ha ben espresso la figura di Alidoro con voce giovane, ma profonda e con piglio sicuro scenicamente. Dandini il cameriere che si presta alla gag della sostituzione di persona con il principe per saggiare la bontà dei sentimenti delle pretendenti, è di per sé figura brillante e comica ed Emmanuel Franco ha saputo eccellentemente divertire quasi rocambolescamente senza lesinare con l’emissione vocale calibrata in tonalità e ironicità. Don Ramiro ha incontrato Chuan Wang che ha reso con bei colori e note alte e sicure il personaggio del principe. Cenerentola, la protagonista, è...

LA CAMBIALE DI MATRIMONIO – Teatro Coccia Novara 23 dicembre 2021

LA CAMBIALE DI MATRIMONIO  – Teatro Coccia Novara 23 dicembre 2021
In un momento di prefestività natalizia adombrato dall’incessante incedere del Covid19 con continue mutazioni e varianti un GRAZIE sorge spontaneo al Teatro Coccia che propone la leggerezza della prima opera scritta da Rossini diciottenne. Già si pregustano tutte le variazioni ed i temi che caratterizzeranno la massiccia produzione di opera buffa, che in questo periodo di tristezza donano un particolare senso di calore al cuore. LA CAMBIALE DI MATRIMONIO – Teatro Coccia Novara 23 dicembre 2021 Musica di Gioachino RossiniLibretto Gaetano RossiDirettore Mirca RoscianiRegia Alfonso CipollaCostumista Silvia LumesSir Tobia Mill – Matteo Mollica Fannì Jayu JinEdoardo Milfort- Davide Lando Slook – Semyon BasalaevNorton – Franco CelioClarina – Simona RuisiAllievi del progetto RossiniLab e European Opera AcademyDirettore RossiniLab e preparatore vocale Giovanni BottaMaestro al Cembalo Yirui WengOrchestra del Teatro Coccia La cambiale di matrimonio, di Gioachino Rossini, al Coccia di Novara è stata eseguita in forma semiscenica, in collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli, con il cast degli allievi del progetto RossiniLab fondato da Giovanni Botta all’interno del Conservatorio novarese e European Opera Academy, oltre che scambio con gli allievi e i docenti dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia. Il Regista Alfonso Cipolla nel suo commento si riferisce alla prima opera giovanile di Rossini definendola “una quintessenza di invenzioni musicali e teatrali, una cornucopia di ironia e comicità che ne fanno un distillato preziosissimo di quella che sarà l’esplosione incontenibile del Rossini maggiore”. Lo scrivente ha più volte sottolineato di non essere musicista, ma un semplice appassionato di musica ed in particolare di opera lirica, il quale ama trasmettere le emozioni provate durante uno spettacolo ed anche in questo caso mi atterrò ai principio dell’emozione ricevuta, precisando che sempre apprezzo il coraggio delle proposte soprattutto con i giovani, come in questo caso. Il cast è interessante in particolare se si pensa all’età ed alle ineluttabilmente poche esperienze avute. La scena è ribaltata ed al proscenio campeggiano strutture e camminamenti su cui si muovono i cantanti, mentre l’orchestra di 45 elementi è sul palco, diretta da Mirca Rosciani che spicca nell’abito bianco e la chioma bionda alle spalle; al di là di questa seducente nota scenografica va rilevato un bel gesto ampio, quindi comunicativo che a tratti morbido a tratti ben deciso intende leggere tutto quanto Rossini ha scritto. La freschezza degli interpreti si è unita all’allegria generale rafforzata dai “costumi marionettisti”, come li ha definiti lo stesso Cipolla e realizzati da Silvia Lumes con spirito giocoso. Matteo Mollica divertente ed in ruolo ha reso brillantemente Sir Tobia Mill, come Semyon Basalaev ha reso bene Slook. Norton e Clarina ripesttivamente Franco Celio e Simona Ruisi han dato buona prova interpretativa e di canto. Davide Lando in Milfort è andato in crescendo, ma su tutti spicca Jayu Jin la quale ha reso una Fanny molto divertente non lesinando nelle variazioni e agilità. Un plauso al Coccia, teatro di tradizione piemontese, che sa coniugare necessità con virtù offrendo spettacolo gradevole e ghiotte opportunità. La Musica vince sempre Renzo Bellardone. Crediti foto Mario...

TEATRO COCCIA NOVARA – PRIMA META’ di stagione 2022

TEATRO COCCIA NOVARA – PRIMA META’ di stagione 2022
Il Teatro Coccia di Novaraannuncia la prima metà di Stagione 2022: Inverno-Primavera  DA GENNAIO A GIUGNO CON 22 TITOLI  L’inaugurazione con LA CENERENTOLA di Gioachino Rossini  La commissione di una composizione sacra a Federico Biscionee un’opera per i ragazzi scritta da Federico Gon per parlare di bullismo e calcio  DANIELE PECCI, GIAMPIERO INGRASSIA, GABRIELE VACIS, GIOBBE COVATTA, LEGNANESI, MARIA AMELIA MONTI, MARIANGELA D’ABBRACCIO, MILENA VUKOTIC, OBLIVION e UGO DIGHEROtra i protagonisti dei cartelloni Prosa, Varietà, Comico  Collaborazioni con Novara Football Club, NovaraJazz  e Novara Dance Experience  Maratona CASSANDRA in occasione delle celebrazioni della Cultura Ellenica  Chiusura della prima parte di stagione con TOSCA di Giacomo Puccini in attesa dell’annuncio di nuovi titoli in Autunno 2022     Novara, 7 Dicembre 2021. Sono 22 i titoli (con 40 “alzate di sipario”) che compongono la programmazione del Teatro Coccia di Novara tra Gennaio e Giugno 2022. Dall’Opera al Comico, dalla Danza alla Prosa, dalla Musica Sinfonica al Varietà, e ancora appuntamenti per le Famiglie e le Scuole, la maratona di proiezioni di Cassandra, e gli Aperitivi in… Jazz. Un intenso cartellone che inaugura a Gennaio 2022 in occasione delle festività del Santo Patrono, San Gaudenzio. Giovedì 20 e Domenica 23 Gennaio 2022 il Teatro Coccia apre con La Cenerentola di Gioachino Rossini, diretta da Antonino Fogliano, rossiniano per eccellenza, con una carriera di respiro internazionale che lo ha visto sul podio di importanti teatri, direttore ospite principale alla Deutsche Oper am Rhein dal 2017 e Direttore musicale del Rossini Festival a Wildbad – Belcanto Opera Festival, il Maestro che ha diretto il concerto di apertura del 2021 con l’Orchestra Rai. La regia è affidata a Teresa Gargano, che approda sul palcoscenico del Teatro Coccia dopo un percorso di crescita professionale, passando dal ruolo di assistente, alla regia dell’opera di Accademia Cendrillon di Pauline Viardot, fino ad arrivare all’opera che inaugura la stagione Un cast di voci giovani affianca voci di caratura internazionale. Debuttano il ruolo il giovane e talentuoso mezzosoprano Mara Gaudenzi nei panni di Angelina, il basso Francesco Leone Alidoro, Chuan Wang – tenore cinese dal piglio tutto mediterraneo, impegnato in una carriera internazionale, apprezzato all’ultimo Rossini Opera Festival e prossimamente sul palco de La Scala – è Don Ramiro; il mezzosoprano Caterina Dellaere, una dei molti talenti emersi dall’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia, debutta il ruolo di Tisbe, infine Il ruolo di Clorinda è interpretato dal soprano in costante ascesa Maria Eleonora Caminada. Da contraltare a tante giovani voci due baritoni affermati di fama internazionale Simone Alberghini nel ruolo di Don Magnifico, e Emmanuel Franco in quello di Dandini. Suggestiva la scelta delle scenografie: tele dipinte a mano firmate dall’artista e scenografo Ferruccio Villagrossi. Un ritorno alla tradizione e all’artigianalità, un dialogo tra passato e futuro, che si collega idealmente all’allestimento di Ernani del 2019, in cui è stata ridata vita alle scene storiche del Massimo di Palermo. Un legame con l’ultima apertura di stagione pre-pandemia, per proseguire nel pensiero che sta alla base di una visione artigiana che dà spazio a una peculiarità tutta italiana, quella della manifattura applicata alla scenografia, nostro plus valore riconosciuto a livello mondiale. Secondo titolo d’opera della stagione è Tosca di Giacomo Puccini, in scena Venerdì 27, Sabato 28 e Domenica 29 Maggio 2022. Diretta da Fabrizio Maria Carminati, direttore d’orchestra originario del novarese rinomato nel mondo. La regia è di Renato Bonajuto. Nel ruolo di Tosca Charlotte-Anne Shipley, giovane interprete di origini inglesi che si è già esibita nei maggiori teatri europei ed italiani. Cavaradossi è una delle voci tenorili più affermate nel panorama lirico internazionale Luciano Ganci, per la prima volta sulle tavole del Teatro Coccia. Le scene sono firmate da Giovanni Gasparro uno dei più affermati pittori neocaravaggeschi italiani, di fama intercontinentale, le cui opere sono esposte in importanti collezioni pubbliche e...

LA FILLE DU REGIMENT – TEATRO Donizetti Bergamo 21 novembre 2021

LA FILLE DU REGIMENT – TEATRO Donizetti Bergamo 21 novembre 2021
Chi teme ancora la parola CULTURA o teme di annoiarsi ad assistere a certe performance, dovrebbe provare a superare i propri preconcetti e diventare curioso; la curiosità porterebbe forse ad assistere a spettacoli colti ed al tempo stesso ameni e festosi. LA FILLE DU REGIMENT – TEATRO Donizetti Bergamo 21 novembre 2021     Direttore Michele SpottiRegia Luis Ernesto DoñasScene Angelo SalaCostumi Maykel MartinezCoreografie Laura DomingoLighting design Fiammetta BaldiserriDrammaturgo Stefano Simone PintorAssistente alla regia Vanessa CoduttiAssistente alle scene Denia GonzalezAssistente alle luci Emanuele Agliati Orchestra Donizetti OperaCoro dell’Accademia Teatro alla ScalaMaestro del Coro Salvo Sgrò La Marquise de Berkenfield Adriana Bignagni LescaSulpice Paolo BordognaTonio John OsbornMarie Sara BlanchLa Duchesse de Krakenthorp Cristina BugattyHortensius Haris AndrianosUn caporal Adolfo CorradoUn paysan Andrea Civetta Percussioni Ernesto López Maturell Vocal coach Edwige HerchenroderCoach linguistico per il coro Alexandre Dratwicki Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Lírico Nacional de Cuba All’ouverture i mimi fingono di ritoccare il nuovo fondale del Donizetti, portando immediatamente un’ondata di gioiosa freschezza in sala nel pieno intento dell’opèra comique. I personaggi sono davvero simpatici e gli interpreti li hanno impersonatial meglio, assecondati da un insieme ricco di tecnica, semplicità e festosa esultanza. La Marquise de Berkenfield è interpretata comicamente autorevole dalla simpatica ed energica Adriana Bignani Lesca che ha espresso una importante interpretazione attoriale assecondata dalla voce di un bel colore scuro ed ambrato e timbro ragguardevole. Paolo Bordogna ha realizzato un Sulpice divertente e da grande interprete qual’è, senza mai eccedere offre la sua inconfondibile tonalità e gradevole colorazione. John Osborn, applauditissimo Tonio, è stato brillante e generoso nei do di petto che hanno appassionato talmente il pubblico da indurlo a concedere il bis a scena aperta. Caricaturale assai Cristina Bugatty nei panni di una duchessa di Krakenthorp…veramente esilarante! Haris Andrianos-Horensius, Adolfo Corrado-un caporal e Andrea Civetta-un paysan sono stati buoni interpreti nei rispettivi ruoli dando un bell’impulso alla riuscita anche emozionale dello spettacolo. Nel titolo del ruolo, Marie, figlia del reggimento è la deliziosa Sara Blanch la quale, accattivante, ha ben disegnato il personaggio con vivacità interpretativa, e cura nel fraseggio ed emissione brillante, che non si è certamente risparmiata! La direzione dell’orchestra è condotta dal giovane Michele Spotti che ha colto il sentimento intrinseco della vicenda nel pieno rispetto vivido della scrittura. Il coro coloratissimo e composto da artisti decisamente bravi, insieme all’agile percussionista Ernesto Lopez Maturell, in scena hanno compiuto l’opera registica di Luis Ernesto Donas: senza invenzioni o colpi di scena, la regia si è mossa sui sicuri binari della tranquillità, ma divertente ed a tratti esilarante, quindi riuscita. Le scene di Angelo Sala, hanno colpito per la semplicità, e per il gusto che hanno coadiuvato l’efficacia, come i colorati costumi di Maykel Martinez affiancate dalle vivaci coreografie di Laura Domingo. Credito fotografico: Gianfranco Rota La Musica vince sempre Renzo...

MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021

MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021
Bergamo di giorno è entusiasmante, di notte è avvolta da un vapore di mistero…Passeggiando tra le sue vie e viuzze poco illuminate e raggiunte attraverso la funicolare..che dire? Il fascino e le illusioni sono di casa ! MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021 Direttore Jonathan BrandaniRegia Francesco MicheliScene Edoardo SanchiCostumi Giada MasiLighting design Alessandro AndreoliDrammaturgo Davide PascarellaAssistente alla regia Tommaso FranchinAssistente alle scene Chiara Taiocchi Orchestra Donizetti OperaMaestro al fortepiano Hana LeeCoro Donizetti OperaMaestro del coro Fabio Tartari Creonte Roberto LorenziEgeo Michele AngeliniMedea Carmela RemigioGiasone Juan Francisco GatellCreusa Marta TorbidoniIsmene Caterina Di TonnoTideo Marcello Nardis Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti La narrazione inizia e finisce a Corinto 2021 con giusti e doverosi riferimenti ellenici con trasposizione in epoca di modernariato con incursioni nel fine 800 che crea qualche difficoltà nell’immediato di percezione della tragedia, che gradualmente si però si palesa in virtù anche dei movimenti sul palcoscenico della regia del padrone di casa Francesco Micheli ed la qualità degli interpreti in scena. Decisamente interessante l’apparire dell’arpista sul palco in un delizioso arpeggiare. Creusa trova in Marta Torbidoni un’interprete sicura vocalmente, ben timbrata e scenicamente compiuta. Juan Francisco Gatell è sempre una certezza: agile nei movimenti ed ancor più con la voce, regala sempre una emissione di livello, elegante. Michele Angelini interpreta Egeo con una vocalità arrotondata ed interessante scenicamente. Veramente azzeccata nella parte Caterina di Tonno che ha focalizzato il ruolo, avvalorato da buona performance di canto. Affiancata o meglio in alternazione scenica con Tideo interpretato da Marcello Nardis con efficacia. Medea, il ruolo del titolo è affidato a Carmela Remigio che sfodera salda tecnica ed abilità ad entrare nel personaggio seppur la distanza tra la narrazione greca e alcune scene ambientate in una cucina anni 50/60 di colore avorio non abbia agevolato e contribuito al feeling immediato, ma Remigio, ben avvezza a ruoli diversi, ha abilmente superato la partedi desperate woman, ed ha raggiunto livelli di assoluta qualità con voce squillante ed eccelsa negli acuti. La direzione dell’orchestra è affidata a Jonathan Brandani che ha dato buon risalto e vitalità alla scrittura di Mayr, insieme al Coro fuori campo che ha creato belle atmosfere. I costumi di Giada Masi pertinenti all’epoca sono simpatici; la scenografia ideata da Edoardo Sanchi è del tutto originale ed artistica e le luci di Alessandro Andreoli che completano in modo originale la scena sono installate a file parallele sotto alle pedane appese al soffitto che salendo o scendendo creano i vari ambienti della casa:; cucina, letto, salotto… e le luci variando di colore e di intensità creano ambiente e fanno risaltare le singole scene illuminate. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credito fotografico:Gianfranco Rota nota: un plauso a tutti i Festival che resistono e che attirano pubblico e visitatori, quindi anche a Bergamo ed alla sua Fondazione che ha raggiunto il sold out anche con molte presenze straniere!...

REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE -Lingotto 15 nov.2021

REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE -Lingotto 15 nov.2021
Quando negli anni sì è seminato amore, anche se ci si allontana, quando si ritorna si raccoglie amore! Questo è successo all’Auditorium del Lingotto lunedì 15 novembre 2021 quando il Maestro Noseda che tornato sul podio dell’Orchestra del Regio è stato accolto con il caloroso amore che egli ha sempre riservato alla musica, ai suoi collaboratori, al suo pubblico! REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE Auditorium “G. Agnelli” – Lingotto Lunedì 15 Novembre 2021 ore 20.30 GIANANDREA NOSEDA direttore Andrea Secchi maestro del coro  Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Johannes Brahms (1833-1897)  Nänie (Nenia)   per coro e orchestra op. 82 (1880-81)   Andante – Più sostenuto – Tempo I Bedřich Smetana (1824-1884)  Riccardo III  poema sinfonico op. 11 (1857-58)  Maestoso quasi andante Johannes Brahms  Gesang der Parzen (Canto delle Parche)  per coro e orchestra, op. 89 (1882)  Maestoso ——————— Antonín Dvořák (1841-1904)   Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 (B. 141) (1885) I. Allegro maestoso  II. Poco adagio  III. Scherzo: Vivace – Poco meno mosso  IV. Finale: Allegro   Dolcezza immediata! Ecco l’atmosfera che avvolge alle prime battute della Nenia di J. Brahms. Colpisce sempre la vitale e dinamica direzione di Gianadrea Noseda, che avvolto dall’emozione non perde l’attenzione e con il temperamento che lo ha portato sui podi più importanti, offre la maestosità della scrittura, raggiungendo vette di assoluta eccellenza e bellezza. L’incalzare ritmato del tamburo evidenzia ogni passaggio del coro diretto da Andrea Secchi. Il canto corale diviene celestiale,non per l’allocazione elevata, ma per la grande esperienza e forza che sa esprimere l’abbraccio musicale che la Nenia vuole realizzare: il canto funebre che piange la bellezza che deve morire con i versi eccelsi di F. Schiller. Con Riccardo III di B. Smetana ovviamente l’atmosfera cambia e dopo un attacco quasi minimalista, seppur profondo, la musica si evolve in un crescendo misurato che crea attesa, aspettative e sospensione, fin quando emerge il corpus della scrittura cerebrale frammista di spiritualità; con l’orchestra del Regio e Noseda la descrittività prende corpo ed ecco le esplosioni ed il sangue che scorrono tra visioni fantastiche che popolano gli incubi, frammiste ad esaltanti celebrazioni. Al maestoso Canto delle Parche di J.Brahms spicca davvero il canto con le contrapposizioni di timbro e tonalità con il profondo e scuro delle voci maschili, arricchite dall’argenteo femminile. La seconda parte del concerto prevede la Sinfonia n. 7 di A. Dvořák dove le danze la fanno da padrone ed il sinfonico si fonde con la tradizione popolare, dando vita ad un quadro fatto di forza e vigore non comuni, che espongono una grande ricchezza sinfonica intrisa di sentimento. La tempesta di emozioni di questa sinfonia ben si attaglia alla direzione di Noseda, abile a ricavare tutti i colori, i vapori e le suggestioni di una musica ipnotizzante. La Musica vince sempre. Renzo...

LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021

LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021
L’idea del Regio di Torino di non sospendere le attività per ristrutturazione del teatro è apprezzabile, anche se non si tratta di una vera e proprio stagione d’opera; la location dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini è eccellente per ospitare una partitura poco conosciuta, ma veramente ricca di fascino. LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021 Cantica su parole di Dante per baritono, soprano, coro, coro di voci bianche e orchestra op. 9 Musica di Ermanno Wolf-Ferrari Donato Renzetti direttore Alessandro Preziosi voce recitante Vittorio Prato baritono Angela Nisi soprano Andrea Secchi maestro del coro Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Coro di voci bianche Teatro Regio Torino In occasione dell’Anno di Dante “LaVita Nova” è da considerare il romanzo in cui Dante racconta sé stesso ed il suo amore per Beatrice, srotolando il racconto in decine di capitoli che spiegano molte composizioni poetiche scritte in momenti diversi, tra cui spiccano “Donne ch’avete intelletto d’amore” per sforare nel celeberrimo “Tanto gentil e onesta pare” I meravigliosi versi trecenteschi durante la serata sono stati letti da Alessandro Preziosi che sfoggia la migliore tecnica vocale con bel timbro interpretativo. Purtroppo l’audio mi è risultato lievemente carente, ma l’effetto è stato comunque apprezzabile. La composizione ignota ai più è di Wolf Ferrari che, pur leggendo si sia tenuto distante da da Schönberg, Cilea e Puccini, a mio sentire in certe dolcezze della composizione sono percettibili accenni a Puccini così come traspare Strauss. Scrittura elegante che passa da carezzevoli note a irruente e focose enunciazioni di percussioni, tamburi e gong in un maestoso e quasi trionfalistico incedere. Si inizia appunto con la voce di Alessandro Preziosi gentilmente sottolineato dal suono della campana che lascia spazio all’insieme orchestrale del Regio che ancora una volta fa assaporare il bello della musica. Interessanti l’assolo della tromba con orchestra e decisamente significativi il ritmo dialogante dei due percussionisti con pianoforte. Il maestro Donato Renzetti dà una direzione misurata con bel gesto chiaro e sicuro. Il canto è accoratamente offerto dal soprano Angela Nisi con voce sincera e cordiale che dona con chiarezza e limpidezza avvicinando l’ascolto fin da subito con un sorriso accogliente. La seconda voce è del baritono Vittorio Prato che esprime possanza attraverso la profondità ed i colori veramente bruniti palesando una importante cifra interpretativa; è sua la parte preponderante della composizione, che sa sostenere con sicurezza e tranquilla persuasione. Il coro del regio diretto da Andrea Secchi è sempre cornice che diventa quadro, avvalendosi in questo caso anche delle voci bianche dirette da Claudio Fenoglio. La Musica vince sempre Renzo...

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021
La ripresa…il tornare a teatro NON ha prezzo! L’entusiasmo e il desiderio della scena, della musica, dello spettacolo d’autore pulsano fortemente alle tempie e ritrovarsi in sala con Direttrice teatro, regista e scenografo che raccontano quello che fra poco si andrà ad ascoltare e vedere, riempie cuore e testa di emozioni. IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021Orchestrazione per organico orchestrale ridotto Paola Magnanini e Salvatore Passantino (Accademia AMO)Musica di Béla BartókLibretto di Béla BalázsTraduzione di Hannah Gelesz e Deda Cristina ColonnaDirettore Marco AlibrandoRegia Deda Cristina ColonnaAssistente alla regia Hannah GeleszScene e costumi Matteo CapobiancoBarbablù Andrea MastroniJudith Mary Elizabeth WilliamsPrologo Giuditta Pascucci, Carolina RapilloOrchestra del Teatro CocciaCoproduzione Fondazione Teatro Coccia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi L’opera non è delle più conosciute e rappresentate, quindi mi ritengo ben fortunato ad aver già avuto altre occasioni per assimilare l’ineguagliabile bello dell’ascolto dell’unica (peccato) opera di Béla Bartók! Non sono musicista, ma il frequente ascolto dal vivo di Musica ben elevata, mi fa apprezzare enormemente questa composizione viva, ricca di fermenti, impeti, passione ed espressiva intimità. Non basterebbero 1000 pagine ad illustrare le sfaccettature di questa scrittura imponente che seppure prevista per un organico di almeno novanta elementi, con un lavoro certosino e di assoluta qualità l’abbiamo ascoltata proposta da un organico musicale di soli 23 elementi. Il merito di questa orchestrazione per organico ridotto va a Paola Magnanini e Salvatore Passantino dell’Accademia AMO, realizzata sotto la preziosa supervisione di Marco Taralli. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera di Béla Bartók è senz’altro quello del rapporto tra il metro verbale e quello musicale. Per la prima volta la lingua ungherese non risulta violentata e deformata dalle esigenze della musica e come è stato esposto durante la presentazione la trasposizione in lingua italiana per i sottotitoli è stata curata con attenzione, fedeltà ed amore all’opera. Tutto emerge: il lamento, lo stridore, il grido, la speranza, l’illusione e la realtà, la rincorsa di un sogno, l’attesa della realizzazione ed il tormento dell’essere. Ma veniamo alla realizzazione registica di Deda Cristina Colonna che navigando tra le pagine fiabesche del castello del principe Barbablù, invece di soffermarsi all’immaginario collettivo del principe assassino uxoricida, spietatamente assetato di sangue, ha ricercato la psicologia ed il sogno del principe alla spasmodica ricerca di se stesso attraverso l’essere amato senza domande e condizioni. Aprendo una ad una le porte del castello, sulle femminee richieste di Judit, svela man mano il suo IO. La narrazione tiene con il fiato sospeso come in un giallo a lieto fine. La regia fin dalle proiezioni iniziali ha rappresentato con efficacia sorprendente questo suo percorso di ricerca ed ha reso Barbablù un essere umano con i suoi interrogativi e l’ambientazione scelta, realizzata con eleganza strutturale dallo scenografo Matteo Capobianco, ha contribuito alla rappresentazione dell’uomo Barbablù e della sua quarta ed ultima moglie Judit a cui dedica tute le notti, cosi come alle altre mogli racchiuse nell’ultima stanza aveva dedicato, il mattino, il mezzogiorno e l’imbrunire della sera. La direzione di Marco Alibrando è fresca ed al tempo stesso rigorosa, lasciando spazio alla passione che insegue le varie timbricità, gli stridori ed i quasi impercettibili soffi sopra le lacrime del lago. Agli interpreti va un applauso sincero: Mary Elisabeth Williams è un’accorata Judit che vive con grande forza interpretativa mantenendo il ritmo narrativo ed esprimendo una cifra vocale ben attagliata al ruolo. Andrea Mastroni può definirsi interprete di riferimento grazie alla voce che naturalmente bassa espone colori e profondità di tutto rilievo,...

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021
Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Dal sito ufficiale di “Furano Saxophone Quartet” Il Quartet nasce nel 2010 dall’esigenza di voler condividere un percorso musicale fatto di quotidianità e di ascolto reciproco, dove incontrarsi diviene un arricchimento per sé stessi e la condivisione una via per conoscere e superare insieme i propri limiti. I componenti, formatisi presso il conservatorio “U. Giordano” di Foggia con i maestri Leonardo Sbaffi e Daniele Berdini, risultano vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali e vantano importanti collaborazioni con figure di spicco nel panorama musicale internazionale come Marco Angius, Tito Ceccherini, Francesco Tamiati, Roberto Miele, Michele Gasbarro ed Ivan Solano. Il quartetto si è esibito in prestigiose  sale da concerto come il Teatro delle Muse di Ancona, Palazzo Corsini di Roma, Teatro Pergolesi di Jesi, Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma, Padiglione Italia EXPO 2015 di Milano, Basilica di San Michele Arcangelo (patrimonio Unesco) di Monte Sant’Angelo ed è stato protagonista di numerose rassegne e festival internazionali come Assaggi di Musica, Festival d’arte Apuliae, Musica nelle Corti di Capitanata, Amici della Musica di Lucera, Roma festival Barocco,  Conservatorio di Strasburgo e di Meintz. Il repertorio del gruppo si muove su tre linee fondamentali. La letteratura classica, fondamentale per la creazione di un’estetica comune, il repertorio contemporaneo, che rappresenta il fulcro del lavoro del quartetto soprattutto con la commissione di nuove opere a giovani compositori ed infine la creazione da parte degli stessi componenti del quartetto di brani inediti o di elaborazioni che rappresentano un laboratorio creativo dove sperimentare e ricercare nuove soluzioni sonore ed espressive. I componenti del Furano Saxophone Quartet sono inoltre organizzatori e promotori della Rassegna di Musica contemporanea “Rumore Bianco” che si svolge nella città di Foggia. LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021 Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Su musica originale di Alberto Napolitano questa sera abbiamo ascoltato brani evocativi della Liturgia della parola intercalate da brani ispirati a composizioni del ‘400 – ’500 riscritti mantenendo l’anima originale, ma con gusto contemporaneo. Napolitano presentando i componenti del quartetto e la voce solista, racconta quanto la Musica metta l’uomo in contatto do se stesso e con il supremo; le composizioni trovano ispirazioni dal cammino della Via Francigena e considerato il nuovo percorso fino a Monte Sant’Angelo e Santa Maria di Leuca il progetto è finanziato da Regione Puglia e Puglia sound; i testi sempre di Napolitano non sono testi sacri o liturgici, ma idealmente si rifanno alle sensazione e meditazioni dell’uomo in cammino. La Musica proposta è contemporaneamente ricca di dissonanze, che assemblate in un unicum gradevole all’ascolto, riescono assimilabili rapidamente anche dall’udito meno abituato. A tratti è decisamente essenziale per poi esaltarsi in virtuosismi sia di suono che di canto, come quando questo avviene a cappella ed è fatto di sole agilità virtuosistiche. Il programma è vivace ed anche gli intercalari strumentali sono decisamente accattivanti a partire dalla prima rielaborazione di Monteverdi lasciando tutto il brio evocativo delle danze dell’epoca e poi in altri brani concludere con una nota improvvisa, piuttosto che in un afflato di note basse. Tra filastrocche, ripetizioni anche ossessive per scandire tempo e ritmo, canto a bocca chiusa ed atmosfere suggestive, i quattro sax e la voce hanno offerto quale bis, un antico canto e ballo del ‘500 spagnolo con accompagnamento di vivace tamburello. La Musica vince sempre Renzo...

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021
Per la Rassegna Culturale “SOFFI DI FINE ESTATE 2021” ospite della serata Alessandro Barbaglia scrittore che entrato nella terzina dei vincitori Premio Strega Ragazze e ragazzi 2021ha intrattenuto il pubblico di Santhià… Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021 SCACCO MATTO TRA LE STELLE Alessandro Barbaglia, accompagnato da Rocco Dipoppa “Presentazione del libro”: sovente questo titolo di evento incute un certo timore e fa assistere a paure di noia! Probabilmente chi vive queste sensazioni non ha idea di come si possa teatralizzare e spettacolizzare una presentazione di libro. Mettiamo a caso che si tratti del libro SCACCO MATTO TRA LE STELLE, dove Vichi e Tichi i due bimbi protagonisti della fiaba ambientata a Miasino, uno dei paesi più fantastici che adornano le sponde del lago d’Orta vivono situazioni strane che vanno dalle corse in due sulla stessa bicicletta agli acquisti nell’unico negozietto del paese, dalla Irma, dove c’era di tutto…meno quello che si voleva acquistare. Insomma già si capisce che la fiaba è carina, ma se aggiungiamo la figura di Nonno Ingranaggio e quella dei genitori di Vichi astrofisici…beh il tutto è ancora più affascinante, ma mancano la regia, la scena e la musica. Questa sera a Santhià queste peculiarità non sono mancate, infatti l’autore Alessandro Barbaglia legge spettacolarizzando ed interpretando la lettura ed i fogli man mano letti volano a terra, la scena è il fondale di libri colorati e la musica quella che scaturische dai tasti e dal mantice della fisarmonica di Rocco Dipoppa che suona a tempo con le parole inserendo il suono del cellulare, del tonfo e …di quanto serve appunto a trasformare una presentazione in uno spettacolo! La parola è musica e la musica è musica, quindi anche in questo caso posso scrivere che LA Musica vince sempre. Renzo...

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021
Note dallo Stresa Festival: Per il violoncello Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di Galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite ritorna a essere un punto fermo dei concerti del Festival: proposta nella cornice suggestiva della Chiesa di Madonna di Campagna a Verbania, rinnova la consuetudine di offrire il capolavoro bachiano con interpreti ogni anno differenti. Giovanni Sollima è tra i violoncellisti più accreditati del panorama internazionale e la sua carriera solistica annovera collaborazioni di grande prestigio; ulteriore motivo di interesse è rappresentato dalla sua prima esecuzione dell’integrale delle Suite, che avrà luogo in esclusiva per Stresa Festival. Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021 Suite per violoncello solo (I)J. S. BACHn. 1 in sol magg. BWV 1007n. 2 in re min. BWV 1008n. 3 in do magg. BWV 1009 Suite per violoncello solo (II)J. S. BACHn. 4 in mi bem. magg. BWV 1010n. 5 in do min. BWV 1011n. 6 in re magg. BWV 1012 Recensione emozionale: Probabilmente Bach è numeri, matematica scienza compositiva, ma all’ascolto giunge solamente un’emozione fortissima e l’apprezzamento della bellezza allo stato puro; alcuni dicono che dopo Bach non esiste nulla…non la penso così, ma certamente Bach resta la pietra angolare di tutta la musica successiva e con le sue dissonanze e virtuosistiche variazioni resta autore contemporaneo sempre ! Giovanni Sollima, violoncellista e compositore raffinato si esibisce con violoncello senza puntale di appoggio, ma con lo strumento tenuto fermo dalle ginocchia e dalle gambe, quasi in un prolungamento del corpo per essere corpo unico con la musica che esce coinvolgente dallo strumento! La lettura di Sollima è molto personale ed attinente alle sue composizioni, ma rimanda l’ascolto vibrante di una sofferenza liberatoria vissuta nota per nota. La prima sera concede due bis offrendo l’interpretazione di suoi brani il primo un Fandango ben filologico con Bach grazie alle dissonanze e l’ossessività virtuosistica e poi un omaggio a Dante più lirico e melodico. La seconda serata, se possibile ancor più coinvolgente della prima si esibisce alternando l’utilizzo di due violoncelli ed ai bis modifica l’archetto alla ricerca di suoni particolari: La danza popolare Sancto Paulo e poi una danza scozzese del 600 in continuazione filologica con le danze di Bach.! La Musica vince sempre! Renzo Bellardone...