MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021

MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021
Bergamo di giorno è entusiasmante, di notte è avvolta da un vapore di mistero…Passeggiando tra le sue vie e viuzze poco illuminate e raggiunte attraverso la funicolare..che dire? Il fascino e le illusioni sono di casa ! MEDEA IN CORINTO – Teatro Sociale Bergamo 20 novembre 2021 Direttore Jonathan BrandaniRegia Francesco MicheliScene Edoardo SanchiCostumi Giada MasiLighting design Alessandro AndreoliDrammaturgo Davide PascarellaAssistente alla regia Tommaso FranchinAssistente alle scene Chiara Taiocchi Orchestra Donizetti OperaMaestro al fortepiano Hana LeeCoro Donizetti OperaMaestro del coro Fabio Tartari Creonte Roberto LorenziEgeo Michele AngeliniMedea Carmela RemigioGiasone Juan Francisco GatellCreusa Marta TorbidoniIsmene Caterina Di TonnoTideo Marcello Nardis Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti La narrazione inizia e finisce a Corinto 2021 con giusti e doverosi riferimenti ellenici con trasposizione in epoca di modernariato con incursioni nel fine 800 che crea qualche difficoltà nell’immediato di percezione della tragedia, che gradualmente si però si palesa in virtù anche dei movimenti sul palcoscenico della regia del padrone di casa Francesco Micheli ed la qualità degli interpreti in scena. Decisamente interessante l’apparire dell’arpista sul palco in un delizioso arpeggiare. Creusa trova in Marta Torbidoni un’interprete sicura vocalmente, ben timbrata e scenicamente compiuta. Juan Francisco Gatell è sempre una certezza: agile nei movimenti ed ancor più con la voce, regala sempre una emissione di livello, elegante. Michele Angelini interpreta Egeo con una vocalità arrotondata ed interessante scenicamente. Veramente azzeccata nella parte Caterina di Tonno che ha focalizzato il ruolo, avvalorato da buona performance di canto. Affiancata o meglio in alternazione scenica con Tideo interpretato da Marcello Nardis con efficacia. Medea, il ruolo del titolo è affidato a Carmela Remigio che sfodera salda tecnica ed abilità ad entrare nel personaggio seppur la distanza tra la narrazione greca e alcune scene ambientate in una cucina anni 50/60 di colore avorio non abbia agevolato e contribuito al feeling immediato, ma Remigio, ben avvezza a ruoli diversi, ha abilmente superato la partedi desperate woman, ed ha raggiunto livelli di assoluta qualità con voce squillante ed eccelsa negli acuti. La direzione dell’orchestra è affidata a Jonathan Brandani che ha dato buon risalto e vitalità alla scrittura di Mayr, insieme al Coro fuori campo che ha creato belle atmosfere. I costumi di Giada Masi pertinenti all’epoca sono simpatici; la scenografia ideata da Edoardo Sanchi è del tutto originale ed artistica e le luci di Alessandro Andreoli che completano in modo originale la scena sono installate a file parallele sotto alle pedane appese al soffitto che salendo o scendendo creano i vari ambienti della casa:; cucina, letto, salotto… e le luci variando di colore e di intensità creano ambiente e fanno risaltare le singole scene illuminate. La Musica vince sempre Renzo Bellardone credito fotografico:Gianfranco Rota nota: un plauso a tutti i Festival che resistono e che attirano pubblico e visitatori, quindi anche a Bergamo ed alla sua Fondazione che ha raggiunto il sold out anche con molte presenze straniere!...

REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE -Lingotto 15 nov.2021

REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE -Lingotto 15 nov.2021
Quando negli anni sì è seminato amore, anche se ci si allontana, quando si ritorna si raccoglie amore! Questo è successo all’Auditorium del Lingotto lunedì 15 novembre 2021 quando il Maestro Noseda che tornato sul podio dell’Orchestra del Regio è stato accolto con il caloroso amore che egli ha sempre riservato alla musica, ai suoi collaboratori, al suo pubblico! REGIO METROPOLITANO – GIANANDREA NOSEDA DIRETTORE Auditorium “G. Agnelli” – Lingotto Lunedì 15 Novembre 2021 ore 20.30 GIANANDREA NOSEDA direttore Andrea Secchi maestro del coro  Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Johannes Brahms (1833-1897)  Nänie (Nenia)   per coro e orchestra op. 82 (1880-81)   Andante – Più sostenuto – Tempo I Bedřich Smetana (1824-1884)  Riccardo III  poema sinfonico op. 11 (1857-58)  Maestoso quasi andante Johannes Brahms  Gesang der Parzen (Canto delle Parche)  per coro e orchestra, op. 89 (1882)  Maestoso ——————— Antonín Dvořák (1841-1904)   Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 (B. 141) (1885) I. Allegro maestoso  II. Poco adagio  III. Scherzo: Vivace – Poco meno mosso  IV. Finale: Allegro   Dolcezza immediata! Ecco l’atmosfera che avvolge alle prime battute della Nenia di J. Brahms. Colpisce sempre la vitale e dinamica direzione di Gianadrea Noseda, che avvolto dall’emozione non perde l’attenzione e con il temperamento che lo ha portato sui podi più importanti, offre la maestosità della scrittura, raggiungendo vette di assoluta eccellenza e bellezza. L’incalzare ritmato del tamburo evidenzia ogni passaggio del coro diretto da Andrea Secchi. Il canto corale diviene celestiale,non per l’allocazione elevata, ma per la grande esperienza e forza che sa esprimere l’abbraccio musicale che la Nenia vuole realizzare: il canto funebre che piange la bellezza che deve morire con i versi eccelsi di F. Schiller. Con Riccardo III di B. Smetana ovviamente l’atmosfera cambia e dopo un attacco quasi minimalista, seppur profondo, la musica si evolve in un crescendo misurato che crea attesa, aspettative e sospensione, fin quando emerge il corpus della scrittura cerebrale frammista di spiritualità; con l’orchestra del Regio e Noseda la descrittività prende corpo ed ecco le esplosioni ed il sangue che scorrono tra visioni fantastiche che popolano gli incubi, frammiste ad esaltanti celebrazioni. Al maestoso Canto delle Parche di J.Brahms spicca davvero il canto con le contrapposizioni di timbro e tonalità con il profondo e scuro delle voci maschili, arricchite dall’argenteo femminile. La seconda parte del concerto prevede la Sinfonia n. 7 di A. Dvořák dove le danze la fanno da padrone ed il sinfonico si fonde con la tradizione popolare, dando vita ad un quadro fatto di forza e vigore non comuni, che espongono una grande ricchezza sinfonica intrisa di sentimento. La tempesta di emozioni di questa sinfonia ben si attaglia alla direzione di Noseda, abile a ricavare tutti i colori, i vapori e le suggestioni di una musica ipnotizzante. La Musica vince sempre. Renzo...

LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021

LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021
L’idea del Regio di Torino di non sospendere le attività per ristrutturazione del teatro è apprezzabile, anche se non si tratta di una vera e proprio stagione d’opera; la location dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini è eccellente per ospitare una partitura poco conosciuta, ma veramente ricca di fascino. LA VITA NUOVA – Auditorium Rai Torino 29 ottobre 2021 Cantica su parole di Dante per baritono, soprano, coro, coro di voci bianche e orchestra op. 9 Musica di Ermanno Wolf-Ferrari Donato Renzetti direttore Alessandro Preziosi voce recitante Vittorio Prato baritono Angela Nisi soprano Andrea Secchi maestro del coro Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche Orchestra e Coro Teatro Regio Torino Coro di voci bianche Teatro Regio Torino In occasione dell’Anno di Dante “LaVita Nova” è da considerare il romanzo in cui Dante racconta sé stesso ed il suo amore per Beatrice, srotolando il racconto in decine di capitoli che spiegano molte composizioni poetiche scritte in momenti diversi, tra cui spiccano “Donne ch’avete intelletto d’amore” per sforare nel celeberrimo “Tanto gentil e onesta pare” I meravigliosi versi trecenteschi durante la serata sono stati letti da Alessandro Preziosi che sfoggia la migliore tecnica vocale con bel timbro interpretativo. Purtroppo l’audio mi è risultato lievemente carente, ma l’effetto è stato comunque apprezzabile. La composizione ignota ai più è di Wolf Ferrari che, pur leggendo si sia tenuto distante da da Schönberg, Cilea e Puccini, a mio sentire in certe dolcezze della composizione sono percettibili accenni a Puccini così come traspare Strauss. Scrittura elegante che passa da carezzevoli note a irruente e focose enunciazioni di percussioni, tamburi e gong in un maestoso e quasi trionfalistico incedere. Si inizia appunto con la voce di Alessandro Preziosi gentilmente sottolineato dal suono della campana che lascia spazio all’insieme orchestrale del Regio che ancora una volta fa assaporare il bello della musica. Interessanti l’assolo della tromba con orchestra e decisamente significativi il ritmo dialogante dei due percussionisti con pianoforte. Il maestro Donato Renzetti dà una direzione misurata con bel gesto chiaro e sicuro. Il canto è accoratamente offerto dal soprano Angela Nisi con voce sincera e cordiale che dona con chiarezza e limpidezza avvicinando l’ascolto fin da subito con un sorriso accogliente. La seconda voce è del baritono Vittorio Prato che esprime possanza attraverso la profondità ed i colori veramente bruniti palesando una importante cifra interpretativa; è sua la parte preponderante della composizione, che sa sostenere con sicurezza e tranquilla persuasione. Il coro del regio diretto da Andrea Secchi è sempre cornice che diventa quadro, avvalendosi in questo caso anche delle voci bianche dirette da Claudio Fenoglio. La Musica vince sempre Renzo...

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021

IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021
La ripresa…il tornare a teatro NON ha prezzo! L’entusiasmo e il desiderio della scena, della musica, dello spettacolo d’autore pulsano fortemente alle tempie e ritrovarsi in sala con Direttrice teatro, regista e scenografo che raccontano quello che fra poco si andrà ad ascoltare e vedere, riempie cuore e testa di emozioni. IL CASTELLO DI BARBABLU’ Teatro Coccia Novara 23 ottobre 2021Orchestrazione per organico orchestrale ridotto Paola Magnanini e Salvatore Passantino (Accademia AMO)Musica di Béla BartókLibretto di Béla BalázsTraduzione di Hannah Gelesz e Deda Cristina ColonnaDirettore Marco AlibrandoRegia Deda Cristina ColonnaAssistente alla regia Hannah GeleszScene e costumi Matteo CapobiancoBarbablù Andrea MastroniJudith Mary Elizabeth WilliamsPrologo Giuditta Pascucci, Carolina RapilloOrchestra del Teatro CocciaCoproduzione Fondazione Teatro Coccia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi L’opera non è delle più conosciute e rappresentate, quindi mi ritengo ben fortunato ad aver già avuto altre occasioni per assimilare l’ineguagliabile bello dell’ascolto dell’unica (peccato) opera di Béla Bartók! Non sono musicista, ma il frequente ascolto dal vivo di Musica ben elevata, mi fa apprezzare enormemente questa composizione viva, ricca di fermenti, impeti, passione ed espressiva intimità. Non basterebbero 1000 pagine ad illustrare le sfaccettature di questa scrittura imponente che seppure prevista per un organico di almeno novanta elementi, con un lavoro certosino e di assoluta qualità l’abbiamo ascoltata proposta da un organico musicale di soli 23 elementi. Il merito di questa orchestrazione per organico ridotto va a Paola Magnanini e Salvatore Passantino dell’Accademia AMO, realizzata sotto la preziosa supervisione di Marco Taralli. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera di Béla Bartók è senz’altro quello del rapporto tra il metro verbale e quello musicale. Per la prima volta la lingua ungherese non risulta violentata e deformata dalle esigenze della musica e come è stato esposto durante la presentazione la trasposizione in lingua italiana per i sottotitoli è stata curata con attenzione, fedeltà ed amore all’opera. Tutto emerge: il lamento, lo stridore, il grido, la speranza, l’illusione e la realtà, la rincorsa di un sogno, l’attesa della realizzazione ed il tormento dell’essere. Ma veniamo alla realizzazione registica di Deda Cristina Colonna che navigando tra le pagine fiabesche del castello del principe Barbablù, invece di soffermarsi all’immaginario collettivo del principe assassino uxoricida, spietatamente assetato di sangue, ha ricercato la psicologia ed il sogno del principe alla spasmodica ricerca di se stesso attraverso l’essere amato senza domande e condizioni. Aprendo una ad una le porte del castello, sulle femminee richieste di Judit, svela man mano il suo IO. La narrazione tiene con il fiato sospeso come in un giallo a lieto fine. La regia fin dalle proiezioni iniziali ha rappresentato con efficacia sorprendente questo suo percorso di ricerca ed ha reso Barbablù un essere umano con i suoi interrogativi e l’ambientazione scelta, realizzata con eleganza strutturale dallo scenografo Matteo Capobianco, ha contribuito alla rappresentazione dell’uomo Barbablù e della sua quarta ed ultima moglie Judit a cui dedica tute le notti, cosi come alle altre mogli racchiuse nell’ultima stanza aveva dedicato, il mattino, il mezzogiorno e l’imbrunire della sera. La direzione di Marco Alibrando è fresca ed al tempo stesso rigorosa, lasciando spazio alla passione che insegue le varie timbricità, gli stridori ed i quasi impercettibili soffi sopra le lacrime del lago. Agli interpreti va un applauso sincero: Mary Elisabeth Williams è un’accorata Judit che vive con grande forza interpretativa mantenendo il ritmo narrativo ed esprimendo una cifra vocale ben attagliata al ruolo. Andrea Mastroni può definirsi interprete di riferimento grazie alla voce che naturalmente bassa espone colori e profondità di tutto rilievo,...

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021

LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021
Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Dal sito ufficiale di “Furano Saxophone Quartet” Il Quartet nasce nel 2010 dall’esigenza di voler condividere un percorso musicale fatto di quotidianità e di ascolto reciproco, dove incontrarsi diviene un arricchimento per sé stessi e la condivisione una via per conoscere e superare insieme i propri limiti. I componenti, formatisi presso il conservatorio “U. Giordano” di Foggia con i maestri Leonardo Sbaffi e Daniele Berdini, risultano vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali e vantano importanti collaborazioni con figure di spicco nel panorama musicale internazionale come Marco Angius, Tito Ceccherini, Francesco Tamiati, Roberto Miele, Michele Gasbarro ed Ivan Solano. Il quartetto si è esibito in prestigiose  sale da concerto come il Teatro delle Muse di Ancona, Palazzo Corsini di Roma, Teatro Pergolesi di Jesi, Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma, Padiglione Italia EXPO 2015 di Milano, Basilica di San Michele Arcangelo (patrimonio Unesco) di Monte Sant’Angelo ed è stato protagonista di numerose rassegne e festival internazionali come Assaggi di Musica, Festival d’arte Apuliae, Musica nelle Corti di Capitanata, Amici della Musica di Lucera, Roma festival Barocco,  Conservatorio di Strasburgo e di Meintz. Il repertorio del gruppo si muove su tre linee fondamentali. La letteratura classica, fondamentale per la creazione di un’estetica comune, il repertorio contemporaneo, che rappresenta il fulcro del lavoro del quartetto soprattutto con la commissione di nuove opere a giovani compositori ed infine la creazione da parte degli stessi componenti del quartetto di brani inediti o di elaborazioni che rappresentano un laboratorio creativo dove sperimentare e ricercare nuove soluzioni sonore ed espressive. I componenti del Furano Saxophone Quartet sono inoltre organizzatori e promotori della Rassegna di Musica contemporanea “Rumore Bianco” che si svolge nella città di Foggia. LA LITURGIA DELLE PAROLE – Biblioteca Santhià 18 settembre 2021 Furano Saxophone Quartet e Simona Aprile Su musica originale di Alberto Napolitano questa sera abbiamo ascoltato brani evocativi della Liturgia della parola intercalate da brani ispirati a composizioni del ‘400 – ’500 riscritti mantenendo l’anima originale, ma con gusto contemporaneo. Napolitano presentando i componenti del quartetto e la voce solista, racconta quanto la Musica metta l’uomo in contatto do se stesso e con il supremo; le composizioni trovano ispirazioni dal cammino della Via Francigena e considerato il nuovo percorso fino a Monte Sant’Angelo e Santa Maria di Leuca il progetto è finanziato da Regione Puglia e Puglia sound; i testi sempre di Napolitano non sono testi sacri o liturgici, ma idealmente si rifanno alle sensazione e meditazioni dell’uomo in cammino. La Musica proposta è contemporaneamente ricca di dissonanze, che assemblate in un unicum gradevole all’ascolto, riescono assimilabili rapidamente anche dall’udito meno abituato. A tratti è decisamente essenziale per poi esaltarsi in virtuosismi sia di suono che di canto, come quando questo avviene a cappella ed è fatto di sole agilità virtuosistiche. Il programma è vivace ed anche gli intercalari strumentali sono decisamente accattivanti a partire dalla prima rielaborazione di Monteverdi lasciando tutto il brio evocativo delle danze dell’epoca e poi in altri brani concludere con una nota improvvisa, piuttosto che in un afflato di note basse. Tra filastrocche, ripetizioni anche ossessive per scandire tempo e ritmo, canto a bocca chiusa ed atmosfere suggestive, i quattro sax e la voce hanno offerto quale bis, un antico canto e ballo del ‘500 spagnolo con accompagnamento di vivace tamburello. La Musica vince sempre Renzo...

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021

SCACCO MATTO TRA LE STELLE – Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021
Per la Rassegna Culturale “SOFFI DI FINE ESTATE 2021” ospite della serata Alessandro Barbaglia scrittore che entrato nella terzina dei vincitori Premio Strega Ragazze e ragazzi 2021ha intrattenuto il pubblico di Santhià… Biblioteca Civica Santhià – 14 settembre 2021 SCACCO MATTO TRA LE STELLE Alessandro Barbaglia, accompagnato da Rocco Dipoppa “Presentazione del libro”: sovente questo titolo di evento incute un certo timore e fa assistere a paure di noia! Probabilmente chi vive queste sensazioni non ha idea di come si possa teatralizzare e spettacolizzare una presentazione di libro. Mettiamo a caso che si tratti del libro SCACCO MATTO TRA LE STELLE, dove Vichi e Tichi i due bimbi protagonisti della fiaba ambientata a Miasino, uno dei paesi più fantastici che adornano le sponde del lago d’Orta vivono situazioni strane che vanno dalle corse in due sulla stessa bicicletta agli acquisti nell’unico negozietto del paese, dalla Irma, dove c’era di tutto…meno quello che si voleva acquistare. Insomma già si capisce che la fiaba è carina, ma se aggiungiamo la figura di Nonno Ingranaggio e quella dei genitori di Vichi astrofisici…beh il tutto è ancora più affascinante, ma mancano la regia, la scena e la musica. Questa sera a Santhià queste peculiarità non sono mancate, infatti l’autore Alessandro Barbaglia legge spettacolarizzando ed interpretando la lettura ed i fogli man mano letti volano a terra, la scena è il fondale di libri colorati e la musica quella che scaturische dai tasti e dal mantice della fisarmonica di Rocco Dipoppa che suona a tempo con le parole inserendo il suono del cellulare, del tonfo e …di quanto serve appunto a trasformare una presentazione in uno spettacolo! La parola è musica e la musica è musica, quindi anche in questo caso posso scrivere che LA Musica vince sempre. Renzo...

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021

Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021
Note dallo Stresa Festival: Per il violoncello Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di Galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite ritorna a essere un punto fermo dei concerti del Festival: proposta nella cornice suggestiva della Chiesa di Madonna di Campagna a Verbania, rinnova la consuetudine di offrire il capolavoro bachiano con interpreti ogni anno differenti. Giovanni Sollima è tra i violoncellisti più accreditati del panorama internazionale e la sua carriera solistica annovera collaborazioni di grande prestigio; ulteriore motivo di interesse è rappresentato dalla sua prima esecuzione dell’integrale delle Suite, che avrà luogo in esclusiva per Stresa Festival. Giovanni Sollima -Madonna di Campagna Verbania 30/8 e 1/9/2021 Suite per violoncello solo (I)J. S. BACHn. 1 in sol magg. BWV 1007n. 2 in re min. BWV 1008n. 3 in do magg. BWV 1009 Suite per violoncello solo (II)J. S. BACHn. 4 in mi bem. magg. BWV 1010n. 5 in do min. BWV 1011n. 6 in re magg. BWV 1012 Recensione emozionale: Probabilmente Bach è numeri, matematica scienza compositiva, ma all’ascolto giunge solamente un’emozione fortissima e l’apprezzamento della bellezza allo stato puro; alcuni dicono che dopo Bach non esiste nulla…non la penso così, ma certamente Bach resta la pietra angolare di tutta la musica successiva e con le sue dissonanze e virtuosistiche variazioni resta autore contemporaneo sempre ! Giovanni Sollima, violoncellista e compositore raffinato si esibisce con violoncello senza puntale di appoggio, ma con lo strumento tenuto fermo dalle ginocchia e dalle gambe, quasi in un prolungamento del corpo per essere corpo unico con la musica che esce coinvolgente dallo strumento! La lettura di Sollima è molto personale ed attinente alle sue composizioni, ma rimanda l’ascolto vibrante di una sofferenza liberatoria vissuta nota per nota. La prima sera concede due bis offrendo l’interpretazione di suoi brani il primo un Fandango ben filologico con Bach grazie alle dissonanze e l’ossessività virtuosistica e poi un omaggio a Dante più lirico e melodico. La seconda serata, se possibile ancor più coinvolgente della prima si esibisce alternando l’utilizzo di due violoncelli ed ai bis modifica l’archetto alla ricerca di suoni particolari: La danza popolare Sancto Paulo e poi una danza scozzese del 600 in continuazione filologica con le danze di Bach.! La Musica vince sempre! Renzo Bellardone...

FILIPPO ARCELLONI – CONFERENZA SPETTACOLO – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021

FILIPPO ARCELLONI – CONFERENZA SPETTACOLO – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021
La nuova frontiera del turismo è il turismo lento e, tra i tanti cammini presenti in Europa – e in particolare per quanto ci riguarda, in Italia – abbiamo la via Francigena. Santhià è la 44a tappa del cammino da Roma a Canterbury e vede ogni anno migliaia di pellegrini di passaggio o in sosta in città. Uno di questi è FILIPPO ARCELLONI. SOFFI DI FINE ESTATE 2021 – BIBLIOTECA CIVICA SANTHIA’ – 30 AGOSTO 2021 FILIPPO ARCELLONI Presentato dalla bibliotecaria Marinella Bianco al folto pubblico in Biblioteca, il camminatore, attore, regista, scrittore FILIPPO ARCELLONI, ha intrattenuto tutti con la una conferenza-spettacolo sul suo ‘camminare’. La conferenza è stata preceduta dall’inaugurazione della mostra fotografica sui TRAIL ANGELS, relativa all’opera di un gruppo di manutentori dei sentieri locali (Via Francigena e Cammino di Oropa). La mostra è stata curata da Mario Matto – cuore pulsante dell’Associazione Amici della Via Francigena di Santhià – e da Marcello Vallese, coordinatore del gruppo e attivo manutentore dei cammini. Filippo racconta del fermo causa Covid 19 e di quanto in inverno abbia pensato, riflettuto, programmato e focalizzato il tema “Covid e Arte”, intesa nel più ampio senso del termine, che ha poi documentato con 45 filmati sul suo canale YouTube, relativi agli interventi realizzati nel corso del 2020. Quando è in cammino chiede un pernottamento e un pasto, ed offre la conferenza-spettacolo in una sorta di teatro itinerante (Teatro della Provvidenza). Racconta che il camminare è un atto complicato, che fa star bene anche grazie all’atto dell’incontro, come quando, scendendo dal Gran San Bernardo, incontra un pastore che gli spiega tutto sul suo allevamento e sui suoi pascoli. Analizza poi il cammino quale atto religioso, laico, di speranza, enogastronomico e di meditazione possibile, con l’immersione nella solitudine e contemplazione della natura che ci circonda e che consente di trarre pensieri e parole dalle immagini che lentamente si susseguono nel percorso a piedi. Evidenzia quanto sia differente il camminare per un paio di giorni dal vero cammino di più giorni, dove il peregrinare consente la riacquisizione del tempo e dello spazio, in una bolla temporale sospesa: camminando ci si allontana mentalmente dalla quotidianità e la meta da raggiungere diventa lo scopo da perseguire in libertà. Camminare è il primo atto del bambino quando riesce a superare il gattonare, è un gesto antico e la lentezza riporta ai millenni trascorsi, guarendo i mali dell’anima contemporanea. Arcelloni continua con il racconto di un albero di fichi e delle visioni della famiglia di provenienza contadina che mille volte avevano compiuto il gesto di raccogliere un frutto, dell’allontanamento dalla terra per inseguire il sogno moderno del lavoro in fabbrica, ma anche dell’essiccamento dell’essere umano, quando non affonda più le radici nella terra, ma le appoggia, quasi sospese, sul cemento. Filippo si perde poi in racconti fiabeschi di fate buone che però non perdonano l’avidità, l’invidia e il tradimento, e rammenta anche un tratto del percorso vicino a Piacenza, dove chi cammina è affiancato da un lato da una strada, percorribile ai 50 all’ora, a sua volta affiancata da un tratto di autostrada da 130 chilometri all’ora ed ancora da un tratto di alta velocità ferroviaria da 300 chilometri orari. Ma volgendo lo sguardo sull’altro lato, si vede il corso del fiume Po, e questo può essere vissuto con lo sguardo della lentezza, così come un quadro viene apprezzato nei dettagli. L’intrattenitore diviene affabulatore e, dopo aver affrescato l’immagine del campanile, che da lontano sempre appare indicando il prossimo luogo...