Beethoven In do minore

Beethoven In do minore
Giovedì 20 agosto, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi  In tempo di Covid 19 il cuore si apre alla speranza, quando un Festival importante come lo Stresa Festival apre le sue porte ai pochi spettatori consentiti ed offre loro un concerto da brividi, tanto è bello, all’ inaugurazione di stagione. Un plauso alla direzione ed a tutto lo staff. Questa 59° edizione del festival porta il titolo di ‘La Gioia dell’incontro’ e mi piace evidenziare che per il pubblico è anche la gioia del reicontro con tutto e tutti quelli che rappresentano il Festival, negli anni divenuto una casa accogliente e sicura  che affettuosamente  accoglie tutti i suoi spettatori.   Beethoven – In do minore Giovedì 20 agosto, ore 20.00 Stresa, Palazzo dei Congressi  V. BEETHOVEN, Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 37F. SCHUBERT, Sinfonia n.3 D. 200 Beatrice Rana, pianoforteEuropean Union Youth OrchestraGianandrea Noseda, direttore Serata di aperturaQuesto concerto rientra nell’area tematica Beethoven 2.0 Le luci si abbassano in sala e dopo l’entrata della meravigliosa orchestra Euyo, fa l’atteso ingresso il direttore artistico del Festival e direttore d’orchestra della serata il Maestro Gianandrea Noseda. Da19 anni alla guida artistica del Festival rappresenta la ricchezza dello stesso ed il suo amore per lo Stresa è ampiamente ricambiato dal pubblico che ormai lo attende con entusiasmo ed affetto. Simpaticamente esordisce sempre con un saluto ed in questo caso accenna a Beethoven che attraverso la musica ha sempre ricercato la verità e la bellezza, terminando con l’annuncio della solista Beatrice Rana che musicalmente  definisce un dono del cielo. Beatrice Rana, che di L. V. BEETHOVEN interpreta il  Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 37  è una giovane salentina,  pianista di fama mondiale apprezzata dalla recensioni del New York Times, mentre la Bbc l’ha nominata New Generation Artist.  Cavaliere della Repubblica, Beatrice Rana è una luminosa donna bruna, orgogliosa di sentirsi frutto della scuola italiana, eccellente e gratuita. Dopo essersi già esibita  al Musikverein di Vienna, al Philharmonie di Berlino, alla Scala di Milano ed alla Carnegie Hall di New York, approda allo Stresa Festival  per l’inaugurazione del cartellone 2020. Tocco rapido ed intenso che con leggerezza diviene fortemente comunicativo creando una sorte di dolcezza e suspense. Considerata la sua giovane età viene da pensare: ma per essere brava così, quanto studia???? E’ calamitante ed ipnotizzante  e ad ascoltarla si capisce quanto intendeva il Maestro Noseda all’inizio. L’Orchestra  Euyo ricostruita con ‘vecchie (ma giovanissime) glorie’, seppur ovviamente in forma ridotta, mi entusiasta sempre: il sorriso, la freschezza e l’impegno creano un risultato di tutta eccellenza che senza tema di contraddizione, emula veramente le più grandi orchestre sinfoniche. Esprimono tecnica apprezzabile, impegno e voglia di musica, emanando davvero la gioia dell’incontro con la musica, con il pubblico ed in questo caso con  Noseda, già loro direttore nel 2015 a Stresa.  Il maestro Gianandrea Noseda, con il consueto gesto molto ampio e descrittivo, interagisce con ‘i ragazzi’ in  modo amorevole, come se li coccolasse uno ad uno e loro rispondono con la stessa consapevolezza  gioiosa di essere li a suonare diretti da lui. Se con Beethoven molta dell’attenzione è stata rivolta alla solista, con Schubert l’attenzione è tutta rivolta a questa magnifica orchestra  che, con Noseda, sa estrapolare sonorità stratosferiche, paesaggi, umori e sentimenti variopinti in una pagina poetica e suggestiva. La Musica vince sempre. Renzo...

Il Barbiere di Siviglia – TEATRO COCCIA – Cortile del Castello 29 luglio 2020

Il Barbiere di Siviglia – TEATRO COCCIA – Cortile del Castello 29 luglio 2020
Ebbene si, il nostro teatro di tradizione piemontese, ovvero il Coccia di  Novara,  con La Fondazione Teatro Coccia per l’Estate Novarese, non molla ed utilizzando l’ampio cortile del Castello, appronta un cartellone interessante; tra i titoli i evidenza il “Barbiere di Siviglia e pur rinunciando all’orchestra riesce ad offrire a serata piacevole e di livello. Il Barbiere di Siviglia – TEATRO COCCIA – Cortile del Castello 29 luglio 2020  IL BARBIERE DI SIVIGLIA Opera in due atti di Gioachino Rossini con Enrico Iviglia Il conte D’Almaviva Stefano Marchisio Don Bartolo Manuela Custer Rosina Gabriele Nani Figaro Alessandro Abis Don Basilio Ilaria Alida Quilico Berta Filippo Rotondo Fiorello/Un ufficiale direzione Accademia dei Mestieri d’Opera del Teatro Coccia AMO regia Renato Bonajuto assistente alla regia Lorenzo Lenzi Alba Pepe pianoforte Produzione Fondazione Teatro Coccia L’ouverture al pianoforte di Alba Pepe parte più con dolcezza intrigante che con briosità, salvo poi vivacizzarsi e mantenere un buon ritmo per l’itera opera pur con l’alterarsi di giovani direttori dell’Accademia AMO del Teatro Coccia. Classicamente appare su una  piazza di Siviglia,  Fiorello con la lanterna in mano,  interpretato con presenza e buona impostazione da Filippo Rotondo, che vedremo poi anche nei panni di un Ufficiale. Affermato interprete rossiniano è il brillante Enrico Iviglia, facile nelle variazioni e con vocalità sicura, che vivacemente interpreta il Conte d’Almaviva. Il Barbiere è l’opera più rappresentata al mondo e quindi è molto conosciuta ed anche il pubblico delle serate estive si attende le arie più conosciute e tra queste la celebre cavatina ‘Figaro qua..Hei Figaro….’ e per questo è un impegno forte per qualsiasi interprete del Barbiere. Gabriele Nani ha  al suo attivo diverse produzioni ed ancorchè giovane ha un vasto repertorio che gli consente spigliatezza e sicurezza nel ruolo che infatti interpreta con abilità, sfruttando la brillante presenza scenica e buona tecnica a supporto di bel timbro e  bel colore. Manuela Custer è Rosina, continuando così la sua tradizione rossiniana iniziata addirittura al debutto in ‘Elisabetta regina d’Inghilterra’ al Regio di Torino; interprete di riferimento è ben apprezzata anche nel Rossini serio, vedi ‘Tancredi’ e nella musica antica fino alla musica dei giorni nostri. In Rosina è sicura e facile nelle agilità ed appassiona il pubblico  con l’interpretazione delle arie attese con il suo timbro sicuro che sa spaziare elegantemente, grazie alla salda tecnica. Il giovanissimo Stefano Marchisio fa un deciso balzo in avanti con l’interpretazione super riuscita di Don Bartolo; sicuro sulla scena come con la voce, esprime un tono profondo ed un fraseggio purissimo: ‘A un dottore della mia sorte…’ lo interpreta con una abilità non comune che talvolta neppure i più affermati interpreti sanno eguagliare. Decisamente in ruolo, ha caratterizzato bene il personaggio. Alessandro Abis interpreta  Don Basilio in modo convincente e rende ‘la calunnia’ qualcosa di più di un semplice ‘venticello assai gentile’. Ilaria Alida Quilico è la simpaticissima  Berta che rende con una voce squillante e divertente, mentre Filippo Rotondo   prima Fiorello  e poi un ufficiale che interpreta simpaticamente e con voce profonda e sicura. Le difficoltà in tempo di Covid sono molte ed anche per la regia di Renato Bonaijuto non deve essere stato semplice realizzare uno spettacolo con le limitazioni imposte, ma ‘onore al merito’ ha saputo con pochi elementi quali i pannelli girevoli ricreare prima la piazza e poi l’interno della dimora di Bartolo, con la gag garbata tra il pubblico, degli ombrelli al temporale e quindi della scala portata al balcone e poi recuperata dall’incauto Don Bartolo ha fatto...

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020

TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020
Il coraggio dei nostri teatri e dei nostri festival italiani non si è fatto fermare da disposizioni cautelativamente restrittive ed hanno comunque saputo offrire al loro pubblico spettacoli e momenti di vita vissuta insieme: così anche lo Stresa Festival. Tosca TOSCA – Stresa Festival – La Palazzola – 24 luglio 2020 Direzione Morabeza Tosca,voceMassimoDeLorenzi,chitarraGiovannaFamulari,violoncelloepianoforteFabiaSalvucci,coriAlessia Salvucci, percussioni Questa sera si viaggia attraverso luoghi, spazi, strade di paesi diversi ad iniziare dalle assolate piazze del Sud: a tenerci per manoc’è TOSCA che dopo una minuziosa ricerca musicale offre al pubblico musica senza pareti e senza confini, però sotto lo stesso cielo del pentagramma. Si inizia con un canto popolare intermezzato da un parlato che racconta di luoghi vissuti e di incontri ricordati; poi il tamburello suonato dalla stessa Tosca con maestria e versatilità andando alla ricerca di sonorità particolari. Il viaggio racconta di paesaggi sempre uguali e sempre diversi con melodie, allegro impeto e intime riflessioni. Tosca non ha certo bisogno di presentazioni, a dal vivo è veramente un’artista completa che oltre a cantare suona, balla, coinvolge il pubblico a cantare e ballare. La voce è indubbiamente molto bella con colori passionali, ma ben definiti, frutto di salda tecnica ed orgoglio nella propria professione. Canta una canzone per lei composta da Ivano Fossati e con ‘Piazza Grande’ lancia un commovente ricordo  di Lucio Dalla.  La serietà di Tosca emerge quando riconosce il grande e buon lavoro dei suoi collaboratori e dà loro molto spazio e visibilità. Come non citare Giovanna Famulari al violoncello, pianoforte, voce, tastierino e tamburelli in un variopinto dipinto musicale. Le due sorelle Salvucci veramente interessanti: Fabia voce d’insieme con Tosca che con  tono più acuto esalta l’insieme della proposta e poi Alessia che con l’assolo di tamburello ha dato una nuova dimensione dell’utilizzo dello strumento popolare. Eclettico e decisamente virtuosistico l’unico uomo della formazione ovvero Massimo de Lorenzi alla chitarra.   Una festa gioiosa che ha rallegrato una fresca serata estiva sull’elegante lungolago di Stresa, con il pubblico (ovviamente distanziato) che in piedi balla e con Tosca canta ‘Cara Ninella, Ninozza, Ninà’ La Musica vince sempre Renzo...

FRANCESCA GAZA – Palazzo Congressi Stresa 23 luglio 2020

FRANCESCA GAZA – Palazzo Congressi Stresa 23 luglio 2020
FRANCESCA GAZA – Palazzo Congressi Stresa 23 luglio 2020 Lilac for People  Francesca Gaza, voce, tastiere, arrangiamenti, composizioniJacopo Fagioli, tromba, flicornoFrancesco Panconesi, sax tenoreFederico D’Angelo, sax baritono, clarinetto bassoLorenzo Pellegrini, chitarra, voceLuca Sguera, tastiere, elettronicaAlessandro Mazzieri, basso elettrico, elettronicaMattia Galeotti, batteria Lilac for People è il progetto della cantante e compositrice Francesca Gaza, la quale racconta di viaggi sonori molto particolari che con contaminazioni elettroniche, pop e musica sintetizzata riesce a creare un’atmosfera d’ambiente e rendere la sua musica una sorta di Jazz da camera. L’ensemble è formato da amici ed ex compagni di studio, di conseguenza l’affiatamento e l’intesa sono  palpabili; ogni strumentista è singolarmente un valido artista con sensibilità decisamente affinate. Luca Sguera,suona su diverse  tastiere contemporaneamente riproducendo suoni in  elettronica; Francesco Panconesi al  sax tenore  e Alessandro Mazzieri al  basso elettrico e  elettronica emergono per carica interpretativa; Mattia Galeotti alla batteria non vuole imporre il suo strumento  come troppe volte succede ai batteristi, anzi si immerge nella totalità del suono d’insieme; Lorenzo Pellegrini chitarra e  voce sostiene armoniosamente e Jacopo Fagioli alla  tromba e  flicorno e virtuosistico, insieme a Federico D’Angelo ecletticamente al sax baritono e clarinetto basso che vive la musica con tutto sé stesso. L’inizio è soft e minimalista e da subito si ha l’idea dell’inconsueto, del nuovo con spirito di ricerca; a tratti i suoni sono così prolungati da evocare il basso continuo  sui cui si eleva la voce non comune di Francesca Gaza. Forse l’ascolto non è immediato, ma sicuramente è convincente e di li a poco si vive la musica insieme agli interpreti in un strana evocazione di suoni intimi frammisti a ricordi di terre esotiche  ed echi lontani. La voce e gli strumenti diventano sinuosi e voluttuosamente sensuali. Concerto decisamente interessante. La Musica vince sempre. Enzo...

TEATRO REGIO TORINO – ANTICIPAZIONI STAGIONE 2020-2021

TEATRO REGIO TORINO – ANTICIPAZIONI STAGIONE 2020-2021
Riceviamo e volentieri pubblichiamo le anticipazioni della Stagione 2020/2021 del Teatro Regio di Torino. E’ con particolare soddisfazione che si pubblica questa nota stampa, almeno per due motivi: l’uno perché è beneaugurante vista la situazione Covid 19 nel mondo e poi anche perché l’annuncio di stagione esce proprio nel giorno in cui la Sindaca Chiara Appendino è stata ascoltata dai magistrati circa la vicenda noir che riguarda l’ex sovrintendente Graziosi e l’impuntamento della stessa Appendino a richiedere il commissariamento del teatro. Questo significherebbe un declassamento del teatro  italiano che fino a qualche anno fa vantava il maggior numero di presenze e, con Noseda e Vergnano, delle belle tournèe all over the world che avevano portato il Teatro ad essere conosciuto ed amato ovunque. Un applauso a Sebastian Schwarz per il coraggio, la professionalità e la voglia di innovare proponendo titoli inusuali per sale come il Regio che porteranno nuovo pubblico, invoglieranno i giovani e favoriranno la lucentezza del teatro. ANTICIPAZIONI STAGIONE 2020-2021 14 titoli, di cui 5 nuovi allestimenti e 5 opere mai rappresentate al Regio Debutto all’opera per l’archistar Santiago Calatrava «Esistono tanti modi per raccontare il teatro d’opera entro la cornice narrativa di una storia. Il punto di partenza ideale che ho scelto per la mia prima Stagione al Regio sarà la grande varietà di linguaggi estetici che genera l’incontro dello spettacolo lirico con la regia teatrale, nel rispetto della tradizione o nella ricerca della contemporaneità. Essendo per vocazione e studio un musicista, non metto assolutamente in secondo piano l’interpretazione musicale, ma ho pensato che – per fornire alcune anticipazioni sulla prossima Stagione – potessimo partire da quello che i registi creeranno sul palcoscenico». Con queste parole il Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro Regio, Sebastian F. Schwarz, presenta in anteprima il fil rouge sotteso alla Stagione 2020-2021 con cui il Teatro Regio rialzerà il sipario a novembre, dopo il concerto d’apertura della Stagione sinfonica con l’Orchestra e Coro Teatro Regio Torino diretti dal maestro Stefano Montanari il 28 ottobre. Un itinerario di respiro internazionale con nuove produzioni e allestimenti inediti, proposti da importanti firme registiche, che spazierà dal Settecento viennese di Mozart, Salieri e Gassmann al contemporaneo inglese Adès, passando per i grandi classici del repertorio italiano, francese e mitteleuropeo dell’Otto-Novecento. Il nuovo cartellone sarà composto da 14 titoli, di cui 5 nuovi allestimenti e 5 opere mai rappresentate al Regio come La scuola de’ gelosi di Salieri, La finta semplice di Mozart, L’opera seria di Gassmann, I dialoghi delle Carmelitane di Poulenc e Powder Her Face di Adès. La messinscena degli spettacoli sarà affidata ad affermati registi di differenti generazioni e sensibilità, fra cui Barrie Kosky, Sophie Hunter, Christof Loy, Francesco Micheli, Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi – per la prima volta ospiti del Regio – e Laurent Pelly, Gabriele Lavia e Lorenzo Mariani, che ci hanno accompagnato in diverse stagioni. Protagonista di un atteso debutto operistico l’archistar Santiago Calatrava, che immaginerà l’allestimento de I dialoghi delle Carmelitane. A inaugurare la Stagione 2020-2021 sarà Jenůfa di Janáček, assente dal nostro palcoscenico da ben 50 anni. Nel segno della continuità con la Stagione 2019-2020, interrotta lo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria, saranno finalmente portati in scena: il nuovo allestimento de La bohème di Puccini, laPassione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach e Don Pasquale di Donizetti, storica produzione “Made in Regio”, insieme a Un ballo in maschera di Verdi, che ottenne uno straordinario successo nella tournée in Giappone del 2013. Infine, mentre in teatro si svolgeranno dei lavori, abbiamo programmato un ciclo estivo en plein air dedicato a tre celebri titoli del melodramma italiano quali La traviata di Verdi, Il barbiere di Siviglia di Rossini e Pagliacci di Leoncavallo, prodotti dal Regio nelle scorse stagioni e rappresentati nel nuovo spazio...

FELLINI JAZZ – Midsummer Concerts-Stresa Festival 2020

FELLINI JAZZ – Midsummer Concerts-Stresa Festival 2020
STRESA FESTIVAL 2020 – MIDSUMMER CONCERTS Stresa – Lungo lago La Palazzola 18 luglio 2020-07-19 fellinijazz Omaggio a Federico Fellini ENRICO PIERANUNZI TRIO Enrico Pieranunzi –pianoforte Luca Bulgarelli – contrabbasso Mauro Beggio – batteria In presenza di varie misure di sicurezza dettate dal rispetto delle norme imposte  a causa del Covid 19, Lo STRESA FESTIVAL  ha messo in piedi un cartellone di tutto rispetto e di grandi contenuti. Sabato 18 luglio, la prima serata dei Midsummer Concerts, ha visto la partecipazione di Enrico Pieranunzi Trio, nella suggestiva cornice del Lungo Lago La Palazzola con vista lago e Isola Bella. Il programma, particolarmente ricco di ritmo, poesia ed eclettici virtuosismi racconta Fellini attraverso le musiche di Nino Rota, fil rouge nella produzione felliniana. Enrico Pieranunzi con la simpatica semplicità che lo contraddistingue, ha raccontato aneddoti e ricordi presentando i vari brani, a cominciare dal primo, ovvero il tema da ‘I Vitelloni’ del 1953 dove si può dire che ha visto la luce il genio creativo del Maestro.  Poi il Trio interpreta i due temi dal ‘Bidone’ che, titolo premonitore, non ha avuto fortuna ed è stato considerato un vero flop, mentre la musica con ritmo incalzante   il primo branco e con accenti poetici il secondo, è rimasta tra le belle composizioni di Rota. Enrico Pieranunzi al pianoforte è davvero bravissimo ed ascoltandolo,  non ci si accorge che il tempo scorre, ma anche gli altri due artisti sono di notevole levatura ed in perfetta simbiosi la puntualità di Mauro Beggio alla batteria che vive con sicura professionalità, ben si unisce alla voce profonda del contrabbasso virtuosistico suonato da Luca Bulgarelli. La carrellata di successi propone poi ‘Le notti di Cabiria’ con un ricordo a Giulietta Masina, sceneggiatura scritta a quattro mani da Fellini con Ennio Flaiano, che si sono gettati a descrivere un volto delle notti romane. Dopo la citazione del primo premio Oscar, ecco che Pieranunzi annuncia il tema da ‘La Strada’ che valse al maestro il secondo  Oscar: a due voci, pianoforte e contrabbasso viene estrapolato lo straordinario tema musicali con delle improvvisazioni magistrali, che anticipano la dedica di un valzer e poi ‘Amarcord’ che diventa evocativamente commovente cui segue il capolavoro de ‘La dolce Vita’. La serata molto piacevole, con anche un delicato ricordo di Ennio Morricone,  e di altissimo livello interpretativo  ha dato agli spettatori entusiasti la speranza di poter tornare a vivere le intime emozioni della musica condividendo con gli altri uno sguardo di soddisfazione e di gioia per  essere ancora insieme ed insieme vivere la musica. La Musica vince sempre. Renzo...

LEҪONS DES TÉNÈBRES (Paris 1714)

LEҪONS DES TÉNÈBRES (Paris 1714)
LEҪONS DES TÉNÈBRES (Paris 1714) Franҫois Couperin Caroline Mutel e Karine Deshayes Le Nouveaux Caractères  – Sébastien d’Herin   Le Nouveaux Caractères è stata fondata nel 2006 da Caroline Mutel e Sébastien D’Herin protagonisti in questo cd inciso per Glossa, che vanta esecuzioni con strumenti storici privilegiando un repertorio barocco attraverso l’opera e diverse forme musicali d’ispirazione teatrale cercando di valorizzare il piacere dell’invenzione e del reincontro. Il direttore e clavicembalista d’Herin infatti è eclettico interprete che grazie ad una forte tempra caratteriale riesce a liberare sonorità scevre da imposizioni e consuetudini che non gli si addicono, andando invece alla ricerca della riscoperta del suono in una sorta di nuovo incontro, di sconosciute teatralità. Karine Deshayes mezzosoprano, affermata interprete d’opera, vanta diverse esibizioni in particolare in Francia dove infatti è conosciuta come una delle grandi figure dell’arte lirica francese, ma nota in tutto il mondo, ricordando partecipazioni anche al Metropolitan di New York.  Con il suo canto esprime tecnica solida ed accorgimenti acuti per la respirazione che le consente una emissione controllata, favorendo lo spirito del barocco francese, con un carattere interpretativo di assoluto rilievo. E’ rilevante la sua rafforzativa partecipazione e sostegno alle interpretazioni del  Nouveaux Caractères.   Caroline Mutel, dopo un master in Radio-Francia si aggrega all’Opéra National de Lyon dove ha iniziato a salire sul palco come solista ed acquistando fama da essere invitata in diversi Festival in Francia ed all’ester.  Apprezzata per l’ampiezza della sua voce e il suo impegno scenico, interpreta sia eroine mozartiane che il grande repertorio lirico da Bizet a Wagner. Cofondatrice del Nouveaux Caractères  è un soprano dalla voce fresca e primaverile che non si ritrae nell’offrire colorazioni scintillanti. Passionale in equilibrio con lo stile barocco porge le parole con grazia ed al tempo stesso con chiaro fraseggio e sicura fermezza. Queste LEҪONS DES TÉNÈBRES danno l’opportunità di offrire variazioni accorate e sensibili coinvolgimenti con la dolcezza interpretativa al cembalo. La Musica vince sempre. Renzo...

ARENA DI VERONA 2020

ARENA DI VERONA 2020
L’Arena di Verona è Opera,  spettacolo,  moltitudine di gente,  atmosfera…e mille altre sensazioni. Per chi può è già un’emozione alla presentazione della stagione consultare il cartellone con la propria agenda e cercare di riuscire ad incastrare almeno uno spettacolo, ed è bello farlo in compagnia. Purtroppo questo Covid 19 ha dettato le regole per troppe situazioni e quindi con rammarico pubblico questa informazione dal sito www.arena.it ARENA DI VERONA 2020 Servizio FIRST CLASS 2021 per gli spettatori  2020 INFORMAZIONI GENERALI È con rammarico che comunichiamo ai nostri spettatori e a tutti gli appassionati che purtroppo anche nella Fase 2 del periodo di contenimento del Coronavirus rimangono vietati i pubblici spettacoli e quindi le relative prove. Ad oggi dunque è divenuto oggettivamente impossibile per ordine dell’autorità e per forza maggiore allestire gli spettacoli programmati nel festival 2020. Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura. HAI UN BIGLIETTO 2020? Fondazione Arena ha pensato quindi innanzitutto a tutelare tutti gli 80.000 spettatori affezionati che hanno già acquistato il biglietto per la Stagione 2020 e che fin da oggi potranno ottenere tutte le informazioni necessarie consultando il nostro sito internet arena.it o scrivendo all’indirizzo ServizioClienti@geticket.it o telefonando allo 0458005151. LA PRELAZIONE ‘FIRST CLASS’ PER IL 2021 Dal 15 maggio al 14 giugno per tutti coloro già in possesso di biglietto 2020 sarà disponibile un servizio di prelazione ‘first class’, in collaborazione con Unicredit, attraverso sito, mail o telefono  Durante questo mese tutti i possessori di un biglietto 2020 potranno:– Assicurarsi per primi i migliori posti del Festival 2021 alla stessa tariffa con cui hanno acquistato il 2020, rimanendo validi tutti gli sconti ricevuti fino a oggi. – Cambiare titolo, posto e giorno della settimana. – Scegliendo un posto di valore equivalente, ricevere subito il proprio biglietto 2021 VUOI CAMBIARE POSTO? Coloro i quali invece vorranno fare un upgrade di posto o un cambio verso una tariffa minore potranno farlo subito per poi ricevere il biglietto dal 15 luglio. VUOI ASPETTARE? Per coloro che non vorranno usufruire della prelazione, dal 15 giugno, secondo le disposizioni che saranno emanate dal Governo, sarà attiva la procedura di emissione dei voucher sul sito arena.it. Le condizioni relative ai voucher saranno rese disponibili sul sito arena.it dal 14 maggio. VUOI DONARE? Sempre dal 15 maggio sarà inoltre possibile donare il valore del proprio biglietto in favore dell’attività della Fondazione. VUOI ACQUISTARE IL 2021? Dal 15 luglio invece sarà disponibile per tutti la vendita dei biglietti 2021.  Le condizioni per i tour operator e per le agenzie di viaggio saranno comunicate direttamente ai partner del festival. I VANTAGGI PER CHI SCEGLIE LA PRELAZIONE Sappiamo che oggi è difficile programmare per il 2021 in uno scenario di grande incertezza. Quello che chiediamo al nostro pubblico è di aiutarci a costruire un futuro di speranza per tutti i lavoratori della Fondazione e per il teatro che rappresenta l’identità operistica popolare dell’Italia. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per guardare insieme con fiducia al domani.Riassumendo tutti i vantaggi del servizio di prelazione “First Class”: Mantieni la stessa tariffa del biglietto 2020 (a parità di serata – incluse tutte le tariffe speciali) Puoi scegliere il posto migliore prima di tutti gli altriServizio first class realizzato in collaborazione con UniCredit per garantire ai clienti un’assistenza dedicata per la procedura di cambio del biglietto Tante modalità di contatto: mail ServizioClienti@geticket.it, call center 0458005151, in biglietteria con il supporto di un operatore (non appena le condizioni sanitarie permetteranno la riapertura) Sono possibili tutti...

IL ROF LANCIA “DOMANDE ALL’OPERA” 6 maggio 2020

IL ROF LANCIA “DOMANDE ALL’OPERA” 6 maggio 2020
Questa responsabile ‘fermata obbligatoria’ per emergenza sanitaria ha solleticato la fantasia di tutto il mondo teatrale ed anche il mondo dell’Opera. Ognuno si ingegna ad inventare delle soluzioni per mantenere il filo diretto con il pubblico e mantenere vivo il teatro e l’opera. Dal Rossini Opera Festival, con prudenziale speranza per l’edizione 2020, mi giunge questo comunicato stampa, con una nota di Giacomo Mariotti Ufficio Stampa Rof: “Buongiorno Renzo,anche Pesaro, finalmente, sta tornando alla normalità: è stata durissima.Sul tema ROF 2020 siamo, come tutti, in attesa delle disposizioni ministeriali.Abbiamo formulato una serie di ipotesi, e prenderemo la nostra decisione sulla base delle norme di sicurezza che ci verranno indicate. Per ora è impossibile dire di più.A presto, un caro saluto” IL ROF LANCIA “DOMANDE ALL’OPERA”Nuovo progetto didattico online del festival rossinianoPrenderà il via venerdì 8 maggio “Domande all’opera”, nuovo progetto didattico online che si inserisce nell’ambito dell’attività educativa del ROF Crescendo per Rossini.Domande all’opera è realizzato assieme a Bravopera e Fondazione G. Rossini, in collaborazione con Unitel e Ricordi e con il patrocinio del Comune di Pesaro.Il progetto capovolge il normale percorso educativo che parte dalla spiegazione del titolo in generale e si conclude con la visione dello spettacolo. Stavolta si inizierà subito dall’analisi di alcuni estratti video dell’opera, di cui saranno illustrati via via gli aspetti tecnici: il progetto non si basa su uno schema predefinito e rigido ma sulle possibili spontanee domande che la visione dello spettacolo lirico suscita. La prima opera analizzata sarà L’Italiana in Algeri, sulla base del travolgente allestimento curato al ROF 2013 da Davide Livermore (scene e luci di Nicolas Bovey, costumi di Gianluca Falaschi), con la direzione di José Ramón Encinar, alla guida di un brillantissimo cast (Anna Goryachova, Alex Esposito, Yijie Shi, Davide Luciano, Mario Cassi, Mariangela Sicilia, Raffaella Lupinacci) e dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna.L’iniziativa si rivolge agli alunni delle scuole di II grado e dei giovani adulti fino a comprendere tutti coloro che, seppure a conoscenza di cosa sia l’opera lirica, non ne conoscono i meccanismi e le tecnicità. Il progetto nasce per una fruizione online e cerca il suo pubblico sia attraverso il canale tradizionale degli insegnanti e delle scuole, sia attraverso i social media per trovare maggiore interattività.Il calendario del progetto, articolato in cinque sezioni di tre giorni ciascuna, prevede per ognuna di esse la pubblicazione sui social media di un breve video con domande e risposte brevi e la contemporanea pubblicazione sul sito web di uno schema pdf interattivo con le risposte più estese alle domande proposte nel video. Il giorno seguente si procederà alla raccolta di altre domande e richieste da parte del pubblico sui social media. Il terzo giorno verrà realizzata un’intervista con un artista o professionista dell’opera che risponderà a queste domande. Il progetto si concluderà con la trasmissione in streaming dello spettacolo integrale sabato 30 maggio alle 20 sul sul sito web del ROF. È previsto un kit per i professori che volessero usare il materiale per approfondire ulteriormente l’argomento con i propri studenti, con saggi critici, spiegazioni dettagliate, libretto dell’opera. Tutto il materiale sarà disponibile sui social media e sul sito del Festival.Link alla pagina del sito dedicata al progetto: https://www.rossinioperafestival.it/domande-allopera/Link al video dedicato a “Cruda sorte”: https://www.youtube.com/watch?v=I01yflTRYno&feature=youtu.bePesaro, 6 maggio...

Il Teatro Regio di Torino al tempo del Lockdown 2020

Il Teatro Regio di Torino al tempo del Lockdown 2020
Il Teatro Regio di Torino è veramente effervescente e pur con le restrizioni imposte dal responsabile Lockdown, ha ideato diverse iniziative volte a mantenere vivo il rapporto con il pubblico e l’interesse che lo stesso nutre per l’Opera in teatro. Ecco che nel  75° Anniversario della Liberazione d’Italia, avvenuta il 25 aprile 1945, il Teatro Regio Torino dedica al ricordo delle donne e degli uomini che lottarono per la libertà l’Inno delle nazioni (1862) di Giuseppe Verdi. Eseguita nel 2010 dall’Orchestra e Coro del Teatro Regio diretti da Gianandrea Noseda con il tenore Francesco Meli in veste di solista, la pagina verdiana è un omaggio all’Italia risorgimentale che nella rilettura di Arturo Toscanini del 1943 si caricò di nuove ispirazioni, diventando messaggio di rinascita per il Paese in lotta contro il nazifascismo. Per  la Giornata mondiale della Terra viene invece proposta La Pastorale di Beethoven nell’esecuzione dell’Orchestra del Regio diretta da Giandrea Noseda. Altre iniziative prestigiosa è stata #operaonthesofa ovvero vedere o rivedere delle belle produzioni comodamente seduti sul sofà di casa; a questo riguardo ricordiamo che con Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino, sono state trasmesse Manon Lescaut, Musica di Giacomo Puccini, con interpreti principali María José Siri, Gregory Kunde, Dalibor Jenis, Carlo Lepore, Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda, Regia Vittorio Borrelli; Faust Musica di Charles Gounod, Interpreti principali Charles Castronovo, Ildar Abdrazakov, Irina Lungu, Direttore d’orchestra Gianandrea Noseda, Regia, scene e costumi Stefano Poda; Il barbiere di Siviglia, Musica di Gioachino Rossini, Interpreti principali Antonino Siragusa, Marco Filippo Romano, Chiara Amarù, Roberto de Candia, Nicola Ulivieri, Direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti, Regia Vittorio Borrelli; La Sonnambula, Musica di Vincenzo Bellini, Interpreti principali Ekaterina Sadovnikova, Antonino Siragusa, Nicola Ulivieri, Direttore d’orchestra Renato Balsadonna, Regia Mauro Avogadro; Agnese, Musica di Ferdinando Paer, Interpreti principali María Rey-Joly, Markus Werba, Edgardo Rocha, Filippo Morace, Direttore d’orchestra Diego Fasolis, Regia Leo Muscato; L’italiana in Algeri, Musica di Gioachino Rossini, Interpreti principali Martina Belli, Xabier Anduaga, Carlo Lepore, Paolo Bordogna, Sara Blanch, Direttore d’orchestra Alessandro De Marchi, Regia Vittorio Borrelli; Violanta, Musica di Erich Wolfgang Korngold, Interpreti principali Annemarie Kremer, Michael Kupfer-Radecky, Norman Reinhardt, Peter Sonn, Soula Parassidis, Anna Maria Chiuri, Direttore d’orchestra Pinchas Stainberg, Regia Pier Luigi Pizzi; Il matrimonio segreto, Musica di Domenico Cimarosa, interpreti principali Carolina Lippo, Marco Filippo Romano, Alasdair Kent, Markus Werba, Monica Bacelli, Eleonora Bellocci, Direttore d’orchestra Nikolas Nägele, Regia Pier Luigi Pizzi; Nabucco, Musica di Giuseppe Verdi, Interpreti principali Giovanni Meoni, Csilla Boross, Ştefan Pop, Riccardo Zanellato, Enkelejda Shkosa, Direttore d’orchestra Donato Renzetti, Regia Andrea Cigni. IL Teatro Regio però non si è fermato qui ed infatti leggendo sul sito del teatro www.teatroregio.torino.it  si possono trovare tutte le info  ha lanciato : #LOperaTiSomiglia si ispira alla campagna di comunicazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo “L’arte ti somiglia” nell’ambito di #ArtYouReady, in rete con i musei italiani, che rende accessibile e fruibile il patrimonio artistico italiano. Partecipare a #LOperaTiSomiglia è molto facile e divertente perché si tratta molto semplicemente di un gioco. Scegli la tua opera preferita o il tuo personaggio d’opera preferito Cerca cose che hai in casa per vestirti e dare vita al titolo o al personaggio che hai scelto Ricrea l’opera, il personaggio e scatta una foto Condividila con #LOperaTiSomiglia e #teatroregiotorino, e tagga il Regio su Facebook, Instagram e Twitter Noi ricondivideremo la tua Opera! Nella gallery sui social abbiamo pubblicato immagini di alcuni dei titoli più noti, per darvi qualche spunto. Il gioco ora è nelle vostre mani.   La Musica vince sempre   Renzo Bellardone 27 aprile...

Teatro Coccia, Novara al tempo del Lockdown 2020

Teatro Coccia, Novara al tempo del Lockdown 2020
Il teatro Coccia di Novara, unico teatro di tradizione del Piemonte, è sicuramente un teatro vivo e ricco di idee innovative e questa affermazione trova conferma anche nell’iniziativa di cui riporta il sottostante comunicato stampa, che per motivi personali non sono riuscito a pubblicare prima, ma che merita ampia considerazione. Teatro Coccia, NovaraALIENATI, Opera Smart Workingprossimamente su www.fondazioneteatrococcia.it Una nuova produzione realizzata restando a casa e che si avvale dell’interazione con il pubblico   Novara, 20 aprile 2020. La modalità dello smart working applicata al teatro e alla lirica in particolare. Così nasce Alienati la prima Opera Smart Working ideata e prodotta da Fondazione Teatro Coccia. In questo periodo di sospensione forzata dell’attività teatrale, la direzione del teatro novarese ha riunito una task force di compositori, autori, registi, cantanti per dare vita a un lavoro inedito che trae spunto dall’isolamento casalingo per generare connessioni.   Alienati è la storia di un gruppo di personaggi cui è richiesto, a causa di un’invasione – naturalmente aliena – di restare a casa, ma questo avvertimento genera inevitabilmente reazioni inaspettate da parte di tutti. Snodo di quasi tutti i racconti è uno psicologo che tiene le redini della vita di una nutrizionista, salutista vegana praticante yoga con lampade ayurvediche al sale accese h 24 perennemente stressata e tradita, a sua insaputa, dal marito; un ladro gentiluomo svaligiatore d’appartamento professionista, adesso n crisi per mancanza di lavoro e in cerca di evasione (in tutti i sensi); una bellissima donna single costantemente alla ricerca dell’anima gemella da coinvolgere in aperitivi prolungati (tentata dal fascino pericoloso del Ladro). Questi condividono intrecci di vite con una mamma insoddisfatta single e con l’hobby di distruggere le famiglie degli altri portando via i mariti, ma il tutto tenendo iperprotetta la sua angelica e pura figlioletta; un musicista, cantante, maestro di tutto ciò che ci può essere di musicale, seguito (poco) in rete da una enorme schiera di allievi, al 90% cinesi che non parlano l’italiano, ridotto a organizzare flashmob canori condominiali; uno chef, sedicente esperto di gastronomia, ma che in realtà si nutre di scatolame e junk food, non sapendo cucinare nulla; un avvocato di nome Garbugli, marito della nutrizionista e amante della rovina famiglie.   Particolarità dell’opera sta nella sua realizzazione artistica e creativa: i cinque compositori, Federico Biscione, Alberto Cara, Cristian Carrara, Federico Gon e Marco Taralli, hanno composto le arie per i protagonisti dell’opera condividendo a distanza suggestioni e mondi musicali. Il soggetto è stato affidato alla penna di Stefano Valanzuolo, Vincenzo De Vivo lo ha reso un libretto dal sapore divertente e a tratti irriverente. La magia di mettere insieme tutti questi elementi è nelle mani del regista Roberto Recchia, con il supporto di Federico Pelle, tecnico del suono che raccoglierà tutti i contributi audio li mixerà per dare profondità e chiarezza di suoni a un’orchestra virtuale. L’aspetto scenico e l’abbigliamento dei protagonisti saranno studiati da Giuseppe Palella.  Ma la novità di Alienati non è solo questa. Al pubblico che assisterà all’opera tramite il sito del Teatro Coccia www.fondazioneteatrococcia.it verrà data l’opportunità di scegliere il “destino” dei personaggi trovandosi di fronte a veri e propri bivi. La fruizione da casa rende gli spettatori anche protagonisti del racconto potendone decidere gli sviluppi.   Il cast di interpreti di questi personaggi alienati è formato da voci di altissima caratura e fama internazione: nel ruolo dello psicologo il baritono Alfonso Antoniozzi, la nutrizionista è il mezzosoprano Daniela Barcellona, il ladro gentiluomo è il basso baritono Nicola Ulivieri, la...

TEATRO CARLO FELICE AL TEMPO DE LOCKDOWV 2020

TEATRO CARLO FELICE AL TEMPO DE LOCKDOWV 2020
In questo periodo di Lockdown, i teatri stanno facendo salti mortali e si stanno inventando di tutto, pur di mantenere vivo il rapporto con il proprio pubblico; in particolare i teatri d’opera hanno ideato piattaforme digitali, streaming e mille altre iniziative finalizzate a tenere vivo anche il teatro e l’opera! Dal Teatro Carlo Felice di Genova, ad esempio mi giunge questo comunicato, riferito alla loro iniziativa  musicalmenteinsieme.   COMUNICATO STAMPA La Tosca di Puccini, andata in scena al Teatro Carlo Felice nel dicembre 2014 con l’applauditissima regia “cinematografica” di Davide Livermore. Martedì 28 aprile, alle ore 20:00, sui canali social del Teatro Carlo Felice Tosca di Puccini, un titolo su cui Davide Livermore lavora da molto prima dello spettacolo che ha inaugurato la Scala lo scorso 7 dicembre. Più di cinque anni fa, infatti, il 20 dicembre 2014, andò in scena al Teatro Carlo Felice una Tosca di cui Livermore firmava regia, scene e luci. Uno spettacolo molto diverso da quello recente milanese, ma apparentato almeno in un aspetto: il taglio cinematografico. Non c’è da stupirsi, dato cheTosca, per Livemore,è“una proto-sceneggiatura cinematografica, dove armonia e poesia creano un flusso narrativo degno di un classico thriller hollywoodiano.” La Tosca genovese di Livermore, a suo tempo molto applaudita e lodata dalla critica, si potrà rivedere martedì 28 aprile, alle ore 20:00, sui canali social del Teatro Carlo Felice, nel consueto appuntamento settimanale del ciclo #musicalmenteinsieme, l’iniziativa in streaming con cui la Fondazione lirico-sinfonica genovese tiene vivo il rapporto con il proprio pubblico fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Una scenografia che modifica lo spazio creando angolazioni, campi, controcampi e piani sequenza. Allusioni cinematografiche presenti un po’ ovunque: la Roma di Magni e Fellini, la suspense di Nodo alla gola di Hitchcock, l’angelo de Il cielo sopra Berlino di Wenders. I costumi diGianluca Falaschi che rendono visibile sul corpo stesso dei protagonisti lo scontro ideologico tra lo Stato Pontificio e la modernità illuminista. Queste le caratteristiche principali di una Tosca da rivedere o da vedere per la prima volta per chi l’avesse persa nel 2014. E da ascoltare, grazie a un cast di prim’ordine. Sul podio, il Maestro Stefano Ranzanidirigeva l’Orchestra, il Coro (preparato dal Maestro Pablo Assante)e il Coro di Voci Bianche (preparato dal Maestro Gino Tanasini) del Teatro Carlo Felice. Protagonisti: Maria Guleghina (Floria Tosca), Roberto Aronica (Mario Cavaradossi), Carlos Álvarez (Il barone Scarpia), Giovanni Battista Parodi (Cesare Angelotti), Armando Gabba (Il Sagrestano), Enrico Salsi (Spoletta), Davide Mura (Sciarrone), Cristian Saitta (Un carceriere), Filippo Bogdanovic (Un pastorello). Nelle Note di Regia pubblicate nel programma, Livermore scriveva parole oggi ancora più attuali: “L’Opera è arte, è bellezza, quella che attraverso la grazia espressa in questi giorni dallo straordinario lavoro di oltre 200 anime (tecnici e artisti del Teatro Carlo Felice) scandaglia la vertiginosa profondità della vita, raccontandone i bagliori e gl’inferi.”   Su: https://www.streamingcarlofelice.com/ https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/ https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/ https://www.youtube.com/user/TeatroCarloFelice     Genova, 27aprile 2020, L’Ufficio Stampa   La Musica vince sempre Comunicato riportato da Renzo Bellardone 27 aprile...

CHEN REISS, IMMORTAL BELOVED

CHEN REISS,  IMMORTAL BELOVED
In questo tempo di responsabile e doverosa reclusione forzata (siamo nel periodo dell’emergenza epidemiologica 2020) è naturale trovare il tempo per ascoltare una nuova incisione e quindi, affascinato dalla bella interpretazione,  viene spontaneo scrivere quattro righe. CHEN REISS,  IMMORTAL BELOVED Beethoven Arias Academy of Ancient Music Richard Eggar Edizione Cd Onyx   L’ariosa musicalità di Beethoven feconda di tempra vigorosa,  incontra qui la bella interpretazione della Academy of Ancient Music con l’attenta e sensibile direzione di Richard Eggar, che dedica grande considerazione ai dettagli esaltandoli al piacevolissimo ascolto. Chen Reiss, la superba interprete di queste Arie di Beethoven, vanta un ampio repertorio che spazia dall’Ariodante a Rake’s Progress attraversando Der Rosenkavalier e Fidelio, unica opera di Beethoven; appunto di Beethoven sono le arie, corpus del Cd ascoltato. Chen Reiss dona una esecuzione filologica con imprinting interpretativo particolare con belle agilità da cui traspare sempre il cuore e la passione, come nell’impennata finale in Fliesse, Wonnezähre, fliesse! La sua voce riflette freschezza e limpidezza in un arcobaleno immaginario ricco di colori scintillanti. Il fraseggio appare subito chiaro come in No, non turbarti o Per Pietà non dirmi addio , facile all’ascolto in italiano, ma evidentissimo anche in tedesco; l’ascolto diviene partecipativo ed a tratti è ipnotizzante, soprattutto quando l’interpretazione diviene descrittiva e la dolcezza lascia il posto a vertiginosi acuti. Altro elemento che connota singolarmente il canto di Reiss è la forte emotività che si crea Freudvoll und Liedvol. Decisamente gradevole l’ascolto di una voce che lascia il segno. La Musica vince sempre Renzo Bellardone 5 aprile...

INTERVISTA AD ARIANNA WELLMONEY

INTERVISTA AD ARIANNA WELLMONEY
Arianna Wellmoney è un’attrice Italiana di Milano. Nel 2016 ha completato gli studi di recitazione nella prestigiosa American Academy of Dramatic Arts di New York.  Nel 2019 ha scritto e interpretato uno dei personaggi principali nello spettacolo “Extraordinary Aliens” che ha debuttato a New York e successivamente è stato presentato all’Hollywood Fringe Festival di Los Angeles.  Arianna è anche comparsa, nel ruolo di “Melissa”, nella serie tv “La Santera” la quale uscirà nel 2020. Altri progetti recenti includono: “3018” (programma di Snapchat), “Enoptromancy” (spettacolo Off Broadway), Immigrants Eat It (web serie di YouTube) e “True Drama” (lungometraggio).      -Mi racconti dei tuoi inizi a Milano? Ho girato il mio primo film, “Castelli per Aria” quando avevo 10 anni: era un progetto per la scuola, organizzato da professori e da qualche professionista del mestiere. È stata la mia prima vera esperienza davanti alla cinepresa. Fare quel breve film e partecipare alle piccole recite era sempre una delle cose che mi piaceva di più fare a scuola. Alle superiori ho cominciato a fare video e sketch di momenti di vita scolastica, uno dei quali fu filmato con il resto della classe e presentato all’Università Bicocca per un concorso sul ruolo della donna nel mondo del lavoro. Durante il mio ultimo anno delle superiori partecipai ad un corso di recitazione cinematografica alla scuola “Campo Teatrale”, dove presentammo uno spettacolo a fine anno. -Cosa ti ha spinto a volare in America? Fin da piccola mi resi conto del talento degli attori statunitensi e della alta qualità di film e telefilm americani. Sembrava sempre che Hollywood producesse una sconfinata quantità di film, di tutti i generi e di tutti gli stili, con temi e toni differenti e con attori sempre più bravi. Vedevo sempre città come New York e Los Angeles sullo schermo e me ne innamorai subito, volevo fare parte anche io di qualcosa di più grande. Dopo la maturità sono stata accettata all’American Academy of Dramatic Arts (AADA) di New York e sapevo che il mio futuro da attrice sarebbe cominciato là.   -Quali città hai abitato e vissuto negli States? Abito da cinque anni a New York; prima, quando andavo all’AADA , abitavo a Manhattan dove c’erano i dormitori della scuola. Adesso invece abito nel Queens con una famiglia Ecuadoregna! – Ora vivi a  N.Y.: la senti la tua città d’adozione? New York è come una seconda casa per me. È la città dove i miei sogni si possono avverare, è un luogo pieno di ricordi del passato e di speranze per il futuro. C’è sempre qualcosa da fare, qualche nuovo cibo da provare, un evento al quale andare, nuove strade da scoprire…Non sono fatta per le piccole città quindi La Grande Mela è proprio adatta a me.  -Mi dici quali sono state le esperienze teatrali che più ti hanno divertita, appassionata e quelle che ti hanno coinvolta di più emozionalmente? Una esperienza che mi ha molto divertita è stato recitare nello spettacolo “Enoptromancy”, che ha debuttato Off Broadway al Theater 80 St Marks. Era un’opera nuova e originale del regista, Michael Seebold, che trattava di una veglia funebre. Interpretavo un personaggio comico in una situazione altroché poco allegra, quindi cercare di far ridere il pubblico e sollevare l’umore degli altri attori/personaggi era sempre un’esperienza spassosa. L’opera era poi un lungo, unico atto di un’ora e mezza e quindi non c’era spazio per errori dato che eravamo sul palco per tutta la durata dello spettacolo, senza cambi scena! Riguardo esperienze che mi...

ARSENICO E VECCHI MERLETTI Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020

ARSENICO E VECCHI MERLETTI  Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020
D’accordo che a Carnevale ogni scherzo vale, ma in questo periodo carnascialesco al Coccia di Novara bisogna andarci con l’antidoto, infatti dopo Donna di Veleni ecco che porta in scena l’esilarante Arsenico e vecchi merletti con le due interpreti che rappresentano una cospicua parte del teatro italiano del ‘900.   ARSENICO E VECCHI MERLETTI Teatro Coccia Novara 22 febbraio 2020   Di Joseph KesserlingCon ANNA MARIA GUARNIERI e GIULIA LAZZARINI Traduzione di Masolino d’Amico   Martha Brewster                               Anna Maria Guerrieri Abby Brewster                                   Giulia Lazzarini Giula Stone                                       Maria Alberta Navello Teddy Brewster                                 Mimmo Mignemi Mortimer Brewster                                      Paolo Romano Jonathan Brewster                                     Luigi Tabita Dottor Einstein                                 Tarcisio Branca Reverendo Stone e Signor Spooner     Bruno Crucitti Sig. Johnson- Tenente Rooney            Francesco Guzzo Agente Mullihgan                              Daniele Biagini Agente Brophy                                   Lorenzo Venturini Regia Geppy Gleijesesliberamente ispirata alla regia di Mario Monicelli Scene  di Franco Velchi Musiche Matteo d’Amico Artigiano della luce Luigi Ascione Produzione Gitiesse Artisti Riuniti   La scena è quella classica con le due porte laterali, la scala centrale che porta alle camere del piano superiore ed al centro il tavolino, dove le due amabili signore accolgono i ‘loro signori’, ovvero gli inquilini ai quali affittano le camere. Sul tavolino, oltre ai bicchieri di cristallo, talvolta compare una bottiglia di rosolio, la quale, insieme alle due deliziose signorine Brewster diviene protagonista, anzi ‘la protagonista’: si tratta infatti della bottiglia di rosolio, con cura amalgamato con veleni, che le signorine servono appunto ai ‘loro signori’ quando li vogliono aiutare a lasciare questo mondo con il sorriso sulle labbra. I cadaveri, ormai tredici, vengono seppelliti dal folle nipote Teddy nel canale di Panama, ovvero nella cantina dell’abitazione. Un susseguirsi di situazioni esilaranti trasformano il noir in un quadretto quasi ‘per bene’. La Compagnia teatrale è veramente abile nella recitazione, utilizzando tutte le tecniche possibili per divertire il pubblico che infatti si diverte. I personaggi sono tutti ben definiti e senza nulla di caricaturale riescono ad immergere lo spettatore in una situazione quasi reale. Ovviamente non mancano alcune gags, sempre nel totale buon gusto e senza esagerazioni, che rendono lo spettacolo decisamente gradevole e le due ore ed un quarto filate e senza intervallo, scorrono sul filo del divertimento. Sinceramente ogni interprete meriterebbe una nota di plauso ed una descrizione dell’interpretazione dei vari personaggi, ma la presenza in scena di due pilastri del teatro italiano, inevitabilmente catturano i consensi, anche in relazione alla loro età ed all’immutabile se non migliorata capacità interpretativa. Si sta parlando di Giulia Lazzarini e  Anna Maria Guarnieri rispettivamente nei ruoli di Abby e Martha. Il tempo per loro, artisticamente parlando,  non pare trascorso e con vitalità inaspettata utilizzano la camminata, l’apertura delle porte con un colpo di sedere, i maliziosi sorrisini d’intesa, l’assoluta freschezza interpretativa che portano ad assistere ad una rappresentazione ‘reale’, tanto sono credibili e convincenti. La regia di Geppy Gleijeses è ispirata alla prima di Mario Monicelli, che quelli della mia età ricordavano perfettamente. Un plauso! Renzo...